Matteo Fagioli Trio alla Casa del Jazz — 25 ottobre 2026
Il Matteo Fagioli Trio suona alla Casa del Jazz domenica 25 ottobre 2026 alle 18:00, nella Sala concerti Armando Trovajoli di viale di Porta Ardeatina 55, per il ciclo Young Lions dedicato ai giovani talenti. Sul palco il sassofonista Matteo Fagioli, allievo di Rosario Giuliani, al sax alto, con Giulio Scarpato al contrabbasso e Giuseppe Salime alla batteria. Il biglietto è unico, a 15 euro, e si acquista dal sito ufficiale della Casa del Jazz, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dalla Fondazione Musica per Roma. La Casa del Jazz si raggiunge con la metro B, fermata Piramide, e poi a piedi lungo le Mura Aureliane per poco meno di un chilometro, oppure con l'autobus 714 fino alla fermata Colombo/Marco Polo; accanto alla villa c'è un parcheggio all'angolo fra via Cristoforo Colombo e viale di Porta Ardeatina.
Matteo Fagioli Trio alla Casa del Jazz: la domenica in breve
Il concerto del Matteo Fagioli Trio è domenica 25 ottobre 2026 alle 18:00 alla Casa del Jazz, con biglietto unico a 15 euro. Una sola data, di pomeriggio, in una sala raccolta: la formula ideale per chi vuole ascoltare jazz dal vivo senza fare tardi.
Young Lions
Il concerto è presentato dalla Casa del Jazz sotto l'intestazione Young Lions, i giovani leoni. È un'espressione che nel jazz ha una storia precisa: si usa da decenni per indicare le nuove generazioni di musicisti che si affacciano sulla scena con un linguaggio proprio, spesso dopo anni di studio con un maestro.
La sala
Si suona nella Sala concerti Armando Trovajoli, la sala principale di Villa Osio: poche file di poltrone e i musicisti a pochi metri. Per un trio senza pianoforte, con sax, contrabbasso e batteria, è la misura giusta: si sente ogni sfumatura del fiato, ogni colpo di spazzola.
Il biglietto
Il biglietto unico costa 15 euro. In una sala di un centinaio e mezzo di posti, per una domenica pomeriggio d'autunno, conviene comprarlo con qualche giorno di anticipo.
Il progetto: tradizione, jazz contemporaneo e groove hip hop
Il progetto del Matteo Fagioli Trio nasce nel 2024 e fonde, secondo la presentazione ufficiale della Casa del Jazz, le sonorità del jazz della tradizione con quelle del jazz più contemporaneo, con particolare attenzione al groove di ispirazione hip hop.
Il ritmo prima di tutto
Il testo della sede usa un'espressione tecnica: il parametro ritmico del groove. Significa che il trio lavora sulla pulsazione in modo consapevole, cercando ispirazione nell'hip hop e nelle sue diramazioni più moderne. È una strada che molti giovani jazzisti percorrono da anni: il jazz ha dato all'hip hop campioni e atmosfere, e oggi l'hip hop restituisce al jazz un modo diverso di sentire il tempo.
Originali e standard
Il repertorio alterna brani originali e rivisitazioni di standard della tradizione, fortemente influenzati, dice la presentazione, dal percorso musicale di ciascun musicista della formazione. Non è pubblicata una scaletta: si saprà in sala quali standard il trio ha scelto di rileggere.
Da Siena a Roma
Il progetto unisce le esperienze musicali senesi del sassofonista con quelle più recenti della scena jazzistica romana. Roma è la città dove Fagioli ha trovato il suo maestro e i compagni del trio. Il concerto del 25 ottobre è dunque anche il racconto di un trasferimento, dalla Toscana alla capitale.
Matteo Fagioli, il sassofonista
Matteo Fagioli è un sassofonista contralto che si presenta come allievo di Rosario Giuliani e che dal 2024 guida un proprio trio, con un percorso formato fra Siena e la scena jazz romana.
Il sax alto
Fagioli suona il sax alto, lo strumento di Charlie Parker, di Cannonball Adderley, di Ornette Coleman. È un sassofono più acuto e più tagliente del tenore, capace di velocità vertiginose e di un canto molto espressivo. In un trio senza pianoforte, il contralto porta da solo il peso della melodia e dell'armonia, e deve saper riempire lo spazio senza affollarlo.
Un trio senza pianoforte
La scelta di un trio con sax, contrabbasso e batteria ha precedenti illustri nella storia del jazz: è la formazione in cui il solista ha la massima libertà armonica, perché nessuno strumento fissa gli accordi. È anche la formazione più esposta: non ci si può nascondere dietro un tappeto di pianoforte. Per un giovane leader è una prova di coraggio.
Da non confondere
Matteo Fagioli non va confuso con il trombettista pratese Jacopo Fagioli, Nuovo Talento Top Jazz 2025, che ha suonato nella stessa sala il 9 ottobre 2026. Due giovani musicisti toscani con lo stesso cognome in tre settimane sullo stesso palco: una coincidenza che vale la pena segnalare.
Rosario Giuliani, il maestro
Rosario Giuliani, il maestro di Matteo Fagioli, è un sassofonista jazz italiano nato a Terracina il 13 gennaio 1967, fra i contraltisti italiani più noti a livello internazionale, con una lunga discografia anche per l'etichetta francese Dreyfus.
La formazione
Giuliani comincia giovanissimo a studiare il sax contralto nel Corpo bandistico Città di Terracina e si diploma nel 1987 al Conservatorio Licinio Refice di Frosinone. Nel 1989 frequenta i corsi del Berklee College of Music organizzati durante Umbria Jazz. Nel 1990 la Rai lo inserisce nell'orchestra dei Giovani talenti del jazz europeo, per un concerto all'Auditorium del Foro Italico di Roma diretto da James Newton.
Il cinema
Negli anni successivi Giuliani partecipa all'incisione di colonne sonore con Ennio Morricone, Luis Bacalov, Armando Trovajoli, Nicola Piovani e Riz Ortolani. È un dettaglio che rende il concerto del 25 ottobre ancora più curioso: l'allievo suona nella sala intitolata ad Armando Trovajoli, con cui il maestro ha lavorato.
I premi
Nel 1996 Giuliani vince il premio Massimo Urbani, dedicato al grande contraltista romano; l'anno dopo l'Europe Jazz Contest in Belgio, come miglior solista e miglior gruppo. Nel 2000 vince il Top Jazz della rivista Musica Jazz nella categoria nuovi talenti.
Le collaborazioni
Nel 2005 partecipa al progetto Land of the Sun con Charlie Haden e Gonzalo Rubalcaba; nel 2006 va in tournée nelle principali città della Cina. Ha suonato con Kenny Wheeler, Randy Brecker, Bob Mintzer, Cedar Walton, Phil Woods, Cameron Brown, Joe Locke e Donald Harrison, e in Italia con Enrico Rava, Maurizio Giammarco, Tullio De Piscopo, Franco D'Andrea, Giovanni Tommaso, Enrico Pieranunzi, Dado Moroni, Javier Girotto e Flavio Boltro.
Una scuola
Essere allievo di Giuliani significa aver studiato con un contraltista che ha attraversato il bebop, il jazz modale e le collaborazioni con i grandi americani. Nel suono di Fagioli si potrà cercare quella scuola, e insieme quello che il giovane sassofonista ha scelto di aggiungere: il groove hip hop, che la generazione del maestro non aveva nel proprio orizzonte.
Giulio Scarpato e Giuseppe Salime, la sezione ritmica
Con Matteo Fagioli suonano Giulio Scarpato al contrabbasso e Giuseppe Salime alla batteria: una sezione ritmica chiamata a fare doppio lavoro, in assenza del pianoforte.
Il contrabbasso
In un trio senza pianoforte il contrabbasso di Giulio Scarpato disegna le linee armoniche su cui si muove il sax, oltre a tenere il tempo. È il ruolo più delicato della formazione: ogni nota del basso indica al solista dove può andare.
La batteria
Giuseppe Salime ha il compito di dare corpo al groove di cui parla la presentazione del progetto. La batteria jazz tradizionale lavora sul piatto ride e sullo swing; quella ispirata all'hip hop lavora sulla cassa e sul rullante, su pattern più asciutti e ripetitivi. Il bello di un trio come questo sarà sentire come i due linguaggi convivono.
Musicisti in formazione
Né la Casa del Jazz né altre fonti ufficiali pubblicano biografie dettagliate dei due musicisti. È normale per un ciclo dedicato ai giovani: si viene per scoprire, non per ritrovare nomi già noti.
Come ascoltare un trio di jazz senza pianoforte
Un trio con sax alto, contrabbasso e batteria chiede all'ascoltatore un'attenzione particolare: senza pianoforte o chitarra, l'armonia non è scritta sul palco, ma suggerita dalle linee del basso e dalle note del solista.
Seguire il contrabbasso
Il primo esercizio è ascoltare il contrabbasso di Giulio Scarpato mentre il sax suona. È il basso a dire dove si trova l'armonia in ogni momento; quando il sassofono si allontana dalla melodia, è il basso che tiene la rotta. Chi impara a sentirlo capisce il trio dall'interno.
Riconoscere lo standard
Nelle rivisitazioni di standard, il tema viene spesso esposto all'inizio e ripreso alla fine, con l'improvvisazione nel mezzo. Il gioco è riconoscere la melodia originale anche quando il trio la piega verso il groove: un brano nato per il ballo degli anni Trenta può tornare con un passo che guarda all'hip hop.
Il dialogo fra sax e batteria
Nei trii senza pianoforte i momenti più intensi sono spesso i dialoghi fra solista e batteria, in cui il contrabbasso si ferma e i due si rispondono a frasi brevi. Sono i passaggi in cui si misura l'intesa di una formazione, e in un progetto nato nel 2024 è interessante sentire quanto è già cresciuta.
Fine ottobre a Roma, la stagione del jazz al chiuso
A fine ottobre la stagione romana del jazz si è ormai spostata al chiuso: finiti i concerti estivi nel parco, la Casa del Jazz riporta la musica nella Sala Trovajoli, in attesa del Roma Jazz Festival di novembre.
Il clima
Le ultime domeniche di ottobre a Roma sono in genere ancora miti di giorno, ma dopo il tramonto l'aria si fa fresca, soprattutto nel verde della villa. Una giacca per l'uscita è d'obbligo.
Una domenica di musica
Chi vuole fare della domenica una giornata di musica può combinare il concerto con altri appuntamenti della città nello stesso fine settimana: a fine ottobre il cartellone romano è fra i più ricchi dell'anno.
La Casa del Jazz: una villa restituita alla musica
La Casa del Jazz di viale di Porta Ardeatina 55 è un centro dedicato al jazz nato in una villa confiscata alla criminalità organizzata e gestito dalla Fondazione Musica per Roma, che gestisce anche l'Auditorium Parco della Musica.
La confisca
La villa apparteneva a Enrico Nicoletti, esponente della banda della Magliana. Confiscata e assegnata al Comune di Roma, è diventata per volontà del sindaco Walter Veltroni un luogo della musica. All'ingresso una lapide con i nomi delle vittime di mafia, realizzata con l'associazione Libera di don Luigi Ciotti, ricorda il senso della restituzione.
Villa Osio e il parco
L'edificio principale, Villa Osio, occupa 2.500 metri quadrati ed è circondato da un parco di oltre 25.000 metri quadrati, aperto tutti i giorni dall'alba al tramonto. Il complesso comprende tre edifici: nel principale la sala da concerto, attrezzata per registrare i concerti; nel secondo sale prova, studi di registrazione e una foresteria per i musicisti; nel terzo un ristorante.
La Sala Armando Trovajoli
La sala porta il nome di Armando Trovajoli, pianista e compositore romano, autore di colonne sonore e di commedie musicali. Le pagine della sede indicano una capienza intorno ai 134 o ai 150 posti, a seconda della fonte.
L'anno della Casa del Jazz
Durante l'anno la villa ospita Summertime in estate, doppi concerti fra settembre e ottobre e il Roma Jazz Festival in novembre. La scheda completa del luogo è alla pagina della Casa del Jazz.
Una curiosità su Matteo Fagioli Trio alla Casa del Jazz — 25 ottobre 2026
La curiosità più bella della serata è un filo che lega il maestro, la sala e l'allievo. Rosario Giuliani, il sassofonista con cui Matteo Fagioli ha studiato, ha inciso negli anni Novanta colonne sonore con alcuni maestri del cinema italiano, e fra questi c'era Armando Trovajoli. Il 25 ottobre l'allievo di Giuliani suona nella sala che porta proprio il nome di Trovajoli. Tre generazioni della musica romana, il compositore, il contraltista, il giovane leader, si incontrano senza che nessuno lo abbia programmato.
C'è una seconda coincidenza. Nel 2000 Rosario Giuliani vinse il Top Jazz della rivista Musica Jazz nella categoria nuovi talenti. Venticinque anni dopo, nel referendum Top Jazz 2025, il Nuovo Talento è stato il trombettista Jacopo Fagioli, che ha suonato alla Casa del Jazz il 9 ottobre. Il 25 ottobre, sullo stesso palco, sale un altro Fagioli, sassofonista, allievo proprio di quel Giuliani premiato come giovane talento un quarto di secolo prima. Il jazz italiano, a guardarlo da vicino, è una piccola famiglia in cui i nomi e le storie si richiamano di continuo.
L'ultima curiosità riguarda il nome del ciclo. Young Lions è un'etichetta che la stampa jazz ha usato per intere generazioni di giovani musicisti: sentirla applicata a un trio nato nel 2024 dice che la Casa del Jazz scommette su questo progetto.
Una cosa che non ti dice nessuno su Matteo Fagioli Trio alla Casa del Jazz — 25 ottobre 2026
Quello che raramente si dice dei concerti dedicati ai giovani è che sono i più convenienti della stagione, e spesso i più sorprendenti. Con 15 euro si ascolta, in una sala di un centinaio e mezzo di posti, un trio che lavora su un linguaggio in formazione: il momento migliore per sentire un musicista è proprio quello in cui sta ancora cercando la propria voce. Fra dieci anni, se il progetto crescerà, qualcuno potrà dire di averlo sentito alla Casa del Jazz nell'ottobre 2026.
La seconda cosa riguarda l'orario. Le 18 di domenica sono un orario perfetto per un concerto jazz: il parco della villa è ancora aperto nel pomeriggio, e dopo il concerto c'è tutto il tempo per una cena a Testaccio. Considerate però che il 25 ottobre 2026 è l'ultima domenica di ottobre, il giorno in cui di solito si torna all'ora solare: il buio arriverà prima del solito, e il parco chiude al tramonto.
La terza riguarda il suono. Un sax alto in una sala piccola, senza pianoforte, si sente in modo diretto e nudo. Le file centrali, non troppo vicine al palco, sono quelle in cui sax, contrabbasso e batteria si fondono meglio.
Il consiglio che ti do per visitare Matteo Fagioli Trio alla Casa del Jazz — 25 ottobre 2026
Conviene trasformare questo concerto in una domenica pomeriggio completa. Arrivate alla Casa del Jazz verso le 16.30, fate due passi nel parco della villa finché c'è luce, poi entrate in sala con calma. Prima ancora, se avete tempo, salite sull'Aventino e scendete verso la villa dal lato di San Saba: è una passeggiata che prepara bene all'ascolto.
Il secondo consiglio riguarda la preparazione. Ascoltate a casa un disco di Rosario Giuliani, il maestro di Fagioli, e poi un disco di jazz contemporaneo che lavori sul groove hip hop: avrete le due coordinate fra cui si muove il trio. In sala proverete a riconoscere cosa viene dalla scuola e cosa è invenzione nuova.
Il terzo: guardate la batteria. In un progetto che mette il groove al centro, è lì che si decide il carattere della musica. Dopo il concerto, cena a Testaccio. Comprate il biglietto qualche giorno prima: la sala è piccola. Per un gruppo che vuole scoprire la Roma del jazz fra club e sale da concerto, Tour Leader Pro organizza percorsi privati su misura.
Come arrivare alla Casa del Jazz
Alla Casa del Jazz si arriva con la metro B fino a Piramide e poi a piedi per poco meno di un chilometro, oppure con l'autobus 714 fino alla fermata Colombo/Marco Polo.
Metro B e passeggiata
Dalla stazione Piramide si cammina per un quarto d'ora abbondante lungo le Mura Aureliane. Con l'inizio alle 18, scendete dalla metro verso le 17.30: il percorso è più piacevole con l'ultima luce.
Autobus 714
Il 714 ferma a Colombo/Marco Polo, a pochi passi dalla villa; la Casa del Jazz lo indica come una linea frequente. Di domenica le frequenze possono essere ridotte: controllate gli orari prima di uscire.
In auto
Accanto alla villa c'è un parcheggio, in via Cristoforo Colombo all'angolo con viale di Porta Ardeatina. La domenica pomeriggio la Colombo è in genere meno trafficata che nei giorni feriali.
Il ritorno
La durata del concerto non è pubblicata; con l'inizio alle 18, si esce in genere prima di cena. Per il rientro con i mezzi, la metro B da Piramide è la soluzione più semplice.
Come organizzare la domenica alla Casa del Jazz
Un concerto alle 18 di domenica lascia spazio a un pomeriggio in zona e a una cena dopo: è l'orario ideale per chi non vuole tirare tardi prima di una settimana di lavoro.
Il biglietto
Il biglietto unico costa 15 euro. Si acquista sul sito ufficiale della Casa del Jazz o sul circuito di prevendita autorizzato; per informazioni la Fondazione Musica per Roma risponde allo 06 8024 1281.
Accessibilità
La Casa del Jazz dichiara una progettazione pensata per la piena accessibilità: le persone in carrozzina possono prenotare il posto in sala al numero 06 8024 1281. La Fondazione Musica per Roma prevede riduzioni per le persone con disabilità e, dove necessario, l'ingresso gratuito per l'accompagnatore; i posti riservati sono limitati.
Con i ragazzi
Un concerto pomeridiano, con un linguaggio che guarda all'hip hop, è una delle occasioni migliori per portare un adolescente al jazz. Per un ragazzo che studia sassofono, vedere un giovane leader all'opera vale più di molte lezioni.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che la Casa del Jazz nasce in una villa confiscata alla banda della Magliana. Meno spesso si cita quello che questo significa ogni volta che un giovane musicista sale sul palco: la sala in cui il Matteo Fagioli Trio suona il 25 ottobre è un bene sottratto alla criminalità organizzata e restituito alla città come luogo di cultura. La lapide all'ingresso, con i nomi delle vittime di mafia, è lì per ricordarlo.
Un secondo fatto poco citato riguarda la funzione della villa. La Casa del Jazz non è soltanto un palco: nel secondo edificio ci sono sale prova, studi di registrazione e una foresteria per i musicisti, e la sala principale è attrezzata per registrare i concerti. Per un giovane trio, suonare qui significa entrare in un luogo di lavoro del jazz, oltre che in una sala da concerto.
Il terzo riguarda il maestro. Rosario Giuliani, prima di diventare uno dei contraltisti italiani più noti, cominciò in una banda cittadina, quella di Terracina. È un percorso comune a molti jazzisti italiani, ed è bello ricordarlo in una sala dove suonano i giovani.
La foto giusta da fare a Matteo Fagioli Trio alla Casa del Jazz — 25 ottobre 2026
La foto giusta alla Casa del Jazz si fa fuori, prima del concerto: la facciata di Villa Osio con il parco intorno, verso le 17 di una domenica di fine ottobre, quando la luce è bassa e dorata. È l'immagine che racconta il luogo, una villa nobiliare diventata casa della musica.
La seconda si fa all'ingresso, davanti alla lapide con i nomi delle vittime di mafia: non è uno scatto da social, ma spiega perché questa sala esiste.
Durante il concerto le foto vanno fatte con discrezione e senza flash, se consentite dalla sede. Lo scatto più riuscito, con un trio sax contrabbasso batteria, è quello del sassofonista piegato sullo strumento con la campana che riflette la luce del palco: l'ottone illuminato è l'immagine classica del jazz. La foto ufficiale del progetto, diffusa dalla Casa del Jazz, è una buona guida per capire l'atmosfera.
Dopo il concerto, lungo viale di Porta Ardeatina, le Mura Aureliane illuminate offrono un'ultima inquadratura.
Dove mangiare prima o dopo il concerto
Dentro la villa, uno dei tre edifici della Casa del Jazz ospita un ristorante; nei dintorni, fra Piramide, Testaccio e San Saba, si trovano trattorie e locali di quartiere.
Testaccio
Testaccio è il quartiere della cucina romana tradizionale, con trattorie e pizzerie storiche. Dopo un concerto che comincia alle 18 è la destinazione più naturale per una cena domenicale; la domenica sera alcune trattorie chiudono, quindi conviene prenotare.
San Saba
Alle spalle della villa, il piccolo quartiere di San Saba ha pochi locali di vicinato frequentati dai romani: una scelta tranquilla per chi vuole evitare il movimento di Testaccio.
Cosa c'è intorno alla Casa del Jazz
La Casa del Jazz è in una delle zone archeologiche più dense di Roma: a circa seicento metri ci sono le Terme di Caracalla, a un chilometro la Piramide Cestia.
Le Mura Aureliane
Viale di Porta Ardeatina corre lungo le Mura Aureliane: chi arriva a piedi da Piramide cammina accanto alla cinta imperiale per quasi tutto il percorso.
San Saba e l'Aventino
Dietro la villa sorge la basilica di San Saba, sul piccolo Aventino. Un pomeriggio sull'Aventino, fra il Giardino degli Aranci e Santa Sabina, è il modo migliore per arrivare al concerto scendendo a piedi.
Altro jazz
Chi vuole allungare la serata con altra musica ha a disposizione i club storici della città, come l'Alexanderplatz Jazz Club in Prati.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
L'avvenimento fondativo della Casa del Jazz è la confisca della villa di Enrico Nicoletti, esponente della banda della Magliana, e la sua assegnazione al Comune di Roma, che la trasforma in un centro dedicato al jazz con sala da concerto, studi di registrazione e foresteria. Il progetto porta la firma politica del sindaco Walter Veltroni; la lapide all'ingresso, realizzata con Libera di don Luigi Ciotti, ricorda le vittime di mafia.
La zona ha una storia molto più antica. Viale di Porta Ardeatina segue le Mura Aureliane, la cinta difensiva della Roma imperiale. A poche centinaia di metri ci sono le Terme di Caracalla, a un chilometro la Piramide Cestia: la Casa del Jazz suona in uno dei quadranti archeologici più ricchi della città.
Per i musicisti del 25 ottobre le date sono più vicine, e tracciano una linea di scuola: 1967, nascita di Rosario Giuliani a Terracina; 1987, il suo diploma al Conservatorio di Frosinone; 1990, il concerto con l'orchestra Rai dei Giovani talenti del jazz europeo al Foro Italico, qui a Roma; 1996, il premio Massimo Urbani; 2000, il Top Jazz come nuovo talento; 2005, Land of the Sun con Charlie Haden. Poi, nel 2024, la nascita del trio del suo allievo Matteo Fagioli, che nell'autunno 2026 approda alla Sala Trovajoli.
Chi è passato da Matteo Fagioli Trio alla Casa del Jazz — 25 ottobre 2026
Attraverso la storia della Casa del Jazz e la biografia del maestro di Matteo Fagioli passa una parte importante del jazz. Nella stessa sala, in questo ottobre 2026, sono passati il trombettista Jacopo Fagioli e il veterano svizzero Franco Ambrosetti, che ha suonato con Dexter Gordon e Cannonball Adderley, oltre ai protagonisti della rassegna di doppi concerti di inizio autunno.
Nella linea di scuola del trio c'è Rosario Giuliani, che ha suonato con Charlie Haden e Gonzalo Rubalcaba, con Kenny Wheeler, Randy Brecker, Bob Mintzer, Cedar Walton, Phil Woods, e in Italia con Enrico Rava, Enrico Pieranunzi, Franco D'Andrea, Dado Moroni, Javier Girotto e Flavio Boltro. Ha inciso colonne sonore con Ennio Morricone, Luis Bacalov, Nicola Piovani, Riz Ortolani e con Armando Trovajoli, il compositore a cui è dedicata la sala.
E poi ci sono i giovani: Matteo Fagioli, Giulio Scarpato e Giuseppe Salime portano al palco della villa la scena jazz romana di oggi, con le sue radici senesi. La Casa del Jazz, nata per restituire alla città uno spazio sottratto alla criminalità, trova il suo senso più pieno proprio in serate come questa, in cui il palco è di chi comincia.
Domande frequenti sul Matteo Fagioli Trio alla Casa del Jazz
Quando suona il Matteo Fagioli Trio alla Casa del Jazz?
Il Matteo Fagioli Trio suona alla Casa del Jazz domenica 25 ottobre 2026 alle 18:00, nella Sala concerti Armando Trovajoli di viale di Porta Ardeatina 55, per il ciclo Young Lions dedicato ai giovani musicisti.
Quanto costa il biglietto per il Matteo Fagioli Trio?
Il concerto del Matteo Fagioli Trio alla Casa del Jazz ha un biglietto unico da 15 euro. Si acquista sul sito ufficiale della Casa del Jazz, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dalla Fondazione Musica per Roma.
Chi è Matteo Fagioli?
Matteo Fagioli è un sassofonista contralto allievo di Rosario Giuliani. Nel 2024 ha fondato il trio con cui fonde jazz della tradizione, jazz contemporaneo e groove di ispirazione hip hop, unendo le esperienze senesi con la scena jazz romana.
Chi suona nel Matteo Fagioli Trio?
Il Matteo Fagioli Trio è formato da Matteo Fagioli al sax alto, Giulio Scarpato al contrabbasso e Giuseppe Salime alla batteria. Il repertorio comprende brani originali e rivisitazioni di standard della tradizione.
Come si arriva alla Casa del Jazz con i mezzi?
La Casa del Jazz, in viale di Porta Ardeatina 55, si raggiunge con la metro B fino a Piramide e poi a piedi per poco meno di un chilometro lungo le Mura Aureliane, oppure con l'autobus 714 fino alla fermata Colombo/Marco Polo.
C'è parcheggio alla Casa del Jazz?
Accanto alla Casa del Jazz c'è un parcheggio, in via Cristoforo Colombo all'angolo con viale di Porta Ardeatina. La domenica pomeriggio il traffico sulla Colombo è in genere più leggero che nei giorni feriali.
La Casa del Jazz è accessibile alle persone in carrozzina?
La Casa del Jazz dichiara una progettazione pensata per la piena accessibilità. Le persone in carrozzina possono prenotare il posto in sala al numero 06 8024 1281; sono previste riduzioni per le persone con disabilità e, dove necessario, l'ingresso gratuito per l'accompagnatore.
In chiusura
Alla Casa del Jazz le domeniche pomeriggio con i giovani musicisti sono le più belle: si arriva senza aspettative e si esce con un nome nuovo da seguire. Il 25 ottobre il Matteo Fagioli Trio porta al palco la scuola di Rosario Giuliani e il groove della sua generazione. Passeggiate nel parco, ascoltate con attenzione la batteria e poi scendete a Testaccio per cena.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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