Costellazione Boario al Mattatoio — 24 ottobre 2026
Costellazione Boario, la lunga serata di installazioni e performance dell'Accademia di Belle Arti di Roma inserita nel Romaeuropa Festival 2026, si svolge sabato 24 ottobre 2026 dalle 21 al Mattatoio di Testaccio, con un percorso che parte dalla Pelanda e arriva alla sede dell'Accademia a Campo Boario, negli ex Fienili. Il festival indica una durata di circa tre ore. L'ingresso principale del Mattatoio è in piazza Orazio Giustiniani 4; si arriva con la metro B fino a Piramide, con il tram 3 fino a Marmorata/Galvani, con il bus 719 fino a Galvani/Zabaglia e con i bus 170 e 781 fino a largo Marzi. Le condizioni di accesso e gli eventuali prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Romaeuropa Festival, che vende i biglietti del cartellone insieme al box office del festival, raggiungibile al numero 06 4555 3050.
Costellazione Boario in breve: data, orario, durata e luoghi
Costellazione Boario è un evento di una sola sera, sabato 24 ottobre 2026 dalle 21, della durata di circa tre ore, che il Romaeuropa Festival colloca fra la Pelanda e la sede dell'Accademia di Belle Arti di Roma a Campo Boario, ex Fienili, dentro il complesso del Mattatoio.
Una sera sola
Non ci sono repliche: è un evento pensato come un'unica notte, con installazioni e performance che si accendono insieme e si spengono alla fine. Chi vuole vederlo deve segnarsi il sabato e organizzare la serata intorno.
Tre ore da attraversare
Tre ore non sono uno spettacolo da seguire seduti dall'inizio alla fine. Sono un tempo da percorrere: si entra, si guarda, si passa da uno spazio all'altro, si torna indietro. Chi arriva alle 21 e chi arriva alle 22 vedrà serate diverse, e questo fa parte del progetto.
Biglietti e informazioni
Il box office del Romaeuropa Festival risponde al numero 06 4555 3050 e su WhatsApp, il lunedì dalle 14 alle 18 e dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. La sede operativa del festival, l'Opificio Romaeuropa, si trova in via dei Magazzini Generali 20/a, a pochi minuti a piedi dal Mattatoio.
Dentro il cartellone
La pagina del festival associa Costellazione Boario alla sezione RE41F, al Mattatoio, all'ultra club e all'ABA, la sigla dell'Accademia di Belle Arti. Per il quadro completo dell'edizione c'è la scheda sul Romaeuropa Festival 2026.
Cosa si vedrà a Costellazione Boario
Costellazione Boario riunisce pratiche artistiche, performative e installative diverse, organizzate in più dimensioni operative che coesistono e dialogano, mantenendo ciascuna una propria autonomia formale e concettuale.
Una costellazione, non una mostra
Il titolo dice già il metodo. Una costellazione è un insieme di punti separati che l'occhio collega in una figura. Allo stesso modo le sezioni della serata restano autonome, ognuna con il suo linguaggio, e il disegno complessivo lo compone lo spettatore camminando. Chi cerca un percorso lineare, con un inizio e una fine, rischia di sentirsi spaesato; chi accetta di muoversi liberamente trova il senso dell'operazione.
Il luogo come materia
Il testo del festival insiste sulla sede: gli ex Fienili di Campo Boario sono un'area dell'ex Mattatoio alimentata dalla sua ricchezza storica, luogo di lavoro, di scambio, di passaggio, di esposizione di corpi animali e umani, oggi area culturale, artistica e urbana. Le opere nascono lì e parlano di quello spazio. È una scelta che al Mattatoio ha un peso particolare: pochi luoghi a Roma hanno una memoria fisica così forte.
La performance in CrossinGallery
Fra le sezioni, il festival segnala una performance in CrossinGallery curata dal duo LU.PA, che contribuisce al progetto accanto ai docenti dell'Accademia. È uno dei nodi della serata, da cercare nella mappa degli spazi al momento dell'ingresso.
Arti multimediali, fotografia, video, moda
Le sezioni nascono dai corsi di Arti Multimediali, di Fotografia e Video e di Tecniche e Tecnologie della Moda. Aspettatevi quindi linguaggi diversi nello stesso percorso: installazioni video, immagini, suono, corpi in movimento, oggetti di moda usati come dispositivi performativi. La varietà è la forza della serata e anche il suo rischio: non tutto parlerà a tutti, ed è giusto così.
Chi firma Costellazione Boario: docenti, studenti e curatori
Costellazione Boario è un progetto della Scuola di Nuove Tecnologie dell'Arte dell'Accademia di Belle Arti di Roma, progettato e realizzato con gli studenti; ogni sezione è curata da un artista che insegna in Accademia: Pedro Alcalde, Elena Bellantoni, Mauro Palatucci, Franco Ripa di Meana, Cristian Rizzuti e Luca Valerio.
Gli studenti come autori
Il festival sottolinea che gli studenti hanno collaborato alla progettazione e alla realizzazione del progetto. Non sono esecutori di opere altrui: partecipano all'ideazione. Per un'accademia significa portare il laboratorio fuori dall'aula e metterlo davanti a un pubblico vero, quello di un grande festival internazionale.
Sei curatori, sei sezioni
Pedro Alcalde, Elena Bellantoni, Mauro Palatucci, Franco Ripa di Meana, Cristian Rizzuti e Luca Valerio firmano ciascuno una sezione. Sono artisti che insegnano nei corsi di Arti Multimediali, Fotografia e Video, Tecniche e Tecnologie della Moda: la struttura della serata rispecchia quella della scuola, con ogni docente che porta il proprio sguardo e i propri studenti.
Il duo LU.PA
Il duo LU.PA ha curato la performance in CrossinGallery. La presenza di un duo esterno al corpo docente è un dettaglio interessante: introduce un punto di vista diverso dentro un progetto nato in Accademia.
La Scuola di Nuove Tecnologie dell'Arte
La Scuola di Nuove Tecnologie dell'Arte raccoglie gli insegnamenti che lavorano con i linguaggi digitali, audiovisivi e performativi. È il settore dell'Accademia più vicino al territorio del Romaeuropa Festival, che da anni dedica una parte del cartellone alle arti digitali e alle nuove generazioni.
L'Accademia di Belle Arti di Roma: la storia dell'istituzione dietro Costellazione Boario
L'Accademia di Belle Arti di Roma, fondata nel 1593, è una delle più antiche accademie di belle arti d'Italia e la prima legalmente riconosciuta dal Ministero dell'Istruzione; dal 2010 ha una sede anche a Campo Boario, negli ex Fienili del Mattatoio.
Muziano, Zuccari e San Luca
Alla fine del Cinquecento Girolamo Muziano e Federico Zuccari promossero a Roma un'accademia che riunisse pittura, scultura e architettura, legate dal disegno come strumento espressivo primario. L'istituzione si chiamò in un primo momento di San Luca e, grazie alla presenza di artisti italiani e stranieri di primo piano, divenne un modello per le accademie sorte in tutta Europa nel Seicento e nel Settecento.
La Scuola libera del nudo
L'esigenza illuminista di un insegnamento più concreto portò alla nascita della Scuola libera del nudo, dedicata alla copia dal vero del corpo umano, che esiste ancora oggi accanto all'Accademia. È curioso ritrovare, quattro secoli dopo, il corpo al centro di una serata che il festival descrive come esposizione di corpi animali e umani.
Un'istituzione che vigilava sulla città
All'Accademia fu affidato il controllo di ciò che si faceva in campo artistico a Roma: tra gli esempi ci sono la ricostruzione della basilica di San Paolo fuori le mura dopo l'incendio e il restauro del Pantheon. All'istituto fu assegnato il palazzo camerale di via di Ripetta, riconoscibile per la sua forma a ferro di cavallo, costruito negli anni Quaranta dell'Ottocento.
I direttori
Fra i direttori dell'Accademia figurano Filippo Prosperi, dal 1874 al 1901, lo scultore Ettore Ferrari, dal 1908 al 1924, Pietro Canonica, dal 1924 al 1930, Mino Maccari negli anni Sessanta e Toti Scialoja dal 1982 al 1985. Nomi che raccontano un secolo di arte italiana.
Oggi
Con la riforma della legge 508 del 1999 l'Accademia è entrata nel comparto dell'Alta formazione artistica e musicale, con piena autonomia didattica e amministrativa. La sede di Campo Boario, aperta nel 2010, ha portato una parte della scuola dentro il Mattatoio, accanto alla Pelanda, al MACRO e all'università.
Il Mattatoio di Testaccio: la sede di Costellazione Boario
Il Mattatoio di Testaccio fu costruito fra il 1888 e il 1891 su progetto dell'architetto Gioacchino Ersoch, fu dismesso nel 1975 e oggi è uno dei grandi poli culturali della città: circa 25.000 metri quadrati ai piedi del Monte dei Cocci, fra via Beniamino Franklin, il lungotevere Testaccio, via Aldo Manuzio e viale del Campo Boario.
Il progetto di Ersoch
Ersoch aveva già lavorato al vecchio macello alle spalle di piazza del Popolo. Per Roma capitale servivano spazi più grandi e criteri igienici nuovi, e la scelta cadde su Testaccio, un'area che dal 1872 era destinata a case operaie e all'industria. L'ingegnere Filippo Laccetti studiò il sistema per smaltire gli scarti verso il Tevere.
I padiglioni
Il linguaggio architettonico è ripetitivo per scelta: padiglioni rettangolari in mattoni, tetti a doppia falda, archi a intervalli regolari, strutture interne in ferro. Una piccola città razionale, che si legge ancora camminando fra gli edifici, e che di notte, illuminata per un evento come Costellazione Boario, cambia completamente volto.
Dopo il 1975
Quando il macello si trasferì nella nuova struttura di viale Palmiro Togliatti, il complesso cominciò una lunga serie di riusi: le aule della Facoltà di Architettura di Roma Tre dal 2000, il MACRO dal 2002, la Città dell'altra economia dal 29 settembre 2007. Nel 2010 si aggiunse la sede dell'Accademia di Belle Arti a Campo Boario.
La Pelanda
Il 18 febbraio 2010, dopo un cantiere aperto nel 2006, fu inaugurata La Pelanda, nei padiglioni dove un tempo si lavoravano i suini: circa 5.000 metri quadrati oggi dedicati a spettacoli, performance e mostre. È il punto di partenza di Costellazione Boario.
La gestione
Fino al 2017 il Mattatoio era gestito dai Musei in Comune, dal 2018 dall'Azienda Speciale Palaexpo; oggi fa capo alla Fondazione Mattatoio di Roma, Città delle arti. Il sito ufficiale è mattatoioroma.it; la scheda sul complesso è Ex Mattatoio di Testaccio.
Come arrivare al Mattatoio per Costellazione Boario
Il Mattatoio, piazza Orazio Giustiniani 4, si raggiunge con la metro B fino a Piramide, con il tram 3 fino a Marmorata/Galvani, con il bus 719 fino a Galvani/Zabaglia e con i bus 170 e 781 fino a largo Marzi.
Metro e treno
La fermata Piramide della linea B è il punto d'arrivo più semplice da Termini e dal Colosseo. Accanto c'è la stazione Roma Ostiense, utile a chi arriva in treno. Da Piramide si prende via Marmorata verso il Tevere: una decina di minuti a piedi.
Tram e bus
Il tram 3 ferma a Marmorata/Galvani, a pochi passi dal complesso. Il 719 ferma a Galvani/Zabaglia; il 170 e il 781 a largo Marzi, sul lungotevere. Per chi viene da Trastevere, attraversare a piedi il ponte Sublicio è l'alternativa più piacevole.
Gli ingressi
Oltre all'ingresso principale di piazza Orazio Giustiniani, il complesso ha accessi su via Beniamino Franklin, sul lungotevere Testaccio e su largo Dino Frisullo. Per Costellazione Boario il punto di partenza è la Pelanda; la sede dell'Accademia è sul lato di Campo Boario.
Rientro a tarda sera
Una serata che comincia alle 21 e dura tre ore finisce intorno a mezzanotte. Conviene controllare in anticipo l'orario dell'ultima corsa della metro B e dei bus notturni, oppure mettere in conto un taxi. In auto il parcheggio il sabato sera a Testaccio è difficile: il rione è pieno di romani a cena.
Testaccio e i dintorni del Mattatoio
Il Mattatoio si trova ai piedi del Monte dei Cocci, la collina artificiale formata dai frammenti delle anfore del porto fluviale antico, in un rione nato come quartiere operaio attorno al macello.
Il Monte dei Cocci
Il Monte dei Cocci dà il nome al rione, dal latino testae, i cocci. Alle sue pendici si aprono locali e cantine scavate nella collina. Per un quadro del quartiere c'è la guida Testaccio: cosa vedere.
Piramide e Cimitero acattolico
A dieci minuti a piedi si trovano la Piramide Cestia, Porta San Paolo e il Cimitero acattolico. Chi arriva nel pomeriggio può fare questo giro prima di cena e presentarsi alla Pelanda alle 21.
Il mercato
Il Nuovo Mercato Testaccio è il cuore gastronomico diurno del rione. Il sabato mattina è il posto giusto per capire il quartiere prima di tornarci la sera.
Dove mangiare prima di Costellazione Boario a Testaccio
Con un inizio alle 21 la cena si fa prima, e Testaccio è uno dei quartieri romani dove la cucina di tradizione è più forte, con i piatti del quinto quarto nati proprio intorno al macello.
Cena presto
Le trattorie del rione servono coda alla vaccinara, trippa, rigatoni con la pajata: la cucina che il Mattatoio ha generato. Una cena alle 19.30 lascia il tempo di arrivare con calma. Il sabato conviene prenotare.
Pizza e cibo veloce
Fra via Marmorata e piazza Testaccio ci sono pizzerie al taglio e al piatto, forni, supplì. Per chi vuole mangiare in fretta e dedicare tutto il tempo alla serata, è la soluzione migliore.
Dopo mezzanotte
I locali alle pendici del Monte dei Cocci restano aperti fino a tardi il sabato: chi esce da Costellazione Boario con voglia di parlare di ciò che ha visto trova tavoli a pochi passi.
Accessibilità e consigli pratici per Costellazione Boario
Il Mattatoio è un complesso industriale riadattato, in gran parte su un unico livello, con viali interni ampi; per l'accessibilità degli spazi specifici della serata il riferimento è il box office del Romaeuropa Festival, al numero 06 4555 3050.
Scarpe comode
Tre ore di percorso fra la Pelanda e gli ex Fienili significano camminare parecchio, spesso in piedi davanti alle installazioni. Scarpe comode e poco da portare: niente zaini ingombranti.
Un giaccone
A fine ottobre le sere romane si rinfrescano, e il passaggio fra un padiglione e l'altro avviene all'aperto. Un giaccone leggero è sufficiente, ma non va dimenticato.
Animali
Il Mattatoio indica il divieto di accesso degli animali nelle sale e nei teatri: meglio lasciare il cane a casa.
Una curiosità su Costellazione Boario al Mattatoio — 24 ottobre 2026
La prima curiosità è nel nome. Campo Boario non va confuso con il Foro Boario, l'antico mercato del bestiame della Roma repubblicana, vicino alla Bocca della Verità. Il nome è lo stesso, boario, legato ai buoi, ma a Testaccio indica l'area del Mattatoio ottocentesco dove si raccoglievano gli animali in attesa della macellazione. Due luoghi distanti un paio di chilometri e quasi due millenni, uniti dalla stessa funzione: la carne che nutriva la città.
La seconda curiosità riguarda gli ex Fienili, oggi sede dell'Accademia. Erano i magazzini del fieno per gli animali che arrivavano al macello: edifici di servizio, pensati per la logistica e non per lo sguardo. Che oggi ospitino le aule dove si insegnano arti multimediali, fotografia e moda è una delle trasformazioni più radicali del complesso.
La terza è un cortocircuito storico. L'Accademia è nata nel 1593 intorno al disegno e alla Scuola del nudo, cioè allo studio del corpo umano. Costellazione Boario si presenta in un luogo che il festival descrive come spazio di esposizione di corpi animali e umani. Quattrocento anni dopo, il corpo è ancora il centro.
Una cosa che non ti dice nessuno su Costellazione Boario al Mattatoio — 24 ottobre 2026
Quello che nessuno dice è che una serata di tre ore in più spazi non va vista tutta di fila. Chi entra alle 21 e segue il flusso rischia di passare molto tempo nel primo spazio e di arrivare stanco all'ultimo. Conviene fare prima un giro rapido di tutte le sezioni, dalla Pelanda agli ex Fienili, e poi tornare con calma su ciò che ha colpito di più.
La seconda cosa è che le performance non sono installazioni. Un'installazione resta lì per tutta la sera, una performance ha un inizio e una fine. Al momento dell'ingresso conviene chiedere se ci sono orari per le azioni dal vivo, compresa quella in CrossinGallery del duo LU.PA, per non perderle mentre si guarda altro.
La terza riguarda il pubblico. Una serata dell'Accademia dentro il Romaeuropa porta insieme studenti, famiglie degli studenti, artisti, frequentatori del festival e curiosi del sabato sera a Testaccio. È un pubblico misto e vivace, molto diverso da quello di una prima a teatro: parte del piacere della serata è proprio osservarlo.
Il consiglio che ti do per visitare Costellazione Boario al Mattatoio — 24 ottobre 2026
Il consiglio è di fare di Costellazione Boario la seconda parte di un sabato a Testaccio. Arrivate nel pomeriggio, fate il giro della Piramide e del Cimitero acattolico, cenate presto in una trattoria del rione e presentatevi alla Pelanda alle 21, quando la serata si accende.
Dentro, lasciate da parte l'idea di vedere tutto. Tre ore e sei sezioni sono tante: scegliete due o tre nodi e dedicate loro tempo vero. Il lavoro degli studenti merita uno sguardo attento, non un passaggio distratto con il telefono in mano.
Parlate con chi presidia le opere. In una serata come questa, dietro un'installazione c'è spesso lo studente che l'ha costruita. Chiedergli come è nata è il modo migliore per capire che cosa si sta guardando, e per un giovane artista il dialogo con il pubblico vale quanto l'esposizione. Poi uscite nel viale del Mattatoio e guardate i padiglioni illuminati: la serata si chiude lì.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che il Mattatoio di Testaccio è diventato un polo culturale. Meno spesso si ricorda quanto sia stato lungo e stratificato il suo riuso: dopo la chiusura del 1975 i padiglioni ospitarono anche uffici della polizia di Roma Capitale, poi le aule di Architettura di Roma Tre dal 2000, il MACRO dal 2002, la Città dell'altra economia dal 2007, la Pelanda e l'Accademia dal 2010.
Altrettanto poco citato è il ruolo del Mattatoio nella vita notturna romana. Il Villaggio Globale, centro sociale nato negli spazi dell'ex macello, e la nascita di Muccassassina, la serata del Circolo Mario Mieli, appartengono a questa stessa storia; qui si svolsero anche le prime tre edizioni del Gay Village dal 2002, nell'ambito dell'Estate romana.
Una serata notturna di arte e performance come Costellazione Boario si inserisce in questa tradizione: il Mattatoio è da decenni un luogo dove Roma sperimenta di sera ciò che di giorno non trova spazio.
La foto giusta da fare a Costellazione Boario al Mattatoio — 24 ottobre 2026
La foto giusta si fa all'aperto, nel viale interno del Mattatoio, quando i padiglioni in mattoni sono illuminati dalla serata e le persone si spostano da uno spazio all'altro. È l'immagine che racconta meglio il senso di Costellazione Boario: punti di luce separati, collegati dal movimento del pubblico.
La seconda foto è davanti agli ex Fienili di Campo Boario: un edificio di servizio dell'Ottocento trasformato in accademia, con le opere degli studenti dentro. Inquadrate insieme la struttura storica e la luce delle installazioni.
Durante le performance dal vivo, rispetto: niente flash, e se gli artisti chiedono di non riprendere, niente telefono. Le installazioni, invece, sono spesso pensate anche per essere fotografate; nel dubbio, chiedete a chi le presidia.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Nel 1872 il piano regolatore destinò l'area di Testaccio a case operaie e industria. Nel 1888 Gioacchino Ersoch firmò il progetto del nuovo Mattatoio, costruito fino al 1891, con l'ingegnere Filippo Laccetti. Per quasi novant'anni il complesso macellò e distribuì la carne della capitale, e intorno a lui crebbe il rione operaio.
Nel 1975 il macello si trasferì in viale Palmiro Togliatti e il complesso di Testaccio fu dismesso. Nel 2000 arrivò la Facoltà di Architettura di Roma Tre, nel 2002 il MACRO, il 29 settembre 2007 la Città dell'altra economia. Il 18 febbraio 2010 fu inaugurata La Pelanda; nello stesso anno l'Accademia di Belle Arti aprì la sede di Campo Boario negli ex Fienili.
Dal 2002 il complesso ha ospitato le prime tre edizioni del Gay Village dentro l'Estate romana. Dal 2018 la gestione è passata all'Azienda Speciale Palaexpo, oggi alla Fondazione Mattatoio di Roma. Il 24 ottobre 2026 Pelanda e Campo Boario si uniscono in una sola serata per Costellazione Boario.
Chi è passato da Costellazione Boario al Mattatoio — 24 ottobre 2026
Dal Mattatoio sono passati, prima di tutto, i lavoratori del macello: generazioni di operai che hanno dato a Testaccio la sua identità e alla cucina romana i piatti del quinto quarto. Sono passati gli architetti Gioacchino Ersoch e Filippo Laccetti, che lo disegnarono, e poi gli studenti di Architettura di Roma Tre, gli artisti del MACRO e i protagonisti della notte romana, dal Villaggio Globale a Muccassassina.
Negli ultimi anni la Pelanda e gli spazi del Mattatoio sono diventati uno dei poli del Romaeuropa Festival: in questa stessa edizione, poche settimane prima, ci è passato il coreografo francese Boris Charmatz con il suo assolo, raccontato nella scheda su Muette di Boris Charmatz al Mattatoio.
Il 24 ottobre ci passano i docenti dell'Accademia di Belle Arti di Roma, Pedro Alcalde, Elena Bellantoni, Mauro Palatucci, Franco Ripa di Meana, Cristian Rizzuti e Luca Valerio, il duo LU.PA e soprattutto gli studenti della Scuola di Nuove Tecnologie dell'Arte, eredi di un'istituzione nata con Muziano e Zuccari nel 1593.
Costellazione Boario dentro il Romaeuropa Festival 2026
Costellazione Boario è in programma nel Romaeuropa Festival 2026, che usa gli spazi di Testaccio come uno dei suoi poli: l'Opificio Romaeuropa, sede operativa del festival, è in via dei Magazzini Generali 20/a, a poche centinaia di metri dal Mattatoio.
Un festival che guarda ai giovani
Portare una serata dell'Accademia dentro un festival internazionale significa mettere il lavoro degli studenti accanto a quello di artisti affermati, nello stesso cartellone e davanti allo stesso pubblico. È una scelta coraggiosa, e a nostro giudizio giusta: le accademie italiane hanno bisogno di palcoscenici veri, non di saggi di fine anno.
Fine ottobre a Roma
Fine ottobre è il periodo in cui il festival entra nella sua ultima parte e la città torna pienamente alla vita culturale dopo l'estate. Un sabato sera a Testaccio, fra cena e arte contemporanea, è uno dei modi migliori per viverlo. A pochi passi, il MACRO completa il quadro dell'arte contemporanea in città.
Come organizzare la serata di Costellazione Boario
Costellazione Boario comincia alle 21 e dura circa tre ore: la serata migliore prevede un arrivo a Testaccio nel tardo pomeriggio, una cena presto nel rione e un ingresso alla Pelanda all'orario d'inizio.
Il programma ideale
Alle 17 una passeggiata fra Piramide, Porta San Paolo e Cimitero acattolico; alle 19.30 la cena in una trattoria del rione; alle 21 l'ingresso alla Pelanda; verso le 22.30 il passaggio agli ex Fienili di Campo Boario; dopo mezzanotte un bicchiere sotto il Monte dei Cocci o il rientro. È una scaletta semplice, ma evita i due errori più comuni: arrivare di corsa dopo cena e andare via prima della parte migliore.
Con chi andarci
È una serata adatta agli adulti curiosi di arte contemporanea, agli studenti e a chi vuole capire che cosa si insegna oggi in un'accademia. Con ragazzi adolescenti interessati all'arte o al video può essere un'occasione preziosa per orientarsi; con bambini piccoli, l'orario e la durata la rendono poco pratica.
Dopo Costellazione Boario
Chi vuole approfondire trova nel rione altri appuntamenti del Romaeuropa Festival nelle stesse settimane, e il MACRO con la sua programmazione di arte contemporanea. Il Mattatoio, di giorno, ospita mostre nei padiglioni: tornare con la luce, nei giorni successivi, permette di vedere con occhi diversi gli spazi attraversati di notte.
Domande frequenti su Costellazione Boario
Quando si svolge Costellazione Boario?
Costellazione Boario si svolge sabato 24 ottobre 2026 dalle 21, per una durata di circa tre ore, dentro il Romaeuropa Festival 2026. È un evento di una sola sera, senza repliche annunciate.
Dove si svolge Costellazione Boario?
Costellazione Boario si svolge al Mattatoio di Testaccio, con un percorso che parte dalla Pelanda e arriva alla sede dell'Accademia di Belle Arti di Roma a Campo Boario, negli ex Fienili. L'ingresso principale del Mattatoio è in piazza Orazio Giustiniani 4.
Che cosa si vede a Costellazione Boario?
Costellazione Boario riunisce installazioni e performance nate nei corsi di Arti Multimediali, Fotografia e Video e Tecniche e Tecnologie della Moda dell'Accademia di Belle Arti di Roma, in sezioni autonome curate da sei docenti, con una performance del duo LU.PA in CrossinGallery.
Chi organizza Costellazione Boario?
Costellazione Boario è un progetto della Scuola di Nuove Tecnologie dell'Arte dell'Accademia di Belle Arti di Roma, realizzato con gli studenti e curato da Pedro Alcalde, Elena Bellantoni, Mauro Palatucci, Franco Ripa di Meana, Cristian Rizzuti e Luca Valerio, nel cartellone del Romaeuropa Festival.
Come si arriva a Costellazione Boario?
Il Mattatoio, sede di Costellazione Boario, si raggiunge con la metro B fino a Piramide, con il tram 3 fino a Marmorata/Galvani, con il bus 719 fino a Galvani/Zabaglia e con i bus 170 e 781 fino a largo Marzi.
Come si hanno informazioni sui biglietti di Costellazione Boario?
Le informazioni su accesso e biglietti di Costellazione Boario sono pubblicate sul sito ufficiale del Romaeuropa Festival; il box office del festival risponde al numero 06 4555 3050 e su WhatsApp, il lunedì dalle 14 alle 18 e dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18.
Quanto dura Costellazione Boario?
Costellazione Boario dura circa tre ore secondo il Romaeuropa Festival: si comincia alle 21 e si chiude intorno a mezzanotte. È una serata da attraversare liberamente, passando da uno spazio all'altro.
Il consiglio finale su Costellazione Boario
Andateci con la curiosità di chi entra in un laboratorio, non con le aspettative di chi entra in un museo. Costellazione Boario è il lavoro di una scuola, e il suo valore sta proprio lì: vedere che cosa immagina oggi chi farà l'arte di domani, dentro uno dei luoghi più carichi di storia di Roma. Cenate presto a Testaccio, arrivate alla Pelanda alle 21, scegliete le vostre stelle e seguitele fino a Campo Boario.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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