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Come aperto dal Cielo: Xu Tiantian all’Accademia di San Luca — dal 1 al 24 ottobre 2026

Come aperto dal Cielo. Nuovi paesaggi nell'architettura cinese è il ciclo di incontri e mostre che l'Accademia Nazionale di San Luca apre giovedì 1 ottobre 2026 alle 18 con l'architetta Xu Tiantian: conferenza e inaugurazione della mostra a Palazzo Carpegna, in Piazza dell'Accademia di San Luca 77, nel rione Trevi, a pochi metri dalla Fontana di Trevi. La mostra dedicata a Xu Tiantian è aperta al pubblico dal 2 al 24 ottobre 2026, dal martedì al sabato, dalle 15.30 alle 20, con ultimo ingresso alle 19.30. L'ingresso è gratuito. La metro più vicina è Barberini, linea A, a circa sei minuti a piedi; per il programma completo e gli eventuali aggiornamenti il riferimento è il sito ufficiale dell'Accademia Nazionale di San Luca.

Come aperto dal Cielo all'Accademia di San Luca: date, orari e ingresso

Come aperto dal Cielo è un ciclo di quattro appuntamenti dedicati all'architettura cinese contemporanea, promosso dall'Accademia Nazionale di San Luca in partenariato con Palatina Cultural Group, a cura di Francesco Cellini e Gaetano Di Gesu, in programma a Palazzo Carpegna da ottobre 2026 ad aprile 2027. Il primo appuntamento è dedicato a Xu Tiantian, fondatrice dello studio DnA_Design and Architecture.

L'inaugurazione del 1 ottobre

Giovedì 1 ottobre 2026 alle 18 Xu Tiantian tiene la sua lectio magistralis nel Salone d'Onore di Palazzo Carpegna, introdotta da Francesco Cellini, presidente dell'Accademia, e da Gaetano Di Gesu, direttore scientifico di Palatina Cultural Group. Segue una conversazione con studiosi e l'apertura della mostra nella Sala Bianca.

Gli orari della mostra

Dal 2 al 24 ottobre la mostra è visitabile dal martedì al sabato, dalle 15.30 alle 20, con ultimo ingresso alle 19.30. Domenica e lunedì è chiusa. Sono gli orari indicati nel comunicato dell'Accademia rilanciato dall'Ordine degli Architetti di Roma; il portale turistico di Roma Capitale riporta un generico «tutti i giorni», e in caso di dubbio vale la fonte dell'Accademia.

Quanto costa

L'ingresso alla mostra è gratuito. Per la lectio inaugurale del 1 ottobre, in una sala dalla capienza limitata, conviene arrivare in anticipo e controllare sul sito dell'Accademia se è richiesta una prenotazione.

Il ciclo Come aperto dal Cielo: quattro architetti cinesi a Roma

Il ciclo riunisce quattro protagonisti dell'architettura cinese di oggi: due Premi Pritzker, Liu Jiakun e Wang Shu, e due esponenti della nuova generazione, Xu Tiantian e Zhang Ke. Wang Shu è anche il direttore artistico della Biennale Architettura 2027 di Venezia, e questo dà al ciclo romano il sapore di un'anticipazione.

La formula: lectio e mostra

Ogni appuntamento si sviluppa in due momenti. Nel Salone d'Onore l'architetto ospite tiene una lectio magistralis, seguita da una conversazione con uno o più studiosi. Nella Sala Bianca, in parallelo, viene allestita una mostra monografica dedicata a una singola opera o a un nucleo essenziale di materiali, fra modelli, disegni, frammenti e installazioni, scelti per restituire in forma diretta l'identità e la ricerca dell'autore.

Il titolo e lo Yuanye

Il titolo del ciclo richiama lo Yuanye, antico trattato cinese sui giardini dell'epoca Ming, e il principio secondo cui ciò che è costruito può assumere un'apparenza naturale, come aperto dal cielo. È un'idea che, secondo i curatori, continua a orientare una parte della ricerca contemporanea cinese sul rapporto fra progetto e contesto. Per un pubblico romano abituato a pensare il giardino come architettura, da villa Medici a villa Borghese, è una chiave di lettura sorprendentemente familiare.

Dopo Xu Tiantian

Dopo Xu Tiantian il ciclo prosegue con Zhang Ke, Liu Jiakun e Wang Shu, fino ad aprile 2027. I temi annunciati vanno dal rapporto fra tradizione e linguaggi contemporanei alla responsabilità sociale del progetto, dall'innovazione strutturale alla rigenerazione dei villaggi e dei paesaggi rurali, fino alla trasformazione dei tessuti urbani storici. Le date dei singoli incontri sono pubblicate dall'Accademia.

Il libro e il documentario

I contenuti delle quattro conferenze confluiranno in una pubblicazione bilingue, italiano e inglese, curata dall'Accademia Nazionale di San Luca. Un documentario prodotto da Clipper Media raccoglierà conferenze e interviste ai quattro architetti, agli accademici di San Luca e agli studiosi coinvolti.

Cosa si vede nella mostra di Xu Tiantian: i tulou del Fujian

Al centro del primo appuntamento ci sono alcuni recenti interventi di riuso adattivo e di salvaguardia dei tulou del Fujian, le grandi abitazioni comunitarie della Cina meridionale. Sono strutture di forma generalmente circolare o quadrata, costruite in terra battuta e legno fra il XV e il XX secolo, dove vivevano insieme interi clan familiari.

I tulou dimenticati

La ricerca dello studio DnA riguarda anche i numerosi tulou non censiti e abbandonati. Il progetto li trasforma in spazi pubblici e comunitari, centri per l'artigianato, biblioteche, luoghi per lo spettacolo e la cultura. È un lavoro che parte dall'esistente e lo restituisce agli abitanti, invece di sostituirlo.

La Sala Bianca

La mostra è allestita nella Sala Bianca di Palazzo Carpegna. Il formato annunciato è quello della mostra monografica essenziale: una singola opera o un piccolo nucleo di materiali, fra modelli, disegni, frammenti e installazioni. Non aspettatevi una grande retrospettiva: è una mostra da vedere in mezz'ora, con attenzione, meglio se dopo aver ascoltato la lectio o almeno letto qualcosa sull'autrice.

Il giudizio della redazione

Trovo questo ciclo una delle proposte più intelligenti dell'autunno romano. L'architettura cinese contemporanea è poco conosciuta in Italia, spesso ridotta alle immagini dei grattacieli di Shanghai; qui invece si parla di villaggi, di terra battuta, di comunità. E se ne parla in un palazzo dove ha lavorato Borromini, a pochi metri dalla Fontana di Trevi, gratuitamente. Pochi abbinamenti di questo tipo reggono così bene.

Xu Tiantian: biografia dell'architetta dell'agopuntura

Xu Tiantian è un'architetta cinese nata nel 1975 nel Fujian, fondatrice e principal dello studio DnA_Design and Architecture di Pechino, docente alla Tsinghua University e visiting professor alla Yale University e all'Accademia di Architettura di Mendrisio. Nel 2025 ha ricevuto il Wolf Prize per l'architettura.

L'infanzia nel Fujian

Secondo la voce a lei dedicata dall'enciclopedia Wikipedia in inglese, Xu ha raccontato che il suo interesse per l'architettura nasce dalla casa della sua infanzia nel Fujian: un grande complesso che ospitava più di cento persone, con cortili e corridoi disposti a strati. Non è difficile vedere il filo che porta da quella casa comunitaria ai tulou al centro della mostra romana.

La formazione fra Pechino e Harvard

Si è laureata in architettura alla Tsinghua University di Pechino e ha conseguito un master in urban design alla Graduate School of Design di Harvard. Cresciuta negli anni Settanta e Ottanta, ha visto il paesaggio urbano cinese passare dalla tradizione alla modernità, e le campagne svuotarsi dopo le riforme economiche, con villaggi abitati da anziani e bambini e terre lasciate incolte.

L'agopuntura architettonica

La sua ricerca è nota a livello internazionale per la strategia definita agopuntura architettonica: interventi puntuali, calibrati sulle caratteristiche dei luoghi, orientati ad attivare risorse locali legate alla cultura, all'agricoltura e al turismo. L'idea è di intervenire poco e nel punto giusto, come l'ago dell'agopuntore, per innescare una rinascita economica e sociale dei villaggi senza dipendere da grandi investimenti pubblici o industriali.

Songyang

Il laboratorio principale di questo metodo è la contea di Songyang, nel sud est della Cina, una contea agricola di circa quattrocento villaggi. Xu ci arriva con l'incarico per un albergo in una piantagione di tè e dal 2016 vi concentra gran parte del suo lavoro: una fabbrica di zucchero di canna nel villaggio di Xing, nel 2016, che mostra ai visitatori il processo artigianale; una sala commemorativa a Wang, nel 2017, dedicata a uno studioso del Trecento nato nel villaggio; e poi un padiglione di bambù, un centro per la gestione delle acque, un padiglione dei pini, una fabbrica di vino di riso.

Pechino: Songzhuang e Baitasi

L'agopuntura di Xu non riguarda solo la campagna. A Pechino ha firmato il Songzhuang Art Center, completato nel 2006, primo spazio pubblico per l'arte nella colonia di artisti di Songzhuang, con i mattoni rossi e le pavimentazioni grigie che riprendono il villaggio circostante; e nel 2017 una galleria nel quartiere degli hutong di Baitasi.

I premi

Il suo percorso è costellato di riconoscimenti: il WA China Architecture Award nel 2006 e nel 2008, lo Young Architects Award dell'Architectural League di New York nel 2008, il Design Vanguard Award di Architectural Record nel 2009, il Moira Gemmill Prize for Emerging Architecture nel 2019, la medaglia d'oro del Premio internazionale di Architettura Sostenibile, lo Swiss Architectural Award nel 2022 per il riuso del ponte di Shimen, la fabbrica di tofu di Caizhai e le cave di Jinyun. Nel 2020 è diventata Honorary Fellow dell'American Institute of Architects. Nel 2025 il Wolf Prize, uno dei riconoscimenti più prestigiosi per le arti.

I curatori e i promotori del ciclo

Il ciclo è curato da Francesco Cellini, presidente dell'Accademia Nazionale di San Luca, e da Gaetano Di Gesu, direttore scientifico di Palatina Cultural Group, che affianca l'Accademia come partner. Sono loro a introdurre la lectio di Xu Tiantian il 1 ottobre. La presenza di un architetto alla presidenza dell'Accademia spiega bene la scelta del tema: la classe di architettura è una delle tre su cui si fonda l'istituzione, accanto a pittura e scultura.

Il ruolo dell'Ordine degli Architetti

L'Ordine degli Architetti di Roma ha rilanciato il comunicato dell'Accademia nella propria agenda: per i professionisti romani il ciclo è un appuntamento di aggiornamento culturale, per il pubblico generico un'occasione rara di ascoltare dal vivo architetti che di solito si incontrano solo nelle riviste.

L'Accademia Nazionale di San Luca: quattro secoli di artisti

L'Accademia Nazionale di San Luca è un'associazione di artisti di Roma fondata ufficialmente nel 1593 da Federico Zuccari, che ne fu il primo Principe, con l'obiettivo di elevare il lavoro degli artisti al di sopra del semplice artigianato. Le sue radici sono però più antiche.

Dall'Università dei pittori all'Accademia

Prima dell'Accademia gli artisti romani facevano riferimento all'Università dei Pittori, Miniatori e Ricamatori, una corporazione di mestiere i cui statuti furono rinnovati da papa Sisto IV nel 1478, fra i fondatori Melozzo da Forlì. Il passaggio all'Accademia delle Arti della Pittura, della Scultura e del Disegno fu promosso dal pittore Girolamo Muziano e sancito da Gregorio XIII nel 1577; la trasformazione effettiva richiese però alcuni anni, fino alla fondazione di Zuccari.

San Luca pittore

L'Accademia fu intitolata all'evangelista Luca all'inizio del Seicento, quando il santo venne riconosciuto protettore dei pittori: secondo la leggenda, Luca fu l'autore del primo ritratto della Vergine. Dal 1934 accanto allo stemma storico ne compare uno con San Luca che ritrae la Vergine.

Lo stemma con compasso, scalpello e pennello

Dal 1705 l'Accademia ha uno stemma formato da un triangolo equilatero composto da tre strumenti: il pennello per la pittura, lo scalpello per la scultura, il compasso per l'architettura. In alto, un cartiglio con il motto di Orazio aequa potestas, la pari dignità delle tre arti. Per un ciclo dedicato all'architettura è l'emblema giusto: il compasso vale quanto il pennello.

Privilegi e potere

Nel Seicento l'Accademia ebbe poteri notevoli: nel 1605 Paolo V le concesse il diritto di ottenere la grazia per alcuni condannati nel giorno di San Luca; nel 1620 Urbano VIII le affidò il compito di stabilire chi potesse considerarsi artista a Roma, e nel 1633 il potere di tassare gli artisti e il monopolio sulle commissioni pubbliche dello Stato Pontificio. Molti artisti rimasero fuori, e nacquero scuole alternative, come quella dei Bamboccianti.

L'Accademia oggi

Dopo l'Unità d'Italia, nel 1872, divenne Accademia Reale di San Luca e nel 1948 Accademia Nazionale. È ancora in attività: il corpo accademico comprende novanta accademici nazionali, trenta pittori, trenta scultori e trenta architetti, oltre ad accademici stranieri, cultori e benemeriti. Secondo lo statuto ogni artista membro dona una propria opera all'istituzione: da qui nasce la collezione conservata nella galleria del palazzo.

Palazzo Carpegna e Borromini

Palazzo Carpegna, sede dell'Accademia dal 1934, è un edificio costruito fra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento da un allievo di Giacomo Della Porta, contiguo alla Fontana di Trevi. La sua fama si deve soprattutto agli interventi di Francesco Borromini.

Dai Vaini ai Carpegna

Il palazzo apparteneva in origine alla famiglia Vaini di Imola. Intorno al 1630 lo acquistò il conte Ambrogio Carpegna, che affidò a Borromini importanti lavori di ampliamento. Alla morte di Ambrogio, nel 1643, il fratello, il cardinale Ulderico Carpegna, amico dell'architetto, continuò il progetto, sia pure ridimensionato. Borromini vi lavorò fra il 1643 e il 1650; i suoi disegni per il palazzo sono conservati all'Albertina di Vienna.

Il portale con la Medusa

A Borromini si devono il porticato, il cortile e soprattutto il portale d'ingresso interno. In cima al portale è scolpito il volto di Medusa fra due ali e una conchiglia; ai lati scendono due cornucopie a spirale che sembrano rovesciarsi sui capitelli delle colonne, con frutti, un bambino e una giara, simboli di fortuna e fecondità. Il fregio con la Medusa è stato restaurato dall'Istituto Centrale per il Restauro fra settembre 2014 e marzo 2015.

La rampa elicoidale

Altro elemento borrominiano è la rampa elicoidale interna, che sale dal porticato del piano terra fino alle grandi sale del terzo piano. Si accede alla rampa direttamente dal portale decorato. È uno di quei dettagli che un visitatore distratto non nota e che un appassionato di Barocco viene a cercare apposta. Per un itinerario completo rimando alla scheda su Borromini a Roma.

Dal palazzo d'affitto alla sede accademica

Fra il 1732 e il 1736 l'architetto Francesco Ferrari completò la fabbrica per Emilio Orsini de' Cavalieri Sannesi, erede dei Carpegna. Nei secoli successivi il palazzo divenne un edificio d'affitto, con decine di passaggi di proprietà fino al 1882; l'ultima famiglia a viverci fu quella di Luigi Pianciani. Nel 1933 cominciarono i lavori di Gustavo Giovannoni e Arnaldo Foschini per trasformarlo in sede dell'Accademia e galleria delle sue collezioni, inaugurata il 24 aprile 1934.

Come è organizzato oggi

Il palazzo si sviluppa su tre piani. Al piano terra si tengono di solito le esposizioni di arte e architettura, come questa; al primo piano, il piano nobile, la presidenza, gli uffici, la sala conferenze e la sala consiglio; al secondo le biblioteche e l'archivio storico; al terzo la galleria.

Come arrivare all'Accademia di San Luca

L'Accademia Nazionale di San Luca si trova in Piazza dell'Accademia di San Luca 77, a circa ottanta metri dalla Fontana di Trevi, e si raggiunge con la metro A fino a Barberini. È nel pieno centro storico, dentro la ZTL.

In metropolitana

La stazione più comoda è Barberini, sulla linea A: da piazza Barberini l'Accademia dista circa 460 metri in linea d'aria. Si scende per via del Tritone, si piega verso la Fontana di Trevi e si arriva nella piccola piazza dell'Accademia, alle spalle della fontana.

In autobus

Le linee che percorrono via del Tritone e via del Corso fermano a pochi minuti a piedi. Da piazza Colonna, sul Corso, si arriva in cinque minuti passando per le vie di Trevi.

A piedi dal centro

Dal Pantheon sono circa 660 metri in linea d'aria, da piazza di Spagna circa 460, dal Quirinale circa 230. L'Accademia è quindi facile da inserire in una passeggiata nel centro, ed è questo il modo migliore di arrivarci.

Intorno all'Accademia di San Luca: cosa vedere

Intorno all'Accademia di San Luca, nel raggio di cinque minuti a piedi, si trovano la Fontana di Trevi, il Quirinale, le Scuderie del Quirinale, la Galleria Sciarra e la Galleria Alberto Sordi.

La Fontana di Trevi

La Fontana di Trevi è praticamente dietro l'angolo, a circa ottanta metri. Nel pomeriggio, quando apre la mostra, è al massimo dell'affollamento: conviene visitare prima la mostra, con calma, e passare dalla fontana all'uscita, verso sera.

Il Quirinale e le Scuderie

Salendo per circa 230 metri si arriva al Palazzo del Quirinale, con la piazza e la vista sui tetti di Roma. Di fronte, le Scuderie del Quirinale ospitano le grandi mostre. Poco oltre, su via del Quirinale, Sant'Andrea al Quirinale del Bernini: con Borromini a Palazzo Carpegna, si completa il confronto fra i due grandi rivali del Barocco romano.

Le gallerie

La Galleria Sciarra e la Galleria Alberto Sordi sono entrambe a circa 240 metri. Due modi diversi di coprire uno spazio con vetro e ferro, a fine Ottocento e a inizio Novecento: per chi viene a una mostra di architettura, una piccola appendice sul tema.

La vecchia sede ai Fori

Chi vuole seguire la storia dell'Accademia fino alle origini può raggiungere la chiesa dei Santi Luca e Martina, al Foro Romano: accanto a questa chiesa si trovava la sede storica di via Bonella, demolita per l'apertura di via dell'Impero, oggi via dei Fori Imperiali.

Dove mangiare vicino all'Accademia di San Luca

La zona di Trevi offre moltissimi locali, ma molti sono pensati per il turismo di passaggio, con prezzi alti e qualità incostante. Il consiglio è allontanarsi di qualche strada, verso le vie sotto il Quirinale o verso il Pantheon, dove la scelta è più ampia.

Un pomeriggio e una cena

La mostra apre alle 15.30 e chiude alle 20: il ritmo naturale è una visita nel tardo pomeriggio, un caffè o un aperitivo nelle vie vicine, poi la cena. Per la sera dell'inaugurazione, giovedì 1 ottobre, la lectio comincia alle 18: si esce all'ora di cena.

Accessibilità e informazioni pratiche

La mostra di Xu Tiantian è allestita nella Sala Bianca di Palazzo Carpegna. Il comunicato non fornisce indicazioni specifiche sull'accessibilità per persone con disabilità motoria: prima della visita conviene contattare l'Accademia attraverso i recapiti del sito ufficiale. La rampa elicoidale di Borromini è un elemento storico e non va considerata un percorso accessibile.

Con i bambini e i ragazzi

Una mostra di architettura con modelli e disegni può interessare i ragazzi che studiano arte o architettura, e anche i più piccoli, se si racconta loro la storia delle grandi case rotonde di terra in cui vivevano interi villaggi. La visita è breve e l'ingresso gratuito: si può tentare senza rischi.

Quanto tempo serve

Per la mostra nella Sala Bianca bastano venti o trenta minuti. Con la lectio inaugurale del 1 ottobre servono circa due ore. Chi vuole vedere anche il portale di Borromini nel cortile aggiunga qualche minuto, se l'accesso è consentito.

Una curiosità su Come aperto dal Cielo: Xu Tiantian all'Accademia di San Luca — dal 1 al 24 ottobre 2026

La curiosità più bella riguarda le case. Xu Tiantian ha raccontato che il suo interesse per l'architettura viene dalla casa della sua infanzia nel Fujian, un grande complesso con cortili e corridoi disposti a strati, dove vivevano più di cento persone. La mostra romana è dedicata proprio ai tulou del Fujian, le abitazioni comunitarie circolari o quadrate in terra battuta e legno costruite fra il XV e il XX secolo, dove interi clan vivevano insieme. In un certo senso l'architetta torna a casa, e lo fa in un palazzo romano che per secoli è stato a sua volta un edificio d'affitto abitato da molte famiglie, prima di diventare la sede di un'istituzione. C'è poi una seconda curiosità, legata al titolo. Come aperto dal Cielo richiama lo Yuanye, il trattato cinese sui giardini dell'epoca Ming, e l'idea che il costruito possa sembrare naturale. Palazzo Carpegna ha nel suo portale borrominiano esattamente il contrario: una Medusa, cornucopie, frutti scolpiti, cioè la natura trasformata in ornamento architettonico. Due modi opposti di mettere in rapporto natura e costruzione, a pochi metri di distanza. È una conversazione fra Oriente e Occidente che il ciclo non dichiara, e che il visitatore attento può fare da sé.

Una cosa che non ti dice nessuno su Come aperto dal Cielo: Xu Tiantian all'Accademia di San Luca — dal 1 al 24 ottobre 2026

Quello che nessuno dice è che la mostra è chiusa la domenica e il lunedì, e apre solo nel pomeriggio. Il portale turistico di Roma Capitale indica un'apertura quotidiana, ma il comunicato dell'Accademia rilanciato dall'Ordine degli Architetti è preciso: dal martedì al sabato, dalle 15.30 alle 20, ultimo ingresso alle 19.30. Chi arriva a Trevi la domenica mattina, sulla scia della folla della fontana, troverà le porte chiuse. La seconda cosa che nessuno dice è che la mostra è piccola per scelta. La formula del ciclo prevede una singola opera o un nucleo essenziale di materiali, non una retrospettiva. È una mostra da leggere più che da attraversare: vale la pena informarsi prima sul lavoro di Xu Tiantian, sulla contea di Songyang e sull'agopuntura architettonica, per capire cosa si ha davanti. La terza cosa riguarda la lectio: il 1 ottobre alle 18 è l'unica occasione di ascoltare l'architetta dal vivo, e il Salone d'Onore non è un auditorium. Arrivate con largo anticipo.

Il consiglio che ti do per visitare Come aperto dal Cielo: Xu Tiantian all'Accademia di San Luca — dal 1 al 24 ottobre 2026

Il consiglio è costruire un pomeriggio intorno alla mostra, un martedì o un mercoledì, quando Trevi è meno affollata che nel fine settimana. Si parte alle tre dalla metro Barberini, si scende per via del Tritone, si entra all'Accademia all'apertura, alle 15.30, e si dedica mezz'ora alla Sala Bianca. Poi, se è accessibile, uno sguardo al cortile e al portale di Borromini con la Medusa. All'uscita si sale verso il Quirinale e si prosegue fino a Sant'Andrea al Quirinale del Bernini: Borromini e Bernini nello stesso pomeriggio, con in mezzo un'architetta cinese che lavora con la terra battuta. Si chiude con la Fontana di Trevi al tramonto e una cena verso il Pantheon. Se invece potete, venite giovedì 1 ottobre alle 18: ascoltare Xu Tiantian dal vivo, introdotta dal presidente dell'Accademia, vale più di qualsiasi pannello. E se siete architetti o studenti di architettura, segnatevi le date dei prossimi incontri: Zhang Ke, Liu Jiakun e Wang Shu, il direttore della prossima Biennale, nello stesso salone.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che Borromini ha lasciato a Roma capolavori come San Carlo alle Quattro Fontane e Sant'Ivo alla Sapienza. Meno spesso si ricorda che a due passi dalla Fontana di Trevi, dentro un palazzo che oggi ospita mostre gratuite, c'è un suo intervento privato: il portale di Palazzo Carpegna con la Medusa e le cornucopie, il porticato, il cortile, la rampa elicoidale. Borromini vi lavorò fra il 1643 e il 1650 su commissione del cardinale Ulderico Carpegna, con cui era in amicizia, e i suoi disegni per il palazzo sono conservati a Vienna, all'Albertina. Un altro fatto risaputo e poco citato riguarda l'Accademia stessa: tutti conoscono il nome di Canova, ma pochi sanno che fu Principe dell'Accademia di San Luca, dal 1814 con il titolo di Principe perpetuo, e che dopo di lui quel titolo fu abbandonato per quello di Presidente. E pochi ricordano che nel 1657 Nicolas Poussin fu eletto Principe e rifiutò la carica. Fra i Principi figurano Gian Lorenzo Bernini, Domenichino, Pietro da Cortona, Alessandro Algardi, Carlo Maratta: la storia dell'arte romana del Seicento passa quasi tutta da qui.

La foto giusta da fare a Come aperto dal Cielo: Xu Tiantian all'Accademia di San Luca — dal 1 al 24 ottobre 2026

La foto giusta non è quella della Fontana di Trevi, che tutti fanno a ottanta metri di distanza. È quella del portale interno di Palazzo Carpegna, se l'accesso al cortile è consentito: il volto di Medusa fra due ali e una conchiglia, le cornucopie a spirale che scendono sui capitelli, i frutti e il bambino scolpiti. Conviene inquadrarlo dal centro del porticato, leggermente dal basso, per cogliere l'effetto voluto da Borromini: un portale interno che sembra proiettarsi verso la piazza. Dentro la mostra, prima di scattare, chiedete al personale se le fotografie sono consentite; se lo sono, cercate un dettaglio dei modelli o dei disegni dei tulou, meglio di un'inquadratura generale della sala. Fuori, la foto da portare a casa è la piazza dell'Accademia con la facciata del palazzo, quasi sempre ignorata dai turisti che guardano solo la fontana: un'immagine insolita del rione Trevi, che pochi hanno nel telefono.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia di Palazzo Carpegna comincia fra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento, quando un allievo di Giacomo Della Porta costruisce l'edificio per la famiglia Vaini di Imola. Intorno al 1630 il conte Ambrogio Carpegna lo acquista; nel 1640 Borromini firma già le perizie per la nuova fabbrica, e alla morte del conte, il 7 marzo 1643, il fratello cardinale Ulderico prende in mano i lavori, che Borromini conduce fino al 1650. Nel 1731, alla morte di Ulderico, il palazzo passa all'erede Emilio Orsini de' Cavalieri Sannesi, che fra il 1732 e il 1736 fa completare la fabbrica da Francesco Ferrari. Poi il lungo periodo del palazzo d'affitto, con decine di passaggi di proprietà fino al 1882, un istituto religioso, gli uffici. Il passaggio decisivo arriva negli anni Trenta: la sede storica dell'Accademia, in via Bonella accanto alla chiesa dei Santi Luca e Martina, viene demolita per aprire via dell'Impero. Nel 1933 Gustavo Giovannoni e Arnaldo Foschini adattano Palazzo Carpegna, e il 24 aprile 1934 l'Accademia inaugura qui la sua nuova sede e la galleria. Nel 1948 diventa Accademia Nazionale. Fra il 2014 e il 2015 l'Istituto Centrale per il Restauro restaura il fregio borrominiano con la Medusa. Nell'ottobre 2026 si apre qui il ciclo dedicato all'architettura cinese.

Chi è passato da Come aperto dal Cielo: Xu Tiantian all'Accademia di San Luca — dal 1 al 24 ottobre 2026

Da Palazzo Carpegna è passato anzitutto Francesco Borromini, che vi lavorò per sette anni. Poi i Carpegna, il conte Ambrogio e il cardinale Ulderico, e i loro eredi Orsini; più tardi le famiglie Patrizi Naro e Colligola Monthioni, fino a Luigi Pianciani, ultimo abitante. Nel 1933 arrivarono Gustavo Giovannoni e Arnaldo Foschini, due nomi centrali dell'architettura romana del Novecento. Dal 1934 il palazzo custodisce la memoria dell'Accademia di San Luca, e quindi, in un certo senso, di tutti i suoi Principi e Presidenti: da Federico Zuccari a Bernini, da Pietro da Cortona a Canova, da Bertel Thorvaldsen, presidente fra il 1827 e il 1828, agli architetti che la guidano oggi. Nella galleria sono conservate opere di Raffaello, con il Putto reggifestone, di Rubens, Guercino, Van Dyck, Guido Reni, Canova, Piazzetta, Pannini, e l'Autoritratto alla spinetta di Lavinia Fontana del 1577. In questo autunno passano da qui Xu Tiantian, Francesco Cellini e Gaetano Di Gesu; e nei prossimi mesi Zhang Ke, Liu Jiakun e Wang Shu, due Premi Pritzker. Pochi palazzi romani possono mettere nella stessa frase Borromini e il direttore della prossima Biennale di Architettura.

La galleria dell'Accademia di San Luca: una visita da abbinare

Al terzo piano di Palazzo Carpegna si trova la galleria dell'Accademia, con le opere donate dagli accademici e le collezioni storiche. Gli orari di apertura della galleria possono differire da quelli della mostra: vanno controllati sul sito ufficiale dell'Accademia prima della visita.

Cosa vedere

Fra le opere più note figurano il Putto reggifestone attribuito a Raffaello, le Ninfe che incoronano l'Abbondanza di Rubens, Venere e Amore del Guercino, la Vergine con il Bambino e due angeli musicanti di Van Dyck, Giuditta e Oloferne di Piazzetta, le Rovine romane di Pannini, il Porto di Ripa Grande di Caspar van Wittel, e l'Autoritratto alla spinetta di Lavinia Fontana. Per una giornata dedicata alla pittura antica si può proseguire verso Palazzo Barberini, a pochi minuti.

Domande frequenti su Come aperto dal Cielo all'Accademia di San Luca

Quando è aperta la mostra di Xu Tiantian all'Accademia di San Luca?

La mostra di Xu Tiantian per il ciclo Come aperto dal Cielo all'Accademia Nazionale di San Luca è aperta dal 2 al 24 ottobre 2026, dal martedì al sabato, dalle 15.30 alle 20, con ultimo ingresso alle 19.30. L'inaugurazione, con la conferenza dell'architetta, è giovedì 1 ottobre alle 18.

Quanto costa l'ingresso alla mostra Come aperto dal Cielo?

L'ingresso alla mostra Come aperto dal Cielo all'Accademia Nazionale di San Luca è gratuito, secondo il comunicato dell'Accademia. Per la lectio inaugurale del 1 ottobre conviene arrivare in anticipo e verificare sul sito ufficiale se è prevista una prenotazione, perché i posti nel Salone d'Onore sono limitati.

Dove si trova l'Accademia Nazionale di San Luca?

L'Accademia Nazionale di San Luca ha sede a Palazzo Carpegna, in Piazza dell'Accademia di San Luca 77, nel rione Trevi, a circa ottanta metri dalla Fontana di Trevi. La metro più vicina è Barberini, linea A, a circa 460 metri in linea d'aria, percorribili a piedi in pochi minuti lungo via del Tritone.

Chi è Xu Tiantian?

Xu Tiantian, prima ospite del ciclo Come aperto dal Cielo, è un'architetta cinese nata nel Fujian nel 1975, fondatrice dello studio DnA_Design and Architecture, docente alla Tsinghua University e visiting professor a Yale e a Mendrisio. È nota per l'agopuntura architettonica nei villaggi rurali e ha ricevuto il Wolf Prize nel 2025.

Cosa sono i tulou del Fujian?

I tulou del Fujian, al centro della mostra di Xu Tiantian all'Accademia di San Luca, sono grandi abitazioni comunitarie cinesi di forma circolare o quadrata, costruite in terra battuta e legno fra il XV e il XX secolo. Lo studio DnA ne recupera anche esemplari abbandonati, trasformandoli in biblioteche, laboratori e spazi pubblici.

Chi sono gli altri architetti del ciclo Come aperto dal Cielo?

Dopo Xu Tiantian il ciclo Come aperto dal Cielo all'Accademia di San Luca ospita Zhang Ke, Liu Jiakun e Wang Shu, fino ad aprile 2027. Liu Jiakun e Wang Shu sono Premi Pritzker, e Wang Shu è direttore artistico della Biennale Architettura 2027. Le date dei singoli incontri sono pubblicate dall'Accademia.

La mostra è aperta la domenica?

No, secondo il comunicato dell'Accademia Nazionale di San Luca la mostra di Xu Tiantian è aperta solo dal martedì al sabato, dalle 15.30 alle 20. Domenica e lunedì è chiusa. Il portale turistico di Roma Capitale riporta un'apertura quotidiana, ma fa fede l'indicazione dell'Accademia.

Si può vedere il portale di Borromini a Palazzo Carpegna?

Il portale di Borromini con il volto di Medusa si trova all'interno di Palazzo Carpegna, sede dell'Accademia Nazionale di San Luca, sul porticato del cortile. La possibilità di vederlo durante la visita alla mostra dipende dall'accesso al cortile: conviene chiedere al personale all'ingresso.

Il consiglio finale su Come aperto dal Cielo

Le mostre piccole nei palazzi storici sono spesso le più istruttive, perché obbligano a guardare con attenzione. Come aperto dal Cielo mette insieme un'architetta che lavora con la terra e con le comunità, un palazzo di Borromini e un'istituzione che da quattro secoli discute di cosa sia l'arte. Andateci un pomeriggio feriale, con la curiosità giusta, e uscite verso la Fontana di Trevi quando la luce si abbassa.

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Data Evento1 Ottobre 2026 18:00 — 24 Ottobre 2026
IndirizzoAccademia Nazionale di San Luca, Piazza dell'Accademia di San Luca 77, 00187 Roma Roma Città
CategorieEventiMostre

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