Umberto Galimberti, Il Bene e il Male al Teatro Olimpico — 2 dicembre 2026
Mercoledì 2 dicembre 2026 alle 20:30 Umberto Galimberti porta al Teatro Olimpico di Roma, in piazza Gentile da Fabriano 17 (00196 Roma), Il Bene e il Male. Educare le nuove generazioni, una lezione a teatro sulla capacità dei ragazzi di distinguere il bene dal male. Il calendario del teatro indica la fine verso le 22:00. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, da cui sono circa 500 metri a piedi lungo viale del Pinturicchio; in alternativa l'autobus 910 da Termini fino alla fermata Pannini. I prezzi pubblicati dal teatro vanno da 28 a 38 euro, più la prevendita (da 4,20 a 5,70 euro) e una commissione online di 2 euro a biglietto. I biglietti si comprano sul sito ufficiale del Teatro Olimpico o al botteghino di piazza Gentile da Fabriano.
Galimberti ha ottantaquattro anni, ha insegnato filosofia a Venezia per decenni e da trent'anni risponde ogni settimana alle lettere dei lettori di un grande quotidiano. Il tema della serata è quello che attraversa i suoi libri più letti dal 2007 in poi: i giovani, il nichilismo, l'educazione dei sentimenti. Il giudizio è netto: per genitori, insegnanti ed educatori è una delle serate più utili dell'intera stagione romana, e costa meno di un concerto.
Umberto Galimberti al Teatro Olimpico: data, orario, prezzi
Il Bene e il Male. Educare le nuove generazioni va in scena al Teatro Olimpico mercoledì 2 dicembre 2026 alle 20:30, in data unica, con biglietti da 28 a 38 euro più prevendita, come indica il sito ufficiale del teatro.
Data e orario
La data romana è una sola: mercoledì 2 dicembre, inizio alle 20:30, fine prevista verso le 22:00. Un'ora e mezza di parola, dunque, che lascia il tempo per una cena prima o per un bicchiere dopo.
I prezzi per settore
Il teatro pubblica sette settori. Poltronissima gold: 38 euro più 5,70 di prevendita. Poltronissima laterale: 36 euro più 5,40. Poltrona: 34 euro più 5,10. Balconata: 34 euro più 5,10. Balconata con balaustra a visibilità ridotta: 33 euro più 5. Balconata laterale: 29 euro più 4,40. Balconata laterale con balaustra a visibilità ridotta: 28 euro più 4,20. La prevendita è sempre richiesta al momento dell'emissione del biglietto; online si aggiungono 2 euro di commissione a biglietto.
Dove si comprano i biglietti
I biglietti si acquistano sul sito ufficiale del Teatro Olimpico, dalla pagina dello spettacolo, oppure al botteghino. Per informazioni il teatro indica l'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it.
La stagione
La serata fa parte della stagione 2026/2027 dell'Olimpico, nella categoria degli spettacoli. In cartellone è preceduta da Legend The Show con Jennifer Batten ed è seguita, la sera dopo, da Maurizio Lastrico con Sul lastrico: tre registri diversissimi in tre sere, che raccontano bene la varietà di questa sala.
Il Bene e il Male: di che cosa parla Galimberti
Il punto di partenza della serata, secondo la presentazione del Teatro Olimpico, è una tesi precisa: molti ragazzi di oggi faticano a sentire la differenza tra bene e male, perché manca loro la risonanza emotiva delle proprie azioni.
La risonanza emotiva
Galimberti chiama risonanza emotiva il processo con cui una persona percepisce le conseguenze emotive dei propri comportamenti, su di sé e sugli altri. Chi colpisce un compagno e non sente niente, chi umilia qualcuno in rete e non prova disagio, non ha soltanto una lacuna morale: ha un vuoto emotivo. È da questo vuoto, sostiene il filosofo, che nasce l'incapacità di distinguere il bene dal male.
Kant e l'intuizione morale
La presentazione ricorda che per Kant la differenza fra bene e male dovrebbe essere intuitiva, qualcosa che si sente prima ancora di ragionarci. Galimberti osserva che questa percezione immediata sembra meno evidente nelle nuove generazioni. È un'affermazione forte, e la serata serve a spiegarla, non a lanciarla come uno slogan.
La responsabilità di famiglie e scuole
Il secondo movimento del discorso riguarda la responsabilità. Se la capacità di distinguere bene e male non è più data per scontata, bisogna chiedersi chi la debba coltivare. La risposta della presentazione è chiara: la questione riguarda le famiglie e le istituzioni educative, chiamate a un'educazione che vada oltre la trasmissione di conoscenze e comprenda lo sviluppo emotivo ed etico.
Una lezione, non uno spettacolo
Il teatro lo classifica fra gli spettacoli, ma chi conosce Galimberti sa che cosa aspettarsi: un uomo seduto o in piedi davanti a un leggio, senza scenografia, che parla per un'ora e mezza. Nessuno effetto, nessuna musica annunciata. È una forma che a Roma riempie le sale da una ventina d'anni, e che dice molto della fame di parola argomentata che c'è in giro.
Da dove viene la riflessione di Galimberti sui giovani
Il tema della serata ha radici lontane nell'opera di Galimberti: il libro che lo ha reso noto al grande pubblico su questo argomento è L'ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani, pubblicato da Feltrinelli nel 2007.
L'ospite inquietante
Il titolo riprende un'immagine nietzschiana: il nichilismo come ospite che si è seduto alla nostra tavola e non se ne va. In quel libro Galimberti sosteneva che il disagio dei giovani non fosse soltanto psicologico ma culturale, legato a un'epoca che non offre loro un futuro come promessa. Da allora è diventato uno dei riferimenti più citati nei collegi docenti italiani.
La parola ai giovani
Nel 2018 esce, sempre da Feltrinelli, La parola ai giovani. Dialogo con la generazione del nichilismo attivo: un libro costruito sulle lettere dei ragazzi, con un titolo che corregge in senso più fiducioso la diagnosi di undici anni prima. La serata all'Olimpico si muove fra questi due poli.
Il libro delle emozioni
Nel 2021 Galimberti pubblica Il libro delle emozioni e, con Anna Vivarelli, Che tempesta! 50 emozioni raccontate ai ragazzi. Sono i testi più vicini al concetto di risonanza emotiva che regge la lezione del 2 dicembre: l'idea che le emozioni si imparino, e che vadano nominate per poter essere sentite.
Per i più giovani
Nel 2019 aveva firmato con Irene Merlini e Maria Luisa Petruccelli Perché? 100 storie di filosofi per ragazzi curiosi. Un filosofo ottantenne che scrive libri per ragazzi è un fatto raro, e dice quanto il tema educativo sia per lui una questione pratica, non accademica.
Chi è Umberto Galimberti
Umberto Galimberti è nato a Monza il 2 maggio 1942: filosofo, psicologo, psicoanalista di formazione junghiana, saggista, professore emerito dell'Università di Venezia e firma de la Repubblica dal 1995.
Un'infanzia difficile
Viene da una famiglia di dieci figli: la madre era maestra elementare, il padre muore nel 1955, quando Umberto ha tredici anni. Tutti i fratelli lavorano fin da piccoli. Le scuole superiori le frequenta in seminario, grazie all'aiuto di un sacerdote, e lì nasce un'amicizia lunga una vita con il futuro cardinale Gianfranco Ravasi.
Gli studi e l'operaio in Germania
Nel 1961 si iscrive a filosofia all'Università Cattolica di Milano con una borsa di studio, ma dopo due anni deve interrompere per mancanza di denaro. Va a lavorare come operaio in una grande fabbrica della Germania Ovest per pagarsi gli studi, e riesce a riprenderli. Chi lo ascolta parlare di lavoro e di fatica dovrebbe ricordarsi di questo dettaglio.
Severino e Jaspers
Nel 1965 si laurea con lode con Emanuele Severino, con una tesi sulla logica filosofica di Karl Jaspers. Negli stessi anni, con un'altra borsa, frequenta l'Università di Basilea e conosce Jaspers di persona: il filosofo e psichiatra tedesco gli consiglia di approfondire i legami fra psicopatologia e filosofia. Galimberti ne diventerà uno dei principali traduttori e divulgatori italiani.
Dal liceo all'università
Dal 1967 al 1979 insegna storia e filosofia al liceo Zucchi di Monza. Su proposta di Severino, nel 1976 diventa assistente di antropologia culturale alla neonata facoltà di lettere e filosofia dell'Università di Venezia; nel 1983 è professore associato di filosofia della storia e ne ottiene la cattedra nel 1999. Dal 2002 insegna anche psicologia generale e psicologia dinamica. Dal 2015 è professore emerito.
La formazione psicoanalitica
Dal 1976 al 1985 compie la propria analisi e formazione al Centro Italiano di Psicologia Analitica, a Roma, con Mario Trevi; diventa poi membro ordinario dell'International Association for Analytical Psychology. Negli stessi anni frequenta l'ospedale psichiatrico di Novara diretto da Eugenio Borgna, uno dei maggiori psichiatri fenomenologi italiani. Nel 2006 inaugura con Luigi Perissinotto il primo master universitario in consulenza filosofica in Italia.
Il giornalismo
Dal 1987 al 1995 collabora ogni settimana con Il Sole 24 Ore; dal 1995 scrive per la Repubblica, con editoriali e interventi culturali, e cura la rubrica di lettere di D, il settimanale femminile del quotidiano. È da quella rubrica che molti lettori lo conoscono: un filosofo che risponde a genitori disperati, ragazzi arrabbiati, insegnanti stanchi.
Premi e controversie
Ha ricevuto nel 2002 il premio internazionale Maestro e traditore della psicoanalisi e nel 2011 il premio Ignazio Silone per la cultura; fra i riconoscimenti ai singoli libri figurano il Premio Fregene del 1984 e il premio Corrado Alvaro del 2001. Per completezza va ricordato che nel 2011 l'Università di Venezia lo richiamò ufficialmente a citare correttamente le fonti, dopo che la stampa aveva documentato passi di altri autori ripresi senza attribuzione: un episodio che fa parte della sua biografia pubblica.
I libri di Galimberti da leggere prima della serata
La bibliografia di Umberto Galimberti conta decine di titoli, dal primo saggio su Heidegger e Jaspers del 1975 fino a Le disavventure della verità del 2025; per preparare la serata del 2 dicembre ne bastano tre o quattro.
I grandi saggi
Il corpo, del 1983, e Psiche e techne. L'uomo nell'età della tecnica, del 1999, sono i due libri su cui si regge il suo pensiero: il primo sul corpo come luogo di significati ambivalenti, il secondo sull'uomo ridotto a funzionario di un apparato tecnico. Dal 2001 Feltrinelli ripubblica tutta l'opera in una collana economica intitolata Opere.
Il Dizionario di psicologia
Il lavoro più usato nelle biblioteche italiane è probabilmente il Dizionario di psicologia, uscito da UTET nel 1992, ampliato da Garzanti nel 1999 e ripubblicato da Feltrinelli nel 2018 come Nuovo dizionario di psicologia, psichiatria, psicoanalisi, neuroscienze. Alla stesura partecipò la moglie, Tatjana Simonič, biologa molecolare all'Università di Milano, scomparsa nel 2008.
I vizi e l'amore
Fra i libri più letti ci sono I vizi capitali e i nuovi vizi, del 2003, e Le cose dell'amore, del 2004. Per un lettore che non ha mai aperto Galimberti sono l'ingresso più semplice.
Gli ultimi anni
Nel 2023 escono L'etica del viandante e Le parole di Gesù, scritto con Ludwig Monti; quest'ultimo ha suscitato critiche da parte di alcuni teologi. Nel 2025 Le disavventure della verità. Se avete tempo per un solo libro prima del teatro, meglio L'ospite inquietante: è il più vicino al tema della serata.
A chi si rivolge la serata
La lezione di Galimberti al Teatro Olimpico si rivolge soprattutto a genitori, insegnanti ed educatori, ma è costruita per essere seguita da chiunque, senza preparazione filosofica.
Genitori e insegnanti
Chi ha figli adolescenti o insegna in una scuola superiore troverà nella serata un lessico per dare un nome a cose che vede ogni giorno. Galimberti non offre ricette, e non è il tipo da dare consigli pratici; offre una chiave di lettura. È più utile di quanto sembri.
I ragazzi
Andare a sentire un filosofo che parla di te, dei tuoi coetanei e della tua difficoltà a sentire le emozioni è un'esperienza che un diciassettenne ricorda. Un liceale abituato alle lezioni frontali troverà un registro diverso: più diretto, più provocatorio.
Chi ama la filosofia
Chi ha letto Heidegger, Jaspers o Nietzsche ritroverà in filigrana i loro temi, tradotti in una lingua accessibile. Chi non li ha letti uscirà con qualche nome da cercare in libreria.
Il Teatro Olimpico, la sala di Galimberti
Il Teatro Olimpico di piazza Gentile da Fabriano nasce come cinema teatro nel 1936 e funziona come teatro dal 1981; ha 1.410 posti, 966 in platea e 444 in galleria, ed è la sede della maggior parte degli spettacoli dell'Accademia Filarmonica Romana. La scheda del luogo è Teatro Olimpico.
Un cinema degli anni Trenta
L'isolato fu costruito fra il 1935 e il 1936 per la Società Generale Immobiliare, mentre sorgevano il quartiere Flaminio e il Foro Italico. Fino agli anni Cinquanta la sala funzionò soprattutto come cinema, con gli artisti dell'avanspettacolo negli intervalli. La forma attuale viene da lì: un grande cinema dotato dei servizi di un teatro.
La platea ad anfiteatro
I 966 posti di platea sono disposti in pendenza, ad anfiteatro: dalle file posteriori si vede sopra le teste di chi siede davanti. Per una serata di parola, in cui conta vedere il volto di chi parla, è un vantaggio concreto. La galleria, che in biglietteria diventa balconata, ha forma a ferro di cavallo.
L'edificio
La struttura è in cemento armato, con largo impiego di travertino nello zoccolo e nelle cornici, riportato all'aspetto originario da un restauro recente. All'interno ci sono un foyer a rotonda e corridoi ampi. Il teatro ricorda un giudizio attribuito a Orson Welles: l'Olimpico sarebbe l'unico luogo di Roma capace di evocare l'atmosfera di Broadway.
Dove sedersi per ascoltare Galimberti
Per una lezione di un'ora e mezza i posti migliori sono in platea centrale: la poltrona, a 34 euro più prevendita, offre grazie alla pendenza una vista pulita anche dalle file arretrate.
Platea
La poltronissima gold, a 38 euro, è la scelta per chi vuole vedere da vicino i gesti e le espressioni del relatore. La differenza di prezzo con la poltrona è minima, quattro euro; in una serata di parola, però, la distanza conta meno che in un balletto.
Balconata
La balconata centrale costa quanto la poltrona. I settori con balaustra sono indicati dal teatro a visibilità ridotta: per una conferenza il limite è sopportabile, dato che si ascolta più di quanto si guardi. Le balconate laterali, a 28 e 29 euro, sono le più economiche.
Per i gruppi
Con una classe o un gruppo di genitori conviene prenotare in blocco in balconata centrale: si sta insieme e si spende meno. Il botteghino risponde all'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it.
Come arrivare al Teatro Olimpico
Il Teatro Olimpico si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, da cui si cammina per circa 500 metri: è il percorso indicato dal teatro.
Metro A e tram 2
Dalla stazione Flaminio, in piazzale Flaminio, il tram 2 porta a piazza Mancini. Da lì viale del Pinturicchio conduce a piazza Gentile da Fabriano in cinque minuti a piedi.
Autobus
Nei pressi del teatro fermano le linee 220, 232, 233, 280, 301, 446, 48, 910 e 911. Il 910 parte da Termini: si scende alla fermata Pannini e si percorrono circa 300 metri su viale del Pinturicchio. A piazza Mancini arrivano anche le linee 200, 201, 53 e la notturna n24.
In auto
Dal centro si segue viale del Muro Torto verso piazzale Flaminio, poi via Luisa di Savoia e i lungotevere fino al lungotevere Flaminio; da nord si attraversa il ponte Duca d'Aosta. Di mercoledì sera il parcheggio in zona è meno difficile che nel fine settimana, ma non va dato per scontato.
Ferrovia Roma Nord
Chi arriva con la ferrovia Roma Viterbo scende a Flaminio e prosegue con il tram 2 fino a piazza Mancini.
Il Flaminio intorno all'Olimpico
Il Teatro Olimpico è nel quartiere Flaminio, sul lungotevere all'altezza del Ponte della Musica, a pochi minuti dall'Auditorium Parco della Musica e dal MAXXI.
Il Ponte della Musica e il Foro Italico
Il Ponte della Musica collega il Flaminio al Foro Italico, costruito negli stessi anni dell'Olimpico. Un'ora di anticipo basta per attraversare il fiume e guardare le architetture degli anni Trenta.
Ponte Milvio
Risalendo il Tevere si arriva a Ponte Milvio, la piazza dei locali del Roma nord. Per una cena dopo teatro è la soluzione con più scelta.
Verso il centro
Lungo via Flaminia si incontrano il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, ai margini di Villa Borghese, e più avanti piazza del Popolo.
Dove mangiare prima o dopo la serata
Intorno al Teatro Olimpico, fra piazza Mancini, via Flaminia e piazza Gentile da Fabriano, ci sono pizzerie, trattorie e bar frequentati dal pubblico del teatro e dell'Auditorium.
Prima
Con l'inizio alle 20:30 conviene cenare verso le 19, in modo leggero: un'ora e mezza di ascolto attento dopo una cena pesante è una prova per chiunque.
Dopo
Si esce verso le 22. È l'ora giusta per discutere di quello che si è sentito davanti a un bicchiere: Ponte Milvio, a pochi minuti di taxi, ha l'offerta più ampia. Di mercoledì conviene comunque prenotare.
Accessibilità e ragazzi al Teatro Olimpico
Chi ha esigenze di mobilità ridotta deve contattare il botteghino del Teatro Olimpico prima dell'acquisto, all'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it o al 349 2378200, per conoscere posti e modalità d'accesso.
La sala
La platea è in pendenza e la galleria si trova al piano superiore: sono elementi da considerare nella scelta del settore.
Con i ragazzi
Il teatro non indica limiti d'età. Il tema riguarda direttamente gli adolescenti, e un ragazzo delle superiori può seguire la lezione senza difficoltà. Per i bambini piccoli un'ora e mezza di parola alle 20:30 è troppo.
Il 2 dicembre a Roma
Il 2 dicembre è un mercoledì dell'inizio dell'Avvento: Roma accende le prime luminarie, piazza Navona si prepara al mercato natalizio, e la stagione teatrale è nel pieno.
Il clima
Le sere di inizio dicembre sono fresche e spesso umide, soprattutto lungo il Tevere. Uscendo dal teatro, il lungotevere è ventilato: serve un cappotto vero.
Tre serate all'Olimpico
Chi è in città per più giorni può combinare la lezione di Galimberti con la sera successiva, quando Maurizio Lastrico porta Sul lastrico sullo stesso palco. Nelle settimane seguenti la stagione prosegue fino a Angelo Pintus con Loro non sanno niente, a gennaio.
Una curiosità su Umberto Galimberti, Il Bene e il Male al Teatro Olimpico — 2 dicembre 2026
Il filosofo che parla di educazione ai genitori romani ha fatto l'operaio. Nei primi anni Sessanta, dopo due anni di università alla Cattolica di Milano, Galimberti dovette interrompere gli studi per mancanza di denaro e andò a lavorare in una grande fabbrica della Germania Ovest. Con quello che guadagnò riprese gli studi, si laureò con lode nel 1965 e nello stesso periodo frequentò l'Università di Basilea con una borsa di studio.
La seconda curiosità riguarda proprio Basilea. Lì Galimberti conobbe Karl Jaspers, uno dei padri della psichiatria fenomenologica, che gli suggerì di studiare i rapporti fra psicopatologia e filosofia. È un consiglio che ha orientato tutta la sua carriera: dalla tesi su Jaspers alla frequentazione dell'ospedale psichiatrico di Novara con Eugenio Borgna, fino al dizionario di psicologia che molti studenti universitari hanno sulla scrivania.
La terza è romana. La formazione psicoanalitica di Galimberti, fra il 1976 e il 1985, avvenne proprio a Roma, alla sede del Centro Italiano di Psicologia Analitica, con Mario Trevi come analista didatta. Per un milanese che ha insegnato a Venezia, Roma è stata dunque la città in cui è diventato analista. Il 2 dicembre, in un certo senso, ci torna.
Una cosa che non ti dice nessuno su Umberto Galimberti, Il Bene e il Male al Teatro Olimpico — 2 dicembre 2026
Una lezione di filosofia in una sala da 1.410 posti è un'esperienza diversa da quella che ci si immagina. In un'aula universitaria si prendono appunti; in un teatro si ascolta, e la reazione del pubblico diventa parte del discorso. Chi ha visto Galimberti dal vivo sa che le sue serate funzionano per affondi: una frase provocatoria, una pausa, un brusio in sala, poi il ragionamento che la giustifica. Andateci pronti a non essere d'accordo su tutto.
La seconda cosa è che il titolo inganna. Il Bene e il Male fa pensare a una lezione di etica astratta; la presentazione, invece, parla di emozioni, di risonanza emotiva, di educazione sentimentale. È un discorso sul modo in cui i ragazzi imparano, o non imparano, a sentire. Per un genitore è molto più concreto di quanto il titolo lasci credere.
Infine, il prezzo. Una poltrona a 34 euro più prevendita per un'ora e mezza con uno degli intellettuali più letti d'Italia è una cifra onesta. A teatro si paga volentieri quando si esce con qualcosa da pensare.
Il consiglio che ti do per visitare Umberto Galimberti, Il Bene e il Male al Teatro Olimpico — 2 dicembre 2026
Andateci in due, con la persona con cui educate i vostri figli, o con un collega se insegnate. Una lezione così dà il meglio nella discussione che viene dopo, e la sera stessa, a cena o sul tram del ritorno, è il momento giusto per farla. Da soli si esce con molte idee; in due si esce con una decisione.
Secondo consiglio: se avete un figlio di sedici o diciassette anni, portatelo. Non tutti i ragazzi accetteranno, ed è normale; chi accetta ascolterà un adulto che parla della sua generazione senza condiscendenza, e questo capita di rado.
Terzo consiglio: scegliete la platea centrale e comprate con anticipo. La data è unica, di mercoledì, e il nome di Galimberti richiama un pubblico fedele, fatto di insegnanti e di lettori delle sue rubriche. Fra i settori, la poltrona a 34 euro più prevendita ha il miglior rapporto fra prezzo e visione; la balconata centrale costa uguale e dà una vista d'insieme.
Ultimo: leggete prima una sua risposta ai lettori. Bastano cinque minuti per entrare nel suo registro e arrivare in sala già in ascolto.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Il Teatro Olimpico non appartiene a un ente pubblico né a un grande gruppo: è di una società per azioni nata nel 1980 da una sottoscrizione di cittadini. A Roma lo sanno in molti, ma lo si ricorda poco.
Alla fine degli anni Settanta la sala rischiava la chiusura: la società proprietaria e l'ente che la gestiva erano falliti, l'edificio era in vendita. Adriana Panni, presidente dell'Accademia Filarmonica Romana, promosse una raccolta di capitali fra professionisti, imprenditori, intellettuali e appassionati. Nacque così la Teatro Olimpico spa, che nel 1980 comprò l'edificio dalla Società Generale Immobiliare. Panni ne rimase presidente fino al 1994.
Per una serata sul bene comune e sulla responsabilità educativa è un precedente che vale la pena ricordare. Un gruppo di cittadini decise che un luogo di cultura non doveva sparire, e se ne fece carico con i propri soldi. È un esempio di quella responsabilità condivisa che la presentazione della serata chiede a famiglie e scuole. Nella stagione 2009/2010, secondo le classifiche Agis, l'Olimpico era il secondo teatro di Roma e il settimo d'Italia per numero di spettatori: la scommessa dei soci fondatori, a distanza di trent'anni, era vinta.
La foto giusta da fare a Umberto Galimberti, Il Bene e il Male al Teatro Olimpico — 2 dicembre 2026
La foto giusta si fa fuori, in piazza Gentile da Fabriano, con la facciata dell'Olimpico illuminata e il nome della serata in cartellone. L'edificio degli anni Trenta, con lo zoccolo di travertino riportato alla luce dal restauro, ha una sobrietà razionalista che di sera, con le insegne accese, rende molto bene in fotografia.
Un secondo scatto si fa dal Ponte della Musica, a pochi passi. Dal centro del ponte si vede il Tevere di notte, con il lungotevere Flaminio da un lato e il Foro Italico dall'altro. A inizio dicembre, con l'aria fredda e limpida, le luci sull'acqua sono nette.
Dentro, la foto da fare è la platea vista dal fondo prima dell'inizio, con il palco spoglio e un leggio al centro: un'immagine che racconta bene che cosa sia una lezione a teatro. Durante la serata il telefono resta in tasca. Chi vuole un ricordo scriva su un taccuino la frase che l'ha colpito di più: è la fotografia migliore di una serata di parola.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il 4 marzo 1965 Pierre Boulez diresse al Teatro Olimpico un concerto con la prima esecuzione italiana di Abramo e Isacco di Igor Stravinskij e la prima europea della sua Elegia per Kennedy. È probabilmente la data più importante della storia musicale della sala, e dice quale peso avesse l'Accademia Filarmonica Romana nella vita culturale di quegli anni. Nello stesso 1965, a Milano, un giovane Galimberti si laureava con Severino.
Negli anni successivi l'Olimpico ospitò allestimenti in cui arte figurativa e musica si incontravano: L'Histoire du soldat di Stravinskij nell'ottobre 1966, con il fondale di Giacomo Manzù; i Tre misteri di Niccolò Castiglioni nell'ottobre 1968, con la scultura di Mirko; la Messa di Stravinskij nell'ottobre 1975, con le forme dorate di Corrado Cagli.
Il 1980 è l'anno della svolta: nasce la Teatro Olimpico spa, che compra l'edificio. Dal 1981 la sala cambia nome e vocazione e si apre a pubblici nuovi. I Momix di Moses Pendleton vi debuttano nell'aprile 1982 e ne diventano ospiti fissi; la Lindsay Kemp Company porta Sogno di una notte di mezza estate nel febbraio 1989; Mikhail Baryshnikov arriva con il White Oak Dance Project nell'ottobre 1995, il Bolshoi Ballet nel settembre 1996. Sono le tappe di un cinema diventato uno dei palcoscenici più frequentati d'Italia, dove oggi trova posto anche la filosofia.
Chi è passato da Umberto Galimberti, Il Bene e il Male al Teatro Olimpico — 2 dicembre 2026
Sul palco del Teatro Olimpico sono passati musicisti come Arturo Benedetti Michelangeli, Jessye Norman, Zubin Mehta, Giuseppe Sinopoli, Luigi Dallapiccola e Pierre Boulez, legati alle stagioni dell'Accademia Filarmonica Romana. Per la musica leggera e d'autore il teatro ricorda i Marillion nel febbraio 1988, Lucio Dalla nell'aprile 1994, i Pooh nell'ottobre 1994 e Giorgio Gaber con Un'idiozia conquistata a fatica nel gennaio 1998.
Gaber è il nome più vicino alla serata di Galimberti. Il suo teatro canzone era una forma di pensiero ad alta voce sul presente, sulla società, sul disagio individuale: un filosofo e un cantautore che, a distanza di trent'anni, occupano lo stesso palco per parlare di come si vive insieme. Fra i protagonisti della storia della sala il teatro cita anche Dario Fo, un altro uomo di scena che ha fatto del palcoscenico un luogo di riflessione civile.
La danza ha portato qui Baryshnikov, Joaquín Cortés, Maurice Béjart, Antonio Gades e i Momix; la comicità Gigi Proietti con A me gli occhi nel maggio 1996, Enrico Brignano, Vincenzo Salemme, Aldo, Giovanni e Giacomo, Lillo e Greg. In mezzo a questa varietà, un'ora e mezza di filosofia non è un corpo estraneo: è la prova che una sala da 1.410 posti si può riempire anche con un ragionamento.
Domande frequenti su Galimberti al Teatro Olimpico
Quando è Umberto Galimberti al Teatro Olimpico di Roma?
Umberto Galimberti è al Teatro Olimpico di Roma mercoledì 2 dicembre 2026 alle 20:30, con Il Bene e il Male. Educare le nuove generazioni. La data romana è unica e, secondo il calendario del teatro, la serata termina verso le 22:00.
Quanto costano i biglietti per Galimberti al Teatro Olimpico?
I biglietti per Galimberti al Teatro Olimpico vanno da 28 euro in balconata laterale a 38 euro in poltronissima gold, più una prevendita da 4,20 a 5,70 euro. La poltrona e la balconata centrale costano 34 euro più 5,10. Online si aggiungono 2 euro di commissione.
Dove si comprano i biglietti per Il Bene e il Male?
I biglietti per Il Bene e il Male al Teatro Olimpico si comprano sul sito ufficiale del teatro, dalla pagina della serata, oppure al botteghino di piazza Gentile da Fabriano. Per informazioni il teatro indica l'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it.
Di cosa parla Galimberti in Il Bene e il Male?
In Il Bene e il Male Umberto Galimberti parla della difficoltà dei ragazzi di oggi a sentire la differenza tra bene e male, legata alla mancanza di risonanza emotiva, e della responsabilità di famiglie e scuole in un'educazione che comprenda lo sviluppo emotivo ed etico.
Come si arriva al Teatro Olimpico?
Il Teatro Olimpico, in piazza Gentile da Fabriano 17, si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e il tram 2 fino a piazza Mancini, poi 500 metri a piedi su viale del Pinturicchio. In alternativa l'autobus 910 da Termini fino alla fermata Pannini.
La serata di Galimberti è adatta ai ragazzi?
La serata di Galimberti al Teatro Olimpico non ha limiti d'età indicati dal teatro e parla proprio degli adolescenti: un ragazzo delle superiori la segue senza difficoltà. Per i bambini piccoli un'ora e mezza di lezione alle 20:30 è poco indicata.
Chi è Umberto Galimberti?
Umberto Galimberti, nato a Monza nel 1942, è filosofo, psicologo e psicoanalista, professore emerito dell'Università di Venezia e firma de la Repubblica dal 1995. Fra i suoi libri più noti ci sono Psiche e techne, L'ospite inquietante e il Dizionario di psicologia.
Il consiglio finale su Galimberti al Teatro Olimpico
Comprate una poltrona in platea centrale, cenate presto al Flaminio e portate con voi qualcuno con cui discutere all'uscita. Umberto Galimberti non vi dirà come educare i vostri figli, e sarebbe sospetto se lo facesse; vi darà parole per capire che cosa sta accadendo a una generazione. Il 2 dicembre al Teatro Olimpico è una serata che si ricorda più a lungo di molti spettacoli.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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