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Modena City Ramblers al Monk — 6 dicembre 2026

In breve. I Modena City Ramblers suonano a Roma domenica 6 dicembre 2026 alle ore 19:30 al Monk, in via Giuseppe Mirri 35 (00159 Roma), il circolo culturale di Casal Bertone, con un Concerto Presto: la formula del Monk che anticipa l'inizio alla prima serata.

I Modena City Ramblers suonano a Roma domenica 6 dicembre 2026 alle ore 19:30 al Monk, in via Giuseppe Mirri 35 (00159 Roma), il circolo culturale di Casal Bertone, con un Concerto Presto: la formula del Monk che anticipa l'inizio alla prima serata. Il Monk si trova a meno di un chilometro dalla stazione Tiburtina, servita dalla metro B e dai treni regionali FL1, FL2 e FL3; in autobus ci si arriva con le linee 163, 409 e 545 indicate dal sito del circolo. L'ingresso costa 18 euro secondo il calendario ufficiale della band; i biglietti si acquistano sul sito ufficiale del Monk, nella sezione biglietti collegata alla data. I bambini fino a dodici anni, accompagnati da un adulto con biglietto, entrano gratis secondo le regole del circolo.

Chi è cresciuto in Italia fra gli anni Novanta e oggi ha probabilmente cantato almeno una volta In un giorno di pioggia, I cento passi o la loro Bella ciao, in un centro sociale, a una festa di paese, in piazza il Primo Maggio. I Modena City Ramblers sono nati a Modena nel 1991 da un gruppo di amici che volevano suonare musica irlandese, e sono diventati la colonna sonora di una generazione. Trentacinque anni dopo tornano a Roma in una sala raccolta, una domenica sera, con un orario pensato per chi il lunedì lavora. È il modo migliore di sentirli: da vicino, sudati, con il violino a un metro dalla faccia.

Modena City Ramblers al Monk: la serata del 6 dicembre

Il concerto dei Modena City Ramblers al Monk è fissato per domenica 6 dicembre 2026, con inizio alle 19:30, ed è inserito nel programma del circolo come Concerto Presto.

Un orario da domenica

Il sito della band lo segnala con un avviso esplicito: attenzione, inizio concerto ore 19:30. Nelle altre date del tour di dicembre i Ramblers attaccano alle 22; a Roma no. Chi arriva alle dieci, come si fa di solito per un concerto folk rock, trova la sala che si svuota.

La tappa romana del tour

La data di Roma è nel mezzo di un giro autunnale fitto: il 5 dicembre Perugia, all'Urban Club, il 7 Verbicaro, in Calabria, l'11 Torino all'Hiroshima Mon Amour, il 18 Brescia al Latte Più Live. Il calendario è pubblicato sul sito ufficiale della band, che per Roma indica il Monk Club e un ingresso di 18 euro.

Cosa aspettarsi

La scaletta non è pubblicata. La storia dei Ramblers dal vivo, però, dice molto: brani irlandesi e canti della Resistenza, i classici di Riportando tutto a casa e Terra e libertà, le canzoni più recenti di Altomare e di Appunti Resistenti. Il 2025 è stato l'anno del tour dedicato alla Resistenza, per l'ottantesimo della Liberazione; è ragionevole aspettarsi che quel repertorio abbia ancora un peso.

Il combat folk: che musica fanno i Modena City Ramblers

I Modena City Ramblers definiscono la propria musica combat folk, dal titolo del loro primo demo del 1993: folk irlandese suonato con l'energia del rock e del punk, e con testi che guardano all'Italia e al mondo.

Le radici irlandesi

Dall'inizio i Ramblers dichiarano un amore incondizionato per il folk irlandese. Usano brani strumentali della tradizione irlandese, scozzese, poi klezmer, balcanica e italiana, come base per le loro canzoni, come riff o come assolo. I modelli dichiarati sono i Pogues e i Waterboys; poi arrivano Les Négresses Vertes e i Mano Negra.

La patchanka celtica

Con Fuori campo, nel 1999, la band si definisce anche patchanka celtica, prendendo in prestito dai Mano Negra la parola patchanka, cioè meticciato. Le radici restano irlandesi, ma dentro entrano il Sud America, i Balcani, l'Africa, il dialetto emiliano.

Gli strumenti

Dal vivo i Ramblers sono una piccola orchestra popolare: violino, fisarmonica, flauto e tin whistle, bouzouki, banjo, mandolino, basso, batteria e voci. In una sala come il Monk, dove il palco è vicino al pubblico, ogni strumento si distingue.

Modena City Ramblers: la biografia della band

I Modena City Ramblers nascono a Modena nel 1991 da un gruppo di amici che vogliono suonare musica irlandese; il nome viene deciso nel febbraio di quell'anno prima di un concerto al Wienna di Modena, perché in Irlanda ogni città ha i suoi City Ramblers.

Gli esordi

Nel primo nucleo ci sono Alberto Morselli, Giovanni Rubbiani e Alberto Cottica, dal gruppo Lontano da dove, Franco D'Aniello e Luciano Gaetani. Nel 1992 arriva il bassista Massimo Ghiacci, e il 1° marzo viene registrato On the First Day of March, il primo demo dal vivo. In un concerto a Carpi sale per la prima volta sul palco Stefano Cisco Bellotti, a cantare The Wild Rover. L'anno si chiude con un concerto di spalla ai Pogues a Modena.

Riportando tutto a casa, 1994

Nel 1993 esce Combat Folk, venduto ai concerti. Nel 1994 arriva Riportando tutto a casa, il disco che li fa conoscere: dentro ci sono In un giorno di pioggia, Quarant'anni, I funerali di Berlinguer, Ninnananna e la prima versione della loro Bella ciao. Compare il dialetto modenese. Nella ristampa entra Il bicchiere dell'addio con Bob Geldof.

La grande famiglia e Terra e libertà

Nel 1996 La grande famiglia, con Paolo Rossi e Mara Redeghieri; entrano Massimo Giuntini e il violinista Francesco Moneti. Nel 1997 Terra e libertà, ispirato a Gabriel García Márquez e ai viaggi in Patagonia, Messico e Cuba, nato anche dagli incontri con Luis Sepúlveda e Paco Ignacio Taibo. A dicembre la band suona a Cuba davanti a centomila persone.

Raccolti, Fuori campo, Radio Rebelde

Nel 1998 registrano in un pub di Novellara Raccolti, album acustico. Nel 1999 Fuori campo, dopo un viaggio in Irlanda. Nel 2002 Radio Rebelde, segnato dal G8 di Genova e dall'11 settembre; nel 2003 suonano in Chiapas e in Guatemala. Nel 2004 ¡Viva la vida, muera la muerte!, prodotto da Max Casacci dei Subsonica: la canzone Ebano vince il premio Amnesty Voci per la libertà.

Appunti partigiani e l'addio di Cisco

Nel 2005, per il sessantesimo della Liberazione, esce Appunti partigiani, un album di canti della Resistenza con molti ospiti. Poco dopo Cisco lascia la band per la carriera solista, dopo quattordici anni. Al suo posto i Ramblers chiamano due amici: Davide Dudu Morandi e Betty Vezzani. Nel 2006 esce Dopo il lungo inverno, prodotto da Peter Walsh, con Terry Woods dei Pogues e la Kočani Orkestar.

Gli anni Duemila e il lutto

Il 6 ottobre 2007 muore in un incidente stradale il polistrumentista Luca Gabibbo Giacometti. Nel 2008 esce Bella ciao, Italian Combat Folk for the Masses, prodotto da Terry Woods e dedicato a lui, il primo disco pensato per l'estero; entra il tastierista Leonardo Sgavetti. Nel 2009 Onda libera, con un'introduzione di don Luigi Ciotti e la Carovana della legalità contro le mafie organizzata con Libera.

Dal 2011 a oggi

Sul tetto del mondo esce nel 2011, per i vent'anni; Niente di nuovo sul fronte occidentale nel 2013; Venti, dal vivo, nel 2014; Tracce clandestine nel 2015, con Eugenio Finardi, La Pegatina, Terry Woods; Mani come rami, ai piedi radici nel 2017; Riaccolti, acustico, nel 2019. Nel 2023 Altomare, finanziato dai fan, e un tour nei club di Regno Unito, Irlanda, Francia, Paesi Bassi e Lussemburgo. Nel 2025 il libro Nati per la libertà e l'EP Appunti Resistenti, con un tour dedicato alla Resistenza.

La formazione

Oggi la band è formata da Franco D'Aniello ai fiati, presente dal 1991, Massimo Ice Ghiacci al basso, dal 1992, Francesco Fry Moneti al violino e alle chitarre, Davide Dudu Morandi alla voce, Leonardo Sgavetti alla fisarmonica e alle tastiere, Enrico Torreggiani alla batteria e Riccardo Sgavetti al basso e alle corde.

I Modena City Ramblers e Roma

Il legame fra i Modena City Ramblers e Roma è più antico di quanto si pensi: il loro primo vero album, Riportando tutto a casa, uscì nel 1994 per un'etichetta indipendente romana, la Helter Skelter Records.

Il Primo Maggio

Nel 1996 i Ramblers suonano al Concerto del Primo Maggio di Roma. Ci tornano dieci anni dopo, nel 2006, con la nuova formazione: e quella sera cantano Contessa di Paolo Pietrangeli cambiando alcune parole. Ne nasce una polemica con l'autore, che rivendica di non aver mai autorizzato modifiche. La band toglie il brano dal repertorio per qualche anno e scrive Mia dolce rivoluzionaria.

Una band da piazza e da club

Nella loro storia i Ramblers hanno alternato palazzetti, piazze e club. Nel 1998, dopo i palazzetti di Terra e libertà, scelsero di tornare nei locali per recuperare una dimensione più intima. Il Monk, una domenica di dicembre, è esattamente quella dimensione.

Il Monk, la sala dei Modena City Ramblers a Casal Bertone

Il Monk si trova in fondo a via Giuseppe Mirri 35, fra Casal Bertone e il Portonaccio, a meno di un chilometro dalla stazione Tiburtina, ed è attivo dal 2014. Il nome è un omaggio a Thelonious Sphere Monk, il pianista che fece dell'irregolarità una regola.

Due casali in un parco

Il circolo occupa due casali, circa 500 metri quadrati, e due aree all'aperto dentro un parco di un ettaro. Il sito ufficiale lo descrive come un piccolo mondo rurale in un quartiere ad alta densità abitativa. A dicembre la vita si sposta nella sala Teatro, il cuore invernale del circolo.

Un cartellone aperto

Concerti grandi e piccoli, teatro, laboratori, presentazioni, festival, mercati, attività per famiglie, con bar e cucina. La scheda del luogo è Monk; il programma aggiornato è sul sito ufficiale del Monk.

Senza barriere

Il circolo dichiara spazi privi di barriere architettoniche e aperti a tutte le età. Per un concerto folk che attira famiglie e più generazioni insieme, è un dato concreto.

Casal Bertone e i dintorni del Monk

Casal Bertone è un quartiere del quadrante est di Roma, stretto fra la ferrovia di Tiburtina, la via Prenestina e il Portonaccio, cresciuto accanto allo scalo ferroviario.

Una periferia di binari

La ferrovia disegna tutta la zona. L'area intorno a Tiburtina, con la nuova stazione e i cantieri, è cambiata molto negli ultimi anni, e circoli come il Monk hanno portato qui un pubblico che prima attraversava il quartiere solo in treno.

Il Verano e San Lorenzo

Oltre i binari, verso ovest, ci sono il Cimitero del Verano e la basilica di San Lorenzo fuori le Mura. Il quartiere di San Lorenzo, universitario e notturno, è a pochi minuti di taxi.

Villa Torlonia e Porta Maggiore

Verso nord, lungo la Nomentana, c'è Villa Torlonia, con il Casino Nobile e la Casina delle Civette. Verso sud, oltre la Prenestina, Porta Maggiore ricorda che anche questa periferia poggia su acquedotti antichi.

Come arrivare al Monk per i Modena City Ramblers

Il Monk si raggiunge con la metro B o con i treni regionali FL1, FL2 e FL3 fino a Tiburtina, a meno di un chilometro, oppure con gli autobus 163, 409 e 545 indicati dal sito del circolo.

Metro e treno

Da Termini la metro B arriva a Tiburtina in pochi minuti; dalla stazione a via Giuseppe Mirri si cammina una decina di minuti. Con l'inizio alle 19:30, il ritorno in metro è semplice: di domenica, però, conviene controllare l'orario dell'ultima corsa.

In autobus

Le linee 163, 409 e 545 servono la zona. Di domenica valgono gli orari festivi e le frequenze si diradano: il calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti di Roma, impostato su giorno e ora del concerto, evita attese al freddo.

In auto e in taxi

Casal Bertone è fuori dalla zona a traffico limitato, e la domenica sera trovare parcheggio nelle vie vicine è in genere possibile, con un po' di pazienza. Il taxi fino a via Mirri o fino a Tiburtina resta la soluzione più comoda per il ritorno.

Per chi viene da fuori Roma

Tiburtina è stazione dell'alta velocità. Con un concerto che comincia alle 19:30, chi arriva da un'altra città ha qualche possibilità di ripartire la sera stessa: verificate gli ultimi treni prima di comprare il biglietto.

Biglietti per i Modena City Ramblers al Monk

L'ingresso al concerto dei Modena City Ramblers al Monk costa 18 euro secondo il calendario ufficiale della band; i biglietti si acquistano sul sito ufficiale del Monk, nella sezione biglietti collegata alla data.

Comprare per tempo

La sala Teatro del Monk ha una capienza contenuta, e i Ramblers a Roma hanno un pubblico fedele da trent'anni. Una domenica di ponte, con un orario comodo per le famiglie, è una data che può esaurirsi: chi è sicuro di andare non aspetti la settimana del concerto.

Informazioni

Per domande su accesso, accessibilità e servizi il Monk indica l'indirizzo info@monkroma.it. È il canale giusto anche per chiedere se per questa data sono previsti i giubbotti vibranti per le persone sorde.

Una curiosità su Modena City Ramblers al Monk — 6 dicembre 2026

La curiosità più bella è nel nome. Nel febbraio 1991, prima di un concerto al Wienna di Modena, il gruppo doveva decidere come chiamarsi. La spiegazione, raccontata da Giovanni Rubbiani, è disarmante: sapevano che in Irlanda ogni città ha i suoi City Ramblers, e sembrò loro giusto che Modena non fosse da meno. Il nome è anche un omaggio ai Dublin City Ramblers, un gruppo che loro stessi descrivevano come il liscio irlandese. Una band emiliana che si ispira a un'orchestra da ballo irlandese: dentro c'è già tutto il loro programma.

La seconda curiosità è romana. Il primo album vero dei Ramblers, Riportando tutto a casa, uscì nel 1994 per la Helter Skelter Records, un'etichetta indipendente di Roma. Solo dopo il disco passò alla Mescal e poi alla Polygram, con l'aggiunta del brano cantato con Bob Geldof. In un certo senso, i Modena City Ramblers hanno cominciato la loro carriera discografica proprio in questa città. Tornarci trentadue anni dopo, in un circolo indipendente di periferia, ha la coerenza delle cose che non si programmano.

Una cosa che non ti dice nessuno su Modena City Ramblers al Monk — 6 dicembre 2026

Quello che non vi dice nessuno è l'orario. Nelle altre date del tour di dicembre i Ramblers cominciano alle 22, com'è normale per un concerto nei club. A Roma, al Monk, si comincia alle 19:30: la band stessa lo segnala sul proprio sito con un avviso in evidenza. Chi si regola sulle abitudini, o su un vecchio concerto dei Ramblers, rischia di arrivare a fine serata.

Seconda cosa: il 6 dicembre è la domenica del ponte dell'Immacolata. Molti romani sono fuori, molti visitatori sono in città, e i mezzi viaggiano con orari festivi. La metro B resta il mezzo più affidabile per arrivare a Tiburtina; gli autobus, di domenica sera, meno.

Terza cosa, forse la più utile: un concerto dei Ramblers non si ascolta seduti. Si balla, si salta, si canta Bella ciao a squarciagola. Portate abiti leggeri sotto il cappotto e lasciate il cappotto al guardaroba o in macchina: la sala Teatro del Monk, piena, a dicembre si scalda in fretta.

Il consiglio che ti do per visitare Modena City Ramblers al Monk — 6 dicembre 2026

Conviene usare l'orario a vostro favore. Un concerto che comincia alle 19:30 di domenica permette una cosa rara: cenare dopo. Arrivate al Monk verso le 18:45, prendete una birra al bar del circolo, entrate in sala con calma. Alle dieci e mezza sarete fuori, con il tempo per una pizza a San Lorenzo o al Pigneto, e a casa a un'ora ragionevole per il lunedì.

Secondo consiglio: se avete figli fra i sette e i dodici anni, portateli. I bambini fino a dodici anni entrano gratis se accompagnati da un adulto con biglietto, uno per adulto, e un Concerto Presto è pensato anche per questo. I Ramblers sono una delle poche band italiane che mettono d'accordo genitori e figli: le melodie irlandesi si ballano a ogni età. Le cuffie antirumore, per i più piccoli, sono indispensabili.

Terzo consiglio: ripassate Riportando tutto a casa. È il disco che tutta la sala conoscerà a memoria, e cantarlo insieme è metà del divertimento.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Si sa che i Modena City Ramblers sono una band politica, legata alla memoria della Resistenza e ai movimenti. Si ricorda meno quanto la loro storia sia fatta di letteratura. Terra e libertà, nel 1997, è un disco ispirato all'opera di Gabriel García Márquez, nato anche dall'incontro con scrittori come Luis Sepúlveda, Paco Ignacio Taibo e Daniel Chavarría, conosciuti ai festival letterari. Nel 1999 la loro storia è diventata un libro, Combat Folk, L'Italia ai tempi dei Modena City Ramblers, di Paolo Ferrari e Paolo Verri. Nel 2025 hanno firmato essi stessi un libro, Nati per la libertà, Racconti resistenti.

Un altro fatto poco citato riguarda l'Irlanda vera. La band ha suonato di spalla ai Pogues a Modena nel 1992; Terry Woods, il bouzoukista dei Pogues, ha suonato su Dopo il lungo inverno e ha prodotto Bella ciao, Italian Combat Folk for the Masses, e ancora nel 2015 è ospite in Tracce clandestine. Nel 2023 i Ramblers sono andati in tour nei club di Irlanda e Regno Unito, e nel 2024 hanno partecipato a un concerto dedicato a Sinéad O'Connor e Shane MacGowan. Il cerchio cominciato nei locali emiliani si è chiuso nei club d'Irlanda.

Come organizzare la serata con i Modena City Ramblers

Il concerto dei Modena City Ramblers al Monk comincia alle 19:30: arrivando verso le 18:45 c'è il tempo di entrare, bere qualcosa nel circolo e trovare posto in sala.

Il pomeriggio

Una domenica di dicembre si presta a una passeggiata al Verano, uno dei cimiteri monumentali più belli d'Europa, o a Villa Torlonia. A dicembre fa buio verso le cinque: meglio muoversi nel primo pomeriggio.

Dopo il concerto

Verso le dieci e mezza il concerto è finito. San Lorenzo e il Pigneto sono le zone più vicine per cenare o per un ultimo bicchiere; chi rientra con i mezzi vada direttamente a Tiburtina.

L'ascolto prima di uscire

Riportando tutto a casa per intero, e se avete tempo Appunti partigiani: sono i due dischi che raccontano meglio che cosa sono i Ramblers dal vivo.

La foto giusta da fare a Modena City Ramblers al Monk — 6 dicembre 2026

La foto giusta a un concerto dei Ramblers non è quella del palco. È quella del pubblico. Quando parte Bella ciao, o In un giorno di pioggia, la sala del Monk diventa un coro: genitori e figli, cinquantenni che li seguono dal 1994 e ventenni che li hanno scoperti ai cortei. Uno scatto dal fondo della sala, con le braccia alzate e il palco illuminato dietro, racconta la serata meglio di cento primi piani.

Il resto del tempo, il telefono in tasca. Un concerto folk si vive con il corpo: chi filma non balla, e chi non balla a un concerto dei Ramblers si perde metà dello spettacolo. Se volete un ricordo del violino di Francesco Moneti o della fisarmonica di Leonardo Sgavetti, aspettate un assolo strumentale e scattate una foto sola.

E prima di entrare, all'arrivo, una foto del Monk stesso: i due casali nel parco, illuminati la sera, con i palazzi di Casal Bertone intorno. È l'immagine di un pezzo di campagna dimenticato dentro la città, e dice molto anche della musica che sentirete, nata nei circoli e nelle feste di paese prima che nei palazzetti.

Dove mangiare al Monk e nei dintorni

Il Monk ha una propria cucina con food truck: mangiare qualcosa nel circolo prima del concerto è la soluzione più comoda.

La cucina del circolo

Il menu pubblicato sul sito comprende hamburger, supplì, falafel e parmigiana, con opzioni vegane e senza glutine. Chi ha allergie deve segnalarlo al personale al momento dell'ordine.

Nei dintorni

Fra Casal Bertone e il Portonaccio ci sono trattorie e pizzerie di quartiere. L'offerta più ampia è a San Lorenzo e al Pigneto, entrambi a pochi minuti: con il concerto finito presto, è lì che conviene cenare con calma.

Accessibilità, bambini e informazioni pratiche

Il Monk dichiara spazi privi di barriere architettoniche e pubblica una pagina sull'accessibilità con le regole per bambini, minorenni e persone sorde.

Con i bambini

I bambini fino a dodici anni entrano gratis se accompagnati da un adulto con biglietto, uno per adulto. Con l'inizio alle 19:30 di domenica, questa è una delle date del Monk più adatte alle famiglie.

Minorenni

I minori partecipano solo se accompagnati da un genitore o da un parente maggiorenne con delega firmata. Chi pensa di mandare un figlio adolescente con gli amici deve tenerne conto prima di comprare il biglietto.

Giubbotti vibranti

Per alcuni concerti segnalati il Monk mette a disposizione i giubbotti Woojer Vest 3, che permettono alle persone sorde di percepire la musica attraverso le vibrazioni. Per questa data conviene chiedere in anticipo a info@monkroma.it.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Monk come spazio culturale comincia nel 2014, quando i due casali in fondo a via Giuseppe Mirri e il parco che li circonda aprono alla città con concerti, teatro, laboratori, presentazioni e attività per famiglie. Fin dall'inizio il circolo sceglie l'apertura a tutte le età e l'assenza di barriere architettoniche.

Negli anni il cartellone è cresciuto fino a comprendere band storiche del rock internazionale e italiano, jazz, cantautori, elettronica e comicità. D'estate si vive nel parco, d'autunno e d'inverno nella sala Teatro. Più di recente il Monk ha introdotto i giubbotti vibranti per le persone sorde e la formula Concerto Presto, con inizio alla prima serata: quella scelta per i Ramblers.

Il quartiere intorno è una periferia nata con la ferrovia. Casal Bertone e il Portonaccio sono cresciuti a ridosso dello scalo e della stazione Tiburtina, oggi uno dei principali nodi dell'alta velocità. Per una band che ha costruito la propria storia nei circoli, nelle feste popolari e nelle piazze di provincia, è il paesaggio giusto: un circolo culturale in un quartiere di lavoro, lontano dal centro monumentale.

Chi è passato da Modena City Ramblers al Monk — 6 dicembre 2026

Il cartellone dell'autunno 2026 dà un'idea di chi passa dalla sala Teatro del Monk: i Lemonheads, i Fleshtones con lo spettacolo per i cinquant'anni, Fink, gli Azymüth, JMSN, Leo Middea, il batterista Mark Guiliana, i Marlene Kuntz con Il vile, Henge con Mark The Hammer, e il giorno prima dei Ramblers, sabato 5 dicembre, i Desire con un altro Concerto Presto. Dopo di loro, il 21 dicembre, i Downtown Boys.

E nella storia dei Modena City Ramblers sono passati molti nomi che contano. Bob Geldof, ospite in Il bicchiere dell'addio. Paolo Rossi, con cui la band ha girato l'Italia nel 1995 e nel 1996. Goran Bregović, con cui suonarono nel Capodanno del 2000 in piazza Grande a Modena. Terry Woods dei Pogues, Max Casacci dei Subsonica, Eugenio Finardi, don Luigi Ciotti. E gli ex componenti che non hanno mai davvero lasciato la famiglia: Cisco Bellotti, tornato a cantare con loro nel 2012 allo stadio Dall'Ara di Bologna per le popolazioni colpite dal terremoto, Alberto Cottica, Giovanni Rubbiani, Luciano Gaetani.

La Grande Famiglia, del resto, non è solo il titolo di un disco del 1996: è anche il nome del fan club ufficiale. La sera del 6 dicembre, al Monk, una parte di quella famiglia si ritrova a Casal Bertone.

Dicembre a Roma: la stagione dei concerti al chiuso

A inizio dicembre Roma è nel pieno della stagione dei concerti al chiuso, e il ponte dell'Immacolata porta in città un pubblico da tutta Italia.

Il clima

Le serate di dicembre sono fresche e spesso piovose. Un giubbotto impermeabile e scarpe comode sono la tenuta giusta: il tratto a piedi fra Tiburtina e via Mirri è breve, ma sotto la pioggia si sente.

Le settimane al Monk

Il programma del Monk a dicembre prevede i Desire il 5, i Ramblers il 6 e i Downtown Boys il 21. A novembre la sala ha ospitato, fra gli altri, i Marlene Kuntz. Chi segue il rock e il folk italiano può costruirsi qui un intero autunno.

Domande frequenti sui Modena City Ramblers al Monk

Quando suonano i Modena City Ramblers a Roma?

I Modena City Ramblers suonano a Roma domenica 6 dicembre 2026 al Monk, in via Giuseppe Mirri 35, a Casal Bertone. Il concerto comincia alle 19:30, con la formula Concerto Presto del circolo, molto prima dell'orario delle altre date del tour.

Quanto costa il biglietto per i Modena City Ramblers al Monk?

L'ingresso al concerto dei Modena City Ramblers al Monk costa 18 euro secondo il calendario pubblicato sul sito ufficiale della band. I biglietti si acquistano sul sito ufficiale del Monk, nella sezione biglietti collegata alla data.

A che ora comincia il concerto dei Modena City Ramblers al Monk?

Il concerto dei Modena City Ramblers al Monk comincia alle 19:30 di domenica 6 dicembre. La band lo segnala con un avviso sul proprio sito: nelle altre date del tour l'inizio è alle 22, a Roma invece si comincia in prima serata.

Come si arriva al Monk con i mezzi?

Il Monk si raggiunge con la metro B o con i treni regionali FL1, FL2 e FL3 fino alla stazione Tiburtina, a meno di un chilometro, oppure con gli autobus 163, 409 e 545. Di domenica gli autobus hanno orari festivi: la metro è la scelta più sicura.

Si possono portare i bambini al concerto dei Modena City Ramblers?

Sì, al Monk i bambini fino a dodici anni entrano gratis se accompagnati da un adulto con biglietto, uno per adulto. Con l'inizio alle 19:30 di domenica il concerto dei Modena City Ramblers è adatto anche alle famiglie; per i più piccoli servono cuffie antirumore.

Che genere di musica fanno i Modena City Ramblers?

I Modena City Ramblers suonano quello che chiamano combat folk: folk irlandese suonato con l'energia del rock e del punk, mescolato con canti popolari italiani, dialetto emiliano e musiche del mondo. Il termine viene dal titolo del loro primo demo, del 1993.

Chi canta oggi nei Modena City Ramblers?

La voce dei Modena City Ramblers dal 2006 è Davide Dudu Morandi, che prese il posto di Stefano Cisco Bellotti quando lasciò la band per la carriera solista. Nella formazione attuale ci sono anche Franco D'Aniello, Massimo Ghiacci, Francesco Moneti, Leonardo e Riccardo Sgavetti ed Enrico Torreggiani.

In chiusura

Se dovessi scegliere un concerto per una domenica di dicembre a Roma, con amici di età diverse o con i figli, sceglierei questo. I Modena City Ramblers non sono una band da ascoltare con reverenza: sono una festa, con dentro trentacinque anni di storia italiana. Arrivate presto, perché l'orario è anticipato e la sala è raccolta, lasciate il cappotto e preparatevi a cantare. Alle dieci e mezza sarete fuori, con la voce un po' rovinata e la sensazione di aver passato la serata giusta.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento6 Dicembre 2026 19:30
IndirizzoMonk, Via Giuseppe Mirri 35, 00159 Roma Roma Città