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Le Pas du Monde, Collectif XY al Teatro Olimpico — dal 29 ottobre al 1° novembre 2026

Il Collectif XY porta Le Pas du Monde al Teatro Olimpico di Roma dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, in prima nazionale per il Romaeuropa Festival: giovedì 29 e venerdì 30 alle 21, sabato 31 alle 19, domenica 1° novembre alle 17. Lo spettacolo dura 65 minuti. Il teatro è in piazza Gentile da Fabriano 17, al Flaminio: si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, da cui sono circa cinque minuti a piedi lungo viale del Pinturicchio. I prezzi pubblicati da Romaeuropa vanno da 30 a 40 euro. I biglietti si comprano sul sito ufficiale del Romaeuropa Festival, sul sito del Teatro Olimpico, che rimanda alla propria biglietteria online, e al botteghino del teatro.

Le Pas du Monde al Teatro Olimpico: date, orari e biglietti

Le Pas du Monde è in scena al Teatro Olimpico per quattro repliche, dal giovedì 29 ottobre alla domenica 1° novembre 2026, con orari diversi ogni giorno. L'evento è organizzato dalla Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura, è una coproduzione del festival e arriva a Roma come prima nazionale.

Il calendario delle repliche

Giovedì 29 ottobre alle 21; venerdì 30 ottobre alle 21; sabato 31 ottobre alle 19; domenica 1° novembre alle 17. Il 1° novembre è festivo, e la replica pomeridiana della domenica è quella più adatta alle famiglie e a chi arriva da fuori Roma. Il sabato alle 19 lascia tutta la sera libera per cena.

Durata e prezzi

Lo spettacolo dura 65 minuti, secondo la scheda del festival. I prezzi pubblicati da Romaeuropa vanno da 30 a 40 euro a seconda del settore; lo spettacolo rientra anche nelle formule passepartout del festival. Per le condizioni dei singoli settori fa fede la pagina di acquisto.

Dove si comprano i biglietti

I biglietti si trovano sul sito del Romaeuropa Festival e sul sito del Teatro Olimpico, che rimanda alla propria biglietteria online, oppure al botteghino di piazza Gentile da Fabriano. Il boxoffice di Romaeuropa risponde al numero 06 4555 3050.

Chi sostiene lo spettacolo

La presenza a Roma di Le Pas du Monde è sostenuta da Dance Reflections by Van Cleef & Arpels, il programma della maison dedicato alla danza, ed è una coproduzione del Romaeuropa Festival. La produzione è del Collectif XY, con una lunga lista di coproduttori francesi fra cui Chaillot, Théâtre national de la Danse di Parigi, la Maison de la Danse di Lione, il Parc de la Villette e Le Phénix, Scène nationale di Valenciennes.

Cosa si vede in Le Pas du Monde

Le Pas du Monde è uno spettacolo di acrobatica collettiva in cui una ventina di interpreti costruiscono architetture umane: il festival lo descrive come un unico organismo vivente, capace di innalzare cattedrali effimere fatte di corpi, slanci e cadute. È circo contemporaneo che il festival colloca, a ragione, nel cartellone della danza.

Corpi che diventano paesaggi

Il cuore dello spettacolo, secondo la presentazione, è la trasformazione dei corpi in paesaggi in continuo mutamento: montagne che si erodono, foreste attraversate dal vento, onde che si infrangono e si ricompongono. Non si tratta di figure da riconoscere una per una, come in un gioco di ombre cinesi, ma di un movimento continuo che rende visibile il respiro del vivente. Lo spettatore vede torri umane salire e crollare, e insieme a loro un'idea di natura in perenne cambiamento.

Fiducia e interdipendenza

Gli acrobati e le acrobate sono diversi per età e fisicità, e questo è un punto voluto. Nel lavoro del Collectif XY chi porta e chi vola si affidano l'uno all'altro in ogni istante: la fiducia e l'interdipendenza, scrive il festival, diventano un atto poetico e umano prima ancora che scenico. È la ragione per cui questi spettacoli emozionano anche chi al circo non va mai: si vede il rischio, e si vede la cura con cui viene condiviso.

Il gioco nel titolo

Il titolo nasconde un gioco di parole. Le pas du monde è il passo, il ritmo del mondo, ma in francese la parola evoca anche paix, pace. La presentazione parla di un rito collettivo sulla fragilità come potenza, sulla comunità come resistenza, su corpi che uniti immaginano di reggere il ritmo del mondo e di costruirne la pace. In un autunno come questo, è un titolo che pesa.

Musica e voce

La creazione musicale e vocale è di Virginie Benoist, che è anche fra gli interpreti in scena; il sound design è di Jack McWeeny, le luci di Éric Soyer, i costumi di Céline Perrigon. Olivia Burton ha seguito la drammaturgia, mentre Julie Calbete, Fanny Soriano e Maja Zimmerlin hanno firmato collaborazioni artistiche. Il fatto che una delle voci sia anche un corpo che sale sulle torri dice molto del metodo del gruppo.

Il giudizio

È uno dei titoli del Romaeuropa 2026 da consigliare senza esitazioni anche a chi non frequenta la danza contemporanea. Un'ora abbondante, nessuna parola da capire, un linguaggio che arriva a tutti, dai bambini agli spettatori più esigenti. Chi ha visto Möbius nel 2021 sa cosa aspettarsi; chi non l'ha visto rimedi adesso.

Gli interpreti di Le Pas du Monde e la creazione collettiva

Le Pas du Monde è firmato come opera collettiva del Collectif XY, una co-creazione a cui partecipano ventitré artisti. Non c'è un coreografo unico: l'idea stessa di autore è distribuita fra gli interpreti.

I nomi in scena

La scheda del festival elenca Airelle Caen, Alejo Bianchi, Alice Noël, Amaia Valle, Antonio Terrones y Hernandez, Cyril Héritier, Camille de Truchis, Clémence Gilbert, Consuelo Burgos Bustos, Denis Dulon, Diego Ruiz Moreno, Etienne Revenu, Florian Sontowski, Guillaume Sendron, Hamza Benlabied, Julie Calbete, Kritonas Anastasopoulos, Mikis Matsakis, Oded Avinathan, Pedro Guerra, Raimon Mato Rabassedas, Raphaela Olivo e Virginie Benoist. Sono nomi francesi, spagnoli, catalani, greci, latinoamericani: il collettivo è una piccola Europa acrobatica.

Le residenze

Lo spettacolo è nato in residenza in una rete di teatri francesi: Le Phénix di Valenciennes, il Tandem di Douai, Le Bateau Feu di Dunkerque, il Théâtre du Beauvaisis, Le Volcan di Le Havre, La Brèche di Cherbourg e Circa di Auch, due poli nazionali del circo. È il percorso tipico delle grandi produzioni del circo francese, sostenute da una rete pubblica che in Italia non ha equivalenti.

Collectif XY: storia e carriera della compagnia

Il Collectif XY lavora da quasi vent'anni sulle discipline acrobatiche, portandole al centro di una pratica artistica che appartiene a pieno titolo alle arti del movimento. Partendo dai fondamentali della tecnica circense, gli artisti ne giocano i codici, i ritmi e le forme fino a farne un linguaggio che si sviluppa a 360 gradi.

Le origini a Lomme, 2004

L'associazione nasce il 18 agosto 2004. Due artisti e insegnanti della scuola di circo di Lomme, in Francia, decidono con quattro loro allievi di creare uno spettacolo e una compagnia, come prolungamento naturale di un lavoro di insegnamento e già con l'idea di un funzionamento collettivo a tutti i livelli. La scelta della struttura non gerarchica, con competenze e idee condivise, è rimasta la cifra del gruppo.

Laissez-Porter, 2005

Il primo spettacolo, Laissez-Porter, debutta il 13 maggio 2005 al festival Trapezi di Reus, in Spagna. Il sestetto lo porta in scena fino al 2010 per 141 repliche in una quindicina di paesi. Da quella prima tournée nasce anche un legame con Bet Miralata, cofondatrice di Escarlata Circus e codirettrice del festival catalano.

Le Grand C, 2009

Il 14 maggio 2009 debutta Le Grand C al Cirque-théâtre di Elbeuf. È la nascita del grande collettivo come lo si conosce oggi, con diciannove acrobati in scena, e di una tournée durata più di cinque anni, con 314 repliche in una ventina di paesi. Con Le Grand C entra nel lavoro del gruppo la cultura catalana dei Castells, le torri umane, e la faixa, la fascia di flanella che serve all'acrobatica e diventa elemento scenico: la si ritrova da allora in tutte le creazioni. È anche la prima collaborazione con il coreografo Loïc Touzé.

Il n'est pas encore minuit, 2014

Il n'est pas encore minuit debutta al Cirque-théâtre di Elbeuf e in meno di cinque anni tocca 384 repliche, in una ventina di paesi e con un giro del mondo. Su invito di Dominique Hervieu è la prima volta che un'opera di circo entra nel focus internazionale della Biennale de la Danse di Lione. In scena ventidue acrobati e, come sfondo musicale, il lindy hop.

La svolta del 2016 e Les Voyages

Nel 2016 il ministero della Cultura francese offre per la prima volta al collettivo una convenzione pluriennale: il gruppo passa da ventidue a trentacinque membri e può condurre più progetti in parallelo. Cominciano le residenze di Les Voyages, che debutta nel 2018, e un programma triennale di cooperazione con scuole di circo palestinesi, dal 2016 al 2018. Dal 2016 XY è sostenuto anche dalla fondazione BNP Paribas.

Möbius e l'Olimpiade culturale

Nel 2019 arriva Möbius, lo spettacolo con cui il collettivo ha inaugurato il Romaeuropa Festival 2021. Nel 2024, per l'Olimpiade culturale, XY firma con Rachid Ouramdane una nuova versione, Möbius Morphosis, che riunisce un centinaio di artisti con il Ballet de l'Opéra de Lyon e la Maîtrise de Radio France.

Oltre il palcoscenico

Il collettivo ha lavorato anche sul territorio: con il Channel di Calais per Nos bords du Monde, nel 2022 e 2023; per le giornate del patrimonio con Chaillot Expérience, nel 2021 e 2022; su commissione dell'Imperial War Museum per After the Rain, una creazione in situ a Derry con giovani professionisti nordirlandesi. Oggi riunisce una cinquantina di artisti, conta più di 1.500 repliche nel mondo ed è associato a Chaillot, al Phénix di Valenciennes e al Théâtre du Beauvaisis. Le Pas du Monde, del 2025, è la sua sesta creazione.

Il Teatro Olimpico: da cine-teatro a casa della danza

Il Teatro Olimpico di piazza Gentile da Fabriano nasce come Cine-Teatro Olimpico nel 1936 e prende il nome attuale nel 1981. Si trova sul lungotevere Flaminio, di fronte al Ponte della Musica, ed è anche la sede della maggior parte degli spettacoli dell'Accademia Filarmonica Romana.

Un isolato degli anni Trenta

L'isolato che comprende il teatro fu costruito fra il 1935 e il 1936 dall'impresa Garbarino, Sciaccaluga e Mezzacane per la Società Generale Immobiliare. Sono gli anni in cui nascono il quartiere Flaminio e, sull'altra riva, il Foro Italico: Roma cresce verso nord seguendo il Tevere.

Dal cinema alla Filarmonica

Fino agli anni Cinquanta, guerra a parte, la sala lavora soprattutto come cinema, con gli artisti dell'avanspettacolo negli intervalli. Nel dopoguerra l'Accademia Filarmonica Romana la prende in affitto per la sua stagione musicale, e con la presidenza di Adriana Panni l'Olimpico alterna concerti e film fino alla fine degli anni Settanta, quando la società proprietaria fallisce e l'edificio viene messo in vendita.

Una colletta di cittadini

Adriana Panni promuove allora una sottoscrizione e riunisce molti cittadini nella Teatro Olimpico spa, che nel 1980 compra l'immobile. Dal 1981 il cartellone si apre a prosa, danza e comicità di grande richiamo. Nella stagione 2009/2010, secondo le classifiche Agis, l'Olimpico era il secondo teatro di Roma e il settimo d'Italia per numero di spettatori.

Una sala per i grandi gruppi

La doppia natura originaria, cinema e teatro, spiega la forma della sala: una platea in pendenza ad anfiteatro, una galleria al piano superiore, un palcoscenico ampio. Per uno spettacolo come Le Pas du Monde, in cui le torri umane salgono in verticale, la pendenza della platea è un vantaggio: si vede bene anche la cima.

Una curiosità su Le Pas du Monde, Collectif XY al Teatro Olimpico — dal 29 ottobre al 1° novembre 2026

La curiosità più bella riguarda un oggetto: la faixa. È una fascia di flanella che viene dalla tradizione dei Castells, le torri umane catalane. Il Collectif XY l'ha adottata nel 2009, con Le Grand C, ispirandosi proprio ai Castells, e da allora la usa in tutte le sue creazioni, insieme strumento acrobatico e segno scenico. Chi vedrà Le Pas du Monde all'Olimpico faccia caso a queste fasce: sono il filo che lega il collettivo di Lomme a una tradizione popolare nata nelle piazze della Catalogna.

La seconda curiosità riguarda il nome del gruppo e la sua lingua. Il collettivo stesso, sul suo sito, pone la domanda da dove venga il nome XY, segno che se la sentono fare spesso. La terza riguarda il pubblico romano: Le Pas du Monde arriva al Romaeuropa dopo Möbius, che nel 2021 aveva inaugurato il festival. Il ritorno di una compagnia che ha aperto un'edizione è un segnale di fiducia, e il festival lo dichiara nella presentazione stessa dello spettacolo.

Una cosa che non ti dice nessuno su Le Pas du Monde, Collectif XY al Teatro Olimpico — dal 29 ottobre al 1° novembre 2026

Quello che le locandine non dicono è che dietro questo spettacolo c'è una scelta politica, prima ancora che estetica. Il Collectif XY ha deciso fin dalla nascita di lavorare in gran numero, per interrogare i concetti di massa e di folla e il rapporto fra l'individuo e il gruppo. E si è dato un'organizzazione non gerarchica, in cui competenze e idee sono condivise e il modo di lavorare diventa parte dell'opera. Non c'è un coreografo che decide per tutti: lo spettacolo è firmato come opera collettiva e i nomi dei ventitré interpreti compaiono come co-creatori.

Questo cambia il modo di guardarlo. Quando una torre di tre o quattro persone sale e poi si scioglie in una caduta controllata, quello che si vede è il risultato di un accordo, provato centinaia di volte, fra persone che si fidano l'una dell'altra. È la stessa idea di comunità che il titolo, con il suo gioco fra passo e pace, porta in scena. Secondo dettaglio, pratico: gli orari cambiano ogni giorno, 21, 21, 19, 17. Chi compra per il sabato o la domenica controlli bene l'ora sul biglietto.

Come arrivare al Teatro Olimpico

Il Teatro Olimpico si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, poi circa 500 metri a piedi lungo viale del Pinturicchio. Sono le indicazioni fornite dal teatro, e le più semplici da Termini o dal centro.

Metro e tram

Dalla stazione Flaminio della linea A, in piazzale Flaminio, il tram 2 porta al capolinea di piazza Mancini. Da lì si percorre viale del Pinturicchio fino a piazza Gentile da Fabriano: cinque minuti di cammino.

Autobus

Il teatro indica come utili le linee 220, 232, 233, 280, 301, 446, 48, 910 e 911, oltre al tram 2. Il 910 parte da Termini verso piazza Mancini: si scende alla fermata Pannini e si prende viale del Pinturicchio, circa 300 metri. Al capolinea di piazza Mancini arrivano anche le linee 200, 201 e 53 e la notturna n24, utile per il rientro dopo le repliche delle 21.

Ferrovia Roma Nord

Chi arriva con la ferrovia Roma Viterbo scende a Flaminio e prende il tram 2 fino a piazza Mancini, poi segue lo stesso percorso a piedi.

In auto

Dal centro si percorre viale del Muro Torto verso piazzale Flaminio, poi via Luisa di Savoia e i lungotevere Arnaldo da Brescia e delle Navi fino al lungotevere Flaminio. Da nord si segue il lungotevere Maresciallo Diaz, si attraversa il ponte Duca d'Aosta e si gira a destra fino alla piazza. Il parcheggio intorno alla piazza è difficile, soprattutto nel weekend: meglio arrivare presto.

Il consiglio che ti do per visitare Le Pas du Monde, Collectif XY al Teatro Olimpico — dal 29 ottobre al 1° novembre 2026

Il primo consiglio è di scegliere la platea a media distanza oppure la prima fila della galleria. È un caso in cui il posto più vicino al palco non è il migliore: le torri umane salgono in verticale, e dalle prime file si rischia di guardare tutto dal basso, perdendo la composizione d'insieme. Dall'alto della galleria, invece, si vedono bene i disegni che i corpi formano sul pavimento, e le figure di paesaggio di cui parla la presentazione diventano leggibili.

Secondo consiglio: portate i ragazzi. Uno spettacolo di un'ora e cinque minuti, senza parole, con acrobazie vere e un rischio visibile, è il modo migliore per far entrare un adolescente in un teatro di danza contemporanea senza che se ne accorga. La domenica 1° novembre alle 17, giorno festivo, è la replica giusta. Terzo consiglio: guardate anche chi porta, non solo chi vola. In questi spettacoli l'occhio va istintivamente in alto, verso l'acrobata in cima alla torre; ma la parte più interessante è alla base, nella concentrazione di chi regge il peso degli altri. È lì che si vede il senso del titolo.

Ultimo consiglio, pratico: metro A e tram 2. Con il pubblico di quattro repliche e la vicinanza dell'Auditorium, il Flaminio in quei giorni è affollato, e i mezzi pubblici non tradiscono.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che il circo contemporaneo francese è da anni fra i più vivaci del mondo. Meno spesso si ricorda perché: dietro compagnie come il Collectif XY c'è una rete pubblica di teatri, scuole e poli nazionali del circo che accompagna le creazioni per anni. Il collettivo stesso è nato da una scuola, quella di Lomme, e dal 2016 è convenzionato con il ministero della Cultura. Le Pas du Monde è stato costruito in residenza in sette strutture diverse, da Valenciennes a Auch, e coprodotto da istituzioni come Chaillot, la Maison de la Danse di Lione e il Parc de la Villette.

Il secondo fatto noto e poco citato riguarda i numeri. Il Collectif XY ha superato le 1.500 repliche nel mondo: 141 per Laissez-Porter, 314 per Le Grand C, 384 per Il n'est pas encore minuit, a cui si aggiungono Les Voyages, Möbius e le creazioni in situ. Sono cifre da grande compagnia di balletto, raggiunte da un gruppo nato con sei persone in una scuola di circo. E il gruppo ha fatto un passo che poche compagnie di circo hanno fatto: con Il n'est pas encore minuit è stato il primo a entrare con un'opera di circo nel focus internazionale della Biennale de la Danse di Lione. Il confine fra circo e danza, per XY, è stato superato da tempo.

La foto giusta da fare a Le Pas du Monde, Collectif XY al Teatro Olimpico — dal 29 ottobre al 1° novembre 2026

La foto giusta è quella della facciata del Teatro Olimpico illuminata, scattata dal lato di piazza Gentile da Fabriano con la locandina del Romaeuropa in vista. Durante lo spettacolo fotografie e riprese non sono ammesse, e in uno spettacolo di acrobatica un flash può essere pericoloso per chi è in cima a una torre umana: è una regola da rispettare con particolare attenzione.

L'edificio merita un'inquadratura attenta. È un complesso in cemento armato degli anni Trenta, con un alto zoccolo in travertino e cornici di porte e finestre nello stesso materiale, in un linguaggio tardo razionalista che dialoga con le architetture del Foro Italico sull'altra riva. La seconda foto si fa dopo, attraversando il Ponte della Musica: con il Tevere sotto e le luci del lungotevere, il teatro compare sulla riva come una quinta illuminata. Con la replica della domenica alle 17, all'uscita la luce di inizio novembre è già quella del tramonto: è il momento migliore per una foto del fiume e del ponte, con i colori dell'autunno sugli alberi del lungotevere.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il 4 marzo 1965 Pierre Boulez diresse al Teatro Olimpico la prima esecuzione italiana di Abramo e Isacco di Igor Stravinskij e la prima europea della sua Elegia per Kennedy. È una delle serate più importanti della storia musicale della sala, legata all'attività dell'Accademia Filarmonica Romana. Negli anni seguenti l'Olimpico ospita allestimenti in cui musica e arti visive si incontrano: l'Histoire du soldat di Stravinskij nell'ottobre 1966 con il fondale di Giacomo Manzù, i Tre misteri di Niccolò Castiglioni nell'ottobre 1968 con una scultura di Mirko, la Messa di Stravinskij nel 1975 con le forme dorate di Corrado Cagli.

Il 1980 segna la svolta con la nascita della Teatro Olimpico spa, e dal 1981 la danza entra stabilmente in cartellone. I Momix di Moses Pendleton, compagnia che fonde danza e acrobatica, debuttano qui nell'aprile 1982 e diventano ospiti fissi; la Lindsay Kemp Company arriva nel 1989 e nel 1993. Negli anni Novanta passano Mikhail Baryshnikov con il White Oak Dance Project, nell'ottobre 1995, e il Bolshoi Ballet, nel settembre 1996; nel 2004 il Béjart Ballet Lausanne. Le Pas du Monde si inserisce in questa linea: corpi che volano, in una sala che da più di quarant'anni ospita la danza più spettacolare.

Chi è passato da Le Pas du Monde, Collectif XY al Teatro Olimpico — dal 29 ottobre al 1° novembre 2026

Dal palco del Teatro Olimpico sono passati musicisti come Arturo Benedetti Michelangeli, Jessye Norman, Zubin Mehta, Giuseppe Sinopoli, Luigi Dallapiccola e Pierre Boulez, legati all'Accademia Filarmonica Romana. Per la musica leggera e d'autore i Marillion nel 1988, Lucio Dalla e i Pooh nel 1994, i Nomadi e Giorgio Gaber, che qui portò Un'idiozia conquistata a fatica nel gennaio 1998.

È la danza, però, il filo che interessa per Le Pas du Monde. All'Olimpico sono passati Baryshnikov, Joaquín Cortés, Lindsay Kemp, Maurice Béjart, il Bolshoi, Antonio Gades e i Momix, la compagnia che più di tutte ha abituato il pubblico romano a corpi capaci di trasformarsi in paesaggi e creature. Il teatro ricorda fra i suoi protagonisti anche Dario Fo, Nicola Piovani e, per la comicità, Gigi Proietti con A me gli occhi nel 1996.

Il Collectif XY entra in questa storia portando a Roma la tradizione del circo contemporaneo francese, e con essa la memoria dei castellers catalani. Dopo i Momix, che fondevano danza e acrobatica, tocca a un collettivo che ha fatto dell'acrobatica una danza.

Il Flaminio intorno al Teatro Olimpico

Il Teatro Olimpico si trova nel Flaminio, a nord di piazza del Popolo, in una zona che negli ultimi vent'anni è diventata uno dei poli culturali della città. Il teatro stesso cita l'Auditorium, il MAXXI e il Ponte della Musica come i luoghi che hanno cambiato il volto del quartiere.

Il Ponte della Musica e il Foro Italico

Davanti al teatro il Ponte della Musica scavalca il Tevere e porta al Foro Italico, costruito negli stessi anni dell'Olimpico. Chi arriva con un'ora di anticipo può passeggiare fra le architetture sportive degli anni Trenta.

Auditorium e MAXXI

Verso l'interno del quartiere si trovano l'Auditorium Parco della Musica e il MAXXI. Un sabato di fine ottobre può cominciare con una mostra nel pomeriggio e finire con Le Pas du Monde alle 19, senza cambiare quartiere.

Ponte Milvio

Risalendo il Tevere si arriva a Ponte Milvio, con la piazza piena di locali: la meta naturale per chi vuole fare tardi dopo lo spettacolo.

Verso Villa Giulia e piazza del Popolo

Nella direzione opposta, lungo via Flaminia, si incontrano il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, ai margini di Villa Borghese, e poi piazza del Popolo. Per chi ama camminare è un bel modo di arrivare a teatro, lungo la più antica via consolare verso nord.

Dove mangiare prima o dopo Le Pas du Monde

Intorno al Teatro Olimpico, fra piazza Mancini, via Flaminia e piazza Gentile da Fabriano, ci sono pizzerie, trattorie e bar frequentati dal pubblico del teatro e dell'Auditorium. L'offerta è di quartiere, ampia e senza pretese turistiche.

Con le repliche delle 21

Giovedì e venerdì lo spettacolo comincia alle 21 e dura 65 minuti: si esce poco dopo le 22, all'ora giusta per una cena alla romana. Prima, un aperitivo leggero basta.

Con le repliche del weekend

Sabato alle 19 si esce verso le 20, e c'è tutta la sera per cenare con calma, magari a Ponte Milvio. Domenica alle 17 si esce al tramonto: una merenda prima, e poi una cena presto in una trattoria del Flaminio, che nel giorno festivo si trova aperta più facilmente in zona che in centro.

Le Pas du Monde e il Romaeuropa Festival 2026

Le Pas du Monde fa parte del cartellone del Romaeuropa Festival 2026, organizzato dalla Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura. È una coproduzione del festival e arriva a Roma come prima nazionale.

Il ritorno dopo Möbius

Il festival presenta lo spettacolo ricordando che il Collectif XY aveva inaugurato l'edizione 2021 con Möbius, definito adrenalinico e poetico. Il ritorno, cinque anni dopo, con una creazione ancora più ambiziosa, conferma il legame fra la compagnia e il pubblico romano.

Il passepartout

Lo spettacolo rientra nelle formule passepartout del festival, che permettono di vedere più titoli a prezzo ridotto. Chi pensa di seguire altri spettacoli del Romaeuropa in quelle settimane valuti questa strada prima di comprare il biglietto singolo.

Accessibilità e informazioni pratiche

Chi ha esigenze di mobilità ridotta e vuole vedere Le Pas du Monde al Teatro Olimpico contatti il botteghino prima dell'acquisto, all'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it, per conoscere i posti adatti e le modalità di accesso alla sala. La platea è in pendenza, ad anfiteatro, e la galleria è al piano superiore.

Con i bambini e i ragazzi

Le Pas du Monde è uno spettacolo senza parole, di 65 minuti, costruito su acrobazie e musica: è adatto a un pubblico di ogni età, e i ragazzi dagli otto o nove anni in su lo seguono senza fatica. La replica di domenica 1° novembre alle 17 è la più indicata per le famiglie.

Arrivare in tempo

Con orari diversi ogni giorno, verificate l'inizio sul biglietto e arrivate con un quarto d'ora di anticipo. In uno spettacolo di acrobatica l'ingresso in sala a spettacolo iniziato può essere regolato dal personale.

Domande frequenti su Le Pas du Monde

Quando va in scena Le Pas du Monde al Teatro Olimpico?

Le Pas du Monde del Collectif XY va in scena al Teatro Olimpico di Roma dal 29 ottobre al 1° novembre 2026 per il Romaeuropa Festival: giovedì 29 e venerdì 30 alle 21, sabato 31 alle 19, domenica 1° novembre alle 17. È una prima nazionale.

Quanto dura Le Pas du Monde?

Le Pas du Monde dura 65 minuti, secondo la scheda pubblicata dal Romaeuropa Festival. Con le repliche delle 21 si esce poco dopo le 22; con quella di sabato alle 19 verso le 20; con quella di domenica alle 17 poco dopo le 18.

Quanto costano i biglietti per Le Pas du Monde?

I biglietti per Le Pas du Monde al Teatro Olimpico costano da 30 a 40 euro, secondo i prezzi pubblicati dal Romaeuropa Festival. Si comprano sul sito del festival, sul sito del Teatro Olimpico e al botteghino; lo spettacolo rientra anche nelle formule passepartout.

Chi è il Collectif XY?

Il Collectif XY è una compagnia francese di acrobatica nata nel 2004 dalla scuola di circo di Lomme. Lavora in formazione numerosa e senza gerarchie, conta una cinquantina di artisti e più di 1.500 repliche nel mondo. Le Pas du Monde, del 2025, è la sua sesta creazione.

Le Pas du Monde è uno spettacolo di circo o di danza?

Le Pas du Monde è acrobatica collettiva inserita dal Romaeuropa Festival nel cartellone della danza. Il Collectif XY usa le tecniche del circo, come le torri umane e i portés, per costruire un linguaggio di movimento che appartiene alle arti coreografiche.

Come si arriva al Teatro Olimpico?

Il Teatro Olimpico, in piazza Gentile da Fabriano 17 al Flaminio, si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, poi circa cinque minuti a piedi lungo viale del Pinturicchio. Utili anche il bus 910 da Termini e la notturna n24.

Le Pas du Monde è adatto ai bambini?

Sì, Le Pas du Monde è uno spettacolo senza parole di 65 minuti, fatto di acrobazie e musica, adatto a un pubblico di ogni età. Per le famiglie la replica più comoda è quella di domenica 1° novembre alle 17, giorno festivo.

Per chiudere, un consiglio netto: fra i titoli del Romaeuropa di fine ottobre, Le Pas du Monde è quello da consigliare a chiunque, dall'amico che non va mai a teatro al ballettomane più esigente. Più di venti corpi che si reggono l'un l'altro, in una sala che ha visto i Momix e Baryshnikov, raccontano meglio di molti discorsi che cosa significhi una comunità.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento29 Ottobre 2026 21:00 — 1 Novembre 2026
IndirizzoTeatro Olimpico, Piazza Gentile da Fabriano 17, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città

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