AccediIl mio viaggio

Junctions Beyond Jazz: Accademia Brass Quintet alla Casa del Jazz — 13 dicembre 2026

In breve. L'Accademia Brass Quintet, il quintetto di ottoni formato dai musicisti del PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble, suona domenica 13 dicembre 2026 alle 12:00 alla Casa del Jazz, in viale di Porta Ardeatina 55, nella Sala…

L'Accademia Brass Quintet, il quintetto di ottoni formato dai musicisti del PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble, suona domenica 13 dicembre 2026 alle 12:00 alla Casa del Jazz, in viale di Porta Ardeatina 55, nella Sala concerti Armando Trovajoli, per l'ultimo appuntamento della rassegna Junctions Beyond Jazz. In programma musiche di C. A. Kintscher, A. Constantino, F. Sulpizi, Ennio Morricone, Nino Rota e Luis Bacalov, fra grandi pagine del repertorio in veste rinnovata e prime esecuzioni assolute scritte per il quintetto. Il biglietto è unico e costa 15 euro, secondo la pagina ufficiale della Casa del Jazz, e si compra dal sito ufficiale della sede, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Si arriva con la metro B fino a Piramide e poi quasi un chilometro a piedi lungo le Mura Aureliane, oppure con l'autobus 714 fino alla fermata Colombo/Marco Polo, a pochi passi dal cancello; in auto c'è un parcheggio accanto alla villa, in via Cristoforo Colombo all'angolo con viale di Porta Ardeatina.

Accademia Brass Quintet alla Casa del Jazz: i dati in breve

Un quintetto di ottoni, una domenica di dicembre, mezzogiorno, una sala da poco più di cento posti: è la formula del concerto che chiude Junctions Beyond Jazz 2026, e per chi ama il suono degli ottoni è difficile immaginarne una migliore.

Le informazioni essenziali

Data: domenica 13 dicembre 2026. Ora: 12:00. Sede: Casa del Jazz, viale di Porta Ardeatina 55, Sala concerti Armando Trovajoli. Rassegna: Junctions Beyond Jazz, a cura della Fondazione Musica per Roma. Interpreti: Accademia Brass Quintet, ensemble di ottoni del PMCE. Biglietto: unico, 15 euro. Il portale culturale di Roma Capitale segnala l'evento come accessibile. Il programma, avverte la stessa scheda ufficiale, potrebbe subire variazioni.

Che cosa aspettarsi

Aspettatevi un concerto da camera per ottoni, non un concerto jazz nel senso corrente. La rassegna lo dichiara già nel nome: Junctions Beyond Jazz, incroci oltre il jazz. Qui l'incrocio è fra la musica per il cinema italiana, con tre dei suoi autori più celebri, e la musica scritta oggi, con brani nuovi pensati apposta per questo organico. Sono due mondi che a Roma si toccano da decenni, spesso con gli stessi strumentisti.

Il programma: da Morricone e Rota alle prime esecuzioni

Il programma annunciato dalla Casa del Jazz comprende musiche di C. A. Kintscher, A. Constantino, F. Sulpizi, E. Morricone, N. Rota e L. Bacalov, con brani del grande repertorio riletti in una nuova veste sonora e prime esecuzioni assolute scritte per il quintetto.

Tre maestri del cinema italiano

Morricone, Rota e Bacalov sono i tre nomi che il pubblico riconoscerà subito. Ennio Morricone, romano, è il compositore italiano di musica per film più noto nel mondo, e all'Auditorium di Roma è intitolata dal 2020 la sede della Fondazione Musica per Roma, la stessa che gestisce la Casa del Jazz. Nino Rota è il musicista del cinema di Federico Fellini. Luis Bacalov, nato in Argentina e vissuto a lungo in Italia, ha legato il suo nome alla colonna sonora de Il postino. Ascoltarli in una trascrizione per cinque ottoni significa sentire quelle melodie spogliate dell'orchestra, ridotte al loro disegno essenziale.

Una veste sonora rinnovata

La presentazione ufficiale parla di brani del grande repertorio in una veste sonora rinnovata. È la pratica della trascrizione, antica quanto la musica d'insieme: si prende una pagina nata per un altro organico e la si ripensa per le possibilità e i limiti degli ottoni. Un tema affidato agli archi in orchestra, suonato da una tromba o da un corno, cambia colore e peso. Il gusto del concerto sta proprio lì, nel riconoscere una melodia amata sotto una luce diversa.

Le prime esecuzioni assolute

Accanto al repertorio, il quintetto presenta brani scritti apposta per questo organico ed eseguiti per la prima volta. È il segno dell'appartenenza al PMCE, un ensemble che vive di musica nuova. I nomi di Kintscher, Constantino e Sulpizi sono meno familiari al grande pubblico; la scheda ufficiale non precisa quali brani siano novità, e il modo migliore di scoprirlo sarà ascoltarli in sala. A nostro giudizio, un concerto che mette una prima assoluta accanto a Nino Rota è un concerto onesto: offre il piacere del riconoscimento e insieme la responsabilità della scoperta.

Perché gli ottoni in una rassegna jazz

Il jazz è nato anche dalle bande di ottoni di New Orleans, e la tromba e il trombone sono fra i suoi strumenti fondativi. Un quintetto di ottoni alla Casa del Jazz non è dunque un corpo estraneo: è un ritorno alle radici strumentali del genere, con un repertorio che guarda però alla tradizione italiana del cinema e della musica colta.

Il quintetto di ottoni: una formazione con una storia

Il quintetto di ottoni è una delle formazioni da camera più diffuse nel mondo, e nella sua forma più comune riunisce due trombe, corno, trombone e tuba.

L'organico tipico

La scheda della Casa del Jazz non indica l'organico preciso dell'Accademia Brass Quintet, né i nomi dei singoli musicisti. La formazione più diffusa del quintetto di ottoni affianca due trombe, che portano spesso la melodia, un corno, che fa da ponte fra registri acuti e gravi, un trombone e una tuba, che regge il basso. È un organico capace di passare dal canto più morbido al fortissimo di una fanfara, e questa escursione è la sua forza.

Un suono che riempie una sala piccola

Gli ottoni in una sala da cento posti sono un'esperienza fisica. Chi è abituato ad ascoltarli in fondo a un'orchestra sinfonica, a venti metri di distanza, li scoprirà qui vicinissimi, con tutti i dettagli dell'emissione: il respiro prima della frase, il cambio di sordina, la vibrazione del bocchino. È un ascolto molto diverso da quello di un grande auditorium, e in questo caso più ricco.

Trascrivere per ottoni

La letteratura originale per quintetto di ottoni è relativamente recente. Per questo le formazioni di ottoni hanno sempre lavorato molto sulle trascrizioni, dalla musica rinascimentale alle colonne sonore. Il programma del 13 dicembre segue questa strada e la incrocia con la scrittura nuova, che è l'altra via con cui il repertorio del quintetto continua a crescere.

Il PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble

Il PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble è la formazione di musica contemporanea della Fondazione Musica per Roma, diretta da Tonino Battista: un gruppo ad assetto variabile, composto da musicisti della scena europea contemporanea.

Un ensemble modulare

La presentazione ufficiale dell'Auditorium descrive il PMCE come un ensemble di natura modulare, capace di dare vita a performance solistiche, a musica da camera o a produzioni per Large Ensemble, tutte dedicate alla musica colta contemporanea. L'Accademia Brass Quintet è una di queste declinazioni: la sezione di ottoni che si stacca dal gruppo e diventa formazione autonoma.

Giovani e solisti

Il progetto, cresciuto nel corso delle stagioni di musica contemporanea della Fondazione Musica per Roma all'Auditorium, affianca giovani musicisti ai migliori solisti del panorama internazionale. È un modello di bottega: chi entra impara suonando accanto a chi ha già una carriera. Il nome del quintetto, Accademia, sembra richiamare proprio questa idea di scuola.

La stagione Contemporanea

Il PMCE è al centro della rassegna Contemporanea dell'Auditorium Parco della Musica, che la Fondazione presenta come una stagione dedicata ad alcune delle esperienze più vitali del pensiero artistico attuale. Fra le produzioni discografiche dell'ensemble figura Lezioni di tenebra, opera da camera per soprano, controtenore, quartetto vocale ed ensemble strumentale, ricavata dal Giasone di Francesco Cavalli e dal libretto di Giacinto Andrea Cicognini.

Tonino Battista

Alla guida del PMCE c'è Tonino Battista, direttore stabile dell'ensemble dal 2009 secondo il suo curriculum. Con il PMCE ha lavorato a contatto con compositori viventi e ha diretto opere del repertorio moderno e contemporaneo, soprattutto nell'ambito della stagione dell'Auditorium.

Il PMCE fra la Biennale Musica e Morricone

Nell'ottobre 2026 il PMCE è stato invitato alla Biennale Musica di Venezia con un programma che comprendeva la prima esecuzione assoluta di Musica per una fine di Ennio Morricone, un lavoro inedito pubblicato postumo.

Un inedito di Morricone

Secondo la presentazione della Biennale, Musica per una fine è costruita attorno a una poesia di Pier Paolo Pasolini letta dallo stesso poeta. Il PMCE l'ha eseguita con 32 strumentisti e le 16 voci del Coro Academia Alma Vox diretto da Alberto De Sanctis, sotto la guida di Tonino Battista. Nello stesso programma figuravano pagine di Johann Sebastian Bach, Anton Webern e Sarah Davachi, lette come diverse declinazioni del sublime.

Perché conta per il concerto di dicembre

Chi ascolta Morricone suonato dall'Accademia Brass Quintet ascolta musicisti che frequentano la sua musica non come repertorio da concerto leggero, ma come materia viva, fino agli inediti. È una garanzia di serietà. Nelle mani di un ensemble di musica contemporanea, Morricone torna a essere quello che era anche per i musicisti colti.

Un legame con Roma

La Biennale ha presentato il PMCE come ensemble romano. È una definizione giusta: nasce all'Auditorium, suona soprattutto nella capitale, e porta nel suo repertorio la tradizione musicale di una città in cui la musica per il cinema e la musica contemporanea si sono sempre incrociate.

Junctions Beyond Jazz 2026: la rassegna che si chiude

Junctions Beyond Jazz è il ciclo di concerti della Casa del Jazz dedicato, secondo il portale di Roma Capitale, all'incrocio fra avanguardia, memoria e sperimentazione; l'edizione 2026 si è aperta il 15 marzo e si chiude proprio il 13 dicembre con l'Accademia Brass Quintet.

Le domeniche d'autunno

Nell'autunno 2026 la rassegna ha proposto tre domeniche a mezzogiorno nella Sala Trovajoli: il 18 ottobre Lyrica di Massimo Ceccarelli, il 29 novembre Le frontiere dell'arpa con Lucia Bova, il 13 dicembre il quintetto di ottoni. Voce e contrabbasso, arpa sola, cinque ottoni: la linea è coerente, strumenti che di solito si ascoltano altrove, portati in una sala nata per il jazz.

Il concerto di chiusura

Chiudere con un quintetto di ottoni a due settimane da Natale è una scelta felice. Gli ottoni hanno un legame antico con la festa e con la musica all'aperto; in dicembre il loro suono porta con sé qualcosa di celebrativo. Chi ha seguito la rassegna troverà nella chiusura il concerto più brillante; chi non l'ha seguita troverà un ottimo punto di ingresso.

Mezzogiorno di domenica

Il concerto di mezzogiorno ha una lunga tradizione nelle città europee. Alla Casa del Jazz permette a chi non esce la sera, alle famiglie e ai visitatori di passaggio di ascoltare musica dal vivo alla luce del giorno, e di vedere la villa e il parco come di sera non si vedono.

La Casa del Jazz: una villa restituita alla città

La Casa del Jazz occupa Villa Osio, in viale di Porta Ardeatina 55, ed è gestita dalla Fondazione Musica per Roma; la villa appartenne a Enrico Nicoletti, indicato come esponente della banda della Magliana, e fu confiscata e assegnata al Comune di Roma.

Dalla confisca alla musica

La trasformazione della villa in un centro dedicato al jazz fu voluta dall'amministrazione del sindaco Walter Veltroni. All'ingresso una lapide con i nomi delle vittime di mafia, realizzata con l'associazione Libera di don Luigi Ciotti, spiega a chiunque entri il significato del luogo. Ascoltare un concerto qui significa ascoltarlo in un edificio sottratto alla criminalità e restituito alla città, ed è bene ricordarlo.

La villa e il parco

Villa Osio si sviluppa su circa 2.500 metri quadrati ed è circondata da un parco di oltre 25.000 metri quadrati, aperto dall'alba al tramonto. Tre edifici compongono il complesso: il principale con la sala da concerto, attrezzata per registrare dal vivo; il secondo con sale prova, studi di registrazione e una foresteria per i musicisti; il terzo con un ristorante.

La Sala Armando Trovajoli

Il quintetto suona nella sala intitolata ad Armando Trovajoli, pianista e compositore romano che negli anni Cinquanta fu fra i protagonisti del jazz italiano e poi autore di colonne sonore e commedie musicali. Le pagine della sede indicano una capienza fra i 134 e i 150 posti circa. Il nome è perfetto per questo concerto: Trovajoli, come Morricone, Rota e Bacalov, ha scritto per il cinema italiano, e il programma del 13 dicembre gli rende un omaggio indiretto.

Un'acustica ravvicinata

Per gli ottoni una sala di queste dimensioni ha un doppio effetto: il suono arriva pieno e presente, e ogni sfumatura dinamica si percepisce. Chi ha l'orecchio sensibile può preferire le file centrali o posteriori, dove il suono si amalgama meglio; chi vuole vedere il lavoro dei musicisti scelga le prime file.

Come arrivare alla Casa del Jazz per l'Accademia Brass Quintet

Alla Casa del Jazz si arriva con la metro B fino a Piramide e poi a piedi per poco meno di un chilometro, oppure con l'autobus 714 fino a Colombo/Marco Polo; in auto si usa il parcheggio accanto alla villa.

Con la metro B

La fermata di riferimento indicata dalla sede è Piramide. Dalla stazione si passa accanto alla Piramide Cestia e a Porta San Paolo, poi si segue il tracciato delle Mura Aureliane fino a viale di Porta Ardeatina: un quarto d'ora abbondante di cammino, piacevole la domenica mattina, quando il traffico è ridotto.

Con l'autobus

Il 714 ferma a Colombo/Marco Polo, a pochi passi dall'ingresso. È la scelta più comoda per chi arriva da Termini o dall'EUR. La domenica le linee seguono l'orario festivo, con frequenze più basse: conviene verificare le corse sul calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti prima di uscire.

In auto

Il parcheggio indicato dalla sede si trova in via Cristoforo Colombo, all'angolo con viale di Porta Ardeatina. Una domenica di dicembre a mezzogiorno la Colombo è di solito scorrevole, ma a ridosso delle feste il traffico verso i centri commerciali può sorprendere: meglio partire con margine.

L'uscita

La durata del concerto non è indicata nella scheda ufficiale. Si esce comunque all'ora di pranzo, con il pomeriggio libero davanti e la metro in servizio.

Biglietti per l'Accademia Brass Quintet

Il biglietto per Junctions Beyond Jazz con l'Accademia Brass Quintet è unico e costa 15 euro, secondo la pagina ufficiale della Casa del Jazz.

Dove comprarli

I biglietti si comprano dal sito ufficiale della Casa del Jazz, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Per un concerto di mezzogiorno è prudente arrivare con il biglietto già acquistato: la sala è piccola e la domenica prima di Natale molte persone cercano un'uscita breve e di qualità.

Un prezzo, tutti i posti

Non ci sono settori. In una sala di queste dimensioni ogni posto vede bene; la differenza la fa la distanza dagli strumenti, come detto sopra.

Un'idea regalo

Due settimane prima di Natale, un biglietto a 15 euro per un concerto di ottoni in una villa storica è un regalo semplice e intelligente. Lo segnaliamo perché funziona: è un'esperienza, non un oggetto.

Come organizzare la domenica del 13 dicembre

Con un concerto alle 12:00 la giornata si organizza da sola: passeggiata al mattino, concerto, pranzo, pomeriggio fra Aventino, Testaccio o le luci natalizie del centro.

La mattina

Il parco della villa è aperto dall'alba al tramonto. Arrivare verso le 11 permette una passeggiata fra gli alberi prima del concerto; a metà dicembre la luce del mattino è bassa e tersa nelle giornate serene. Chi parte da Piramide può salire prima all'Aventino, fino al Giardino degli Aranci, per la vista su Roma.

Il pranzo

Si esce dalla sala all'ora del pranzo domenicale. La villa ha un ristorante in uno dei suoi tre edifici; oltre la Piramide si apre Testaccio, rione di cucina romana di tradizione. In dicembre, con i pranzi aziendali e le rimpatriate prima delle feste, prenotare è indispensabile.

Il pomeriggio

Il pomeriggio può continuare alle Terme di Caracalla, a circa seicento metri, o nel rione Testaccio, fra il Monte dei Cocci e l'ex Mattatoio. Chi preferisce l'atmosfera delle feste trova nel centro storico gli allestimenti natalizi raccontati nella scheda su Natale a Roma.

Accessibilità della Casa del Jazz

La Casa del Jazz dichiara una progettazione pensata per la piena accessibilità, e il portale di Roma Capitale segnala il concerto dell'Accademia Brass Quintet come evento accessibile; le persone in carrozzina possono prenotare il posto in sala allo 06 80241281.

Riduzioni e accompagnatori

La Fondazione Musica per Roma prevede per le persone con disabilità un biglietto ridotto e, dove necessario, l'ingresso gratuito per l'accompagnatore; i posti riservati sono limitati e vanno prenotati per tempo. Per le condizioni aggiornate il riferimento è il numero indicato sopra o l'indirizzo info@musicaperroma.it.

Il percorso

Dalla metro Piramide a piedi c'è quasi un chilometro. Per chi ha difficoltà di movimento sono più indicati l'autobus 714, con fermata a Colombo/Marco Polo, o l'auto con il parcheggio accanto alla villa.

L'Accademia Brass Quintet con i bambini

Fra i concerti di Junctions Beyond Jazz, quello dell'Accademia Brass Quintet è probabilmente il più adatto alle famiglie: orario di mezzogiorno, strumenti che i bambini riconoscono, melodie del cinema.

Perché gli ottoni piacciono ai bambini

Una tromba, un trombone o una tuba sono strumenti che si vedono lavorare: le guance, il movimento della coulisse, la campana che punta verso il pubblico. Per un bambino è musica da guardare oltre che da ascoltare. Dalle prime file lo spettacolo è anche visivo.

Qualche accortezza

Gli ottoni da vicino sono potenti: per i più piccoli meglio evitare la prima fila. Il programma alterna melodie note e musica nuova, che per un bambino può risultare impegnativa: un breve discorso prima, sul fatto che si ascolteranno anche brani mai suonati prima, trasforma la novità in curiosità. Per le condizioni d'ingresso dei minori il riferimento è la sede.

Il parco

Il parco della villa, prima e dopo, è lo spazio ideale per far muovere i bambini. Un'ora di corse all'aperto prima del concerto rende più facile un'ora seduti dopo.

Dove mangiare vicino alla Casa del Jazz

Il ristorante ospitato in uno dei tre edifici di Villa Osio è la soluzione più comoda per chi vuole pranzare dopo il concerto senza spostarsi.

Testaccio

A una ventina di minuti a piedi, oltre la Piramide, Testaccio offre le trattorie della cucina romana di tradizione, frequentate soprattutto da romani. La domenica di dicembre è fra i giorni più affollati dell'anno: telefonate prima.

San Saba e Piramide

Verso San Saba c'è un quartiere residenziale tranquillo con qualche locale di quartiere; intorno a Piramide si trovano bar e locali per un pasto veloce, sulla strada del ritorno verso la metro.

Cosa c'è intorno alla Casa del Jazz

La Casa del Jazz si trova fra l'Aventino e l'Appia, a circa seicento metri dalle Terme di Caracalla e a un chilometro dalla Piramide Cestia.

Lungo le mura

Viale di Porta Ardeatina corre accanto alle Mura Aureliane del III secolo. È uno dei tratti meno frequentati della cinta, e dei più piacevoli da percorrere a piedi.

Aventino e San Saba

A pochi minuti ci sono il Piccolo Aventino, con la basilica di San Saba, e l'Aventino, con le sue chiese e i suoi giardini: tutto è raccolto nella scheda Aventino: cosa vedere.

Testaccio

Il rione di Testaccio, con il mercato, il Monte dei Cocci e l'ex Mattatoio, è descritto nella scheda Testaccio: cosa vedere: la prosecuzione naturale di una domenica in questa parte della città.

Metà dicembre a Roma: il periodo del concerto

A metà dicembre Roma entra nel periodo delle feste: giornate corte, luce limpida nelle mattine serene, strade del centro illuminate e mercatini natalizi.

Il clima

Le mattine di dicembre possono essere fredde, con temperature che salgono verso mezzogiorno nelle giornate di sole. Un cappotto e una sciarpa servono per la passeggiata nel parco; la sala è riscaldata. Dicembre è anche mese di piogge: un ombrello in borsa è prudente.

La città in quei giorni

La seconda domenica prima di Natale è una delle più animate dell'anno. Il centro storico è affollato per gli acquisti; la zona della Casa del Jazz, invece, resta tranquilla. È un buon motivo per scegliere un concerto qui: musica, parco, pranzo, e la confusione delle feste lasciata a distanza.

Una curiosità su Junctions Beyond Jazz: Accademia Brass Quintet alla Casa del Jazz — 13 dicembre 2026

La curiosità più bella di questo concerto riguarda un incrocio di nomi. Il programma mette insieme Morricone, Rota e Bacalov, tre compositori che hanno scritto per il cinema italiano; la sala in cui si suona è intitolata ad Armando Trovajoli, un altro compositore che ha scritto per il cinema italiano, dopo essere stato negli anni Cinquanta un protagonista del jazz. E l'istituzione che organizza tutto, la Fondazione Musica per Roma, ha la sua sede principale nell'Auditorium intitolato dal 2020 proprio a Ennio Morricone.

La seconda curiosità è di calendario. Junctions Beyond Jazz 2026 si è aperta a metà marzo e si chiude con questo concerto: il quintetto di ottoni è dunque l'ultima parola della rassegna. Gli ottoni, nella storia della musica, sono spesso stati gli strumenti delle chiusure e delle celebrazioni, dalle fanfare alle bande di festa. Affidare a loro il congedo è una scelta che ha una logica precisa, e a due settimane da Natale ha anche un sapore stagionale.

La terza curiosità riguarda il nome. Il quintetto si chiama Accademia Brass Quintet, e il PMCE da cui proviene è costruito, per sua stessa presentazione, affiancando giovani musicisti ai migliori solisti internazionali. Accademia, dunque, nel senso antico di luogo in cui si impara facendo.

Una cosa che non ti dice nessuno su Junctions Beyond Jazz: Accademia Brass Quintet alla Casa del Jazz — 13 dicembre 2026

Quello che non si dice è che gli ottoni in una sala da poco più di cento posti suonano in modo completamente diverso da come li si immagina. Nei concerti sinfonici gli ottoni sono in fondo al palco, dietro gli archi e i legni, e arrivano all'ascoltatore filtrati dalla distanza. Qui saranno a pochi metri. Si sente il respiro, l'attacco della nota, il cambio di sordina, il timbro del corno che cambia a seconda di come il musicista tiene la mano nella campana. Per chi ama gli ottoni è una lezione di ascolto; per chi non li conosce, una scoperta.

La seconda cosa è che la sala è attrezzata per la registrazione dal vivo, e dalla villa sono usciti in passato dischi registrati in concerto. Per questo concerto non è annunciata alcuna registrazione. Ma è una sala costruita per restituire i dettagli, e con gli ottoni i dettagli sono tutto: telefoni spenti, niente carte che frusciano.

La terza riguarda il pubblico. I concerti di mezzogiorno richiamano spesso musicisti che la domenica mattina vanno ad ascoltare i colleghi. Nelle file potrebbero esserci orchestrali di Santa Cecilia o del Teatro dell'Opera. È un pubblico attento: meglio non applaudire fra i movimenti di un brano, se gli interpreti non si fermano.

Il consiglio che ti do per visitare Junctions Beyond Jazz: Accademia Brass Quintet alla Casa del Jazz — 13 dicembre 2026

Conviene arrivare un'ora prima e arrivarci a piedi. Scendete a Piramide verso le 11, camminate lungo le Mura Aureliane fino a viale di Porta Ardeatina, entrate nel parco e fate un giro fra gli alberi. A metà dicembre, con la luce bassa, i mattoni delle mura prendono un colore caldo che vale la passeggiata.

Secondo consiglio: ascoltate prima le melodie originali. Una sera prima, rivedete un film con la musica di Rota, o riascoltate un tema di Morricone nella versione orchestrale. In sala riconoscerete il disegno sotto la nuova veste per cinque ottoni, e il gioco della trascrizione diventerà evidente.

Terzo consiglio: comprate il biglietto appena potete. La sala è piccola, il prezzo è basso, la data cade nel pieno delle uscite natalizie. La regola: prima il biglietto, poi il resto della giornata.

Ultimo: prenotate il pranzo. A metà dicembre le trattorie di Testaccio la domenica sono piene di tavolate prenatalizie. Un concerto di ottoni seguito da un pranzo romano, con il pomeriggio libero per le luci del centro, è la domenica di dicembre che consiglio senza esitazioni.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che la musica di Ennio Morricone, Nino Rota e Luis Bacalov ha accompagnato alcuni dei film italiani più visti al mondo. Si cita meno spesso che quella musica è stata suonata, per decenni, da orchestrali romani, spesso gli stessi, che passavano dalla sala di registrazione al concerto sinfonico e alla musica contemporanea. Roma è stata per mezzo secolo una delle capitali della musica per il cinema, e la sua vita musicale ne è stata segnata.

Il PMCE e il suo quintetto di ottoni sono eredi di questa tradizione. Un ensemble nato per la musica contemporanea, che a ottobre 2026 porta alla Biennale di Venezia un inedito di Morricone e a dicembre suona Rota e Bacalov alla Casa del Jazz, dice qualcosa di preciso: la separazione fra musica colta e musica per il cinema, a Roma, non ha mai tenuto davvero.

Altro fatto noto e poco citato: la Casa del Jazz e l'Auditorium sono gestiti dalla stessa fondazione. Il PMCE nasce all'Auditorium, la rassegna si svolge alla Casa del Jazz: il concerto del 13 dicembre è un piccolo ponte fra le due sedi, e un buon motivo per chi conosce solo una delle due per scoprire l'altra.

La foto giusta da fare a Junctions Beyond Jazz: Accademia Brass Quintet alla Casa del Jazz — 13 dicembre 2026

Durante il concerto non si fotografa. La foto giusta si fa prima, e a dicembre conviene farla con la luce di metà mattina.

La prima è quella degli strumenti sul palco prima dell'inizio: trombe, corno, trombone e tuba appoggiati sui supporti, con le campane lucide sotto le luci della sala. Gli ottoni a riposo sono un soggetto fotografico straordinario, fatto di curve, riflessi e metallo. Se il personale lo consente, uno scatto dalla fila centrale prima che entrino i musicisti è il ricordo migliore della giornata.

La seconda è Villa Osio vista dal viale del parco, con gli alberi spogli di dicembre che lasciano vedere la facciata meglio che in estate. La terza, meno scontata, è la lapide con i nomi delle vittime di mafia all'ingresso: non è un'immagine da cartolina, ma dice dove ci si trova. Pubblicata con due righe di spiegazione, racconta la Casa del Jazz meglio di qualsiasi altra.

La quarta si fa lungo viale di Porta Ardeatina, con le Mura Aureliane sullo sfondo: un'inquadratura bassa che segua la linea dei mattoni, con i platani e la luce radente del mattino d'inverno.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il luogo del concerto ha una storia a strati. Il più antico è quello delle Mura Aureliane, la cinta del III secolo lungo la quale corre viale di Porta Ardeatina, il cui nome ricorda una delle porte che si aprivano verso sud. Chi arriva a piedi da Piramide cammina accanto a diciassette secoli di storia militare della città.

Il secondo strato è quello della villa. Villa Osio fu la residenza di Enrico Nicoletti, indicato come esponente della banda della Magliana, l'organizzazione criminale che segnò la cronaca romana fra gli anni Settanta e Novanta. La confisca e l'assegnazione al Comune di Roma sono l'avvenimento da cui nasce tutto il resto.

Il terzo strato è la trasformazione. Per volontà dell'amministrazione di Walter Veltroni la villa diventa un centro dedicato al jazz, con sala da concerto, studi di registrazione e foresteria per i musicisti. La lapide voluta con Libera ne segna il significato civile.

Il quarto è musicale. La sala ha accolto negli anni rassegne estive, festival d'autunno, i concerti del Roma Jazz Festival e le domeniche di Junctions Beyond Jazz. Il 13 dicembre 2026 la rassegna si chiude con un quintetto di ottoni che suona Morricone in una villa confiscata alla criminalità romana: un piccolo avvenimento, coerente con la storia del luogo.

Chi è passato da Junctions Beyond Jazz: Accademia Brass Quintet alla Casa del Jazz — 13 dicembre 2026

La sala porta il nome di Armando Trovajoli, pianista e compositore romano, figura del jazz italiano negli anni Cinquanta e poi autore di colonne sonore e commedie musicali: un nome che lega il jazz alla città e alla sua musica di scena.

Nella rassegna Junctions Beyond Jazz del 2026 sono passati, nelle domeniche d'autunno, il contrabbassista e compositore Massimo Ceccarelli con Lyrica e l'arpista Lucia Bova con Le frontiere dell'arpa. L'Accademia Brass Quintet chiude la serie. Nel programma del quintetto passano, attraverso la loro musica, tre maestri del cinema italiano: Ennio Morricone, Nino Rota, Luis Bacalov.

Dietro il quintetto c'è il PMCE, che secondo le presentazioni di Nuova Consonanza si avvale di interpreti che hanno lavorato a stretto contatto con compositori come Karlheinz Stockhausen, Philip Glass, Steve Reich, Terry Riley, Gavin Bryars, Unsuk Chin, Ivan Fedele, Salvatore Sciarrino, Franco Donatoni e Giorgio Battistelli. È un elenco che racconta cinquant'anni di musica contemporanea, e che entra idealmente in sala con i musicisti.

Fuori dalla musica, dalla villa sono passati il sindaco che ne volle la trasformazione e l'associazione Libera, che ha dato voce alla memoria delle vittime. Sono presenze che ogni concerto qui porta con sé.

Domande frequenti sull'Accademia Brass Quintet alla Casa del Jazz

Quando suona l'Accademia Brass Quintet alla Casa del Jazz?

L'Accademia Brass Quintet suona alla Casa del Jazz domenica 13 dicembre 2026 alle 12:00, nella Sala concerti Armando Trovajoli, in viale di Porta Ardeatina 55. È l'ultimo concerto della rassegna Junctions Beyond Jazz 2026, a cura della Fondazione Musica per Roma.

Quanto costa il biglietto per l'Accademia Brass Quintet?

Il biglietto per l'Accademia Brass Quintet alla Casa del Jazz è unico e costa 15 euro, secondo la pagina ufficiale della sede. Si acquista dal sito della Casa del Jazz, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Per informazioni: 06 80241281 o info@musicaperroma.it.

Che cosa suona l'Accademia Brass Quintet?

Il programma dell'Accademia Brass Quintet alla Casa del Jazz comprende musiche di C. A. Kintscher, A. Constantino, F. Sulpizi, Ennio Morricone, Nino Rota e Luis Bacalov: brani del grande repertorio in una nuova veste per ottoni e prime esecuzioni assolute scritte per il quintetto. Il programma potrebbe subire variazioni.

Chi sono i musicisti dell'Accademia Brass Quintet?

L'Accademia Brass Quintet è l'ensemble di ottoni formato dai musicisti del PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble, la formazione di musica contemporanea della Fondazione Musica per Roma diretta da Tonino Battista. La scheda ufficiale del concerto non riporta i nomi dei singoli strumentisti.

Come si arriva alla Casa del Jazz con i mezzi pubblici?

La Casa del Jazz si raggiunge con la metro B fino a Piramide e poi quasi un chilometro a piedi lungo le Mura Aureliane, oppure con l'autobus 714 fino alla fermata Colombo/Marco Polo, vicina all'ingresso. La domenica i mezzi seguono l'orario festivo.

Il concerto è adatto ai bambini?

Il concerto dell'Accademia Brass Quintet alla Casa del Jazz è fra i più adatti alle famiglie della rassegna: si tiene a mezzogiorno, gli ottoni sono strumenti che i bambini riconoscono e il programma include melodie del cinema. Per i più piccoli meglio evitare la prima fila, perché gli ottoni da vicino sono potenti.

La Casa del Jazz è accessibile?

La Casa del Jazz dichiara una progettazione pensata per la piena accessibilità e il concerto è segnalato come accessibile dal portale di Roma Capitale. Le persone in carrozzina possono prenotare il posto chiamando lo 06 80241281; sono previste riduzioni per le persone con disabilità.

Il consiglio finale sull'Accademia Brass Quintet

Fra i concerti di dicembre a Roma, questo è uno di quelli che consiglio con più convinzione, e per una ragione semplice: costa poco, dura il giusto, si tiene in un luogo che ha una storia da raccontare, e mette insieme la musica che tutti conoscono con quella che nessuno ha ancora ascoltato. Cinque ottoni a pochi metri, Morricone e Rota in una veste nuova, una villa restituita alla città, un parco d'inverno, un pranzo a Testaccio. Non serve altro per una domenica prima di Natale.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.

Prepara la visita

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.

Tagsche fare a RomaCinemaconcertoeventi romainvernojazzmusica classicamusica dal vivoRomaspettacoli dal vivo

Contact Information

Data Evento13 Dicembre 2026 12:00
IndirizzoCasa del Jazz, Viale di Porta Ardeatina 55, 00154 Roma Ardeatino, Roma, Roma Città