Paolo Cevoli – Figli di Troia — Teatro Olimpico — 10 ottobre 2026
Paolo Cevoli porta Figli di Troia al Teatro Olimpico di Roma sabato 10 ottobre 2026 alle 20.30, per una sola sera. Il teatro è in piazza Gentile da Fabriano 17, nel quartiere Flaminio: si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, da cui sono circa cinque minuti a piedi lungo viale del Pinturicchio. I prezzi pubblicati dal teatro vanno da 22 euro (balconata laterale con balaustra) a 34 euro (poltronissima gold), più la prevendita, da 3,30 a 5 euro a seconda del settore, e 1,50 euro di commissione per ogni biglietto acquistato online. I biglietti si comprano al botteghino e sul sito ufficiale del Teatro Olimpico, oppure sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. La serata, secondo il calendario del teatro, si chiude intorno alle 22.
Figli di Troia è il monologo con cui il comico romagnolo racconta l'Eneide a modo suo: Enea profugo, il padre sulle spalle, il figlio per mano, e un viaggio che finisce alla foce del Tevere con un picnic a base di porchetta. Chi conosce Cevoli per l'assessore Palmiro Cangini di Zelig troverà qui un altro registro, quello del narratore che da quasi quindici anni riscrive in chiave comica i grandi racconti fondativi, dalla Bibbia all'Ultima Cena. A Roma, poi, la storia di Enea ha un sapore particolare: è il mito da cui la città fa discendere se stessa.
Figli di Troia: che spettacolo è
Figli di Troia è un monologo comico in cui Paolo Cevoli racconta il viaggio di Enea confrontandolo con altri viaggi che hanno segnato la storia dell'umanità. È lo spettacolo che il comico porta in scena dal 2025 e che arriva al Teatro Olimpico per una data unica.
Enea, eroe sconfitto
Il punto di partenza è quello di Virgilio. Enea fugge da Troia in fiamme con le sue divinità in tasca, il padre Anchise sulle spalle e il figlioletto per mano: le radici da una parte, la speranza di un futuro dall'altra. La presentazione ufficiale insiste proprio su questa immagine, che è una delle più note della letteratura antica e che Cevoli usa come chiave per parlare di chi parte, di chi scappa, di chi ricomincia altrove.
Da Colombo a Cappuccetto Rosso
Il racconto non resta chiuso nell'Eneide. Il monologo accosta il viaggio dell'eroe troiano a quelli di Cristoforo Colombo, di Cappuccetto Rosso, del principe vichingo Ragnar e, soprattutto, di Luciano, il padre di Cevoli, emigrato in Australia negli anni Cinquanta. È un accostamento spiazzante e molto suo: la storia grande e la storia di famiglia messe sullo stesso piano, con l'ironia a fare da ponte.
La scrofa, le focacce e la porchetta
Il passaggio che dà il tono all'intera serata è l'arrivo alla foce del Tevere. Enea trova una scrofa che allatta, segno profetico del luogo in cui fermarsi; mentre le donne preparano le focacce, gli esuli troiani sacrificano la scrofa e i maialini. Nella lettura di Cevoli il viaggio epico del fondatore di Roma si conclude così con un picnic a base di panini alla porchetta. Chi ha un minimo di familiarità con il poema riconoscerà i due prodigi virgiliani della scrofa bianca e delle mense mangiate dai Troiani, qui trasformati in una scena da sagra romagnola.
Perché figli di Troia
Il titolo gioca con un'espressione popolare e la ribalta. La presentazione dello spettacolo spiega che Virgilio scrisse l'Eneide per dare un'ascendenza nobile agli antichi Romani, e che in fondo è meglio essere figli di Troia che figli di nessuno. Dietro la battuta c'è un'idea seria: il racconto delle origini serve a riscoprire valori e radici, e l'Eneide, prima di essere un testo scolastico, era esattamente questo.
Data e orari di Paolo Cevoli al Teatro Olimpico
Figli di Troia va in scena al Teatro Olimpico sabato 10 ottobre 2026 alle 20.30; il teatro indica la fine dello spettacolo alle 22. È una sola replica, e questo cambia il modo di organizzarsi rispetto alle lunghe teniture che l'Olimpico ospita in autunno.
Una sola sera
Il calendario del teatro e il portale turistico di Roma Capitale riportano la stessa data e lo stesso orario. Non ci sono altre repliche romane in cartellone all'Olimpico: chi vuole vedere lo spettacolo a Roma ha quel sabato e basta. Con una data unica, i posti centrali di platea tendono a esaurirsi prima degli altri.
Quanto dura
Dalle 20.30 alle 22 corre un'ora e mezza. Per un monologo è la durata classica, e permette di cenare dopo senza fare le ore piccole. Il teatro precisa, come sempre, che il programma potrebbe subire variazioni: conviene controllare la pagina ufficiale nei giorni precedenti.
Biglietti e prezzi per Figli di Troia
I biglietti per Paolo Cevoli al Teatro Olimpico costano da 22 a 34 euro più prevendita, secondo il listino pubblicato dal teatro. A questi importi si aggiunge una commissione di 1,50 euro per ogni biglietto acquistato online, e la prevendita viene sempre applicata al momento dell'emissione.
Il listino settore per settore
Poltronissima gold 34 euro più 5 di prevendita. Poltronissima laterale 30 euro più 4,50. Poltrona 28 euro più 4,20. Balconata 28 euro più 4,20. Balconata con balaustra 24 euro più 3,60. Balconata laterale 24 euro più 3,60. Balconata laterale con balaustra 22 euro più 3,30. Sono cifre contenute per una grande sala romana, e la differenza fra il settore più caro e quello più economico è di appena dodici euro.
Dove comprarli
Si comprano al botteghino di piazza Gentile da Fabriano, sul sito ufficiale del teatro e sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Il botteghino è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19 e risponde anche all'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it e al numero 349 2378200: per gruppi, esigenze particolari o dubbi sui posti è la strada più rapida.
Chi è Paolo Cevoli
Pietro Paolo Cevoli è nato a Riccione il 29 giugno 1958 ed è un comico e cabarettista italiano, noto soprattutto per il personaggio dell'assessore Palmiro Cangini lanciato a Zelig. La sua è una carriera arrivata tardi e costruita con metodo, dal cabaret televisivo ai monologhi teatrali, passando per libri, cinema e una seconda vita professionale nella ristorazione.
Riccione, l'albergo di famiglia e la laurea
Dall'età di undici anni, ogni estate, Cevoli aiuta i genitori nella gestione dell'albergo di famiglia a Riccione. È una formazione che lascia il segno: il rapporto con il pubblico, la battuta pronta, l'arte di intrattenere gli ospiti. Tra il 1979 e il 1983 frequenta l'Università di Bologna e si laurea in giurisprudenza. Dopo la laurea lavora come gestore al Grand Hotel di Rimini. Nel 1986 sposa la stilista Elisabetta Garuffi, da cui ha due figli, Giacomo e Davide; nel 1990 la famiglia si trasferisce a Bologna, dove vive tuttora.
La Zanzara d'Oro e il Costanzo Show
Il 1990 è anche l'anno del primo passo nel mondo della comicità. Cevoli partecipa al concorso per giovani comici La Zanzara d'Oro e si classifica terzo, dietro ad Antonio Albanese. Tra il 1990 e il 1991 è ospite per quindici puntate del Maurizio Costanzo Show. Ma il suo lavoro ufficiale resta un altro: seguendo le orme del padre diventa imprenditore e apre un locale, investendo tutti i propri risparmi.
Gino e Michele e lo Zelig
È proprio il locale a cambiargli la vita. Tra i frequentatori ci sono Gino e Michele, gli autori che hanno fatto la storia del cabaret milanese, e si accorgono di quanto Cevoli sia bravo a intrattenere gli ospiti e a raccontare barzellette. Lo invitano a esibirsi allo Zelig di Milano, il locale che è stato la palestra di una generazione di comici. Cevoli all'inizio rifiuta; poi, nel 2001, accetta.
Palmiro Cangini e la televisione
Dal locale milanese passa direttamente alla trasmissione televisiva del lunedì sera su Italia 1, dove nel 2002 porta alla ribalta il personaggio che lo renderà popolare: Palmiro Cangini, assessore alle attività varie ed eventuali di Roncofritto Superiore, immaginario comune dell'entroterra romagnolo. Per tutto il decennio è ospite fisso di Zelig e protagonista di tour estivi. Dal 2021 torna a esibirsi a Zelig con lo stesso personaggio.
Gli anni recenti: LOL, Pechino Express, Only Fun
Negli ultimi anni Cevoli ha allargato il suo pubblico con i nuovi formati. Nel 2023 partecipa alla terza edizione di LOL, Chi ride è fuori su Prime Video; l'anno successivo è in gara con la moglie all'undicesima edizione di Pechino Express su Sky Uno; nel 2025 è nel cast di Only Fun sul Nove. Accanto allo spettacolo, il suo lavoro ufficiale è quello di consulente nel settore della ristorazione, un mestiere che riaffiora spesso nei suoi monologhi e che spiega, forse, la passione per la porchetta di Enea.
I personaggi di Paolo Cevoli: da Cangini a Teddi Casadey
I personaggi di Paolo Cevoli sono forti caratterizzazioni romagnole, quasi macchiette, che sfruttano le origini dell'autore. Conoscerli aiuta a capire da dove arriva il narratore di Figli di Troia.
L'assessore Palmiro Cangini
Cangini sale sul palco nervoso e di cattivo umore, e a Zelig è affiancato da Claudio Bisio, che gli fa da spalla e diventa la vittima delle sue nevrosi. Porta la fascia tricolore al contrario, con la banda rossa dal lato del collo, e si lancia in sproloqui prolissi e inconcludenti. La chiusa è sempre la stessa, entrata nel linguaggio comune: con questo cosa voglio dire? Non lo so, però c'ho ragione e i fatti mi cosano. È la caricatura dell'assessore di piccolo comune infervorato dalla sua carica.
Teddi Casadey, re della maialistica
All'opposto di Cangini c'è Teddi Casadey, imprenditore sorridente e proprietario del Glorioso Maialificio Casadey, leader nel settore della maialistica. Parla un gergo da manuale di marketing e respinge al telefono Bill Gates, che vorrebbe farsi assumere. Il maiale, con Cevoli, torna sempre: e in Figli di Troia la scrofa di Enea chiude il cerchio.
Libri, spettacoli e film di Paolo Cevoli
Paolo Cevoli ha pubblicato romanzi basati sui suoi personaggi, due dei quali premiati, e dal 2003 porta in tournée spettacoli teatrali, fino a Figli di Troia del 2025. La bibliografia e la teatrografia raccontano un percorso coerente: dal cabaret alla narrazione.
I libri
Cent'anni di Roncofritto esce nel 2002 e vince il Premio Forte dei Marmi; Mare mosso bandiera rossa, del 2003, ottiene il Premio Flaiano. Seguono Maiali e menaggement nel 2004, Si vive solo 200 volte scritto con Patrick Fogli nel 2008, La Penultima Cena nel 2011, testo del monologo omonimo, il Manuale di marketing romagnolo nel 2021 e Il sosia di Lui, la vera storia del falso Mussolini, nel 2023.
Gli spettacoli
Il percorso teatrale comincia con Roncofritto global show e Motonave Cenerentola nel 2003-2004, prosegue con Ah che bel vivere! e Disco Paradise '77, e trova la sua forma matura con La Penultima Cena, in scena dal 2010 al 2012. Poi Musica Maestro, Il sosia di Lui dal 2013, Perché non parli dal 2015, La Bibbia raccontata nel modo di Paolo Cevoli dal 2017, La Sagra Famiglia dal 2019 e infine Figli di Troia, dal 2025.
Il cinema
Al cinema Cevoli ha recitato in 2061, Un anno eccezionale (2007), Era troppo grosso (2010), Soldato semplice (2015) e 50 km all'ora di Fabio De Luigi (2024).
Una linea precisa
Messi in fila, i titoli mostrano una scelta chiara: dopo la Penultima Cena e la Bibbia, Cevoli è passato all'Eneide. È il comico che rilegge i testi fondativi della nostra cultura con gli occhi del romagnolo di provincia, e trova nel confronto fra il sacro, l'epico e il quotidiano la sua comicità migliore. Figli di Troia è il capitolo più romano di questa serie.
Enea e Roma: perché questo spettacolo parla alla città
Enea è l'eroe da cui Roma fa discendere la propria stirpe: secondo la tradizione raccolta da Virgilio, i suoi discendenti fondarono Alba Longa e, generazioni dopo, Romolo fondò Roma. Vedere Figli di Troia a Roma significa ascoltare il racconto delle origini nella città che quel racconto ha voluto per sé.
L'Eneide come racconto delle origini
Virgilio scrisse il poema nell'età di Augusto, e la famiglia dell'imperatore rivendicava la discendenza da Iulo, il figlio di Enea. È questo il senso della battuta di Cevoli sulla dipendenza nobile: l'Eneide dava ai Romani un antenato illustre, un profugo troiano sconfitto che diventa fondatore. La lettura comica del monologo non tradisce il testo, lo prende sul serio nel suo punto più umano.
La foce del Tevere
Il luogo dello sbarco è la foce del Tevere, a una trentina di chilometri dal Teatro Olimpico, che si trova proprio sulla riva del fiume, sul lungotevere Flaminio. C'è una bella coincidenza geografica: lo spettacolo che racconta l'arrivo di Enea sul Tevere va in scena in un teatro affacciato sullo stesso fiume, qualche ansa più a monte.
La porchetta, un classico dei Castelli
La chiusa del viaggio con i panini alla porchetta è una trovata comica, ma a Roma non suona strana. La porchetta è il cibo delle gite fuori porta ai Castelli Romani, i colli dove la tradizione colloca Alba Longa, la città fondata dal figlio di Enea. Cevoli, romagnolo, ha scelto un finale che i romani riconosceranno al volo.
Una curiosità su Paolo Cevoli – Figli di Troia — Teatro Olimpico — 10 ottobre 2026
Paolo Cevoli è arrivato allo Zelig di Milano solo nel 2001, a quarantadue anni, dopo aver rifiutato una prima volta l'invito di Gino e Michele. È una delle carriere comiche più tardive e più riuscite della televisione italiana.
La curiosità è tutta nell'ordine delle cose. Prima vengono l'albergo di famiglia a Riccione, la laurea in giurisprudenza a Bologna, il lavoro da gestore al Grand Hotel di Rimini, il matrimonio, i figli, il locale aperto investendo tutti i risparmi. Poi, quasi per caso, due frequentatori di quel locale, Gino e Michele, notano quanto quel gestore sia bravo a raccontare barzellette ai clienti. Lo invitano a Milano; lui dice di no. Soltanto dopo accetta, e dallo Zelig passa in un attimo alla televisione del lunedì sera con Palmiro Cangini.
C'è un secondo dettaglio curioso. Nel 1990, undici anni prima, Cevoli aveva già provato il palco: terzo alla Zanzara d'Oro, dietro Antonio Albanese, e ospite per quindici puntate del Costanzo Show. Eppure non aveva lasciato il suo lavoro. La comicità, per lui, è rimasta a lungo un secondo mestiere, e ancora oggi si presenta come consulente della ristorazione. Chi lo vedrà all'Olimpico avrà davanti un narratore che ha fatto l'albergatore, il ristoratore e l'imprenditore prima di fare il comico: e quel sapere pratico, l'arte di tenere una sala, si sente in ogni pausa.
Il Teatro Olimpico: da cine-teatro a sala della comicità
Il Teatro Olimpico di piazza Gentile da Fabriano nasce come Cine-Teatro Olimpico nel 1936 e prende il nome attuale nel 1981. Si trova sul lungotevere Flaminio, di fronte al Ponte della Musica, ed è anche la sede della maggior parte degli spettacoli dell'Accademia Filarmonica Romana.
Un isolato degli anni Trenta
L'isolato che comprende il teatro fu costruito nel 1935 e 1936 dall'impresa Garbarino, Sciaccaluga e Mezzacane per conto della Società Generale Immobiliare. Sono gli anni in cui nasce il quartiere Flaminio e, sull'altra riva, il Foro Italico: Roma si allunga verso nord seguendo il Tevere.
Cinema e avanspettacolo
Fino agli anni Cinquanta, guerra a parte, la sala lavora soprattutto come cinema, con gli artisti dell'avanspettacolo negli intervalli. La doppia natura spiega la forma della sala di oggi: un grande cinema dotato dei servizi di un teatro.
Adriana Panni e la Filarmonica
Nel dopoguerra l'Accademia Filarmonica Romana prende in affitto il teatro per la sua stagione musicale. Con la presidenza di Adriana Panni la sala alterna concerti e cinema fino alla fine degli anni Settanta, quando la società proprietaria e l'ente cinematografico falliscono e l'edificio viene messo in vendita.
Il 1980 e la società dei cittadini
Panni promuove allora una sottoscrizione e riunisce molti cittadini nella Teatro Olimpico spa, che nel 1980 compra l'immobile. Dal 1981 il cartellone si apre alla prosa, alla danza e alla comicità di grande richiamo. Nella stagione 2009/2010, secondo le classifiche Agis, l'Olimpico era il secondo teatro di Roma e il settimo d'Italia per numero di spettatori.
La sala del Teatro Olimpico e dove sedersi per Cevoli
La sala del Teatro Olimpico conta 1.410 posti, 966 in platea e 444 in galleria, con la platea disposta ad anfiteatro. Per un monologo come Figli di Troia è una conformazione favorevole: la pendenza garantisce una buona vista anche dalle file posteriori.
Platea
I posti di platea salgono verso il fondo su file a quota costante. Chi siede lontano vede sopra le teste di chi è davanti, e questo rende la poltrona un settore affidabile anche nelle ultime file. La poltronissima gold è per chi vuole vedere da vicino le espressioni del narratore.
Galleria e balconate
La galleria, che nel listino corrisponde ai settori di balconata, ha forma a ferro di cavallo con gradinate curve. I settori centrali guardano il palco di fronte, quelli laterali di sbieco; la balaustra, nei settori che la prevedono, riduce un poco la visibilità.
Il palcoscenico
Il palco misura circa dieci metri di profondità per dodici di larghezza, con pavimento in legno e fossa per l'orchestra. Per un solo interprete è uno spazio grande: riempirlo con la voce e con il corpo è parte del mestiere del monologhista.
Una cosa che non ti dice nessuno su Paolo Cevoli – Figli di Troia — Teatro Olimpico — 10 ottobre 2026
Il padre di Paolo Cevoli, Luciano, emigrò in Australia negli anni Cinquanta, e la sua storia entra nello spettacolo accanto a quella di Enea. È il dettaglio che trasforma Figli di Troia da parodia letteraria in racconto personale.
Chi va a vedere un monologo comico sull'Eneide si aspetta battute su Didone, sugli dei capricciosi, sulle peripezie di un eroe troppo pio. Ci saranno, con ogni probabilità. Ma la presentazione ufficiale mette sullo stesso piano il viaggio del troiano e quello di un romagnolo partito per l'altro capo del mondo nel dopoguerra, e questo dice molto dell'intenzione. Enea è un profugo che porta con sé le radici e cerca un futuro; migliaia di italiani del Novecento hanno fatto lo stesso, e il padre di Cevoli era uno di loro.
È anche un filo che lega lo spettacolo alla biografia dell'autore. Cevoli è cresciuto in un albergo di famiglia, figlio di un padre imprenditore di cui ha seguito le orme. Il racconto delle origini, allora, è doppio: quello di Roma e quello di una famiglia di Riccione. Chi ha in casa una storia di emigrazione troverà in questa serata qualcosa di più di una risata, e forse è la ragione migliore per non perderla. Un suggerimento: portate con voi un genitore o un nonno che ha viaggiato per lavoro. Riderà più di voi.
Il consiglio che ti do per visitare Paolo Cevoli – Figli di Troia — Teatro Olimpico — 10 ottobre 2026
Per Figli di Troia al Teatro Olimpico conviene comprare una poltrona di platea centrale e arrivare al Flaminio con i mezzi, almeno mezz'ora prima delle 20.30. Con una sola replica e il sabato sera, i margini di errore sono pochi.
Il primo punto riguarda il posto. La differenza fra poltronissima gold e poltrona è di sei euro più la prevendita, ma la pendenza ad anfiteatro rende la seconda quasi equivalente per un monologo. Con i soldi risparmiati si paga il tram e mezza cena. Se la platea è esaurita, la balconata centrale ha lo stesso prezzo della poltrona e una visione frontale pulita.
Il secondo punto riguarda l'arrivo. Il parcheggio intorno a piazza Gentile da Fabriano, il sabato sera, è un problema serio, e il Flaminio in autunno ospita anche le serate dell'Auditorium e, a volte, gli eventi del vicino stadio. Metro A fino a Flaminio, tram 2 fino a piazza Mancini, cinque minuti a piedi: è la combinazione che non tradisce.
Terzo consiglio, per chi ha tempo: rileggete la sera prima il settimo e l'ottavo libro dell'Eneide, quelli dello sbarco nel Lazio. Bastano dieci minuti su un riassunto. Le battute di Cevoli sulla scrofa e sulle focacce vi arriveranno con una risata in più, perché riconoscerete il testo che sta prendendo in giro.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Il Teatro Olimpico non è di un ente pubblico né di un grande gruppo: è di una società per azioni nata nel 1980 da una sottoscrizione di cittadini. A Roma molti lo sanno, pochi lo ricordano quando entrano in sala.
Alla fine degli anni Settanta il vecchio cine-teatro era in vendita e rischiava di diventare altro. Adriana Panni, presidente dell'Accademia Filarmonica Romana, raccolse capitali fra professionisti, imprenditori, intellettuali e semplici appassionati. Nacque così la Teatro Olimpico spa, a larga base azionaria, partecipata anche dall'Accademia, che acquistò l'edificio dalla Società Generale Immobiliare. Panni ne fu la prima presidente, dal 1980 al 1994, e la guida artistica è oggi di Lucia Bocca Montefoschi, socia fondatrice.
La conseguenza si vede nel cartellone. Un teatro privato che deve reggersi da solo ha bisogno di sale piene, e questo spiega l'apertura, dal 1981, alla comicità di grande richiamo accanto alla musica della Filarmonica e alla danza internazionale. Cevoli, con la sua data unica, entra in una programmazione costruita esattamente così: spettacoli popolari che tengono in vita una sala di 1.410 posti senza sovvenzioni dirette. Quando vi sedete in poltrona, siete ospiti di un teatro salvato dai romani.
Come arrivare al Teatro Olimpico per Figli di Troia
Il Teatro Olimpico si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, poi circa 500 metri a piedi. Sono le indicazioni fornite dal teatro, e le più semplici da Termini o dal centro.
Metro e tram
Dalla stazione Flaminio della linea A, in piazzale Flaminio, il tram 2 porta al capolinea di piazza Mancini. Da lì si percorre viale del Pinturicchio fino a piazza Gentile da Fabriano: cinque minuti di cammino. Da Termini lo schema è lo stesso.
Autobus
Il teatro indica come utili le linee 220, 232, 233, 280, 301, 446, 48, 910 e 911, oltre al tram 2. Il 910 parte da Termini verso piazza Mancini: si scende alla fermata Pannini e si prende viale del Pinturicchio, circa 300 metri. Al capolinea di piazza Mancini arrivano anche le linee 200, 201 e 53 e la notturna n24, utile per il rientro.
Ferrovia Roma Nord
Chi arriva con la ferrovia Roma Viterbo scende a Flaminio e prende il tram 2 fino a piazza Mancini, poi segue lo stesso percorso a piedi.
In auto
Dal centro si percorre viale del Muro Torto verso piazzale Flaminio, poi via Luisa di Savoia, il lungotevere Arnaldo da Brescia e il lungotevere delle Navi fino al lungotevere Flaminio. Da nord si segue il lungotevere Maresciallo Diaz, si attraversa il ponte Duca d'Aosta e si gira a destra fino alla piazza. Il sabato sera il parcheggio è il vero ostacolo: partite presto o lasciate l'auto a casa.
La foto giusta da fare a Paolo Cevoli – Figli di Troia — Teatro Olimpico — 10 ottobre 2026
La foto giusta, la sera di Figli di Troia, è quella della facciata del Teatro Olimpico illuminata, scattata dal lato di piazza Gentile da Fabriano con la locandina in vista. Durante lo spettacolo, come in ogni teatro, fotografie e riprese non sono ammesse.
L'edificio merita un'inquadratura attenta. È un complesso in cemento armato degli anni Trenta, con un'alta fascia di zoccolo in travertino e cornici di porte e finestre nello stesso materiale; un restauro recente ha riportato alla luce l'aspetto originario, in un linguaggio tardo razionalista che dialoga con le architetture del Foro Italico sull'altra riva. Di sera, con l'insegna accesa e il pubblico che entra, la facciata restituisce bene l'atmosfera del teatro di varietà.
La seconda foto si fa dopo, attraversando il Ponte della Musica. Dal ponte, con il Tevere sotto e le luci del lungotevere, il teatro compare sulla riva sinistra come una quinta illuminata. È l'immagine che racconta la coincidenza più bella della serata: un monologo sullo sbarco di Enea alla foce del Tevere, visto in un teatro affacciato sullo stesso fiume. Per chi ama il dettaglio, c'è anche il foyer a rotonda, fotografabile prima dell'apertura della sala, quando il pubblico è ancora al guardaroba.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il 4 marzo 1965 Pierre Boulez diresse al Teatro Olimpico la prima esecuzione italiana di Abramo e Isacco di Igor Stravinskij e la prima europea della sua Elegia per Kennedy. È una delle serate più importanti della storia musicale della sala, legata all'attività dell'Accademia Filarmonica Romana.
Negli anni successivi l'Olimpico ospita allestimenti in cui musica e arti visive si incontrano: l'Histoire du soldat di Stravinskij nell'ottobre 1966 con il fondale di Giacomo Manzù, i Tre misteri di Niccolò Castiglioni nell'ottobre 1968 con una scultura di Mirko, la Messa di Stravinskij nell'ottobre 1975 con le forme dorate di Corrado Cagli.
Il 1980 segna la svolta societaria con la nascita della Teatro Olimpico spa. Dal 1981 la sala cambia nome e vocazione, e la danza entra stabilmente in cartellone: i Momix di Moses Pendleton debuttano qui nell'aprile 1982 e diventano ospiti fissi; la Lindsay Kemp Company arriva nel 1989 e nel 1993. Negli anni Novanta passano Mikhail Baryshnikov con il White Oak Dance Project, nell'ottobre 1995, e il Bolshoi Ballet, nel settembre 1996; nel 2004 il Béjart Ballet Lausanne. Nella stagione 2009/2010, infine, l'Agis colloca l'Olimpico al secondo posto a Roma per spettatori: il risultato, in numeri, di una scommessa nata da una colletta di cittadini.
Chi è passato da Paolo Cevoli – Figli di Troia — Teatro Olimpico — 10 ottobre 2026
Dal palco del Teatro Olimpico sono passati musicisti come Arturo Benedetti Michelangeli, Jessye Norman e Zubin Mehta e comici come Gigi Proietti, Enrico Brignano e Aldo, Giovanni e Giacomo. È in questa compagnia che si inserisce la data romana di Cevoli.
Sul versante della musica colta, legata all'Accademia Filarmonica Romana, la memoria del teatro conserva i nomi di Benedetti Michelangeli, Jessye Norman, Zubin Mehta, Giuseppe Sinopoli, Luigi Dallapiccola e Pierre Boulez. Per la musica leggera e d'autore, i Marillion nel 1988, Lucio Dalla nel 1994, i Pooh nello stesso anno, i Nomadi e Giorgio Gaber, che qui portò Un'idiozia conquistata a fatica nel gennaio 1998.
La danza ha portato all'Olimpico Baryshnikov, Joaquín Cortés, Lindsay Kemp, Maurice Béjart, il Bolshoi, Antonio Gades e i Momix; il teatro ricorda fra i suoi protagonisti anche Dario Fo e Nicola Piovani. Ma è la comicità il filo che interessa la sera del 10 ottobre: Gigi Proietti con A me gli occhi nel 1996, e poi Brignano, Vincenzo Salemme, Aldo, Giovanni e Giacomo, Neri Marcorè, Ale e Franz, Gioele Dix, Lillo e Greg, Max Giusti. Molti di questi nomi sono passati anche dallo Zelig, la stessa scuola da cui è uscito Cevoli: all'Olimpico il cabaret milanese e la grande tradizione romana del teatro comico si incontrano da decenni.
Il Flaminio intorno al Teatro Olimpico
Il Teatro Olimpico si trova nel Flaminio, a nord di piazza del Popolo, in una zona che negli ultimi vent'anni è diventata uno dei poli culturali della città. Il teatro stesso cita l'Auditorium, il MAXXI e il Ponte della Musica come i luoghi che hanno cambiato il volto del quartiere.
Il Ponte della Musica e il Foro Italico
Davanti al teatro il Ponte della Musica scavalca il Tevere e porta al Foro Italico, costruito negli stessi anni dell'Olimpico. Chi arriva con un'ora di anticipo può fare una passeggiata fra le architetture sportive degli anni Trenta.
Auditorium e MAXXI
Verso l'interno del quartiere si trovano l'Auditorium Parco della Musica e il MAXXI. Un sabato di ottobre può cominciare con una mostra nel pomeriggio e finire con Cevoli la sera, senza spostarsi di quartiere.
Ponte Milvio
Risalendo il Tevere si arriva a Ponte Milvio, con la piazza piena di locali: la meta naturale per chi vuole fare tardi dopo lo spettacolo.
Verso Villa Giulia e piazza del Popolo
Nella direzione opposta, lungo via Flaminia, si incontrano il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, ai margini di Villa Borghese, e poi piazza del Popolo. Per chi ha voglia di camminare è un bel modo di arrivare a teatro, lungo la più antica via consolare verso nord.
Dove mangiare prima o dopo Figli di Troia
Intorno al Teatro Olimpico, fra piazza Mancini, via Flaminia e piazza Gentile da Fabriano, ci sono pizzerie, trattorie e bar frequentati dal pubblico del teatro e dell'Auditorium. L'offerta è di quartiere, ampia e senza pretese turistiche.
Prima dello spettacolo
Con l'inizio alle 20.30 una cena veloce verso le 19 è la soluzione più pratica: una pizza, un piatto di pasta, un tramezzino al bar. Evitate di arrivare in sala all'ultimo minuto con il conto ancora da pagare.
Dopo lo spettacolo
Uscendo verso le 22 c'è tutto il tempo per una cena vera. Il sabato sera Ponte Milvio, a pochi minuti di taxi, ha locali aperti fino a tardi; nelle trattorie del Flaminio si trova posto più facilmente dopo le 22 che alle 20.
In tema con lo spettacolo
Dopo un'ora e mezza di porchetta evocata, la tentazione sarà forte. La porchetta è il cibo delle fraschette dei Castelli Romani, ma a Roma si trova anche nei forni e nelle rosticcerie di quartiere: un panino a fine serata è l'omaggio più coerente a Enea e a Cevoli.
Accessibilità al Teatro Olimpico
Chi ha esigenze di mobilità ridotta e vuole vedere Paolo Cevoli al Teatro Olimpico deve contattare il botteghino prima dell'acquisto, all'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it o al 349 2378200. È il modo più sicuro per conoscere i posti adatti e le modalità di accesso alla sala.
La platea è in pendenza, ad anfiteatro, e la galleria è al piano superiore: sono elementi da considerare nella scelta del settore. Il botteghino è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19, e una telefonata chiarisce in pochi minuti quello che online resta senza risposta.
Figli di Troia con i ragazzi
Figli di Troia è un monologo comico per adulti che, per argomento, può interessare anche i ragazzi che studiano l'Eneide a scuola. Il teatro non indica limiti di età specifici: la valutazione spetta ai genitori.
Il titolo gioca su un'espressione popolare e il registro è quello del cabaret, con battute e ammiccamenti da adulti. Per un ragazzo delle medie o del liceo che ha appena incontrato Enea in classe, però, sentire l'Eneide raccontata da un comico può essere una scoperta: il poema smette di essere un compito e diventa una storia. Con i bambini piccoli, un'ora e mezza di monologo è lunga.
Domande frequenti su Paolo Cevoli al Teatro Olimpico
Quando va in scena Figli di Troia di Paolo Cevoli a Roma?
Figli di Troia di Paolo Cevoli va in scena al Teatro Olimpico di Roma sabato 10 ottobre 2026 alle 20.30. È una data unica, senza altre repliche romane in cartellone. Il teatro indica la fine dello spettacolo intorno alle 22, e ricorda che il programma potrebbe subire variazioni: conviene controllare la pagina ufficiale nei giorni precedenti.
Quanto costano i biglietti per Paolo Cevoli al Teatro Olimpico?
I biglietti per Paolo Cevoli al Teatro Olimpico costano da 22 euro, balconata laterale con balaustra, a 34 euro, poltronissima gold, più la prevendita, che va da 3,30 a 5 euro. Per ogni biglietto acquistato online si aggiunge una commissione di 1,50 euro. La poltrona di platea costa 28 euro più 4,20 di prevendita.
Dove si trova il Teatro Olimpico di Roma?
Il Teatro Olimpico si trova in piazza Gentile da Fabriano 17, nel quartiere Flaminio, sul lungotevere di fronte al Ponte della Musica. Si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e il tram 2 fino a piazza Mancini, poi circa 500 metri a piedi lungo viale del Pinturicchio. Il bus 910 collega direttamente Termini con la zona.
Di cosa parla Figli di Troia?
Figli di Troia è il monologo in cui Paolo Cevoli racconta in chiave ironica il viaggio di Enea, confrontandolo con quelli di Cristoforo Colombo, Cappuccetto Rosso, il vichingo Ragnar e suo padre Luciano, emigrato in Australia negli anni Cinquanta. Il viaggio del fondatore di Roma finisce alla foce del Tevere con un picnic a base di porchetta.
Quanto dura lo spettacolo di Paolo Cevoli?
Lo spettacolo di Paolo Cevoli al Teatro Olimpico comincia alle 20.30 e, secondo il calendario pubblicato dal teatro, termina intorno alle 22, per una durata di circa un'ora e mezza. È la misura classica di un monologo comico e permette di cenare con calma dopo lo spettacolo, anche il sabato sera.
Chi è Paolo Cevoli?
Paolo Cevoli è un comico e cabarettista nato a Riccione nel 1958, famoso per l'assessore Palmiro Cangini di Zelig. Laureato in giurisprudenza, ex albergatore e consulente della ristorazione, ha scritto romanzi premiati con il Forte dei Marmi e il Flaiano, ha partecipato a LOL e Pechino Express e porta in teatro monologhi come La Penultima Cena.
Dove conviene sedersi per Figli di Troia?
Per Figli di Troia al Teatro Olimpico la poltrona di platea è la scelta con il miglior rapporto fra prezzo e visibilità, grazie alla pendenza ad anfiteatro della sala. Chi vuole stare vicino al palco sceglie la poltronissima gold; la balconata centrale, allo stesso prezzo della poltrona, offre una visione frontale d'insieme.
Figli di Troia è adatto ai ragazzi?
Figli di Troia è un monologo comico pensato per un pubblico adulto, con il linguaggio del cabaret, ma il tema dell'Eneide può interessare i ragazzi che la studiano a scuola. Il Teatro Olimpico non pubblica limiti di età per questa data: la decisione spetta ai genitori, tenendo conto dell'ora e mezza di spettacolo.
In chiusura
Tanti comici provano a raccontare i classici, e pochi ci riescono senza ridurli a una barzelletta. Cevoli ha dalla sua quindici anni di monologhi su testi fondativi e una biografia da emigrante di seconda generazione: con l'Eneide gioca in casa, e a Roma ancora di più. Il consiglio è netto: prendete una poltrona di platea, andateci in tram e dopo lo spettacolo concedetevi un panino con la porchetta. Enea approverebbe.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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