Andy Warhol Forever Love alla Vaccheria — fino al 28 marzo 2027
Andy Warhol Forever Love è aperta alla Vaccheria, La Casa della Pop Art, in via Giovanni L'Eltore 35-37, 00144 Roma (Torrino, Municipio IX), dall'11 settembre 2026 al 28 marzo 2027. Gli orari sono asimmetrici e vanno letti bene: dal martedì al giovedì dalle 9 alle 13, dal venerdì alla domenica dalle 9 alle 19, lunedì chiuso. Con i mezzi si prende la linea B della metropolitana fino a EUR Palasport o EUR Fermi, le due stazioni più vicine, a circa due chilometri in linea d'aria dal casale: da lì si prosegue con un autobus di superficie o in taxi, e conviene impostare il tragitto su un calcolatore di percorso aggiornato prima di uscire di casa. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale della sede, dove si trovano anche le modalità di acquisto dei biglietti; per informazioni la Vaccheria risponde allo 06 69612221 e all'indirizzo lavaccheria.mun09@comune.roma.it.
Warhol a Roma sud, in una ex stalla restaurata tra il Torrino e l'EUR: detta così sembra una battuta, e invece è una delle mostre più intelligenti dell'autunno romano, perché non pretende di spiegare Warhol a chi crede di conoscerlo già, ma lo racconta attraverso gli occhi di chi lo ha frequentato. Il curatore, Gianfranco Rosini, conobbe l'artista a Roma nel 1975. Le fotografie in mostra sono di Dino Pedriali, che di Warhol fu l'assistente principale. Il resto è materiale di prima mano: lettere, studi, stencil, libri, oggetti. Chi cerca la grande antologica museale troverà altro altrove; chi vuole capire come lavorava e con chi parlava l'uomo dietro la Marilyn, qui trova pane per i suoi denti.
Una regola semplice: le mostre in periferia si visitano meglio, perché ci arriva solo chi le ha scelte. La Vaccheria non ha la folla di via del Corso, e questo, per una mostra fatta di documenti e di piccoli formati, è un vantaggio enorme. Qui sotto trovi tutto quello che serve: cosa si vede, chi l'ha curata, com'è fatto il casale, come arrivarci, cosa vedere intorno e come incastrare la visita in una giornata sensata.
Andy Warhol Forever Love in breve: date, orari e sede
La mostra dura più di sei mesi, dall'11 settembre 2026 al 28 marzo 2027, e si visita nella sede espositiva che il Municipio IX gestisce in via Giovanni L'Eltore. Non è un evento da inseguire all'ultimo minuto: c'è tutto il tempo per scegliere il giorno giusto, ed è proprio la scelta del giorno a fare la differenza, come si vedrà più avanti.
Date e orari di Andy Warhol Forever Love
L'apertura al pubblico è indicata dall'11 settembre 2026; la chiusura è fissata al 28 marzo 2027, che cade di domenica. La settimana della Vaccheria è divisa in due metà. Dal martedì al giovedì si entra solo la mattina, dalle 9 alle 13. Dal venerdì alla domenica l'orario si allunga fino alle 19, sempre con apertura alle 9. Il lunedì la sede è chiusa. Per chi lavora, dunque, le finestre utili sono il venerdì pomeriggio e il fine settimana; per chi è libero la mattina, i giorni centrali della settimana sono i più tranquilli.
Dove si trova la Vaccheria
L'indirizzo è via Giovanni L'Eltore 35-37, CAP 00144. La cartografia colloca il casale nella zona del Torrino, dentro il Municipio IX, a sud del quartiere EUR. Il portale turistico del Comune lo descrive come uno spazio nato nel quadrante sud della città, a poca distanza dalla Nuvola di Fuksas e dalle architetture razionaliste dell'EUR. In linea d'aria il Laghetto dell'EUR è a circa un chilometro e ottocento metri, la Nuvola a poco più di due chilometri, il Colosseo Quadrato a circa due chilometri e mezzo.
Biglietti e informazioni
Il costo del biglietto e le eventuali riduzioni sono pubblicati sul sito ufficiale della Vaccheria, nella pagina dedicata alla mostra: è lì che conviene controllare prima di partire, anche per sapere se serve la prenotazione nei giorni di maggiore afflusso. Per domande pratiche la sede ha un numero di telefono, 06 69612221, e un indirizzo di posta elettronica del Municipio, lavaccheria.mun09@comune.roma.it. La scheda della mostra è pubblicata anche sul portale turistico ufficiale di Roma Capitale.
Cosa si vede in Andy Warhol Forever Love
Il percorso mette insieme 51 lavori di Warhol, oltre 60 documenti sulla sua vita, 37 opere di artisti Pop vicini al suo mondo e 28 fotografie originali di Dino Pedriali. A questo si aggiungono una rilettura di un dettaglio del San Giorgio e il Drago di Paolo Uccello, documenti personali, corrispondenza, studi, stencil, materiali di lavoro e una video opera. È una mostra fitta, costruita per accumulo, e va presa con calma.
La presentazione ufficiale la definisce una retrospettiva che racconta l'artista simbolo della Pop Art in un percorso immersivo e inedito tra creatività, arte e dimensione intima. Tolta l'enfasi da comunicato, la parola che conta è l'ultima: intima. Il filo non è la cronologia delle serie famose, ma il rapporto personale tra Warhol e le persone che lo hanno conosciuto, fotografato, ritratto, scritto.
Le 51 opere di Andy Warhol
Il nucleo principale è fatto da cinquantuno lavori dell'artista. La presentazione ne cita alcuni per nome, ed è da questi che conviene partire per orientarsi: i ritratti di Regina Schrecker, Liza Minnelli, Marilyn Monroe, Joseph Beuys e Man Ray; le Campbell's Soup; il Dollar Sign; la Candy Box a forma di cuore; i Kiku. Sono le coordinate di un universo che va dal supermercato al salotto mondano, dalla moneta al fiore giapponese.
I ritratti: da Marilyn a Joseph Beuys
Il gruppo dei ritratti è il più interessante per come è composto. Marilyn Monroe è l'immagine che tutti si aspettano, ed è giusto che ci sia. Accanto però ci sono due figure che raccontano un Warhol meno ovvio, due artisti ritratti da un artista: Joseph Beuys e Man Ray. Liza Minnelli porta dentro la sala il mondo dello spettacolo; Regina Schrecker quello della moda. Messi in fila, questi volti disegnano la rete di relazioni in cui Warhol si muoveva, e la mostra fa bene a insistere su questo: il ritratto, per lui, era prima di tutto un rapporto.
Le icone: la zuppa, il dollaro, il cuore, i fiori
Le Campbell's Soup e il Dollar Sign sono, per il grande pubblico, le immagini più riconoscibili del gruppo: la merce di tutti i giorni e il denaro, trattati come soggetti degni di un quadro. La Candy Box a forma di cuore è la più affettuosa del gruppo e, probabilmente, quella che dà il titolo sentimentale alla mostra. I Kiku, i crisantemi, chiudono il cerchio con un tema floreale. Il consiglio è guardarle da vicino, perché dal vivo la stampa, il colore e le piccole irregolarità dicono molto più delle riproduzioni.
Le 37 opere degli artisti Pop
La mostra affianca a Warhol trentasette opere di grandi artisti Pop vicini al suo mondo. La presentazione non ne pubblica l'elenco completo, e dunque non lo si trova qui: lo si scopre in sala, ed è uno dei piaceri della visita. La scelta di non isolare Warhol è sensata. Il Pop non è stato il gesto di un solitario, ma un clima condiviso, e vedere il protagonista circondato dai compagni di strada aiuta a capire che cosa lo distingueva da loro.
Documenti, lettere e materiali di lavoro
Oltre sessanta documenti accompagnano le opere. Tra questi c'è la corrispondenza con personaggi come Mick Jagger, Truman Capote ed Elizabeth Taylor: un musicista, uno scrittore e un'attrice, tre mondi diversi che confluivano nella stessa agenda. Ci sono poi studi, stencil e materiali artistici, cioè gli strumenti con cui le immagini venivano costruite. Per chi insegna o studia storia dell'arte questa è la parte più preziosa: lo stencil spiega la serialità meglio di qualunque didascalia.
La video opera sull'universo femminile
Il percorso comprende una video opera intitolata Female beauty, Warhol e l'universo femminile, a cura di Giuliano Gasparotti e Francesco Mazzei, con musiche originali del Maestro Furio Valitutti, prodotta per KIF Italia. Arriva dopo tante opere su carta e tela e funziona come una pausa: sedersi qualche minuto aiuta a rimettere in ordine quello che si è visto.
Gianfranco Rosini, il curatore che conobbe Andy Warhol a Roma
Il curatore di Andy Warhol Forever Love è Gianfranco Rosini, che conobbe Warhol a Roma nel 1975 e instaurò un legame con l'artista e con il suo mondo. La mostra, secondo la presentazione ufficiale, nasce proprio da questa testimonianza personale e privilegiata. È la chiave di lettura di tutto il percorso.
Roma, 1975
L'anno dell'incontro è il 1975 e il luogo è Roma. Non serve aggiungere dettagli che le fonti non danno: basta questo per capire il taglio. Il racconto non parte dal mito americano, ma dall'Italia. È un punto di vista laterale, ed è per questo che vale la pena. Una città come Roma, abituata a vedere passare artisti stranieri da secoli, ha conservato memoria di Warhol soprattutto attraverso chi lo ha incontrato di persona, e questa mostra ne è la prova.
Una mostra costruita come una memoria
Quando una mostra nasce da un rapporto diretto, il rischio è l'agiografia; il vantaggio è l'accesso a materiali che altrimenti non si vedrebbero. Qui il vantaggio pesa di più. I libri, gli oggetti e le memorie citati dalla presentazione sono il tessuto connettivo tra un'opera e l'altra. Vale la pena leggere le didascalie dei documenti con la stessa attenzione che si riserva ai quadri: la storia vera della mostra è scritta lì.
Le fotografie di Dino Pedriali, assistente principale di Warhol
In mostra ci sono 28 fotografie originali di Dino Pedriali, che fu assistente principale di Warhol. Le immagini ripercorrono i momenti fondamentali dell'esperienza italiana ed europea dell'artista, e sono la sezione che più di ogni altra giustifica il viaggio fino a Roma sud.
Lo sguardo di chi era accanto
Una fotografia scattata da chi lavora accanto all'artista ha un'altra temperatura rispetto a quella del fotografo di cronaca. Non c'è la distanza del reportage, c'è la confidenza di chi sa quando alzare la macchina e quando no. Le ventotto stampe originali di Pedriali vanno guardate così: come il diario visivo di un collaboratore, non come l'album di un fan.
Warhol in Italia e in Europa
Il tema dichiarato della serie è l'esperienza italiana ed europea di Warhol. È un capitolo che il grande pubblico conosce poco, schiacciato com'è dal mito americano. Vederlo documentato con immagini originali, in una sede romana, ha una sua logica: la mostra riporta a casa una parte della storia che qui è accaduta. Chi arriva con i ragazzi può usare proprio questa sezione per spiegare che anche le icone viaggiano, lavorano, stringono rapporti lontano dal luogo in cui sono diventate famose.
Warhol e Paolo Uccello: il San Giorgio e il Drago
Nel percorso è esposta una rilettura di un dettaglio del San Giorgio e il Drago, presentata come omaggio a Paolo Uccello. La presentazione la colloca in un dialogo tra passato e contemporaneo, e la definisce straordinaria: aggettivo da comunicato, ma il confronto merita davvero attenzione.
Perché il Rinascimento in una mostra Pop
Mettere un omaggio a Paolo Uccello dentro una retrospettiva dell'artista simbolo della Pop Art sembra un azzardo, ed è invece una delle idee più stimolanti del percorso. Da una parte l'immagine costruita a mano, pezzo per pezzo; dall'altra quella che nasce dallo stencil e dalla ripetizione. Due modi opposti di pensare l'immagine, che il dettaglio isolato costringe a confrontare. Il consiglio pratico è fermarsi davanti a quest'opera dopo aver visto gli stencil: il contrasto tra costruzione e riproduzione diventa evidente.
Un dettaglio, non il quadro intero
La scelta del dettaglio è significativa. Ritagliare un frammento di un'opera famosa e ingrandirlo è un gesto tipicamente Pop, che toglie all'immagine il suo contesto narrativo e la trasforma in segno. Chi ha in mente il dipinto completo riconoscerà subito il cavaliere o il drago; chi non lo conosce vedrà solo forme e colori. Entrambe le letture sono legittime, ed è questo il bello.
Una curiosità su Andy Warhol Forever Love alla Vaccheria — fino al 28 marzo 2027
La curiosità più istruttiva riguarda il modo in cui questo casale è diventato un bene pubblico. Il casale storico che oggi ospita la Vaccheria è stato ceduto a Roma Capitale in seguito agli accordi del Programma Urbanistico EUR Castellaccio, come compensazione per due aree di grande valore ambientale, naturalistico e archeologico: il Pratone delle Valli e il Parco Volusia. In altre parole, la città ha ottenuto questo edificio in cambio di qualcosa, e quel qualcosa erano due polmoni verdi.
C'è un dettaglio geografico che rende la vicenda ancora più romana. Secondo la cartografia di OpenStreetMap il Parco Volusia si trova nel Municipio XV, cioè dall'altra parte della città, nel quadrante nord. La compensazione urbanistica, dunque, ha legato due punti di Roma lontanissimi tra loro: un'area verde a nord e un casale agricolo a sud. È il tipo di meccanismo amministrativo che nessuno racconta ai visitatori e che invece spiega molto di come si è costruita la Roma contemporanea, dove la cultura arriva spesso come contropartita di un'operazione edilizia.
Il nome stesso dell'edificio è una curiosità a sé. Vaccheria significa stalla per le vacche, e il portale del Comune conferma che il corpo centrale del casale era un tempo occupato dalle stalle. Oggi, in quegli oltre 1.500 metri quadrati di superficie netta, ci sono le teche in vetro e le opere. Che proprio qui sia arrivato l'artista delle zuppe in scatola, il cantore della produzione in serie, ha un'ironia che Warhol per primo avrebbe apprezzato: la civiltà contadina che si fa contenitore della civiltà dei consumi.
Infine il sottotitolo, La Casa della Pop Art, che accompagna il nome della sede anche nella sua scheda sul portale turistico del Comune, indipendentemente da questa mostra. Warhol, in questo senso, gioca in casa.
La Vaccheria, la Casa della Pop Art del Municipio IX
La Vaccheria è un casale storico restaurato di quasi 1.800 metri quadrati, gestito dal Municipio IX di Roma Capitale. Il portale turistico del Comune la presenta come un nuovo polo dedicato all'arte e alla cultura, pensato per diventare un riferimento per romani e turisti nel quadrante sud della città.
Da stalla a spazio espositivo
Un lungo lavoro di restauro e riqualificazione ha trasformato l'edificio agricolo in un luogo di aggregazione, socialità e cultura. È una storia che Roma conosce bene: casali, fienili e stalle che la città in espansione ha circondato e che, invece di essere demoliti, sono diventati biblioteche, centri civici, sale espositive. Nel caso della Vaccheria il riuso è stato particolarmente radicale, perché il corpo principale, quello delle stalle, è diventato il cuore espositivo.
Com'è fatto il casale
Il complesso si articola in tre parti. C'è un ampio corpo centrale, un tempo occupato dalle stalle, con oltre 1.500 metri quadrati di superficie netta, che ospita le teche in vetro e gli spazi comuni: una sala conferenze, un'area ristoro e un bookshop. C'è poi un edificio minore a due piani, dove si trovano uffici e direzione. Infine un corpo aggiunto destinato a laboratori e servizi annessi, oltre all'area tecnica in copertura. Per il visitatore la cosa che conta è la prima: la mostra si svolge in un grande ambiente continuo, lungo e ordinato, dove le opere respirano.
I reperti archeologici di Roma sud
Pochi lo sanno, ma la Vaccheria è più di una sala per mostre temporanee. Nei suoi spazi hanno trovato casa anche i reperti archeologici recuperati nell'area di Roma sud. È un dettaglio che cambia la percezione del luogo: lo stesso edificio che oggi ospita Warhol custodisce le tracce materiali del territorio in cui sorge.
Chi gestisce la Vaccheria
La sede è gestita dal Municipio IX, e lo si capisce anche dai contatti: il telefono è lo 06 69612221, la posta elettronica è un indirizzo istituzionale del Comune. Gli orari ordinari della sede coincidono con quelli della mostra: dal martedì al giovedì dalle 9 alle 13, venerdì, sabato e domenica dalle 9 alle 19, lunedì chiuso. La Vaccheria ha anche un profilo Instagram e una pagina Facebook ufficiali, utili per seguire eventuali incontri e visite guidate.
Una cosa che non ti dice nessuno su Andy Warhol Forever Love alla Vaccheria — fino al 28 marzo 2027
Quello che quasi nessuno sottolinea è l'orario. Dal martedì al giovedì la Vaccheria chiude alle 13. Non alle 18, non alle 19: all'una. Chi legge distrattamente la locandina e decide di passare un mercoledì pomeriggio dopo il lavoro trova il cancello chiuso, e da Roma sud tornare indietro a vuoto è una piccola tragedia di traffico e di tempo. Il pomeriggio infrasettimanale, qui, semplicemente non esiste.
La conseguenza pratica è che la mostra ha due pubblici diversi. Nei giorni centrali della settimana, di mattina, arrivano scuole, pensionati, appassionati con il tempo libero, e l'atmosfera è raccolta. Dal venerdì alla domenica la finestra si allunga fino alle 19 e il pubblico si allarga a famiglie e lavoratori. Se il tuo obiettivo è leggere i documenti con calma, scegli un martedì o un giovedì mattina e arriva all'apertura delle 9: quattro ore sono più che sufficienti. Se invece vuoi abbinare la mostra a una passeggiata all'EUR, il sabato è il giorno giusto, perché hai il pomeriggio intero davanti.
C'è un secondo aspetto che pochi considerano. La mostra è fatta in buona parte di carte: lettere, documenti, studi, stencil, fotografie. Sono oggetti che chiedono vicinanza e silenzio, e che si leggono male quando davanti alla teca ci sono dieci persone. È una ragione in più per evitare le ore di punta del fine settimana e per non trattare la visita come una tappa veloce tra un impegno e l'altro. La terza cosa, infine, riguarda il lunedì, indicato come giorno di chiusura: chi programma una gita in un ponte festivo farebbe bene a chiedere alla sede se sono previste aperture straordinarie, senza darle per scontate.
Come arrivare alla Vaccheria per Andy Warhol Forever Love
La Vaccheria si trova in via Giovanni L'Eltore 35-37, in una zona residenziale del Torrino, circa due chilometri in linea d'aria a sud delle stazioni EUR Palasport ed EUR Fermi della metro B. Non è una sede sotto casa per chi abita in centro, e conviene organizzarsi prima.
In metropolitana: linea B
Le due stazioni della linea B più vicine al casale sono EUR Palasport ed EUR Fermi, entrambe su viale America. La distanza in linea d'aria da ciascuna è di circa due chilometri, che a piedi diventano qualcosa di più per via del tracciato stradale. Chi ama camminare può farli, attraversando il quartiere; chi ha poco tempo o viaggia con bambini e anziani farà meglio a proseguire con un mezzo di superficie.
In autobus
Dalle stazioni della metro B il casale si raggiunge in superficie. Le linee e le fermate possono cambiare nel corso della stagione, e per questo il consiglio più sicuro è impostare il percorso fino a via Giovanni L'Eltore su un calcolatore di tragitto aggiornato il giorno stesso, indicando l'orario di arrivo. Tieni presente la chiusura alle 13 dal martedì al giovedì quando calcoli i tempi.
In taxi
Per un gruppo di tre o quattro persone il taxi dalla stazione della metro è la soluzione più comoda: pochi minuti di strada e si scende davanti al casale. Chi arriva da Fiumicino, dal centro o da Termini può chiedere di essere portato direttamente all'indirizzo, indicando il civico e il nome della sede.
In auto
Via Giovanni L'Eltore è una strada residenziale. Chi arriva in auto metta in conto la sosta su strada nelle vie della zona, rispettando la segnaletica, e chieda alla sede, al momento della prenotazione o per telefono, se ci sono indicazioni particolari per i visitatori.
Il consiglio che ti do per visitare Andy Warhol Forever Love alla Vaccheria — fino al 28 marzo 2027
Il consiglio è netto: non andare nelle ultime settimane, oppure vai proprio nell'ultima, ma per una ragione precisa. Le mostre che durano mesi hanno sempre un picco finale, quando chi ha rimandato si accorge che mancano pochi giorni. Per una sede con orari ridotti come la Vaccheria, quel picco si concentra in pochi pomeriggi del fine settimana, e una mostra di documenti ne soffre. Se puoi, vai tra ottobre e febbraio, un martedì o un giovedì alle 9, e ti godi tutto in pace.
Se invece vuoi fare della visita una giornata memorabile, punta sull'ultimo fine settimana, sabato 27 o domenica 28 marzo 2027, e prima o dopo scendi al Laghetto dell'EUR. Il motivo è botanico. Sulla Passeggiata del Giappone, disegnata da Raffaele de Vico, ci sono i Sakura, i ciliegi donati dalla città di Tokyo, e secondo il portale turistico del Comune la fioritura, l'Hanami, cade di solito tra la metà di marzo e i primi di aprile. La chiusura della mostra coincide quindi con la finestra dei ciliegi in fiore. Warhol la mattina, il rosa dei Sakura il pomeriggio: non conosco un abbinamento migliore a Roma sud.
Un'ultima indicazione di metodo. Entra con un'idea di percorso: prima i ritratti e le icone, per scaldare l'occhio; poi le fotografie di Pedriali, che danno il contesto; infine i documenti e gli stencil, con calma. La video opera tienila per ultima, come chiusura. È l'ordine consigliato, e funziona anche per chi visita da solo.
Come organizzare la visita ad Andy Warhol Forever Love
Per vedere bene Andy Warhol Forever Love servono tra un'ora e mezza e due ore e mezza, a seconda di quanto si legge. Aggiungendo il viaggio e una passeggiata all'EUR, la visita occupa comodamente mezza giornata.
Quanto tempo serve
Le opere sono 51 di Warhol e 37 di altri artisti Pop, le fotografie 28, i documenti oltre 60. Chi guarda soltanto i quadri se la cava in un'ora; chi legge le lettere e osserva gli stencil ne impiega almeno il doppio. Nei giorni con chiusura alle 13 conviene entrare entro le 10,30 per non dover correre.
Il giorno migliore
Per la quiete, martedì, mercoledì e giovedì mattina. Per abbinare la mostra al quartiere, venerdì pomeriggio o sabato. La domenica è comoda ma è il giorno delle famiglie, e se il tempo è bello tutta l'area verde dell'EUR si riempie.
In gruppo e con una guida
Una mostra di documenti è il terreno ideale per una visita accompagnata, perché il valore di una lettera o di uno stencil dipende da chi te lo spiega. Per gruppi scolastici, associazioni e aziende conviene contattare la sede in anticipo per verificare disponibilità e modalità di prenotazione. Chi desidera un percorso su misura, magari abbinato all'architettura dell'EUR, può rivolgersi a Tour Leader Pro.
Con i bambini
Warhol è uno dei pochi artisti del Novecento che i bambini riconoscono al primo colpo. La zuppa in scatola, il simbolo del dollaro, la scatola di cioccolatini a forma di cuore: sono immagini che parlano anche a chi ha sei anni. Il trucco è non pretendere che leggano i documenti, ma farli giocare con le icone: trova il cuore, conta le zuppe, cerca il fiore. Dopo la mostra, il Laghetto dell'EUR ha un'area gioco attrezzata per bambini e una pista ciclabile, e il Luneur Park è il più antico lunapark italiano, riaperto nel 2016 dopo i lavori di ammodernamento.
Cosa portare
Poco: scarpe comode se pensi di camminare fino all'EUR, un documento se hai diritto a riduzioni, e una batteria carica sul telefono per il percorso di ritorno. Chiedi al personale all'ingresso se le fotografie sono consentite e in quali sezioni: in mostre con prestiti e materiali d'archivio le regole possono variare da sala a sala.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che l'EUR è il quartiere del travertino e dei simboli del regime fascista. Meno spesso si ricorda perché esiste: fu progettato per ospitare l'Esposizione Universale Romana del 1942, che non si tenne mai a causa dello scoppio della Seconda guerra mondiale. Il progetto originario, con pianta pentagonale sul modello delle città ideali, fu sviluppato da un gruppo di architetti coordinati da Marcello Piacentini, e prevedeva grandi palazzi funzionali all'esposizione, servizi e collegamenti diretti che segnassero l'espansione della città verso il mare.
Il fatto poco citato è che molto di quello che oggi vediamo fu completato dopo la guerra, e in parte per un altro grande evento. Il Palazzo della Civiltà Italiana, il Colosseo Quadrato, fu avviato nel 1938; i lavori si interruppero nel 1943 e l'edificio venne ultimato nel dopoguerra. Il Laghetto, previsto dal progetto originale di Piacentini, fu portato a termine solo in occasione delle Olimpiadi di Roma del 1960. Il Palazzo dello Sport fu progettato nel 1956 proprio in vista dei Giochi. Anche il Luneur, nato nel 1953 per la Fiera dell'Agricoltura, divenne permanente con la XVII Olimpiade.
In altre parole, l'EUR che visiti uscendo dalla Vaccheria è il risultato di due progetti sovrapposti: l'esposizione fascista mai inaugurata e la Roma olimpica del 1960. Tenerlo a mente cambia lo sguardo: le stesse architetture che nacquero come scenografia di regime sono diventate, vent'anni dopo, lo sfondo della modernità italiana del boom. Il cinema, da Rossellini ad Antonioni, da Fellini a Greenaway, le ha usate spesso come sfondo, e il Colosseo Quadrato compare in Roma città aperta, in L'eclisse, in Otto e mezzo e in Il ventre dell'architetto.
Cosa vedere intorno alla Vaccheria: l'EUR a due passi
A meno di tre chilometri dalla Vaccheria c'è uno dei quartieri architettonicamente più coerenti d'Europa. Chi fa la fatica di arrivare fin qui per Warhol ha tutto l'interesse a dedicare un paio d'ore all'EUR, che del resto è il vero contesto urbano della mostra.
Il Colosseo Quadrato
Il Palazzo della Civiltà Italiana, per i romani Colosseo Quadrato, è l'icona architettonica del Novecento romano. Riprende dall'antenato la sequenza serrata di archi, ripetuta 216 volte nei quattro prospetti uguali, ed è una mole di travertino alta circa 68 metri. Fu progettato da Giovanni Guerrini, Ernesto La Padula e Mario Romano, scelti da una giuria presieduta da Marcello Piacentini; sotto le arcate del primo ordine ci sono 28 statue in marmo che raffigurano arti e attività umane, ai lati delle scalinate i gruppi dei Dioscuri. In cima corre la celebre iscrizione sul popolo di poeti, di artisti, di eroi e di navigatori. Oggi è la sede della Maison Fendi e apre al pubblico in occasione di eventi e mostre.
La Nuvola di Fuksas
La Nuvola è il Roma Convention Center progettato dallo Studio Fuksas nel 2008, premiato a Londra nel 2012 con il riconoscimento Best Building Site del Royal Institute of British Architects. È composta da tre parti: la Teca, grande struttura in acciaio con doppia facciata in vetro; la Nuvola vera e propria, che ospita l'auditorium e le sale; la Lama, albergo indipendente con oltre 400 stanze. La capienza complessiva supera gli 8.000 posti. Dal 4 all'8 dicembre 2026 ospita Più libri più liberi, e chi ama i libri può combinare le due visite.
Il Laghetto e la Passeggiata del Giappone
Il Laghetto dell'EUR è un bacino artificiale lungo un chilometro, largo tra 60 e 130 metri, con una superficie di 85.120 metri quadrati e una profondità tra i 2 e i 4 metri. Intorno ci sono querce, pioppi, magnolie, olivi e aceri. La Passeggiata del Giappone, disegnata da Raffaele de Vico, è quella dei ciliegi donati da Tokyo. Tra le strutture segnalate dal Comune ci sono una pista ciclabile e un'area gioco attrezzata per bambini.
Il Giardino delle Cascate
Sempre di de Vico è il Giardino delle Cascate, circa 42.000 metri quadrati inaugurati il 29 giugno 1961: salti e getti d'acqua, scogliere, pietre naturali e piante, con un impianto di simmetria classica. Sulla cascata centrale passa il ponte pedonale Hashi, dalla pavimentazione in vetro. Le cascate hanno anche una funzione pratica, perché ossigenano le acque del lago. Dopo un lungo rinnovamento il giardino è stato riaperto al pubblico nel maggio 2017.
Il Luneur Park
Il Luneur, in via delle Tre Fontane, è il più antico lunapark italiano. Nato nel 1953, chiuso nel 2008 per lavori, ha riaperto nel 2016 su oltre 60.000 metri quadrati con 21 attrazioni, tra cui la ruota panoramica con 28 gondole colorate, il Brucomela e la giostra con i cavalli. Orari e calendario cambiano con le stagioni e vanno controllati sul sito del parco.
La Basilica dei Santi Pietro e Paolo
Sul punto più alto del quartiere sorge la Basilica dei Santi Pietro e Paolo, con una cupola emisferica di 32 metri di diametro. È uno degli esempi più riusciti di architettura sacra della Roma moderna, e dalla sua scalinata si legge bene l'impianto del quartiere.
Il Museo delle Civiltà e l'Obelisco Marconi
Su piazza Guglielmo Marconi svetta l'obelisco di Arturo Dazzi dedicato al fisico; accanto, gli edifici del Museo delle Civiltà, che riunisce oltre due milioni di opere e documenti dalla preistoria alla contemporaneità su circa 50.000 metri quadrati tra sale e depositi. Dopo il Pop di Warhol, un salto nella preistoria e nelle arti popolari è un contrappunto che consiglio.
Il Palazzo dei Congressi e il Palazzo dello Sport
Dall'altro lato della via Cristoforo Colombo, in posizione simmetrica rispetto al Colosseo Quadrato, c'è il Palazzo dei Congressi di Adalberto Libera, progettato alla fine degli anni Trenta. Poco più in là il Palazzo dello Sport, progettato nel 1956 per le Olimpiadi del 1960, che dà il nome alla stazione EUR Palasport della metro B.
La foto giusta da fare a Andy Warhol Forever Love alla Vaccheria — fino al 28 marzo 2027
Dentro la mostra la foto giusta dipende dalle regole della sede, che vanno chieste all'ingresso: ci sono prestiti, fotografie originali e documenti d'archivio, e non tutto si può riprendere. Se le foto sono ammesse, meglio evitare l'inquadratura frontale del quadro famoso, che su internet esiste già in mille copie migliori della tua, e cercare invece il rapporto tra le opere e il luogo. Una Campbell's Soup vista dentro la lunga navata di un'ex stalla è un'immagine che racconta questa mostra e nessun'altra.
Un'altra idea è lavorare sui materiali: uno stencil, una lettera, una fotografia di Pedriali accanto all'opera finita. È la foto che spiega il processo, ed è quella che userei in classe o in una presentazione. Attenzione ai riflessi sulle teche in vetro: basta spostarsi di mezzo passo di lato e abbassare leggermente il telefono.
Fuori, la foto giusta la trovi all'EUR, e cambia con la stagione. In autunno e in inverno la luce radente del pomeriggio sulle arcate del Colosseo Quadrato disegna la ripetizione degli archi come una serigrafia di Warhol: 216 aperture tutte uguali, un'immagine in serie scolpita nel travertino. È lo scatto che lega la mostra al quartiere, e lo consiglio a chi cerca un senso e non solo una cartolina. Nell'ultima parte della mostra, se la fioritura è in anticipo, la foto è sulla Passeggiata del Giappone, con i ciliegi di Tokyo sopra l'acqua del Laghetto. E se ti trovi al Giardino delle Cascate, il ponte Hashi con il fondo in vetro offre un punto di vista insolito sulla cascata centrale.
Dove mangiare vicino alla Vaccheria
Il casale della Vaccheria comprende un'area ristoro nel corpo centrale; per sapere se è in funzione nei giorni della tua visita conviene chiedere alla sede. Per un pasto vero, l'offerta si trova soprattutto nel quartiere EUR, che il portale del Comune descrive ricco di locali e ristoranti, dall'aperitivo alle specialità gastronomiche.
All'EUR, a pranzo
L'EUR è un quartiere residenziale e sede di molti uffici pubblici e privati, e questo orienta l'offerta: nei giorni feriali prevalgono le formule da pausa pranzo, nel fine settimana i pranzi più lunghi. Ti consiglio di scegliere dopo la mostra, camminando: l'EUR si presta.
Con i bambini
Se la giornata prosegue al Luneur, il parco ha numerosi punti di ristoro interni, dall'hamburger alla pizza, dalla pasta all'insalata fino ai gelati. È la soluzione più semplice per chi ha figli piccoli e non vuole spostarsi di nuovo.
Un picnic al Laghetto
Nelle belle giornate d'autunno e all'inizio della primavera il Parco Centrale del Lago è l'alternativa più piacevole: si compra qualcosa da asporto e si mangia sul prato, guardando l'acqua. A fine marzo, sotto i ciliegi, è quasi un rito.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia documentata della Vaccheria è quella di un edificio agricolo diventato bene pubblico. Il primo passaggio decisivo è la cessione del casale a Roma Capitale nell'ambito degli accordi del Programma Urbanistico EUR Castellaccio: il casale è entrato nel patrimonio comunale come compensazione per il Pratone delle Valli e il Parco Volusia, due aree di rilievo ambientale, naturalistico e archeologico. Il secondo passaggio è il restauro, un lungo lavoro di riqualificazione che ha trasformato le stalle in un luogo di aggregazione, socialità e cultura. Il terzo è l'affidamento della gestione al Municipio IX, che ne ha fatto la propria sede espositiva.
C'è poi un fatto che dà all'edificio una profondità ulteriore: nei suoi quasi 1.800 metri quadrati hanno trovato casa i reperti archeologici recuperati nell'area di Roma sud. Il casale, in altre parole, è diventato anche il luogo dove il territorio conserva la propria memoria materiale, ed è un evento non meno importante delle mostre che vi si susseguono.
Allargando lo sguardo al quartiere che circonda la Vaccheria, gli avvenimenti si moltiplicano. Nel quartiere vicino nacque il progetto dell'Esposizione Universale del 1942, mai inaugurata per la guerra. I cantieri del Colosseo Quadrato, avviati nel 1938, si fermarono nel 1943 e ripresero nel dopoguerra. Nel 1953 il futuro Luneur aprì per la Fiera dell'Agricoltura. Con le Olimpiadi del 1960 il Laghetto fu completato e il lunapark divenne permanente. Il 29 giugno 1961 fu inaugurato il Giardino delle Cascate. Nel 2012 il progetto della Nuvola ricevette a Londra il premio del Royal Institute of British Architects. E l'11 settembre 2026, in questo casale, si è aperta al pubblico la retrospettiva Andy Warhol Forever Love, che porta a Roma sud un racconto dell'artista nato da un incontro romano del 1975.
Accessibilità e servizi alla Vaccheria
Il casale della Vaccheria dispone, secondo la descrizione ufficiale, di spazi comuni come una sala conferenze, un'area ristoro e un bookshop nel corpo centrale. Per le informazioni sull'accessibilità fisica, cioè ingresso, percorsi, servizi igienici e assistenza per persone con disabilità motorie o sensoriali, la cosa più seria da fare è telefonare alla sede, allo 06 69612221, o scrivere a lavaccheria.mun09@comune.roma.it prima della visita, indicando le proprie esigenze.
Il portale turistico di Roma Capitale mantiene una sezione dedicata, Roma accessibile, che raccoglie informazioni generali sui servizi in città. Per chi si muove in sedia a rotelle il tratto più delicato è l'ultimo, dalla metropolitana al casale: in quel caso il taxi o un servizio di trasporto dedicato riducono di molto la fatica. Un preavviso di qualche giorno permette alla sede di organizzarsi, e fa la differenza.
Chi è passato da Andy Warhol Forever Love alla Vaccheria — fino al 28 marzo 2027
Il primo nome è quello del curatore, Gianfranco Rosini, che conobbe Warhol a Roma nel 1975 e ha costruito questa mostra a partire da quel rapporto. Il secondo è Dino Pedriali, assistente principale di Warhol, che passa dalla Vaccheria con 28 fotografie originali sui momenti fondamentali dell'esperienza italiana ed europea dell'artista. Accanto a loro lavorano Giuliano Gasparotti e Francesco Mazzei, autori della video opera Female beauty, e il Maestro Furio Valitutti, che ne ha firmato le musiche originali per KIF Italia.
Poi ci sono le presenze che arrivano attraverso le opere e le carte, ed è una lista che poche sedi romane possono vantare nello stesso momento. Marilyn Monroe, Liza Minnelli, Joseph Beuys, Man Ray e Regina Schrecker entrano in sala come soggetti dei ritratti di Warhol. Mick Jagger, Truman Capote ed Elizabeth Taylor ci arrivano attraverso la corrispondenza con l'artista. Paolo Uccello è presente con la rilettura del suo San Giorgio e il Drago, che scavalca cinque secoli con un solo dettaglio. E ci sono i trentasette lavori dei grandi artisti Pop vicini al mondo di Warhol, i cui nomi si scoprono in sala.
Prima di tutti loro, naturalmente, da questo edificio sono passati gli animali per cui era stato costruito: il nome Vaccheria lo ricorda a ogni visitatore. E dopo la riqualificazione ci passano i reperti archeologici di Roma sud, custoditi nel casale. Da una stalla a una sala dove Marilyn guarda Beuys: è un percorso che, a pensarci, sembra scritto apposta per Warhol.
Andy Warhol Forever Love e le altre mostre della stagione
L'autunno e l'inverno 2026 a Roma offrono un piccolo itinerario per chi ama l'arte del secondo Novecento. Dal 6 ottobre 2026 all'11 aprile 2027 il Museo di Roma a Palazzo Braschi ospita una mostra su Keith Haring, e dal 18 novembre 2026 al 4 aprile 2027 la Galleria Nazionale d'Arte Moderna presenta Marina Abramović. Tre mostre, tre quartieri diversi, e un filo comune: artisti che hanno cambiato il rapporto tra opera e pubblico.
Un itinerario in tre tappe
Conviene partire proprio dalla Vaccheria, che per posizione è la più scomoda e dunque va programmata per prima, magari un sabato con il pomeriggio libero per l'EUR. Haring a Palazzo Braschi si incastra facilmente in una giornata in centro, tra piazza Navona e il Pantheon. Abramović alla Galleria Nazionale si abbina bene a Villa Borghese. Visti in quest'ordine, raccontano tre modi di stare dentro il proprio tempo.
Dove si colloca Warhol
Tra i tre, Warhol è quello che ha trasformato l'immagine riprodotta in linguaggio artistico. Andy Warhol Forever Love non lo celebra come un marchio, ma lo mostra nel suo ambiente di relazioni, e per questo è la mostra giusta da vedere per prima: dà le coordinate per leggere anche le altre.
Roma tra settembre e marzo: quando conviene andare
Andy Warhol Forever Love attraversa tre stagioni romane, dalla fine dell'estate all'inizio della primavera. Ognuna ha il suo carattere, e la scelta del mese cambia anche la visita al quartiere intorno.
Autunno
Settembre e ottobre sono i mesi più piacevoli per abbinare la mostra a una lunga passeggiata all'EUR. Le giornate sono ancora lunghe e il Laghetto è frequentato ma non affollato.
Inverno
Da novembre a febbraio le giornate si accorciano e il consiglio è andare di mattina, anche nel fine settimana. Il Luneur, tra i suoi eventi stagionali, propone i villaggi di Natale, e dicembre alla Nuvola porta Più libri più liberi: una giornata che mette insieme Warhol e la fiera dei libri ha una sua coerenza.
Inizio primavera
Marzo è il mese della chiusura, il 28, e dell'Hanami sulla Passeggiata del Giappone, che di solito comincia a metà mese. È il periodo più fotogenico, ma anche quello in cui la mostra rischia di essere più frequentata. Chi lo sceglie deve andare presto la mattina.
Domande frequenti su Andy Warhol Forever Love
Fino a quando è aperta la mostra Andy Warhol Forever Love a Roma?
Andy Warhol Forever Love è aperta alla Vaccheria fino al 28 marzo 2027, che cade di domenica. L'apertura al pubblico è indicata dall'11 settembre 2026. Il lunedì la sede è chiusa, e dal martedì al giovedì si entra solo di mattina: chi vuole andare nelle ultime settimane deve tenerne conto per non trovare chiuso.
Quali sono gli orari della Vaccheria per la mostra di Warhol?
La Vaccheria apre per Andy Warhol Forever Love dal martedì al giovedì dalle 9 alle 13 e dal venerdì alla domenica dalle 9 alle 19. Il lunedì è giorno di chiusura. Nei giorni con chiusura alle 13 conviene entrare entro le 10,30 per avere il tempo di leggere anche i documenti.
Dove si trova la Vaccheria e come ci si arriva?
La Vaccheria si trova in via Giovanni L'Eltore 35-37, 00144 Roma, nella zona del Torrino, Municipio IX. Le stazioni della metro B più vicine sono EUR Palasport ed EUR Fermi, a circa due chilometri in linea d'aria. Da lì si prosegue in autobus di superficie, a piedi o in taxi.
Quanto costa il biglietto di Andy Warhol Forever Love?
Il prezzo del biglietto di Andy Warhol Forever Love e le eventuali riduzioni sono pubblicati sul sito ufficiale della Vaccheria, nella pagina della mostra, dove sono indicate anche le modalità di acquisto. Per informazioni si può telefonare alla sede allo 06 69612221 o scrivere a lavaccheria.mun09@comune.roma.it.
Quali opere di Warhol ci sono in mostra?
Andy Warhol Forever Love espone 51 lavori di Warhol, tra cui i ritratti di Marilyn Monroe, Liza Minnelli, Joseph Beuys, Man Ray e Regina Schrecker, le Campbell's Soup, il Dollar Sign, la Candy Box a forma di cuore e i Kiku. Completano il percorso 37 opere di artisti Pop, oltre 60 documenti e 28 fotografie originali di Dino Pedriali.
Chi ha curato la mostra su Warhol alla Vaccheria?
La mostra Andy Warhol Forever Love è curata da Gianfranco Rosini, che conobbe Warhol a Roma nel 1975 e instaurò un legame con l'artista e con il suo mondo. Il percorso nasce da questa testimonianza personale e comprende opere, fotografie, oggetti, libri, lettere e memorie legate all'artista.
La mostra di Warhol è adatta ai bambini?
Andy Warhol Forever Love è adatta anche ai bambini, perché molte immagini di Warhol, come la zuppa in scatola, il simbolo del dollaro e la scatola a forma di cuore, sono riconoscibili al primo sguardo. I documenti interessano più agli adulti. Dopo la visita, il Laghetto dell'EUR ha un'area gioco attrezzata e il Luneur Park è a pochi chilometri.
Quanto tempo serve per visitare Andy Warhol Forever Love?
Per Andy Warhol Forever Love bisogna calcolare tra un'ora e mezza e due ore e mezza, a seconda di quanto si leggono lettere e documenti. Con il viaggio e una passeggiata all'EUR la visita occupa mezza giornata. Il sabato permette di abbinare la mostra al quartiere senza fretta.
Il consiglio finale su Andy Warhol Forever Love
Vai un martedì o un giovedì alle 9, con due ore davanti e nessun appuntamento dopo. Guarda le icone, ma fermati sulle fotografie di Pedriali e sulle lettere: è lì che la mostra dice qualcosa che non trovi altrove. Poi, se hai tempo, esci e raggiungi il Colosseo Quadrato: dopo aver visto Warhol, quei 216 archi tutti uguali non li guarderai più nello stesso modo. Se proprio devi andare nel fine settimana, scegli l'ultimo di marzo e chiudi la giornata sotto i ciliegi del Laghetto.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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