Titizé – A Venetian Dream al Teatro Olimpico di Roma — dall’8 al 10 gennaio 2027
Titizé, A Venetian Dream, lo spettacolo di Daniele Finzi Pasca, è in scena al Teatro Olimpico di Roma, in piazza Gentile da Fabriano 17, da venerdì 8 a domenica 10 gennaio 2027, per quattro recite: venerdì alle 20.30, sabato alle 16.30 e alle 20.30, domenica alle 17. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, da dove si cammina per circa 500 metri lungo viale del Pinturicchio; in alternativa c'è l'autobus 910 da Termini fino alla fermata Pannini, a circa 300 metri dal teatro. I prezzi pubblicati dal teatro vanno da 22 euro (balconata laterale con balaustra) a 42,70 euro (poltronissima gold) più la prevendita, con una tariffa ridotta per i bambini sotto i 12 anni che parte da 15,40 euro. I biglietti si comprano sul sito ufficiale della sede, con una commissione online di 1,50 euro a biglietto, oppure al botteghino del teatro. Lo spettacolo dura 80 minuti senza intervallo ed è consigliato dai 6 anni in su.
Gennaio al Flaminio, dopo il rumore delle feste, comincia con un sogno veneziano. Titizé è la creazione con cui la Compagnia Finzi Pasca è tornata al teatro dopo anni di grandi cerimonie e di circo internazionale: dieci interpreti fra acrobazia, clowneria, magia e macchine sceniche, e una città, Venezia, raccontata senza bisogno di parole. Arriva all'Olimpico in collaborazione con l'Accademia Filarmonica Romana, cioè con l'istituzione che di questo teatro è stata l'anima per decenni. Qui sotto trovate che cosa si vede, chi lo firma, come scegliere il posto e la recita, e poi la storia di una sala nata come cinema negli anni Trenta e salvata da una sottoscrizione di cittadini.
Titizé: che spettacolo è
Titizé, A Venetian Dream è uno spettacolo teatrale acrobatico coprodotto dalla Compagnia Finzi Pasca e dalla Fondazione Teatro Stabile del Veneto, Teatro Nazionale, in partnership con Gli Ipocriti Melina Balsamo. È nato per il palcoscenico del Teatro Goldoni di Venezia, dove ha debuttato il 18 luglio 2024, e porta il titolo di spettacolo ufficiale della Città di Venezia.
Un viaggio fra sogno e realtà
Il Teatro Olimpico lo presenta come un viaggio fra sogno e realtà in cui acrobazia, clowneria, magia, musica e macchine sceniche danno vita a un teatro di meraviglia. È una definizione promozionale, ma descrive bene il genere: non è circo nel senso della pista e dei numeri in sequenza, e non è prosa. È teatro fatto con i corpi, la luce e gli oggetti, in cui la storia procede per immagini.
Venezia senza parole
In scena, dieci artisti conducono il pubblico dentro Venezia, fra immagini poetiche, leggerezza e stupore. Nelle note scritte nel febbraio 2024, Finzi Pasca elenca che cosa ci sarà: riflessi nell'acqua, nuvole basse e sfocature, il gioco delle maschere, la notte con la sua follia, le buffonerie dei clown, oggetti che levitano, acrobati in volo, una pioggia surreale, equilibri impossibili, i personaggi della tradizione moltiplicati, sdoppiati e ricostruiti. E, sopra tutto, la città con le sue atmosfere e i suoi misteri.
La Commedia dell'Arte come radice
Il regista collega la clowneria della compagnia alla tradizione e agli echi della Commedia dell'Arte. È il punto più interessante per uno spettatore italiano: le maschere veneziane non sono qui un soprammobile turistico, sono la matrice di un linguaggio scenico che i comici dell'arte esportarono in tutta Europa e che la compagnia di Lugano riprende con gli strumenti del circo contemporaneo.
Uno spettacolo per ogni età
Il teatro lo definisce visivo e universale, capace di parlare a tutti attraverso le emozioni. La durata di 80 minuti senza intervallo e l'età consigliata dai 6 anni lo rendono una delle proposte più adatte alle famiglie di tutta la stagione. Il giudizio è netto: è la scelta giusta per portare un bambino a teatro la prima volta senza annoiare gli adulti.
Date e orari di Titizé al Teatro Olimpico
Titizé è al Teatro Olimpico per quattro recite in tre giorni, dall'8 al 10 gennaio 2027. È una permanenza breve, e questo cambia la strategia di acquisto.
Venerdì 8 gennaio alle 20.30
La prima romana è una recita serale, alle 20.30. Cade a ridosso dell'Epifania, quando molte famiglie hanno appena chiuso le vacanze: il pubblico del venerdì sera tende a essere più adulto.
Sabato 9 gennaio, due recite
Il sabato ci sono due spettacoli, alle 16.30 e alle 20.30. La pomeridiana è la più adatta ai bambini piccoli, che a fine spettacolo sono a casa per cena. La serale è la più richiesta da chi viene da fuori Roma.
Domenica 10 gennaio alle 17
L'ultima recita è la domenica alle 17. Si esce poco dopo le 18.20, e c'è tutto il tempo per cenare con calma nel quartiere o rientrare in città prima di sera.
Biglietti e prezzi di Titizé
I prezzi di Titizé al Teatro Olimpico vanno da 22 a 42,70 euro più la prevendita, con una tariffa dedicata ai bambini sotto i 12 anni. Il teatro precisa che la prevendita è sempre richiesta al momento dell'emissione del biglietto.
I settori e i prezzi interi
Poltronissima gold 42,70 euro più 6,30 di prevendita; poltronissima laterale 38 euro più 5,70; poltrona e balconata 34 euro più 5,10; balconata con balaustra 31 euro più 4,70; balconata laterale 28 euro più 4,20; balconata laterale con balaustra 22 euro più 3,30.
La tariffa under 12
Per i bambini sotto i 12 anni i prezzi scendono: 29,90 euro più 4,50 in poltronissima gold, 26,60 più 4 in poltronissima laterale, 23,80 più 3,60 in poltrona e balconata, 21,70 più 3,30 in balconata con balaustra, 19,60 più 2,90 in balconata laterale, 15,40 più 2,30 in balconata laterale con balaustra. Per una famiglia di quattro persone la differenza, rispetto al prezzo pieno, è sensibile.
Dove comprarli
I biglietti si acquistano sul sito ufficiale del Teatro Olimpico, con una commissione di 1,50 euro a biglietto, oppure al botteghino di piazza Gentile da Fabriano, che è il modo migliore per scegliere il posto parlando con una persona. Con sole quattro recite, il consiglio è comprare presto, soprattutto per il sabato.
Chi è Daniele Finzi Pasca
Daniele Finzi Pasca è un regista svizzero nato a Lugano il 10 gennaio 1964, autore di due spettacoli del Cirque du Soleil, Corteo e Luzia, e di cerimonie olimpiche viste in tutto il mondo. Titizé debutta a Roma due giorni prima del suo sessantatreesimo compleanno.
Lugano, la fotografia e la ginnastica
La famiglia paterna lavorava nella fotografia, con un laboratorio ereditato dal bisnonno. Il giovane Daniele comincia la ginnastica artistica a sei anni e da lì si avvicina al circo. Chi guarda uno spettacolo della compagnia riconosce entrambe le radici: la precisione del corpo allenato e l'attenzione quasi ossessiva per la luce, che Finzi Pasca firma personalmente anche in Titizé.
Calcutta e il Teatro Sunil
Nel 1983 parte per l'India come volontario e assiste malati terminali a Calcutta. Tornato in Svizzera, fonda con il fratello Marco e con Maria Bonzanigo la compagnia Teatro Sunil, con cui sviluppa una visione della clownerie, della danza e del teatro che chiama Teatro della carezza. È la chiave di tutto il suo lavoro successivo: un teatro che cerca la tenerezza prima dello sbalordimento.
Icaro, lo spettacolo per un solo spettatore
Nel 1991 scrive e interpreta Icaro, un monologo pensato per un solo spettatore, portato in scena oltre 800 volte in sei lingue e ancora in repertorio. Per un regista che oggi lavora per platee di migliaia di persone, è un punto di partenza che dice molto.
La Trilogia del Cielo e il Cirque du Soleil
Fra il 2002 e il 2007 realizza la Trilogia del Cielo, con Nomade, Rain e Nebbia, in coproduzione con il Cirque Éloize di Montréal. Nel 2005 scrive e dirige Corteo per il Cirque du Soleil, e nello stesso periodo firma la regia della cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici invernali di Torino 2006. Nel 2016 torna al Cirque du Soleil con Luzia.
Sochi, Montréal, Vevey
Nel 2014 dirige la cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici invernali di Sochi e quella di apertura delle Paralimpiadi. Nel 2017 cura Avudo, evento multimediale per i 375 anni di Montréal, nel porto vecchio. Nel 2019 dirige la Fête des Vignerons di Vevey, manifestazione iscritta dall'UNESCO nel patrimonio culturale immateriale dell'umanità.
L'opera lirica
Negli ultimi anni Finzi Pasca lavora molto nella lirica: Einstein on the Beach al Grand Théâtre di Ginevra nel 2019, Les Contes d'Hoffmann di Offenbach nel 2022, María de Buenos Aires di Astor Piazzolla di nuovo a Ginevra nel 2023, e nel 2024 Zarqa Al Yamama, considerata la prima grande opera lirica in lingua araba.
Premi e teatro di prosa
Nel 2012 riceve l'Anello Hans Reinhart dalla Società Svizzera di Studi Teatrali; nel 2020 lo Swiss Society Fellowship Prize di New York; nel 2021 il premio Marco Borradori. Fra i suoi lavori di prosa ci sono Donka, una lettera a Čechov del 2010, La Verità del 2013, costruito attorno a un fondale di Salvador Dalí, e Azul del 2022 con Stefano Accorsi.
La Compagnia Finzi Pasca e la squadra di Titizé
La Compagnia Finzi Pasca è stata fondata a Lugano nel 2011 da Daniele Finzi Pasca con Antonio Vergamini, Hugo Gargiulo, Julie Hamelin Finzi e Maria Bonzanigo. È un gruppo di artisti che lavora insieme da decenni, e in Titizé si ritrovano quasi tutti.
Maria Bonzanigo, musica
Musica, orchestrazioni e sound design sono di Maria Bonzanigo, cofondatrice del Teatro Sunil e della compagnia. Nella versione originale le musiche erano eseguite dall'Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Pasquale Corrado, con il coro Città di Piazzola sul Brenta; alcune pagine vengono dalla colonna sonora del film Oro verde di Mohammed Soudani.
Hugo Gargiulo, scene
Scenografia e attrezzeria sono di Hugo Gargiulo, con Matteo Verlicchi come scenografo associato. Gargiulo ha firmato anche, con Daniel Cyr, la stella acrobatica, uno degli attrezzi costruiti per lo spettacolo; Cyr ha realizzato la roue cyr, la grande ruota che porta il suo nome, Jean Claude Blaser il sistema di volo, Mariève Hémond il carré.
Giovanna Buzzi, costumi
I costumi sono di Giovanna Buzzi, che dà corpo alle maschere e ai personaggi della tradizione veneziana. In uno spettacolo senza parole il costume è metà del racconto, e vale la pena guardarlo da vicino.
Antonio Vergamini e gli altri
Il produttore è Antonio Vergamini, anche lui cofondatore. Melissa Vettore, attrice e moglie del regista, figura come consulente d'autore; Viviana Cangialosi cura comunicazione, fotografia e visual design, ed è sua anche la foto ufficiale dello spettacolo.
I dieci artisti in scena a Roma
Il Teatro Olimpico indica in scena Gian Mattia Baldan, Andrea Cerrato, Francesco Lanciotti, Léa Kral, Luca Morrocchi, Gloria Ninamor, Caterina Pio, Rolando Tarquini, Micol Veglia e Leo Zappitelli: interpreti multidisciplinari, come li definisce il regista, che passano dall'acrobazia al gioco clownesco nella stessa scena.
Una curiosità su Titizé – A Venetian Dream al Teatro Olimpico di Roma — dall'8 al 10 gennaio 2027
Il primo spettacolo scritto da Daniele Finzi Pasca che ha fatto il giro del mondo era pensato per un solo spettatore alla volta. Icaro, del 1991, è un monologo in cui l'attore recita per una persona sola, scelta fra il pubblico e portata sul palco; lo ha replicato più di ottocento volte, in sei lingue, e non ha mai smesso.
A Roma lo stesso autore arriva con dieci interpreti, macchine sceniche, sistemi di volo e un teatro di oltre millequattrocento posti. Il salto sembra enorme, e invece la logica è la stessa. Il Teatro della carezza, come Finzi Pasca chiama la sua idea di scena fin dai tempi del Teatro Sunil, cerca il rapporto intimo con chi guarda anche quando chi guarda è una folla. Le cerimonie olimpiche di Torino e di Sochi, viste da milioni di persone, sono state costruite con lo stesso criterio: immagini semplici, riconoscibili, che arrivano a ciascuno come se fossero pensate per lui.
C'è poi un dettaglio di calendario curioso. Finzi Pasca è nato il 10 gennaio 1964, e l'ultima recita romana di Titizé è proprio domenica 10 gennaio 2027. Il regista compie sessantatré anni il giorno in cui il suo sogno veneziano chiude la tappa all'Olimpico. È una coincidenza, e come tutte le coincidenze non significa niente; ma è il genere di cosa che rende una data più facile da ricordare.
Il Teatro Olimpico: dal cinema del 1936 alla sala di tutti
Il Teatro Olimpico di piazza Gentile da Fabriano è attivo come Cine-Teatro Olimpico dal 1936 e come Teatro Olimpico dal 1981. Si affaccia sul lungotevere Flaminio, all'altezza del Ponte della Musica, ed è la sede della maggior parte dei concerti dell'Accademia Filarmonica Romana, che collabora a Titizé.
Un isolato degli anni Trenta
L'isolato fu costruito nel 1935 e 1936 dall'impresa Garbarino, Sciaccaluga e Mezzacane per la Società Generale Immobiliare, che aveva comprato l'area dalla Banca Commerciale Italiana. Erano gli anni del nuovo Flaminio e del Foro Italico sull'altra riva, e Roma cresceva verso nord lungo il Tevere.
Cinema e avanspettacolo
Fino agli anni Cinquanta, guerra a parte, la sala fu soprattutto un cinema, e negli intervalli si esibivano gli artisti dell'avanspettacolo. Da qui la sua forma: una grande sala cinematografica dotata fin dall'origine di camerini e servizi da teatro.
La Filarmonica e Adriana Panni
Nel dopoguerra l'Accademia Filarmonica Romana prese in affitto il teatro per la sua stagione. Sotto la presidenza di Adriana Panni visse un periodo di grande vitalità, e fino alla fine degli anni Settanta la sala alternò concerti e proiezioni. Poi la società proprietaria e l'ente cinematografico fallirono, e l'Olimpico fu messo in vendita.
1980: una società di cittadini
Panni promosse una sottoscrizione e riunì molti cittadini nella Teatro Olimpico spa, che nel 1980 comprò l'immobile. Ne fu presidente fino al 1994. Dal 1981 il cartellone si apre alla prosa, alla danza, alla comicità e ai grandi spettacoli internazionali, accanto ai concerti della Filarmonica.
Com'è fatta la sala del Teatro Olimpico
La sala del Teatro Olimpico ha 1.410 posti, 966 in platea e 444 in galleria, con la platea disposta ad anfiteatro. Per uno spettacolo acrobatico, in cui molto succede in alto, è una conformazione favorevole.
La platea in pendenza
I posti di platea salgono verso il fondo su file a quota costante: chi è dietro vede sopra le teste di chi è davanti. Nei settori di poltronissima e poltrona la visione del palco è piena, anche per un bambino.
La galleria a ferro di cavallo
La galleria, che in biglietteria corrisponde alla balconata, ha forma a ferro di cavallo con gradinate curve. I settori centrali guardano il palco di fronte; i laterali lo vedono di sbieco, e per gli attrezzi aerei questo può tagliare una parte dell'immagine.
Il palcoscenico
Il palco misura circa 10 metri di profondità per 12 di larghezza, con pavimento in legno smontabile e fossa per l'orchestra. Uno spazio adatto a macchine sceniche, voli e ruote acrobatiche come quelle di Titizé.
L'edificio
L'edificio è in cemento armato, con un alto zoccolo in travertino e cornici in travertino attorno a porte e finestre; un restauro recente ne ha riportato alla luce l'aspetto tardo razionalista. Dentro ci sono un foyer a rotonda e ampi corridoi. Il teatro riporta un giudizio attribuito a Orson Welles, secondo cui l'Olimpico sarebbe l'unico luogo di Roma capace di ricordare l'atmosfera di Broadway.
Una cosa che non ti dice nessuno su Titizé – A Venetian Dream al Teatro Olimpico di Roma — dall'8 al 10 gennaio 2027
Titizé arriva all'Olimpico in collaborazione con l'Accademia Filarmonica Romana, e nei corridoi del teatro sono conservate le scenografie che grandi artisti del Novecento crearono proprio per la Filarmonica. Nessuno ve lo segnala, ma il legame fra musica, arti visive e teatro di immagini che Finzi Pasca porta in scena ha in quella sala un precedente preciso.
Ci sono le forme dorate di Corrado Cagli per la Messa di Stravinskij, rappresentata all'Olimpico dal 29 al 31 ottobre 1975; il fondale che Giacomo Manzù dipinse per l'Histoire du soldat, sempre di Stravinskij, in scena dall'11 al 14 ottobre 1966; la scultura di Mirko per Chordination, dai Tre misteri di Niccolò Castiglioni, del 1968; la scenografia di Alfred Silbermann per un'altra Messa, nel dicembre 2001.
L'Histoire du soldat, in particolare, è un racconto per musica, parola e movimento pensato per una piccola compagnia itinerante: un teatro povero di mezzi e ricco di immaginazione, parente stretto di quello che la compagnia di Lugano pratica da quarant'anni. Arrivate con venti minuti di anticipo e fate vedere ai bambini il fondale di Manzù prima di entrare. Capiranno da soli che anche uno scultore famoso ha dipinto per il teatro, e lo spettacolo che segue avrà un antefatto.
Dove sedersi per vedere Titizé
Per Titizé i posti migliori sono in platea centrale e in balconata centrale, dove la visione dei numeri aerei è completa. In uno spettacolo acrobatico la distanza pesa meno che in una commedia; conta di più l'angolo.
Platea: la scelta per i bambini
La poltronissima e la poltrona permettono di vedere da vicino i volti, i costumi e il lavoro dei clown. Grazie alla pendenza, anche un bambino piccolo seduto nelle file centrali ha la visuale libera.
Balconata centrale: il quadro d'insieme
La balconata centrale costa quanto la poltrona e offre una visione frontale dall'alto: è la posizione ideale per apprezzare la composizione delle immagini, le luci e le macchine sceniche. Per un adulto che vuole capire come è costruito lo spettacolo è la prima scelta.
Laterali e balaustra
I settori laterali e quelli con balaustra costano meno ma possono tagliare una parte degli attrezzi aerei. Per un bambino, la balaustra davanti agli occhi è un ostacolo vero: se il budget lo consente, evitatela.
Il consiglio che ti do per visitare Titizé – A Venetian Dream al Teatro Olimpico di Roma — dall'8 al 10 gennaio 2027
Il consiglio è di scegliere la pomeridiana di sabato 9 gennaio alle 16.30, comprando i posti in balconata centrale o in poltrona e usando la tariffa under 12 se avete bambini. È la recita che mette insieme il pubblico giusto, l'orario giusto e il prezzo più ragionevole.
Le ragioni sono pratiche. Titizé dura 80 minuti senza intervallo: alle 16.30 si esce prima delle 18, con la luce del tramonto ancora sul lungotevere nei giorni migliori di gennaio. I bambini arrivano riposati, non hanno fame a metà spettacolo e a cena sono a casa. Gli adulti hanno la serata libera.
Il secondo consiglio riguarda il modo di arrivare. Il sabato pomeriggio il Flaminio è trafficato, e il parcheggio intorno a piazza Gentile da Fabriano è difficile in ogni giorno di spettacolo. La metro A fino a Flaminio e il tram 2 fino a piazza Mancini sono la soluzione più tranquilla: il tram è parte del divertimento per un bambino, e i cinquecento metri a piedi lungo viale del Pinturicchio si fanno in cinque minuti.
Terzo consiglio: preparate i bambini senza raccontare lo spettacolo. Mostrate loro una foto di Venezia, parlate delle maschere del Carnevale, spiegate che non ci saranno dialoghi da seguire. Poi lasciate che guardino. Il teatro di Finzi Pasca funziona meglio quando chi guarda non sa che cosa sta per succedere.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Il Teatro Olimpico non appartiene a un ente pubblico: è di una società per azioni nata nel 1980 da una sottoscrizione di cittadini promossa da Adriana Panni, allora presidente dell'Accademia Filarmonica Romana. A Roma lo sanno in molti, ma si ricorda poco, e con Titizé il fatto torna d'attualità, perché la Filarmonica è partner dello spettacolo.
Alla fine degli anni Settanta il teatro rischiava di sparire. La società proprietaria e l'ente cinematografico che lo gestiva erano falliti, l'edificio era in vendita, e un grande cinema di quartiere poteva diventare altro. Panni raccolse capitali fra professionisti, imprenditori, intellettuali e semplici appassionati di musica; nacque la Teatro Olimpico spa, a larga base azionaria, partecipata anche dall'Accademia, che comprò l'edificio dalla Società Generale Immobiliare e lo possiede ancora.
La conseguenza si legge nel cartellone. Una sala privata che deve reggersi da sola ha bisogno di sale piene, e dal 1981 l'Olimpico ha aperto le porte alla danza internazionale, alla comicità, ai concerti, agli spettacoli per famiglie, senza smettere di ospitare la musica della Filarmonica. Titizé, che mette insieme un'istituzione musicale storica e una compagnia di teatro visivo, è l'esempio perfetto di questa formula. Quando vi sedete, siete ospiti di una sala salvata da un gruppo di cittadini: non è un dettaglio.
Come arrivare al Teatro Olimpico per Titizé
Il Teatro Olimpico si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, da dove sono circa 500 metri a piedi. Sono le indicazioni fornite dal teatro, e valgono anche da Termini.
Metro A e tram 2
Dalla stazione Flaminio, in piazzale Flaminio, il tram 2 porta al capolinea di piazza Mancini. Da lì si percorre viale del Pinturicchio fino a piazza Gentile da Fabriano, in cinque minuti.
Autobus
Le linee indicate dal teatro con fermata nei pressi sono 220, 232, 233, 280, 301, 446, 48, 910 e 911, oltre al tram 2. Il 910 parte da Termini verso piazza Mancini: si scende alla fermata Pannini, si svolta a sinistra su viale del Pinturicchio e si camminano circa 300 metri. A piazza Mancini arrivano anche il 200, il 201, il 53 e la notturna n24.
Ferrovia Roma Viterbo
Chi arriva con la Roma Nord scende a Flaminio e prosegue con il tram 2 fino a piazza Mancini.
In auto
Dal centro si percorre viale del Muro Torto verso piazzale Flaminio, poi via Luisa di Savoia, il lungotevere Arnaldo da Brescia e il lungotevere delle Navi fino al lungotevere Flaminio. Da nord si segue il lungotevere Maresciallo Diaz fino al Foro Italico, si attraversa il ponte Duca d'Aosta e si gira a destra. Il parcheggio, nei giorni di spettacolo, è il vero problema: con i bambini conviene partire presto.
La foto giusta da fare a Titizé – A Venetian Dream al Teatro Olimpico di Roma — dall'8 al 10 gennaio 2027
La foto giusta per chi va a vedere Titizé si fa sul Ponte della Musica, di fronte a piazza Gentile da Fabriano, con il Tevere sotto e la facciata del teatro sullo sfondo. È la foto più vicina all'acqua che si possa fare a Roma prima di uno spettacolo dedicato a Venezia.
Il ponte collega il Flaminio al Foro Italico, e a gennaio, dopo le 17, la luce è già quella della sera. Da metà ponte, voltandosi verso il Flaminio, si inquadrano insieme il fiume, le luci del lungotevere e la facciata razionalista del teatro con il suo zoccolo di travertino. Per chi va alla pomeridiana del sabato, il momento migliore è l'uscita, verso le 17.50, quando il cielo diventa blu e i lampioni si accendono: a Roma non ci sono i canali, ma il riflesso delle luci nel Tevere fa la sua parte.
La seconda foto si fa dentro, prima di entrare in sala: il fondale di Manzù o le forme dorate di Cagli nel foyer, con i bambini davanti. È un ricordo che ha una storia, e che nessun altro spettacolo della stagione vi darà nello stesso modo.
Durante lo spettacolo, niente telefoni. Titizé vive di luce: Finzi Pasca firma personalmente il disegno luci, e uno schermo acceso in platea rompe il buio su cui è costruita ogni immagine. La foto ufficiale di Viviana Cangialosi, pubblicata dal teatro, racconta lo spettacolo meglio di qualsiasi scatto fatto di nascosto.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il 4 marzo 1965 Pierre Boulez diresse al Teatro Olimpico un concerto con la prima esecuzione italiana di Abramo e Isacco di Igor Stravinskij e la prima europea della sua Elegia per Kennedy. È la data che meglio racconta il peso dell'Accademia Filarmonica Romana, oggi partner di Titizé, nella vita musicale della città.
Negli anni seguenti l'Olimpico ospitò allestimenti in cui arte e musica si incontravano: l'Histoire du soldat di Stravinskij dall'11 al 14 ottobre 1966, con il fondale di Giacomo Manzù; i Tre misteri di Niccolò Castiglioni dal 2 al 4 ottobre 1968, con la scultura di Mirko; la Messa di Stravinskij dal 29 al 31 ottobre 1975, con le forme di Corrado Cagli.
Il 1980 è l'anno della svolta: nasce la Teatro Olimpico spa, che compra l'edificio. Dal 1981 la sala cambia nome e vocazione, e il teatro visivo e la danza entrano stabilmente nel cartellone. Nell'aprile 1982 debuttano all'Olimpico i Momix di Moses Pendleton con Dance Theatre, e ne diventeranno ospiti fissi. La Lindsay Kemp Company porta Sogno di una notte di mezza estate nel febbraio 1989 e Dream and the big parade nel 1993.
Negli anni Novanta arrivano Mikhail Baryshnikov con il White Oak Dance Project, dal 10 al 15 ottobre 1995, e il Bolshoi Ballet, dal 23 al 26 settembre 1996; nel 2004 il Béjart Ballet Lausanne. È in questa linea di teatro fatto di corpi e immagini, più che in quella della prosa, che Titizé trova il suo posto naturale.
Chi è passato da Titizé – A Venetian Dream al Teatro Olimpico di Roma — dall'8 al 10 gennaio 2027
Sul palco del Teatro Olimpico sono passati Mikhail Baryshnikov, Maurice Béjart, Lindsay Kemp, Antonio Gades, Joaquín Cortés, il Bolshoi e i Momix, e per la musica Arturo Benedetti Michelangeli, Jessye Norman, Zubin Mehta e Pierre Boulez. È la compagnia in cui si inserisce il teatro acrobatico di Finzi Pasca.
Per la musica legata all'Accademia Filarmonica Romana la memoria del teatro conserva anche Giuseppe Sinopoli e Luigi Dallapiccola. Per la canzone, i Marillion nel febbraio 1988, Lucio Dalla con Henna dal 5 al 7 aprile 1994, i Pooh con Musica dentro nell'ottobre 1994, Giorgio Gaber con Un'idiozia conquistata a fatica il 28 gennaio 1998. Tra i protagonisti della sua storia il teatro ricorda anche Dario Fo e Nicola Piovani.
La comicità ha portato qui Gigi Proietti con A me gli occhi nel maggio 1996, e poi Enrico Brignano, Vincenzo Salemme, Aldo, Giovanni e Giacomo, Lillo e Greg, Max Giusti, Maurizio Battista.
Il filo che lega Titizé a questa storia è quello della danza e del teatro di immagini. Lindsay Kemp e i Momix, con spettacoli fatti di corpi, oggetti e immagini, hanno abituato il pubblico dell'Olimpico a spettacoli in cui la parola non serve. Finzi Pasca, che viene dal circo e dalla clownerie, parla la stessa lingua con un accento diverso: più poetico, più legato alla tradizione italiana delle maschere. A gennaio aggiunge il suo nome a un elenco che lo accoglie bene.
Il Flaminio intorno al Teatro Olimpico
Il Teatro Olimpico si trova nel quartiere Flaminio, a nord di piazza del Popolo, in una zona che negli ultimi vent'anni è diventata uno dei poli culturali di Roma. Il teatro stesso cita l'Auditorium Parco della Musica, il MAXXI e il Ponte della Musica come i luoghi che hanno cambiato il quartiere.
Il Ponte della Musica e il Foro Italico
Il Ponte della Musica porta sull'altra riva, dove si apre il Foro Italico, costruito negli stessi anni del teatro. Con un'ora di anticipo si può fare una passeggiata fra le architetture sportive degli anni Trenta.
Auditorium e MAXXI
Verso l'interno del quartiere si trovano l'Auditorium Parco della Musica e il MAXXI. Una mostra al mattino e Titizé nel pomeriggio fanno una giornata completa per una famiglia che arriva da fuori.
Ponte Milvio
Risalendo il Tevere verso nord si arriva a Ponte Milvio, con la piazza piena di locali: la meta naturale per chi esce dalla recita serale e vuole fare tardi.
Verso Villa Borghese
Lungo via Flaminia, verso il centro, si incontrano il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, ai margini di Villa Borghese, e poi piazza del Popolo, da dove parte il tram 2.
Dove mangiare prima o dopo Titizé
Intorno al Teatro Olimpico, fra piazza Mancini, via Flaminia e piazza Gentile da Fabriano, ci sono pizzerie, trattorie e bar frequentati dal pubblico del teatro e dell'Auditorium. È un'offerta di quartiere, senza pretese turistiche, che funziona bene con i bambini.
Prima della pomeridiana
Per le recite delle 16.30 e delle 17 basta un pranzo normale e una merenda al bar prima di entrare. Ottanta minuti senza intervallo si reggono bene anche a sei anni, ma con la pancia piena.
Dopo la serale
Dopo le recite delle 20.30 si esce verso le 21.50. Per una cena dopo teatro Ponte Milvio, a pochi minuti di taxi, ha locali aperti fino a tardi. Con i bambini, meglio una pizza vicino al teatro prima dello spettacolo.
Con un gruppo
Per una comitiva conviene scegliere la domenica alle 17 e prenotare il tavolo per le 19. Il quartiere è residenziale, e nelle sere di spettacolo i locali più vicini si riempiono tutti nella stessa mezz'ora.
Titizé con i bambini
Titizé è consigliato dai 6 anni, dura 80 minuti senza intervallo e ha una tariffa dedicata ai bambini sotto i 12 anni. Di tutta la stagione dell'Olimpico, è uno degli spettacoli più adatti a una prima volta a teatro.
Perché funziona
Non ci sono dialoghi da seguire: la storia passa per immagini, acrobazie, gag, musica. Un bambino di sei anni non deve capire una trama, deve guardare. E la clowneria, il linguaggio più antico del teatro per ragazzi, è la radice di tutta la compagnia.
Sotto i sei anni
Il teatro consiglia lo spettacolo dai 6 anni. Con un bambino più piccolo il rischio è il buio prolungato e la durata senza pausa; se lo portate comunque, scegliete un posto vicino all'uscita e la recita pomeridiana.
Per i ragazzi più grandi
Per un ragazzo delle medie Titizé è un buon modo per scoprire che il circo contemporaneo e il teatro sono parenti stretti, e per sentir nominare la Commedia dell'Arte fuori dal libro di scuola. Raccontategli prima che il regista ha firmato due spettacoli del Cirque du Soleil: di solito basta.
Accessibilità al Teatro Olimpico
Chi ha esigenze di mobilità ridotta e vuole vedere Titizé al Teatro Olimpico deve contattare il botteghino prima dell'acquisto, all'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it. È il modo più sicuro per conoscere i posti adatti e le modalità di accesso.
La platea è organizzata ad anfiteatro, in pendenza, e la galleria è al piano superiore: sono elementi da considerare nella scelta del settore. Con un passeggino o una carrozzina, il botteghino può indicare l'accesso più comodo. Una telefonata o una mail risolvono in pochi minuti dubbi che online restano senza risposta.
Gennaio a Roma: dopo le feste, il teatro
Titizé cade nel secondo fine settimana di gennaio, subito dopo l'Epifania, quando Roma torna ai ritmi normali. È uno dei periodi migliori per visitare la città: i musei si svuotano, le giornate sono fredde ma spesso limpide, e i prezzi degli alberghi scendono dopo il picco delle feste.
Per le famiglie è anche l'ultimo fine settimana prima che la scuola riprenda il ritmo pieno. Uno spettacolo come Titizé, che parla di Venezia e di Carnevale, anticipa di qualche settimana la stagione delle maschere. A gennaio, al Flaminio, la sera arriva presto: portate un cappotto vero, perché il lungotevere è ventoso, e contate su un'uscita al buio anche dalla pomeridiana della domenica.
La stagione 2027 del Teatro Olimpico dopo Titizé
La stagione 2026/2027 del Teatro Olimpico conta oltre 50 spettacoli, con 16 titoli in abbonamento, e il 2027 si apre con un gruppo di proposte di teatro visivo e danza. Titizé ne è la porta d'ingresso.
Altri spettacoli senza parole
Nel nuovo anno arrivano lo Slava's Snowshow e i Momix con Botanica, ospiti storici della sala. Chi ama Titizé ha due buone ragioni per tornare.
Comicità e racconto
Fra gli altri titoli del 2027 ci sono Angelo Pintus, Riccardo Rossi con Non ho l'età!, Federico Buffa con il racconto di Michael Jordan, Lillo e Greg con MOVIe ERCULeO e Angelo Duro. Prima di Titizé, a Capodanno, c'è lo speciale di Maurizio Battista, che a novembre porta all'Olimpico anche Se non vinco... imparo.
Domande frequenti su Titizé a Roma
Quando è Titizé al Teatro Olimpico di Roma?
Titizé, A Venetian Dream è al Teatro Olimpico di Roma da venerdì 8 a domenica 10 gennaio 2027, per quattro recite: venerdì alle 20.30, sabato alle 16.30 e alle 20.30, domenica alle 17. Il teatro si trova in piazza Gentile da Fabriano 17, nel quartiere Flaminio.
Quanto costano i biglietti di Titizé?
I biglietti di Titizé al Teatro Olimpico vanno da 22 euro in balconata laterale con balaustra a 42,70 euro in poltronissima gold, più la prevendita. Per i bambini sotto i 12 anni c'è una tariffa ridotta da 15,40 a 29,90 euro più prevendita. La commissione online è di 1,50 euro.
Quanto dura Titizé?
Titizé dura 80 minuti senza intervallo, secondo le indicazioni del Teatro Olimpico. La pomeridiana del sabato, alle 16.30, finisce quindi poco prima delle 18, la recita della domenica alle 17 verso le 18.20, quelle serali delle 20.30 verso le 21.50.
Titizé è adatto ai bambini?
Sì, Titizé è consigliato dai 6 anni in su ed è costruito senza dialoghi, con acrobazie, clownerie, magia e musica. Il Teatro Olimpico prevede prezzi ridotti per i bambini sotto i 12 anni, e la recita del sabato pomeriggio è la più comoda per le famiglie.
Chi ha creato Titizé?
Titizé è scritto, diretto e illuminato da Daniele Finzi Pasca, regista svizzero autore di Corteo e Luzia per il Cirque du Soleil e delle cerimonie olimpiche di Torino 2006 e Sochi 2014. Musiche di Maria Bonzanigo, scene di Hugo Gargiulo, costumi di Giovanna Buzzi.
Come si arriva al Teatro Olimpico con i mezzi?
Il Teatro Olimpico si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino a piazza Mancini, da dove sono circa 500 metri a piedi lungo viale del Pinturicchio. In alternativa, l'autobus 910 da Termini ferma alla fermata Pannini, a circa 300 metri.
Si parla in Titizé? Serve capire l'italiano?
Titizé è uno spettacolo visivo, costruito su acrobazia, clownerie, musica e macchine sceniche: il teatro lo definisce universale, capace di parlare a tutti attraverso le emozioni. Per questo è adatto anche a visitatori stranieri e a bambini che non seguirebbero una trama parlata.
Il consiglio è semplice: se a Roma a gennaio avete un solo pomeriggio da dedicare al teatro con dei bambini, dedicatelo a Titizé, sabato alle 16.30, in balconata centrale. Arrivate col tram, guardate il fondale di Manzù nel foyer, e all'uscita fermatevi sul Ponte della Musica a vedere le luci nel Tevere. È la versione romana di un sogno veneziano, e costa meno di un biglietto per Venezia.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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