Beatrice Gatto alla Casa del Jazz — 29 novembre 2026
Beatrice Gatto canta alla Casa del Jazz, in viale di Porta Ardeatina 55, domenica 29 novembre 2026 alle ore 18:00, nella Sala concerti Armando Trovajoli, per il ciclo Young Lions dedicato ai giovani talenti. Con lei suonano Federico Buccini al pianoforte e alle tastiere, Lorenzo Reggio alla chitarra, Guglielmo Molino al basso e Simone Lanzillotti alla batteria. Il biglietto è unico, 15 euro, e si compra sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, raggiungibile dalla pagina ufficiale del concerto sul sito della Casa del Jazz, oppure alla biglietteria della villa nei giorni di spettacolo. Si arriva con la metro B, fermata Piramide, e poi un quarto d'ora a piedi, oppure con l'autobus 714, fermata Colombo/Marco Polo. Per informazioni la sede risponde allo 06 80241281.
Una cantante romana di trent'anni, cresciuta nei club della città, con un padre che è uno dei batteristi più importanti del jazz italiano e una strada tutta sua fra jazz, soul e canzone in italiano. Il concerto di Beatrice Gatto è un tardo pomeriggio di domenica in una sala piccola, con una band di cinque elementi e un repertorio che guarda alla scrittura originale. È il tipo di appuntamento che le rassegne dei giovani servono a proteggere: un'artista nel momento in cui il suono è già riconoscibile e il pubblico non è ancora quello dei grandi numeri.
Beatrice Gatto alla Casa del Jazz: il concerto del 29 novembre
Il concerto di Beatrice Gatto è in programma domenica 29 novembre 2026 alle 18:00 nella Sala Armando Trovajoli della Casa del Jazz, dentro il ciclo Young Lions.
Young Lions
Young Lions, giovani leoni, è l'espressione con cui il jazz indica da decenni le nuove generazioni che si affacciano sulla scena con un linguaggio proprio. La Casa del Jazz la usa per il ciclo dedicato ai musicisti emergenti, con un biglietto unico più basso rispetto alle altre rassegne. In questo autunno lo stesso ciclo ha ospitato, fra gli altri, il trio del sassofonista Matteo Fagioli.
Un orario da domenica
L'inizio alle 18 è una scelta precisa. Si esce di casa con la luce, si ascolta musica mentre fuori si fa sera, si torna a cena. Per chi ha bambini grandi o genitori anziani, o semplicemente il lunedì mattina da affrontare, è l'orario più civile della settimana musicale romana.
Cosa si ascolterà
La scaletta non è pubblicata. La presentazione della Casa del Jazz descrive però con precisione la direzione del lavoro di Beatrice Gatto: jazz, soul e pop italiano, con un'attenzione particolare alla scrittura in lingua italiana e a un linguaggio personale, difficile da etichettare. È ragionevole aspettarsi i brani del suo repertorio originale accanto a standard e a pagine della tradizione brasiliana, che la cantante frequenta da sempre.
Chi è Beatrice Gatto: la biografia
Beatrice Gatto è una cantante romana nata nel 1996, diplomata al Saint Louis College of Music di Roma e formata nella scena jazz della capitale, dove si è esibita nei principali club prima di portare la sua voce nei festival italiani.
Una famiglia di musicisti
È cresciuta in una casa in cui la musica faceva parte della vita quotidiana: il padre è Roberto Gatto, batterista romano fra i più noti e premiati del jazz italiano. Non è un dettaglio anagrafico, ma nemmeno una scorciatoia. Chi cresce accanto a un musicista di quel livello impara presto quanto lavoro ci sia dietro un concerto, e quanto sia difficile trovare un suono che non sia l'eco di quello paterno.
La formazione
Il diploma al Saint Louis College of Music, scuola romana di musica moderna, è la base tecnica. La scuola vera, però, è stata quella dei club. Beatrice Gatto ha cantato nei locali storici della città, dall'Alexanderplatz al Big Mama, dal Fonclea all'Alcazar: palchi piccoli, pubblico vicino, repertori lunghi, la gavetta che forma un cantante di jazz. Insegna anche canto, e questo spiega la cura con cui lavora sul fraseggio.
Uno stile eclettico
La Casa del Jazz la presenta come una voce radicata nel jazz ma dallo stile eclettico, che esplora il soul, il pop e la tradizione italiana e brasiliana. È una definizione che si ritrova nelle recensioni del suo primo disco, dove si parla di un incrocio fra jazz, pop e neo soul dal sapore internazionale.
Le collaborazioni
Nel suo percorso ha collaborato con Fabrizio Bosso, Danilo Rea, Serena Brancale e Rosario Giuliani: un trombettista, un pianista, una cantante e un sassofonista che rappresentano bene le diverse anime della scena italiana di oggi, dal jazz più classico alla contaminazione con il soul e con la canzone.
Il progetto originale
Nel 2021 avvia il suo progetto di musica originale con il singolo Non mi importa. Il 3 maggio 2024 esce per T-Recs Music l'EP di debutto Frammenti, prodotto da Alessandro Casagni, accompagnato dal singolo Universo, prodotto dallo stesso Casagni con Benjamin Ventura. È un lavoro breve e compatto, che mette in fila le sue influenze senza farle diventare citazioni.
Con il padre e con i Rea
Beatrice Gatto ha lavorato con il padre nel progetto My Secret Place ed è una delle voci soliste di Generations, il progetto che riunisce due famiglie del jazz romano: da una parte Roberto Gatto, dall'altra Danilo Rea, con la figlia Oona Rea. Roberto Gatto e Danilo Rea suonano insieme dal 1975, quando fondarono il Trio di Roma: cinquant'anni dopo, i figli cantano sullo stesso palco.
Gli studi all'estero
Negli ultimi tempi la cantante ha proseguito gli studi musicali in Austria, come ha annunciato lei stessa ai suoi ascoltatori, tornando a Roma per i concerti. Il 29 novembre è dunque anche un ritorno a casa, nella città dove ha cominciato.
Frammenti e Non mi importa: la musica di Beatrice Gatto
La discografia di Beatrice Gatto comprende il singolo Non mi importa, del 2021, e l'EP Frammenti, pubblicato il 3 maggio 2024 da T-Recs Music con la produzione di Alessandro Casagni.
La scrittura in italiano
La scelta più interessante è quella della lingua. Molti giovani cantanti jazz italiani scrivono in inglese, per inseguire il repertorio americano o un mercato internazionale. Beatrice Gatto scrive soprattutto in italiano, e la presentazione della Casa del Jazz insiste proprio su questo punto. È una strada più difficile, perché l'italiano ha accenti e vocali che non si piegano facilmente allo swing, ma è anche quella che rende riconoscibile un'autrice.
Il suono
Le note di presentazione di Frammenti parlano di un lavoro che mescola mondi musicali diversi, dal jazz al pop al neo soul, con un suono fresco e personale. Dal vivo, con una band che comprende tastiere, chitarra e basso elettrico, è lecito aspettarsi una resa più calda e più libera rispetto al disco, con spazio per l'improvvisazione.
I musicisti sul palco con Beatrice Gatto
Con Beatrice Gatto suonano Federico Buccini al pianoforte e alle tastiere, Lorenzo Reggio alla chitarra, Guglielmo Molino al basso e Simone Lanzillotti alla batteria.
Una band da soul
L'organico dice molto del concerto. Non un trio jazz classico con contrabbasso, ma una formazione con tastiere, chitarra e basso: il suono di una band soul e pop, che può però tornare in un attimo al linguaggio del jazz. È l'organico giusto per un repertorio che si muove fra i generi.
La batteria, in casa Gatto
Una curiosità inevitabile: in una famiglia di batteristi, alla batteria siede un altro. Simone Lanzillotti ha il compito di tenere il tempo per la figlia di uno dei più grandi batteristi italiani, in una sala dove il padre ha suonato tre sere di fila appena un mese prima. Non lo invidio, e insieme lo invidio molto.
Biglietti per Beatrice Gatto alla Casa del Jazz
Il biglietto per Beatrice Gatto alla Casa del Jazz è unico, 15 euro, e si acquista sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, raggiungibile dal pulsante di acquisto della pagina ufficiale del concerto.
Al botteghino
La Casa del Jazz ha una biglietteria nella villa, aperta nei giorni di spettacolo; gli orari e le condizioni sono nel regolamento pubblicato sul sito della sede. In una sala di poco più di cento posti, però, un concerto di domenica pomeriggio può esaurirsi: il consiglio è di comprare in anticipo.
Riduzioni
Le riduzioni per le persone con disabilità previste dalla Fondazione Musica per Roma si ottengono alla biglietteria centrale dell'Auditorium, e vanno quindi organizzate prima del giorno del concerto.
La Casa del Jazz, dove canta Beatrice Gatto
La Casa del Jazz si trova in viale di Porta Ardeatina 55, fra l'Aventino e la via Cristoforo Colombo, ed è gestita dalla Fondazione Musica per Roma, la stessa dell'Auditorium Parco della Musica. Per la storia completa rimando alla nostra scheda sulla Casa del Jazz.
Una villa confiscata
La Casa del Jazz nasce dalla confisca della villa di Enrico Nicoletti, esponente della banda della Magliana, assegnata poi al Comune di Roma. Il progetto di trasformarla in un centro dedicato al jazz fu voluto dal sindaco Walter Veltroni. All'ingresso, una lapide con i nomi delle vittime di mafia, realizzata con Libera, l'associazione di don Luigi Ciotti, ricorda che cosa significhi restituire alla città un bene sottratto alla criminalità.
Com'è fatta
La villa, nota come Villa Osio, occupa 2.500 metri quadrati ed è circondata da un parco di oltre 25.000 metri quadrati, aperto tutti i giorni dall'alba al tramonto. Tre edifici: nel principale la sala da concerto, con un sistema di registrazione che permette di trasformare i concerti in dischi; nel secondo sale prova, studi di registrazione e una foresteria per i musicisti; nel terzo un ristorante.
La Sala Armando Trovajoli
La sala è intitolata ad Armando Trovajoli, pianista e compositore romano, autore di commedie musicali e colonne sonore. Le pagine della sede indicano capienze leggermente diverse, fra 134 e circa 150 posti. In ogni caso poche file e la band a portata di sguardo: la dimensione ideale per una voce che lavora sulle sfumature.
Una curiosità su Beatrice Gatto alla Casa del Jazz — 29 novembre 2026
La curiosità è quasi un romanzo familiare. Esattamente un mese prima del concerto di Beatrice, dal 30 ottobre al 1° novembre 2026, nella stessa Sala Trovajoli della Casa del Jazz suona per tre sere di fila il padre, Roberto Gatto, con tre formazioni diverse: il Luna Quartet con Danilo Rea, il Quartetto Organico con l'organo Hammond di Alessandro Lanzoni, il duo con Antonello Salis. Il 29 novembre, sullo stesso palco, sale la figlia, con una band e un repertorio che guardano da tutt'altra parte.
C'è un secondo filo. Nel Luna Quartet, il 30 ottobre, suona Danilo Rea, che con Roberto Gatto fondò nel 1975 il Trio di Roma. Oona Rea, figlia di Danilo, canta con Beatrice nel progetto Generations. Nella stessa sala, a un mese di distanza, passano così due generazioni di due famiglie del jazz romano: i padri sul palco a ottobre, una delle figlie a novembre.
E una terza, meno romanzesca: non è la prima volta di Beatrice Gatto alla Casa del Jazz. Nell'aprile 2025 aveva già tenuto un concerto nella villa, presentato dalla sede come quello di un'artista che ha saputo trasformare le influenze del padre in un linguaggio personale e contemporaneo. Il ritorno, un anno e mezzo dopo, dentro un ciclo dedicato ai giovani, è il segno che la sede la segue con attenzione.
Una cosa che non ti dice nessuno su Beatrice Gatto alla Casa del Jazz — 29 novembre 2026
Quello che non vi dice nessuno è che il cognome, per una cantante come Beatrice Gatto, è insieme un vantaggio e un ostacolo. Apre porte, certo: il pubblico del jazz romano conosce Roberto Gatto da cinquant'anni e guarda con curiosità alla figlia. Ma crea anche aspettative sbagliate. Chi va al concerto aspettandosi un jazz di tradizione, con standard e swing, rischia di restare sorpreso. Il progetto di Beatrice va da un'altra parte: canzoni in italiano, soul, pop, tastiere e basso elettrico. È un linguaggio che ha radici nel jazz ma non ne fa una bandiera.
La seconda cosa riguarda la sala. La Sala Trovajoli è piccola, e per un concerto con basso elettrico, tastiere e batteria la posizione conta. Le prime file danno il contatto diretto con la voce e l'espressione della cantante; le file centrali offrono l'equilibrio migliore fra voce e band. Se potete scegliere, prendete il centro.
La terza è logistica, ed è tutt'altro che secondaria. La domenica 29 novembre, alle 20, all'Auditorium Parco della Musica canta ANOHNI, unica data italiana, e la gestione è la stessa Fondazione Musica per Roma. Qualcuno penserà di fare entrambe le cose. Sconsiglio: le due sedi sono ai capi opposti della città, e un concerto che comincia alle 18 difficilmente lascia il tempo di attraversare Roma prima delle 20. Scegliete, e godetevi la scelta.
Il consiglio che ti do per visitare Beatrice Gatto alla Casa del Jazz — 29 novembre 2026
Conviene fare del concerto la parte centrale di una domenica pomeriggio, non un appuntamento isolato. Arrivate alla villa verso le 16, quando il parco della Casa del Jazz è ancora aperto e la luce di fine novembre è bassa e dorata: il sole, a Roma, in quei giorni tramonta poco prima delle cinque. Una passeggiata sotto gli alberi, un giro intorno alla villa, una lettura della lapide all'ingresso, e poi dentro, in sala, con calma.
Prima ancora, se avete tempo, una sosta alle Terme di Caracalla, a pochi minuti a piedi, o lungo le Mura Aureliane che il viale segue per tutta la sua lunghezza. È uno dei pochi angoli di Roma in cui in un chilometro si passa dalla città imperiale a quella della cronaca, fino a quella della musica.
Secondo consiglio: ascoltate Frammenti prima di andare. Sono pochi brani, bastano venti minuti in metro. Arrivare in sala conoscendo già Universo o Non mi importa cambia l'ascolto: si riconosce il materiale, si coglie la differenza fra il disco e la versione dal vivo, si apprezza il lavoro della band.
Terzo consiglio: dopo il concerto, cena a Testaccio. È a un quarto d'ora a piedi, la domenica sera è il quartiere romano delle trattorie per eccellenza, e chiude bene una giornata tutta dentro la città.
Come arrivare alla Casa del Jazz per Beatrice Gatto
La Casa del Jazz si raggiunge dal centro con la metro B fino a Piramide e poi a piedi, oppure in autobus con il 714; chi viene in auto trova un parcheggio accanto alla villa.
In metropolitana
La sede indica la metro B, fermata Piramide. Dalla stazione alla villa c'è poco meno di un chilometro, un quarto d'ora abbondante di cammino passando accanto alla Piramide Cestia. Per il concerto delle 18 conviene uscire dalla metro verso le 17:30.
In autobus
L'autobus 714 ferma a Colombo/Marco Polo, a pochi minuti dall'ingresso, e collega la zona con Termini e con l'EUR. La domenica le frequenze sono festive: controllate gli orari prima di uscire.
In auto
C'è un parcheggio adiacente alla villa, in via Cristoforo Colombo all'angolo con viale di Porta Ardeatina. La domenica pomeriggio il traffico è più leggero rispetto ai giorni feriali, e l'auto è una soluzione ragionevole.
Il ritorno
La durata del concerto non è pubblicata. Un concerto delle 18 finisce comunque in un orario comodo per rientrare con i mezzi pubblici, anche con gli orari festivi.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Si sa che Roberto Gatto è uno dei grandi batteristi del jazz italiano. Si ricorda meno quanta musica italiana, fuori dal jazz, porti la sua firma ritmica: è lui alla batteria in Caterpillar di Mina, del 1991, in La disciplina della Terra di Ivano Fossati, del 2000, e ha lavorato con Lucio Dalla, Pino Daniele, Ornella Vanoni, Gino Paoli, Riccardo Cocciante. Il jazz romano della sua generazione, con Danilo Rea ed Enzo Pietropaoli, compagni del Trio di Roma, ha dato alla canzone d'autore italiana una qualità strumentale che prima non aveva.
È un fatto che aiuta a capire la figlia. Beatrice Gatto non viene da una famiglia di puristi del jazz, ma da una casa in cui jazz e canzone italiana hanno sempre convissuto. La sua scelta di scrivere in italiano, di mescolare jazz, soul e pop, di collaborare con una cantante come Serena Brancale, non è un tradimento dell'eredità paterna. È, anzi, la sua continuazione più coerente.
Un secondo fatto poco citato riguarda la sala. Armando Trovajoli, a cui è intitolata, era un pianista romano, autore delle musiche di Rugantino e di tante commedie musicali e colonne sonore: un musicista che ha portato la sapienza strumentale dentro la canzone popolare. Nel 2001 Roberto Gatto ha dedicato un intero disco, Plays Rugantino, proprio a quelle musiche. Per una cantante come Beatrice Gatto è difficile immaginare un nome più adatto sulla porta della sala.
La foto giusta da fare a Beatrice Gatto alla Casa del Jazz — 29 novembre 2026
La foto giusta si fa fuori, prima del concerto. Alle cinque del pomeriggio di fine novembre il sole tramonta dietro gli alberi del parco, e la villa si accende. È il momento in cui la Casa del Jazz è più bella: la facciata illuminata, il viale d'ingresso, i tronchi degli alberi controluce. Scattate dal fondo del viale, con la villa al centro e qualche persona che entra: è il ritratto della domenica.
La seconda foto, meno ovvia, è la lapide con i nomi delle vittime di mafia all'ingresso. Non è un'immagine da cartolina, ma è quella che spiega il luogo. Chi la pubblica con due righe di spiegazione fa un piccolo servizio a chi la vedrà, e ricorda che il jazz, in questa villa, è anche una forma di riscatto civile.
In sala, durante il concerto, il telefono va in tasca: la Sala Trovajoli è piccola e ogni schermo acceso si vede. Se proprio volete un ricordo, aspettate gli applausi finali, quando la band si alza e la cantante ringrazia. Una foto sola, senza flash, e poi via il telefono. E se volete la foto di famiglia del jazz romano, tenete da parte quella di un mese prima, se eravate a uno dei concerti del padre: messe una accanto all'altra, raccontano una storia che vale la pena di conservare.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
L'avvenimento che fonda la Casa del Jazz è la confisca della villa di Enrico Nicoletti, esponente della banda della Magliana, e la sua assegnazione al Comune di Roma. Il progetto voluto dal sindaco Walter Veltroni l'ha trasformata in un centro dedicato interamente al jazz, con sala da concerto, studi di registrazione e foresteria per i musicisti ospiti. La lapide all'ingresso, realizzata con Libera, fissa quel passaggio nella memoria del luogo.
La villa ha un nome più antico, Villa Osio, e un parco di oltre venticinquemila metri quadrati. Si trova lungo viale di Porta Ardeatina, che segue il tracciato delle Mura Aureliane, costruite nel III secolo dopo Cristo: pochi metri separano la Roma imperiale da quella della cronaca giudiziaria degli anni Ottanta, e dalla Roma dei concerti di oggi.
Nella storia musicale della villa, un avvenimento lega il luogo alla famiglia Gatto. Il 7 aprile 2008 Roberto Gatto tenne alla Casa del Jazz un concerto dedicato al rock progressivo, il genere da cui era partito da ragazzo; la registrazione fu pubblicata su disco il 30 aprile dello stesso anno con il titolo Omaggio al progressive rock. Sempre nel 2008 uscì Omaggio a De André della Casa del Jazz All Stars, fra i cui musicisti figura Gatto. È la prova di quanto questa sala sia attrezzata per trasformare un concerto in un disco: un'opportunità che per un'artista giovane vale moltissimo.
Chi è passato da Beatrice Gatto alla Casa del Jazz — 29 novembre 2026
Dalla Casa del Jazz, negli anni, sono passati i protagonisti della scena italiana e molti ospiti stranieri. Fra i nomi legati a Beatrice Gatto, il primo è quello del padre: Roberto Gatto ha suonato e inciso nella villa più volte, dal concerto del 2008 sul rock progressivo alle tre serate dell'autunno 2026, con Danilo Rea, Antonello Salis, Alessandro Lanzoni, Max Bottini, Simone Sansonetti, Francesco Fratini.
Poi ci sono i musicisti con cui Beatrice ha lavorato, quasi tutti di casa in questa sala: Fabrizio Bosso alla tromba; Danilo Rea, pianista che dal Trio di Roma in poi ha attraversato tutta la musica italiana; Rosario Giuliani, sassofonista che ha avuto fra gli allievi giovani musicisti romani come Matteo Fagioli. E Serena Brancale, un'altra voce della nuova canzone italiana.
In questo autunno 2026 la Casa del Jazz ha ospitato anche la rassegna Una Striscia di Terra Feconda e, a novembre, i concerti del Roma Jazz Festival. E nello stesso ciclo Young Lions sono passati altri giovani musicisti romani, come il sassofonista Matteo Fagioli, allievo di Giuliani. Il 29 novembre passa da qui Beatrice Gatto, con Federico Buccini, Lorenzo Reggio, Guglielmo Molino e Simone Lanzillotti: una generazione nuova, nella stessa sala dove si è formata quella dei padri.
Accessibilità della Casa del Jazz
La Casa del Jazz dichiara una progettazione pensata per la piena accessibilità; le persone in carrozzina possono prenotare il posto al numero 06 80241281.
Posti riservati
I posti per le persone in carrozzina sono pochi, e in una sala da un centinaio e mezzo di posti ancora meno: la prenotazione va fatta con anticipo. La Fondazione Musica per Roma prevede riduzioni per le persone con disabilità e, dove necessario, l'ingresso gratuito per l'accompagnatore; queste agevolazioni si ottengono alla biglietteria centrale dell'Auditorium.
Con i ragazzi
Un concerto di domenica alle 18, con un repertorio fra jazz, soul e pop in italiano, è adatto anche a ragazzi che si avvicinano alla musica dal vivo. Per un adolescente che studia canto è un'occasione rara di sentire da vicino una cantante giovane con una formazione solida.
Il quartiere intorno alla Casa del Jazz
La Casa del Jazz è in una zona di confine fra la Roma antica e quella del Novecento, a poche centinaia di metri dalle Terme di Caracalla e lungo il tracciato delle Mura Aureliane.
Caracalla e le mura
A circa seicento metri ci sono le Terme di Caracalla; la villa si affaccia su viale di Porta Ardeatina, lungo le mura. Una passeggiata di fine novembre fra le terme e le mura è il modo migliore per arrivare al concerto.
Piramide e Testaccio
A circa un chilometro, sulla strada della metro, c'è la Piramide Cestia, e subito oltre comincia Testaccio, il quartiere delle trattorie e del mercato.
Verso il Circo Massimo e l'Appia
Oltre viale Aventino si apre il Circo Massimo; verso sud cominciano i territori dell'Appia, con il Parco della Caffarella, da visitare con la luce del giorno.
Dove mangiare prima o dopo Beatrice Gatto
Uno dei tre edifici della Casa del Jazz ospita un ristorante, che risolve la cena senza spostamenti. Nei dintorni, verso Piramide, San Saba e Testaccio, ci sono trattorie e locali di quartiere, frequentati più da romani che da visitatori.
Prima del concerto
Con l'inizio alle 18, prima si fa al massimo una merenda o un caffè: la zona di Piramide, sulla strada fra la metro e la villa, è la più comoda.
Dopo il concerto
La cena viene dopo, e Testaccio, a pochi minuti, è la scelta più naturale: la domenica sera molte trattorie del quartiere sono aperte, ma con gruppi conviene prenotare. Il rione Testaccio ha anche una sua storia da leggere camminando, fra il Mattatoio e il Monte dei Cocci.
Fine novembre a Roma: una domenica di musica
Il 29 novembre Roma è in pieno autunno: tramonto poco prima delle cinque, temperature miti di giorno e fresche la sera, meno turisti e più vita culturale. È una domenica ricca: la sera, all'Auditorium Parco della Musica, canta ANOHNI; nei club della città il jazz continua tutta la settimana, a partire dall'Alexanderplatz, dove Beatrice Gatto ha cantato negli anni della formazione. Per chi viene da fuori, un fine settimana costruito intorno alla musica è il modo migliore di vedere Roma in una stagione più quieta.
Domande frequenti su Beatrice Gatto alla Casa del Jazz
Quando canta Beatrice Gatto alla Casa del Jazz?
Beatrice Gatto canta alla Casa del Jazz domenica 29 novembre 2026 alle ore 18:00, nella Sala concerti Armando Trovajoli, per il ciclo Young Lions. La villa si trova in viale di Porta Ardeatina 55, a Roma, a circa un quarto d'ora a piedi dalla fermata Piramide della metro B.
Quanto costa il biglietto per Beatrice Gatto?
Il biglietto per il concerto di Beatrice Gatto alla Casa del Jazz è unico e costa 15 euro. Si acquista sul circuito di prevendita autorizzato raggiungibile dalla pagina ufficiale del concerto sul sito della Casa del Jazz, oppure alla biglietteria della villa nei giorni di spettacolo.
Chi suona con Beatrice Gatto il 29 novembre?
Con Beatrice Gatto, il 29 novembre alla Casa del Jazz, suonano Federico Buccini al pianoforte e alle tastiere, Lorenzo Reggio alla chitarra, Guglielmo Molino al basso e Simone Lanzillotti alla batteria. È una formazione a cinque, adatta a un repertorio fra jazz, soul e pop.
Beatrice Gatto è la figlia di Roberto Gatto?
Sì, Beatrice Gatto è la figlia del batterista jazz Roberto Gatto, con cui ha collaborato nel progetto My Secret Place. È anche una delle voci soliste di Generations, il progetto con Roberto Gatto, Danilo Rea e Oona Rea. La sua strada personale guarda però al soul e alla canzone in italiano.
Che genere di musica fa Beatrice Gatto?
Beatrice Gatto fa una musica radicata nel jazz ma aperta al soul, al pop e alla tradizione italiana e brasiliana, con una particolare attenzione alla scrittura in lingua italiana. Ha pubblicato il singolo Non mi importa nel 2021 e l'EP Frammenti nel 2024.
Come si arriva alla Casa del Jazz la domenica?
La Casa del Jazz si raggiunge la domenica con la metro B fino a Piramide e poi a piedi, oppure con l'autobus 714, fermata Colombo/Marco Polo, con frequenze festive. C'è anche un parcheggio accanto alla villa, all'angolo fra via Cristoforo Colombo e viale di Porta Ardeatina.
Si può andare al concerto di Beatrice Gatto e poi a quello di ANOHNI?
Il concerto di Beatrice Gatto alla Casa del Jazz comincia alle 18 e quello di ANOHNI all'Auditorium alle 20, ma le due sedi sono ai capi opposti di Roma. Fare entrambi è rischioso: la durata dei concerti non è pubblicata e con i mezzi festivi il trasferimento è lungo.
Il consiglio finale su Beatrice Gatto
Andateci per la voce, e per la domenica. Un concerto alle 18 in una sala di cento posti, in una villa immersa nel verde, con una giovane cantante romana che ha scelto di scrivere in italiano e di non chiudersi in un genere, è la forma più felice che la musica dal vivo possa prendere in una città come Roma. Comprate il biglietto per tempo, arrivate con la luce, e dopo andate a cena a Testaccio: una domenica così non ha bisogno di altro.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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