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La Vie en Rose e Bolero del Balletto di Milano al Teatro Olimpico — dal 2 al 4 aprile 2027

La Vie en Rose e Bolero, la serata di danza del Balletto di Milano con le coreografie di Adriana Mortelliti, va in scena al Teatro Olimpico di Roma, in piazza Gentile da Fabriano 17 (00196 Roma), dal 2 al 4 aprile 2027, in quattro recite: venerdì 2 aprile alle 20.30, sabato 3 aprile alle 16.30 e alle 20.30, domenica 4 aprile alle 17. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, da dove si cammina per circa 500 metri lungo viale del Pinturicchio; in alternativa c'è l'autobus 910 da Termini fino alla fermata Pannini. I prezzi pubblicati dal teatro vanno da 25 euro (balconata laterale con balaustra) a 37 euro (poltronissima gold), più una prevendita da 3,80 a 5,60 euro; per gli under 12 ci sono tariffe ridotte. I biglietti si comprano sul sito ufficiale della sede, con una commissione online di 1,50 euro a biglietto, oppure al botteghino del teatro. Lo spettacolo è in collaborazione con l'Accademia Filarmonica Romana.

Una serata in due atti dedicata alla Francia: nel primo le canzoni di Ɖdith Piaf, Charles Aznavour, Jacques Brel e Yves Montand diventano piccole storie danzate, nel secondo il BolĆ©ro di Maurice Ravel cresce fino all'ultima battuta. Il teatro la presenta come una delle coreografie simbolo del Balletto di Milano, in repertorio dal 2012 e portata in Italia, Svizzera, Russia, Francia, Marocco ed Estonia. ƈ il genere di spettacolo adatto a chi non frequenta la danza: melodie che tutti conoscono, una durata ragionevole, un finale che trascina.

La Vie en Rose e Bolero all'Olimpico: date e orari delle quattro recite

La Vie en Rose e Bolero del Balletto di Milano va in scena al Teatro Olimpico dal 2 al 4 aprile 2027, per un fine settimana, con quattro recite.

Tutte le recite

  • VenerdƬ 2 aprile 2027, ore 20.30.
  • Sabato 3 aprile 2027, ore 16.30.
  • Sabato 3 aprile 2027, ore 20.30.
  • Domenica 4 aprile 2027, ore 17.

Quale recita scegliere

Il sabato ha due recite, una pomeridiana e una serale: la pomeridiana delle 16.30 e quella della domenica alle 17 sono le più comode per chi viene con bambini o da fuori Roma. Il venerdì sera è la recita di chi esce dall'ufficio e vuole cominciare il fine settimana con la danza.

Nella stagione dell'Olimpico

Lo spettacolo fa parte della stagione 2026/2027 del Teatro Olimpico, in una primavera che in sala alterna comicitĆ , magia e danza. Pochi giorni dopo, dal 7 aprile, arrivano gli illusionisti Disguido con Cinemagic.

Che cosa si vede: una serata di danza in due atti

La Vie en Rose e Bolero ĆØ una serata di danza in due atti su canzoni francesi e musiche di Maurice Ravel, con le coreografie di Adriana Mortelliti e gli abiti di scena di Armani, Max Mara e Atelier Bianchi.

Primo atto: La vie en rose

Il primo atto ĆØ Ā«La vie en roseĀ», che il teatro descrive come un lavoro ironico e nostalgico, gioioso ed emozionante, costruito sulle più belle canzoni francesi. Fra gli autori e gli interpreti, oltre ad Aznavour, figurano Ɖdith Piaf, Jacques Brel e Yves Montand. I testi delle canzoni diventano quadri danzati che raccontano storie quotidiane: l'amore, la nostalgia, l'ironia di tutti i giorni.

La cerniera: Dans tes bras

A chiudere la prima parte è «Dans tes bras» di Charles Aznavour. Il teatro sottolinea che il suo sottofondo musicale, inconfondibile, fa da preludio al Boléro. È un'idea di regia intelligente: la canzone accompagna lo spettatore dalla chanson alla sala da concerto senza strappi.

Secondo atto: il BolƩro di Ravel

Il secondo atto è il celeberrimo Boléro di Maurice Ravel, nella versione del Balletto di Milano. La compagnia lo presenta come qualcosa di più di un gioco di seduzione: l'eterna storia di una nascita, di un'attrazione inevitabile verso un essere simile, di un moltiplicarsi di incontri. Corpi sinuosi che si intrecciano e seguono il crescendo della musica fino al finale.

Gli abiti di scena

Gli abiti di scena portano le firme di Armani, Max Mara e Atelier Bianchi. Per una serata dedicata alla Francia è curioso che a vestire i danzatori sia la moda italiana: ma la chanson, in fondo, è sempre stata una questione di eleganza, e il Balletto di Milano porta in scena la sua città anche così.

Adriana Mortelliti, la coreografa della serata

Le coreografie di La Vie en Rose e Bolero sono di Adriana Mortelliti, che con «La vie en rose» ha ricevuto il Premio Rieti Danza come miglior coreografa.

Un premio per la chanson danzata

Il Premio Rieti Danza è arrivato proprio per il primo atto della serata, il lavoro sulle canzoni francesi. È il riconoscimento di una scrittura coreografica che lavora sul testo delle canzoni, trasformando le parole in gesti e situazioni: una cosa più difficile di quanto sembri, perché la chanson vive di sfumature.

Due linguaggi in una sera

Firmare entrambi gli atti significa passare da una sequenza di quadri brevi, ognuno con il suo tono, a un'unica costruzione che cresce senza interruzioni. Il primo atto chiede varietà, il secondo ostinazione. Mortelliti tiene insieme le due cose con un passaggio, «Dans tes bras», che è anche la sua firma sulla serata.

Una coreografia simbolo

Il teatro definisce La Vie en Rose e Bolero una delle coreografie simbolo del Balletto di Milano, un titolo di punta che registra sold out. Dal 2012 la serata è stata portata in sei paesi: Italia, Svizzera, Russia, Francia, Marocco ed Estonia. Pochi spettacoli di danza italiani hanno una vita così lunga in repertorio.

Il Balletto di Milano: storia della compagnia

Il Balletto di Milano ĆØ un'associazione senza scopo di lucro diretta dal 1998 da Carlo Pesta, riconosciuta e sostenuta dal Ministero della Cultura, dalla Regione Lombardia, che le ha attribuito il riconoscimento di rilevanza regionale, e dal Comune di Milano.

Il primo italiano al Bol'Ŕoj

Secondo la storia pubblicata dalla compagnia, il Balletto di Milano è stato la prima compagnia italiana a esibirsi al Teatro Bol'Ŕoj di Mosca, nel 1999. Nel 2011, anno della cultura Italia e Russia, il Ministero della Cultura russo l'ha invitata a Mosca per la stagione di danza del Teatro della Gioventù. Nel 2015 ha partecipato al Saaremaa Opera Festival in Estonia, premiato come miglior manifestazione estone dell'anno.

Ambasciatore della danza italiana

La compagnia lavora spesso all'estero sotto l'egida delle Ambasciate d'Italia, tanto da essersi guadagnata il titolo di «Ambasciatore della danza italiana nel mondo». Fra il 2017 e il 2019 ha dato oltre 270 spettacoli. Ha coprodotto uno Schiaccianoci con la Kilden Opera House in Norvegia nel 2017, ha inaugurato il festival FITUC di Casablanca nell'anno in cui l'Italia era paese ospite d'onore, ha partecipato alle celebrazioni dei cento anni dell'Estonia a Tallinn nel 2018 e al Festival di Batumi, in Georgia. Nel 2020 ha avviato una collaborazione pluriennale con il Teatro dell'Opera del Cairo.

La ripresa e le residenze milanesi

Dopo la pandemia la compagnia ĆØ tornata in scena con 120 spettacoli nella stagione 2022/2023, in Italia e in Lettonia, Lituania, Estonia, Svizzera, Francia ed Egitto. A Milano, nel 2012, l'associazione ha ristrutturato l'ex Teatro Orione inaugurando il Teatro di Milano, il primo teatro cittadino destinato principalmente alla danza. Dal 2018 al 2021 ĆØ stata in residenza al Teatro degli Arcimboldi, e dal 2022 ĆØ in residenza artistica al Teatro Lirico Giorgio Gaber.

I grandi nomi

Nel corso della sua storia il Balletto di Milano ha collaborato con Carla Fracci, Luciana Savignano, Raffaele Paganini, Oriella Dorella, Denys Ganio, Giuseppe Carbone, Micha van Hoecke, Vittorio Biagi e Gheorghe Galante, fra gli altri. Oggi lavorano con la compagnia coreografi come Giorgio Madia e Teet Kask, accanto ad autori nati al suo interno, come Mortelliti.

I riconoscimenti

La compagnia ha ricevuto, fra gli altri, il Premio Speciale Eccellenza Box Office agli Oscar della Danza. Il direttore artistico Carlo Pesta è Cavaliere Ufficiale della Repubblica Italiana per i meriti nel lavoro artistico. Il repertorio comprende, oltre a questa serata, «Anna Karenina», «Carmen», «Cenerentola», «Il lago dei cigni», «Le mille e una notte di Shéhérazade», «Lo Schiaccianoci», «Notre-Dame de Paris» e «Romeo e Giulietta».

Biglietti e prezzi di La Vie en Rose e Bolero

I biglietti di La Vie en Rose e Bolero al Teatro Olimpico costano da 25 a 37 euro più la prevendita, con una commissione online di 1,50 euro a biglietto; per gli under 12 i prezzi scendono da 15 a 21 euro più prevendita.

Platea

Poltronissima gold 37 euro più 5,60 di prevendita; poltronissima laterale 35 euro più 5,30, under 12 21 euro più 3,20; poltrona 30 euro più 4,50, under 12 18 euro più 2,70. La poltronissima gold non ha tariffa under 12.

Balconata

Balconata 30 euro più 4,50, under 12 18 euro più 2,70; balconata con balaustra e balconata laterale 28 euro più 4,20, under 12 16,80 euro più 2,50; balconata laterale con balaustra 25 euro più 3,80, under 12 15 euro più 2,30.

Quanto si spende davvero

Il teatro precisa che la prevendita ĆØ sempre richiesta al momento dell'emissione del biglietto. Un posto in poltronissima gold comprato online costa quindi 44,10 euro; uno in balconata laterale con balaustra 30,30 euro. Una famiglia di due adulti e due bambini sotto i 12 anni in poltrona spende, prevendita e commissioni online incluse, circa 116 euro.

Dove comprarli

I biglietti si comprano sul sito ufficiale del Teatro Olimpico oppure al botteghino di piazza Gentile da Fabriano. Per informazioni il teatro indica l'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it.

Una curiositĆ  su La Vie en Rose e Bolero del Balletto di Milano al Teatro Olimpico — dal 2 al 4 aprile 2027

La curiositĆ  di questa serata ĆØ un nome che compare in piccolo sulla pagina del teatro: Accademia Filarmonica Romana. Lo spettacolo del Balletto di Milano ĆØ in collaborazione con la Filarmonica, e chi conosce la storia dell'Olimpico sa che non si tratta di un partner qualunque.

Nel dopoguerra fu proprio l'Accademia Filarmonica Romana a prendere in affitto il vecchio cinema del Flaminio e a farne una sala da concerto e da danza. Alla fine degli anni Settanta, quando la società proprietaria e il gestore fallirono e l'edificio fu messo in vendita, la presidente della Filarmonica, Adriana Panni, promosse una sottoscrizione fra cittadini, professionisti e appassionati: nel 1980 nacque la Teatro Olimpico spa, che comprò l'immobile. Senza la Filarmonica, insomma, questo teatro forse non esisterebbe più.

C'è un secondo filo che lega la Filarmonica alla danza dell'Olimpico. Negli anni in cui l'Accademia animava la sala, il teatro ospitò allestimenti in cui musica e arti visive si incontravano, con scenografie di Giacomo Manzù, Mirko e Corrado Cagli che ancora oggi decorano il foyer. Dal 1981 la danza è diventata una delle vocazioni della sala: i Momix, Maurice Béjart, il Bol'Ŕoj, Baryshnikov.

Vedere il BolƩro di Ravel in questa sala, con il marchio della Filarmonica sul manifesto, significa entrare in una storia lunga settant'anni. Alzate gli occhi verso le scenografie del foyer, prima di entrare: sono la memoria di quella storia.

La storia del Teatro Olimpico

Il Teatro Olimpico di piazza Gentile da Fabriano ĆØ stato Cine-Teatro Olimpico dal 1936 e Teatro Olimpico dal 1981; si affaccia sul lungotevere Flaminio, davanti al Ponte della Musica.

Un cinema degli anni Trenta

L'isolato fu costruito fra il 1935 e il 1936 dall'impresa Garbarino, Sciaccaluga e Mezzacane per la Società Generale Immobiliare, negli stessi anni del Foro Italico sull'altra riva del Tevere. Fino agli anni Cinquanta, guerra a parte, la sala funzionò come cinema, con numeri di avanspettacolo negli intervalli.

La Filarmonica e la sottoscrizione del 1980

Nel dopoguerra l'Accademia Filarmonica Romana prese in affitto il teatro. Nel 1980 la Teatro Olimpico spa, nata dalla sottoscrizione promossa da Adriana Panni, comprò l'immobile; Panni ne fu presidente fino al 1994.

Dal 1981 a oggi

Dal 1981 il cartellone si ĆØ aperto alla prosa, alla danza e alla comicitĆ  di grande richiamo. Nella stagione 2009/2010, secondo le classifiche Agis, l'Olimpico era il secondo teatro di Roma e il settimo d'Italia per numero di spettatori.

Una cosa che non ti dice nessuno su La Vie en Rose e Bolero del Balletto di Milano al Teatro Olimpico — dal 2 al 4 aprile 2027

Quello che quasi nessuno dice di questa serata è che il prezzo più alto e quello più basso sono vicini: fra la poltronissima gold e la balconata laterale con balaustra ci sono dodici euro di differenza. In un teatro di oltre millequattrocento posti, per uno spettacolo di danza, questo cambia il modo di scegliere.

Per un concerto o per un comico la regola è semplice: più si è vicini, meglio è. Per il Boléro no. La coreografia del secondo atto, come la descrive la compagnia, è un moltiplicarsi di incontri, corpi che si aggiungono e si intrecciano seguendo il crescendo della musica. È un disegno che si legge meglio dall'alto, dalla balconata centrale, che costa 30 euro come la poltrona e offre una visione frontale dell'intero palcoscenico.

Il primo atto, invece, vive di espressioni e di dettagli: le canzoni di Piaf e Brel sono piccole storie, e i volti dei danzatori contano. Chi vuole goderselo da vicino sceglie la platea. Il compromesso migliore ĆØ la balconata centrale: si perde un po' di dettaglio nel primo atto, si guadagna tutto nel secondo.

La seconda cosa che non si dice riguarda gli under 12: la tariffa ridotta esiste per tutti i settori tranne la poltronissima gold. Chi porta bambini e vuole risparmiare sceglie gli altri settori, dove il biglietto ridotto costa circa il 40 per cento in meno dell'intero.

La sala del Teatro Olimpico e i posti per la danza

Il Teatro Olimpico ha 1.410 posti, 966 in platea e 444 in galleria, con la platea ad anfiteatro in pendenza: per uno spettacolo di danza ĆØ una sala che si vede bene quasi ovunque.

Platea

Le file salgono verso il fondo su quote costanti: chi siede dietro vede sopra le teste di chi è davanti. Le prime file della poltronissima gold sono quelle più vicine ai danzatori, e per il primo atto, fatto di espressioni e di storie, hanno un senso.

Galleria e balconata

La galleria, che in biglietteria corrisponde alla balconata, ha la forma di un ferro di cavallo. La balconata centrale offre una visione frontale dall'alto, ideale per il BolƩro; i settori laterali e quelli con balaustra costano meno e vedono un po' meno.

Il foyer

Il foyer a rotonda e i corridoi conservano scenografie storiche create per la Filarmonica. Arrivate con un quarto d'ora di anticipo per guardarle con calma.

Il consiglio che ti do per visitare La Vie en Rose e Bolero del Balletto di Milano al Teatro Olimpico — dal 2 al 4 aprile 2027

Il consiglio è di prendere due posti in balconata centrale per la recita del sabato alle 20.30, di comprarli al botteghino e di arrivare con il Boléro di Ravel già nelle orecchie.

La balconata centrale costa quanto la poltrona e dà la visione migliore del secondo atto, che è il momento culminante della serata. Il sabato sera è la recita con l'atmosfera più piena: il teatro si riempie, e il crescendo di Ravel in una sala esaurita ha un effetto che il pomeriggio non restituisce del tutto. Il botteghino evita la commissione online, che qui è modesta, ma permette soprattutto di scegliere il posto con qualcuno che conosce la sala.

Sul BolƩro: tutti credono di conoscerlo, pochi lo hanno ascoltato con attenzione dall'inizio alla fine. ƈ una musica costruita sulla ripetizione e sul crescendo, come ricorda la presentazione della compagnia. Ascoltarlo una volta prima dello spettacolo permette di seguire la coreografia sapendo dove sta andando la musica, e di godersi la costruzione invece di aspettare il finale.

Per il primo atto, invece, fate un ripasso di chanson: «La vie en rose» di Piaf, qualche Brel, qualche Aznavour. Riconoscere le canzoni mentre i danzatori le raccontano è metà del divertimento.

Come arrivare al Teatro Olimpico

Il Teatro Olimpico si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, da dove si cammina per circa 500 metri lungo viale del Pinturicchio.

Metro A e tram 2

Da piazzale Flaminio il tram 2 porta a piazza Mancini; da lì a piazza Gentile da Fabriano sono pochi minuti a piedi. È la soluzione più semplice per tutte le recite.

Autobus

Le linee indicate dal teatro sono 220, 232, 233, 280, 301, 446, 48, 910 e 911. Il 910 parte da Termini: si scende alla fermata Pannini e si camminano circa 300 metri lungo viale del Pinturicchio. A piazza Mancini arrivano anche il 200, il 201 e il 53. Per gli orari della domenica conviene controllare il calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti.

In auto

Dal centro si prende viale del Muro Torto verso piazzale Flaminio, poi via Luisa di Savoia e i lungotevere fino al lungotevere Flaminio. Da nord si attraversa il ponte Duca d'Aosta dal Foro Italico. Il parcheggio intorno al teatro è difficile nelle sere di spettacolo: per la recita del sabato sera, i mezzi pubblici sono la scelta più serena.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che il Teatro Olimpico è una delle case della danza a Roma. Si cita meno spesso quanto lunga e internazionale sia la sua storia coreutica, cominciata subito dopo la svolta del 1981.

Nell'aprile 1982 debuttarono all'Olimpico i Momix di Moses Pendleton, che sarebbero diventati ospiti fissi della sala; tornano anche in questa stagione con Botanica. La Lindsay Kemp Company arrivò nel 1989 e nel 1993. Negli anni Novanta passarono Mikhail Baryshnikov con il White Oak Dance Project, nell'ottobre 1995, e il Bolshoi Ballet, nel settembre 1996. Fra i protagonisti della danza che il teatro ricorda ci sono anche Maurice Béjart, Antonio Gades e Joaquín Cortés.

Il Balletto di Milano si inserisce in questa storia con un doppio legame. Il primo è il Bol'Ŕoj: la compagnia milanese rivendica di essere stata la prima italiana a esibirsi nel teatro moscovita, nel 1999, tre anni dopo che il Bolshoi Ballet era passato dall'Olimpico. Il secondo è la tradizione italiana: fra gli artisti con cui la compagnia ha collaborato c'è Carla Fracci, il nome più amato del balletto italiano.

Il cartellone di questa stagione, del resto, conferma la vocazione: all'Olimpico la danza italiana passa anche con il Balletto di Roma, dallo Schiaccianoci ad Astor, un secolo di tango. Chi ama la danza ha in questa sala un appuntamento fisso.

La foto giusta da fare a La Vie en Rose e Bolero del Balletto di Milano al Teatro Olimpico — dal 2 al 4 aprile 2027

La foto giusta di questa serata si fa all'uscita, sul Ponte della Musica di fronte al teatro, con il Tevere sotto e le luci del lungotevere intorno. Dopo il crescendo del BolƩro, due passi sul ponte sono il modo migliore per far scendere l'emozione.

Il ponte collega il Flaminio al Foro Italico, e dal centro della campata si vedono il fiume, le luci delle due rive e, voltandosi, la facciata razionalista del teatro con il suo zoccolo di travertino. All'inizio di aprile, dopo la recita del pomeriggio, la luce del tramonto sul fiume merita la sosta; dopo quella serale, il riflesso dei lampioni sull'acqua.

La seconda foto si fa all'arrivo: la facciata del teatro con il manifesto dello spettacolo. L'immagine ufficiale diffusa dall'Olimpico per La Vie en Rose e Bolero è quella che ritrovate sulla pagina del teatro; fotografarla con il biglietto in mano è il ricordo più semplice.

Dentro, durante lo spettacolo, niente telefoni. In un balletto il bagliore di uno schermo disturba chi guarda e, peggio, chi danza. Il BolƩro, poi, si gode soltanto con tutta l'attenzione: un crescendo non si guarda attraverso uno schermo.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il 4 marzo 1965 Pierre Boulez diresse al Teatro Olimpico la prima esecuzione italiana di «Abramo e Isacco» di Igor Stravinskij e la prima europea della sua «Elegia per Kennedy»: è la data più importante della storia musicale della sala, legata all'Accademia Filarmonica Romana.

Negli anni successivi l'Olimpico ospitò allestimenti in cui arte e musica si incontravano: l'«Histoire du soldat» di Stravinskij dall'11 al 14 ottobre 1966, con un fondale di Giacomo Manzù; i «Tre misteri» di Niccolò Castiglioni nel 1968, con una scultura di Mirko; la «Messa» di Stravinskij nell'ottobre 1975, con le forme dorate di Corrado Cagli. Quelle scenografie sono ancora nel foyer.

Il 1980 ĆØ l'anno della svolta societaria, con la nascita della Teatro Olimpico spa. Dal 1981 la sala cambia nome e vocazione: nell'aprile 1982 debuttano i Momix, la Lindsay Kemp Company arriva nel 1989, Baryshnikov nel 1995, il Bolshoi Ballet nel 1996.

La serata del Balletto di Milano, con il marchio della Filarmonica, lega le due metĆ  di questa storia: la sala della musica colta degli anni Sessanta e la casa della danza che l'Olimpico ĆØ diventato dopo il 1981.

Chi ĆØ passato da La Vie en Rose e Bolero del Balletto di Milano al Teatro Olimpico — dal 2 al 4 aprile 2027

Sul palco del Teatro Olimpico sono passati, per la danza, Mikhail Baryshnikov, Maurice BƩjart, il Bolshoi Ballet, Antonio Gades, Joaquƭn CortƩs, Lindsay Kemp e i Momix; per la musica classica Arturo Benedetti Michelangeli, Jessye Norman, Zubin Mehta, Giuseppe Sinopoli, Luigi Dallapiccola e Pierre Boulez.

Per la canzone, la memoria del teatro conserva i Marillion nel febbraio 1988, Lucio Dalla con «Henna» nell'aprile 1994, i Pooh nell'ottobre 1994, Giorgio Gaber il 28 gennaio 1998. Un nome, quello di Gaber, che il Balletto di Milano conosce bene: dal 2022 la compagnia è in residenza al Teatro Lirico di Milano, che porta il suo nome.

Poi la comicità, la parte più romana di questa storia: Gigi Proietti, Enrico Brignano, Vincenzo Salemme, Lillo e Greg, Max Giusti, e Dario Fo, che il teatro ricorda fra i suoi protagonisti.

Il Balletto di Milano, dal canto suo, porta all'Olimpico una storia di collaborazioni che comprende Carla Fracci, Luciana Savignano, Raffaele Paganini e Oriella Dorella. Sono nomi che una parte del pubblico romano ha applaudito per decenni: vederli evocati, anche solo nella biografia della compagnia, dĆ  alla serata una continuitĆ  con la grande stagione della danza italiana.

Il Flaminio intorno al teatro

Il Teatro Olimpico si trova nel quartiere Flaminio, a nord di piazza del Popolo, fra l'Auditorium, il MAXXI e il Ponte della Musica: un quartiere tranquillo, in cui il fine settimana si passa bene anche prima e dopo lo spettacolo.

Il Tevere e il Foro Italico

Davanti al teatro il Ponte della Musica porta al Foro Italico. Chi arriva presto per la recita del pomeriggio può fare due passi lungo il fiume.

Auditorium e MAXXI

Nell'interno del quartiere si trovano l'Auditorium Parco della Musica e il MAXXI. Un sabato fatto di museo al mattino e danza al pomeriggio ĆØ una giornata completa.

Ponte Milvio

Risalendo il Tevere si arriva a Ponte Milvio, con la piazza piena di locali: la meta naturale dopo la recita serale.

Dove mangiare prima e dopo lo spettacolo

Intorno al Teatro Olimpico, fra piazza Mancini, via Flaminia e piazza Gentile da Fabriano, ci sono pizzerie, trattorie e bar di quartiere.

Prima dello spettacolo

Per le recite delle 20.30 una cena alle 19 in zona è la soluzione più comoda. Per le pomeridiane del sabato e della domenica, un pranzo senza fretta nel quartiere.

Dopo lo spettacolo

La serata dura meno di un'opera, e dopo le recite serali resta il tempo per mangiare. Ponte Milvio è la zona con più scelta; nel primo fine settimana di aprile conviene prenotare. Non faccio nomi di locali, perché cambiano più spesso dei cartelloni: il criterio è evitare i posti con il menu turistico e scegliere quelli pieni di gente del quartiere.

Con i bambini e accessibilitĆ 

La Vie en Rose e Bolero ha tariffe ridotte per gli under 12 in tutti i settori tranne la poltronissima gold: è uno degli spettacoli di danza più adatti alle famiglie della stagione dell'Olimpico.

Con i bambini

A nostro giudizio è una serata adatta a bambini dagli otto anni in su, soprattutto a chi fa danza. Il primo atto, fatto di quadri brevi e di canzoni orecchiabili, li tiene attenti; il Boléro, con il suo crescendo, li conquista. Le recite del sabato alle 16.30 e della domenica alle 17 sono le più comode.

AccessibilitĆ 

Chi ha esigenze di mobilitĆ  ridotta deve contattare il botteghino prima dell'acquisto, all'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it, per conoscere i posti adatti e le modalitĆ  di accesso. La platea ĆØ in pendenza, ad anfiteatro, e la galleria ĆØ al piano superiore: meglio segnalare le proprie esigenze al momento della prenotazione.

Domande frequenti su La Vie en Rose e Bolero

Quando va in scena La Vie en Rose e Bolero al Teatro Olimpico?

La Vie en Rose e Bolero del Balletto di Milano va in scena al Teatro Olimpico di Roma dal 2 al 4 aprile 2027: venerdƬ 2 aprile alle 20.30, sabato 3 aprile alle 16.30 e alle 20.30, domenica 4 aprile alle 17.

Quanto costano i biglietti del Balletto di Milano all'Olimpico?

I biglietti di La Vie en Rose e Bolero al Teatro Olimpico costano da 25 euro in balconata laterale con balaustra a 37 euro in poltronissima gold, più una prevendita da 3,80 a 5,60 euro. Online si aggiunge una commissione di 1,50 euro a biglietto; per gli under 12 i prezzi vanno da 15 a 21 euro.

Che musiche ci sono nello spettacolo?

Nel primo atto di La Vie en Rose e Bolero si ballano canzoni francesi di Charles Aznavour, Ɖdith Piaf, Jacques Brel e Yves Montand; Ā«Dans tes brasĀ» di Aznavour chiude la prima parte. Il secondo atto ĆØ interamente dedicato al BolĆ©ro di Maurice Ravel.

Chi firma le coreografie?

Le coreografie di La Vie en Rose e Bolero sono di Adriana Mortelliti, che per «La vie en rose» ha ricevuto il Premio Rieti Danza come miglior coreografa. Gli abiti di scena sono di Armani, Max Mara e Atelier Bianchi.

Lo spettacolo ĆØ adatto ai bambini?

La Vie en Rose e Bolero è adatto alle famiglie: il Teatro Olimpico prevede tariffe under 12 in tutti i settori tranne la poltronissima gold. Le recite pomeridiane di sabato 3 aprile alle 16.30 e di domenica 4 aprile alle 17 sono le più comode per chi porta bambini.

Dove si trova il Teatro Olimpico e come si arriva?

Il Teatro Olimpico si trova in piazza Gentile da Fabriano 17, nel quartiere Flaminio, di fronte al Ponte della Musica. Si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e il tram 2 fino a piazza Mancini, oppure con l'autobus 910 da Termini fino alla fermata Pannini.

Chi ĆØ il Balletto di Milano?

Il Balletto di Milano è una compagnia di danza diretta dal 1998 da Carlo Pesta, sostenuta dal Ministero della Cultura, dalla Regione Lombardia e dal Comune di Milano. Secondo la sua storia ufficiale è stata la prima compagnia italiana a esibirsi al Bol'Ŕoj di Mosca, nel 1999, e dal 2022 è in residenza al Teatro Lirico Giorgio Gaber.

Per chiudere, il consiglio in breve: balconata centrale, sabato sera, e il Boléro ascoltato una volta con attenzione prima di uscire di casa. Poi, all'uscita, cinque minuti sul Ponte della Musica. È una delle serate di danza più semplici da amare di tutta la primavera romana.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento2 Aprile 2027 20:30 — 4 Aprile 2027
IndirizzoTeatro Olimpico, Piazza Gentile da Fabriano 17, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma CittĆ 

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