Roberta Bruzzone, Menti in trappola al Teatro Olimpico — 26 aprile 2027
Roberta Bruzzone porta Menti in trappola al Teatro Olimpico di Roma, in piazza Gentile da Fabriano 17, lunedì 26 aprile 2027 alle 20.30, per una sola serata; il calendario del teatro indica la fine alle 22. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, da dove si cammina per circa 500 metri lungo viale del Pinturicchio; in alternativa l'autobus 910 da Termini fino alla fermata Pannini, a circa 300 metri. I prezzi pubblicati dal teatro vanno da 25 euro (balconata laterale con balaustra) a 39 euro (poltronissima gold), più la prevendita, da 3,80 a 6 euro secondo il settore. I biglietti si comprano sul sito ufficiale della sede, con una commissione online di 2 euro a biglietto, oppure al botteghino del teatro.
Sai chi sei quando spegni il telefono? È la domanda con cui il Teatro Olimpico presenta lo spettacolo, ed è la domanda da cui parte la serata. Roberta Bruzzone, psicologa forense e criminologa, volto televisivo fra i più riconoscibili della cronaca italiana, lascia per una sera gli studi televisivi e sale su un palcoscenico di 1.410 posti per parlare di manipolazione digitale, algoritmi, truffe sentimentali e dipendenza dallo schermo. Non una conferenza, promette il teatro, ma un racconto con il ritmo di un thriller.
Menti in trappola di Roberta Bruzzone all'Olimpico in breve
Menti in trappola va in scena al Teatro Olimpico lunedì 26 aprile 2027 alle 20.30: una data unica della stagione 2026/2027, con fine prevista alle 22 secondo il calendario ufficiale del teatro.
Data, orario, durata
Il calendario del Teatro Olimpico indica per Menti in trappola una sola data, lunedì 26 aprile 2027, con inizio alle 20.30 e fine alle 22: un'ora e mezza circa. È un orario comodo per chi esce dal lavoro e vuole rientrare a casa a un'ora ragionevole, anche con i mezzi.
I prezzi per settore
Il listino pubblicato dal teatro, prezzo intero più prevendita: poltronissima gold 39 euro più 6; poltronissima laterale, poltrona e balconata 35,50 euro più 5,30; balconata con balaustra e balconata laterale 28,50 euro più 4,30; balconata laterale con balaustra 25 euro più 3,80. Per l'acquisto online si aggiunge una commissione di 2 euro a biglietto. La prevendita, precisa il teatro, è sempre richiesta al momento dell'emissione del biglietto.
Dove comprarli
I biglietti si comprano dal sito ufficiale del Teatro Olimpico, attraverso la biglietteria online collegata alla pagina dello spettacolo, oppure al botteghino di piazza Gentile da Fabriano. Per informazioni il teatro indica l'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it.
Menti in trappola: che spettacolo è
Menti in trappola è uno spettacolo sulla psicologia della manipolazione digitale: Roberta Bruzzone accompagna il pubblico dentro i meccanismi che alimentano dipendenza, polarizzazione, disinformazione e nuove forme di controllo psicologico.
Il tema
La premessa, come la presenta il teatro, è semplice: viviamo nell'epoca della connessione permanente, ma non è detto che siamo più liberi. Ogni giorno scorriamo migliaia di contenuti, inseguiamo approvazione, costruiamo identità digitali e lasciamo agli algoritmi il compito di decidere che cosa vediamo, che cosa pensiamo e, sempre più spesso, che cosa proviamo. Lo spettacolo sposta il problema dal telefono alla mente: il punto non è lo strumento, ma quello che accade dentro di noi quando qualcuno impara a guidare emozioni, paure e scelte.
Gli argomenti
L'elenco dei temi è lungo e concreto: dipendenza, polarizzazione, disinformazione, radicalizzazione, pornografia online, sextortion, deepfake, truffe sentimentali. Il teatro sottolinea che queste trappole colpiscono soprattutto le nuove generazioni, ma non solo loro. È la parte più utile della serata: dare un nome a fenomeni che molti genitori, insegnanti e adulti conoscono solo per sentito dire.
La forma: un thriller teatrale
Il linguaggio scelto è quello della scena, non della cattedra. Bruzzone lavora con casi reali, esperimenti sociali, analisi comportamentale e una costante interazione con il pubblico. Il teatro parla del rigore della psicologia forense unito al ritmo di un thriller teatrale, con racconti, dimostrazioni pratiche e momenti di forte impatto emotivo. Lo spettacolo, dice ancora la presentazione, non offre risposte preconfezionate ma strumenti per riconoscere le trappole cognitive della società digitale, recuperare il pensiero critico e difendere la propria libertà mentale.
La scena del crimine dentro uno schermo
La chiusura della presentazione ufficiale è la sintesi più efficace: oggi la scena del crimine, molto spesso, è dentro uno schermo, e la vittima potrebbe essere chiunque. Per una criminologa che ha costruito la propria notorietà sulle scene del crimine reali, è un cambio di prospettiva interessante. Il delitto non è più nella villetta di provincia raccontata dai talk show, ma nel telefono che abbiamo in tasca mentre guardiamo lo spettacolo.
Chi è Roberta Bruzzone
Roberta Bruzzone è nata a Finale Ligure il 1º luglio 1973 ed è psicologa forense, criminologa, opinionista e personaggio televisivo. Si è laureata in Psicologia clinica all'Università di Torino.
La psicologia forense e i grandi casi
Bruzzone è diventata nota al grande pubblico durante il dibattimento sul delitto di Avetrana, quando le fu affidato il ruolo di consulente della difesa di Michele Misseri. È stata consulente in altri casi di cronaca nera, fra cui la strage di Erba. È la dimensione professionale da cui nasce tutto il resto: la criminologa che entra nei processi e poi ne parla in televisione.
La televisione: da Teleroma 56 a Real Time
Prima della grande televisione nazionale, Bruzzone è stata autrice e conduttrice della trasmissione La scena del crimine, andata in onda dal 2010 al 2015 sull'emittente romana GBR Teleroma 56. Negli stessi anni ha condotto per tre edizioni Donne mortali, su Real Time. È il periodo in cui il suo linguaggio televisivo prende forma: il caso raccontato con metodo, la ricostruzione, la spiegazione psicologica dietro il fatto.
Ballando con le stelle e la televisione generalista
Dal 2017 al 2021 è stata giudice a latere di Ballando con le stelle su Rai 1, un ruolo lontano dalla cronaca che l'ha fatta conoscere a un pubblico nuovo. Nel 2019 è stata giurata di Miss Italia. Da anni è ospite ricorrente di Porta a Porta, e come opinionista accreditata come criminologa ha partecipato a Ore 14 su Rai 2, alla Vita in diretta su Rai 1 e, dal 2024, a Quarto grado su Rete 4. Nel 2025 è stata opinionista di FarWest su Rai 3.
Nella mente di Narciso
Tra il 2024 e il 2026 ha condotto tre edizioni di Nella mente di Narciso, su RaiPlay, un programma incentrato su casi di cronaca nera. Il titolo non è casuale: il narcisismo e la manipolazione affettiva sono fra i temi a cui Bruzzone ha dedicato più lavoro, in televisione e nei libri.
I libri
La bibliografia di Bruzzone è ampia. Fra i titoli: Chi è l'assassino. Diario di una criminologa (Mondadori, 2012); Il lato oscuro dei social media, scritto con Emanuele Florindi (2016); Io non ci sto più. Consigli pratici per riconoscere un manipolatore affettivo e liberarsene (De Agostini, 2018); Favole da incubo, con Emanuela Valente (2020); Nella tela del ragno. Manuale di autodifesa digitale, ancora con Florindi (De Agostini, 2022); Versace. Autopsia di un delitto impossibile (Rai Libri, 2022); Il patentino digitale per una navigazione sicura, con Giuseppe Lavenia (Mursia, 2024); L'epoca della rabbia. Ragazzi che uccidono all'ombra di Narciso (Rai Libri, 2025); Patriarcato criminale (De Agostini, 2025). Molti dei temi di Menti in trappola sono già in queste pagine.
Cinema, teatro e impegno
Nel 2022 ha interpretato sé stessa in una breve apparizione nel film (Im)perfetti criminali; nello stesso anno ha partecipato in video allo spettacolo PSY, Ombre abbaglianti, al Teatro Rossetti di Trieste. È direttrice scientifica e presidente onoraria dell'associazione di volontariato La Caramella Buona, che si occupa di contrasto alla pedofilia e alla violenza di genere.
Roberta Bruzzone e il rischio digitale: un tema di lungo corso
Menti in trappola non nasce dal nulla: Roberta Bruzzone scrive di rischi della rete almeno dal 2016, quando pubblica con Emanuele Florindi Il lato oscuro dei social media. Nuovi scenari di rischio, nuovi predatori, nuove strategie di tutela.
Dai social media all'autodifesa digitale
Nel 2022 la coppia Bruzzone e Florindi torna sul tema con Nella tela del ragno, che nel sottotitolo si presenta come un manuale di autodifesa digitale. Nel 2024, con Giuseppe Lavenia, arriva Il patentino digitale per una navigazione sicura, pensato per genitori, educatori e ragazzi, con indicazioni su come difendersi dai predatori online. Lo spettacolo all'Olimpico porta questo percorso dal libro al palcoscenico.
Perché a teatro
La scelta del teatro ha un senso preciso. Un libro si legge da soli, un programma televisivo si guarda sul divano; in sala, invece, lo spettacolo prevede una costante interazione con il pubblico ed esperimenti sociali. Scoprire di essere manipolabili insieme ad altre mille persone è un'esperienza diversa, e più efficace, che scoprirlo leggendo.
Una curiosità su Roberta Bruzzone, Menti in trappola al Teatro Olimpico — 26 aprile 2027
La prima curiosità riguarda il rapporto fra Roberta Bruzzone e Roma. Prima di Rai 1 e di Real Time, la sua trasmissione La scena del crimine andava in onda su GBR Teleroma 56, un'emittente romana, dal 2010 al 2015. Il pubblico di questa città l'ha conosciuta in una televisione locale prima che nel resto d'Italia, e il 26 aprile la ritrova su uno dei palchi più grandi della capitale.
La seconda è nella sala. Il Teatro Olimpico è noto soprattutto per la comicità, la danza e la musica: Proietti, Brignano, i Momix, l'Accademia Filarmonica Romana. Uno spettacolo di psicologia forense è un ospite insolito per questo palcoscenico, e dice molto di come sia cambiato il teatro di parola negli ultimi anni. Accanto al comico e al cantautore, oggi riempiono le sale anche lo scienziato, lo psichiatra, la criminologa: figure che il pubblico ha conosciuto in televisione e che vuole ascoltare dal vivo, per un'ora e mezza senza interruzioni pubblicitarie.
La terza è nel calendario. Il 26 aprile 2027 è un lunedì, il giorno in cui molti teatri romani riposano. Una data di lunedì per uno spettacolo di parola è una scelta ragionevole: il pubblico di Bruzzone non è quello delle comitive del sabato sera, ma quello di chi esce dal lavoro con una domanda in testa. Sai chi sei quando spegni il telefono?
Il Teatro Olimpico, da cinema a teatro dei cittadini
Il Teatro Olimpico di piazza Gentile da Fabriano è attivo come Cine-Teatro Olimpico dal 1936 e come Teatro Olimpico dal 1981. Si trova sul lungotevere Flaminio, all'altezza del Ponte della Musica, ed è la sede della maggior parte degli spettacoli organizzati dall'Accademia Filarmonica Romana.
La costruzione, 1935-1936
L'isolato di cui fa parte il teatro fu costruito negli anni 1935 e 1936 dall'impresa Garbarino, Sciaccaluga e Mezzacane per conto della Società Generale Immobiliare. Erano gli anni in cui nascevano il quartiere Flaminio e il Foro Italico, e Roma si allungava verso nord lungo il Tevere.
Cinema, avanspettacolo, Filarmonica
Dalla fine degli anni Trenta agli anni Cinquanta la sala funzionò soprattutto come cinema, e negli intervalli si esibivano gli artisti dell'avanspettacolo. Nel dopoguerra l'Accademia Filarmonica Romana prese in affitto il teatro per la sua stagione musicale; sotto la presidenza di Adriana Panni visse un periodo di grande vitalità. Fino alla fine degli anni Settanta la sala alternò musica e cinema.
1980: il teatro comprato dai cittadini
Quando la società proprietaria e l'ente cinematografico fallirono e l'Olimpico fu messo in vendita, Adriana Panni promosse una grande sottoscrizione e riunì molti cittadini in una società per azioni, la Teatro Olimpico spa, che nel 1980 acquistò l'immobile. Dal 1981 il cartellone si apre in modo deciso alla prosa, alla danza e alla comicità. Nella stagione 2009/2010, secondo le classifiche dell'Agis, l'Olimpico risultava il secondo teatro di Roma e il settimo d'Italia per numero di spettatori.
Com'è fatta la sala del Teatro Olimpico
La sala del Teatro Olimpico ha 1.410 posti: 966 in platea e 444 in galleria, con la platea ad anfiteatro e la galleria a ferro di cavallo.
La platea ad anfiteatro
I posti di platea sono disposti in pendenza, ad anfiteatro: chi siede nelle file posteriori vede sopra le teste di chi è davanti. Per uno spettacolo di parola, in cui conta vedere il volto di chi parla, è un vantaggio netto rispetto alle platee piane di molti teatri storici.
La galleria
La galleria, che in biglietteria corrisponde ai settori di balconata, ha forma a ferro di cavallo con gradinate su linee curve. I settori laterali guardano il palco di sbieco, quelli centrali lo hanno di fronte. I settori con balaustra sono indicati come tali nel listino e costano meno.
Il palcoscenico e l'architettura
Il palco misura circa 10 metri di profondità per 12 di larghezza. L'edificio è in cemento armato, con largo uso di travertino nello zoccolo e nelle cornici, riportato al suo aspetto tardo razionalista da un restauro recente. All'interno ci sono un foyer a rotonda e ampi corridoi. Il teatro riporta un giudizio attribuito a Orson Welles, secondo cui l'Olimpico sarebbe l'unico luogo di Roma capace di ricordare l'atmosfera dei teatri di Broadway.
Dove sedersi per Menti in trappola
Per Menti in trappola il posto migliore è la platea centrale: lo spettacolo prevede interazione con il pubblico e dimostrazioni pratiche, e da vicino si coglie meglio ciò che accade in scena.
Poltronissima gold
A 39 euro più prevendita, la poltronissima gold è per chi vuole vedere da vicino e magari essere coinvolto negli esperimenti. Chi non ama essere chiamato in causa tenga conto che le prime file sono quelle a cui un oratore si rivolge più spesso.
Poltrona e balconata centrale
La poltrona e la balconata costano lo stesso, 35,50 euro più prevendita. È il settore con il miglior rapporto qualità prezzo: la pendenza della platea garantisce una vista pulita, la balconata centrale offre una visione d'insieme frontale.
I settori con balaustra
Balconata con balaustra e settori laterali, da 25 a 28,50 euro più prevendita, sono la soluzione per chi vuole spendere meno. In uno spettacolo di parola si sente tutto; si vede un po' meno. Per una classe di studenti o un gruppo numeroso è una scelta ragionevole.
Una cosa che non ti dice nessuno su Roberta Bruzzone, Menti in trappola al Teatro Olimpico — 26 aprile 2027
Nel foyer e nei corridoi del Teatro Olimpico sono conservate scenografie realizzate da grandi artisti del Novecento per spettacoli andati in scena proprio lì. La maggior parte del pubblico ci passa davanti con il biglietto in mano, cercando la fila, senza sapere che cosa ha davanti.
Ci sono le forme dorate che Corrado Cagli realizzò per la Messa di Igor Stravinskij, rappresentata all'Olimpico il 29, 30 e 31 ottobre 1975. C'è il fondale che Giacomo Manzù dipinse per l'Histoire du soldat, sempre di Stravinskij, in scena dall'11 al 14 ottobre 1966. C'è la scenografia di Alfred Silbermann per un'altra esecuzione della Messa, il 6 dicembre 2001, e la scultura di Mirko per Chordination, dai Tre misteri di Niccolò Castiglioni, del 1968.
Per una serata dedicata a come la nostra attenzione viene catturata e guidata, c'è un'ironia sottile nel passare accanto a un Manzù e a un Cagli con gli occhi fissi sul telefono, a controllare il biglietto digitale. Il consiglio pratico è questo: arrivate con venti minuti di anticipo, rimettete il telefono in tasca e fate un giro del foyer prima di sedervi. Nessuno ve lo segnala, e poche sale di Roma tengono in corridoio opere di questo livello. È il primo esercizio di attenzione della serata, prima ancora che Bruzzone salga sul palco.
Il consiglio che ti do per visitare Roberta Bruzzone, Menti in trappola al Teatro Olimpico — 26 aprile 2027
Il consiglio è andarci in due generazioni. Menti in trappola parla di trappole digitali che colpiscono soprattutto i più giovani, ma che riguardano tutti: un genitore con un figlio adolescente, un insegnante con un collega, due amici di età diverse. Lo spettacolo funziona meglio se all'uscita qualcuno ha voglia di discuterne, e la discussione è più interessante se chi la fa usa il telefono in modo diverso.
Secondo: scegliete poltrona o balconata centrale. Costano uguale, 35,50 euro più prevendita, e sono il compromesso migliore fra vicinanza e visione d'insieme. La poltronissima gold ha senso solo se volete partecipare davvero agli esperimenti con il pubblico.
Terzo: è un lunedì sera. Uscite dal lavoro con il tempo di cenare in fretta nella zona di piazza Mancini, arrivate all'Olimpico alle 20, e alle 22 siete fuori. Con il tram 2 e la metro A siete in centro prima delle 23.
Ultimo consiglio, e non è una battuta: provate a spegnere davvero il telefono, non solo a silenziarlo. Lo spettacolo parte dalla domanda su chi siamo quando lo spegniamo, e un'ora e mezza di schermo nero in tasca è il modo più onesto di rispondere.
Come arrivare al Teatro Olimpico per Menti in trappola
Il Teatro Olimpico si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, da dove sono circa 500 metri a piedi: sono le indicazioni fornite dal teatro stesso.
Metro A e tram 2
Dalla stazione Flaminio della linea A si prende il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini. Da lì si percorre a piedi viale del Pinturicchio fino a piazza Gentile da Fabriano: circa 500 metri. Da Termini lo schema è lo stesso: metro A fino a Flaminio, poi tram 2.
Autobus
Le linee con fermata vicino al teatro indicate dall'Olimpico sono 220, 232, 233, 280, 301, 446, 48, 910 e 911, oltre al tram 2. Il 910 parte da Termini in direzione Mancini: si scende alla fermata Pannini, si svolta su viale del Pinturicchio e si cammina per circa 300 metri. Al capolinea di piazza Mancini arrivano anche le linee 200, 201, 53 e la notturna n24.
Ferrovia Roma Viterbo
Chi arriva con la ferrovia Roma Nord scende a Flaminio e prende il tram 2 fino a piazza Mancini, poi segue lo stesso percorso a piedi.
In auto
Dal centro si prende viale del Muro Torto verso piazzale Flaminio, si prosegue per via Luisa di Savoia e si segue il lungotevere fino al lungotevere Flaminio. Da nord si attraversa il ponte Duca d'Aosta e, alla fine del ponte, si gira a destra fino a piazza Gentile da Fabriano. Il parcheggio nelle sere di spettacolo è il vero problema: il consiglio è di usare i mezzi.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Il Teatro Olimpico non appartiene a un ente pubblico né a un grande gruppo: è di una società per azioni nata nel 1980 da una sottoscrizione di cittadini. Lo sanno in molti, a Roma, ma lo si ricorda poco.
Alla fine degli anni Settanta il teatro rischiava di sparire. La società proprietaria dell'immobile e l'ente cinematografico che lo gestiva erano falliti, e l'edificio era in vendita. Adriana Panni, allora presidente dell'Accademia Filarmonica Romana, promosse una raccolta di capitali tra professionisti, imprenditori, intellettuali e semplici appassionati. Nacque così la Teatro Olimpico spa, a larga base azionaria, partecipata anche dall'Accademia, che acquistò l'edificio dalla Società Generale Immobiliare e lo possiede ancora oggi.
La conseguenza si vede nel cartellone. Un teatro privato che deve reggersi sulle proprie gambe ha bisogno di sale piene, e questo spiega l'apertura, dal 1981, a generi diversi: la comicità, la danza internazionale, i concerti, e oggi anche il teatro di divulgazione come quello di Bruzzone. Il teatro si descrive come una casa di tutti, e la formula regge da oltre quarant'anni.
C'è un legame sottile con il tema della serata. Un teatro salvato da una comunità reale, fatta di persone che si sono messe insieme e hanno messo mano al portafoglio, ospita uno spettacolo sulle comunità virtuali che ci isolano mentre ci promettono di connetterci. La sala stessa è una risposta alla domanda dello spettacolo.
La foto giusta da fare a Roberta Bruzzone, Menti in trappola al Teatro Olimpico — 26 aprile 2027
La foto giusta, per una serata dedicata ai pericoli dello schermo, è una sola, e va fatta prima di entrare: il Ponte della Musica, proprio di fronte a piazza Gentile da Fabriano, con il Tevere sotto e le luci della sera.
Il ponte attraversa il fiume davanti al teatro e collega il Flaminio alla sponda del Foro Italico. Il teatro stesso lo cita come parte del polo culturale che il quartiere è diventato negli ultimi anni, insieme all'Auditorium e al MAXXI. A fine aprile le giornate sono lunghe, e l'inquadratura migliore comprende da una parte la facciata razionalista del teatro, con il suo zoccolo di travertino, e dall'altra la riva opposta.
La seconda foto è quella della facciata illuminata, con la locandina e il pubblico che arriva. Scattate dal lato opposto della piazza, per avere l'edificio intero.
Dentro, durante lo spettacolo, niente foto e niente video, per rispetto di chi parla e di chi ascolta. Poi, dopo, fate una cosa che lo spettacolo quasi certamente vi suggerirà: non pubblicate subito. Tenete la foto per voi per un giorno. È un piccolo esperimento, e dice molto su quanto siamo abituati a trasformare ogni momento in contenuto.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il 4 marzo 1965 Pierre Boulez diresse al Teatro Olimpico un concerto con la prima esecuzione italiana di Abramo e Isacco di Igor Stravinskij e la prima europea della sua Elegia per Kennedy. È forse la data più importante della storia musicale della sala, e dice quale peso avesse l'Accademia Filarmonica Romana nella vita culturale della città.
Negli anni successivi l'Olimpico ospitò allestimenti in cui arte e musica si incontravano: l'Histoire du soldat di Stravinskij nel 1966, con il fondale di Giacomo Manzù; i Tre misteri di Niccolò Castiglioni nel 1968, con la scultura di Mirko; la Messa di Stravinskij nel 1975, con le forme dorate di Corrado Cagli.
Il 1980 è l'anno della svolta: nasce la Teatro Olimpico spa, che compra l'edificio. Dal 1981 la danza entra stabilmente nel cartellone: i Momix di Moses Pendleton debuttano all'Olimpico nell'aprile del 1982 e ne diventeranno ospiti fissi. La Lindsay Kemp Company porta Sogno di una notte di mezza estate nel febbraio del 1989.
Negli anni Novanta arrivano i grandi nomi della danza: Mikhail Baryshnikov con il White Oak Dance Project, dal 10 al 15 ottobre 1995; il Bolshoi Ballet, dal 23 al 26 settembre 1996. Nel 2004 il Béjart Ballet Lausanne. E nella stagione 2009/2010 le classifiche Agis collocano l'Olimpico al secondo posto a Roma e al settimo in Italia per pubblico: la conferma, in numeri, di una scommessa fatta da un gruppo di cittadini trent'anni prima.
Chi è passato da Roberta Bruzzone, Menti in trappola al Teatro Olimpico — 26 aprile 2027
Sul palco del Teatro Olimpico sono passati musicisti come Arturo Benedetti Michelangeli, Jessye Norman, Zubin Mehta e Giuseppe Sinopoli, e comici come Gigi Proietti, Enrico Brignano e Vincenzo Salemme. È difficile trovare a Roma una sala con un elenco di ospiti così eterogeneo.
Per la musica classica, legata all'Accademia Filarmonica Romana, la memoria del teatro conserva anche i nomi di Luigi Dallapiccola e Pierre Boulez. Per la musica leggera, i Marillion nel febbraio del 1988, i Pooh con Musica dentro nell'ottobre 1994, Lucio Dalla con Henna nell'aprile 1994, Giorgio Gaber con Un'idiozia conquistata a fatica il 28 gennaio 1998. La danza ha portato qui Baryshnikov, Joaquín Cortés, Lindsay Kemp, Maurice Béjart, il Bolshoi, Antonio Gades e i Momix.
Fra i protagonisti della sua storia il teatro ricorda anche Dario Fo, Nicola Piovani e Marco Travaglio. Quest'ultimo nome è quello più vicino allo spettacolo di Bruzzone: l'Olimpico ha già ospitato serate in cui la parola, l'inchiesta e l'attualità erano il cuore dello spettacolo. Menti in trappola si inserisce in questa linea di teatro civile e di divulgazione, che accanto alla comicità di Proietti e Brignano ha trovato qui un pubblico fedele.
Nella stessa stagione 2026/2027 passano dall'Olimpico, fra gli altri, Angelo Pintus, i Momix con Botanica e lo Slava's Snowshow: tre modi molto diversi di riempire la stessa sala.
Il Flaminio intorno al Teatro Olimpico
Il Teatro Olimpico si trova nel quartiere Flaminio, a nord di piazza del Popolo, in una zona che il teatro stesso descrive come un polo culturale, con l'Auditorium Parco della Musica, il MAXXI e il Ponte della Musica.
Il Ponte della Musica e il Foro Italico
Di fronte al teatro il Ponte della Musica porta sull'altra riva del Tevere, dove si apre il Foro Italico, costruito negli stessi anni del teatro. Chi arriva con un'ora di anticipo può attraversare il fiume e passeggiare tra le architetture sportive degli anni Trenta.
Auditorium e MAXXI
A breve distanza si trovano l'Auditorium Parco della Musica e il MAXXI. Per chi arriva da fuori, una mostra nel pomeriggio e lo spettacolo la sera è una combinazione sensata.
Ponte Milvio e il centro
Risalendo il Tevere verso nord si arriva a Ponte Milvio, con la sua piazza piena di locali. Nella direzione opposta, lungo via Flaminia, si incontrano il Museo Etrusco di Villa Giulia, ai margini di Villa Borghese, e poi piazza del Popolo.
Dove mangiare prima o dopo Menti in trappola
Intorno al Teatro Olimpico, tra piazza Mancini, via Flaminia e piazza Gentile da Fabriano, ci sono pizzerie, trattorie e bar frequentati dal pubblico del teatro e dell'Auditorium: un'offerta di quartiere, senza pretese turistiche.
Prima dello spettacolo
Con l'inizio alle 20.30, una cena veloce alle 19 è la soluzione più pratica: una pizza, un piatto di pasta, un tramezzino al bar. Il lunedì alcuni locali sono chiusi per turno di riposo: meglio controllare prima.
Dopo lo spettacolo
Alle 22 si esce, un orario perfetto per una cena tardiva. Ponte Milvio, raggiungibile in pochi minuti, ha locali aperti fino a tardi anche in settimana. Uno spettacolo come questo lascia domande addosso, e parlarne a tavola è la parte migliore della serata.
Accessibilità al Teatro Olimpico
Chi ha esigenze di mobilità ridotta e vuole vedere Menti in trappola al Teatro Olimpico deve contattare il botteghino prima dell'acquisto, all'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it, per conoscere i posti adatti e le modalità di accesso alla sala.
La platea è organizzata ad anfiteatro, in pendenza, e la galleria si trova al piano superiore: sono elementi da considerare nella scelta del settore. Una telefonata o una mail al botteghino risolve dubbi che online restano senza risposta.
Menti in trappola con i ragazzi
Menti in trappola tratta temi che riguardano direttamente adolescenti e giovani: dipendenza digitale, sextortion, deepfake, radicalizzazione online. Il teatro non pubblica un'età minima consigliata.
Adolescenti sì, bambini no
Fra i temi dichiarati ci sono pornografia online e sextortion, trattati con il linguaggio della psicologia forense e con momenti definiti dal teatro di forte impatto emotivo. Per un bambino non è lo spettacolo adatto. Per un adolescente accompagnato da un genitore, invece, può essere un'occasione rara di parlare di argomenti che in famiglia si evitano.
Scuole e gruppi
Per un gruppo di insegnanti o di genitori, i settori con balaustra a prezzo ridotto rendono la serata accessibile. Conviene scrivere al botteghino per le richieste di gruppo.
Domande frequenti su Menti in trappola di Roberta Bruzzone
Quando va in scena Menti in trappola di Roberta Bruzzone a Roma?
Menti in trappola di Roberta Bruzzone va in scena al Teatro Olimpico di Roma lunedì 26 aprile 2027 alle 20.30. È una data unica della stagione 2026/2027. Il calendario ufficiale del teatro indica la fine dello spettacolo alle 22, per una durata di circa un'ora e mezza.
Quanto costano i biglietti per Roberta Bruzzone al Teatro Olimpico?
I biglietti per Menti in trappola al Teatro Olimpico costano da 25 a 39 euro più prevendita. Poltronissima gold 39 euro più 6; poltrona, poltronissima laterale e balconata 35,50 più 5,30; balconata con balaustra e laterale 28,50 più 4,30; balconata laterale con balaustra 25 più 3,80. Online si aggiungono 2 euro di commissione.
Dove si comprano i biglietti per Menti in trappola?
I biglietti per Menti in trappola si comprano dal sito ufficiale del Teatro Olimpico, attraverso la biglietteria online collegata alla pagina dello spettacolo, oppure al botteghino di piazza Gentile da Fabriano 17. Per informazioni il teatro indica l'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it.
Di cosa parla lo spettacolo di Roberta Bruzzone?
Lo spettacolo di Roberta Bruzzone Menti in trappola parla di psicologia della manipolazione digitale: dipendenza, polarizzazione, disinformazione, radicalizzazione, sextortion, deepfake, truffe sentimentali. Alterna casi reali, esperimenti sociali e interazione con il pubblico, con il ritmo di un thriller teatrale.
Come si arriva al Teatro Olimpico con i mezzi?
Il Teatro Olimpico si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, poi circa 500 metri a piedi lungo viale del Pinturicchio. In alternativa l'autobus 910 da Termini fino alla fermata Pannini, a circa 300 metri dal teatro.
Menti in trappola è adatto ai ragazzi?
Menti in trappola affronta temi che riguardano soprattutto i più giovani, ma include argomenti come pornografia online e sextortion. Il Teatro Olimpico non indica un'età minima: per un adolescente accompagnato da un adulto può essere un'occasione di confronto, per un bambino non è lo spettacolo adatto.
Quanti posti ha il Teatro Olimpico?
Il Teatro Olimpico di Roma ha 1.410 posti: 966 in platea, disposta ad anfiteatro in pendenza, e 444 in galleria, a ferro di cavallo. La pendenza della platea garantisce una buona visibilità anche dalle file posteriori.
Il consiglio finale su Menti in trappola
Una criminologa che per anni ha raccontato delitti in televisione sale su un palcoscenico per dire che la scena del crimine, oggi, è nel nostro telefono. Può sembrare un'operazione televisiva, e in parte lo è; ma i temi sono reali, e i libri che Roberta Bruzzone ha scritto sull'argomento dal 2016 dimostrano che non è un interesse improvvisato. Conviene andarci con qualcuno di un'altra generazione, sedersi in poltrona o in balconata centrale, spegnere il telefono per davvero e, all'uscita, prendersi il tempo di parlarne prima di riaccenderlo.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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