Sun Hee You Unlimited alla Casa del Jazz — 10 dicembre 2026
La pianista Sun Hee You presenta «Unlimited» giovedì 10 dicembre 2026 alle 19:30 alla Casa del Jazz, in viale di Porta Ardeatina 55 (00154 Roma), nella Sala concerti Armando Trovajoli, dentro la rassegna I Concerti nel Parco Autunno 2026. Il biglietto intero costa 15 euro, il ridotto 12, secondo la pagina ufficiale del concerto; si compra sul sito ufficiale della Casa del Jazz, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, oppure alla biglietteria della villa, aperta nei giorni di spettacolo dalle 19 fino a quaranta minuti dopo l'inizio. Si arriva con la metro B fino a Piramide e poi a piedi, circa un quarto d'ora, oppure con l'autobus 714 fino alla fermata Colombo/Marco Polo. Per informazioni la sede risponde allo 06 80241281.
Un pianoforte, una sala da poco più di cento posti, un programma che mette in fila Ravel, Chick Corea e Nikolai Kapustin. La Casa del Jazz lo presenta con un sottotitolo che è già una poetica: una sottile linea di confine tra classica e jazz. È il ritorno di una pianista che il pubblico di Villa Osio conosce bene, e che la sede stessa definisce una sua beniamina.
Sun Hee You alla Casa del Jazz: la data, l'orario, il cambio di calendario
La pagina ufficiale del concerto indica giovedì 10 dicembre 2026 alle 19:30, nella Sala Trovajoli, con biglietti a 15 euro l'intero e 12 il ridotto. È questa la data da segnare.
Perché qualcuno parla del 6 novembre
Nella presentazione della rassegna I Concerti nel Parco Autunno 2026, pubblicata a settembre, il ritorno di Sun Hee You era annunciato per il 6 novembre, e il periodo della rassegna è ancora indicato dal 17 ottobre al 6 novembre. La scheda del singolo concerto, invece, riporta ora il 10 dicembre, sia nella versione italiana sia in quella inglese, con lo stesso orario e la stessa sala. Chi aveva annotato novembre deve correggere l'agenda: la data valida è quella della scheda del concerto. Chi ha già un biglietto acquistato per la data precedente farà bene a controllare le comunicazioni del circuito di vendita o a chiamare la sede.
L'orario delle 19:30
Le 19:30 sono l'orario abituale dei concerti della Casa del Jazz nelle rassegne d'autunno. Per un recital di pianoforte è un'ora felice: si arriva dopo il lavoro, si esce in tempo per cena, e il ritorno avviene con i mezzi ancora in pieno servizio.
Un giovedì di dicembre
Il 10 dicembre cade a metà del periodo prenatalizio. Roma è già illuminata per le feste, il traffico serale è quello delle settimane più pesanti dell'anno. Il consiglio pratico è semplice: metro, non auto.
«Unlimited»: il programma di Sun Hee You, da Ravel a Kapustin
Il programma ufficiale di «Unlimited» comprende la Sonatina di Maurice Ravel, i Children's Songs di Chick Corea, l'Intermezzo dagli Otto studi da concerto op. 40 n. 7 di Nikolai Kapustin e le Variazioni op. 41 dello stesso Kapustin. Quattro titoli, tre autori, un solo filo.
Ravel, il ponte
La presentazione del concerto parte da un'idea precisa: alcuni compositori del Novecento classico hanno fatto da ponte verso il jazz, e fra questi cita Ravel, Debussy, Milhaud e Gershwin. Ravel apre il programma con la Sonatina, una pagina breve e cristallina, in tre movimenti, scritta nei primi anni del secolo. Non c'è jazz dentro, ovviamente. C'è però quel tipo di armonia, di colore e di tocco che, qualche decennio più tardi, i pianisti jazz avrebbero fatto proprio.
Bill Evans e l'impressionismo
Il testo della Casa del Jazz insiste su un nome: Bill Evans, uno dei pianisti più raffinati della storia del jazz, la cui ricerca di tocco e di atmosfera ricorda molto Debussy e Ravel. È la chiave d'ascolto più utile per il primo brano della serata. Chi conosce i dischi di Evans riconoscerà nella Sonatina gli stessi accordi sospesi, la stessa cura della risonanza.
Chick Corea e la semplicità
Il secondo autore è Chick Corea, uno dei grandi pianisti del jazz, che scrisse una raccolta di brani per bambini con l'idea, riporta la presentazione, di trasmettere la semplicità come bellezza, così come appare nello spirito di un bambino. La sede accosta i Children's Songs al Mikrokosmos di Béla Bartók, sia per la struttura sia per lo stile: pezzi brevi, ciascuno costruito su un'idea sola, che insegnano ascoltando.
Kapustin, il compositore di frontiera
Il cuore del programma è Nikolai Kapustin. La presentazione lo definisce un compositore di frontiera, con una struttura musicale classica e un linguaggio e uno stile che appartengono interamente al jazz. Formato al Conservatorio di Mosca, lavorò come arrangiatore per l'orchestra di Oleg Lundstrem, indicata dalla sede come la più antica orchestra jazz: un'esperienza che lo trasformò in quello che oggi viene considerato uno dei compositori più jazzisti della musica classica, e uno dei più amati dalla nuova generazione di pianisti. Di Kapustin Sun Hee You suona l'Intermezzo, settimo degli Otto studi da concerto op. 40, e le Variazioni op. 41.
L'improvvisazione scritta
C'è un punto su cui la presentazione è onesta, e vale la pena riprenderlo. Una cosa è la musica improvvisata scritta, come quella di Gershwin; un'altra il jazz suonato per le strade di New Orleans. In Kapustin tutto è scritto, nota per nota: lo swing, gli accenti, perfino quello che al primo ascolto sembra un assolo improvvisato. Il concerto di Sun Hee You non è dunque un concerto di jazz, e non pretende di esserlo. È un concerto classico che suona come il jazz. La differenza, in sala, si sente, ed è il bello della serata.
L'improvvisazione che la musica colta ha dimenticato
La presentazione ricorda anche che l'improvvisazione, tratto fondamentale del jazz, non era estranea alla musica antica: nel Rinascimento e nel Barocco si improvvisava, poi col tempo questa pratica è passata in secondo piano nella musica colta. «Unlimited» si colloca proprio su quel confine: una pianista classica che ritrova, con la partitura in mano, la libertà ritmica che la tradizione accademica aveva perso.
Chi è Sun Hee You: da Seul a Santa Cecilia
Sun Hee You è una pianista sudcoreana formata a Seul e diplomata al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma, dove si è trasferita a quattordici anni; ha proseguito gli studi con Lazar Berman. La presentazione ufficiale la descrive come un brillante esempio di musicista classica di nuova generazione.
La Yewon School e i concorsi
La formazione comincia a Seul, alla Yewon School, che la presentazione della Casa del Jazz indica come la celebre istituzione musicale coreana per i bambini prodigio. Ci arriva dopo aver vinto diversi concorsi fin dai primi anni di studio del pianoforte. È il percorso tipico della grande scuola pianistica coreana: selezione precoce, disciplina, repertorio ampio fin da bambini.
Il debutto a tredici anni
A tredici anni debutta come solista con la Yangeum Orchestra di Seul, suonando il Concerto n. 2 di Beethoven e il Concerto in re maggiore di Haydn. Due pagine classiche, di scrittura trasparente, in cui un errore non si nasconde: la scelta dice molto della solidità tecnica della ragazza.
Roma a quattordici anni
L'anno dopo, a quattordici anni, si trasferisce in Italia. Si diploma al Conservatorio di Santa Cecilia, a via dei Greci, la più antica istituzione musicale romana. Per una pianista cresciuta a Seul, arrivare a Roma da adolescente significa costruirsi una seconda lingua e una seconda casa: oggi Sun Hee You è a tutti gli effetti una musicista della scena romana, ed è così che la Casa del Jazz la presenta al suo pubblico.
Lazar Berman
Dopo il diploma prosegue gli studi con Lazar Berman, che la presentazione definisce leggendario. Berman era un pianista russo, e studiare con lui significava entrare nella tradizione russa del grande suono e del cantabile: la stessa tradizione da cui, per altre strade, veniva Kapustin, formato al Conservatorio di Mosca.
Il disco su Kapustin
La presentazione ricorda che Sun Hee You è stata accolta con favore dalla critica internazionale e dal pubblico per il suo ultimo disco, dedicato proprio a Kapustin. Per quel lavoro è stata accostata a Oscar Peterson per il ritmo e il senso del tempo, e a Bill Evans per il suono e il tocco. Sono paragoni impegnativi, fatti dalla critica e non dalla pianista, ma spiegano bene perché «Unlimited» sia costruito attorno a quel compositore.
Rachmaninov negli stadi: l'Alchemaya Tour con Max Gazzè
C'è poi un capitolo che pochi pianisti classici possono vantare. Sun Hee You è stata ospite speciale dell'Alchemaya Tour del cantautore romano Max Gazzè, esibendosi in luoghi come le Terme di Caracalla, lo Sferisterio di Macerata, l'Arena di Verona e il Teatro Antico di Taormina. In quelle serate portava la musica di Rachmaninov, uno dei suoi compositori prediletti, a un pubblico pop vastissimo. È un'esperienza che spiega molto della pianista: la convinzione che la musica colta possa parlare a tutti, senza abbassare il livello.
Una beniamina di Villa Osio
Nella presentazione della rassegna d'autunno la Casa del Jazz parla del gradito ritorno di una sua beniamina. Non è una formula di cortesia: vuol dire che la pianista ha già suonato in questa sala e che il pubblico l'ha seguita. Per chi la ascolta per la prima volta, è una garanzia; per chi c'era, un appuntamento.
I Concerti nel Parco Autunno 2026 alla Casa del Jazz
I Concerti nel Parco Autunno 2026 sono la coda autunnale della collaborazione fra la rassegna estiva I Concerti nel Parco e la Casa del Jazz, che la sede definisce una felice joint venture, rinnovata anche quest'anno oltre l'estate.
Due appuntamenti annunciati
Il cartellone pubblicato comprende due concerti. Il primo, il 17 ottobre, porta per la prima volta a Roma la cantante italo spagnola Mila Trani, con il progetto «Menta selvatica» insieme a Bartolomeo Barenghi, dopo il successo al Blue Note di Milano. Il secondo è quello di Sun Hee You con «Unlimited». La sede annuncia che altri appuntamenti sono in arrivo.
Una rassegna che attraversa i generi
I Concerti nel Parco nascono come rassegna estiva all'aperto; il passaggio autunnale alla Casa del Jazz porta i concerti al chiuso, nella sala da concerto della villa. Il filo comune è l'attraversamento dei generi: canzone d'autore, jazz, classica. Il programma di Sun Hee You è la dichiarazione più esplicita di questa vocazione.
Il resto dell'autunno in villa
A novembre la Casa del Jazz ospita come ogni anno alcuni concerti del Roma Jazz Festival. Chi scopre la sede con Sun Hee You troverà nei mesi successivi un cartellone ricco, dal piano solo ai gruppi europei.
La Casa del Jazz: Villa Osio restituita alla città
La Casa del Jazz occupa Villa Osio, in viale di Porta Ardeatina 55, ed è gestita dalla Fondazione Musica per Roma, la stessa dell'Auditorium Parco della Musica.
Dalla confisca alla musica
Poche sedi romane hanno una storia così netta. La villa apparteneva a Enrico Nicoletti, indicato come esponente della banda della Magliana; confiscata, venne assegnata al Comune di Roma, e per volontà del sindaco Walter Veltroni fu trasformata in un centro interamente dedicato al jazz. All'ingresso una lapide, realizzata con l'associazione Libera di don Luigi Ciotti, riporta i nomi delle vittime di mafia. È il primo oggetto che si incontra entrando, e dà il tono a tutto il resto.
Tre edifici e un parco
Il complesso si estende su circa 2.500 metri quadrati, circondati da un parco di oltre 25.000 metri quadrati aperto dall'alba al tramonto. Gli edifici sono tre: il principale ospita la sala da concerto, con un impianto che permette di registrare le serate e farne dischi; il secondo raccoglie sale prova, studi di registrazione e la foresteria per i musicisti; il terzo è un ristorante.
La Sala Armando Trovajoli
Sun Hee You suona nella sala intitolata ad Armando Trovajoli, pianista e compositore romano, protagonista del jazz italiano degli anni Cinquanta prima di diventare autore di colonne sonore e di commedie musicali. Un pianista, dunque, dà il nome alla sala dove una pianista suonerà musiche di confine. Le pagine della sede indicano una capienza fra i 134 e i 150 posti circa: poche file, il pianoforte a vista da ogni poltrona.
Perché la sala conta per questo programma
Kapustin richiede nitidezza: note ribattute, bassi che camminano, accenti spostati. In una sala grande l'articolazione si impasta; in una sala come la Trovajoli ogni accento arriva. Ravel, dal canto suo, vive di sfumature di dinamica che solo la vicinanza rende percepibili. A nostro giudizio questo programma, in questa sala, suona meglio che in qualsiasi auditorium grande della città.
Come arrivare alla Casa del Jazz per Sun Hee You
La Casa del Jazz si raggiunge con la metro B fino a Piramide e poi a piedi, oppure con l'autobus 714 fino alla fermata Colombo/Marco Polo; per chi arriva in auto c'è un parcheggio adiacente alla villa.
Metro B, fermata Piramide
Dalla stazione di Piramide alla villa c'è poco meno di un chilometro, un quarto d'ora di cammino lungo viale della Piramide Cestia e poi viale di Porta Ardeatina. Di dicembre, alle sette di sera, è buio da un pezzo: il percorso è illuminato ma poco animato, e in gruppo è più piacevole.
Autobus 714
Il 714 ferma a Colombo/Marco Polo, a pochi passi dall'ingresso, e la sede lo indica con una frequenza di circa sei minuti. Per chi arriva da Termini o dall'EUR è la soluzione più comoda, e per chi ha difficoltà a camminare è quella da preferire.
In auto
Il parcheggio adiacente alla villa si trova in via Cristoforo Colombo, all'angolo con viale di Porta Ardeatina. A dicembre, di giovedì sera, la Colombo e la zona di Piramide sono molto trafficate: calcolate un margine ampio.
Il ritorno
Un recital di questo tipo dura in genere intorno all'ora e mezza con intervallo, ma l'orario di fine non è pubblicato. Uscendo verso le 21 la metro e gli autobus sono in pieno servizio. Controllate comunque le corse sul calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti prima di partire.
Biglietti per Sun Hee You alla Casa del Jazz
Il biglietto per «Unlimited» costa 15 euro intero e 12 ridotto, secondo la pagina ufficiale del concerto sul sito della Casa del Jazz.
Dove si comprano
La vendita online passa dal sito ufficiale della Casa del Jazz, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. La biglietteria della villa è aperta al pubblico nei giorni di spettacolo dalle 19 fino a quaranta minuti dopo l'inizio. Le condizioni di acquisto e di utilizzo sono pubblicate dalla sede.
Le riduzioni
La pagina del concerto indica un ridotto a 12 euro senza specificare le categorie. Le regole generali della Fondazione Musica per Roma prevedono riduzioni per le persone con disabilità e, dove necessario, l'ingresso per l'accompagnatore; per sapere chi ha diritto al ridotto in questa serata conviene chiedere al numero della sede.
Un prezzo onesto
Quindici euro per un recital di pianoforte in una sala da cento e poco più posti, con una pianista formata alla scuola di Berman, è un prezzo che a Roma si trova raramente. Meglio non aspettare: la sala è piccola e il pubblico della pianista è affezionato.
Come organizzare la serata di «Unlimited»
Con un concerto alle 19:30 la serata si divide bene in due: una passeggiata o un aperitivo prima, una cena dopo fra Testaccio e San Saba.
Prima del concerto
Il 10 dicembre il sole tramonta presto, e il parco della villa chiude al tramonto: la passeggiata fra gli alberi va lasciata ai mesi caldi. In compenso Piramide e Testaccio, a pochi minuti, sono vivaci anche nelle sere d'inverno, e l'Aventino con le sue chiese illuminate è una salita che ripaga.
Dopo il concerto
Verso le 21 si è di nuovo in strada. È l'ora giusta per cenare in una trattoria di Testaccio o per un dolce in un bar di Piramide. A dicembre, in settimana, conviene prenotare: il periodo delle cene aziendali riempie i locali.
Un ascolto di preparazione
Prima di uscire, venti minuti di ascolto bastano. Un brano di Bill Evans, una pagina di Ravel, un pezzo di Kapustin: tre ascolti che preparano l'orecchio al programma meglio di qualsiasi lettura.
Accessibilità della Casa del Jazz
La Casa del Jazz dichiara una progettazione pensata per la piena accessibilità, e le persone in carrozzina possono prenotare il posto in sala al numero 06 80241281.
Riduzioni e accompagnatori
La Fondazione Musica per Roma prevede un biglietto ridotto per le persone con disabilità e l'ingresso gratuito dell'accompagnatore quando necessario; per le persone non vedenti è previsto uno sconto del 50 per cento. I posti riservati sono pochi, e conviene telefonare con anticipo.
Il tragitto
Per chi ha difficoltà motorie il percorso a piedi da Piramide è lungo. L'autobus 714, con fermata a pochi passi dall'ingresso, è la scelta migliore.
Sun Hee You con i bambini e i ragazzi
Il programma di «Unlimited» contiene i Children's Songs di Chick Corea, pezzi brevi pensati per trasmettere la semplicità come bellezza: è uno dei rari recital pianistici che un ragazzo che studia musica può seguire con piacere dall'inizio alla fine.
Per chi studia pianoforte
Per un giovane pianista, sentire dal vivo Kapustin è una rivelazione: si scopre che la tecnica classica può produrre swing. È una serata che consiglio a ogni insegnante di pianoforte con allievi adolescenti.
Con i più piccoli
Per un bambino piccolo un recital di pianoforte alle 19:30 resta impegnativo. Per le condizioni di ingresso dei minori il riferimento è la sede.
Dove mangiare vicino alla Casa del Jazz
Uno dei tre edifici di Villa Osio ospita un ristorante: per chi vuole cenare senza spostarsi, dopo Sun Hee You, è la soluzione più semplice.
Testaccio
Oltre la Piramide si apre Testaccio, il rione della cucina romana di tradizione, con trattorie e pizzerie frequentate soprattutto dai residenti. È a dieci minuti a piedi dalla villa, e in una sera di dicembre è il posto più caldo, in ogni senso, dove chiudere la serata.
Piramide e San Saba
Intorno a Piramide ci sono bar e locali adatti a un aperitivo veloce prima delle 19:30. Salendo verso San Saba, il quartiere residenziale del Piccolo Aventino, si trovano pochi locali di quartiere, più tranquilli.
Cosa c'è intorno alla Casa del Jazz
La Casa del Jazz si trova fra l'Aventino e l'inizio dell'Appia, a circa seicento metri dalle Terme di Caracalla e a un chilometro dalla Piramide Cestia.
Le Mura Aureliane
Viale di Porta Ardeatina segue il tracciato delle Mura Aureliane, la cinta del III secolo. Arrivando dalla Colombo si cammina accanto ai mattoni antichi: uno dei tratti di mura meno frequentati e più belli della città.
Caracalla, San Saba, l'Aventino
Le Terme di Caracalla, dove Sun Hee You ha suonato Rachmaninov con Max Gazzè, sono a pochi minuti. La basilica di San Saba, sul Piccolo Aventino, è a due passi. Per chi vuole altro jazz nei giorni successivi, l'Alexanderplatz Jazz Club è il club storico della città.
Dicembre a Roma: il momento giusto per un recital
Il 10 dicembre Roma è nel pieno del periodo prenatalizio, fra l'Immacolata dell'8 e le feste di fine mese. Le luminarie sono accese, i mercatini aperti, le sere fredde ma raramente gelide. È la stagione in cui le sale da concerto al chiuso tornano protagoniste, e in cui un recital di un'ora e mezza, in una villa nel verde, diventa un rifugio dal traffico e dagli acquisti. Il consiglio è di regalarsi, o regalare, questa serata: costa meno di un regalo di Natale e dura di più.
Una curiosità su Sun Hee You Unlimited alla Casa del Jazz — 10 dicembre 2026
La curiosità più bella riguarda il modo in cui Sun Hee You è arrivata al grande pubblico. Molte pianiste classiche costruiscono la carriera fra concorsi, sale da concerto e dischi. Sun Hee You ha fatto anche questo, ma è stata ascoltata da decine di migliaia di persone in un contesto del tutto diverso: come ospite speciale dell'Alchemaya Tour di Max Gazzè, il cantautore romano. In quelle serate, alle Terme di Caracalla, allo Sferisterio di Macerata, all'Arena di Verona e al Teatro Antico di Taormina, portava sul palco Rachmaninov, uno dei suoi compositori prediletti, davanti a un pubblico venuto per le canzoni pop.
C'è un legame con il programma di «Unlimited» che vale la pena notare. Rachmaninov e Kapustin vengono dalla stessa tradizione russa, entrambi pianisti prima che compositori, entrambi convinti che il pianoforte possa essere un'orchestra. Kapustin però, al posto del romanticismo tardo, scelse il linguaggio del jazz, lavorando da giovane come arrangiatore nell'orchestra di Oleg Lundstrem. Una pianista che ha portato Rachmaninov negli anfiteatri romani, e che studiò con Lazar Berman, grande interprete russo, ha dunque tutte le carte per suonare Kapustin.
La seconda curiosità è nel titolo. «Unlimited», senza limiti: un titolo che contraddice il sottotitolo della sede, che parla di una sottile linea di confine. In realtà le due cose stanno insieme bene. Il confine esiste, e il concerto consiste nell'attraversarlo senza cancellarlo.
Una cosa che non ti dice nessuno su Sun Hee You Unlimited alla Casa del Jazz — 10 dicembre 2026
Quello che raramente si dice, di un concerto come questo, è che non è un concerto di jazz. Si svolge alla Casa del Jazz, ha nel programma Chick Corea e un compositore che scriveva swing, ma è un recital classico: tutte le note sono scritte, e la pianista le suona come sono scritte. È la stessa presentazione della sede a ricordarlo, distinguendo fra la musica improvvisata scritta, come quella di Gershwin, e il jazz nato sulle strade di New Orleans.
Questo cambia il modo di ascoltare. In un concerto jazz si applaude dopo gli assoli; qui no. In Kapustin quello che sembra un assolo è una pagina di partitura, e l'applauso a metà rompe una forma costruita come una sonata. Il consiglio è di aspettare la fine di ogni brano, come in qualsiasi recital classico, anche quando il ritmo invita a battere le mani.
La seconda cosa che nessuno dice riguarda la data. Chi ha letto la presentazione della rassegna di settembre ha in mente il 6 novembre; la scheda del concerto indica oggi il 10 dicembre. Con due date in circolazione, l'unica fonte da seguire è la scheda del concerto sul sito della Casa del Jazz, da ricontrollare a ridosso della serata. Chi ha amici a cui aveva segnalato il concerto farà bene ad avvisarli.
Infine: la biglietteria apre alle 19, solo mezz'ora prima dell'inizio. Chi vuole comprare sul posto arrivi puntuale.
Il consiglio che ti do per visitare Sun Hee You Unlimited alla Casa del Jazz — 10 dicembre 2026
Il primo consiglio è di ascoltare Kapustin prima del concerto, almeno un brano. È un compositore poco eseguito nelle sale romane, e la prima reazione di chi lo sente è lo stupore: sembra un pianista jazz che improvvisa, e invece è una partitura. Arrivare con questo stupore già consumato permette di ascoltare in sala quello che conta davvero, cioè come Sun Hee You lo interpreta: il tempo, il tocco, il peso dei bassi, quelle qualità per cui la critica l'ha accostata a Oscar Peterson e a Bill Evans.
Il secondo consiglio riguarda il posto. In una sala piccola ogni poltrona è buona, ma per un recital di pianoforte conviene sedersi dal lato della tastiera, di solito a sinistra guardando il palco, per vedere le mani. In Kapustin le mani raccontano metà del concerto: la sinistra che cammina come un contrabbasso, la destra che frasa come un sassofono.
Terzo: comprate il biglietto online. La biglietteria sul posto apre solo alle 19, e per una pianista che la sede chiama beniamina, in una sala di cento e poco più posti, il rischio di trovare il tutto esaurito è concreto. La regola: biglietti prima, il resto della serata dopo.
Ultimo: vestitevi a strati. Il percorso da Piramide, a dicembre, è freddo; la sala è riscaldata.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che il jazz deve molto alla musica europea, e che la musica europea del Novecento deve molto al jazz. Meno spesso si ricorda quanto presto sia cominciato questo scambio. La presentazione del concerto lo dice con chiarezza: il jazz sbarca in Europa all'inizio del Novecento, e compositori come Ravel, Debussy e Milhaud ne raccolgono i colori quasi subito, e anche prima di loro Chopin, dice la sede, anticipava certe sonorità.
Il movimento inverso è altrettanto documentato. Bill Evans, uno dei pianisti più importanti della storia del jazz, costruì il suo suono su un tocco e su armonie che la presentazione accosta a Debussy e Ravel. Chick Corea, che studiò anche musica classica, scrisse i Children's Songs con una struttura che la sede paragona al Mikrokosmos di Bartók.
Kapustin chiude il cerchio: un compositore sovietico, formato al Conservatorio di Mosca, che scrive studi e variazioni nella forma classica ma con il linguaggio del jazz. Per anni la sua musica è circolata poco fuori dalla Russia; oggi, ricorda la presentazione, è fra le più amate dalla nuova generazione di pianisti classici. Il programma di Sun Hee You, in un'ora e mezza, racconta così un secolo di scambi fra due mondi che si credevano separati.
La foto giusta da fare a Sun Hee You Unlimited alla Casa del Jazz — 10 dicembre 2026
Durante il concerto non si fotografa. In un recital di pianoforte un clic o uno schermo acceso disturbano chi suona e chi ascolta, e le regole di sala lo chiedono. La foto va fatta prima o dopo.
La prima è la facciata di Villa Osio illuminata, vista dal viale d'ingresso. A dicembre, alle sette di sera, il parco è buio e la villa si stacca con le finestre accese: un'immagine molto diversa da quella estiva, più raccolta, quasi da romanzo.
La seconda è la lapide con i nomi delle vittime di mafia, all'ingresso. Non è una foto da condividere per bellezza, ma per memoria: accompagnata da due righe di spiegazione, racconta la Casa del Jazz meglio di qualsiasi altra.
La terza è in sala, prima dell'inizio: il pianoforte a coda sul palco, le luci basse, le file ancora vuote. È l'immagine del recital che sta per cominciare, e l'unica che non disturba nessuno.
Chi arriva a piedi da Piramide, infine, può fermarsi lungo viale di Porta Ardeatina: le Mura Aureliane illuminate di sera, con i platani davanti, sono uno scorcio di Roma che pochi fotografano.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il luogo del concerto ha più strati di storia. Il più antico è quello delle Mura Aureliane, lungo le quali corre viale di Porta Ardeatina: la cinta muraria del III secolo, costruita per difendere Roma, di cui il viale conserva nel nome una delle porte aperte verso sud.
Il secondo strato è quello della villa. Villa Osio fu la residenza di Enrico Nicoletti, indicato come esponente della banda della Magliana, l'organizzazione criminale che segnò la cronaca romana fra gli anni Settanta e Novanta. La confisca e l'assegnazione al Comune di Roma sono l'avvenimento fondativo della Casa del Jazz.
Il terzo è la trasformazione. L'amministrazione guidata da Walter Veltroni volle fare della villa un centro interamente dedicato al jazz, con sala da concerto, studi di registrazione e foresteria per i musicisti ospiti. La lapide con i nomi delle vittime di mafia, voluta con Libera di don Luigi Ciotti, segnò fin dall'inizio il significato civile dell'operazione.
Il quarto strato è musicale. Da allora la villa ospita rassegne estive e autunnali, i concerti di novembre del Roma Jazz Festival, e collaborazioni come quella con I Concerti nel Parco, che la sede definisce una felice joint venture rinnovata anche nel 2026. La sala da concerto porta il nome di Armando Trovajoli, a ricordare che il jazz romano ha una storia lunga. Il 10 dicembre 2026 vi torna una pianista arrivata a Roma a quattordici anni, che in questa città si è formata.
Chi è passato da Sun Hee You Unlimited alla Casa del Jazz — 10 dicembre 2026
La sala in cui suona Sun Hee You porta il nome di Armando Trovajoli, pianista e compositore romano, figura del jazz italiano negli anni Cinquanta e poi autore di tante colonne sonore e commedie musicali. È un nome che lega il pianoforte, il jazz e Roma: le tre coordinate del concerto.
Nella biografia di Sun Hee You passano maestri e compagni di strada di peso. Lazar Berman, il pianista russo con cui ha proseguito gli studi dopo il diploma a Santa Cecilia. Max Gazzè, che l'ha voluta ospite speciale del suo Alchemaya Tour. E, idealmente, i musicisti del programma: Ravel, Chick Corea, Kapustin, con l'ombra di Oscar Peterson e di Bill Evans evocati dalla critica per descrivere il suo modo di suonare.
Dalla Casa del Jazz, nello stesso autunno, passano altri musicisti del cartellone. Nella rassegna I Concerti nel Parco, il 17 ottobre, la cantante italo spagnola Mila Trani con Bartolomeo Barenghi, al debutto romano. A ottobre i gruppi di Una Striscia di Terra Feconda, a novembre il Roma Jazz Festival. È la geografia di una sede che accoglie jazz, canzone e classica senza gerarchie.
Fuori dalla musica, dalla villa sono passati il sindaco che ne volle la trasformazione e l'associazione Libera, che le ha dato la sua memoria. Chi entra il 10 dicembre passa accanto ai loro segni prima di sedersi in sala.
Domande frequenti su Sun Hee You alla Casa del Jazz
Quando suona Sun Hee You alla Casa del Jazz?
Sun Hee You suona alla Casa del Jazz giovedì 10 dicembre 2026 alle 19:30, nella Sala concerti Armando Trovajoli, secondo la pagina ufficiale del concerto «Unlimited». La presentazione della rassegna pubblicata a settembre indicava il 6 novembre: la data da seguire è quella della scheda del concerto, da ricontrollare a ridosso della serata.
Quanto costa il biglietto per Sun Hee You «Unlimited»?
Il biglietto per Sun Hee You «Unlimited» costa 15 euro intero e 12 euro ridotto, secondo la pagina ufficiale della Casa del Jazz. Si compra online dal sito della sede, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, oppure alla biglietteria della villa, aperta nei giorni di spettacolo dalle 19.
Che cosa suona Sun Hee You nel concerto «Unlimited»?
Nel concerto «Unlimited» Sun Hee You suona la Sonatina di Maurice Ravel, i Children's Songs di Chick Corea, l'Intermezzo dagli Otto studi da concerto op. 40 n. 7 di Nikolai Kapustin e le Variazioni op. 41 di Kapustin. È un programma pensato sul confine fra musica classica e jazz.
Chi è Sun Hee You?
Sun Hee You è una pianista sudcoreana formata alla Yewon School di Seul, arrivata in Italia a quattordici anni e diplomata al Conservatorio di Santa Cecilia; ha studiato con Lazar Berman. È stata ospite speciale dell'Alchemaya Tour di Max Gazzè e ha inciso un disco dedicato a Nikolai Kapustin.
Il concerto di Sun Hee You è jazz o musica classica?
Il concerto di Sun Hee You è un recital classico con un programma vicino al jazz. Le musiche sono interamente scritte: Kapustin usa il linguaggio del jazz dentro forme classiche, e Corea scrisse i Children's Songs come pezzi brevi per pianoforte. Non ci sono improvvisazioni, ma lo swing si sente.
Come si arriva alla Casa del Jazz con i mezzi?
La Casa del Jazz, in viale di Porta Ardeatina 55, si raggiunge con la metro B fino a Piramide e poi circa un quarto d'ora a piedi, oppure con l'autobus 714 fino alla fermata Colombo/Marco Polo, a pochi passi dall'ingresso. Chi arriva in auto trova un parcheggio adiacente alla villa in via Cristoforo Colombo.
La Casa del Jazz è accessibile in carrozzina?
La Casa del Jazz dichiara una progettazione pensata per la piena accessibilità; le persone in carrozzina possono prenotare il posto al numero 06 80241281. La Fondazione Musica per Roma prevede riduzioni per le persone con disabilità e l'ingresso dell'accompagnatore quando necessario. L'autobus 714 è più comodo del percorso a piedi dalla metro.
Il consiglio finale su Sun Hee You alla Casa del Jazz
I concerti di confine come questo sono adatti anche a chi dice di non amare il jazz o di annoiarsi alla musica classica. Sun Hee You, in una sala piccola, con Ravel, Corea e Kapustin, è il modo migliore per scoprire che quella separazione non regge. Segnate il 10 dicembre, comprate il biglietto online, prendete il 714 e sedetevi dal lato della tastiera. Quindici euro spesi meglio, a dicembre, a Roma, non li troverete.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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