Basilica di Santa Prassede

Indirizzo: Via di Santa Prassede 9/a, 00184 Roma, a un centinaio di metri dall'abside di Santa Maria Maggiore. Prima informazione da chiarire subito: sulla collocazione amministrativa le fonti non concordano, perché la vecchia versione di questa pagina scriveva rione Monti mentre la scheda di Turismo Roma letta oggi, 1 agosto 2026, indica rione Esquilino. Siamo esattamente sul confine fra i due rioni e cambia poco per chi cammina, ma ve lo dico invece di scegliere al posto vostro. Ingresso: gratuito (Turismo Roma). Orari di apertura secondo il sito ufficiale della basilica, santaprassede.wordpress.com, consultato oggi: da lunedì a sabato 10.00-12.00 e 16.00-18.00, domenica 10.00-11.00 e 16.00-18.00, con visite sospese durante le funzioni. Messe secondo lo stesso sito ufficiale e secondo Turismo Roma: feriali e prefestiva alle 18.00, domenica e festivi alle 11.00 e alle 18.00. Attenzione, perché su questo punto una seconda fonte dice altro e più avanti ve la riporto per intero. Telefono 06 4882456. Email basilicas.prassede@libero.it. Non serve prenotare per entrare e non esiste biglietto: si prenota solo via email se volete far celebrare una messa per un gruppo. Come ci si arriva: le due stazioni della metropolitana più vicine sono Cavour sulla linea B e Vittorio Emanuele sulla linea A, e da Termini si arriva a piedi passando dietro Santa Maria Maggiore. Sulle linee di superficie sono onesto: oggi sul sito di ATAC non ho trovato un elenco ufficiale delle linee che servono la strada, ho trovato invece un avviso di servizio che segnala una chiusura di via Cavour con deviazione delle linee 75, 117 e nMB. Quindi il numero del bus controllatelo su atac.roma.it o su muoversiaroma.it il giorno stesso, perché in questa zona cambia spesso. Se state costruendo un giro fra le basiliche dell'Esquilino, mettete in fila questa, i Santi Silvestro e Martino ai Monti e San Pietro in Vincoli, e partite dall'indice generale delle attrazioni turistiche di Roma.

Confronta le esperienze a Roma

Ogni scheda apre una pagina di confronto qui su estateromana.com: le differenze tra le opzioni, le fasce di prezzo indicative e il link per prenotare sul sito del venditore. Puoi salvare quello che ti interessa in "Il mio viaggio".

Musei Vaticani e Cappella Sistina✦ Vai all'apertura

Musei Vaticani e Cappella Sistina

Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.

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Udienza papale✦ Mercoledì

Udienza papale

Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.

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Vaticano: ingresso anticipato✦ Prima dell'apertura

Vaticano: ingresso anticipato

Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.

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Catacombe e Appia Antica✦ Sottoterra

Catacombe e Appia Antica

Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.

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Colosseo, Foro e Palatino✦ Va a ruba

Colosseo, Foro e Palatino

L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...

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Tour in golf cart✦ Poco cammino

Tour in golf cart

Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.

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Tour a piedi✦ Il classico

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Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.

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Food tour✦ Vieni affamato

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Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.

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Bar hopping e vita notturna✦ Dopo le 21

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Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.

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Vespa e Ape Calessino✦ Foto garantite

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In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.

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Tour in sidecar✦ Il più scenografico

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Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.

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Corsi di cucina✦ Si mangia alla fine

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Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.

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Degustazioni di vino✦ Anche in città

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In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.

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Castelli Romani✦ Fuori porta

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Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.

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Tivoli: Villa d'Este e Villa Adriana✦ Patrimonio UNESCO

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Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.

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Galleria Borghese✦ Prenotazione obbligatoria

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Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.

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Colosseo: sotterranei e arena✦ Accesso limitato

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Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.

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Pompei e Costiera Amalfitana✦ Giornata lunga

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Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.

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Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.

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Castel Sant'Angelo✦ Terrazza panoramica

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Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.

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Roma di notte✦ Dopo il tramonto

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Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.

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Bus hop-on hop-off✦ Libertà di scesa

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Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.

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Capri e Costiera Amalfitana✦ Mare

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Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.

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Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.

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Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.

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Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.

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Basilica di Santa Prassede
Basilica di Santa Prassede

Perché la Basilica di Santa Prassede vale la deviazione

Ve lo dico da romano che ci è entrato la prima volta per sbaglio, cercando l'ombra di agosto: la Basilica di Santa Prassede è la chiesa che consiglio a chi ha già visto tutto. Sta a due passi da una delle quattro basiliche papali, non ha una facciata che si veda dalla strada, non ha una piazza davanti, non ha una fila. Dentro ha una cappella del nono secolo interamente rivestita di mosaici, che le fonti che ho letto oggi definiscono il più importante monumento bizantino conservato a Roma. Turismo Roma usa proprio quelle parole. Non è poco per una chiesa dove si entra gratis da una porta laterale in un vicolo.

La Basilica di Santa Prassede è anche uno dei posti dove la Roma cristiana antica si tocca senza scendere sottoterra e senza pagare un biglietto. I mosaici dell'abside e degli archi sono quelli fatti eseguire da papa Pasquale I nell'817, quindi hanno milleduecento anni, e stanno a tre metri sopra la vostra testa. Nella Basilica di San Clemente per vedere il medioevo bisogna scendere due piani e comprare un biglietto. Qui basta entrare.

Quanto tempo ci vuole per visitare la Basilica di Santa Prassede?

Quaranta minuti fatti bene. Venti se avete fretta e volete solo la cappella di San Zenone e l'abside. Un'ora e mezza se vi mettete a leggere le iscrizioni e girate tutte le cappelle laterali.

La Basilica di Santa Prassede è una basilica papale?

No. Le basiliche papali di Roma sono quattro: San Giovanni in Laterano, San Pietro, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le mura. Santa Prassede è una basilica minore ed è una chiesa titolare cardinalizia.

Dove si entra davvero: i due ingressi della Basilica di Santa Prassede

Questa è la cosa che fa perdere venti minuti a tutti, e il vecchio testo di questa pagina l'aveva già scritta bene, quindi ve la riracconto: l'ingresso principale della Basilica di Santa Prassede, quello monumentale, sta in via di San Martino ai Monti e si usa di rado. L'ingresso abituale, che è tecnicamente quello secondario, sta sul fianco destro dell'edificio e si apre su via di Santa Prassede, il vicolo dietro Santa Maria Maggiore. Il civico che compare nei documenti, 9/a, è quello del vicolo.

Vi succederà questo: arrivate davanti a un portoncino stretto, fra due muri alti, senza niente che somigli a una chiesa. Entrate lo stesso. Si scende qualche gradino, si passa sotto un archivolto e all'improvviso siete dentro una basilica a tre navate lunga come un campo da calcetto. È uno dei migliori colpi di scena di Roma, e non lo dice nessuna guida perché non è fotografabile.

Perché la facciata della Basilica di Santa Prassede non si vede?

Perché il quartiere se l'è mangiata. Già dal nono secolo la chiesa era inglobata nel tessuto edilizio al punto che la facciata non era visibile dalla strada, ed è ancora così oggi. Il cortile davanti alla facciata è chiuso fra le case: si intravede dall'arco di via di San Martino ai Monti.

Che cosa si vede nel cortile d'ingresso?

Secondo la scheda di romanoimpero.com letta oggi, nel cortile d'accesso sono stati individuati resti di un colonnato con capitelli corinzi appartenuto probabilmente alla basilica del quinto secolo, cioè all'edificio che stava qui prima di quello di Pasquale I. Se trovate il cortile aperto, guardate in basso.

Orari, ingresso e messe della Basilica di Santa Prassede: le fonti non dicono la stessa cosa

Qui devo dichiarare una contraddizione invece di scegliere. Il sito ufficiale della basilica, santaprassede.wordpress.com, e la scheda di Turismo Roma, letti entrambi oggi, danno le messe così: feriali e prefestiva del sabato alle 18.00, domenica e festivi alle 11.00 e alle 18.00. La scheda di vaticano.com, letta oggi anch'essa, dà invece: feriali alle 7.30 e alle 18.00, festivi alle 8.00, alle 10.00, alle 11.30 e alle 18.00. Sono due orari diversi. Io mi fiderei del sito della basilica e di Turismo Roma, che concordano fra loro, ma se venite per la messa fate una telefonata al 06 4882456 prima di uscire di casa.

Sugli orari di visita, invece, l'unica fonte che ne pubblica di espliciti è il sito ufficiale: lunedì-sabato 10.00-12.00 e 16.00-18.00, domenica 10.00-11.00 e 16.00-18.00. Turismo Roma non pubblica orari di visita e si limita ad avvertire che le visite sono sospese durante le funzioni e che gli orari possono cambiare. Tenetene conto ad agosto e nelle settimane di festa.

Quanto costa entrare alla Basilica di Santa Prassede?

Niente. La scheda di Turismo Roma letta oggi indica ingresso gratuito. Non c'è biglietteria, non c'è prenotazione, non c'è tornello.

Ci vuole la prenotazione?

No per la visita. Sì solo se volete far celebrare una messa per un gruppo: il sito ufficiale indica di scrivere a basilicas.prassede@libero.it.

Qual è il momento migliore della giornata?

Il pomeriggio, verso le 16.30-17.00, quando la luce entra dalle finestre alte della navata e prende l'oro dell'arco trionfale. La mattina presto la chiesa è più fredda e i mosaici restano spenti.

Si può fotografare dentro la Basilica di Santa Prassede?

Le fotografie senza flash e senza treppiede in genere non danno problemi nelle chiese romane aperte al culto, ma non ho trovato oggi un regolamento pubblicato dalla basilica. Se c'è una funzione in corso, si smette e basta.

Basilica di Santa Prassede all'esquilino
Basilica di Santa Prassede all'esquilino

Una curiosità su Basilica di Santa Prassede

Al centro della navata, dentro il pavimento cosmatesco, c'è un disco di porfido rosso. La gente ci cammina sopra senza guardarlo. Sotto quel disco, secondo la tradizione, c'è il pozzo nel quale Prassede versava il sangue dei martiri che raccoglieva con una spugna. È la storia che il vecchio testo di questa pagina raccontava già e che vi riracconto identica, perché è il motivo per cui questa chiesa è stata venerata per secoli.

La mia curiosità però è un'altra, ed è di tipo materiale: quel pavimento non è antico come sembra. È stato rifatto in stile cosmatesco nel 1918, dentro una campagna di restauri fra Ottocento e Novecento che puntava a recuperare l'aspetto medievale della basilica buttando giù le aggiunte successive. Nello stesso filone, nel 1937 fu tolto l'intonaco dalla facciata: la scheda di Wikipedia in italiano letta oggi data quel restauro al 1937-1938, e io preferisco darvi la forbice invece dell'anno secco che stava scritto qui prima.

I dischi di porfido rosso e di serpentino verde che vedete incastonati nel pavimento, dice romanoimpero.com, sono di sicura provenienza romana e imperiale. Cioè: il pavimento è del 1918, i pezzi dentro il pavimento sono antichi di quindici o diciotto secoli. Roma funziona così, e nessuno ve lo scrive su un cartello.

Si può vedere il pozzo dei martiri?

Il pozzo no, è chiuso. Si vede il disco di porfido che lo copre, al centro della navata.

Quanti martiri ci sono davvero sotto la Basilica di Santa Prassede?

Il vecchio testo scriveva "diverse migliaia". È la cifra che circola da secoli, legata alla traslazione voluta da Pasquale I nell'817, ma oggi non ho trovato una fonte che mi desse un numero verificabile, e quindi non ve lo invento. Vi dico quello che le fonti dicono: la chiesa dell'817 fu costruita per accogliere le ossa dei martiri che stavano nel cimitero di Priscilla sulla via Salaria, e nei lavori del 1728-1734 furono ritrovate molte reliquie sotto l'altare maggiore, probabilmente quelle spostate da Pasquale I.

Una cosa che non ti dice nessuno su Basilica di Santa Prassede

Che sotto ci sono nove metri di Roma antica e non li vedrete. La tradizione lega questa chiesa alla casa del senatore Pudente, e sia il vecchio testo di questa pagina sia la scheda di romanoimpero.com letta oggi collocano i resti di quella residenza nove metri sotto il piano attuale della basilica. Non si visitano, non c'è un percorso archeologico, non c'è un ascensore. Chi viene qui aspettandosi il sottosuolo della Basilica di San Clemente resta a bocca asciutta.

La seconda cosa che non vi dice nessuno riguarda il quartiere. Nel 1888, in via di San Martino ai Monti, cioè la strada dell'ingresso monumentale, fu scoperto un altare di marmo dedicato a Mercurio, con un'iscrizione datata al 10 avanti Cristo e dedicata dall'imperatore Augusto. È scritto nella scheda di romanoimpero.com che ho letto oggi. Vuol dire che questo pezzo di Esquilino era già un luogo di culto quando Cristo non era ancora nato, e che le sante titolari sono arrivate su un terreno che pregava da un pezzo.

C'è una cripta visitabile alla Basilica di Santa Prassede?

La cripta c'è. Il vecchio testo di questa pagina diceva che contiene due sarcofagi strigilati con le reliquie delle due sante: il dato aggiornato, ve lo chiarisco, è che la cripta fu rifatta interamente fra il 1728 e il 1734 e che oggi vi si accede da un solo ingresso, che porta a un corridoio dove sono collocati quattro sarcofagi. È la descrizione della scheda di Wikipedia in italiano letta oggi. L'accesso dipende dagli orari e dalla presenza dei monaci: chiedete in chiesa.

Chi custodisce oggi la Basilica di Santa Prassede?

I monaci vallombrosani, dal 1198. Non è un modo di dire: è la stessa comunità benedettina riformata da san Giovanni Gualberto che ha ricevuto la chiesa da papa Innocenzo III e non l'ha più lasciata. Ottocentoventotto anni nello stesso edificio.

Il consiglio che ti do per visitare Basilica di Santa Prassede

Entrate, girate a destra e andate subito alla cappella di San Zenone, prima di guardare qualsiasi altra cosa. Sta a metà della navata destra, si riconosce dall'ingresso a due colonne di granito nero con sopra una cornice curva e un'urna antica. Entrateci e restateci fermi due minuti senza fotografare. È una stanza di quattro metri per quattro completamente rivestita di mosaici d'oro, e l'effetto dura pochi secondi: dopo, l'occhio si abitua e non torna più indietro.

Il secondo pezzo di consiglio è pratico. Nelle chiese romane i sacelli come questo sono spesso illuminati da un temporizzatore a monete, e portarsi qualche moneta da uno o due euro non fa mai male. Non ho trovato oggi una fonte ufficiale che confermi se a Santa Prassede il temporizzatore sia attivo e quanto costi, quindi non ve lo do per certo: sappiate solo che se la cappella vi sembra buia, è probabile che sia questione di luce e non di orario.

Terzo: non venite di corsa prima di un altro appuntamento. La Basilica di Santa Prassede chiude a mezzogiorno e riapre alle quattro. Se arrivate alle 11.50 vi mandano fuori a metà del mosaico.

Serve una guida per visitare la Basilica di Santa Prassede?

No. È una chiesa parrocchiale aperta al culto, si entra e si gira liberamente. Una guida serve solo se volete leggere l'iconografia degli archi, che è complicata davvero.

La Basilica di Santa Prassede è adatta ai bambini?

Sì, e funziona meglio di quasi tutti i musei. È piccola, è al chiuso, è gratis, e ha una stanza tutta dorata che i bambini trovano da soli. Se avete un bambino sotto i dieci anni raccontategli la storia della spugna e del pozzo: fa effetto.

La Basilica di Santa Prassede è accessibile a chi ha problemi di mobilità?

Sull'accessibilità non ho trovato oggi un dato ufficiale pubblicato dalla basilica: Turismo Roma rimanda genericamente alla propria sezione dedicata. Quello che posso dirvi per esperienza è che l'ingresso di via di Santa Prassede comporta dei gradini e che la scalinata dell'ingresso monumentale su via di San Martino ai Monti è quella rifatta da san Carlo Borromeo nel Cinquecento. Chi ha bisogno di un percorso senza scalini chiami il 06 4882456 e chieda.

Fa freddo dentro?

D'inverno sì, come in tutte le basiliche di Roma. D'estate è uno dei posti più freschi dell'Esquilino e questo, ad agosto, è un buon motivo per entrare.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che in questa chiesa c'è un pezzo della colonna della flagellazione. Lo sanno in molti, lo dicono in pochi, e quasi nessuno sa dove guardare: sta in una nicchia a destra dell'ingresso della cappella di San Zenone, dentro una custodia di bronzo.

I dati che vi do sono quelli letti oggi. La colonna fu portata a Roma da Gerusalemme dal cardinale Giovanni Colonna nel 1223, al tempo di papa Onorio III: lo scrivono concordi il vecchio testo di questa pagina, Wikipedia in italiano e l'articolo di acistampa sulle stazioni quaresimali. Acistampa la descrive come una antica colonna di diaspro sanguigno alta tre palmi. Il vecchio testo di questa pagina dava misure più precise, e ve le riporto come tradizione tramandata: 63 centimetri di altezza, 40 di diametro alla base, 20 alla sommità, 13 nel punto più stretto, con forma conica che si restringe a tre quarti e poi si riallarga.

Qui però faccio una correzione. La vecchia versione di questa pagina diceva che la colonna è custodita in un reliquario di bronzo dorato, senza altro. Il dato più preciso che ho letto oggi su Wikipedia in italiano, ve lo chiarisco, è che la colonna è inserita in una edicola-reliquiario in bronzo eseguita nel 1898 su disegno di Duilio Cambellotti. Cioè: la reliquia è medievale, il contenitore che vedete è di fine Ottocento e porta la firma di uno dei grandi decoratori del Liberty romano. Nessuno ve lo dice, e invece è la cosa più curiosa dell'oggetto.

Ultimo dettaglio: la scheda di passaggilenti.com letta oggi parla di un terzo della colonna. Il vecchio testo spiegava perché la superficie è intagliata in modo irregolare: nei secoli passati ne sono stati staccati piccoli frammenti da usare come reliquie.

È autentica la colonna della flagellazione?

È una reliquia della devozione medievale. Tutte le fonti lette oggi usano il condizionale: si ritiene, la tradizione vuole. Nessuna la certifica. La sua storia documentata comincia nel 1223.

Dove sta esattamente la colonna dentro la Basilica di Santa Prassede?

Nella nicchia a destra dell'ingresso della cappella di San Zenone, sulla navata destra.

cappella di S.Zenone - Basilica di Santa Prassede
cappella di S.Zenone - Basilica di Santa Prassede

La foto giusta da fare a Basilica di Santa Prassede

Una sola, e non è quella che fanno tutti. Tutti entrano nella cappella di San Zenone, puntano il telefono in alto e fotografano la volta con il Cristo nel medaglione sorretto dagli angeli. Viene sempre male: il soffitto è basso, la luce è calda e gialla, il telefono impazzisce sul bilanciamento e vi restituisce una macchia arancione.

La foto giusta alla Basilica di Santa Prassede è il ritratto dell'episcopa Teodora, sulla parete sinistra della cappella, quella con il nimbo quadrato. Il nimbo quadrato voleva dire una cosa sola: che la persona ritratta era viva quando il mosaico fu fatto. Quindi state guardando negli occhi una donna che era in questa stanza mille e duecento anni fa, la madre del papa che ha costruito la chiesa. Avvicinatevi, tenete il telefono orizzontale, inquadrate solo il volto e la scritta, non usate il flash e appoggiate il gomito al muro per non muovervi. Quella foto racconta la Basilica di Santa Prassede meglio di qualsiasi panoramica.

Se invece volete la fotografia d'insieme, la posizione è al centro della navata, spalle al portone, con l'arco trionfale e il catino absidale nella stessa inquadratura. Serve una mano ferma, perché lì dentro c'è poca luce e il flash del telefono non arriva a dieci metri di altezza. E niente treppiede: in una chiesa aperta al culto è maleducazione, prima ancora che divieto.

Qual è il punto migliore per fotografare i mosaici absidali?

Il gradino davanti all'altare maggiore, di lato, non frontale: da lì si prende il catino senza il controluce delle finestre.

Serve un obiettivo particolare?

Se avete una reflex, un luminoso da 35 o 50 millimetri risolve tutto. Con il telefono, usate la modalità notturna e state fermi tre secondi.

Mosaici Basilica di Santa Prassede
Mosaici Basilica di Santa Prassede

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Metto in fila quello che è successo davvero fra queste mura, con le date lette oggi. Il vecchio testo ne raccontava una parte, e quella parte la trovate tutta qui dentro, verificata.

491. Una lapide attesta l'esistenza di un titulus Praxedis. È l'attestazione più antica citata sia dal vecchio testo di questa pagina sia dalla scheda di Wikipedia in italiano letta oggi. Da lì in poi il nome di Prassede è agganciato a un edificio reale.

Verso il 780. Il Liber pontificalis registra che papa Adriano I rinnovò completamente quello che restava del titulus Praxedis.

817. Papa Pasquale I abbatte l'edificio fatiscente e ne costruisce uno nuovo, pensato per accogliere le ossa dei martiri che stavano nel cimitero di Priscilla, sulla via Salaria. Questa è la chiesa che vedete. I mosaici sono di questa campagna, e nell'abside c'è la firma del committente: l'iscrizione latina si chiude con FRETUS UT HIS LIMEN MEREATUR ADIRE POLORUM, la speranza di meritare la soglia del cielo. Se volete vedere da dove vennero portate quelle reliquie, le Catacombe di Priscilla si visitano ancora oggi, e trovate il quadro d'insieme nella nostra pagina sulle catacombe di Roma.

Metà del dodicesimo secolo. La chiesa passa ai canonici regolari di Santa Maria del Reno di Bologna, che la gestiscono male al punto che papa Celestino III gliela toglie.

1198. Papa Innocenzo III la assegna ai monaci di Vallombrosa. Ci sono ancora.

Tredicesimo secolo. La navata centrale è pericolante: vengono costruiti tre grandi archi trasversali che inglobano e sacrificano sei colonne, dividendo il corpo della basilica in quattro sezioni uguali. Nello stesso secolo viene alzato il campanile, che occupa parte del transetto sinistro, e alla fine del secolo, nel transetto opposto, viene ricavata la cappella oggi detta del Crocifisso.

1223. Il cardinale Giovanni Colonna porta a Roma da Gerusalemme la colonna della flagellazione.

1 novembre 1286. Il cardinale Pantaleone Anchier, titolare della basilica dal 1262, viene ucciso dentro la cappella del Crocifisso. La sua epigrafe funebre, dice Wikipedia in italiano, ricorda l'assassinio. Se cercate un fatto di sangue avvenuto qui, è questo, ed è scritto sulla pietra.

1575. Viene realizzato il portale barocco con timpano.

1594-1596. Il cardinale Alessandro de' Medici, futuro papa Leone XI, fa decorare tutta la navata centrale.

1725. Il sinodo romano ordina la ricerca delle reliquie antiche. È l'atto che porta ai lavori del 1728-1734 nel presbiterio e nella cripta, quando sotto l'altare maggiore vengono ritrovate molte reliquie.

1898. Viene eseguita l'edicola-reliquiario in bronzo per la colonna, su disegno di Duilio Cambellotti.

1918. Rifacimento del pavimento in stile cosmatesco.

1937-1938. Restauro della facciata, con la rimozione dell'intonaco per riportare in luce la struttura antica.

1942. Viene costruito l'organo Tamburini. Il vecchio testo di questa pagina non lo citava.

1954. La cappella già di San Giovanni Gualberto, rifatta nel 1933, viene ridedicata a papa Sarto, cioè a Pio X.

Ogni anno, Lunedì Santo. La Basilica di Santa Prassede è chiesa stazionale del lunedì della Settimana Santa. La liturgia stazionale si celebra alle 18.00: lo confermano l'articolo di acistampa e l'elenco delle stazioni quaresimali pubblicato dalla Diocesi di Roma, letti oggi. È il giorno dell'anno in cui questa chiesa torna a essere quello per cui è stata costruita.

Chi è passato da Basilica di Santa Prassede

Le persone contano più delle date, e questa chiesa ne ha viste passare parecchie.

Papa Pasquale I, che regnò dall'817 all'824. Ha costruito l'edificio, ha voluto i mosaici e si è fatto ritrattare nell'abside con il nimbo quadrato dei viventi, accanto a Prassede. Un papa che si mette in un mosaico da vivo è un uomo che voleva restare, e infatti è restato.

Teodora, sua madre, chiamata episcopa nel mosaico della cappella di San Zenone. La cappella nasce come suo luogo di sepoltura. Ha il nimbo quadrato anche lei.

Il cardinale Giovanni Colonna, che nel 1223 torna dall'Oriente con la reliquia della colonna e la deposita qui.

Il cardinale Pantaleone Anchier, titolare dal 1262, assassinato nella cappella del Crocifisso il 1 novembre 1286.

Il cardinale Alain de Coëtivy, titolare nel Quattrocento, il cui monumento funebre nella cappella di San Zenone è attribuito ad Andrea Bregno: una nicchia con arco, due piedritti, il sarcofago al centro e sullo sfondo i busti di Pietro e Paolo.

San Carlo Borromeo, cardinale titolare nel Cinquecento, che di questa chiesa si è occupato come un proprietario. L'articolo di acistampa letto oggi elenca i suoi lavori: fece edificare la scala e la facciata principale, fece la porta nuova, sistemò i gradini per salire all'altare grande, rinnovò il tabernacolo e fece decorare l'arco maggiore con le statue di Prassede e Pudenziana. Il vecchio testo di questa pagina gli attribuiva anche la sacrestia, le volte delle navate laterali e l'apertura delle otto grandi finestre della navata centrale al posto delle ventiquattro dei tempi di Pasquale I.

Alessandro de' Medici, che qui fu cardinale titolare e che nel 1605 sarebbe diventato papa Leone XI per ventisette giorni.

Il cardinale Lodovico Pico della Mirandola, che nella prima metà del Settecento fece cercare le reliquie antiche e fece rifare presbiterio e cripta. La lapide che lo ricorda è del 1743.

Gian Lorenzo Bernini, giovanissimo. Il busto del monumento funebre di monsignor Giovanni Battista Santoni, che sta fra la cappella del Crocifisso e la cappella di San Zenone, è considerato una delle sue prime sculture. E qui devo fare una correzione seria alla vecchia versione di questa pagina.

Il cardinale Paul Poupard, francese, che secondo la scheda inglese di Wikipedia letta oggi tiene il titolo cardinalizio di Santa Prassede dal 1996. I titoli cardinalizi cambiano: se vi serve il dato aggiornato al giorno, verificatelo.

Gli emissari di Napoleone, secondo una tradizione che il vecchio testo di questa pagina raccontava e che vi riporto per quello che è, cioè un racconto: le due gradinate di rosso antico che portano all'altare maggiore sarebbero piaciute tanto agli inviati dell'imperatore da far nascere il progetto di smontarle e portarle a Parigi per farne i gradini del trono imperiale. Il progetto andò in fumo. Non ho trovato oggi una fonte che documenti l'episodio, quindi resta un aneddoto romano, e come tale ve lo do.

Bernini aveva davvero dieci anni?

No, e questa è una correzione dichiarata. La vecchia versione di questa pagina diceva che il busto di monsignor Santoni fu scolpito da Bernini a soli dieci anni. Il dato corretto, ve lo chiarisco, è che nessuna delle fonti lette oggi conferma quell'età: la scheda inglese di Wikipedia data il busto attorno al 1612, e Bernini era nato nel dicembre del 1598, quindi aveva tredici o quattordici anni; la scheda italiana parla invece di circa sedici anni. Le due fonti non coincidono fra loro e ve lo dichiaro: quello che è certo è che dieci anni non li aveva.

Chi è sepolto nella Basilica di Santa Prassede?

Nella cripta, secondo la tradizione, le reliquie di Prassede e Pudenziana. In chiesa ci sono monumenti funebri di cardinali titolari, fra cui Anchier e Alain de Coëtivy, e il monumento Santoni con il busto berniniano.

La cappella di San Zenone, stanza per stanza

Se dovete ricordare una cosa sola della Basilica di Santa Prassede, ricordate questa stanza. Turismo Roma la definisce il più importante monumento bizantino conservato a Roma. Wikipedia in italiano la descrive come uno dei rari esempi di cappella romana del nono secolo interamente rivestita di mosaici in stile bizantino. Nel Medioevo la chiamavano il Giardino del Paradiso, e il nome gliel'ha dato la gente, non i libri.

L'ingresso è a due colonne di granito nero con una cornice curva sopra, e sulla cornice è incastonata un'urna antica che secondo la tradizione contiene i resti di Zenone, sacerdote e martire. Dentro, la pianta è quadrata con quattro colonne agli angoli e una volta a crociera. Sulla volta, quattro angeli reggono il medaglione con il Cristo. Sulle pareti ci sono la Madonna, santa Prassede, santa Pudenziana e l'episcopa Teodora con il nimbo quadrato. Nella nicchia sopra l'altare c'è il mosaico della Madonna con il Bambino. Il pavimento è in opus sectile a marmi policromi, ed è antico.

Perché la cappella si chiama di San Zenone?

Perché papa Pasquale I la fece erigere come luogo funerario per la madre Teodora e la dedicò a san Zenone.

Che cos'è il nimbo quadrato?

Un'aureola quadrata invece che rotonda. Nell'arte romana altomedievale segnalava che la persona ritratta era ancora viva quando il mosaico veniva realizzato. Nella Basilica di Santa Prassede ce l'hanno Teodora nella cappella e Pasquale I nell'abside.

La cappella di San Zenone si può fotografare?

Sì, senza flash. Ma è piccola: se c'è già gente dentro, aspettate il vostro turno fuori invece di ammassarvi.

I mosaici dell'abside e degli archi, letti da vicino

Questa è la parte in cui correggo la vecchia versione di questa pagina, e la correggo volentieri perché l'errore era di traduzione. Il vecchio testo diceva che i mosaici dell'abside e del coro raffigurano "gli antenati in vesti bianche". Il dato corretto, ve lo chiarisco, è che quelle figure vestite di bianco sono i ventiquattro vegliardi dell'Apocalisse, cioè gli anziani del capitolo quarto: qualcuno in passato ha tradotto elders con antenati e l'errore si è tramandato. I vegliardi sono equamente distribuiti a destra e a sinistra dell'arco absidale e con le mani velate offrono a Cristo delle corone d'oro.

Ecco che cosa guardate, secondo la descrizione di Wikipedia in italiano letta oggi.

Catino absidale, parte alta. Al centro, fra nuvole stilizzate, il Cristo in piedi con aureola dorata attraversata da una croce azzurra. A un lato Pietro, santa Pudenziana e un diacono; dall'altro Paolo, santa Prassede e papa Pasquale I. Il vecchio testo diceva che Prassede e Pudenziana stanno ai lati di Cristo circondate da Paolo e Pietro, ed è giusto: qui vi do solo l'ordine esatto delle figure.

Catino absidale, parte bassa. Tredici agnelli. Al centro il Cristo Agnello pasquale, su una piccola altura da cui sgorgano i quattro fiumi del paradiso. Sono gli "agnelli dalle zampe sottili" del vecchio testo, e le palme e i papaveri rossi che circondano la scena ci sono davvero.

Arco absidale. Iconografia dell'Apocalisse, capitoli quarto e quinto. Al centro il Cristo Agnello dentro un medaglione blu, seduto su un trono, con ai lati i sette candelabri. Poi quattro angeli e i simboli dei quattro evangelisti: aquila per Giovanni, toro per Luca, uomo per Matteo, leone per Marco. E i ventiquattro vegliardi.

Arco trionfale. Iconografia dell'Apocalisse, capitolo ventunesimo. Al centro una cittadella stilizzata che rappresenta la Gerusalemme Celeste, con ventun personaggi: Cristo in tunica rossa fra due angeli, sotto di loro Maria e Giovanni Battista da un lato e santa Prassede dall'altro, poi i dodici apostoli sei per lato. Alle estremità, Mosè con la tavola su cui è scritto Lege ed Elia che tende le braccia verso Cristo. Fuori dalla cittadella, su due ordini, gli eletti: Pietro e Paolo, vescovi, martiri con la corona, donne riccamente vestite, ufficiali.

Di che anni sono i mosaici della Basilica di Santa Prassede?

Del pontificato di Pasquale I, 817-824. Il nome del file di una delle fotografie storiche di questa pagina riporta proprio quella forbice.

Sono originali o restaurati?

Sono i mosaici del nono secolo, con i restauri che nove secoli di storia comportano. Nessuna delle fonti lette oggi li dà per rifatti.

Perché si dice che sono bizantini se siamo a Roma?

Perché lo stile è quello, e perché nel nono secolo a Roma lavoravano maestranze di formazione orientale. Il vecchio testo di questa pagina parlava direttamente di artisti bizantini.

Basilica di Santa Prassede all'esquilino
Basilica di Santa Prassede all'esquilino

La storia della Basilica di Santa Prassede dal titulus a oggi

Riprendo il racconto del vecchio testo e lo verifico pezzo per pezzo, perché la regola di questa casa è che non si butta niente.

Tutto comincia dalla famiglia del senatore Pudente, primo secolo dopo Cristo. Qui devo dichiarare una contraddizione fra le fonti, non scegliere: la vecchia versione di questa pagina scriveva che Pudente fu fra le prime persone convertite a Roma dall'apostolo Paolo, mentre la scheda di Wikipedia in italiano letta oggi attribuisce la conversione della famiglia all'apostolo Pietro. Siamo nel campo della tradizione agiografica, dove le due versioni convivono da secoli. Ve le do tutte e due.

Con Pudente si convertirono le figlie Pudenziana e Prassede. Il vecchio testo raccontava che nella villa di famiglia Pudente nascondeva i cristiani perseguitati e, secondo alcune fonti, perfino l'apostolo Pietro; che dopo il martirio del padre le due sorelle, con il consenso di papa Pio I, fecero costruire attorno al 142-145 un battistero per battezzare i nuovi convertiti; che anche loro furono martirizzate sotto Antonino Pio; e che Prassede, morta la sorella, usò il patrimonio di famiglia per costruire una chiesa sub titulo Praxedis. Sono racconti di tradizione, non atti d'archivio, e come tali vanno letti. L'unico appiglio documentario che tutte le fonti citano resta la lapide del 491.

Il resto è storia più solida. Adriano I rinnova il titulus verso il 780. Pasquale I ricostruisce da zero nell'817 sul modello della basilica di San Pietro, con navata centrale, due navate laterali divise da colonne, transetto e abside. La chiesa nasce già incastrata fra le case, e la facciata non si vede dalla strada nemmeno allora.

Poi la parabola dei gestori: canonici bolognesi a metà Duecento e cacciata da parte di Celestino III, vallombrosani dal 1198. Poi i consolidamenti del Duecento, il campanile, la cappella del Crocifisso. Poi i cardinali titolari che ci mettono mano uno dopo l'altro: Antonio Pallavicini Gentili sul presbiterio, Carlo Borromeo sulla scala e sulla facciata, Federico Cesi che nel 1595 fa costruire una cappella, Alessandro de' Medici sulla navata, Lodovico Pico della Mirandola su presbiterio e cripta. Poi l'Ottocento e il Novecento, che smontano il barocco per riportare a galla il medioevo: 1863 la Flagellazione di Francesco Gai, 1886 la nuova sistemazione della cappella della Madonna del Rosario, 1918 il pavimento, 1927 la cappella del Crocifisso, 1933 la cappella di San Giovanni Gualberto, 1937-1938 la facciata, 1942 l'organo, 1954 la ridedicazione a Pio X.

Quando è stata costruita la Basilica di Santa Prassede?

L'edificio che vedete è dell'817, di papa Pasquale I. Prima c'era un titulus attestato nel 491 e rinnovato da Adriano I verso il 780.

Chi era santa Prassede?

Secondo la tradizione, la figlia del senatore Pudente e sorella di Pudenziana, martirizzata nel secondo secolo. Raccoglieva e seppelliva i corpi dei cristiani uccisi, e fu sepolta con la sorella e il padre nel cimitero di Priscilla sulla via Salaria.

Che rapporto c'è fra Santa Prassede e Santa Pudenziana?

Sono sorelle nella tradizione, e a Roma hanno due chiese distinte a poche centinaia di metri l'una dall'altra, tutte e due antichissime. Questa pagina riguarda la basilica di Prassede.

Quando è nato il titolo cardinalizio di Santa Prassede?

Il vecchio testo di questa pagina scriveva che fu eretto da papa Evaristo intorno al 112, e la stessa frase la ripete la scheda di Wikipedia in italiano letta oggi. Ve la riporto per correttezza, ma vi dico anche che è una attribuzione di tradizione, non un documento: il primo appiglio scritto che tutte le fonti citano resta la lapide del 491.

Che cosa si vede dentro: navate, campanile, cripta e cappelle

Sull'interno devo dichiarare una contraddizione che riguarda un numero, e non la sciolgo perché non ho una fonte che prevalga sulle altre. Il numero delle colonne della navata: la vecchia versione di questa pagina scriveva che le tre navate erano divise originariamente da 12 colonne di granito a trabeazione rettilinea, di cui sei poi ridotte a pilastri. La scheda di Turismo Roma letta oggi, sia in italiano sia in inglese, parla di sedici colonne di granito. La scheda di Wikipedia in italiano, letta oggi, parla di ventiquattro colonne che sorreggono l'architrave, sei delle quali inglobate e sacrificate nel Duecento dai tre archi trasversali. Tre fonti, tre numeri. Contate voi quando siete lì dentro, e scrivetemelo.

Il resto è più tranquillo. La navata centrale è divisa in quattro sezioni uguali dai tre archi trasversali del Duecento, aggiunti per tenere in piedi una struttura che stava cedendo. Le finestre alte oggi sono otto, aperte da Carlo Borromeo al posto delle ventiquattro dei tempi di Pasquale I. Sui pilastri, dice Turismo Roma, corrono affreschi con Storie della Passione dei primi del Seicento.

Il campanile. Qui faccio la correzione più netta, perché il vecchio testo si contraddiceva da solo: in un punto diceva che il campanile fu aggiunto nella prima metà del tredicesimo secolo, in un altro punto che la sua costruzione si colloca fra la fine dell'undicesimo secolo e i primi decenni del dodicesimo. Il dato che ho letto oggi, ve lo chiarisco, è quello di Wikipedia in italiano, che lo colloca nel tredicesimo secolo, inserito occupando parte del transetto sinistro. La datazione al secolo undicesimo non trova conferma nelle fonti che ho consultato oggi. Restano invece buone le descrizioni del vecchio testo: torre a pianta rettangolare, un solo piano scandito da una coppia di bifore su colonnine marmoree con capitelli a stampella, e due campane del 1621.

La cappella del Crocifisso, nel transetto destro, nasce a fine Duecento probabilmente per riequilibrare la simmetria persa con il campanile, e fu risistemata nel 1927. Ci sono la tomba del cardinale Anchier e il ricordo del suo assassinio. La cappella già di San Giovanni Gualberto, rifatta nel 1933 e ridedicata a Pio X nel 1954, ricorda il fondatore dei vallombrosani.

C'è un organo nella Basilica di Santa Prassede?

Sì, un organo Tamburini costruito nel 1942 secondo Wikipedia in italiano. Il vecchio testo non lo citava.

Che cos'è la tavola di marmo lungo la navata?

Una tradizione, e ve la do come tale perché il vecchio testo la raccontava: la lunga lastra di marmo posta sul lato sinistro sarebbe il letto su cui la santa dormiva per penitenza. Nessuna fonte letta oggi la documenta.

È vero che qui ci sono le ossa di san Valentino?

È un'altra tradizione riportata dal vecchio testo: l'urna posta sotto l'architrave d'ingresso conterrebbe le ossa di san Valentino, protettore degli innamorati. Non ho trovato oggi una fonte che lo confermi, e quindi ve lo segnalo come racconto, non come dato.

Che cos'è l'opus sectile del pavimento della cappella?

Una tecnica antica di pavimentazione a lastre di marmo tagliate e composte a disegno, diversa dal mosaico a tessere. Quello della cappella di San Zenone è un esempio molto antico.

Mosaici Basilica di Santa Prassede
Mosaici Basilica di Santa Prassede

Le correzioni che ho fatto alla vecchia versione di questa pagina

Le metto in chiaro tutte insieme, perché su questo sito si dichiara quello che si cambia.

Uno. Il campanile: la vecchia versione dava due datazioni diverse nella stessa pagina. La fonte letta oggi lo colloca nel tredicesimo secolo.

Due. I mosaici: la vecchia versione parlava di "antenati in vesti bianche". Sono i ventiquattro vegliardi dell'Apocalisse.

Tre. Bernini: la vecchia versione diceva che scolpì il busto Santoni a dieci anni. Le fonti lette oggi dicono circa 1612, quindi tredici o quattordici anni, oppure circa sedici anni. Dieci no.

Quattro. La cripta: la vecchia versione parlava di due sarcofagi strigilati. La fonte letta oggi descrive un corridoio con quattro sarcofagi, dopo il rifacimento del 1728-1734.

Cinque. La colonna della flagellazione: la vecchia versione diceva soltanto reliquiario di bronzo dorato. Il dato preciso è edicola-reliquiario in bronzo del 1898 su disegno di Duilio Cambellotti.

Sei. La facciata: la vecchia versione datava al 1937 la rimozione dell'intonaco. La fonte letta oggi indica un restauro del 1937-1938.

Sette. Le colonne della navata: 12 nella vecchia versione, 16 secondo Turismo Roma, 24 secondo Wikipedia in italiano. Contraddizione dichiarata, non risolta.

Otto. La conversione della famiglia di Pudente: Paolo secondo la vecchia versione, Pietro secondo Wikipedia in italiano. Contraddizione dichiarata.

Nove. Il rione: Monti secondo la vecchia versione, Esquilino secondo Turismo Roma. Contraddizione dichiarata.

Dieci. Le informazioni pratiche non c'erano proprio: nessun orario, nessun telefono, nessun indirizzo dentro il testo, nessuna indicazione di trasporto. Adesso ci sono, con la fonte accanto.

Undici. Due link interni erano sbagliati e sono stati tolti: uno portava a un castello del Viterbese finito lì per omonimia con via di San Martino ai Monti, l'altro a un comune della provincia di Frosinone finito lì per omonimia con il cardinale Pico della Mirandola.

Dodici. C'era anche un refuso, "per battezzare i i nuovi cristiani". Corretto.

Che cosa c'è intorno alla Basilica di Santa Prassede

Siete in uno dei quadranti più densi di Roma e potete costruire mezza giornata senza prendere un mezzo. A cento metri c'è Santa Maria Maggiore, con i mosaici del quinto secolo che fanno da precedente diretto a quelli che avete appena visto. Poco più su, verso il Colle Oppio, c'è San Pietro in Vincoli con il Mosè di Michelangelo. Sulla stessa via di San Martino ai Monti c'è la basilica dei Santi Silvestro e Martino ai Monti, altra chiesa con un sottosuolo importante.

Scendendo verso il Colosseo trovate San Clemente e i Santi Quattro Coronati, e sull'Oppio la Domus Aurea e il Colosseo. Dalla parte opposta, verso Termini, ci sono le Terme di Diocleziano e Palazzo Massimo alle Terme. Se restate sull'Esquilino, Palazzo Merulana e il Nuovo Mercato Esquilino vi raccontano il quartiere di oggi, che è la cosa più viva che c'è qui intorno.

Si può abbinare la Basilica di Santa Prassede a Santa Maria Maggiore?

Sì, ed è l'abbinamento naturale: sono a due minuti a piedi. Fate prima Santa Prassede al mattino presto o alle quattro del pomeriggio, così evitate di trovarla chiusa, e poi Santa Maria Maggiore che ha orari molto più lunghi.

Vale la pena venire fin qui solo per questa chiesa?

Se siete a Roma per la prima volta e avete tre giorni, no. Se ci siete già stati, o se i mosaici vi interessano davvero, sì: in Italia le stanze come la cappella di San Zenone si contano sulle dita.

Domande veloci su Basilica di Santa Prassede

Dove si trova la Basilica di Santa Prassede?

Via di Santa Prassede 9/a, 00184 Roma, dietro l'abside di Santa Maria Maggiore. Ingresso abituale sul vicolo, ingresso monumentale su via di San Martino ai Monti.

Quanto costa il biglietto?

Non c'è biglietto. Turismo Roma indica ingresso gratuito.

Quali sono gli orari di apertura?

Secondo il sito ufficiale letto oggi: lunedì-sabato 10.00-12.00 e 16.00-18.00, domenica 10.00-11.00 e 16.00-18.00. Gli orari possono cambiare e le visite si sospendono durante le funzioni.

Che numero di telefono ha la basilica?

06 4882456, indicato sia da Turismo Roma sia da vaticano.com.

Qual è il sito ufficiale della Basilica di Santa Prassede?

santaprassede.wordpress.com, indicato come sito ufficiale dalla scheda di Turismo Roma. Ci sono anche una pagina Facebook e un profilo Instagram intestati a santaprassede.

A che ora sono le messe?

Il sito ufficiale e Turismo Roma indicano feriali e prefestiva alle 18.00, domenica e festivi alle 11.00 e alle 18.00. La scheda di vaticano.com indica invece feriali alle 7.30 e alle 18.00 e festivi alle 8.00, 10.00, 11.30 e 18.00. Le fonti non concordano: telefonate.

Come ci arrivo con la metro?

Le fermate più vicine sono Cavour sulla linea B e Vittorio Emanuele sulla linea A. Da Termini si fa a piedi in una decina di minuti passando dietro Santa Maria Maggiore.

Quale autobus prendo?

Non ho trovato oggi sul sito di ATAC un elenco ufficiale delle linee che servono via di Santa Prassede, quindi non ve lo invento. Ho trovato invece un avviso di servizio su una chiusura di via Cavour con deviazione delle linee 75, 117 e nMB. Controllate il percorso su atac.roma.it o muoversiaroma.it il giorno stesso.

C'è un parcheggio?

Siamo dentro la zona a traffico limitato del centro storico e le strade qui intorno sono strette. Venite con i mezzi.

Quanto dura la visita?

Da venti a quaranta minuti. Un'ora e mezza se leggete tutto.

La Basilica di Santa Prassede è aperta a Ferragosto?

Il sito ufficiale pubblica gli orari ordinari e avverte che possono cambiare. Nelle settimane di agosto, in una chiesa retta da una comunità monastica piccola, gli orari saltano facilmente: una telefonata prima di uscire di casa risolve.

Serve un abbigliamento particolare?

È una chiesa aperta al culto: spalle e ginocchia coperte, come in tutte le basiliche romane.

Si può entrare durante la messa?

Si entra ma non si visita. Le fonti ufficiali lo scrivono chiaro: le visite sono sospese durante le funzioni.

C'è un bookshop?

Non ho trovato oggi indicazione di un bookshop né di una biglietteria. È una chiesa parrocchiale, non un museo.

Ci sono i bagni?

Non risulta un servizio igienico pubblico segnalato dalle fonti lette oggi. Organizzatevi prima, magari a Termini o in un bar della zona.

Ci sono ossa o reliquie visibili?

Ci sono reliquiari e sarcofagi, non ossa esposte come nelle cripte dei cappuccini. Nella cripta ci sono i sarcofagi, sotto il pavimento il pozzo dei martiri, e sopra l'architrave l'urna della tradizione di san Valentino.

Che differenza c'è fra la Basilica di Santa Prassede e Santa Pudenziana?

Sono due chiese distinte dedicate a due sorelle della stessa tradizione, a poca distanza l'una dall'altra sull'Esquilino. Tutte e due hanno mosaici antichi, ma quelli di Santa Prassede sono del nono secolo e coprono abside, archi e la cappella di San Zenone.

Perché si dice che la Basilica di Santa Prassede è la chiesa dei mosaici?

Perché conserva il ciclo musivo più esteso realizzato a Roma sotto papa Pasquale I, fra l'817 e l'824, e perché la cappella di San Zenone è interamente rivestita di mosaici.

La cappella di San Zenone è sempre aperta?

Si apre negli orari della chiesa. Se la trovate buia è probabilmente questione di illuminazione, non di chiusura.

Quanto è grande la cappella di San Zenone?

È una stanza piccola a pianta quadrata con quattro colonne agli angoli. Ci stanno comodamente sei o sette persone, non venti.

Si possono vedere gli scavi sotto la basilica?

No. I resti della domus antica stanno nove metri sotto il piano di calpestio e non sono aperti al pubblico.

Quando è la festa di santa Prassede?

Il calendario romano la ricorda il 21 luglio. Sul programma della festa in basilica non ho trovato oggi nulla di pubblicato: informatevi in parrocchia nei giorni precedenti.

Che cos'è la stazione quaresimale della Basilica di Santa Prassede?

È la liturgia stazionale del Lunedì Santo, celebrata alle 18.00 secondo l'articolo di acistampa e l'elenco della Diocesi di Roma letti oggi. Le stazioni sono un itinerario liturgico antichissimo che porta il vescovo di Roma, o un suo delegato, in una chiesa diversa ogni giorno di Quaresima.

La Basilica di Santa Prassede è una parrocchia?

È una basilica minore retta dai monaci vallombrosani, con vita liturgica ordinaria e messe quotidiane.

Chi è il cardinale titolare?

La scheda inglese di Wikipedia letta oggi indica il cardinale Paul Poupard, titolare dal 1996. È un dato che cambia nel tempo: verificatelo se vi serve aggiornato.

Ci sono visite guidate organizzate dalla basilica?

Non ho trovato oggi visite guidate ufficiali pubblicate dalla basilica. Alcune associazioni romane la inseriscono nei propri itinerari, ma sono iniziative private.

Si può celebrare un matrimonio alla Basilica di Santa Prassede?

Per qualsiasi richiesta liturgica il canale indicato dal sito ufficiale è l'email basilicas.prassede@libero.it, con il telefono 06 4882456 come alternativa.

È adatta a chi ha poco tempo a Roma?

Sì, a una condizione: che siate già in zona per Santa Maria Maggiore o Termini. Non spostatevi da Trastevere apposta se avete un solo giorno.

Ci sono altre chiese simili a Roma?

Per i mosaici antichi, Santa Maria Maggiore e Santa Maria in Cosmedin per il contesto medievale; per l'atmosfera di chiesa antica dentro un tessuto urbano stratificato, Santa Cecilia in Trastevere e San Lorenzo in Lucina.

Che cosa devo assolutamente guardare se ho solo dieci minuti?

La cappella di San Zenone e il catino absidale. In quest'ordine.

La Basilica di Santa Prassede è affollata?

Quasi mai. È il suo pregio maggiore e il motivo per cui vi ho scritto tutta questa pagina.

Chiudo da romano

Chiudo da romano che passa da via di San Martino ai Monti da quarant'anni e che, per i primi venti, davanti a quel portoncino non si era mai fermato. La Basilica di Santa Prassede è la dimostrazione che a Roma la cosa più grossa può stare dietro la porta più piccola. Non ha una facciata, non ha una piazza, non ha una fila, non ha un biglietto. Ha una stanza di mosaici del nono secolo che in Europa non ha molti paragoni, un pezzo di colonna arrivato da Gerusalemme nel 1223, un pavimento del 1918 fatto di marmi imperiali, un busto scolpito da un ragazzino che si chiamava Bernini.

Vi ho dato tutti gli orari e tutti i numeri che ho trovato oggi, compresi quelli che non coincidono fra loro, e vi ho detto quali dati non sono riuscito a verificare invece di riempirli a occhio. Quello che vi chiedo è una cosa sola: quando entrate nella cappella di San Zenone, spegnete il telefono per due minuti. Poi lo riaccendete e fotografate Teodora.

Se ci andate un Lunedì Santo alle sei di sera e trovate la basilica piena per la stazione quaresimale, restate. È una di quelle sere in cui Roma fa ancora il suo mestiere.

RiassuntoBasilica di Santa Prassede - Via di Santa Prassede, 9/a, 00184 Roma RM
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