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Junctions Beyond Jazz: Le frontiere dell’arpa alla Casa del Jazz — 29 novembre 2026

In breve. Domenica 29 novembre 2026 alle 12:00 l'arpista Lucia Bova suona Le frontiere dell'arpa, concerto per arpa ed elettronica della rassegna Junctions Beyond Jazz, nella Sala concerti Armando Trovajoli della Casa del Jazz, in viale di Porta Ardeatina 55, a Roma.

Domenica 29 novembre 2026 alle 12:00 l'arpista Lucia Bova suona Le frontiere dell'arpa, concerto per arpa ed elettronica della rassegna Junctions Beyond Jazz, nella Sala concerti Armando Trovajoli della Casa del Jazz, in viale di Porta Ardeatina 55, a Roma. Si arriva con la metro B fino a Piramide e poi a piedi lungo le Mura Aureliane, oppure con l'autobus 714 fino alla fermata Colombo/Marco Polo; per chi viene in auto c'è un parcheggio accanto alla villa. Il biglietto è unico e costa 15 euro, secondo la pagina ufficiale della Casa del Jazz, e si acquista dal sito ufficiale della sede, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Il programma comprende musiche di Å. Parmerud, K. Saariaho, T. Hosokawa, J. Dashow, V. Sannicandro e S. Lo; l'organizzazione avverte che può subire variazioni.

Le frontiere dell'arpa in breve: data, ora, sala, prezzo

Le frontiere dell'arpa è un concerto solistico di Lucia Bova, in programma domenica 29 novembre 2026 alle 12:00 alla Casa del Jazz, con biglietto unico da 15 euro.

I dati essenziali

Il concerto fa parte di Junctions Beyond Jazz, il ciclo della Casa del Jazz che il portale culturale di Roma Capitale presenta come un percorso fra avanguardia, memoria e sperimentazione, dal 15 marzo al 13 dicembre 2026. Si suona nella Sala concerti Armando Trovajoli, la sala principale della villa. La cura è della Fondazione Musica per Roma, che gestisce la Casa del Jazz insieme all'Auditorium Parco della Musica. Per informazioni la Fondazione indica il numero 06 80241281 e l'indirizzo info@musicaperroma.it.

Che cosa si ascolta

La sede presenta il concerto come una prova di quanto l'arpa sia uno strumento versatile e sorprendente. Il programma dichiarato mette in fila sei autori di musica d'oggi: Parmerud, Saariaho, Hosokawa, Dashow, Sannicandro e Lo. Sono nomi che raramente compaiono nei cartelloni della domenica mattina, ed è proprio questa la ragione per andare.

Per chi è

Per chi ama la musica contemporanea, naturalmente. Ma anche per chi conosce l'arpa solo dalle orchestre o dai concerti di Natale e vuole scoprire che cosa succede quando lo strumento incontra il suono elettronico. Un'ora di mezzogiorno, in una sala piccola, è la condizione migliore per un primo ascolto di questo tipo.

Che cos'è Le frontiere dell'arpa di Lucia Bova

Le frontiere dell'arpa è un recital per arpa ed elettronica: lo strumento acustico dialoga con suoni prodotti o trasformati dalla tecnologia, in un programma interamente dedicato ad autori contemporanei.

Arpa ed elettronica

L'arpa è uno strumento antico, con una letteratura che attraversa i secoli, e Lucia Bova ne ha scritto la storia in un libro intero. Nel Novecento e in questi primi decenni del nuovo secolo i compositori hanno cercato nell'arpa timbri che la tradizione non conosceva: suoni percussivi, armonici, corde sfregate o smorzate, risonanze allungate. L'elettronica amplifica questa ricerca, raccoglie i suoni dello strumento e li restituisce trasformati, oppure li affianca con una parte registrata. Il risultato, per chi ascolta, è un'arpa che sembra più grande di sé stessa.

La faccia nascosta dello strumento

La chiave del programma è in un titolo che Lucia Bova ha usato per un suo saggio, scritto con l'ingegnere Graziano Tisato del Centro di Sonologia Computazionale dell'Università di Padova per la rivista Sonus: La faccia nascosta dell'arpa, un percorso nello spazio timbrico delle nuove tecniche esecutive. Il concerto del 29 novembre è la versione dal vivo di quella ricerca, con l'interprete che la conosce meglio.

James Dashow, un autore di casa

Fra i sei autori in programma c'è James Dashow, compositore che ha scritto espressamente per Lucia Bova e di cui l'arpista ha curato prime esecuzioni. La casa discografica statunitense Capstone ha pubblicato un DVD di musiche di Dashow in cui Bova suona in quartetto con Manuel Zurria, Paolo Ravaglia e David Bursack, rispettivamente ai flauti, al clarinetto basso e alla viola. Ascoltare Dashow suonato da lei significa ascoltare un repertorio nato da un rapporto di lavoro diretto fra compositore e interprete.

Un programma che può cambiare

La sede avverte che il programma può subire variazioni: l'ordine dei brani, i titoli precisi e la durata non sono pubblicati. È normale per i recital di musica contemporanea, dove la scelta finale dipende anche dalla tecnologia disponibile in sala. Chi vuole prepararsi può cercare in anticipo le registrazioni degli autori annunciati.

Lucia Bova: biografia dell'arpista

Lucia Bova è un'arpista italiana specializzata nel repertorio del Novecento e contemporaneo, titolare della cattedra di Arpa al Conservatorio Ottorino Respighi di Latina e docente al Master di secondo livello in Interpretazione della Musica Contemporanea del Conservatorio Santa Cecilia di Roma.

La formazione fra l'Italia e Nizza

Dopo aver completato giovanissima gli studi musicali in Italia, Lucia Bova ha trascorso due anni a Nizza, dove al Conservatorio della città ha ottenuto nel 1990 il diploma francese in arpa con il Premier Prix à l'Unanimité, sotto la guida di Elizabeth Fontan-Binoche. Negli stessi anni ha approfondito il repertorio contemporaneo per arpa sola con Ursula Holliger. È una doppia formazione che spiega molto: la scuola francese dell'arpa, con la sua tradizione di suono, e l'apertura verso la musica nuova.

Gli anni in orchestra

Dal 1989 al 1992 è stata prima arpa dell'Orchestra Alessandro Scarlatti della RAI di Napoli. Dal 1994 al 1996 ha collaborato, ancora come prima arpa, con l'Orchestra Sinfonica dell'Emilia Romagna Arturo Toscanini di Parma, esibendosi anche come solista al Teatro Regio di quella città. Dal 1998 al 2005 ha suonato con l'Orchestra Roma Sinfonietta, in particolare nei concerti diretti da Ennio Morricone in Italia, a Verona, Milano, Firenze, Lecce, Pesaro, Napoli e Roma, e all'estero, a Londra, Parigi, Tokyo, Osaka, Lisbona, Bilbao e Atene.

Morricone e i Due pezzi modali

Il rapporto con Morricone non si è fermato al leggio d'orchestra. Per lui Lucia Bova ha registrato i Due pezzi modali per arpa sola, che il compositore scrisse espressamente per lei. Per una città che ha intitolato a Morricone il suo Auditorium, gestito dalla stessa Fondazione che cura la Casa del Jazz, è un legame che vale la pena ricordare.

Gli ensemble di musica contemporanea

Lucia Bova lavora con ensemble specializzati nella musica d'oggi: l'Ensemble Alter Ego, Ars Ludi, il PMCE e l'Ensemble Dissonanzen di Napoli. Con quest'ultimo ha registrato un disco monografico di musiche di Hans Werner Henze, pubblicato nel 2008 dalla statunitense Mode Records.

Le sale e i festival

Il suo curriculum elenca la Fondazione Berio di Roma, il Teatro La Fenice di Venezia, Nuovi Spazi Musicali, il RomaEuropa Festival, l'Accademia Americana a Roma, Nuova Consonanza, Musica Verticale, il Cantiere Internazionale d'Arte di Montepulciano, il Festival delle Nazioni di Città di Castello, la Sagra Musicale Malatestiana, la Società dei Concerti di Milano, i concerti al Palazzo del Quirinale di Radio Rai3 e perfino Umbria Jazz nel 1996. Ha suonato in Francia, in Germania, in Romania, negli Stati Uniti, a Betlemme e a Tel Aviv, e ha tenuto recital al Festival d'Autunno di Varsavia, al Museo Reina Sofía di Madrid, in diverse università americane e per gli Istituti Italiani di Cultura di Montreal e New York. Nel maggio 2009 ha debuttato all'International Rio Harp Festival di Rio de Janeiro.

Le prime esecuzioni

Molti compositori hanno scritto per lei. Il suo curriculum cita Fernando Mencherini, James Dashow, Claudio Ambrosini, Fausto Razzi, Fabrizio De Rossi Re, Eric Chasalow, Bill Smith, Maurizio Giri, Bruce Saylor, Gianluca Podio, Federico Biscione, Andrea Marena, Alessandra Bellino, Fabio Cifariello Ciardi e Giovanni Sollima. È un elenco che da solo racconta trent'anni di musica nuova italiana e americana.

I dischi

Ha inciso come solista e in ensemble per EMI, BMG Ricordi, Universal, EDI-Pan, Capstone Records, Neuma, Label Bleu, Pro-Viva, Edizioni Musicali Valdom, RAITrade, Parco della Musica Records e Stradivarius. Nel 2002 le Edizioni Bongiovanni hanno pubblicato il suo disco Il Settecento colto e galante, dedicato a un repertorio inedito o poco noto per arpa sola; con il Polimnia Ensemble ha registrato un disco di compositori russi dell'Ottocento uscito con la rivista Musicalia nel 2001. È stata ospite, in diretta o in differita, di Rai Radio Tre e della Radio Vaticana.

L'arpa moderna, il libro

Alla fine del 2008 le Edizioni Suvini Zerboni hanno pubblicato il suo libro L'arpa moderna. La scrittura e la notazione, lo strumento e il repertorio dal '500 alla contemporaneità, con la prefazione di Luis de Pablo. Il volume è stato adottato in diversi conservatori come testo per i bienni specialistici e nel 2016 è uscito in inglese, sempre da Suvini Zerboni, come The Modern Harp, nella traduzione di Brent Waterhouse. Nel settembre 2026 il Conservatorio Pietro Mascagni di Livorno le ha dedicato tre appuntamenti: una masterclass di composizione per arpa, la presentazione del libro e un concerto nella rassegna Suoni Inauditi.

La rassegna Junctions Beyond Jazz alla Casa del Jazz

Junctions Beyond Jazz è il ciclo domenicale della Casa del Jazz, con concerti a mezzogiorno nella Sala Armando Trovajoli, dedicato a musicisti che partono dal jazz o lo attraversano per andare altrove.

Le domeniche d'autunno

Nell'autunno 2026 il ciclo ha tre date annunciate dalla sede: il 18 ottobre Lyrica, lavoro del contrabbassista Massimo Ceccarelli; il 29 novembre Le frontiere dell'arpa con Lucia Bova; il 13 dicembre l'Accademia Brass Quintet, che chiude la rassegna. Contrabbasso, arpa, quintetto di ottoni: la linea è chiara, strumenti che di solito si ascoltano altrove, portati in una sala nata per il jazz.

Perché un'arpa alla Casa del Jazz

Qualcuno si chiederà che cosa c'entri un recital di musica contemporanea in una casa dedicata al jazz. C'entra più di quanto sembri: l'improvvisazione, la ricerca sul timbro, l'uso dell'elettronica sono terreni comuni. E il curriculum di Lucia Bova comprende un'apparizione a Umbria Jazz. La rassegna, del resto, porta il jazz nel titolo proprio per dichiarare che vuole andare oltre.

La Casa del Jazz nel calendario romano

Durante l'anno la sede alterna la stagione estiva di Summertime alla Casa del Jazz, i concerti autunnali, alcune serate del Roma Jazz Festival in novembre. Junctions Beyond Jazz è la voce più sperimentale del cartellone e, per orario, la più comoda.

La Casa del Jazz: la villa restituita alla città

La Casa del Jazz si trova in viale di Porta Ardeatina 55, dentro Villa Osio, ed è gestita dalla Fondazione Musica per Roma; è nata dalla confisca della villa appartenuta a Enrico Nicoletti, indicato come esponente della banda della Magliana.

Dalla confisca alla musica

La villa confiscata viene assegnata al Comune di Roma e, per volontà dell'amministrazione guidata da Walter Veltroni, trasformata in un centro dedicato interamente al jazz. All'ingresso una lapide con i nomi delle vittime di mafia, realizzata con l'associazione Libera di don Luigi Ciotti, dà il senso civile dell'operazione. Chi entra per un concerto entra in un luogo sottratto alla criminalità e restituito alla città: è un fatto che conviene tenere a mente anche la domenica a mezzogiorno.

La villa e il parco

Villa Osio occupa circa 2.500 metri quadrati ed è circondata da un parco di oltre 25.000 metri quadrati, aperto dall'alba al tramonto. Gli edifici sono tre: nel principale c'è la sala da concerto, attrezzata per registrare; nel secondo sale prova, studi di registrazione e una foresteria per i musicisti ospiti; nel terzo un ristorante.

La Sala Armando Trovajoli

Il concerto si tiene nella sala intitolata ad Armando Trovajoli, pianista e compositore romano, protagonista del jazz italiano degli anni Cinquanta prima di diventare autore di colonne sonore e commedie musicali. Le pagine della sede indicano una capienza fra i 134 e i 150 posti circa. Per un'arpa amplificata e trattata elettronicamente è la misura giusta: abbastanza piccola perché nessun dettaglio vada perso, abbastanza grande da far respirare il suono.

Come arrivare alla Casa del Jazz per Le frontiere dell'arpa

La Casa del Jazz si raggiunge con la metro B fino a Piramide e poi quasi un chilometro a piedi, oppure con l'autobus 714 fino alla fermata Colombo/Marco Polo; in auto c'è un parcheggio adiacente alla villa.

Con la metro B

Da Piramide si cammina per un quarto d'ora abbondante. Si passa accanto alla Piramide Cestia e a Porta San Paolo, poi si segue il tracciato delle Mura Aureliane fino a viale di Porta Ardeatina. Una domenica di fine novembre, con poco traffico, è una passeggiata che prepara all'ascolto.

Con l'autobus 714

Il 714 ferma a Colombo/Marco Polo, a pochi passi dall'ingresso, ed è la soluzione migliore per chi arriva dall'EUR o da Termini. La domenica i mezzi seguono l'orario festivo: controllate le corse sul calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti prima di uscire.

In auto

Il parcheggio si trova in via Cristoforo Colombo, all'angolo con viale di Porta Ardeatina. A mezzogiorno di domenica la Colombo è scorrevole, ed è uno dei rari momenti della settimana in cui l'auto è davvero la scelta più comoda.

Biglietti per Le frontiere dell'arpa

Il biglietto per Junctions Beyond Jazz: Le frontiere dell'arpa è unico e costa 15 euro, come indicato dalla pagina ufficiale della Casa del Jazz.

Dove comprarli

I biglietti si acquistano dal sito ufficiale della Casa del Jazz, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Con poco più di cento posti in sala, per un concerto di mezzogiorno è prudente arrivare con il biglietto già in mano.

Dove sedersi

Nessun settore, nessuna categoria. Per un concerto con elettronica il posto migliore è al centro, a metà sala, dove l'arpa e gli altoparlanti si fondono meglio. Nelle prime file si vedono le mani dell'interprete, e non è poco: le tecniche nuove sull'arpa sono anche uno spettacolo per gli occhi.

Riduzioni

La Fondazione Musica per Roma prevede riduzioni per le persone con disabilità e, dove necessario, l'ingresso gratuito per l'accompagnatore: i dettagli sono nel capitolo sull'accessibilità.

Come organizzare la domenica con Le frontiere dell'arpa

Un concerto alle 12:00 di domenica disegna da solo la giornata: passeggiata al mattino, concerto, pranzo, pomeriggio libero fra Aventino, Testaccio e Caracalla.

La mattina

Il parco di Villa Osio apre all'alba. Arrivare verso le 11 permette un giro fra gli alberi prima di entrare in sala. Chi viene da Piramide può salire prima all'Aventino e passare dal Giardino degli Aranci: a fine novembre la luce del mattino sulla città è fredda e limpida.

Il pranzo e il pomeriggio

All'uscita è ora di pranzo. Uno degli edifici della villa ospita un ristorante; oltre la Piramide c'è Testaccio. Il pomeriggio può proseguire alle Terme di Caracalla, a circa seicento metri, o nel rione Testaccio. Chi vuole ancora musica la sera trova all'Alexanderplatz Jazz Club un programma quasi quotidiano.

Accessibilità della Casa del Jazz

Il portale culturale di Roma Capitale segnala Le frontiere dell'arpa come evento accessibile, e la Casa del Jazz invita le persone in carrozzina a prenotare il posto in sala al numero 06 80241281.

Riduzioni e accompagnatori

La Fondazione Musica per Roma prevede un biglietto ridotto del 20 per cento per le persone con disabilità, l'ingresso gratuito per l'accompagnatore dove necessario e uno sconto del 50 per cento per le persone non vedenti. I posti riservati sono pochi: conviene chiamare con anticipo.

Il percorso

Da Piramide il tragitto a piedi è di quasi un chilometro. Per chi ha difficoltà motorie è più indicato il 714, con fermata a Colombo/Marco Polo, oppure l'auto, con il parcheggio accanto alla villa.

Le frontiere dell'arpa con i bambini e i ragazzi

L'orario di mezzogiorno è il più adatto alle famiglie, ma un recital di musica contemporanea per arpa ed elettronica chiede un ascolto attento e continuo.

Per chi è adatto

È un concerto ideale per ragazzi che studiano uno strumento, e in particolare per chi studia arpa o composizione: vedere da vicino come un'interprete di livello internazionale usa le tecniche nuove è una lezione. Per i bambini piccoli l'ascolto sarebbe impegnativo; il parco della villa, prima o dopo, resta uno spazio perfetto per loro. Per le condizioni d'ingresso dei minori il riferimento è la sede.

Un esercizio prima di andare

Chiedete ai ragazzi di ascoltare, il giorno prima, un brano per arpa della tradizione, anche solo pochi minuti. In sala il confronto sarà immediato, e la domanda nascerà da sola: è ancora lo stesso strumento?

Dove mangiare vicino alla Casa del Jazz

Il ristorante ospitato in uno dei tre edifici di Villa Osio è la soluzione più comoda per pranzare senza spostarsi dopo il concerto.

Testaccio

A una ventina di minuti a piedi, oltre la Piramide, c'è Testaccio, il rione delle trattorie romane frequentate più dai romani che dai visitatori. La domenica è il giorno più affollato: prenotare è una buona idea.

San Saba e Piramide

Salendo verso San Saba si trova un quartiere residenziale tranquillo, con qualche locale di quartiere. Verso Piramide ci sono bar per qualcosa di veloce, lungo la strada fra la metro e la villa.

Cosa c'è intorno alla Casa del Jazz

La Casa del Jazz si trova fra l'Aventino e l'Appia, a circa seicento metri dalle Terme di Caracalla e a un chilometro dalla Piramide Cestia.

Le Mura Aureliane

Viale di Porta Ardeatina corre lungo la cinta del III secolo. È uno dei tratti meno frequentati delle mura, e d'inverno uno dei più silenziosi.

Aventino e Testaccio

A pochi minuti si trovano il Piccolo Aventino, con San Saba, e l'Aventino vero e proprio: una guida completa è nella scheda Aventino: cosa vedere. Per il rione del Monte dei Cocci e del mercato c'è Testaccio: cosa vedere.

Fine novembre a Roma: il periodo di Le frontiere dell'arpa

A fine novembre Roma è in pieno autunno: giornate corte, mattine fresche, spesso limpide dopo le piogge, e mezzogiorni ancora gradevoli al sole.

Il clima

Una giacca pesante al mattino, un ombrello in borsa: a novembre le piogge sono frequenti, e la domenica mattina il tempo può cambiare in fretta. In sala, naturalmente, il problema non si pone.

La città in quei giorni

Le stagioni musicali sono tutte in corso e i cartelloni si sovrappongono. Chi è a Roma per il fine settimana può affiancare a questo concerto un appuntamento serale all'Auditorium Parco della Musica: la stessa Fondazione, due sale, due modi di ascoltare.

Una curiosità su Junctions Beyond Jazz: Le frontiere dell'arpa alla Casa del Jazz — 29 novembre 2026

La curiosità più interessante di questo concerto riguarda il rapporto fra l'arpista e Ennio Morricone. Lucia Bova ha suonato per sette anni, dal 1998 al 2005, nell'Orchestra Roma Sinfonietta nei concerti diretti da Morricone, da Verona ad Atene, da Londra a Osaka. E per lei Morricone ha scritto i Due pezzi modali per arpa sola, che l'arpista ha registrato. Il compositore più popolare del cinema italiano, dunque, ha dedicato musica a un'interprete che oggi porta alla Casa del Jazz un programma di avanguardia pura. È un ponte che dice molto di Morricone, che non smise mai di scrivere musica assoluta accanto a quella per lo schermo, e molto di Bova, che si muove con naturalezza fra i due mondi.

La seconda curiosità riguarda il suo libro. L'arpa moderna, pubblicato da Suvini Zerboni nel 2008 con la prefazione di Luis de Pablo, racconta la scrittura per arpa dal Cinquecento a oggi, ed è diventato un testo di studio nei conservatori. Nel 2016 è uscito in inglese come The Modern Harp. Un'interprete che scrive il manuale del proprio strumento non è frequente: chi va al concerto ascolta suonare l'autrice di un libro che molti arpisti tengono sul leggio.

La terza curiosità è di geografia musicale. Il curriculum di Lucia Bova comprende recital a Varsavia, Madrid, Seattle, Boston, Detroit, San Diego, Montreal, perfino un debutto a Rio de Janeiro nel 2009. Eppure alcuni dei suoi luoghi più frequenti sono romani: Nuova Consonanza, Musica Verticale, la Fondazione Berio, l'Accademia Americana. Il concerto alla Casa del Jazz è, in un certo senso, un ritorno in una città che la conosce bene.

Una cosa che non ti dice nessuno su Junctions Beyond Jazz: Le frontiere dell'arpa alla Casa del Jazz — 29 novembre 2026

Quello che nessuno dice è che un concerto per arpa ed elettronica si ascolta in un modo diverso da un concerto acustico. Non conta solo dove si siede, conta anche dove si guarda. L'arpa è uno strumento visivo: le mani si muovono su corde lunghe, i piedi lavorano sui pedali, e le tecniche contemporanee aggiungono gesti inconsueti, come oggetti appoggiati sulle corde o colpi sulla cassa. In un saggio sull'arpa Lucia Bova osserva che per l'arpista il colore delle corde è il principale punto di riferimento, e che è quasi impossibile suonare senza guardarle. Vale anche per chi ascolta: guardare le mani aiuta a capire da dove viene il suono.

La seconda cosa riguarda l'elettronica. In una sala piccola gli altoparlanti sono vicini, e la sensazione è quella di essere dentro il suono più che davanti. Non fatevi sorprendere se un suono sembra arrivare da dietro o dal lato: è voluto. Non cambiate posto a concerto iniziato per cercare un ascolto migliore, perché non esiste un posto giusto in assoluto.

La terza riguarda il pubblico. I concerti di musica contemporanea della domenica mattina attirano studenti di conservatorio, compositori, musicisti delle orchestre romane. Chi siede accanto a voi potrebbe essere un allievo di Bova al Master di Santa Cecilia. È un pubblico attento e silenzioso: telefono spento, niente fruscii, e applausi solo quando l'interprete si ferma davvero. Fra un brano e l'altro, in questo repertorio, il silenzio fa parte della musica.

Il consiglio che ti do per visitare Junctions Beyond Jazz: Le frontiere dell'arpa alla Casa del Jazz — 29 novembre 2026

Il primo consiglio è di arrivare un'ora prima e di fare la strada a piedi da Piramide. Uscite dalla metro verso le 11, passate davanti alla Piramide Cestia, costeggiate le Mura Aureliane fino a viale di Porta Ardeatina ed entrate nel parco. A fine novembre gli alberi sono quasi spogli, la luce è bassa e fredda, e la villa si vede tutta. È un'ora che predispone all'ascolto meglio di qualsiasi programma di sala.

Secondo consiglio: fate un piccolo lavoro di preparazione. Il programma annuncia sei autori. Scegliete due nomi, per esempio Saariaho e Dashow, e ascoltate qualche minuto della loro musica la sera prima. Non serve capire tutto: serve arrivare in sala con un appiglio. Nella musica contemporanea l'ascolto cambia moltissimo se si riconosce anche un solo autore.

Terzo consiglio: comprate il biglietto online appena potete. La sala ha poco più di cento posti, il prezzo è contenuto, e la domenica a mezzogiorno è un orario che piace a molti. La regola: prima i biglietti, poi il resto della giornata.

Ultimo consiglio: prenotate il pranzo. Si esce dalla sala quando tutta Roma si siede a tavola, e le trattorie di Testaccio, la domenica, sono piene. Una mattina di musica nuova e un pranzo della tradizione romana sono il modo migliore per chiudere novembre in questa parte della città.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Si sa che la Casa del Jazz è gestita dalla Fondazione Musica per Roma, la stessa dell'Auditorium Parco della Musica, intitolato dal 2020 a Ennio Morricone. Si ricorda meno che fra le etichette per cui Lucia Bova ha inciso c'è anche Parco della Musica Records, che porta nel nome la stessa sede. Il concerto del 29 novembre non è dunque un'incursione esterna: è un pezzo della stessa storia musicale romana che la Fondazione racconta ogni giorno nelle sue sale.

Altro fatto noto e poco citato: il PMCE, uno degli ensemble di musica contemporanea con cui Bova collabora, è legato anch'esso alla vita musicale dell'Auditorium. E al Conservatorio Santa Cecilia l'arpista insegna al Master in Interpretazione della Musica Contemporanea, dove si formano gli interpreti che quella rete la terranno viva. Roma ha una rete di musica nuova più fitta di quanto si creda, e Lucia Bova ne è uno dei nodi.

Infine, un fatto che riguarda la sede. La Sala Trovajoli è attrezzata per registrare, e dalla Casa del Jazz sono usciti dischi registrati dal vivo. Non c'è alcun annuncio di registrazione per questo concerto, e non ne invento. Ma vale la pena sapere che la sala è pensata per restituire i dettagli: per un'arpa con elettronica, dove il suono vive di sfumature, è la condizione migliore che si possa chiedere a Roma.

La foto giusta da fare a Junctions Beyond Jazz: Le frontiere dell'arpa alla Casa del Jazz — 29 novembre 2026

Durante il concerto non si fotografa: in un recital di musica contemporanea il clic di uno scatto o lo schermo acceso di un telefono sono un disturbo per tutti, interprete compresa. La foto va fatta prima.

La prima è l'arpa sul palco, prima dell'inizio. Un'arpa da concerto, con le corde colorate e la colonna dorata, accanto ai cavi e agli altoparlanti dell'elettronica, è un'immagine che racconta il concerto meglio di ogni descrizione: un oggetto antico dentro un paesaggio tecnologico. Scattate dal centro della sala, con la luce di sala ancora accesa.

La seconda è Villa Osio vista dal viale d'ingresso, con il parco intorno. A fine novembre gli alberi sono spogli e la facciata si vede per intero: è l'inquadratura che mostra la sede senza filtri.

La terza è la lapide con i nomi delle vittime di mafia, all'ingresso. Non è una foto da cartolina, ma è quella che spiega dove si trova la sala. Accompagnatela con due righe di spiegazione.

La quarta, per chi arriva a piedi, è lungo viale di Porta Ardeatina, con le Mura Aureliane e la luce radente del mattino. Un'inquadratura bassa, che segua la linea dei mattoni, ha la stessa pulizia di un pezzo di musica contemporanea: una linea, un ritmo, niente di superfluo.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il luogo del concerto ha una storia a strati. Il più antico è quello delle Mura Aureliane, lungo le quali corre viale di Porta Ardeatina: la cinta costruita nel III secolo per difendere Roma, di cui questo tratto conserva il nome della porta che si apriva sulla via Ardeatina. Chi arriva a piedi da Piramide cammina accanto a diciassette secoli di storia militare della città.

Il secondo strato è quello della villa. Villa Osio fu la residenza di Enrico Nicoletti, indicato come esponente della banda della Magliana, l'organizzazione criminale che segnò la cronaca romana fra gli anni Settanta e Novanta. La confisca e l'assegnazione della villa al Comune di Roma sono l'avvenimento da cui tutto comincia.

Il terzo strato è la trasformazione. Per volontà dell'amministrazione di Walter Veltroni la villa diventa un centro dedicato al jazz, con sala da concerto, studi di registrazione, foresteria per i musicisti. La lapide voluta con Libera di don Luigi Ciotti segna all'ingresso il significato di quella scelta.

Il quarto strato è musicale. Da allora la sala ha ospitato le rassegne estive, i concerti d'autunno, alcune serate del Roma Jazz Festival e oggi le domeniche di Junctions Beyond Jazz, che nel 2026 si sono aperte il 15 marzo e si chiudono il 13 dicembre. Il 29 novembre vi arriva un recital per arpa ed elettronica, con un programma che mette insieme sei autori della musica d'oggi. È un piccolo avvenimento, ma è coerente con la storia di una villa che ha cambiato destino: da luogo di un potere criminale a luogo in cui si ascolta la musica più libera del nostro tempo.

Chi è passato da Junctions Beyond Jazz: Le frontiere dell'arpa alla Casa del Jazz — 29 novembre 2026

La sala in cui suona Lucia Bova porta il nome di Armando Trovajoli, pianista e compositore romano che negli anni Cinquanta fu una figura del jazz italiano prima di diventare l'autore di tante colonne sonore e commedie musicali. È un nome che lega il jazz alla città e al suo teatro musicale.

Nella storia personale dell'arpista passano figure di prima grandezza. Ennio Morricone, sul cui podio ha suonato per anni e che ha scritto per lei i Due pezzi modali. Hans Werner Henze, di cui ha inciso le musiche con l'Ensemble Dissonanzen. Luis de Pablo, che ha firmato la prefazione del suo libro. Le sue maestre, Elizabeth Fontan-Binoche a Nizza e Ursula Holliger per il repertorio contemporaneo. E una lunga fila di compositori che hanno scritto per lei, da James Dashow a Giovanni Sollima, da Claudio Ambrosini a Fausto Razzi, da Fabio Cifariello Ciardi a Fabrizio De Rossi Re.

Dalla Casa del Jazz, nella stessa rassegna, passano nell'autunno 2026 il contrabbassista Massimo Ceccarelli con Lyrica il 18 ottobre e l'Accademia Brass Quintet il 13 dicembre. Fuori dalla musica, dalla villa sono passati il sindaco che ne volle la trasformazione e l'associazione Libera, che ha dato voce alla memoria delle vittime. Sono passaggi che un concerto non cancella, e che anzi gli danno un senso: in una villa che fu di un boss, una domenica mattina, un'arpista suona musica scritta per lei da compositori di mezzo mondo.

Domande frequenti su Le frontiere dell'arpa alla Casa del Jazz

Quando si tiene Le frontiere dell'arpa alla Casa del Jazz?

Le frontiere dell'arpa si tiene domenica 29 novembre 2026 alle 12:00 alla Casa del Jazz di Roma, nella Sala concerti Armando Trovajoli. È un appuntamento della rassegna Junctions Beyond Jazz, curata dalla Fondazione Musica per Roma, che nel 2026 si chiude il 13 dicembre con l'Accademia Brass Quintet.

Quanto costa il biglietto per Lucia Bova alla Casa del Jazz?

Il biglietto per Junctions Beyond Jazz: Le frontiere dell'arpa è unico e costa 15 euro, secondo la pagina ufficiale della Casa del Jazz. Si acquista dal sito della sede, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato. Sono previste riduzioni per le persone con disabilità.

Che musica suona Lucia Bova il 29 novembre?

Il concerto di Lucia Bova alla Casa del Jazz è per arpa ed elettronica, con musiche di Å. Parmerud, K. Saariaho, T. Hosokawa, J. Dashow, V. Sannicandro e S. Lo. La sede avverte che il programma può subire variazioni; titoli precisi e durata non sono pubblicati.

Chi è Lucia Bova?

Lucia Bova è un'arpista specializzata nella musica del Novecento e contemporanea, titolare della cattedra di Arpa al Conservatorio di Latina e docente al Master in Interpretazione della Musica Contemporanea del Conservatorio Santa Cecilia. Ha suonato con Ennio Morricone e ha scritto il libro L'arpa moderna.

Come si arriva alla Casa del Jazz con i mezzi?

La Casa del Jazz, in viale di Porta Ardeatina 55, si raggiunge con la metro B fino a Piramide e circa un chilometro a piedi lungo le Mura Aureliane, oppure con l'autobus 714 fino alla fermata Colombo/Marco Polo. Di domenica i mezzi seguono l'orario festivo.

La Casa del Jazz è accessibile in carrozzina?

La Casa del Jazz dichiara la piena accessibilità e il portale culturale di Roma Capitale segnala il concerto come evento accessibile. Le persone in carrozzina possono prenotare il posto al numero 06 80241281; la Fondazione Musica per Roma prevede riduzioni e l'ingresso gratuito per l'accompagnatore dove necessario.

Il concerto di Lucia Bova è adatto ai bambini?

Le frontiere dell'arpa è un recital di musica contemporanea che chiede un ascolto attento: è ideale per ragazzi che studiano musica, meno per bambini piccoli. Il parco di Villa Osio, aperto dall'alba al tramonto, è un buon compromesso per le famiglie. Per le condizioni d'ingresso dei minori vale quanto indicato dalla sede.

Dove si mangia dopo il concerto alla Casa del Jazz?

La Casa del Jazz ospita un ristorante in uno dei tre edifici di Villa Osio, comodo per chi non vuole spostarsi. A una ventina di minuti a piedi c'è Testaccio, con le trattorie romane: la domenica a pranzo sono affollate e conviene prenotare.

Il consiglio finale su Le frontiere dell'arpa alla Casa del Jazz

Andateci anche se pensate che la musica contemporanea non faccia per voi. Un'ora di mezzogiorno, una sala piccola, un'interprete che conosce il suo strumento come pochi al mondo: sono le condizioni ideali per un primo incontro. Arrivate a piedi dalla Piramide, sedetevi al centro, guardate le mani sull'arpa. E poi, a pranzo, discutetene: è il modo migliore per ricordarsi di un concerto.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento29 Novembre 2026 12:00
IndirizzoCasa del Jazz, Viale di Porta Ardeatina 55, 00154 Roma Ardeatino, Roma, Roma Città