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The World of the Stage II. Yuan Gong a Palazzo Merulana — dal 3 ottobre al 1 novembre 2026

The World of the Stage II, mostra personale dell'artista cinese Yuan Gong curata da Liliana Liao, è aperta a Palazzo Merulana dal 3 ottobre al 1 novembre 2026. Il museo è in via Merulana 121, nel rione Esquilino, a pochi minuti a piedi dalle stazioni Vittorio Emanuele e Manzoni della metro A. La collezione e la mostra si visitano dal mercoledì al venerdì con turni di ingresso ogni ora dalle 12 alle 20, e il sabato e la domenica dalle 10 alle 20; l'ultimo ingresso è sempre alle 19, lunedì e martedì il museo è chiuso. Il piano terra con la Sala delle sculture, la caffetteria e il bookshop è ad accesso libero dal mercoledì alla domenica dalle 9 alle 20. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale di Palazzo Merulana, dove si acquistano anche i biglietti; in alternativa si compra all'ingresso. La presentazione alla stampa è venerdì 2 ottobre alle 11.

The World of the Stage II: che cosa si vede a Palazzo Merulana

The World of the Stage II è il secondo capitolo di un progetto espositivo che Yuan Gong e la curatrice Liliana Liao hanno inaugurato a Venezia nel 2026, durante la Biennale, e che a Roma si sviluppa attraverso video, performance e opere multidisciplinari. L'idea di partenza è semplice da enunciare e difficile da esaurire: il mondo contemporaneo come un palcoscenico, in cui individui, comunità e culture ridefiniscono continuamente la propria identità nel confronto con l'altro.

Non una mostra sulla performance

Il testo curatoriale insiste su un punto: questa non è una mostra sulla performance. La scena, nel discorso artistico di oggi, non è più lo spazio fisico del teatro ma una struttura, un sistema che organizza come i corpi appaiono, come le azioni si svolgono, come si forma il rapporto tra vedere ed essere visti. La mostra è costruita come un'indagine su come il mondo stesso funzioni da scena.

Il corpo come condizione

In oltre vent'anni di lavoro Yuan Gong ha usato il corpo come mezzo principale. Non però come veicolo di espressione personale: il corpo è trattato come una condizione strutturale, qualcosa che viene posizionato, mosso, osservato ed esposto a continui fraintendimenti. Lo si vede attivato in contesti diversi: confini, rovine, piazze, spazi religiosi, ambienti di rete. Nessuno di questi luoghi è uno sfondo neutro; tutti partecipano alla produzione del significato.

Un'archeologia della messa in scena

La curatela definisce la mostra un'archeologia della messa in scena, articolata in sette serie di lavori legate tra loro. Ognuna descrive una condizione specifica del mettere in scena, e insieme tracciano l'idea di un mondo continuamente generato, distrutto e riconfigurato.

Le sette serie di The World of the Stage II

Il percorso di The World of the Stage II a Palazzo Merulana è diviso in sette serie, dalla prima, Actions on the Boundaries, all'ultima, The Birth of the Jester. Conviene seguirle in ordine: la mostra è costruita come una progressione, dal corpo presente al corpo che scompare.

Actions on the Boundaries

Nella prima serie il corpo si colloca in zone di transizione geografiche, culturali e istituzionali. Il confine non è una linea fissa ma un limite percettivo, e l'azione diventa un modo per saggiarlo. Il progetto parte dai confini delle istituzioni: archeologia, museologia, regimi di tutela del patrimonio, mercato, e l'Arte stessa. Proprietà, produzione di valore, rapporto tra oggetto e territorio sono presentati come condizioni operative, lasciate aperte al giudizio di chi guarda.

Rituals in the Ruins

Nella seconda serie la rovina diventa il luogo dove si reintroduce il rito: non un ritorno alla fede, ma un gesto provvisorio che prova a riorganizzare il significato dove questo è crollato. Passato, presente e futuro si sovrappongono. Per un pubblico romano, abituato a vivere tra le rovine, è forse la serie più immediata.

Atmosphere as the Work Itself

Con la terza serie la presenza materiale dell'opera comincia a dissolversi. La scena diventa un ambiente diffuso, disperso tra percezione, attesa e attaccamento; l'atmosfera non è sfondo ma il mezzo stesso dell'opera. Il ribaltamento nasce dal lungo confronto dell'artista con il Qi, considerato insieme fenomeno materiale e percettivo, attivabile con dispositivi tecnici e riconoscibile nell'esperienza del corpo.

The Over-Rehearsed Body

Nella quarta serie, attraverso ripetizione e re-enactment, il corpo si stacca dall'immediatezza del vissuto ed entra in una condizione costruita. Le prove non preparano più la rappresentazione: diventano un processo che produce e insieme destabilizza il significato.

The Manipulated Body

Nella quinta serie l'artista rinuncia al controllo e lascia che il suo corpo sia plasmato dagli altri, dalle dinamiche collettive, da forze di sistema. Il corpo diventa un'interfaccia di partecipazione, in cui i rapporti di potere si fanno visibili e l'identità viene riscritta di continuo.

Absence as Performance

La sesta serie estende la logica della messa in scena alla scomparsa. Quando il corpo si ritira la performance non finisce: si riconfigura attraverso il racconto, la mediazione, la convinzione di chi ne sente parlare. La scena passa da un luogo fisico a una condizione mentale.

The Birth of the Jester

La mostra si chiude con The Birth of the Jester, un'azione performativa di trenta giorni realizzata a Venezia. Il volto dell'artista viene trasformato ripetutamente dagli altri, fino a dissolvere l'autorialità: il giullare non è una figura fissa ma una condizione prodotta socialmente, instabile, collettiva, mai compiuta. Accanto alla mostra, lo stesso progetto porta la performance partecipativa nello spazio urbano.

Chi è Yuan Gong

Yuan Gong è un artista contemporaneo cinese nato a Shanghai nel 1961, attivo nell'arte contemporanea cinese dagli anni Novanta, che lavora tra arte concettuale, performance e belle arti. È insieme creatore, ricercatore, designer e progettista, e questo spiega la varietà dei mezzi che usa.

La formazione

Nel 2012 ha conseguito un dottorato di ricerca in teoria dell'arte alla Chinese National Academy of Arts. È un dato che conta: il suo lavoro è sempre accompagnato da una riflessione teorica, e le domande sul sistema dell'arte, sul formato della mostra e sullo statuto dell'opera sono parte integrante delle sue opere.

I temi

Le sue opere affrontano questioni filosofiche, riflettono le sue preoccupazioni sulla società cinese e mettono in discussione il sistema dell'arte. Da oltre quindici anni la sua ricerca ruota intorno al concetto di Qi, inteso come principio estetico e filosofico: una parola che nella tradizione cinese indica il soffio vitale, e che nelle sue mani diventa atmosfera, materia invisibile dell'opera.

Le mostre internazionali

Tra le esposizioni principali degli ultimi anni figurano la mostra tematica del Padiglione della Cina alla 54ª Biennale di Venezia, l'evento collaterale Voice of the Unseen alla 55ª Biennale, Belle Haleine, The Scent of Art al Museo Tinguely di Basilea, la terza Asia Triennial di Manchester, China 8 al museo d'arte di Mülheim e AsiaTime alla prima Asia Biennial e quinta Triennale di Guangzhou.

Le collezioni

Le sue opere sono state acquisite dal Guangdong Museum of Art, dal Tianjin Art Museum, dalla Luohu Art Gallery, dall'Hubei Museum of Art, dall'Arthur M. Sackler Museum dell'Università di Pechino, dalla Fondazione Schneider, dalla White Rabbit Collection, e fanno parte della Sigg Collection di arte contemporanea cinese, una delle raccolte di riferimento del settore.

Il Regno Unito

Nel 2022 ha ottenuto dall'Arts Council England la certificazione di idoneità per il visto Global Talent come artista, il riconoscimento britannico riservato ai profili di rilievo internazionale.

Liliana Liao e la Settimana della Cultura Italia-Cina

La mostra nasce da una collaborazione di quindici anni tra Yuan Gong e la curatrice Liliana Liao, e rientra nella seconda edizione della Settimana della Cultura Italia-Cina, dal 1 ottobre al 5 novembre 2026.

Tre progetti per Roma

Partendo da Venezia, artista e curatrice hanno pensato per Roma un percorso in tre progetti complementari: The World of the Stage II, The Birth of the Jester e The Labyrinth. Sono capitoli di un'unica ricerca, che trova nella Settimana della Cultura Italia-Cina il suo spazio di restituzione al pubblico.

Chi c'è dietro la manifestazione

Il soggetto capofila del progetto è LIAO, Laboratorio Incontro Asia Occidente; tra i partner c'è Associna. La Settimana si presenta come una piattaforma permanente di cooperazione culturale: mostre, performance, incontri, formazione e progettazione condivisa per costruire collaborazioni durature tra istituzioni italiane e cinesi.

Una curiosità su The World of the Stage II. Yuan Gong a Palazzo Merulana — dal 3 ottobre al 1 novembre 2026

La curiosità più interessante riguarda l'ultima serie. The Birth of the Jester è un'azione di trenta giorni in cui il volto dell'artista viene trasformato dagli altri, giorno dopo giorno, fino a che il giullare che ne risulta non appartiene più a nessuno. A Roma la parola giullare evoca subito il teatro di strada e la commedia popolare: vederla applicata a un artista cinese nato a Shanghai, che ha realizzato l'azione a Venezia, è un piccolo cortocircuito culturale, del tutto coerente con lo spirito della Settimana Italia-Cina.

C'è poi il rapporto con il luogo. Palazzo Merulana fu costruito come sede dell'Ufficio d'Igiene del Comune, un edificio amministrativo nato per controllare, schedare, certificare. Una mostra che parla di come i corpi vengono posizionati, osservati e gestiti dai sistemi trova qui un contenitore con una storia pertinente, anche se nessuno lo dice nel comunicato.

Infine, il calendario. Il sito del museo indica la mostra dal 15 settembre, il testo ufficiale dal 3 ottobre: fa fede la data di apertura al pubblico dichiarata nel testo, 3 ottobre, con presentazione alla stampa il giorno prima.

Palazzo Merulana: la sede

Palazzo Merulana è un centro culturale e museale dedicato all'arte italiana del Novecento, in via Merulana 121, nato da un progetto di rigenerazione urbana della Fondazione Elena e Claudio Cerasi con CoopCulture e aperto al pubblico nel 2018.

L'Ufficio d'Igiene

L'edificio fu costruito nel 1929, in stile umbertino, come sede dell'Ufficio d'Igiene del Comune di Roma. Occupa un intero isolato tra via Merulana, via Ariosto, via Galilei e viale Manzoni. Negli anni Sessanta si decise di demolirlo per ricostruirlo in cemento armato e vetro; il progetto non fu mai completato, e il palazzo, mezzo sventrato, rimase per decenni una ferita su questo tratto di strada.

Il recupero

Il recupero è arrivato con un project financing della famiglia Cerasi e della SAC spa; la gestione è affidata a CoopCulture. Il restauro ha restituito ambienti luminosi, ampie vetrate e una distribuzione degli spazi pensata per le mostre e per il pubblico. È uno dei casi di rigenerazione più riusciti della Roma recente, e va detto con chiarezza: senza l'intervento privato l'edificio sarebbe ancora un rudere.

Quattro livelli

Il palazzo si sviluppa su quattro livelli per circa 1.800 metri quadrati. Al piano terra la Sala delle sculture, con opere di Antonietta Raphaël, Pericle Fazzini ed Ercole Drei, il bookshop, la caffetteria e un giardino urbano. Al secondo piano la collezione permanente, allestita come un grande salotto. Il terzo piano è lo spazio delle mostre temporanee, dove si trova anche la mostra di Yuan Gong. Al quarto piano la Sala Attico, da cui si accede a una terrazza panoramica usata per incontri e iniziative pubbliche.

La Collezione Cerasi: il Novecento romano

Il biglietto di Palazzo Merulana comprende la collezione della Fondazione Elena e Claudio Cerasi: circa novanta opere del Novecento italiano, con un'attenzione particolare alla Scuola Romana e all'arte tra le due guerre.

Gli artisti

Ci sono Giacomo Balla, Mario Sironi, Giorgio de Chirico, Antonio Donghi, Mario Mafai, Antonietta Raphaël, Giuseppe Capogrossi. Il percorso segue l'evoluzione del secolo: dalle sperimentazioni futuriste alle atmosfere metafisiche, dal realismo alle aperture verso linguaggi più recenti.

Perché vederla insieme alla mostra

Salire dal secondo al terzo piano significa passare dalla Roma degli anni Trenta alla performance cinese contemporanea. Il salto è brusco, ma istruttivo: le figure immobili di Donghi, messe in posa come su un palcoscenico, sono un'ottima introduzione al tema della messa in scena che Yuan Gong sviluppa con tutt'altri mezzi.

Imaginaria

Nel palazzo c'è anche Imaginaria, un'esposizione permanente di arte immateriale che usa tecnologie digitali e sistemi interattivi per ampliare la fruizione delle opere della collezione.

Una cosa che non ti dice nessuno su The World of the Stage II. Yuan Gong a Palazzo Merulana — dal 3 ottobre al 1 novembre 2026

Quello che nessuno dice è che nei giorni feriali a Palazzo Merulana si entra a turni. Dal mercoledì al venerdì l'ingresso alla collezione e alla mostra è organizzato con turni ogni ora dalle 12 alle 20: chi arriva alle 12.40 aspetta le 13. Non è un problema se lo si sa, lo diventa se si è programmato di entrare al volo in pausa pranzo. Nel fine settimana l'orario è continuo, dalle 10 alle 20.

La seconda cosa è che il museo è chiuso sia il lunedì sia il martedì. Due giorni di chiusura sono insoliti per Roma, dove i musei chiudono di solito solo il lunedì; chi ha un martedì libero deve cambiare programma.

La terza è che il piano terra è aperto a tutti, gratuitamente, dal mercoledì alla domenica dalle 9 alle 20: la Sala delle sculture, la caffetteria e il bookshop si possono frequentare senza biglietto. È un buon modo per farsi un'idea del palazzo prima di decidere, o per aspettare il proprio turno d'ingresso con un caffè davanti alle sculture di Antonietta Raphaël.

Il consiglio che ti do per visitare The World of the Stage II. Yuan Gong a Palazzo Merulana — dal 3 ottobre al 1 novembre 2026

Il mio consiglio è andare di sabato o di domenica mattina, all'apertura delle 10, e fare il percorso dal basso verso l'alto. Piano terra con le sculture, secondo piano con la Collezione Cerasi, terzo piano con Yuan Gong, e infine, se aperta, la terrazza. In questo ordine la mostra contemporanea arriva dopo che l'occhio si è abituato alle figure della Scuola Romana, e il confronto diventa parte della visita.

Davanti a The World of the Stage II conviene seguire le sette serie in sequenza, senza saltare. La mostra è costruita come una progressione, e la conclusione con The Birth of the Jester ha senso solo dopo aver visto il corpo dell'artista attraversare confini, rovine, prove e manipolazioni.

Calcolate un'ora e mezza per l'intero palazzo, di cui almeno tre quarti d'ora per la mostra al terzo piano, di più se ci sono video lunghi da guardare per intero. E uscendo non tornate subito alla metro: via Merulana porta in cinque minuti a Santa Maria Maggiore da una parte e verso San Giovanni dall'altra.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che l'Esquilino è il quartiere più multietnico di Roma, e che intorno a piazza Vittorio vive e lavora una delle comunità cinesi più radicate della città. È meno citato quanto questo renda sensata la scelta di Palazzo Merulana per una mostra della Settimana della Cultura Italia-Cina: la mostra di Yuan Gong non arriva in un museo isolato, ma in un rione che ogni giorno mette in scena proprio quel confronto tra culture di cui parla The World of the Stage.

Un secondo fatto noto e poco raccontato riguarda la Biennale. Alla 54ª edizione, nel 2011, Yuan Gong partecipò alla mostra tematica del Padiglione della Cina; la 55ª, nel 2013, ospitò l'evento collaterale Voice of the Unseen, a cui prese parte. L'artista che arriva a Palazzo Merulana ha dunque una lunga consuetudine con l'Italia, e il nuovo capitolo inaugurato a Venezia nel 2026 ne è la continuazione.

Infine: il Qi, che nel lessico occidentale arriva soprattutto attraverso la medicina tradizionale e le arti marziali, è per Yuan Gong un principio estetico. Chi entra in mostra aspettandosi un discorso esotico troverà invece un'idea molto precisa: l'opera come atmosfera, qualcosa che si percepisce prima di vederlo.

Orari e biglietti di The World of the Stage II

The World of the Stage II si visita con il biglietto di Palazzo Merulana, che comprende la collezione e la mostra, dal mercoledì alla domenica. Lunedì e martedì il museo è chiuso.

Gli orari

Dal mercoledì al venerdì l'ingresso avviene a turni ogni ora dalle 12 alle 20, con ultimo ingresso alle 19. Il sabato e la domenica il museo è aperto dalle 10 alle 20, con ultimo ingresso alle 19. Il piano terra, con Sala delle sculture, caffetteria e bookshop, è ad accesso libero dal mercoledì alla domenica dalle 9 alle 20.

Il biglietto

Le tariffe sono pubblicate sul sito ufficiale di Palazzo Merulana, dove si trova la sezione per l'acquisto dei biglietti. Nei fine settimana di maggiore affluenza conviene prenotare, soprattutto per chi vuole un turno preciso.

Informazioni

Il telefono del museo indicato dal portale nazionale del turismo è 06 39967800. Il programma della Settimana della Cultura Italia-Cina, con gli altri appuntamenti legati al progetto, è diffuso dagli organizzatori.

Come arrivare a Palazzo Merulana

Palazzo Merulana è in via Merulana 121, sull'isolato tra via Merulana, via Ariosto, via Galilei e viale Manzoni, nel rione Esquilino. La metro A è la soluzione più comoda.

Metro A

Le stazioni più vicine sono Vittorio Emanuele, in piazza Vittorio, e Manzoni, sul viale omonimo. Da entrambe si arriva a piedi in pochi minuti. Da Termini, dove si incrociano le linee A e B, basta una fermata fino a Vittorio Emanuele.

Tram e autobus

Su viale Manzoni passa il tram 3; lungo via Merulana transitano diverse linee di autobus tra Santa Maria Maggiore e San Giovanni. Conviene verificare percorsi e fermate aggiornati sul sito dell'azienda di trasporto prima di partire.

A piedi

Da Santa Maria Maggiore si scende lungo via Merulana in una decina di minuti; da San Giovanni in Laterano si risale la stessa strada in un quarto d'ora. È una delle passeggiate urbane più rettilinee del centro, con la cupola di Santa Maria Maggiore da una parte e la facciata del Laterano dall'altra.

In auto

Il parcheggio in strada all'Esquilino è difficile a tutte le ore, e via Merulana è una strada di grande traffico. Meglio i mezzi pubblici.

La foto giusta da fare a The World of the Stage II. Yuan Gong a Palazzo Merulana — dal 3 ottobre al 1 novembre 2026

La foto giusta è quella della facciata dal marciapiede opposto di via Merulana, con le grandi vetrate del piano terra che lasciano vedere le sculture dall'esterno. Il palazzo di un ufficio d'igiene del 1929 che mostra le sue sculture alla strada è un'immagine che racconta bene la rigenerazione dell'edificio. La luce migliore è quella del tardo pomeriggio.

La seconda foto, se la terrazza è accessibile durante la visita, è dall'alto: i tetti dell'Esquilino, le cupole, la città che si stende verso San Giovanni. Chiedete al personale se e quando la terrazza è aperta al pubblico, perché è usata anche per eventi.

Dentro la mostra le regole sulle fotografie vanno verificate all'ingresso. Se consentito, l'immagine più interessante è quella che include un altro visitatore davanti a un video: in una mostra sul mondo come palcoscenico, chi guarda è parte della scena, e la foto lo dimostra meglio di qualunque didascalia.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Nel 1929 fu completato in via Merulana l'edificio destinato all'Ufficio d'Igiene del Comune di Roma, costruito in stile umbertino su un intero isolato tra via Merulana, via Ariosto, via Galilei e viale Manzoni. Era un'architettura di servizio, pensata per la sanità pubblica di una capitale in rapida crescita.

Negli anni Sessanta si decise di demolirlo per sostituirlo con un edificio in cemento armato e vetro. Il progetto si fermò a metà, e per decenni il palazzo rimase mezzo sventrato, un rudere moderno in una delle strade più trafficate dell'Esquilino. La vicenda è tipica di tante incompiute romane del dopoguerra.

La svolta arrivò con il project financing della famiglia Cerasi e della SAC spa, che restaurarono l'edificio e lo riaprirono al pubblico nel 2018 come Palazzo Merulana, con la collezione della Fondazione Elena e Claudio Cerasi e la gestione di CoopCulture. Da allora il palazzo ospita mostre temporanee, incontri, laboratori e concerti, e nel 2026 accoglie la seconda edizione della Settimana della Cultura Italia-Cina con la mostra di Yuan Gong.

Chi è passato da The World of the Stage II. Yuan Gong a Palazzo Merulana — dal 3 ottobre al 1 novembre 2026

Da Palazzo Merulana passano ogni giorno, attraverso le opere della collezione, i protagonisti del Novecento romano e italiano: Giacomo Balla, Mario Sironi, Giorgio de Chirico, Antonio Donghi, Mario Mafai, Antonietta Raphaël, Giuseppe Capogrossi, e al piano terra gli scultori Pericle Fazzini ed Ercole Drei. Sono gli artisti che negli anni in cui l'Ufficio d'Igiene veniva costruito lavoravano a Roma, a volte a pochi isolati di distanza.

Dietro il recupero ci sono Elena e Claudio Cerasi, collezionisti e mecenati, che hanno legato il proprio nome al palazzo. Con The World of the Stage II arrivano a via Merulana Yuan Gong, artista nato a Shanghai nel 1961 e passato per due edizioni della Biennale di Venezia, e la curatrice Liliana Liao, sua collaboratrice da quindici anni.

La mostra porta anche, attraverso i suoi riferimenti, una galleria di istituzioni lontane: il Museo Tinguely di Basilea, la Triennale di Manchester, la Triennale di Guangzhou, la Sigg Collection. Per un mese l'Esquilino è il punto in cui questa geografia incrocia la Scuola Romana.

I dintorni di Palazzo Merulana

Palazzo Merulana si trova a metà di via Merulana, la strada rettilinea che unisce due basiliche papali: Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano.

Piazza Vittorio

A pochi minuti c'è piazza Vittorio Emanuele II, la più grande piazza di Roma, con i giardini e la Porta Alchemica. Poco lontano il Nuovo Mercato Esquilino, il mercato coperto dove si trovano spezie e prodotti di tutto il mondo: dopo una mostra della Settimana Italia-Cina è la passeggiata più coerente.

L'Auditorium di Mecenate

Su largo Leopardi, a due passi dal palazzo, si trova l'Auditorium di Mecenate, ambiente degli antichi giardini di Mecenate sul colle Esquilino.

Le chiese

Salendo verso Santa Maria Maggiore si incontra la basilica di Santa Prassede, con i mosaici della cappella di San Zenone; verso il colle Oppio, San Pietro in Vincoli con il Mosè di Michelangelo.

Dove mangiare vicino a Palazzo Merulana

Al piano terra di Palazzo Merulana c'è la caffetteria, ad accesso libero negli orari del museo: è la pausa più comoda prima o dopo la mostra.

Nel rione

L'Esquilino è il quartiere romano con l'offerta gastronomica più varia: intorno a piazza Vittorio si trovano ristoranti cinesi, indiani, bengalesi, africani accanto alle trattorie romane e ai forni di quartiere. Dopo una mostra dedicata a un artista cinese, un pranzo in uno dei ristoranti della zona è quasi un seguito naturale.

Verso Santa Maria Maggiore e Monti

Salendo verso Santa Maria Maggiore e scendendo verso il rione Monti l'offerta si fa più turistica ma anche più curata, con enoteche e trattorie per ogni fascia di prezzo.

Come organizzare la visita, accessibilità e bambini

Per vedere Palazzo Merulana con la mostra di Yuan Gong servono un'ora e mezza o due ore.

Accessibilità

Il museo adotta criteri di accessibilità e inclusione, con percorsi dedicati e personale formato; il sito ufficiale pubblica anche una mappa in CAA, comunicazione aumentativa e alternativa. Per esigenze specifiche conviene contattare il museo prima della visita.

Con i bambini

Una mostra di video e performance concettuali non è pensata per i più piccoli. Per ragazzi delle scuole superiori, invece, il tema del mondo come palcoscenico e del volto trasformato dagli altri ha agganci immediati con l'esperienza dei social: può essere un buon punto di partenza per una discussione. La Sala delle sculture al piano terra, con accesso libero, è un inizio più semplice.

Una mezza giornata all'Esquilino

Mattina a Palazzo Merulana, pranzo intorno a piazza Vittorio, pomeriggio a Santa Maria Maggiore e Santa Prassede: una mezza giornata che tiene insieme arte contemporanea, Novecento e mosaici medievali senza prendere un mezzo.

Ottobre a Roma: il periodo della mostra

The World of the Stage II resta aperta meno di un mese, dal 3 ottobre al 1 novembre, dentro una Settimana della Cultura Italia-Cina che dura in realtà cinque settimane, fino al 5 novembre. È un periodo breve: chi rimanda rischia di perderla.

Ottobre è uno dei mesi migliori per Roma: temperature miti, luce lunga, meno affollamento dell'estate. L'ultimo giorno di apertura coincide con Ognissanti, domenica 1 novembre: il fine settimana finale è quello in cui è più probabile trovare gente. Meglio le prime settimane di ottobre, e meglio ancora un mercoledì o un giovedì, con il turno delle 12.

Domande frequenti su The World of the Stage II

Quando è aperta la mostra di Yuan Gong a Palazzo Merulana?

The World of the Stage II di Yuan Gong è aperta a Palazzo Merulana dal 3 ottobre al 1 novembre 2026. Si visita dal mercoledì alla domenica: nei giorni feriali con turni ogni ora dalle 12 alle 20, nel fine settimana dalle 10 alle 20, sempre con ultimo ingresso alle 19.

Dove si trova Palazzo Merulana?

Palazzo Merulana è in via Merulana 121, nel rione Esquilino, tra Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano. Le stazioni della metro A più vicine sono Vittorio Emanuele e Manzoni, entrambe a pochi minuti a piedi.

Quanto costa il biglietto per The World of the Stage II?

La mostra The World of the Stage II si visita con il biglietto di Palazzo Merulana, che comprende anche la Collezione Cerasi. Le tariffe sono pubblicate sul sito ufficiale del museo, dove si acquistano i biglietti; il piano terra con le sculture, la caffetteria e il bookshop è ad accesso libero.

Chi è Yuan Gong?

Yuan Gong è un artista cinese nato a Shanghai nel 1961, dottore di ricerca in teoria dell'arte alla Chinese National Academy of Arts, che lavora tra arte concettuale, performance e video. Ha partecipato alla 54ª e alla 55ª Biennale di Venezia e ha esposto al Museo Tinguely e alla Triennale di Guangzhou.

Chi è la curatrice della mostra?

La curatrice di The World of the Stage II è Liliana Liao, che collabora con Yuan Gong da quindici anni. Con l'artista ha ideato per Roma tre progetti complementari: The World of the Stage II, The Birth of the Jester e The Labyrinth.

Palazzo Merulana è aperto il lunedì e il martedì?

No, Palazzo Merulana è chiuso il lunedì e il martedì. La collezione e la mostra di Yuan Gong si visitano dal mercoledì alla domenica; il piano terra è ad accesso libero negli stessi giorni dalle 9 alle 20.

Che cos'è la Settimana della Cultura Italia-Cina?

La Settimana della Cultura Italia-Cina 2026, seconda edizione, si svolge dal 1 ottobre al 5 novembre con mostre, performance e incontri; la mostra di Yuan Gong a Palazzo Merulana è uno dei suoi appuntamenti. Il capofila è LIAO, Laboratorio Incontro Asia Occidente; tra i partner c'è Associna.

Da guida, un consiglio netto: non trattate questa mostra come un'appendice della Collezione Cerasi. Salite al terzo piano con il tempo necessario, seguite le sette serie una dopo l'altra, e poi uscite a piedi verso piazza Vittorio: il palcoscenico di Yuan Gong continua in strada, nel rione più internazionale di Roma.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento3 Ottobre 2026 — 1 Novembre 2026
IndirizzoPalazzo Merulana, Via Merulana 121, 00185 Roma Esquilino, Roma, Roma Città
CategorieEventiMostre

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