Filippo Giardina, La banalità del bene al Teatro Brancaccio — 26 aprile 2027
Filippo Giardina porta La banalità del bene al Teatro Brancaccio di Roma lunedì 26 aprile 2027 alle 21:00, per una sola serata. Il teatro si trova in via Merulana 244, 00185 Roma, all'Esquilino, a pochi passi dalla fermata Vittorio Emanuele della metro A; in alternativa c'è la fermata Cavour della metro B, e su via Merulana passano le linee 16, 75, 714, 717 e C3. I prezzi pubblicati sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, prevendita inclusa e commissioni escluse, vanno dai 23 euro della prima balconata a visibilità limitata ai 40,20 euro della Poltronissima Gold. I biglietti si comprano sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione e al botteghino del teatro. Lo spettacolo è prodotto da Show Bees in collaborazione con Talento ed è vietato ai minori di 16 anni per i temi trattati e il linguaggio.

Il titolo prende quello del saggio più famoso di Hannah Arendt e lo rovescia: al posto del male che diventa ordinario c'è un bene predicato e mai praticato, una società che grida per esistere e non ascolta. È la sintesi di un monologo satirico che la presentazione ufficiale descrive come uno sguardo lucido e impietoso sul presente. Per il comico romano, cresciuto nei locali della città, è anche una serata in casa, nella sala più grande in cui passa il tour.
La banalità del bene al Brancaccio: data, orario e prezzi
La banalità del bene va in scena al Teatro Brancaccio una sola sera, lunedì 26 aprile 2027, con inizio alle 21:00.
Una data sola a Roma
Nel calendario del tour la tappa romana è una delle ultime della stagione: dopo Roma resta solo Milano, al Teatro Lirico Giorgio Gaber, la sera seguente. Con una data unica conviene non aspettare le ultime settimane per scegliere il posto, soprattutto in platea.
I prezzi per settore
Sul circuito autorizzato i prezzi interi, comprensivi del diritto di prevendita fissato dall'organizzatore, sono: Poltronissima Gold 40,20 euro; Poltronissima A e Poltronissima B 36,80 euro; Poltrona A e Poltrona B 34,50 euro; prima balconata settori A e B 28,70 euro; prima balconata settore C, a visibilità limitata, 23 euro. La seconda balconata risulta non disponibile per la vendita. Alle cifre si aggiungono le commissioni di servizio dell'acquisto online.
Dove comprare
I biglietti si comprano sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, online o nei punti vendita fisici, e al botteghino del Teatro Brancaccio in via Merulana. L'organizzatore indicato è Show Bees, società con sede a Milano.
Vietato ai minori di 16 anni
L'avvertenza ufficiale è esplicita: per i temi trattati e il linguaggio utilizzato lo spettacolo è vietato ai minori di 16 anni. Per i ragazzi più giovani la serata non è adatta, e il teatro può chiedere un documento.
Cosa si vedrà: un monologo sulla banalità del bene
La banalità del bene è un monologo di stand up satirica scritto e interpretato da Filippo Giardina, che secondo la presentazione ufficiale scava nelle contraddizioni del tempo attuale trasformando l'ironia in strumento di indagine sociale.
Un titolo rovesciato
Il titolo riprende, e ribalta, quello del celebre saggio di Hannah Arendt. La scelta annuncia fin da subito l'intento del comico: affrontare la complessità del presente con la forza della satira, che la presentazione chiama l'unico strumento possibile per non soccombere al paradosso del reale, senza rinunciare alla leggerezza del riso.
I temi
Il monologo è un viaggio dentro le dissonanze di una civiltà che sembra aver smarrito il senso della misura. Esplora un mondo in cui la violenza affascina più della pace, l'arroganza si traveste da consapevolezza e l'individualismo maschera la solitudine. Giardina indaga l'infantilismo di una società occidentale che si illude di essere libera mentre resta prigioniera dei propri algoritmi e dei propri ego.
La risata che smaschera
La presentazione chiude con una formula che riassume il metodo del comico: nella sua satira la risata non consola, smaschera. Giardina ride del tragico per farlo riconoscere, e trasforma la decadenza del presente in materia comica e riflessiva insieme. Chi conosce i suoi spettacoli precedenti sa che la battuta, in lui, è spesso la conclusione di un ragionamento.
Il percorso dello spettacolo
La banalità del bene ha debuttato a marzo 2026 nelle principali città italiane e dall'autunno è arrivata anche in Europa. Il calendario 2026 e 2027 comprende Legnano, Trento, Mogliano, Catania, Bitritto vicino a Bari, Napoli, Bergamo, Torino, Bologna, Roma e Milano: undici date, dal Teatro Galleria di Legnano l'11 dicembre 2026 al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano il 27 aprile 2027.
Filippo Giardina: biografia
Filippo Giardina è nato a Roma l'11 aprile 1974 ed è uno dei nomi di riferimento della stand up comedy satirica italiana: dal 2001 si esibisce in locali e teatri come monologhista.
Gli esordi e Satiriasi
Il primo spettacolo, Scusate ma oggi vomito, è del 2001. Nel 2009 fonda il collettivo satirico Satiriasi, che raccoglie comici interessati a una satira diretta, costruita sul monologo e non sul personaggio. È un passaggio importante nella storia della stand up italiana, allora ancora poco praticata.
La televisione
Nel 2013 Gregorio Paolini lo chiama a portare il collettivo di Satiriasi dentro Aggratis!, su Rai 2. Diventa poi autore delle prime due edizioni di Nemico pubblico su Rai 3; nella seconda appare anche in video, intervistato su temi d'attualità da giornalisti stranieri come Udo Gumpel ed Eric Joszef. Dal 2014, per tre edizioni, è comico e coordinatore di Stand Up Comedy su Comedy Central. Nella stagione 2016 e 2017 è autore e panelist nelle cinquantacinque puntate di Sbandati, su Rai 2.
Gli spettacoli
Dopo Scusate ma oggi vomito vengono Lavori in corso nel 2005, Io non so, vendesi costituzione articolo 21 in saldo nel 2008, Solerte Accidia, sesso politica religione e altre cose sporche nel 2010, Bolle di sapone, esistenzialismo satirico da 4 soldi nel 2012, Sesto Potere nel 2013, Contumelie nel 2015, Lo ha già detto Gesù nel 2017, Formiche nel 2019, Dieci nel 2021 e Cabaret nel 2023. La banalità del bene è il capitolo successivo.
Gli spettacoli gratuiti online
Una scelta lo distingue da molti colleghi: Giardina ha caricato personalmente sul suo canale cinque spettacoli interi, visibili gratuitamente. Lo ha già detto Gesù è online dal 2018, Contumelie dal 2019, Formiche, registrato nel novembre 2020, dal novembre 2021, Dieci dal 2023 e Cabaret dal 2025. Cabaret, secondo la presentazione ufficiale, tra il 2023 e il 2024 ha registrato il tutto esaurito in molte città italiane.
Behind the Joke
Alla sua carriera è dedicato il documentario Behind the Joke, Filippo Giardina, diretto da Simone Trotta: un racconto intimo sulla vita e sul lavoro dello stand up comedian romano, attraverso il suo percorso artistico e umano.
Una curiosità su Filippo Giardina, La banalità del bene al Teatro Brancaccio — 26 aprile 2027
La curiosità più interessante riguarda il rapporto fra Giardina e il pubblico che non paga il biglietto. Pochi comici italiani regalano i propri spettacoli: lui ne ha messi online cinque, interi, gratuitamente, e la presentazione della Banalità del bene lo ricorda come parte della promozione. Cabaret, l'ultimo one man show prima di questo, è disponibile sul suo canale ufficiale proprio per far crescere l'attesa del nuovo. È una strategia controcorrente: chi arriva al Brancaccio il 26 aprile può aver già visto ore di Giardina senza spendere nulla, e sceglie di pagare per l'unica cosa che lo schermo non restituisce, la sala.
La seconda curiosità è anagrafica. Giardina è nato a Roma l'11 aprile 1974: la data del Brancaccio cade quindici giorni dopo il suo cinquantatreesimo compleanno, e il comico torna nella sua città dopo un tour che l'ha portato dalla Sicilia al Trentino.
La terza riguarda il titolo. La banalità del male di Hannah Arendt nasce dal processo a un criminale nazista; Giardina ne prende la struttura e la applica a un'epoca che, dice la presentazione, predica il bene ma non lo pratica. Arrivare in sala sapendo da dove viene il titolo aiuta a cogliere il gioco fin dalla prima battuta.
Il Teatro Brancaccio: la sala e come è fatta
Il Teatro Brancaccio, in via Merulana 244, ha la configurazione attuale dal 1937: due foyer, un'ampia platea e due livelli rialzati, prima e seconda balconata, per circa duemila posti dell'epoca.
Platea e balconate
La platea è divisa nei settori Poltronissima e Poltrona, ciascuno in fasce; per questa serata compare anche una fascia Gold davanti alla Poltronissima. Sopra ci sono la prima balconata, divisa nei settori A, B e C, e la seconda balconata. Il settore C della prima balconata è segnalato a visibilità limitata ed è il più economico.
Dove sedersi per un monologo
Per uno spettacolo di sola parola, senza scenografie da guardare, conta vedere bene il volto del comico. A nostro giudizio conviene la platea, dalla Poltronissima alla Poltrona A; dalle balconate si sente tutto, ma il gioco delle espressioni si perde. Le balconate, inoltre, non sono servite da ascensori.
Il polo del Brancaccio
Il Brancaccio è la sala principale di un complesso più ampio, che comprende il Brancaccino, un teatro di circa cento posti, un'area per la formazione e una terrazza su via Merulana. Il teatro è sede del Centro di produzione Viola Produzioni e ospita accademie di recitazione, regia, musical e danza.
Una cosa che non ti dice nessuno su Filippo Giardina, La banalità del bene al Teatro Brancaccio — 26 aprile 2027
Quello che le presentazioni non dicono apertamente è che la satira di Giardina non cerca l'applauso di tutti. Il divieto ai minori di 16 anni non è una formalità: gli spettacoli precedenti, già dai titoli, hanno affrontato religione, sesso e politica con un linguaggio diretto, e Lo ha già detto Gesù o Solerte Accidia, sesso politica religione e altre cose sporche lo dichiarano apertamente. Chi porta con sé un amico abituato alla comicità televisiva farà bene ad avvertirlo: la serata non è un varietà.
La seconda cosa riguarda il pubblico. Chi ha visto gli spettacoli gratuiti online arriva in sala conoscendo lo stile, i tempi, perfino alcune ossessioni del comico. Si crea così una platea preparata, che ride in anticipo sulle strutture delle battute: un'esperienza diversa da quella di un comico visto per la prima volta.
La terza è pratica: il regolamento del Brancaccio vieta foto e riprese durante lo spettacolo, anche con il telefono. In un monologo satirico, dove una frase estrapolata può essere fraintesa, la regola protegge anche l'artista.
Il consiglio che ti do per visitare Filippo Giardina, La banalità del bene al Teatro Brancaccio — 26 aprile 2027
Il primo consiglio è di guardare, nei giorni prima, almeno una parte di Cabaret sul canale ufficiale di Giardina. È il suo ultimo spettacolo prima di questo, ed è gratuito: permette di capire il ritmo del comico, la costruzione lunga delle sue battute, il tono che alterna ragionamento e affondo. Chi arriva preparato si gode di più la serata.
Il secondo è di scegliere la platea e di comprare presto. La differenza fra la Poltrona B e la Poltronissima A è di poco più di due euro, e per un monologo la vicinanza al palco conta più che in un musical. Il settore C della prima balconata costa meno, ma la visibilità limitata pesa quando in scena c'è una sola persona.
Il terzo è di leggere, o rileggere, le prime pagine della Banalità del male di Hannah Arendt. Non serve per ridere, ma aiuta a capire che cosa il titolo rovescia, e perché Giardina lo ha scelto. Il quarto è di arrivare con anticipo, come chiede il teatro: l'ingresso a spettacolo iniziato non è consentito.
Come arrivare al Teatro Brancaccio
Il Teatro Brancaccio è in via Merulana 244, a meno di un chilometro dalla stazione Termini e a pochi passi dalla fermata Vittorio Emanuele della metro A.
In metro
Il teatro indica due soluzioni. La metro A, fermata Vittorio Emanuele, è la più vicina: si esce su piazza Vittorio Emanuele II e si raggiunge via Merulana in pochi minuti a piedi. La metro B e la B1, fermata Cavour, sono l'alternativa per chi arriva dal lato di Monti o del Colosseo.
In autobus
Su via Merulana, alle fermate Merulana/Brancaccio e Merulana/Mecenate, passano le linee 16, 75, 714, 717 e C3. Alla fermata Labicana/Merulana passano le linee 3, 53, 75, 85, 87, 186, 571, 810, C3 e la notturna N10, utile per il ritorno dopo lo spettacolo.
In taxi
I posteggi taxi più vicini indicati dal teatro sono in largo Brancaccio, in piazza Vittorio Emanuele II al civico 113, in via Principe Amedeo al 138, in via Giolitti al 6 e in via Venosta.
In auto
Il teatro non indica parcheggi convenzionati, e la sera all'Esquilino la sosta è difficile. Chi arriva da fuori Roma fa meglio a lasciare l'auto vicino a una stazione della metro e proseguire fino a Vittorio Emanuele o Cavour.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che la stand up comedy in Italia è esplosa negli ultimi dieci anni, con i locali dedicati, i programmi televisivi e le piattaforme. È meno citato che uno dei passaggi decisivi fu televisivo e porta anche il nome di Giardina: dal 2014, per tre edizioni, Stand Up Comedy su Comedy Central ebbe lui come comico e come coordinatore, e prima ancora, nel 2013, Aggratis! portò su Rai 2 il collettivo Satiriasi, fondato da Giardina nel 2009.
Il fatto spiega perché, nella generazione dei comici che oggi riempiono i teatri, il nome di Giardina ricorra spesso come quello di un precursore. Quando nel 2001 cominciava a esibirsi come monologhista satirico, la stand up all'americana, un comico solo al microfono senza personaggi né sketch, in Italia era una rarità.
C'è un secondo fatto noto e poco citato: Giardina è stato autore televisivo prima che volto. Le due edizioni di Nemico pubblico su Rai 3 e le cinquantacinque puntate di Sbandati su Rai 2 lo hanno visto lavorare sulla scrittura, la parte meno visibile del mestiere e quella che nei suoi monologhi si sente di più.
Intorno al Brancaccio: Esquilino, via Merulana e Monti
Il Teatro Brancaccio si affaccia su via Merulana, la strada che collega la Basilica di Santa Maria Maggiore alla Basilica di San Giovanni in Laterano.
Le due basiliche
Da una parte c'è Santa Maria Maggiore, dall'altra San Giovanni in Laterano. Il teatro si trova sul tratto fra le due: da un capo all'altro della via si cammina in una ventina di minuti, e a fine aprile, alle 20, le facciate sono ancora nella luce della sera.
Palazzo Merulana e l'Auditorium di Mecenate
Sulla stessa via ci sono Palazzo Merulana, con la sua collezione d'arte, e poco oltre l'Auditorium di Mecenate. Il nome del teatro richiama il palazzo nobiliare dei Brancaccio, a ridosso del cui giardino fu costruita la sala.
Piazza Vittorio e Monti
Verso nord c'è piazza Vittorio Emanuele II con la Porta Alchemica; verso ovest si scende nel rione Monti, con trattorie, osterie ed enoteche.
La foto giusta da fare a Filippo Giardina, La banalità del bene al Teatro Brancaccio — 26 aprile 2027
La foto giusta si fa su via Merulana, dal marciapiede opposto, con la facciata del Brancaccio illuminata e la locandina dello spettacolo all'ingresso. È l'immagine di un teatro che dal 1916 fa parte della vita del quartiere e che ha ospitato varietà, lirica, musical e grande comicità.
Dentro, durante lo spettacolo, il regolamento vieta foto e riprese, con o senza flash. Prima dell'inizio, dalla platea, vale la pena uno scatto della sala vuota che si riempie, con le due balconate e il palco nudo, un microfono e poco altro: la scena tipica della stand up, in una sala nata per il varietà.
La terza foto è quella del dopo: via Merulana di notte, con la prospettiva che corre verso Santa Maria Maggiore illuminata, è uno degli scorci più belli dell'Esquilino, e alle 23 di un lunedì la via è quasi vuota.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Brancaccio comincia nel gennaio 1916, quando la sala viene inaugurata con il nome di Teatro Morgana.
1916, il Teatro Morgana
La sala fu costruita a ridosso del terrapieno dei giardini del palazzo nobiliare dei Field Brancaccio, il cui nome viene da Isabella Field, sposata con il principe Brancaccio. Il legame con il palazzo è fisico prima ancora che nominale.
1937, il Teatro Brancaccio
Dopo diversi rifacimenti, nel 1937 la sala viene inaugurata nella configurazione attuale, con due foyer, un'ampia platea e due balconate per circa duemila posti dell'epoca, e prende il nome di Teatro Brancaccio.
Dal 1985 a oggi
Dal 1985 al 2000 la sala è sede della Fondazione dell'Opera di Roma. Poi il Comune affida la direzione a Gigi Proietti fino al 2007; seguono Maurizio Costanzo fino al 2010 e Stage Entertainment Italia fino al 2012. Da settembre 2012 la direzione artistica è di Alessandro Longobardi, e il teatro diventa un polo culturale con il Brancaccino, le accademie e, dal 2014, lo Spazio Impero.
Chi è passato da Filippo Giardina, La banalità del bene al Teatro Brancaccio — 26 aprile 2027
Sul palcoscenico del Brancaccio sono passati alcuni dei nomi più grandi dello spettacolo italiano e internazionale. Il teatro stesso ne ricorda alcuni: Totò, Anna Magnani, Aldo Fabrizi, Gigi Proietti fra gli attori; Fabrizio De André, Louis Armstrong e Jimi Hendrix fra i musicisti.
Anche Giardina è già passato da qui. Nell'archivio del sito del teatro, nella stagione 2021 e 2022, compare Dieci, lo spettacolo che il comico ha poi caricato gratuitamente online nel 2023. La banalità del bene è quindi un ritorno: la stessa sala, cinque anni e due spettacoli dopo.
Nella stagione 2026 e 2027 il Brancaccio ospita, fra gli altri, Marco Travaglio con Cornuti e contenti, un altro monologo sul presente con un taglio diverso, e Filippo Caccamo. Pochi giorni prima di Giardina, il 21 aprile, arriva L'arte della truffa con Biagio Izzo: nella stessa settimana la sala di via Merulana passa dalla commedia napoletana alla satira più dura.
Regole di sala al Teatro Brancaccio
Il regolamento del Teatro Brancaccio vale per tutti gli spettacoli: arrivo con anticipo, niente ingresso a spettacolo iniziato, niente foto né riprese durante lo spettacolo, niente cibo in sala.
Arrivo e posti
Il regolamento chiede di occupare solo il posto assegnato: per ragioni di sicurezza non è consentito spostarsi, nemmeno su poltrone libere. Il personale di sala può chiedere di esibire il biglietto in qualsiasi momento.
Borse, ombrelli e guardaroba
Il teatro ha il guardaroba e il bar. Gli ombrelli non entrano in sala; sono vietati bottiglie di plastica oltre il mezzo litro, contenitori di vetro, caschi da moto, macchine fotografiche professionali, treppiedi e bastoni per selfie. Cibi e bevande si consumano solo al bar.
Telefoni e abbigliamento
Il regolamento chiede di spegnere i telefoni prima dell'inizio e un abito consono al decoro della sala, senza un vero codice: per un monologo del lunedì sera basta un abito da città.
Accessibilità del Teatro Brancaccio
Il Teatro Brancaccio dichiara di non avere barriere architettoniche per l'accesso alla platea: c'è una rampa, un'area dedicata alle sedie a ruote e un bagno accessibile al piano terra, raggiungibile dal foyer della platea.
Posti riservati
Per le recite organizzate dal gestore il teatro mette a disposizione, fino a esaurimento, posti in platea per persone in sedia a ruote e con difficoltà di deambulazione, da prenotare con l'apposito modulo. Le balconate non sono accessibili in sedia a ruote. Per uno spettacolo di una produzione ospite come questo, le condizioni vanno verificate con il botteghino.
Disabilità visiva e uditiva
Per gli spettatori con disabilità visiva e uditiva il teatro riserva, su prenotazione, posti in platea fino a esaurimento.
A chi è adatta La banalità del bene
La banalità del bene è vietata ai minori di 16 anni: è una serata per adulti, pensata per chi ama la satira diretta e i monologhi che partono dall'attualità.
Per chi conosce la stand up
Per chi segue la stand up italiana, Giardina è un nome di riferimento, e vederlo dal vivo in una sala grande è l'occasione per capire come la stand up sia passata dai locali ai teatri.
Per chi arriva per la prima volta
Chi non conosce il comico può partire dai video gratuiti. Se la satira su religione, politica e costume lo diverte, la serata fa per lui; se preferisce una comicità più leggera, il Brancaccio ha in cartellone altre proposte nella stessa stagione.
Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo
La zona del Brancaccio offre tre possibilità diverse: i bar e i locali di via Merulana, l'Esquilino multietnico di piazza Vittorio e le trattorie del rione Monti.
Prima dello spettacolo
Via Merulana e le strade intorno al teatro hanno bar e locali di quartiere, adatti a un aperitivo o a un pasto veloce prima delle 21. Le vie intorno a piazza Vittorio offrono cucine di mezzo mondo a prezzi contenuti.
Dopo lo spettacolo
Il rione Monti, a un quarto d'ora a piedi, ha trattorie, osterie ed enoteche, ed è la scelta migliore per una cena dopo lo spettacolo. Il lunedì sera molte cucine chiudono prima: conviene prenotare.
Come organizzare la serata del 26 aprile
Con un solo spettacolo, un lunedì alle 21, la serata si organizza intorno a tre momenti: la passeggiata nel quartiere, lo spettacolo, la cena o il rientro.
Il pomeriggio
Chi arriva presto può partire da Santa Maria Maggiore, scendere lungo via Merulana e fermarsi a Palazzo Merulana; oppure salire da Monti fino a piazza Vittorio. Sono percorsi di venti o trenta minuti, con molte ragioni per fermarsi.
Prima di entrare
Il teatro chiede di arrivare con anticipo: per una serata alle 21 conviene essere in via Merulana verso le 20.15, lasciare giacca e ombrello al guardaroba e prendere posto con calma.
Dopo lo spettacolo
Per il rientro, la metro A da Vittorio Emanuele e la linea notturna N10 da via Labicana coprono buona parte della città; i posteggi taxi di largo Brancaccio e di piazza Vittorio sono a pochi passi.
Fine aprile a Roma
La serata di Giardina cade a fine aprile, pochi giorni dopo il Natale di Roma del 21 aprile e a ridosso del ponte del 25 aprile, quando la città si riempie di visitatori e le giornate sono già lunghe.
Il clima
A fine aprile le sere sono miti ma possono essere piovose: un ombrello pieghevole è utile fra la metro e il teatro, e al Brancaccio va lasciato al guardaroba.
Il lunedì sera
Il lunedì, dopo un fine settimana affollato, la città torna più tranquilla: i tavoli nei ristoranti di Monti si trovano con meno fatica, la metro all'uscita è meno piena e la passeggiata su via Merulana dopo lo spettacolo si fa quasi in solitudine. Per un monologo che lascia molto da discutere, è l'ora giusta per farlo camminando.
Una settimana di spettacolo
Nella stessa settimana Roma offre altro: a pochi minuti a piedi, il Teatro Ambra Jovinelli ha in cartellone un'altra serata di stand up, e mercoledì 29 aprile il Palazzo dello Sport ospita Elodie. Chi resta qualche giorno può fare dell'Esquilino il proprio quartiere del teatro.
Domande frequenti su La banalità del bene
Quando va in scena La banalità del bene di Filippo Giardina a Roma?
La banalità del bene di Filippo Giardina va in scena al Teatro Brancaccio di Roma lunedì 26 aprile 2027 alle 21:00, per una sola serata. È l'ultima tappa del tour prima di Milano, dove lo spettacolo arriva la sera successiva al Teatro Lirico Giorgio Gaber.
Quanto costano i biglietti per Filippo Giardina al Brancaccio?
I biglietti per La banalità del bene al Teatro Brancaccio vanno da 23 euro, prima balconata settore C a visibilità limitata, a 40,20 euro, Poltronissima Gold, prevendita inclusa. La platea costa fra 34,50 e 36,80 euro. Si aggiungono le commissioni dell'acquisto online.
Lo spettacolo di Filippo Giardina è adatto ai ragazzi?
La banalità del bene non è adatta ai ragazzi: per i temi trattati e il linguaggio utilizzato lo spettacolo è vietato ai minori di 16 anni, come indica l'avvertenza ufficiale dell'organizzazione. È una serata di satira per un pubblico adulto.
Di cosa parla La banalità del bene?
La banalità del bene è un monologo satirico che riprende e ribalta il titolo del saggio di Hannah Arendt: Giardina racconta una società che predica il bene ma non lo pratica, fra violenza che affascina, arroganza travestita da consapevolezza, individualismo e algoritmi.
Dove si trova il Teatro Brancaccio?
Il Teatro Brancaccio si trova in via Merulana 244, all'Esquilino. La fermata più vicina è Vittorio Emanuele della metro A; in alternativa la fermata Cavour della metro B. Su via Merulana passano le linee 16, 75, 714, 717 e C3.
Chi è Filippo Giardina?
Filippo Giardina è un comico romano nato nel 1974, monologhista satirico dal 2001, fondatore nel 2009 del collettivo Satiriasi e coordinatore di Stand Up Comedy su Comedy Central. Ha scritto per Nemico pubblico e Sbandati e ha messo online gratis cinque spettacoli.
Quanto dura lo spettacolo di Giardina?
La durata della Banalità del bene non è pubblicata dall'organizzazione. Con l'inizio alle 21:00, un monologo di stand up in teatro si conclude di solito in tempo per prendere la metro A da Vittorio Emanuele; conviene comunque verificare l'orario dell'ultima corsa.
Il consiglio finale su La banalità del bene
Il consiglio è di prenotare presto un posto in platea, guardare Cabaret nei giorni prima e arrivare al Brancaccio con un po' di Hannah Arendt in testa. La banalità del bene è una sola sera, un lunedì di fine aprile, con un comico romano che torna nella sua città e in una sala che lo ha già ospitato. A nostro giudizio è la serata giusta per chi cerca una satira che non consola e non accarezza, e che dopo la risata lascia qualcosa da discutere fino alla fermata della metro.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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