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The Fleshtones al Monk — 29 ottobre 2026

Giovedì 29 ottobre 2026 alle 21:00 i Fleshtones, la garage band del Queens nata a New York nel 1976, suonano dal vivo al Monk, in via Giuseppe Mirri 35 (00159 Roma), nella sala Teatro del circolo di Casal Bertone, con il concerto che il Monk annuncia come 50th Anniversary Show. Il Monk si trova a meno di un chilometro dalla stazione Tiburtina, servita dalla metro B e dai treni regionali FL1, FL2 e FL3; in autobus ci si arriva con le linee 163, 409 e 545 indicate dal sito del circolo. I biglietti si acquistano sul sito ufficiale del Monk, nella sezione biglietti collegata alla pagina del concerto, dove sono pubblicati anche i prezzi. I bambini fino a dodici anni, accompagnati da un adulto con biglietto, entrano gratis.

Cinquant'anni di carriera senza mai un vero successo commerciale e senza mai smettere: la storia dei Fleshtones è una delle più ostinate del rock americano. Keith Streng alla chitarra e Peter Zaremba alla voce e all'organo sono insieme dal primo concerto al CBGB, nel maggio 1976; Bill Milhizer è alla batteria dal 1980, Ken Fox al basso dal 1990. È la stessa formazione da più di trentacinque anni, un caso rarissimo. Loro chiamano la propria musica Super Rock: garage, rhythm and blues, psichedelia, organo Farfisa e sudore. Il concerto romano arriva a pochi mesi dalla festa dei cinquant'anni a New York, e in una sala piccola come quella del Monk è l'occasione giusta per capire perché una band senza hit abbia un pubblico fedele su due continenti.

The Fleshtones al Monk: la serata del 29 ottobre

Il concerto dei Fleshtones al Monk è in programma giovedì 29 ottobre 2026 alle 21:00, nella sala Teatro, come tappa del cinquantesimo anniversario della band. Il programma ufficiale del circolo lo presenta con la dicitura 50th Anniversary Show.

Un anniversario in tournée

Il 7 agosto 2026 i Fleshtones hanno festeggiato i cinquant'anni alla Bowery Ballroom di New York, presentati da Little Steven. Con loro, sul palco, c'erano i Goons e i Minus Five, con Scott McCaughey, Steve Wynn, Linda Pitmon e due membri dei R.E.M., Peter Buck e Mike Mills; e poi il bassista fondatore Marek Pakulski, Lenny Kaye, Ivan Julian, Andy Shernoff e altri amici di mezzo secolo. La data romana porta in Europa, in autunno, lo stesso spirito di festa.

Un giovedì sera a Roma est

L'orario delle nove è quello classico dei concerti del Monk. Il giovedì è una serata comoda: il circolo è meno affollato che nel fine settimana, la metro B e i treni per Tiburtina viaggiano a pieno servizio, e il giorno dopo si lavora, sì, ma i Fleshtones suonano concerti tirati, non maratone.

La sala Teatro

Il Monk ha una sala interna, chiamata Teatro, ricavata in uno dei due casali del circolo. È uno spazio raccolto, in cui la distanza fra il palco e il pubblico si misura in pochi metri. Per una band come i Fleshtones, abituata a scendere fra la gente e a suonare in mezzo alla sala, è la dimensione ideale.

La formazione

Salvo annunci diversi, a Roma salgono sul palco i quattro membri stabili: Peter Zaremba, voce, armonica e organo; Keith Streng, chitarra e voce; Bill Milhizer, batteria e voce; Ken Fox, basso e voce. Quattro voci su quattro: i cori a squarciagola sono parte del suono quanto le chitarre.

Cosa si ascolterà al concerto dei Fleshtones

La scaletta del concerto dei Fleshtones al Monk non è pubblicata: per un anniversario è ragionevole aspettarsi un percorso lungo la carriera, dai singoli di fine anni Settanta agli ultimi dischi per Yep Roc. Quello che segue è una guida al repertorio, non una scaletta.

American Beat e gli anni del CBGB

Il primo singolo della band, American Beat, uscì nel 1979 per la Red Star Records di Marty Thau. Cinque anni dopo fu registrato di nuovo per la colonna sonora di Bachelor Party, la commedia con Tom Hanks. È la canzone manifesto: ritmo dritto, organo, coro. Dello stesso periodo sono le canzoni del primo album, registrato nel 1978 e rimasto nel cassetto per anni.

Roman Gods e Hexbreaker!

Per un pubblico romano c'è un titolo che fa sorridere: Roman Gods, il primo album per la I.R.S. Records, uscito nel 1982. Fu il disco che portò i Fleshtones più in alto nelle classifiche americane, al numero 174 della Billboard 200. L'anno dopo arrivò Hexbreaker!, con singoli come Right Side of a Good Thing e Screamin' Skull. Sono i dischi che il pubblico di lunga data aspetta.

Gli anni Novanta

Powerstance!, Beautiful Light, Laboratory of Sound e More Than Skin Deep sono i dischi del decennio in cui i Fleshtones lavorarono con produttori come Dave Faulkner degli Hoodoo Gurus, Peter Buck dei R.E.M. e Steve Albini. Meno noti, spesso più ruvidi, meritano un ascolto.

I lupi mannari degli ultimi anni

Gli ultimi due album hanno un tema ricorrente: Face of the Screaming Werewolf, del 2020, e It's Getting Late (...and More Songs About Werewolves), del 2024. Nel 2024 è uscito anche un singolo con un titolo in italiano, Festa di Frankenstein; nel 2026 il sette pollici Float Your Showboat. Un concerto di anniversario che non guardasse anche a questi dischi tradirebbe lo spirito della band, che non ha mai vissuto di nostalgia.

Le cover

I Fleshtones hanno sempre suonato canzoni altrui: tributi ai Kinks, a Sam the Sham, ai Dictators, a James Brown, a Link Wray. Dal vivo una cover di rhythm and blues degli anni Sessanta è quasi una certezza.

The Fleshtones: biografia della garage band del Queens

I Fleshtones sono nati nel 1976 a Whitestone, nel Queens, dall'incontro fra Keith Streng e Jan Marek Pakulski, due coinquilini che nella cantina della casa in affitto trovarono gli strumenti lasciati da un inquilino precedente. È l'inizio più garage che si possa immaginare, e la band lo ha onorato per mezzo secolo.

La cantina di Whitestone

Streng, nato a New York nel 1955, prese la chitarra; Pakulski, nato a Lewiston, nel Maine, nel 1956, il basso. Si unirono presto due amici del quartiere: Peter Zaremba, nato a New York nel 1954, all'armonica, alle tastiere e alla voce, e Lenny Calderon alla batteria. Dal 1978 sul palco comparve spesso una sezione fiati, l'Action Combo, formata dai fratelli Gordon e Brian Spaeth; Gordon Spaeth, scomparso nel 2005, fu membro ufficiale della band dal 1983 al 1988.

Il debutto al CBGB

Il primo concerto fu al CBGB, il 19 maggio 1976, nel pieno della scena che stava producendo Ramones, Television e Blondie. Alla fine degli anni Settanta i Fleshtones suonavano spesso al CBGB e al Max's Kansas City, poi trovarono casa al Club 57 di St. Mark's Place. Furono il primo gruppo a suonare in diversi locali diventati poi celebri: l'Irving Plaza e la Danceteria a Manhattan, il Maxwell's di Hoboken, il primo 9:30 Club di Washington.

La sala prove con i Cramps

Nel 1977 dividevano una sala prove sulla Bowery con i Cramps. L'anno dopo firmarono con la Red Star Records di Marty Thau e registrarono il primo album; con l'artista e regista M. Henry Jones realizzarono Soul City, un video di animazione fatto con sagome dipinte a mano, rimasto un documento prezioso della New York di quegli anni.

Il disco rimasto nel cassetto

L'album della Red Star non uscì. Fu pubblicato solo nel 1982 in cassetta dalla ROIR con il titolo Blast Off!, e poi ristampato più volte in cd e vinile. Nel frattempo, nel 1980, la band era passata alla I.R.S. Records di Miles Copeland III.

Gli anni della I.R.S. Records e di MTV

Fra il 1980 e il 1985 i Fleshtones pubblicarono per la I.R.S. Records l'EP Up-Front e quattro album: Roman Gods, Hexbreaker! e i due dal vivo Speed Connection. Furono gli anni della massima esposizione.

Arriva Bill Milhizer

Nel 1980 Bill Milhizer, nato a Troy, nello stato di New York, nel 1948, sostituì Calderon alla batteria. La band lavorò con i produttori Richard Mazda e Richard Gottehrer e comparve nel film Urgh! A Music War, la rassegna di punk e new wave che fotografò la scena di quegli anni.

Da American Bandstand a Bachelor Party

Nel 1982 i Fleshtones suonarono ad American Bandstand, lo show televisivo di Dick Clark. Nel 1984 registrarono di nuovo American Beat per la colonna sonora di Bachelor Party. Nel marzo 1985 al Gibus di Parigi registrarono i concerti da cui nacquero Speed Connection e Speed Connection II: la Francia sarebbe diventata una delle loro seconde patrie.

Zaremba conduttore televisivo

Dal 1984 al 1987 Peter Zaremba condusse su MTV The Cutting Edge, il programma prodotto dalla I.R.S. dedicato agli artisti emergenti dell'underground. Ebbe vita breve, ma il suo formato anticipò 120 Minutes. Alla fine degli anni Novanta Zaremba tornò a fare il cerimoniere ai festival garage Cavestomp di New York.

Culto senza classifica

Nonostante un seguito di culto molto ampio, il successo commerciale non arrivò. Roman Gods al numero 174 restò per quasi quarant'anni il miglior piazzamento della band, fino al 2020, quando Face of the Screaming Werewolf entrò al numero 9 della classifica Billboard degli album alternativi di nuovi artisti: un paradosso, per un gruppo con quarantaquattro anni di carriera alle spalle.

I Fleshtones nella New York degli anni Ottanta

A metà anni Ottanta i Fleshtones suonavano regolarmente al Pyramid Club dell'East Village e contribuirono a far nascere Wigstock, il festival drag diventato poi un'istituzione newyorkese.

Con Chuck Berry e James Brown

Senza più il sostegno di una major, la band continuò a girare l'America e l'Europa, aprendo anche concerti di Chuck Berry e James Brown. Nel 1987 registrò la canzone del titolo di I Was a Teenage Zombie, commedia horror a basso costo, e pubblicò Fleshtones vs. Reality; nel 1989 uscì il live Soul Madrid, e la I.R.S. raccolse il meglio degli anni precedenti in Living Legends.

Ian McKellen e il sonetto di Shakespeare

Nel 1987 i Fleshtones comparvero nell'ultima puntata di Andy Warhol's Fifteen Minutes, il programma di Warhol su MTV, accompagnando Ian McKellen mentre recitava il Sonetto 20 di Shakespeare. È uno degli episodi più strani della loro storia, e dice molto dell'ambiente in cui si muovevano.

I cambi al basso

Alla fine del 1986 Pakulski lasciò il gruppo; lo sostituì Robert Burke Warren, rimasto fino al 1988. Poi, in studio e in tournée, suonarono il basso Fred Smith dei Television e Andy Shernoff dei Dictators, fino all'arrivo di Ken Fox.

Dal 1990 a oggi: la formazione stabile

Nel luglio 1990 entrò nei Fleshtones il bassista Ken Fox, nato a Toronto nel 1961: da allora la formazione non è più cambiata. Fox aveva fondato i Raving Mojos in Canada e suonato con Joan Osborne e con Jason and the Scorchers.

Ichiban, Telstar e i produttori

Nel 1992 la band firmò con la Ichiban Records, dove rimase fino alla chiusura dell'etichetta. Negli anni Novanta lavorò con Dave Faulkner, Peter Buck e Steve Albini; nel nuovo secolo con Rick Miller, Jim Diamond, Lenny Kaye e Ivan Julian, oltre a registrare in proprio nello studio di Paul Johnson a Brooklyn.

Windows on the World

I Fleshtones furono fra gli ultimi gruppi a suonare a Windows on the World, il ristorante in cima al World Trade Center. Nel 2002 parteciparono a una serata di memoria e speranza al CBGB, e nel dicembre 2003 al concerto per i trent'anni del locale, insieme ai Dictators.

Yep Roc

Nel 2003 la band firmò con la Yep Roc Records, con cui pubblica ancora oggi: Do You Swing?, Beachhead, Take a Good Look, Stocking Stuffer, Brooklyn Sound Solution con Lenny Kaye, Wheel of Talent, The Band Drinks for Free, fino ai due dischi sui lupi mannari. Beachhead uscì anche in vinile per l'etichetta italiana Nicotine.

Cina, Regno Unito, India

Nel 2004 suonarono al festival Underground Garage di Little Steven a Randalls Island, con i New York Dolls, Iggy Pop, gli Strokes e Bo Diddley. Nel settembre 2016 fecero la prima tournée in Cina, organizzata dalla punk band di Shanghai Round Eye; nel dicembre 2024 aprirono i concerti dei Damned nel Regno Unito; nel gennaio 2026 suonarono per la prima volta in India. A cinquant'anni la band cerca ancora posti nuovi.

Il libro, il tributo e il documentario sui Fleshtones

La storia dei Fleshtones è raccontata nella biografia autorizzata Sweat: The Story of The Fleshtones, America's Garage Band di Joe Bonomo, pubblicata nel 2007 da Continuum, e nel documentario Pardon Us for Living, But the Graveyard Is Full di Geoffray Barbier, del 2009.

Sweat

Il libro di Bonomo è la fonte principale per chi vuole la storia completa. Nel 2012 l'editore francese Camion Blanc ne ha pubblicato un'edizione in francese: un'altra conferma di quanto la band sia amata oltralpe.

Vindicated!

Sempre nel 2007 uscì Vindicated! A Tribute to The Fleshtones, con ventitré gruppi di diversi paesi, fra cui gli Hoodoo Gurus, i Nomads con Handsome Dick Manitoba, gli Slickee Boys e i Woggles, che reinterpretano canzoni di tutta la carriera.

Le ristampe

Nel 2010 l'etichetta australiana Raven ha raccolto i materiali I.R.S. in It's Super Rock Time!: The IRS Years 1980 to 1985 e ha ristampato Hexbreaker! insieme a Speed Connection. Per chi vuole cominciare, la raccolta Budget Buster: Just the Hits!, pubblicata da Yep Roc nel 2017, è la porta d'ingresso più semplice.

I progetti paralleli

Zaremba ha guidato la Love Delegation; Streng ha suonato nei Full Time Men con Peter Buck, negli Split Squad con Clem Burke dei Blondie e negli Strengsbrew in Svezia con Robert Eriksson degli Hellacopters. Il garage rock è una comunità piccola, e i Fleshtones ne sono uno dei centri.

Una curiosità su The Fleshtones al Monk — 29 ottobre 2026

Il primo album dei Fleshtones per una grande etichetta si intitola Roman Gods, dèi romani. Uscì nel 1982 per la I.R.S. Records, ed è ancora oggi il disco più venduto della band in America, arrivato al numero 174 della classifica Billboard. Il titolo non ha niente di archeologico: è l'ironia di un gruppo del Queens che si immaginava divinità del rock and roll, con la stessa autoironia con cui oggi canta di lupi mannari. Ma sentirlo suonare a Roma, a qualche chilometro dal Foro, ha un gusto particolare.

La seconda curiosità è l'origine della band. Keith Streng e Marek Pakulski non comprarono gli strumenti: li trovarono. Nella cantina della casa che avevano preso in affitto a Whitestone, nel Queens, un inquilino precedente aveva lasciato chitarre e amplificatori. Da lì cominciarono a suonare, e da lì nacque un gruppo che cinquant'anni dopo è ancora in tournée.

La terza riguarda il nome del genere. I Fleshtones non si definiscono una band garage: chiamano la loro musica Super Rock, un'etichetta che mette insieme garage, rhythm and blues e psichedelia. È anche il titolo della raccolta australiana dei loro anni I.R.S. Al Monk il termine si capisce in fretta: dopo tre canzoni si suda.

Una cosa che non ti dice nessuno su The Fleshtones al Monk — 29 ottobre 2026

I Fleshtones hanno aperto più locali leggendari di quanti ne abbiano mai riempiti da protagonisti. Furono il primo gruppo a suonare all'Irving Plaza e alla Danceteria di Manhattan, al Maxwell's di Hoboken e al primo 9:30 Club di Washington: sale che negli anni successivi avrebbero ospitato mezzo rock alternativo americano. Nella storia del rock newyorkese sono spesso la band che c'era prima, quella che ha acceso la luce e lasciato il palco agli altri.

La seconda cosa che si dice poco riguarda la televisione. Peter Zaremba è stato, per tre anni, uno dei volti di MTV, come conduttore di The Cutting Edge dal 1984 al 1987; e i Fleshtones sono comparsi da American Bandstand fino allo show di Andy Warhol, dove accompagnarono Ian McKellen in un sonetto di Shakespeare. Una band di culto, sì, ma tutt'altro che nascosta.

Il giudizio è netto: il vero patrimonio dei Fleshtones sono i concerti, non i dischi. I dischi sono buoni, alcuni ottimi; i concerti sono un'altra cosa, fatta di corse fra il pubblico, cori, salti sincronizzati. Chi li ha visti lo sa, chi non li ha mai visti se ne accorge in un quarto d'ora. In una sala come quella del Monk non c'è modo di restarne fuori.

Il Monk, la sala dei Fleshtones a Casal Bertone

Il Monk si trova in fondo a via Giuseppe Mirri 35, fra Casal Bertone e il Portonaccio, a meno di un chilometro dalla stazione Tiburtina, ed è attivo dal 2014. Il nome omaggia Thelonious Sphere Monk, il pianista che trasformò l'irregolarità in uno stile.

Due casali e un parco

Il circolo occupa due casali, per circa 500 metri quadrati complessivi, e due aree all'aperto all'interno di un parco di un ettaro. Il sito ufficiale parla di un piccolo mondo rurale in un quartiere ad alta densità abitativa: si arriva fra palazzi e binari e si entra in un giardino.

Un cartellone aperto

Concerti grandi e piccoli, teatro, laboratori, presentazioni, festival, mercati e attività per famiglie, con bar e cucina. La scheda del luogo è Monk; il programma aggiornato si consulta sul sito ufficiale del Monk.

Senza barriere

Il circolo dichiara spazi privi di barriere architettoniche. Per chi si muove in sedia a rotelle è un dato decisivo, e non tutte le sale di concerti romane possono dire altrettanto.

Il consiglio che ti do per visitare The Fleshtones al Monk — 29 ottobre 2026

Mettetevi in piedi, e vicini. Un concerto dei Fleshtones non si guarda, si partecipa: la band ha l'abitudine di scendere dal palco, di attraversare la sala, di coinvolgere chi è in prima fila nei cori e nei movimenti. Chi resta in fondo con le braccia conserte vede metà dello spettacolo. Scarpe comode, giacca da lasciare al guardaroba o sulla sedia, e nessun timore di sudare.

Secondo consiglio: preparatevi con due dischi. Hexbreaker!, del 1983, per il suono classico degli anni I.R.S., e It's Getting Late (...and More Songs About Werewolves), del 2024, per sapere come suonano oggi. Chi ha poco tempo può partire dalla raccolta Budget Buster: Just the Hits!. Arrivare conoscendo qualche ritornello cambia la serata, perché i ritornelli dei Fleshtones sono fatti per essere cantati tutti insieme.

Terzo: arrivate verso le otto. Il Monk ha una cucina e un bar, e il giovedì sera il giardino è tranquillo: mangiare qualcosa prima, con calma, è molto meglio che correre da una cena in centro. E se al banco dei dischi c'è del vinile della band, compratelo lì: per una band che vive di concerti è il modo più diretto di sostenerla.

Casal Bertone e i dintorni del Monk

Casal Bertone è un quartiere del quadrante est di Roma, stretto fra la ferrovia di Tiburtina, la via Prenestina e il Portonaccio, cresciuto accanto allo scalo ferroviario.

Fra i binari

La ferrovia disegna tutta la zona. Il Monk nasce proprio fra Casalbertone e Portonaccio, e negli ultimi anni l'area intorno a Tiburtina, con la nuova stazione, ha cambiato fisionomia. Spazi come questo hanno portato qui un pubblico che prima il quartiere lo vedeva solo dal finestrino del treno.

Il Verano e San Lorenzo

Oltre i binari, verso ovest, si trovano il Cimitero del Verano e la basilica di San Lorenzo fuori le Mura. Il quartiere di San Lorenzo, universitario e notturno, è a pochi minuti di taxi: per chi vuole fare tardi dopo il concerto è la destinazione naturale.

Villa Torlonia e Porta Maggiore

A nord, lungo la Nomentana, c'è Villa Torlonia, con il Casino Nobile e la Casina delle Civette. A sud, oltre la Prenestina, Porta Maggiore ricorda che anche questa periferia poggia su acquedotti di duemila anni.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che il CBGB sia stato la culla del punk newyorkese lo sanno tutti. Si ricorda meno che fra le band cresciute su quel palco ce n'era una che non suonava punk, ma rhythm and blues con l'organo e i fiati: i Fleshtones. Debuttarono lì il 19 maggio 1976, nello stesso ambiente dei Ramones e dei Television, e nel 1977 dividevano la sala prove sulla Bowery con i Cramps. La scena del CBGB era più varia di come la racconta la leggenda, e i Fleshtones ne sono la prova.

Il secondo fatto è la fedeltà. I Fleshtones hanno la stessa formazione dal luglio 1990: più di trentacinque anni, e Streng e Zaremba sono insieme da cinquanta. Nel rock è quasi un'eccezione statistica. Si cita poco perché non fa notizia; ma è la ragione per cui i concerti della band hanno quell'intesa istintiva che nessuna prova può costruire.

Il terzo riguarda il cinquantesimo anniversario. Alla festa del 7 agosto 2026 alla Bowery Ballroom, presentata da Little Steven, suonarono anche Peter Buck e Mike Mills dei R.E.M. con i Minus Five. Buck era stato produttore della band negli anni Novanta e aveva suonato con Streng nei Full Time Men: nel rock americano le amicizie contano più delle classifiche.

Come arrivare al Monk per i Fleshtones

Il Monk si raggiunge con la metro B o con i treni regionali FL1, FL2 e FL3 fino a Tiburtina, a meno di un chilometro, oppure con le linee di autobus 163, 409 e 545 indicate dal sito del circolo.

Metro e treno

Da Termini la metro B arriva a Tiburtina in pochi minuti; dalla stazione a via Giuseppe Mirri si cammina una decina di minuti. Il giovedì sera la metro B funziona fino a tarda sera: per il ritorno conviene comunque controllare l'orario dell'ultima corsa.

In autobus

Le linee 163, 409 e 545 servono la zona. Per il percorso esatto conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC, impostando giorno e ora del concerto.

In auto e in taxi

Casal Bertone è fuori dalla ZTL. In un giorno feriale il parcheggio nelle strade intorno è possibile, ma la sera il quartiere è abitato e pieno. Il taxi fino a Tiburtina e gli ultimi passi a piedi sono spesso la soluzione più rapida.

Da fuori Roma

Tiburtina è anche stazione dell'alta velocità: chi arriva da un'altra città può scendere dal treno e raggiungere il Monk a piedi. Il ritorno in giornata, con un concerto che comincia alle nove, è però difficile; meglio prevedere una notte a Roma.

La foto giusta da fare a The Fleshtones al Monk — 29 ottobre 2026

La foto del Monk si fa fuori. A fine ottobre, con l'ora solare appena tornata, alle otto di sera è buio pieno: il parco del circolo, con i due casali illuminati e i palazzi di Casal Bertone sullo sfondo, dà un'immagine che racconta bene il luogo, una casa di campagna dentro la città. Fatela all'arrivo, prima di entrare.

In sala, niente flash. Una buona foto dei Fleshtones è quasi sempre una foto di movimento: Zaremba all'organo con la testa all'indietro, Streng che salta con la chitarra, i quattro che cantano allo stesso microfono. Nella sala Teatro la distanza è breve e basta il telefono; l'importante è scegliere il momento, non riprendere tutto.

La terza foto è per i collezionisti: un vinile dei Fleshtones, magari proprio Roman Gods, fotografato davanti all'ingresso del Monk. Un disco intitolato agli dèi romani, a Roma, nel cinquantesimo anno della band: è un ricordo che vale più di cento video mossi.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Monk come spazio culturale comincia nel 2014, quando i due casali in fondo a via Giuseppe Mirri e il parco che li circonda si aprono alla città con concerti, teatro, laboratori, presentazioni e attività per famiglie. Il circolo sceglie fin dall'inizio l'apertura a tutte le età e l'assenza di barriere architettoniche, e con gli anni diventa una delle sale di riferimento di Roma est per i concerti di musica indipendente e internazionale.

Il quartiere intorno ha una storia legata alla ferrovia. Casal Bertone e il Portonaccio crescono accanto allo scalo di Tiburtina, e il paesaggio di binari e depositi segna ancora oggi la zona. Il recupero di due casali rurali in un'area così densa è, di per sé, un piccolo avvenimento urbano: uno spazio verde sottratto al cemento e restituito agli abitanti.

L'autunno 2026 porta al Monk un cartellone denso. Nella stessa settimana dei Fleshtones il programma ufficiale annuncia i Lemonheads, gli Azymüth, corto.alto e Fink; a novembre arrivano Mark Guiliana e i Marlene Kuntz. Il 29 ottobre, dentro questa sequenza, la sala Teatro ospita una band che festeggia cinquant'anni di attività: per il Monk, che ne ha dodici, è una data da segnare.

Biglietti per i Fleshtones al Monk

I biglietti per i Fleshtones al Monk si acquistano sul sito ufficiale del Monk, nella sezione biglietti collegata alla pagina del concerto, dove sono indicati i prezzi.

Comprare per tempo

La sala Teatro ha una capienza contenuta, e un anniversario attira il pubblico di più generazioni. Chi è sicuro di andare non aspetti la sera stessa.

Informazioni

Per domande su biglietti, accessibilità e servizi il Monk indica l'indirizzo info@monkroma.it. È il canale giusto anche per chiedere se per questa data sono disponibili i giubbotti vibranti per le persone sorde.

Come organizzare il giovedì con i Fleshtones

Il concerto dei Fleshtones comincia alle 21:00: arrivando verso le 20 c'è il tempo di cenare nel circolo, prendere qualcosa al bar ed entrare in sala senza fretta.

Il pomeriggio

Una visita al Verano, una passeggiata a Villa Torlonia o un giro fra le strade di San Lorenzo: il quadrante nord est di Roma offre più di quanto si pensi, e tutto a pochi minuti dal Monk.

Dopo il concerto

Verso le undici il concerto è finito. San Lorenzo e il Pigneto sono le mete più vicine per un ultimo bicchiere; il giovedì sera sono vivaci, specie San Lorenzo con il suo pubblico universitario.

In gruppo

Per chi organizza un'uscita con amici appassionati di garage e rock anni Sessanta, il Monk è una sede comoda: si mangia sul posto, si parcheggia meglio che in centro, si torna in metro. Un gruppo di sei o otto persone trova posto in giardino senza prenotazioni complicate.

Dove mangiare al Monk e nei dintorni

Il Monk ha una propria cucina con food truck: cenare nel circolo prima del concerto è la soluzione più comoda.

La cucina del circolo

Il menu pubblicato sul sito comprende hamburger, supplì, falafel e parmigiana, con opzioni vegane e senza glutine. Chi ha allergie importanti lo segnali al personale al momento dell'ordine.

Nei dintorni

Fra Casal Bertone e il Portonaccio ci sono trattorie e pizzerie di quartiere, frequentate soprattutto dai residenti. L'offerta più ampia è a San Lorenzo e al Pigneto, entrambi a pochi minuti.

Chi è passato da The Fleshtones al Monk — 29 ottobre 2026

Dal palco dei Fleshtones sono passati, in cinquant'anni, alcuni dei nomi più importanti del rock americano. Negli anni Ottanta hanno aperto i concerti di Chuck Berry e James Brown; in studio hanno lavorato con Richard Gottehrer, Peter Buck dei R.E.M., Steve Albini, Dave Faulkner degli Hoodoo Gurus e Lenny Kaye, il chitarrista di Patti Smith con cui hanno firmato nel 2011 Brooklyn Sound Solution. Fred Smith dei Television e Andy Shernoff dei Dictators hanno suonato il basso con loro fra il 1988 e il 1990.

Alla festa dei cinquant'anni, il 7 agosto 2026 alla Bowery Ballroom, c'erano Little Steven a presentare, i Minus Five con Scott McCaughey, Steve Wynn, Linda Pitmon, Peter Buck e Mike Mills, il bassista fondatore Marek Pakulski, Lenny Kaye, Ivan Julian e Andy Shernoff, con lo scrittore e musicista Mike Edison come cerimoniere. Nel 2004, al festival di Randalls Island, hanno diviso il cartellone con i New York Dolls, Iggy Pop, gli Strokes e Bo Diddley.

Dal Monk, nello stesso autunno, passano i Lemonheads di Evan Dando, gli Azymüth, Fink, corto.alto, Mark Guiliana e i Marlene Kuntz. Il 29 ottobre passano Peter Zaremba, Keith Streng, Bill Milhizer e Ken Fox, con mezzo secolo di Super Rock in valigia. In una sala di un circolo di Roma est, è una compagnia di tutto rispetto.

Accessibilità, bambini e informazioni pratiche

Il Monk dichiara spazi privi di barriere architettoniche e pubblica una pagina sull'accessibilità con le regole per bambini, minorenni e persone sorde.

Con i bambini

I bambini fino a dodici anni entrano gratis se accompagnati da un adulto con biglietto, uno per adulto. Un concerto rock alle nove di un giovedì non è l'ideale per i più piccoli; per un ragazzo di dieci o undici anni che suona la chitarra, invece, i Fleshtones possono essere una lezione indimenticabile. Cuffie antirumore consigliate.

Minorenni

I minori partecipano solo se accompagnati da un genitore o da un parente maggiorenne con delega firmata.

Giubbotti vibranti

Per alcuni concerti segnalati il Monk mette a disposizione i giubbotti Woojer Vest 3, che permettono alle persone sorde di percepire la musica attraverso le vibrazioni. Per questa data conviene chiedere in anticipo.

Fine ottobre a Roma: la stagione dei concerti al chiuso

A fine ottobre Roma chiude la stagione dei concerti all'aperto e sposta la musica dal vivo nei club e nelle sale. È il periodo in cui le band internazionali in tournée europea passano dalla capitale.

Il clima

Le serate si fanno fresche e a volte piovose: una giacca leggera basta, un ombrello nello zaino è prudente, soprattutto per il tratto a piedi da Tiburtina.

Altri concerti

Nella stessa settimana il Monk ospita i Lemonheads il 25 ottobre. Chi ama le chitarre americane può fare due serate in pochi giorni, nella stessa sala. Per una visione più ampia sulla musica dal vivo in città, l'Auditorium Parco della Musica resta il riferimento per i grandi cartelloni.

Domande frequenti sui Fleshtones al Monk

Quando suonano i Fleshtones a Roma?

I Fleshtones suonano a Roma giovedì 29 ottobre 2026 alle 21:00, al Monk di via Giuseppe Mirri 35. È il concerto che il circolo annuncia come 50th Anniversary Show, dedicato al cinquantesimo anniversario della band, nata a New York nel 1976 e ancora in attività con la stessa formazione dal 1990.

Dove si trova il Monk?

Il Monk si trova in via Giuseppe Mirri 35, 00159 Roma, fra Casal Bertone e il Portonaccio, a meno di un chilometro dalla stazione Tiburtina. Si raggiunge con la metro B o con i treni FL1, FL2 e FL3 fino a Tiburtina, oppure con gli autobus 163, 409 e 545.

Dove si comprano i biglietti dei Fleshtones al Monk?

I biglietti dei Fleshtones al Monk si comprano sul sito ufficiale del Monk, nella sezione biglietti collegata alla pagina del concerto, dove sono indicati anche i prezzi. Per informazioni il circolo risponde all'indirizzo info@monkroma.it.

Chi sono i Fleshtones?

I Fleshtones sono una garage band nata nel 1976 nel Queens, a New York, con Keith Streng alla chitarra e Peter Zaremba alla voce e all'organo. Hanno debuttato al CBGB, inciso per la I.R.S. Records negli anni Ottanta e per Yep Roc dal 2003. Definiscono la loro musica Super Rock.

Chi suona nei Fleshtones oggi?

La formazione dei Fleshtones è stabile dal 1990: Peter Zaremba, voce, armonica e organo; Keith Streng, chitarra e voce; Bill Milhizer, batteria, nella band dal 1980; Ken Fox, basso, entrato nel luglio 1990. Streng e Zaremba ci sono fin dal primo concerto del 1976.

Quali sono i dischi più importanti dei Fleshtones?

Fra i dischi dei Fleshtones i più citati sono Roman Gods (1982) e Hexbreaker! (1983), degli anni I.R.S., e il live Speed Connection registrato a Parigi nel 1985. Fra i recenti, Face of the Screaming Werewolf (2020) e It's Getting Late (2024). Per cominciare c'è la raccolta Budget Buster.

Posso portare i bambini al concerto dei Fleshtones al Monk?

Al Monk i bambini fino a dodici anni entrano gratis se accompagnati da un adulto con biglietto, uno per adulto. I minorenni devono essere accompagnati da un genitore o da un parente maggiorenne con delega. Per i più piccoli, a un concerto rock serale, servono cuffie antirumore.

Si può mangiare al Monk prima del concerto?

Il Monk ha una cucina con food truck e un bar: il menu comprende hamburger, supplì, falafel e parmigiana, con opzioni vegane e senza glutine. Arrivare verso le 20 permette di cenare con calma prima dell'inizio delle 21.

Il consiglio finale sui Fleshtones

Quando una band festeggia un anniversario, quasi sempre la festa è una rievocazione. I Fleshtones sono un'eccezione: a cinquant'anni suonano con la stessa foga di una band al primo tour, e pubblicano dischi nuovi invece di vivere di ristampe. Andateci in piedi, vicini al palco, pronti a cantare. E se qualcuno vi chiede chi sono, rispondete con il titolo del loro primo disco per la I.R.S.: dèi romani, per una sera almeno.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento29 Ottobre 2026 21:00
IndirizzoMonk, Via Giuseppe Mirri 35, 00159 Roma Roma Città

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