Mark Guiliana Beat Music 2.0 al Monk — 8 novembre 2026
Domenica 8 novembre 2026 alle 19:00 il batterista e compositore americano Mark Guiliana porta dal vivo «Beat Music 2.0» al Monk, in via Giuseppe Mirri 35 (00159 Roma), nella sala Teatro del circolo di Casal Bertone, con la formula Concerto Presto che anticipa l'inizio alle sette di sera. Il Monk si trova a meno di un chilometro dalla stazione Tiburtina, servita dalla metro B e dai treni regionali FL1, FL2 e FL3; in autobus ci si arriva con le linee 163, 409 e 545 indicate dal sito del circolo. I biglietti si comprano sul sito ufficiale del Monk, nella sezione biglietti collegata alla pagina del concerto, dove sono pubblicati anche i prezzi. I bambini fino a dodici anni, accompagnati da un adulto con biglietto, entrano gratis.
Il New York Times lo ha descritto come un batterista intorno al quale si è formato un culto di ammirazione. Ha suonato nell'ultimo album di David Bowie, ha diviso il palco con Brad Mehldau, St. Vincent e Meshell Ndegeocello, è stato candidato al Grammy. Il 25 settembre 2026 ha pubblicato «Beat Music 2.0», e poche settimane dopo lo porta in una sala da qualche centinaio di persone nella periferia est di Roma, di domenica sera, alle sette. Per chi ama la batteria, il jazz elettrico o semplicemente la musica suonata al massimo livello, è una delle date dell'autunno.
Mark Guiliana al Monk: la serata dell'8 novembre
Il programma ufficiale del Monk annuncia Mark Guiliana, «Beat 2.0», domenica 8 novembre 2026 alle 19:00 nella sala Teatro, in formula Concerto Presto. È una data singola, e l'unica romana annunciata.
Concerto Presto, di domenica
Concerto Presto è la formula con cui il Monk segnala i concerti che cominciano alle 19 invece che alle 21. Di domenica il vantaggio è doppio: si esce dalla sala in serata, si cena con calma e il lunedì non è compromesso. Nello stesso autunno il circolo usa la stessa formula per JMSN, per i Lemonheads, per Henge e per Desire.
La sala Teatro
A novembre la musica del Monk si sposta al chiuso, nella sala Teatro, uno dei due casali del circolo. È uno spazio raccolto, con il pubblico vicino al palco. Per un batterista come Guiliana, che lavora sui dettagli minimi del suono e della dinamica, la distanza breve conta: nei grandi club molte di quelle sfumature si perdono.
Chi suona con lui
Il Monk non pubblica la formazione che accompagnerà Guiliana. Sul disco «Beat Music 2.0» suonano Nicholas Semrad alle tastiere, Stu Brooks e Tim Lefebvre al basso elettrico, con la voce di Gretchen Parlato in due brani; una delle piattaforme di vendita collegate al concerto riporta nel titolo la dicitura «Mark Guiliana x JE», senza ulteriori dettagli. Meglio andare senza aspettative sui nomi: il cuore della serata resta la batteria.
«Beat Music 2.0»: il disco che Mark Guiliana porta a Roma
«Beat Music 2.0» è uscito il 25 settembre 2026 per Edition Records: otto brani, circa quaranta minuti, composti e prodotti da Mark Guiliana. È il seguito, atteso da anni, di «Beat Music! Beat Music! Beat Music!» del 2019, candidato ai Grammy.
Otto titoli, otto parole
I brani hanno titoli scritti come sigle: B.ANG, P.LAY, B.EAT, D.RUM, B.ORN, W.EST, M.OVE, J.OHN. Ognuno è una parola breve spezzata da un punto, come un codice o il nome di un livello di un videogioco. Non è un vezzo grafico: tutto il disco gioca con l'immaginario dei primi videogiochi e della musica elettronica.
Un universo a 8 bit
La presentazione ufficiale spiega che il disco viene trasmesso attraverso un universo visivo originale a 8 bit, creato dall'artista Steve Wall, collaboratore di lunga data di Guiliana, che ne ha curato anche il missaggio. L'ispirazione è la cultura dei primi videogiochi e l'elettronica, con uno sguardo rivolto insieme al passato e al futuro.
Sintetizzatori e batteria
Il sito di Guiliana descrive «Beat Music 2.0» come un album potente e alimentato dai sintetizzatori, che condensa la sua visione in otto composizioni cinematografiche, fondendo produzione retrò e un modo di suonare futuristico. La presentazione del disco aggiunge un punto che è quasi una dichiarazione di poetica: in un'epoca sempre più segnata dall'automazione, «Beat Music 2.0» mette al centro la connessione umana e la collaborazione.
I musicisti del disco
Guiliana suona batteria, percussioni, elettronica, tastiere, chitarra e canta. Con lui Nicholas Semrad, tastierista che la presentazione collega agli Empire of the Sun; Stu Brooks al basso elettrico e all'elettronica, collaboratore dei Nine Inch Nails e di Danny Elfman; Tim Lefebvre al basso elettrico, che aveva suonato con David Bowie; Gretchen Parlato alla voce in D.RUM e B.ORN; e in B.ORN anche la voce di Marley Guiliana.
Dove è nato
Il disco è stato registrato a Los Angeles, in quattro studi: lo Studio 606, i Lucy's Meat Market, il 40Hz Studio di Stu Brooks e lo studio personale di Guiliana, battezzato HEERNT Headquarters. Il mastering è stato fatto a Brooklyn. La copertina è di Steve Wall e Oli Bentley.
Che cosa si ascolterà al Monk
La scaletta non è pubblicata. È ragionevole aspettarsi che il concerto ruoti intorno ai brani del nuovo disco, usciti poche settimane prima, ma Guiliana è un improvvisatore, e le versioni dal vivo di Beat Music non ricalcano mai il disco. Conviene ascoltare l'album prima, per riconoscere i temi, e poi ascoltare che cosa ne fa sul palco.
Chi è Mark Guiliana: biografia di un batterista di culto
Mark Guiliana è nato il 2 settembre 1980 a Florham Park, nel New Jersey; batterista, compositore, produttore ed educatore, è il fondatore di Beat Music e di Beat Music Productions. Oggi vive e lavora a Los Angeles.
Gli studi
Cresciuto nel New Jersey, Guiliana studia alla William Paterson University, dove si laurea nel 2003 in Jazz Studies and Performance. È un percorso accademico classico per un jazzista americano, ma il suo linguaggio prenderà presto altre strade: il jazz acustico, la musica elettronica, il rock.
Gli anni con Avishai Cohen
Il primo lungo capitolo della sua carriera è con il contrabbassista israeliano Avishai Cohen, con cui incide fra il 2003 e il 2008 album come «Lyla», «At Home», «Continuo», «As Is... Live at the Blue Note», «Gently Disturbed» e «Sha'ot Regishot». Sono i dischi che lo fanno conoscere al pubblico del jazz internazionale.
Heernt e i primi progetti propri
Nel 2005 registra con la band Heernt «Locked in a Basement», uscito nel 2006: il nome tornerà nel suo studio e nella sua casa editrice musicale. Poi arrivano i progetti a proprio nome: un EP nel 2010, «Beat Music» nel 2012, «A Form of Truth» nel 2013, «Beat Music: The Los Angeles Improvisations» e «My Life Starts Now» nel 2014, gli ultimi due pubblicati attraverso la sua Beat Music Productions.
Mehliana con Brad Mehldau
Nel 2014 esce «Taming the Dragon», per Nonesuch, disco d'esordio di Mehliana, il duo elettrico con Brad Mehldau alle tastiere e ai sintetizzatori. È una delle collaborazioni più discusse del jazz di quegli anni: uno dei pianisti più raffinati della sua generazione che lascia il pianoforte acustico per i sintetizzatori, e un batterista che porta l'elettronica dentro il jazz. Guiliana suonerà ancora con Mehldau in «Finding Gabriel» del 2019 e «Jacob's Ladder».
David Bowie e «Blackstar»
Il capitolo più noto al grande pubblico è quello con David Bowie. Guiliana suona in «Sue (Or in a Season of Crime)», nella raccolta «Nothing Has Changed» del 2014, e poi in «Blackstar», l'ultimo album di Bowie, uscito nel 2016, e nell'EP «No Plan» del 2017. Con il sassofonista Donny McCaslin, anche lui presente nella sua storia, Guiliana ha inciso «Perpetual Motion», «Casting for Gravity», «Fast Future» e «Beyond Now».
Le altre collaborazioni
L'elenco è lungo: Meshell Ndegeocello, Gretchen Parlato, Lionel Loueke, Dhafer Youssef, Tigran Hamasyan, Matisyahu, St. Vincent, il trio europeo Phronesis, Dave Douglas, Jason Lindner nel progetto Now vs Now, Matt Cameron dei Pearl Jam e dei Soundgarden, M83. Il sito ufficiale lo presenta come un collaboratore chiave di pensatori sonori originali, capace di suonare con la stessa naturalezza jazz acustico, elettronica di confine e rock. Le sue tournée lo hanno portato in sei continenti, e ha partecipato a più di trenta registrazioni.
Il quartetto jazz e gli anni di Edition Records
Accanto a Beat Music, Guiliana ha guidato un quartetto jazz acustico, con cui ha pubblicato «Family First» nel 2015 e «Jersey» nel 2017. Con Edition Records sono usciti «The Sound of Listening» e «Music for Doing» nel 2022, «Mischief» nel 2023, «MARK» nel 2024, «questions (volume one)» nel 2025 e ora «Beat Music 2.0».
«MARK», il disco da solo
Nel 2024 Guiliana pubblica «MARK», il suo primo album interamente solista, in cui suona percussioni, pianoforte, sintetizzatori e altro, stratificando le parti da solo. Il disco gli vale la candidatura ai Grammy per il miglior album strumentale contemporaneo, alla sessantasettesima edizione. Il sito ufficiale lo descrive come un lavoro che ha mostrato Guiliana come compositore, arrangiatore e polistrumentista.
I riconoscimenti e la critica
Nel 2016 la rivista DownBeat lo inserisce nei «25 for the Future». Il New York Times parla del culto di ammirazione che si è formato intorno a lui. Time Out London lo ha descritto con una formula diventata celebre: sommate i maestri dell'hard bop Elvin Jones e Art Blakey a una drum machine Roland 808 degli anni Ottanta, dividete per J Dilla e moltiplicate alla potenza di Squarepusher. Il risultato, secondo la rivista, è Mark Guiliana.
La discografia di Mark Guiliana: da dove cominciare
Come leader Mark Guiliana ha pubblicato una quindicina di album dal 2010 a oggi, e come ospite ha suonato in più di trenta registrazioni, da Avishai Cohen a David Bowie.
Il filone Beat Music
Per preparare il concerto del Monk il percorso più utile è il filone elettrico: «Beat Music» del 2012, «Beat Music! Beat Music! Beat Music!» del 2019 e «Beat Music 2.0» del 2026. Sono tre tappe dello stesso progetto, e ascoltate in fila mostrano come il suono si sia fatto più compatto e più narrativo.
Il disco per chi viene dal rock
Per chi arriva dal rock, il punto d'ingresso migliore è «Blackstar» di David Bowie. Ascoltare come la batteria di Guiliana regge brani come la title track o «Lazarus» spiega in pochi minuti perché la sua firma sia riconoscibile anche al servizio di un altro.
Il disco per chi viene dal jazz
Per chi ama il jazz acustico, «Jersey», con il quartetto, e «Taming the Dragon», con Mehldau, sono i due poli fra cui si muove Guiliana: la tradizione e la sua dissoluzione elettronica.
Il Monk, la sala di Mark Guiliana a Casal Bertone
Il Monk è in fondo a via Giuseppe Mirri 35, fra Casal Bertone e il Portonaccio, a meno di un chilometro dalla stazione Tiburtina, ed è attivo dal 2014. Il nome è un omaggio a Thelonious Sphere Monk, il pianista che fece dell'irregolarità ritmica uno stile.
Due casali in un parco
Il circolo è fatto di due casali, circa 500 metri quadrati in tutto, e di due aree all'aperto dentro un parco di un ettaro. Il sito ufficiale lo definisce un piccolo mondo rurale in un quartiere ad alta densità abitativa: si arriva fra palazzi e binari, si entra in un giardino.
Un cartellone aperto
Concerti grandi e piccoli, teatro, laboratori, presentazioni, festival, mercati e attività per famiglie, con bar e cucina. Il cartellone aggiornato è sul sito ufficiale del Monk. Un circolo intitolato a Thelonious Monk che ospita un batterista cresciuto nel jazz: la coincidenza è piacevole.
Senza barriere
Il circolo dichiara spazi privi di barriere architettoniche, aperti a tutte le età. Per chi si muove in sedia a rotelle o con un passeggino è un'informazione che conta.
Come arrivare al Monk per Mark Guiliana
Il Monk si raggiunge con la metro B o con i treni regionali FL1, FL2 e FL3 fino a Tiburtina, a meno di un chilometro, oppure con gli autobus 163, 409 e 545 indicati dal sito del circolo.
Metro e treno
Da Termini la metro B arriva a Tiburtina in pochi minuti; dalla stazione a via Giuseppe Mirri sono una decina di minuti a piedi. Con l'inizio alle 19 l'andata e il ritorno avvengono in pieno servizio serale, anche di domenica.
In autobus
Le linee 163, 409 e 545 servono la zona. La domenica le frequenze sono più basse che nei giorni feriali: conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC impostando giorno e ora del concerto.
In auto e in taxi
Casal Bertone è fuori dalla ZTL, e la domenica sera il parcheggio nelle vie vicine è in genere meno complicato del sabato. Per chi arriva da lontano il taxi fino a Tiburtina e gli ultimi passi a piedi restano la soluzione più rapida.
Da fuori Roma
Tiburtina è stazione dell'alta velocità. Chi arriva da un'altra città può prendere il treno nel pomeriggio, ascoltare il concerto e, a seconda della destinazione, ripartire la sera stessa: un vantaggio concreto della formula delle sette, che per un concerto di culto come questo attira appassionati da tutta Italia.
Biglietti per Mark Guiliana al Monk
I biglietti per Mark Guiliana al Monk si acquistano sul sito ufficiale del Monk, nella sezione biglietti collegata alla pagina del concerto, dove è indicato anche il prezzo.
Comprare per tempo
La sala Teatro ha una capienza contenuta e Guiliana ha un pubblico di batteristi, jazzisti e appassionati di elettronica che si muove anche da fuori città. Chi è sicuro di andare non aspetti gli ultimi giorni.
Informazioni
Per domande su biglietti, accessibilità e servizi il Monk indica l'indirizzo info@monkroma.it. È il canale giusto anche per chiedere se per questa data sono disponibili i giubbotti vibranti per le persone sorde: per un concerto costruito sul ritmo, l'esperienza vale doppio.
Come organizzare la domenica con Mark Guiliana
Il concerto di Mark Guiliana comincia alle 19:00: arrivando verso le 18:30 c'è il tempo di entrare, prendere qualcosa al bar e trovare posto in sala.
Il pomeriggio
Una passeggiata a Villa Torlonia, una visita al Verano, un giro fra le vie di San Lorenzo: la domenica pomeriggio a nord est di Roma offre più di quanto si pensi, tutto a pochi minuti dal Monk. L'8 novembre il sole tramonta prima delle cinque: le visite all'aperto vanno fatte presto.
La sera
Dopo il concerto San Lorenzo e il Pigneto sono le mete più vicine per una cena. La domenica sera molte trattorie chiudono presto o sono in turno di riposo: meglio verificare e prenotare prima.
L'ascolto prima di uscire
«Beat Music 2.0» dura una quarantina di minuti: si ascolta per intero nel viaggio verso il Monk. È la preparazione migliore.
Casal Bertone e i dintorni del Monk
Casal Bertone è un quartiere del quadrante est di Roma, chiuso fra la ferrovia di Tiburtina, la via Prenestina e il Portonaccio, cresciuto accanto allo scalo ferroviario.
Il quartiere dei binari
La ferrovia segna tutta la zona. Il Monk si presenta come nato fra Casalbertone e Portonaccio, e negli ultimi anni l'area intorno a Tiburtina, con la nuova stazione, ha cambiato volto. Circoli come questo hanno portato qui un pubblico che prima attraversava il quartiere solo in treno.
Il Verano e San Lorenzo
Oltre i binari, verso ovest, ci sono il Cimitero del Verano e la basilica di San Lorenzo fuori le Mura. Il quartiere di San Lorenzo, universitario e serale, è a pochi minuti di autobus o di taxi.
Porta Maggiore
Verso sud, oltre la Prenestina, Porta Maggiore ricorda che anche questa periferia poggia su acquedotti di duemila anni: una visita di mezz'ora, prima del concerto, che vale il piccolo giro.
Dove mangiare al Monk e nei dintorni
Il Monk ha una propria cucina con food truck: mangiare nel circolo, prima o dopo Mark Guiliana, è la soluzione più comoda.
La cucina del circolo
Il menu pubblicato sul sito comprende hamburger, supplì, falafel e parmigiana, con opzioni vegane e senza glutine. Chi ha allergie importanti deve segnalarlo al personale al momento dell'ordine.
Nei dintorni
Fra Casal Bertone e il Portonaccio ci sono trattorie e pizzerie di quartiere, senza pretese e frequentate soprattutto dai residenti. L'offerta più ampia è a San Lorenzo e al Pigneto, entrambi raggiungibili in pochi minuti.
Accessibilità, bambini e informazioni pratiche
Il Monk dichiara spazi privi di barriere architettoniche e pubblica una pagina sull'accessibilità con le regole per bambini, minorenni e persone sorde.
Con i bambini
I bambini fino a dodici anni entrano gratis se accompagnati da un adulto con biglietto, uno per adulto. Per un ragazzo che studia batteria, vedere Guiliana a pochi metri è una lezione che nessun video sostituisce. Un paio di cuffie antirumore per i più piccoli è una precauzione sensata.
Minorenni
I minori partecipano solo se accompagnati da un genitore o da un parente maggiorenne con delega firmata. Chi pensa di mandare un figlio adolescente con gli amici deve tenerne conto.
Giubbotti vibranti
Per alcuni concerti segnalati il Monk mette a disposizione i giubbotti Woojer Vest 3, che permettono alle persone sorde di percepire la musica attraverso le vibrazioni. Per questa data conviene chiedere in anticipo a info@monkroma.it.
Una curiosità su Mark Guiliana Beat Music 2.0 al Monk — 8 novembre 2026
La curiosità più bella riguarda i titoli del nuovo disco. B.ANG, P.LAY, B.EAT, D.RUM, B.ORN, W.EST, M.OVE, J.OHN: otto parole di quattro o cinque lettere, ciascuna spezzata da un punto dopo l'iniziale. Sembrano nomi di file, o livelli di un videogioco degli anni Ottanta, ed è proprio l'effetto voluto: il disco nasce da un immaginario a 8 bit creato con l'artista Steve Wall. Ma letti in fila raccontano anche qualcos'altro. Bang, play, beat, drum, born, west, move: sono le parole di un batterista, il suono, il gioco, il colpo, lo strumento, la nascita, l'Ovest dove oggi vive, il movimento. L'ultimo titolo, J.OHN, è un nome proprio, e il disco non spiega a chi si riferisca.
La seconda curiosità è nella formula con cui Time Out London lo descrisse anni fa, diventata quasi un biglietto da visita: prendete Elvin Jones e Art Blakey, aggiungete una Roland 808, dividete per J Dilla e moltiplicate per Squarepusher. È una battuta, ma è anche una definizione precisa: due giganti della batteria jazz, la drum machine dell'hip hop e dell'elettronica, un produttore hip hop e un musicista della musica elettronica più estrema. Guiliana suona tutte queste cose con una batteria vera.
La terza è romana: suona in un circolo intitolato a Thelonious Monk, il pianista che più di ogni altro ha giocato con gli accenti spostati. Per un batterista che fa lo stesso, la sala giusta.
Una cosa che non ti dice nessuno su Mark Guiliana Beat Music 2.0 al Monk — 8 novembre 2026
Quello che raramente si dice di Guiliana è quanto la sua musica sia costruita sulla sottrazione. Chi va a sentire un batterista famoso si aspetta spesso un assolo lungo, velocità, spettacolo. Guiliana può fare tutto questo, ma il suo marchio è un altro: suonare pattern che sembrano programmati da una macchina, con una precisione ossessiva, e poi spostarli di un niente, rompere la simmetria, lasciare un vuoto dove l'orecchio si aspetta un colpo. La presentazione del nuovo disco lo dice chiaramente: in un'epoca sempre più automatizzata, «Beat Music 2.0» mette al centro la connessione umana.
Al Monk questo significa una cosa pratica: l'ascolto va fatto con attenzione. Il momento migliore di un concerto di Guiliana raramente è quello più rumoroso. È quando la band tiene un groove per minuti e la batteria lo trasforma dall'interno, colpo dopo colpo, senza che nessuno se ne accorga subito.
La seconda cosa che nessuno dice riguarda i batteristi in sala. A un concerto di Guiliana una parte del pubblico suona la batteria, e lo si riconosce: guarda il piede destro, il charleston, le bacchette. Se vi capita di essere vicini a uno di loro, chiedete che cosa sta guardando. Imparerete più in una sera che in un anno di ascolti distratti.
Il consiglio che ti do per visitare Mark Guiliana Beat Music 2.0 al Monk — 8 novembre 2026
Siate puntuali. Con la formula Concerto Presto le sette sono le sette, e arrivare con venti minuti di ritardo, per abitudine romana, significa perdere l'inizio, che in un set di Beat Music è spesso il momento in cui la band costruisce il suono della serata.
Secondo consiglio: ascoltate «Beat Music 2.0» per intero, andando al concerto. Dura una quarantina di minuti, esattamente il viaggio da molte zone di Roma a Tiburtina. Arriverete con i temi in testa, e potrete ascoltare dal vivo non che cosa suona Guiliana, ma come lo trasforma.
Terzo: scegliete il posto in funzione della batteria. Se volete vedere le mani e i piedi, mettetevi di lato rispetto al palco, non al centro, dove la cassa e i piatti coprono la visuale. Se invece volete il suono migliore, stare a metà sala, davanti al banco del fonico, resta la scelta giusta.
Ultimo: se andate con un ragazzo che studia musica, portatelo. Il biglietto è una lezione, e una lezione così, a Roma, non ricapita spesso.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Mark Guiliana ha suonato in «Blackstar», l'ultimo album di David Bowie, uscito nel 2016. Meno spesso si ricorda che Guiliana arrivava a quel disco dal jazz, e da un sodalizio già lungo con il sassofonista Donny McCaslin, con cui aveva inciso «Perpetual Motion» nel 2011, «Casting for Gravity» nel 2012 e «Fast Future» nel 2014; dopo «Blackstar» i due incisero ancora «Beyond Now». Non un turnista del rock, dunque, ma un jazzista chiamato a dare suono all'ultimo Bowie.
Altro fatto noto e poco citato: prima di «Blackstar» c'era stato «Sue (Or in a Season of Crime)», pubblicato nel 2014 nella raccolta «Nothing Has Changed». Anche lì c'era Guiliana.
E ancora: il primo grande palcoscenico internazionale di Guiliana non fu il rock ma il jazz israeliano. Fra il 2003 e il 2008 incise sei album con il contrabbassista Avishai Cohen, compreso un disco dal vivo al Blue Note di New York. Il batterista del Bowie finale si è formato dunque in un trio jazz acustico. È la chiave per capire perché, anche nelle pagine più elettroniche di «Beat Music 2.0», la batteria respiri come uno strumento jazz.
La foto giusta da fare a Mark Guiliana Beat Music 2.0 al Monk — 8 novembre 2026
La foto del Monk si fa fuori, e a novembre va fatta presto. L'8 novembre il sole tramonta prima delle cinque: chi arriva verso le cinque e mezza trova il parco nella luce blu del crepuscolo, con i due casali illuminati e i palazzi di Casal Bertone sullo sfondo. È l'immagine che racconta il luogo.
In sala, niente flash e niente video lunghi. La foto giusta di un concerto di Guiliana non è il primo piano del volto, ma la batteria: le mani in movimento, i piatti che riflettono le luci, i tamburi in controluce. Con un tempo di scatto un po' più lungo, le bacchette diventano scie: l'effetto racconta la velocità meglio di qualsiasi video.
La terza foto è per chi colleziona dischi. «Beat Music 2.0» esiste anche in vinile rosso trasparente: una copia fotografata davanti all'ingresso del Monk, con l'insegna alle spalle, è il tipo di ricordo che fra vent'anni varrà più di cento video mossi.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Monk come spazio culturale comincia nel 2014, quando i due casali in fondo a via Giuseppe Mirri e il parco di un ettaro che li circonda si aprono alla città con concerti, teatro, laboratori, presentazioni e attività per famiglie. Fin dall'inizio il circolo sceglie l'apertura a tutte le età e l'assenza di barriere architettoniche.
Negli anni la programmazione cresce fino a comprendere band storiche del rock internazionale, jazz, cantautori, elettronica e comicità. D'estate si vive nel parco, d'autunno e d'inverno nella sala Teatro. Più di recente il circolo ha introdotto i giubbotti vibranti Woojer Vest 3 per le persone sorde e la formula Concerto Presto per i concerti delle sette: due scelte piccole che hanno allargato il pubblico.
Il quartiere intorno è una periferia nata con la ferrovia. Casal Bertone e il Portonaccio crescono a ridosso dello scalo e della stazione Tiburtina, uno dei principali nodi ferroviari di Roma e oggi stazione dell'alta velocità.
Per Guiliana la cronologia romana si scrive l'8 novembre 2026, sei settimane dopo l'uscita di «Beat Music 2.0». Il resto della sua storia è fatto di date che il pubblico del Monk conosce: il 2003 della laurea e dei primi dischi con Avishai Cohen, il 2014 di Mehliana, il 2016 di «Blackstar», il 2019 di «Beat Music! Beat Music! Beat Music!», il 2024 di «MARK» e della candidatura ai Grammy.
Chi è passato da Mark Guiliana Beat Music 2.0 al Monk — 8 novembre 2026
Il Monk non pubblica un archivio completo dei concerti ospitati dal 2014, ma il programma dell'autunno 2026 dà un'idea del livello degli artisti che passano da questa sala. A ottobre JMSN, i Lemonheads, gli Azymüth, corto.alto, Fink e i Fleshtones per i loro cinquant'anni. Dopo Guiliana, a novembre, i Marlene Kuntz che suonano per intero «Il vile» e Henge con Mark The Hammer; a dicembre Desire, i Modena City Ramblers e i Downtown Boys.
Nella storia di Guiliana, poi, passano alcuni dei nomi più importanti della musica degli ultimi vent'anni. David Bowie, per cui ha suonato in «Blackstar». Brad Mehldau, compagno di Mehliana. St. Vincent, Meshell Ndegeocello, Matt Cameron dei Pearl Jam e dei Soundgarden, M83. Avishai Cohen, Donny McCaslin, Lionel Loueke, Tigran Hamasyan, Dhafer Youssef, Dave Douglas. E Gretchen Parlato, che canta in due brani del nuovo disco.
La sera dell'8 novembre, in una sala di Casal Bertone, passa anche un pezzo di quella storia. Non capita spesso, a Roma, di sentire da così vicino il batterista di «Blackstar».
Domande frequenti su Mark Guiliana al Monk
Quando suona Mark Guiliana a Roma?
Mark Guiliana suona a Roma domenica 8 novembre 2026 alle 19:00 al Monk, nella sala Teatro del circolo di Casal Bertone, con il progetto «Beat 2.0». È una data singola in formula Concerto Presto, cioè con inizio anticipato alle sette di sera, annunciata nel programma ufficiale del Monk.
Dove si trova il Monk?
Il Monk si trova in via Giuseppe Mirri 35, 00159 Roma, nel quartiere Casal Bertone, a meno di un chilometro dalla stazione Tiburtina. Si arriva con la metro B e con i treni FL1, FL2 e FL3 fino a Tiburtina, oppure con gli autobus 163, 409 e 545.
Come si comprano i biglietti per Mark Guiliana al Monk?
I biglietti per Mark Guiliana al Monk si comprano sul sito ufficiale del Monk, nella sezione biglietti collegata alla pagina del concerto, dove è pubblicato anche il prezzo. Per informazioni il circolo indica l'indirizzo info@monkroma.it.
Chi è Mark Guiliana?
Mark Guiliana è un batterista e compositore americano nato nel 1980 nel New Jersey, fondatore di Beat Music. Ha suonato in «Blackstar» di David Bowie, con Brad Mehldau nel duo Mehliana, con Avishai Cohen, St. Vincent e Meshell Ndegeocello; il suo album «MARK» è stato candidato ai Grammy.
Che cos'è «Beat Music 2.0»?
«Beat Music 2.0» è l'album di Mark Guiliana uscito il 25 settembre 2026 per Edition Records: otto brani con sintetizzatori e batteria, ispirati ai primi videogiochi e all'elettronica, con Nicholas Semrad, Stu Brooks, Tim Lefebvre e Gretchen Parlato. È il seguito di «Beat Music! Beat Music! Beat Music!» del 2019.
A che ora finisce il concerto di Mark Guiliana al Monk?
Il concerto di Mark Guiliana al Monk comincia alle 19:00 e il circolo non pubblica l'orario di fine. Con la formula Concerto Presto è ragionevole contare sulla serata libera dopo la musica; per un orario preciso conviene scrivere al Monk.
Si può andare al concerto di Mark Guiliana con i bambini?
Al Monk i bambini fino a dodici anni entrano gratis con un adulto munito di biglietto, uno per adulto, e i minorenni solo con un genitore o un parente maggiorenne con delega. L'inizio alle 19 di domenica rende il concerto di Mark Guiliana adatto anche a ragazzi che studiano musica.
Il consiglio finale su Mark Guiliana al Monk
Ci sono concerti che si vanno a sentire e concerti che si vanno a studiare. Mark Guiliana al Monk è tutte e due le cose. Ascoltate «Beat Music 2.0» prima, arrivate alle sette in punto, scegliete un posto da cui si vedano le mani, e lasciate il telefono in tasca. Il batterista di «Blackstar», di domenica sera, a dieci minuti da Tiburtina: una serata così, a Roma, non si rimanda.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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