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Mario Cresci, I luoghi del possibile alla galleria Matèria — dal 3 ottobre al 5 dicembre 2026

Mario Cresci, I luoghi del possibile è la mostra personale che la galleria Matèria dedica a uno dei fotografi più sperimentali d'Italia, dal 3 ottobre al 5 dicembre 2026, in Via dei Latini 27, nel quartiere di San Lorenzo, a Roma. L'inaugurazione è sabato 3 ottobre dalle 18 alle 21. L'ingresso è libero, come indicano le schede dell'evento pubblicate dal portale turistico di Roma Capitale e dalla guida Zero. Gli orari di apertura nei giorni successivi sono comunicati dalla galleria sul suo sito ufficiale, materiagallery.com. San Lorenzo si raggiunge a piedi dalla stazione Termini, oppure con i tram 3 e 19, che attraversano il quartiere; la galleria è nella parte interna, fra le vie dedicate agli antichi popoli italici, a pochi passi da Via dei Volsci e da Largo degli Osci.

Mario Cresci, I luoghi del possibile: che cosa si vedrà

I luoghi del possibile riunisce una serie di opere inedite di Mario Cresci che spaziano tra tecniche miste, disegno, scultura e fotografia. È questo il dato di partenza fornito dalla presentazione ufficiale della mostra: lavori nuovi, mai esposti prima, e una varietà di mezzi che conferma quanto il fotografo ligure abbia sempre rifiutato il recinto della fotografia pura.

La mostra si concentra su una dimensione meno nota del lavoro di Cresci: il ruolo che oggetti, forme e gesti hanno avuto come presenza costante lungo tutto il corso della sua ricerca. Chi conosce Cresci per i grandi reportage lucani degli anni Settanta troverà qui un altro volto dello stesso autore, quello che lavora sulle cose, sulle loro sagome, sul segno che la mano lascia quando le tocca o le disegna.

Un ritorno in galleria

Per Cresci si tratta di un ritorno: la presentazione parla esplicitamente di un artista che torna a esporre in galleria. Matèria aveva già dedicato a Cresci una personale, Combinazioni provvisorie, e il legame fra la galleria e il fotografo si inserisce nella linea di lavoro di Matèria, che nei primi anni di attività si è concentrata proprio sulle interpretazioni artistiche del mezzo fotografico.

Perché oggetti, forme e gesti

Il tema scelto non è un pretesto. Tutta la carriera di Cresci è costruita sull'idea che la fotografia sia uno strumento per indagare la realtà più che un modo per produrre belle immagini. Gli oggetti quotidiani, gli attrezzi del lavoro contadino, le forme geometriche, i gesti delle mani: sono motivi che tornano nelle sue serie dagli anni Sessanta in poi. Una mostra che li raccoglie in lavori nuovi è un'occasione per vedere come un autore di oltre ottant'anni continui a interrogare gli stessi materiali con strumenti diversi.

Il mio giudizio

Per chi ama la fotografia italiana del Novecento, una personale di Cresci in una galleria raccolta vale più di una grande retrospettiva. In uno spazio piccolo si guarda da vicino, si vede la carta, la grana, il segno a matita accanto alla stampa. Ed è proprio lì, nella contaminazione fra fotografia e disegno, che Cresci dà il meglio.

Orari, ingresso e inaugurazione di I luoghi del possibile

L'inaugurazione di I luoghi del possibile è sabato 3 ottobre 2026 dalle 18 alle 21, nella sede di Matèria in Via dei Latini 27; la mostra chiude il 5 dicembre 2026.

L'ingresso

La mostra è a ingresso libero, secondo la scheda pubblicata dalla guida Zero e ripresa dal portale turistico di Roma Capitale. Non servono biglietti né prenotazioni per la serata di apertura.

I giorni di apertura

Le gallerie private di Roma seguono di solito un orario pomeridiano nei giorni feriali e restano chiuse la domenica e il lunedì, ma ogni spazio decide per sé. Per Matèria gli orari da seguire sono quelli pubblicati sul sito ufficiale della galleria o comunicati dalla galleria stessa: conviene controllarli prima di muoversi, soprattutto se si arriva da fuori quartiere.

L'inaugurazione o un giorno qualsiasi

Due modi diversi di vedere la stessa mostra. L'opening è il momento per incontrare l'artista, il pubblico dell'arte romana, gli studenti della vicina università; le opere, però, si vedono male fra tanta gente. Un pomeriggio feriale di ottobre o novembre regala invece la galleria quasi vuota e il tempo di guardare ogni pezzo. Il consiglio migliore è fare entrambe le cose.

Chi è Mario Cresci: la biografia

Mario Cresci è un fotografo e artista italiano nato a Chiavari il 26 febbraio 1942, considerato uno dei pochi veri sperimentatori della fotografia italiana del secondo Novecento. La sua ricerca unisce fotografia, disegno, pittura, performance, video e installazione, in una contaminazione fra linguaggi che ha teorizzato e applicato per sessant'anni.

La formazione fra Genova e Venezia

Nel 1960 Cresci si diploma al liceo artistico Barabino di Genova. Grazie a una borsa di studio del Rotary della sua città frequenta poi il Corso Superiore di Industrial Design di Venezia, nato da poco, dove termina gli studi nel 1966. È a Venezia che scopre la fotografia, nel corso tenuto da Italo Zannier, uno dei maestri della storia e della didattica fotografica italiana. La formazione da designer spiega molto del suo sguardo: il metodo, lo schema, il progetto vengono prima dello scatto.

La Basilicata

Nel 1966 Cresci realizza il suo primo reportage in Basilicata e nel 1967 vi si trasferisce, a Tricarico, in provincia di Matera. Il motivo è una ricerca del gruppo Polis, di cui fa parte, destinata alla redazione del piano regolatore del piccolo comune. Nel 1968 lavora a Roma come fotografo di scena; nel 1974 si trasferisce a Matera, dove apre uno studio di grafica. In Lucania resterà per circa quindici anni, e da quel lungo soggiorno nascono alcune delle serie più importanti della fotografia italiana di quegli anni.

Le gallerie e l'insegnamento

Dal 1975 Cresci comincia a esporre in gallerie italiane ed europee. Fra il 1991 e il 2000 dirige l'Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo. Dal 1991 insegna teoria e metodo della fotografia alla Nuova accademia di belle arti e alla Scuola politecnica di design di Milano, all'Università di Napoli L'Orientale, all'Università di Parma e all'ISIA di Urbino. Dal 2004 è docente di fotografia all'Accademia di Brera. Generazioni di fotografi italiani sono passate dalle sue aule.

La ricerca di Mario Cresci: fotografia come lingua

La cifra di Mario Cresci è una concezione operativa della fotografia: uno strumento per indagare la realtà, non per produrre immagini fini a se stesse. Il critico Enrico De Pascale, autore della monografia uscita nel 2007 per Federico Motta, ha insistito su questo punto, descrivendo la fotografia di Cresci come una lingua versatile, capace di scandagliare i segni disseminati nel mondo.

Contro il momento decisivo

De Pascale ha messo a confronto Cresci con Henri Cartier-Bresson. Il fotografo francese coglie l'attimo; Cresci invece pensa e si prepara, studia schemi e impostazioni diverse ogni volta, perché è prima di tutto un ricercatore. Per questo, osserva il critico, Cresci prende le distanze dalla presunta infallibilità del momento decisivo. È una differenza di metodo che si vede nelle stampe: le sue immagini hanno l'aria di esperimenti controllati più che di istanti rubati.

La Lucania senza folklore

Anche in Basilicata Cresci ha evitato la strada più battuta. Prima di lui, i fotografi al seguito dell'etnologo Ernesto De Martino avevano documentato il folklore e l'antropologia del popolo lucano; molti altri avevano scelto il racconto sociale di derivazione neorealista. Cresci, secondo De Pascale, ha unito la sistematicità e la razionalità del metodo investigativo alla fantasia e alla sensibilità visiva dell'artista. Il risultato è una Basilicata vista come un sistema di segni, oggetti, gesti: esattamente i temi che tornano in I luoghi del possibile.

La contaminazione

Cresci ha usato il mezzo fotografico in un senso opposto al concetto di veridicità del reale. Grafica, disegno, video, pittura, performance e installazione entrano nel suo lavoro come parti dello stesso discorso. Chi arriva a Matèria aspettandosi solo stampe fotografiche troverà sculture e disegni, e capirà che non si tratta di divagazioni: è il cuore del metodo.

Premi, libri e mostre di Mario Cresci

Mario Cresci ha ricevuto il Premio Niepce italiano per la fotografia nel 1967, il Premio Bolaffi nel 1977 e, nel 1982, il Premio Scanno per il libro Martina Franca immaginaria e il Premio Basilicata per La terra inquieta.

I libri

La sua bibliografia è lunga e segue passo passo la sua ricerca: Matera, immagini e documenti del 1975, Misurazioni del 1977, Marche del 1979, Martina Franca immaginaria e La terra inquieta del 1981, Basilicata. Immagini di un paesaggio imprevisto del 1983, Lezioni di fotografia con Lello Mazzacane dello stesso anno, Racconti di grafica: percorsi di ricerca tra fotografia e disegno del 1989, Matera: luoghi d'affezione del 1992, L'officina dei segni con Enzo Biffi Gentili del 2006, fino a Segni Migranti del 2019. Il titolo del 1989 potrebbe essere il sottotitolo della mostra romana.

Le mostre storiche

Le sue opere sono state esposte a Parigi per il Prix Niepce nel 1967, a Helsinki per Fotomedia nel 1976, ad Arles per la rassegna sulla fotografia italiana nel 1978, alla Triennale di Milano nel 1980. Nel 1982 Scanno gli dedicò una mostra in coppia con Henri Cartier-Bresson, lo stesso autore da cui la critica lo ha sempre distinto. Nel 1981 era a Roma, nella rassegna Linee della ricerca artistica in Italia.

Le mostre recenti

Nel 2017 Bergamo ha ospitato La Fotografia del no 1964-2016, una grande ricognizione della sua carriera. Nel 2023 Roma gli ha dedicato Un esorcismo del tempo, e lo stesso anno Cresci ha partecipato a L'Italia è un desiderio, ancora a Roma, e a Colorland a Bergamo. Sue fotografie fanno parte della collezione permanente del Ma.Co.f., il Centro della Fotografia Italiana aperto a Brescia nel 2016 in Palazzo Martinengo Colleoni, voluto da Gianni Berengo Gardin e Uliano Lucas.

La galleria Matèria a San Lorenzo

Matèria è una galleria d'arte contemporanea aperta al pubblico nel 2015 nel quartiere di San Lorenzo, a Roma, in Via dei Latini 27. Il programma, come spiega la galleria, tocca tutti gli aspetti dell'arte contemporanea, con un'attenzione particolare, nei primi anni, all'uso e alle interpretazioni artistiche del mezzo fotografico.

Quattro mostre l'anno

Il calendario di Matèria prevede quattro mostre all'anno, pensate e prodotte direttamente con gli artisti, spesso in dialogo con lo spazio secondo un approccio site specific. È un ritmo lento, lontano dalla rotazione continua di molte gallerie commerciali: ogni mostra resta aperta a lungo, come questa di Cresci, che dura più di due mesi.

Una scuderia di artisti

Fin dalla fondazione, lo scopo dichiarato della galleria è sviluppare il lavoro di un gruppo selezionato di artisti. Le mostre in sede puntano sulla ricerca e sulla sperimentazione, e i risultati sono presentati in un numero crescente di fiere d'arte italiane e internazionali. Per un autore come Cresci, che ha sempre fatto della sperimentazione il proprio mestiere, è una casa coerente.

Che cosa aspettarsi

Non ci si aspetti un museo: una galleria privata si percorre in poco tempo, e l'attenzione va tutta alle opere. È il formato ideale per un autore che chiede di guardare da vicino, e per una visita da inserire in una passeggiata più lunga nel quartiere.

San Lorenzo: il quartiere della galleria

San Lorenzo è la zona urbanistica 3B del Municipio II di Roma, stretta fra le Mura aureliane all'altezza di Porta Tiburtina e il cimitero del Verano, attraversata dal primo tratto di Via Tiburtina. Prende il nome dalla basilica di San Lorenzo fuori le mura.

Un quartiere operaio

Prima dell'Unità, oltre le Mura c'erano soltanto campi, la basilica e il primo nucleo del Verano. Nel 1865 fu aperto lo scalo merci di San Lorenzo, tuttora in uso; nel 1879 arrivò la tranvia a vapore Roma Tivoli, con capolinea a porta San Lorenzo. Fra il 1884 e il 1888 si costruirono gli alloggi per i ferrovieri, gli operai e gli artigiani venuti dai paesi vicini: da qui le case a ringhiera che ancora oggi segnano il quartiere. Il primo documento ufficiale che nomina San Lorenzo è una delibera sulla toponomastica del 1887.

Le vie dei popoli italici

Le strade di San Lorenzo sono dedicate in gran parte agli antichi popoli italici: Via dei Latini, dove si trova Matèria, Via dei Volsci, Via dei Sabelli, Via dei Marrucini, Via dei Piceni, Largo degli Osci. Passeggiando si attraversa una specie di carta geografica dell'Italia preromana.

Dal Novecento a oggi

Dagli anni Ottanta il quartiere ha perso a poco a poco la sua fisionomia popolare: agli abitanti storici si sono sostituiti studenti della vicina Sapienza, artisti, artigiani, scrittori, attori, registi. Oggi San Lorenzo è il principale quartiere universitario di Roma, con pub, ristoranti, club, associazioni culturali e gallerie. L'ex Pastificio Cerere, un edificio industriale di inizio Novecento, è diventato un centro di arte contemporanea: la presenza di Matèria si inserisce in questa geografia.

Come arrivare alla galleria Matèria

La galleria Matèria si trova in Via dei Latini 27, a San Lorenzo, a breve distanza dalla stazione Termini e dalla Città universitaria della Sapienza.

A piedi da Termini

San Lorenzo confina con l'area della stazione Termini, sul lato orientale: a piedi si raggiunge Porta Tiburtina e da lì si entra nel quartiere fino a Via dei Latini, con una camminata di una ventina di minuti. È la soluzione più semplice per chi arriva in treno o con le metro A e B, che si incrociano a Termini.

In tram

I tram 3 e 19 attraversano San Lorenzo e lo collegano, da una parte, con il Policlinico, Villa Borghese e i musei di viale delle Belle Arti, dall'altra con Porta Maggiore e, per il 3, con San Giovanni e il Colosseo. Per chi viene dal Flaminio o dai Parioli è il mezzo più comodo, senza cambi.

In auto

San Lorenzo è un quartiere di strade strette e parcheggi scarsi, soprattutto la sera del sabato, quando la vita notturna universitaria richiama gente da tutta la città. Per l'inaugurazione del 3 ottobre è meglio lasciare l'auto a casa.

In bicicletta e monopattino

Il quartiere è pianeggiante e compatto, e i mezzi in condivisione sono diffusi. Attenzione però ai sampietrini e ai binari del tram, che in alcune vie rendono scomodi due ruote piccole.

Cosa vedere intorno a Matèria

Intorno alla galleria Matèria si concentrano alcuni dei luoghi più densi di storia della Roma postunitaria, a pochi minuti a piedi l'uno dall'altro.

Il Verano e San Lorenzo fuori le mura

Il cimitero del Verano è il grande cimitero monumentale di Roma, un museo all'aperto di scultura dell'Ottocento e del Novecento. Accanto, la basilica di San Lorenzo fuori le mura sorge sulla tomba del martire Lorenzo, ucciso nel 258 durante la persecuzione di Valeriano; la prima basilica fu fatta erigere da Costantino, la ristrutturazione più imponente si deve a papa Onorio III nel Duecento, e la chiesa custodisce anche le spoglie di santo Stefano, il primo martire. Nella zona di Via dei Volsci si lavorano da sempre i marmi per le lapidi del Verano.

Porta Tiburtina e le Mura

Porta Tiburtina nacque come arco costruito da Augusto nel 5 avanti Cristo per far passare sopra la strada gli acquedotti dell'Aqua Marcia, dell'Aqua Tepula e dell'Aqua Iulia; fu poi inglobata nelle Mura aureliane. Le chiavi di volta sono decorate da bucrani, teschi di bue scolpiti nel travertino.

La Sapienza

A nord del quartiere si apre la Città universitaria, costruita dal 1933 con un contributo decisivo di Marcello Piacentini. Dentro ci sono piccoli musei poco frequentati: la Gipsoteca, il Museo di Antropologia Giuseppe Sergi e il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, un buon complemento per chi arriva da Matèria con la voglia di altra arte.

Porta Maggiore

Proseguendo verso sud si arriva a Porta Maggiore, il punto in cui convergevano gli acquedotti antichi, e alla basilica sotterranea, visitabile solo in date e con modalità stabilite.

Dove mangiare a San Lorenzo

San Lorenzo è uno dei quartieri romani con più scelta per cenare dopo una mostra: trattorie di cucina romana, pizzerie, osterie, locali per studenti e bar per l'aperitivo, a prezzi in genere più bassi del centro storico.

Intorno a Largo degli Osci

Il tratto fra Via dei Volsci, Largo degli Osci e Via dei Falisci, a pochi passi da Matèria, raccoglie osterie storiche e locali più recenti. La guida Zero, nella scheda della mostra, segnala in zona La Piazzetta in Largo degli Osci, il Bar Marani in Via dei Volsci e la trattoria Da Franco ar Vicoletto in Via dei Falisci: indirizzi di quartiere, frequentati da residenti e studenti.

Il sabato sera

La sera dell'inaugurazione cade di sabato, e il sabato San Lorenzo è pieno. Chi vuole cenare subito dopo l'opening, verso le 21, farà bene a prenotare. Chi non l'ha fatto trova sempre una pizza al taglio o un piatto veloce, ma deve rinunciare alla tavola apparecchiata.

Il pomeriggio

Per una visita feriale, i bar storici del quartiere sono il posto giusto per un caffè prima o dopo la galleria. È un modo per vedere San Lorenzo di giorno, quando è un quartiere di residenti e di studenti che vanno a lezione.

Accessibilità, famiglie e informazioni pratiche

La galleria Matèria non pubblica sul proprio sito indicazioni specifiche sull'accessibilità per persone con mobilità ridotta: chi ne ha bisogno deve contattare la galleria prima della visita, usando i recapiti indicati su materiagallery.com.

Con i bambini

Una galleria piccola è un buon posto per avvicinare i ragazzi all'arte contemporanea: la visita dura poco, le opere si guardano da vicino, e un lavoro fatto di oggetti, sculture e disegni parla ai più giovani più di una parete di sole fotografie. All'inaugurazione, con la folla del sabato sera, conviene invece lasciare a casa i più piccoli.

Fotografie in galleria

Le regole sulle fotografie in sala le decide la galleria. In genere, nelle gallerie private, scattare col telefono senza flash è tollerato; meglio chiedere comunque.

Il meteo di ottobre

Ottobre a Roma è spesso ancora mite, ma è anche il mese in cui arrivano i primi temporali seri. Un ombrello in borsa, a San Lorenzo, non è mai sprecato.

Una curiosità su Mario Cresci, I luoghi del possibile alla galleria Matèria — dal 3 ottobre al 5 dicembre 2026

La curiosità che pochi conoscono riguarda un primato. Mario Cresci è l'autore della prima installazione fotografica mai realizzata in Europa: la presentò nel 1969 al Diaframma di Lanfranco Colombo, a Milano. Erano gli anni della contestazione, e Cresci volle mettere in scena il rapporto fra produzione e consumo.

L'opera era un ambiente cilindrico con circa mille cilindri trasparenti, ciascuno dei quali conteneva una fotografia anch'essa trasparente. Le immagini erano frammenti del consumismo di quegli anni, giocati sul contrasto fra immagini della ricchezza e immagini della povertà. Per la fotografia di allora, abituata alla stampa appesa a parete, fu una rottura: l'immagine diventava oggetto, spazio da attraversare, materia.

Il legame con la mostra di Matèria è evidente. I luoghi del possibile indaga proprio il ruolo di oggetti, forme e gesti nel lavoro di Cresci: quella sala di cilindri del 1969 è la prima prova pubblica di un'idea che l'artista non ha mai abbandonato. Vedere oggi, a più di cinquant'anni di distanza, le sue sculture e i suoi disegni inediti in una galleria che si chiama Matèria ha qualcosa di circolare, come lo stesso Cresci ha descritto il proprio percorso.

Una cosa che non ti dice nessuno su Mario Cresci, I luoghi del possibile alla galleria Matèria — dal 3 ottobre al 5 dicembre 2026

Quello che nessuno dice è che Cresci, prima di essere fotografo, è stato designer e grafico. Si è formato al Corso Superiore di Industrial Design di Venezia, ha aperto a Matera uno studio di grafica, ha intitolato un suo libro del 1989 Racconti di grafica: percorsi di ricerca tra fotografia e disegno. Chi entra a Matèria aspettandosi il reportage lucano resterà spiazzato; chi conosce questa formazione capirà subito perché accanto alle fotografie ci sono disegni, tecniche miste e sculture.

La seconda cosa è che Cresci ha passato una parte della sua carriera a Roma senza che la città se ne ricordi molto. Nel 1968 lavorava qui come fotografo di scena. Nel 1981 era nella rassegna romana Linee della ricerca artistica in Italia; nel 2023 la capitale gli ha dedicato Un esorcismo del tempo. Una personale in una galleria di San Lorenzo, lontana dai circuiti museali, è coerente con questa presenza discreta.

La terza riguarda l'età. Cresci è nato nel 1942: presentare opere inedite a ottantaquattro anni significa che la ricerca è ancora aperta. È un buon motivo per non aspettare la prossima retrospettiva: il lavoro che si vede a Matèria è nuovo, e forse non tornerà in questa forma.

Il consiglio che ti do per visitare Mario Cresci, I luoghi del possibile alla galleria Matèria — dal 3 ottobre al 5 dicembre 2026

Il consiglio è di preparare la visita guardando prima qualche immagine delle serie lucane di Cresci degli anni Settanta, facilmente reperibili nei libri e nei cataloghi delle sue mostre. Poi entrate in galleria e cercate i fili che legano quelle fotografie ai lavori nuovi: un attrezzo, una forma geometrica, un gesto della mano. È il modo più efficace per capire che cosa intenda la mostra quando parla di una presenza costante lungo tutta la ricerca.

Secondo consiglio: andate due volte, se potete. All'inaugurazione di sabato 3 ottobre, dalle 18 alle 21, per l'atmosfera e per il pubblico; poi un pomeriggio feriale, per guardare davvero. In una galleria di queste dimensioni la differenza fra una sala piena e una sala vuota è enorme.

Terzo: fate di San Lorenzo una passeggiata. Dopo la galleria, camminate fino al Verano e alla basilica di San Lorenzo fuori le mura, poi tornate verso Porta Tiburtina. In un paio d'ore si attraversano quindici secoli di storia romana e cinquant'anni di fotografia italiana. Chi organizza una visita di gruppo dedicata all'arte contemporanea e alla Roma del Novecento può rivolgersi a Tour Leader Pro per un itinerario su misura.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che San Lorenzo fu colpito dal primo bombardamento alleato su Roma, il 19 luglio 1943. Meno citati sono i numeri e le conseguenze. Alle 11.03 di quella mattina, 662 bombardieri statunitensi sganciarono circa quattromila bombe, più di mille tonnellate, sullo scalo merci e sui quartieri vicini: Prenestino, Casilino, Labicano, Tuscolano. I morti furono circa tremila, di cui 1.377 identificati, e undicimila i feriti.

Dopo il bombardamento papa Pio XII si recò di persona nei quartieri colpiti, un gesto eccezionale per l'epoca. Sei giorni dopo cadde il fascismo e Mussolini fu arrestato. Le cerimonie della memoria si tengono ogni anno proprio a San Lorenzo, perché fu il primo quartiere colpito e il più devastato. Il 19 luglio 2003, nel Parco dei Caduti, è stato inaugurato un monumento con i nomi delle 1.674 vittime accertate del quartiere.

Il barbiere Gaetano Bordoni, ferito nel bombardamento, in cui perse molti parenti, trasformò la bottega del padre in una casa della memoria, e fu intervistato da storici come fonte orale. Francesco De Gregori, con la canzone San Lorenzo, ha portato quella mattina nella memoria di tutti gli italiani. Camminando verso Matèria, il quartiere che si attraversa è in buona parte ricostruito dopo quel giorno.

La foto giusta da fare a Mario Cresci, I luoghi del possibile alla galleria Matèria — dal 3 ottobre al 5 dicembre 2026

Davanti al lavoro di Cresci la foto giusta non è la riproduzione frontale dell'opera, che nessun telefono restituisce bene. È piuttosto un dettaglio: il bordo di una stampa accanto al segno di una matita, la sagoma di una scultura contro la parete bianca, l'ombra che un oggetto proietta sul piano. Sono le cose su cui Cresci lavora da sessant'anni, e fotografarle è un piccolo esercizio del suo metodo. Sempre senza flash, e chiedendo prima alla galleria.

Fuori, la foto da fare è una targa stradale. Le vie di San Lorenzo portano i nomi dei popoli italici: Latini, Volsci, Sabelli, Osci, Falisci, Marrucini. Una sequenza di targhe, fotografate una dopo l'altra lungo la passeggiata, racconta il quartiere meglio di qualsiasi panorama, e ha qualcosa della serialità concettuale che Cresci praticava già negli anni Settanta con le sue Misurazioni.

La terza foto, per chi ha tempo, è Porta Tiburtina dal lato del quartiere, con i bucrani delle chiavi di volta e i tram che passano sotto le Mura: duemila anni di infrastrutture romane nella stessa inquadratura.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

San Lorenzo, il quartiere di Matèria, ha una storia breve e intensissima. Nel 1907 vi nacque la prima Casa dei Bambini al mondo, aperta da Maria Montessori nell'ambito di un piano di risanamento promosso dall'Istituto dei Beni Stabili di Roma, per favorire l'educazione dei bambini e l'emancipazione delle donne. Nel suo discorso inaugurale, poi pubblicato in appendice a La scoperta del bambino, Montessori raccontò come locali fatiscenti fossero diventati puliti e decorosi.

Nel 1909 il quartiere entrò nel piano regolatore della giunta Nathan. Fra il 1921 e il 1922 San Lorenzo, a forte presenza socialista e comunista, respinse più volte le incursioni squadriste grazie agli Arditi del Popolo e alla popolazione. Il 30 ottobre 1922, nei giorni della marcia su Roma, squadristi toscani assaltarono il quartiere, sostenuti dai militari che avrebbero dovuto mantenere l'ordine: a fine giornata si contarono otto morti e tredici feriti.

Negli anni Trenta, a nord, sorse la Città universitaria della Sapienza. Poi il 19 luglio 1943, il bombardamento. Negli anni della contestazione, San Lorenzo ospitò le sedi di diversi gruppi extraparlamentari: Lotta Continua in Via dei Piceni, il Movimento Studentesco in Via dei Marrucini, Potere Operaio in Via dei Volsci, a due passi dalla galleria. Dagli anni Ottanta, infine, la trasformazione in quartiere universitario e di artisti, di cui Matèria, dal 2015, è parte.

Chi è passato da Mario Cresci, I luoghi del possibile alla galleria Matèria — dal 3 ottobre al 5 dicembre 2026

Dalle strade di San Lorenzo sono passati personaggi decisivi per la storia italiana. Maria Montessori vi aprì nel 1907 la sua prima Casa dei Bambini. Papa Pio XII vi arrivò di persona dopo il bombardamento del 1943, fra le macerie ancora fumanti. Marcello Piacentini vi disegnò, sul bordo settentrionale, la Città universitaria. Negli anni Settanta vi avevano sede i gruppi della sinistra extraparlamentare, e dagli anni Ottanta il quartiere ha attirato scrittori, attori, registi e artisti; l'ex Pastificio Cerere è oggi un centro di arte contemporanea.

Nella storia personale di Mario Cresci, invece, sono passati alcuni nomi chiave della cultura visiva italiana. Italo Zannier, che gli fece scoprire la fotografia a Venezia. Lanfranco Colombo, che nel 1969 ospitò al Diaframma la sua installazione di cilindri trasparenti. Achille Bonito Oliva, che nel 1993 diresse la Biennale di Venezia in cui Cresci espose nei Muri di carta, fotografia e paesaggio dopo le avanguardie, a cura di Arturo Carlo Quintavalle. Enrico De Pascale, che ne ha scritto la monografia. E Henri Cartier-Bresson, con cui condivise la mostra di Scanno nel 1982.

Dal 3 ottobre, a Matèria, passa di nuovo lo stesso Cresci, con i lavori nuovi di I luoghi del possibile.

La fotografia a Roma nell'autunno 2026

L'autunno 2026 è ricco di fotografia a Roma, e la mostra di Cresci a Matèria può diventare la prima tappa di un piccolo percorso tra gallerie e musei.

Musei e istituti

Il Museo di Roma in Trastevere ospita da anni mostre di fotografia d'autore, e in questa stagione propone A Rome la nuit, le fotografie di Hervé Gloaguen. Al Palazzo delle Esposizioni c'è Richard Avedon, In the American West. L'Istituto Centrale per la Grafica, custode di un grande patrimonio di stampe e fotografie, è il luogo giusto per chi vuole approfondire il rapporto fra fotografia e grafica che Cresci esplora da sempre.

Un confronto utile

Mettere uno accanto all'altro Avedon e Cresci è un esercizio istruttivo: due autori quasi coetanei, uno americano che costruisce il ritratto come monumento, uno italiano che smonta l'immagine e la mescola al disegno. Due idee opposte di fotografia, a pochi chilometri di distanza.

Domande frequenti su Mario Cresci a Matèria

Quando è aperta la mostra di Mario Cresci a Matèria?

La mostra Mario Cresci, I luoghi del possibile è aperta alla galleria Matèria dal 3 ottobre al 5 dicembre 2026. L'inaugurazione è sabato 3 ottobre dalle 18 alle 21. Gli orari dei giorni successivi sono pubblicati sul sito ufficiale della galleria, materiagallery.com.

Dove si trova la galleria Matèria?

La galleria Matèria si trova in Via dei Latini 27, nel quartiere di San Lorenzo, a Roma. Si raggiunge a piedi dalla stazione Termini attraverso Porta Tiburtina, oppure con i tram 3 e 19 che attraversano il quartiere.

Quanto costa l'ingresso alla mostra di Mario Cresci?

La mostra di Mario Cresci a Matèria è a ingresso libero, secondo le schede pubblicate dalla guida Zero e dal portale turistico di Roma Capitale. Non servono prenotazioni per l'inaugurazione di sabato 3 ottobre.

Che opere ci sono in I luoghi del possibile?

I luoghi del possibile presenta opere inedite di Mario Cresci che spaziano tra tecniche miste, disegno, scultura e fotografia. La mostra si concentra sul ruolo che oggetti, forme e gesti hanno avuto come presenza costante in tutta la ricerca dell'artista, un aspetto meno noto del suo lavoro.

Chi è Mario Cresci?

Mario Cresci è un fotografo e artista italiano nato a Chiavari nel 1942, noto per i reportage in Basilicata degli anni Settanta e per una ricerca che mescola fotografia, disegno, grafica e installazione. Ha diretto l'Accademia Carrara di Bergamo e insegna fotografia all'Accademia di Brera dal 2004.

La mostra è adatta ai bambini?

La mostra di Mario Cresci a Matèria può essere visitata con i ragazzi: la galleria è piccola, la visita è breve e le opere comprendono sculture e disegni, più immediati delle sole fotografie. Per i più piccoli è meglio un pomeriggio feriale che l'affollata inaugurazione del sabato sera.

Cosa vedere vicino alla galleria Matèria?

Vicino alla galleria Matèria, a San Lorenzo, ci sono il cimitero monumentale del Verano, la basilica di San Lorenzo fuori le mura, Porta Tiburtina con le Mura aureliane e la Città universitaria della Sapienza con i suoi piccoli musei.

Il giudizio su I luoghi del possibile

Le mostre migliori, spesso, non sono quelle con le code. Una personale di Mario Cresci in una galleria di San Lorenzo è una di queste: un grande autore della fotografia italiana, opere nuove, uno spazio che permette di guardarle da vicino, un quartiere che è esso stesso un libro di storia. Andate un pomeriggio feriale, guardate con calma, poi uscite e camminate fino al Verano. Vi porterete a casa più di quanto immaginate.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento3 Ottobre 2026 18:00 — 5 Dicembre 2026
IndirizzoMatèria, Via dei Latini 27, 00185 Roma Roma Città
CategorieEventiMostre

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