Deledda di Mvula Sungani all’Auditorium Conciliazione — 17 ottobre 2026
Deledda, Cenere e le canzoni della rivoluzione silenziosa, lo spettacolo di danza, musica e parola ideato e diretto da Mvula Sungani, va in scena sabato 17 ottobre 2026 all'Auditorium Conciliazione, in via della Conciliazione 4 (00193 Roma), fra piazza Pia e piazza San Pietro. La sede indica come fermate della metropolitana Ottaviano e Lepanto sulla linea A, a circa un chilometro a piedi; la fermata di superficie più vicina, Traspontina, è a una settantina di metri dall'ingresso. Orario d'inizio e prezzi sono pubblicati sulla pagina dello spettacolo del sito ufficiale dell'Auditorium, da cui si accede all'acquisto online; la biglietteria fisica della sede apre un'ora prima dell'inizio, solo per lo spettacolo della sera.
È una serata costruita intorno a Grazia Deledda, l'unica donna italiana ad aver vinto il premio Nobel per la letteratura, e al suo romanzo Cenere. In scena la compagnia Mvula Sungani Physical Dance con l'étoile Emanuela Bianchini, l'attrice Lia Careddu, due voci, una band e l'orchestra d'archi di Europa InCanto, con le canzoni di Battisti, De André, Battiato, Vecchioni, Vasco Rossi, Renato Zero e Luca Barbarossa riarrangiate per l'occasione. Un incrocio insolito, che a Roma ha una ragione precisa: Deledda in questa città ha vissuto più di metà della sua vita.
Deledda all'Auditorium Conciliazione: la serata in breve
Deledda è in programma per una sola sera, sabato 17 ottobre 2026, nella Sala Grande dell'Auditorium Conciliazione; la sede lo presenta nella sezione danza del proprio cartellone.
Il titolo completo
Il titolo per esteso è Deledda, Cenere e le canzoni della rivoluzione silenziosa. Tre elementi, tre piani dello spettacolo: la scrittrice, il romanzo del 1904 da cui prende le mosse la drammaturgia, e un repertorio di canzoni d'autore italiane che dialoga con la sua storia.
Uno spettacolo multidisciplinare
La presentazione ufficiale parla di uno spettacolo multidisciplinare che intreccia danza, musica e parole. Sul palco convivono una compagnia di danza, un'attrice, due cantanti, un quartetto di musicisti e un'orchestra d'archi: un organico ampio, adatto a una sala da oltre millesettecento posti.
Biglietti e orario
L'acquisto si fa online dalla pagina dello spettacolo sul sito ufficiale dell'Auditorium Conciliazione, che rimanda al canale di vendita autorizzato dalla sede. L'orario d'inizio è indicato sulla stessa pagina e sul biglietto: controllatelo al momento dell'acquisto.
Deledda: che cosa si vede in scena
Deledda racconta Grazia Deledda come modello di talento e resilienza, una donna che secondo la presentazione ufficiale ha trasformato la cultura italiana senza clamore ma con forza duratura, e che con i fatti e con un coraggio straordinario per la sua epoca ha aperto un varco verso l'emancipazione.
Le madri viste dai figli
L'idea drammaturgica è precisa: raccontare storie di madri attraverso lo sguardo dei figli maschi. Cantautori, autori e poeti che nei loro testi si sono chiesti come essere uomini migliori accanto alle donne, attraversando le proprie fragilità. Il repertorio scelto va letto così: non una compilation di successi, ma canzoni di uomini che parlano di donne, di madri, di amore come responsabilità.
Anania e Olì
Il cuore narrativo viene da Cenere. Anania è il figlio di Olì, la madre sfortunata protagonista del romanzo, e lo spettacolo si concentra sul momento in cui il figlio comprende che l'amore non è solo desiderio, sogno o affermazione di sé, ma anche responsabilità, cura e riconoscimento del dolore dell'altro. È il passaggio più maturo del romanzo, e la scelta di metterlo al centro dice molto sulle intenzioni della regia.
Lo sguardo maschile
La presentazione chiude con un'idea forte: l'arte, attraverso la parola e la musica, avrebbe contribuito a formare nelle generazioni uno sguardo maschile più giusto, più fragile e più consapevole, educato dai versi dei poeti ascoltati e cantati fino a diventare memoria emotiva. È una tesi discutibile e interessante, e uno spettacolo di danza è un buon luogo per metterla alla prova: il corpo mostra quello che le parole dichiarano.
Gli interpreti di Deledda: danza, parola e musica
In scena in Deledda ci sono l'étoile Emanuela Bianchini, il primo ballerino Damiano Grifoni e i solisti della Mvula Sungani Physical Dance per la danza, Lia Careddu per la parola, le voci di Flo e di Serena Pisa, i musicisti diretti da Ernesto Nobili e l'orchestra d'archi di Europa InCanto.
La danza
Emanuela Bianchini è l'étoile della compagnia e firma le coreografie insieme a Mvula Sungani. Accanto a lei il primo ballerino Damiano Grifoni e i solisti della Mvula Sungani Physical Dance. Il nome stesso della compagnia indica il linguaggio: una danza fisica, che viene dalla tecnica classica e moderna ma lavora sull'energia del corpo.
La parola
I testi di Grazia Deledda sono affidati alla voce di Lia Careddu. In uno spettacolo in cui la musica è così presente, la parola ha il compito di riportare la serata alla fonte, alla prosa asciutta e densa della scrittrice nuorese.
La musica dal vivo
Le canzoni sono cantate da Flo e da Serena Pisa. Il direttore musicale è Ernesto Nobili, alla chitarra e ai plettri; con lui Erasmo Petringa al violoncello e al basso, Francesco Di Cristofaro al pianoforte, ai flauti e alla fisarmonica, Marco Caligiuri alla batteria, alle percussioni e all'elettronica. A loro si aggiunge l'orchestra d'archi di Europa InCanto.
Il repertorio
Le musiche riarrangiate sono di Lucio Battisti, Vasco Rossi, Luca Barbarossa, Fabrizio De André, Franco Battiato, Roberto Vecchioni e Renato Zero. Sette autori diversissimi per stile e generazione, uniti dal filo delle madri e dello sguardo maschile. Una fisarmonica e un violoncello accanto alla batteria elettronica lasciano immaginare arrangiamenti che guardano sia al Mediterraneo sia alla canzone d'autore.
Mvula Sungani, coreografo e regista di Deledda
Mvula Sungani, nato a Roma il 22 febbraio 1972 da madre nuorese e padre originario del Malawi, è coreografo, regista e autore televisivo; ha fondato la sua compagnia nel 1998 e ha firmato coreografie per Roberto Bolle, per teatri come la Fenice e l'Opera di Roma e per numerose produzioni di Rai 1.
Centocelle e Raffaella Carrà
Cresciuto nel quartiere di Centocelle con la sorella Elizabeth, pratica da bambino la ginnastica artistica prima di dedicarsi alla danza. A tredici anni lavora già con Raffaella Carrà, nel gruppo Cinque Stelle, nel programma di Rai 1 Buonasera Raffaella. Si forma poi con il coreografo statunitense Alvin Ailey e si perfeziona in danza classica e moderna, musica e canto.
Cinema e teatro d'opera
Nel 1989 interpreta Joe il Meticcio in Scugnizzi di Nanni Loy; due anni dopo è Mosè in Rossini! Rossini! di Mario Monicelli. Nel 1990 danza al Teatro dell'Opera di Roma nella Tosca diretta da Mauro Bolognini, poi nella Bohème di Franco Zeffirelli, nell'Ermione di Hugo De Ana e nel Don Giovanni di Jérôme Savary. Come primo ballerino e solista danza in Italia, Portogallo, Stati Uniti, Germania, Francia, Marocco e Jugoslavia.
La compagnia e le coreografie
Nel 1998 fonda la Mvula Sungani Company, con spettacoli come Tra Terra e Cielo, Funk e Tedeum, ideati dalla critica Vittoria Ottolenghi. Crea coreografie per Roberto Bolle, Isabelle Ciaravola, Raffaele Paganini e Kledi Kadiu, ed è rappresentato alla Fenice di Venezia, all'Opera di Roma e al Petruzzelli di Bari. Nel teatro lirico firma coreografie per allestimenti della Carmen e per Medea nel 2007.
Le produzioni originali
Molte sue produzioni nascono dalla sua doppia radice sarda e africana. Sud Africa, Grido di libertà, del 2004, è ispirata alla vicenda di Stephen Biko; Mediterraneo, del 2005, all'immigrazione; La città degli angeli, del 2006, al Cielo sopra Berlino di Wim Wenders. Nel 2010 firma Ho appena 50 anni, omaggio a Raffaele Paganini, e nel 2014 Il vestito di Marlene con le musiche dei Marlene Kuntz.
La televisione
Per Rai 1 cura nel 2005 le coreografie di Le nuvole, tributo a Fabrizio De André, e nel 2007 quelle di Un uomo in frac, omaggio a Domenico Modugno; scrive e dirige Una notte per Caruso dal 2009 al 2014 e il concerto di Capodanno dalla Fenice dal 2010 al 2013. Per Rai 5 firma nel 2010 e 2011 Step, passi di danza, con Kledi Kadiu. Il De André di Deledda, per lui, è un ritorno.
Grazia Deledda, la scrittrice al centro dello spettacolo
Grazia Deledda, nata a Nuoro il 27 settembre 1871 e morta a Roma il 15 agosto 1936, è la scrittrice italiana vincitrice del premio Nobel per la letteratura 1926: la seconda donna a riceverlo dopo la svedese Selma Lagerlöf, e l'unica donna italiana.
Una formazione da autodidatta
Figlia di una famiglia benestante di Nuoro, frequenta la scuola fino alla quarta elementare, poi studia privatamente con il professor Pietro Ganga e prosegue da autodidatta, con un amore particolare per la letteratura greca e più tardi per i grandi russi, Tolstoj e Dostoevskij in testa. I primi racconti escono nel 1887 su una rivista romana di moda, L'ultima moda.
Roma, dal 1900
Nel gennaio 1900 sposa Palmiro Madesani, funzionario del Ministero delle finanze, che lascia il lavoro per diventare il suo agente letterario. Lo stesso anno la coppia si trasferisce a Roma, dove conduce una vita appartata e dove nascono i figli Franz e Sardus. Da qui escono Elias Portolu, Cenere, L'edera, Canne al vento, Marianna Sirca, La madre.
La prima donna candidata al Parlamento
Nel marzo 1909 il nome di Grazia Deledda compare nelle liste del Partito Radicale per il collegio di Nuoro: è la prima volta che una donna viene candidata al Parlamento italiano, in un paese in cui le donne non possono ancora votare. Ottiene 34 voti. La stampa dell'epoca la attacca con argomenti che oggi fanno sorridere, ed è proprio questa la rivoluzione silenziosa del titolo.
Il Nobel
Il 10 dicembre 1927 riceve il Nobel per la letteratura 1926, per la sua potenza di scrittrice che ritrae in forme plastiche la vita della sua isola natale e tratta con profondità problemi di interesse umano generale. Maksim Gor'kij l'aveva già indicata nel 1910 fra le scrittrici senza rivali; D. H. Lawrence scriverà la prefazione alla traduzione inglese della Madre.
Cenere, il romanzo da cui nasce Deledda
Cenere è il romanzo di Grazia Deledda uscito a puntate nel 1903 sulla Nuova Antologia e pubblicato in volume a Roma nel 1904; nel 1916 Febo Mari cominciò a trarne un film con Eleonora Duse.
La storia
Olì, quindicenne che vive con il padre in una casa cantoniera nella campagna sarda, si innamora di Anania, un uomo che si rivela sposato. Cacciata di casa, partorisce un figlio che porta lo stesso nome del padre. Quando il bambino ha sette anni, Olì lo lascia a Nuoro, nella casa paterna, e sparisce. Anania cresce, studia a Cagliari e poi a Roma, si innamora di Margherita, figlia del suo benefattore, e per tutta la vita cerca la madre che lo ha abbandonato.
La scelta del figlio
Quando finalmente la ritrova, invecchiata e sola, Anania decide di occuparsi di lei, anche a costo di perdere Margherita. È la scelta su cui lo spettacolo costruisce la sua tesi: l'amore come responsabilità e riconoscimento del dolore dell'altro. Il finale del romanzo è tragico, e chi non lo conosce farà bene a leggerlo prima o dopo la serata.
Anania a Roma
C'è un dettaglio che rende Cenere particolarmente romano: il protagonista completa gli studi universitari proprio a Roma, la città in cui Deledda si era trasferita pochi anni prima di scrivere il romanzo. Vedere lo spettacolo a Roma significa, in un certo senso, riportare Anania in una delle sue città.
L'Auditorium Conciliazione, sede di Deledda
L'Auditorium Conciliazione, inaugurato nel 1950, si trova al numero 4 di via della Conciliazione, nel rione Borgo, e ha una Sala Grande che può accogliere fino a 1756 spettatori, completamente ristrutturata, con un'acustica curata.
La Sala Grande
Nelle fotografie ufficiali della sede la Sala Grande mostra pannelli di legno lavorati a punta di diamante, un rivestimento che ha una funzione estetica e acustica: rompe le superfici piane e diffonde il suono. Per uno spettacolo con orchestra d'archi, voci e band, la qualità dell'ascolto conta quanto la visibilità.
Il Foyer e il Chorus Cafè
Il Foyer misura quasi 800 metri quadrati e può accogliere fino a mille persone in piedi. Accanto si trovano la Sala del Lucernario, la Buvette e il Chorus Cafè, bar e ristorante con la proposta del barman Massimo D'Addezio e dello chef Arcangelo Dandini. Per una serata di sabato, avere dove aspettare al caldo, dentro l'edificio, è una comodità reale.
Europa InCanto, un legame con la sala
L'orchestra d'archi di Deledda viene da Europa InCanto, il progetto che l'Auditorium ricorda fra i propri appuntamenti con le scuole per Il Flauto Magico di Mozart, un percorso che coinvolge decine di migliaia di studenti ed è stato riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione come progetto di eccellenza. Non è una presenza di passaggio: è un ritorno in una sala che il progetto conosce bene.
Per approfondire la sede c'è la scheda dell'Auditorium Conciliazione su estateromana.com.
Come arrivare all'Auditorium Conciliazione per Deledda
Per raggiungere l'Auditorium Conciliazione la sede indica la metropolitana A, con discesa a Ottaviano o a Lepanto: da Ottaviano all'ingresso di via della Conciliazione 4 ci sono circa 900 metri, da Lepanto circa un chilometro.
In metropolitana
Ottaviano è la scelta più comoda: si scende verso piazza del Risorgimento e si prosegue per Borgo Pio fino a via della Conciliazione, un quarto d'ora a passo tranquillo, tutto in piano. Lepanto porta ad attraversare Prati passando per piazza Cavour e piazza Adriana. Intorno a Ottaviano ci sono i cantieri della linea C: seguite la segnaletica, non la memoria.
In autobus e in tram
La fermata più vicina è Traspontina, su via della Traspontina, a circa 70 metri dall'ingresso, attrezzata per l'accesso in carrozzina. La fermata tranviaria più vicina è Ottaviano, su via Barletta. Di sabato sera frequenze e percorsi cambiano: controllateli il giorno stesso.
Da Termini e dagli aeroporti
Da Termini si prende la metropolitana A in direzione Battistini fino a Ottaviano o Lepanto. La sede suggerisce, da Fiumicino, il treno Leonardo fino a Termini e poi la metro; da Ciampino le navette per Termini e poi lo stesso tragitto.
In auto e parcheggi
Il centro storico ha varchi a traffico limitato: verificate orari e varchi attivi prima di partire. La sede elenca il parcheggio di piazza Cavour, circa 9 minuti a piedi; l'area di sosta di piazza Adriana, circa 6 minuti; il Terminal Vaticano in via Urbano VIII 16, circa 5 minuti; il Parking Gran Melia in via del Gianicolo 2, circa 8 minuti. Annotate l'orario di chiusura dei parcheggi in struttura.
Deledda: biglietti, biglietteria e accessibilità
I biglietti per Deledda si acquistano online dalla pagina dello spettacolo sul sito ufficiale dell'Auditorium Conciliazione; la biglietteria fisica di via della Conciliazione, secondo la sede, è chiusa fino a nuova comunicazione e apre soltanto un'ora prima dell'inizio, per lo spettacolo della sera.
Prezzi
I prezzi dei diversi settori sono pubblicati sul canale di vendita indicato dalla sede. Qualsiasi altro canale non offre garanzie.
Persone con disabilità
Per i biglietti destinati a persone con disabilità la sede chiede di scrivere a info@auditoriumconciliazione.it quando la scheda dello spettacolo non riporta riferimenti specifici; il telefono della sede è 06 684391. Fra le stazioni della metro indicate, Ottaviano è attrezzata per l'accesso in carrozzina, anche se non da tutti gli ingressi; Lepanto non lo è. L'accessibilità interna dell'edificio va verificata direttamente con la sede.
Con i ragazzi
Deledda è uno spettacolo adatto anche ai ragazzi delle scuole superiori: vedere un romanzo trasformato in danza e canzoni è un modo efficace per avvicinarli a una scrittrice premio Nobel. Per i bambini piccoli la durata serale può essere impegnativa.
Borgo e Prati intorno all'Auditorium
L'Auditorium Conciliazione si trova nel rione Borgo, fra Castel Sant'Angelo, a circa 230 metri, e piazza San Pietro, a circa mezzo chilometro.
Castel Sant'Angelo e il ponte
Oltre piazza Pia si alza Castel Sant'Angelo, che di sera, illuminato, domina il lungotevere. Ponte Sant'Angelo, pedonale, porta sull'altra riva: attraversarlo andata e ritorno prima dello spettacolo richiede un quarto d'ora.
San Pietro
In fondo a via della Conciliazione si apre piazza San Pietro, con la basilica di San Pietro sul fondo. Di sera la piazza è percorribile e l'atmosfera è completamente diversa da quella del giorno.
Borgo e il Passetto
Il Passetto di Borgo corre fra le strade del rione; verso il Tevere c'è il complesso di Santo Spirito in Sassia. Per la storia del quartiere rimando alla scheda del rione Borgo e alla guida a Prati e Borgo.
Dove mangiare prima o dopo Deledda
Il posto più comodo per mangiare prima di Deledda è dentro l'edificio: il Chorus Cafè, bar e ristorante dell'Auditorium Conciliazione, con la proposta del barman Massimo D'Addezio e dello chef Arcangelo Dandini; conviene prenotare.
Borgo
Le strade di Borgo, a partire da Borgo Pio, hanno trattorie e pizzerie pensate in gran parte per i visitatori del Vaticano, con qualità variabile e prezzi alti. Preferite i locali in cui, alle otto di sera, ai tavoli si parla romano.
Prati
A dieci minuti a piedi, intorno a via Cola di Rienzo e piazza Cavour, Prati offre più scelta e prezzi più ragionevoli: pizza al taglio, trattorie di quartiere, enoteche con cucina. Dopo lo spettacolo Borgo chiude presto; Prati e il rione Ponte, oltre il fiume, restano aperti più a lungo.
Una curiosità su Deledda di Mvula Sungani all'Auditorium Conciliazione — 17 ottobre 2026
La curiosità più sorprendente è nella biografia del regista. Mvula Sungani è nato a Roma da madre nuorese e padre originario del Malawi: la madre veniva dalla stessa città di Grazia Deledda. Uno spettacolo che parla di madri viste dagli occhi dei figli, dedicato a una scrittrice di Nuoro, firmato da un figlio di una donna di Nuoro: il cerchio si chiude in modo quasi letterario, e spiega meglio di qualsiasi nota di regia perché questo progetto esiste.
La seconda curiosità riguarda il Nobel. Deledda lo ricevette il 10 dicembre 1927, ma il premio porta la data del 1926. Per questo nelle biografie si trovano due date che sembrano contraddirsi e invece indicano la stessa cosa.
La terza riguarda il cinema. Da Cenere Febo Mari cominciò a trarre nel 1916 un film interpretato da Eleonora Duse. La più grande attrice del suo tempo scelse proprio la storia di Olì, la madre che si sacrifica per il figlio. Oggi quel romanzo torna in scena con la danza: a più di un secolo di distanza, Cenere continua ad attirare interpreti.
Una cosa che non ti dice nessuno su Deledda di Mvula Sungani all'Auditorium Conciliazione — 17 ottobre 2026
Quello che quasi nessuno sa è che la biglietteria dell'Auditorium Conciliazione, al civico 4, è chiusa fino a nuova comunicazione, e che la cassa apre soltanto un'ora prima dell'inizio, solo per lo spettacolo in scena quella sera. Chi pensa di passare il pomeriggio a comprare o ritirare i biglietti trova la porta chiusa: si compra online, dalla pagina ufficiale dello spettacolo.
La seconda cosa riguarda la scrittrice. Grazia Deledda è ricordata come la scrittrice della Sardegna, ma ha vissuto a Roma dal 1900 al 1936, più di metà della sua vita. A Roma ha scritto quasi tutti i suoi romanzi maggiori, qui ha cresciuto i figli, qui ha insegnato lettere all'Asilo Lazio creato dalla Società Podistica Lazio nel 1915. E qui è stata sepolta, al Verano, fino al 1959, quando i familiari chiesero di riportarla a Nuoro. Lo spettacolo arriva, insomma, nella sua città d'adozione.
La terza cosa è pratica: la fermata dell'autobus Traspontina, a settanta metri dall'ingresso, è accessibile in carrozzina; la stazione metro Lepanto no. Per chi ha esigenze di accesso, la differenza fra le due strade è sostanziale.
Il consiglio che ti do per visitare Deledda di Mvula Sungani all'Auditorium Conciliazione — 17 ottobre 2026
Conviene leggere Cenere, o almeno rileggerne le ultime pagine, prima della serata. Il romanzo è breve, si trova facilmente e il testo completo è disponibile liberamente online. Arrivare in sala sapendo chi sono Olì e Anania trasforma lo spettacolo da una bella serata di danza e canzoni in un dialogo con il libro.
Secondo consiglio: scegliete un posto centrale e non troppo vicino al palco. In uno spettacolo di danza con molti interpreti la visione d'insieme conta più del dettaglio, e i disegni coreografici si leggono meglio dalla metà della platea. Per l'ascolto dell'orchestra d'archi vale la stessa regola.
Terzo consiglio: all'uscita, fate due passi fino a piazza San Pietro prima di rientrare. Deledda visse a Roma per trentasei anni, e la prospettiva della cupola di notte è una delle immagini della città che lei stessa poteva ancora riconoscere. Guardare la cupola di notte dopo uno spettacolo è uno dei modi migliori di chiudere una serata romana.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Grazia Deledda ha vinto il premio Nobel. È molto meno citato che nel 1909, diciotto anni prima, fu la prima donna candidata al Parlamento italiano, nelle liste del Partito Radicale per il collegio di Nuoro, quando le donne non avevano nemmeno il diritto di voto. Ottenne 34 voti, di cui 31 contestati. Su La Tribuna Giuseppe Piazza scrisse che una donna che aveva passato la vita a scrivere romanzi e a crescere figli non poteva avere tempo per fare la deputata. È la rivoluzione silenziosa di cui parla il titolo dello spettacolo: una donna che apriva strade senza proclami.
Il secondo fatto noto ma poco raccontato riguarda i nemici. Luigi Pirandello non nascose mai la sua avversione per Deledda, al punto da ispirarsi a lei e al marito per il romanzo Suo marito. Benedetto Croce, nel 1934, ne stroncò l'opera parlando di folklore sardo ripetitivo. Il Nobel non bastò a farla amare dalla critica italiana, che per decenni la relegò al regionalismo.
Il terzo fatto è una rivincita: a Grazia Deledda è stato dedicato un cratere di 32 chilometri di diametro sul pianeta Venere, e nel 2018 una compagnia aerea ha dipinto il suo volto sulla coda di un Boeing 737. Croce non ha avuto lo stesso onore.
La foto giusta da fare a Deledda di Mvula Sungani all'Auditorium Conciliazione — 17 ottobre 2026
La foto giusta si fa fuori, all'uscita: davanti all'ingresso di via della Conciliazione 4, girandosi verso ovest, con la cupola di San Pietro illuminata in fondo alla prospettiva della strada. Di sera, con la via quasi vuota, l'inquadratura riesce anche con il telefono. Esponete per la cupola e lasciate che la strada resti un po' più scura: la prospettiva si legge comunque.
Seconda foto, prima di entrare: alzate l'obiettivo sul coronamento dell'edificio, dove le fotografie ufficiali della sede mostrano un gruppo scultoreo con due figure alate ai lati di uno stemma e un'iscrizione latina. È un dettaglio che quasi nessuno guarda, perché lo sguardo di tutti va alla cupola.
In sala valgono le regole della sede e degli artisti, e per uno spettacolo di danza il buon senso è chiaro: niente flash, che disturba i danzatori, niente video, niente schermi alzati davanti a chi siede dietro. Se volete un ricordo, fotografate il palco prima dell'inizio o durante gli applausi finali, quando la compagnia al completo, danzatori, attrice, cantanti e orchestra, si mette in fila davanti al pubblico. È l'immagine che racconta davvero la serata.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
L'Auditorium Conciliazione è stato inaugurato nel 1950 e da allora è passato da luogo di cultura tradizionale a sala aperta a ogni forma della contemporaneità: danza, musica, arti visive, cinema, congressi. Nel 2023 ha ospitato un'anteprima mondiale di Mission: Impossible, Dead Reckoning parte uno, e dal 18 al 29 ottobre la 21ª edizione di Alice nella Città, nel quadro della Festa del Cinema di Roma; nello stesso anno, per il terzo anno consecutivo, gli Stati Generali della Natalità.
Nel 2024 la sala ha aperto l'anno con la ventesima edizione di Supermagic e con quattro sere di Queen at the Opera; a maggio è tornato MAGIC, il Gran Galà Internazionale di Magia, alla decima edizione. Fra il 16 gennaio e il 16 febbraio 2025, anno del Giubileo, ha tenuto in scena per un mese Bernadette de Lourdes, il musical sulle apparizioni mariane, proposto a Roma soltanto qui.
Fra gli appuntamenti con le scuole la sede ricorda Il Flauto Magico di Mozart nella versione di Europa InCanto, il progetto che il 17 ottobre 2026 torna in sala con la propria orchestra d'archi per Deledda. E per restare alla scrittrice: a pochi chilometri da qui, al Verano, Grazia Deledda è stata sepolta dal 1936 al 1959, prima della traslazione a Nuoro nella chiesa della Madonna della Solitudine.
Chi è passato da Deledda di Mvula Sungani all'Auditorium Conciliazione — 17 ottobre 2026
Sul palco dell'Auditorium Conciliazione sono passati cantautori come Vinicio Capossela, con le sue Tredici canzoni urgenti il 13 e 14 ottobre 2023, band come i Fast Animals and Slow Kids, Paola e Chiara con il Per Sempre Tour, Franco Ricciardi, Alessandro Cattelan, Pio e Amedeo, Noemi e Federica Carta per LAZIOSound, l'Orchestra Italiana del Cinema con la colonna sonora di Pirati dei Caraibi. Il 12 gennaio 2026 è stata la volta di Diana Del Bufalo.
Il cartellone dell'autunno 2026 che circonda Deledda racconta la stessa varietà: Aldo Cazzullo con Angelo Branduardi l'8 ottobre, Sal Da Vinci il 9 ottobre, Coez dal 30 ottobre al 1° novembre, Malika Ayane il 3 novembre, Brunori Sas dal 5 al 7 novembre, Enrico Brignano dal 10 al 22 novembre, Lo Schiaccianoci il 27 novembre, Francesca Michielin il 28 novembre.
Il 17 ottobre 2026 passano da qui Mvula Sungani, cresciuto a Centocelle e passato dal palco di Raffaella Carrà a quelli della Fenice e dell'Opera di Roma, l'étoile Emanuela Bianchini, Damiano Grifoni, Lia Careddu, Flo, Serena Pisa, Ernesto Nobili e la sua band, l'orchestra di Europa InCanto. E con loro, attraverso la parola, passa Grazia Deledda, che a Roma ha vissuto trentasei anni.
Domande frequenti su Deledda
Quando va in scena Deledda all'Auditorium Conciliazione?
Deledda, Cenere e le canzoni della rivoluzione silenziosa va in scena sabato 17 ottobre 2026 all'Auditorium Conciliazione, in via della Conciliazione 4 a Roma. L'orario d'inizio è indicato sulla pagina dello spettacolo del sito ufficiale della sede e sul biglietto.
Dove si comprano i biglietti per Deledda?
I biglietti per Deledda si comprano online dalla pagina dello spettacolo sul sito ufficiale dell'Auditorium Conciliazione, che indica il canale di vendita autorizzato. La biglietteria fisica della sede apre solo un'ora prima dell'inizio, per lo spettacolo della sera.
Che tipo di spettacolo è Deledda?
Deledda è uno spettacolo multidisciplinare di danza, musica e parola della compagnia Mvula Sungani Physical Dance, ispirato a Grazia Deledda e al romanzo Cenere, con musica dal vivo, un'orchestra d'archi e canzoni riarrangiate di grandi cantautori italiani.
Quali canzoni si ascoltano in Deledda?
In Deledda si ascoltano musiche riarrangiate di Lucio Battisti, Vasco Rossi, Luca Barbarossa, Fabrizio De André, Franco Battiato, Roberto Vecchioni e Renato Zero, cantate da Flo e Serena Pisa con la band diretta da Ernesto Nobili e l'orchestra d'archi di Europa InCanto.
Chi è Mvula Sungani?
Mvula Sungani, ideatore e regista di Deledda, è un coreografo e regista romano nato nel 1972 da madre nuorese e padre del Malawi. Ha fondato la sua compagnia nel 1998, ha creato coreografie per Roberto Bolle e per la Fenice e l'Opera di Roma, e ha firmato molte produzioni di Rai 1.
Chi danza in Deledda?
In Deledda danzano l'étoile Emanuela Bianchini, che firma le coreografie con Mvula Sungani, il primo ballerino Damiano Grifoni e i solisti della Mvula Sungani Physical Dance. I testi di Grazia Deledda sono affidati alla voce dell'attrice Lia Careddu.
Come si arriva all'Auditorium Conciliazione?
L'Auditorium Conciliazione si raggiunge con la metro A, fermate Ottaviano o Lepanto, a circa un chilometro a piedi; la fermata dell'autobus più vicina è Traspontina, a circa 70 metri. In auto la sede indica i parcheggi di piazza Cavour, piazza Adriana, Terminal Vaticano e Gran Melia.
Deledda è adatto agli studenti?
Deledda è adatto ai ragazzi delle scuole superiori, perché porta in scena con danza e canzoni un romanzo di Grazia Deledda, l'unica donna italiana premio Nobel per la letteratura. Per i bambini piccoli la durata serale può essere impegnativa.
Il nostro parere su Deledda
Leggete Cenere e andateci. Uno spettacolo che mette insieme una scrittrice premio Nobel, un coreografo con radici a Nuoro, un'orchestra d'archi e le canzoni di De André e Battiato, in una sala a due passi da San Pietro, nella città in cui Deledda ha vissuto trentasei anni: è una serata che chiede qualcosa allo spettatore e restituisce molto. Chi ama la danza troverà una compagnia solida; chi ama i libri, un modo nuovo di ricordarne uno.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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