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Aunque es de noche, Processi 153 all’Accademia di Spagna — fino al 25 ottobre 2026

La mostra Aunque es de noche, Processi 153 è aperta all'Accademia di Spagna a Roma fino a domenica 25 ottobre 2026, dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.30, lunedì chiuso). La sede è in piazza di San Pietro in Montorio 3, 00153 Roma, sul Gianicolo, nel complesso che custodisce il Tempietto del Bramante. L'ingresso è gratuito, come indicato dall'Accademia, e non serve alcun biglietto. Per arrivare l'Accademia suggerisce il tram 8 fino alla fermata Trastevere/Ministero Pubblica Istruzione e poi l'autobus 115 fino alla fermata Garibaldi/Iacobucci, in via Garibaldi, da cui si sale a piedi fino alla chiesa di San Pietro in Montorio.

Piazza di San Pietro in Montorio e l'ingresso dell'Accademia di Spagna a Roma sul Gianicolo
Piazza di San Pietro in Montorio e l'ingresso dell'Accademia di Spagna a Roma sul Gianicolo Foto: Foto: Oliver-Bonjoch, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Aunque es de noche all'Accademia di Spagna: la mostra in breve

Aunque es de noche, Processi 153 è la mostra finale dei borsisti dell'Accademia di Spagna a Roma per l'anno 2025 e 2026, aperta dal 18 giugno al 25 ottobre 2026 e curata da Benedetta Casini. Presenta gli esiti delle ricerche condotte dalle borsiste e dai borsisti in residenza durante l'anno e riunisce progetti di discipline e linguaggi diversi, offrendo una panoramica delle linee di lavoro sviluppate a Roma.

In mostra, accanto ad arti visive e pittura, ci sono letteratura, studi teorici, audiovisivi, composizione musicale, arti sceniche e perfino il flamenco: la varietà delle discipline è il primo motivo di interesse. L'inaugurazione si è tenuta il 18 giugno alle 19, con la performance Porosidad/Opacidad della serie El Bicho, The Bug Series, di Dora García in piazza di San Pietro in Montorio.

A nostro giudizio è una delle mostre più ricche e meno conosciute dell'autunno romano: diciannove autori, un luogo fra i più belli della città e l'ingresso libero.

Il titolo Aunque es de noche e l'idea della curatrice

Il titolo Aunque es de noche, cioè «anche se è notte», è stato scelto collettivamente dai borsisti. Secondo la curatrice Benedetta Casini enuncia un'intenzione di perseveranza davanti all'oscurità che segna il presente: anche in piena notte, il movimento interiore non trova riposo.

Lo sguardo verso ciò che resta escluso

Nella presentazione della mostra Casini osserva che i lavori abitano gli spazi dell'Accademia come tracce residuali di un radicamento temporaneo, una parentesi di intensa vita di relazione e insieme di profonda immersione nella propria pratica. Gran parte delle opere si rivolge alle zone più nascoste dell'esistenza: da una posizione privilegiata, con una vista panottica sui tetti di Roma, lo sguardo si ripiega verso ciò che resta escluso dalla vista.

Il sottosuolo, il corpo, i margini

La curatrice elenca i territori di questa ricerca: il sottosuolo, le cavità del corpo umano, gli edifici abbandonati e periferici della città, i luoghi più rimossi della psiche, gli eventi e le persone ai margini della storia, gli scarti del quotidiano. Il filo che unisce i lavori, nella sua lettura, è l'interesse per il basso continuo dell'esperienza umana, con una vocazione dichiaratamente antieroica e antimonumentale. Colpisce che un simile programma prenda forma proprio accanto a uno dei monumenti più perfetti del Rinascimento.

Gli artisti e le discipline di Aunque es de noche

I borsisti presentati in Aunque es de noche sono diciannove, e ciascuno è indicato dall'Accademia con la propria disciplina. È una lista che conviene tenere a mente durante la visita, perché i linguaggi cambiano di stanza in stanza.

Arti visive e pittura

Per le arti visive e plastiche sono in mostra Federico Clavarino, Enar de Dios Rodríguez, Miguel Fructuoso, Dora García, Daniel Gasol, Daniela Ortiz e Mercedes Pimiento; An Wei Lu Li rappresenta la pittura; Luis Urculo Cámara lavora fra arti visive e architettura; Marc Vives fra arti visive e performance.

Letteratura, teoria e audiovisivi

Paula Bozalongo è borsista per la letteratura, Cristina Cámara Bello per gli studi teorici, Ro Caminal per gli audiovisivi. La presenza della scrittura e della teoria accanto alle opere visive è una caratteristica delle residenze dell'Accademia, che nel tempo si sono aperte a discipline sempre nuove.

Musica, scena e flamenco

Adrian Mocanu è borsista per la composizione musicale, Álvaro Núñez Carbullanca e Tomás Jesús Ocaña González per la musica; Elvira Madrigal Hernández per le arti sceniche e performative, Carla Nyman per le arti sceniche; Álvaro Romero rappresenta il campo artistico del flamenco. La presenza del flamenco fra le discipline di una residenza d'artista è un dettaglio che rende la mostra inconfondibilmente spagnola.

Dora García, il nome più noto della mostra

Dora García è un'artista spagnola nata a Valladolid nel 1965, che vive a Oslo e lavora soprattutto con la performance e l'audiovisivo. Ha studiato Belle Arti all'Università di Salamanca e alla Rijksakademie di Amsterdam, e ha vissuto per sedici anni a Bruxelles.

Le grandi esposizioni internazionali

García ha partecipato a Manifesta nel 1998, alla Biennale di Istanbul nel 2003, agli Skulptur Projekte di Münster nel 2007, alla Biennale di Sydney nel 2008 e a documenta 13 a Kassel nel 2012. Nel 2011 ha rappresentato la Spagna alla 54ª Biennale di Venezia con il progetto Lo inadecuado, che trasformò il padiglione spagnolo in un luogo di azione artistica, dibattito e critica sulla marginalità e sul dissenso.

Archivio, memoria, partecipazione

Nel 2013 ha presentato l'installazione The Joycean Society alla Fondation Prince Pierre di Monaco; nel 2014 una rilettura di 18 Happenings in 6 Parts di Allan Kaprow alla Fondazione Antoni Tàpies di Barcellona; nel 2018 il Museo Reina Sofía di Madrid le ha dedicato la personale Segunda vez, sui legami fra arte, archivio e memoria politica, in particolare attorno allo scrittore Rodolfo Walsh. La sua pratica esplora il rapporto fra spettatore, spazio e opera e chiede al pubblico di prendere posizione. Nel 2025 è stata selezionata dall'Accademia di Spagna come borsista per il progetto Líneas de tiempo.

Daniela Ortiz e le altre voci in mostra

Daniela Ortiz de Zevallos Pastor è un'artista visiva e attivista peruviana nata a Cusco nel 1985. Si è formata alla Pontificia Universidad Católica del Perú e alla Facoltà di Belle Arti dell'Università di Barcellona, e ha esposto in Spagna, in Perù e a Los Angeles.

Una ricerca sul potere coloniale

Il lavoro di Ortiz ruota attorno alle idee di migrazione, nazionalità, lavoro, differenze di classe e questioni di genere, lette in chiave critica per analizzare il potere coloniale, capitalista e patriarcale. Le sue ricerche recenti riguardano il sistema europeo di controllo delle migrazioni e il suo legame con il colonialismo; si è distinta anche per le prese di posizione sulla rimozione dei monumenti coloniali dallo spazio pubblico. Il suo profilo si accorda con la vocazione antimonumentale descritta dalla curatrice.

Le borse aperte all'America Latina

La presenza di un'artista peruviana non è casuale: dal 2001 possono essere borsisti dell'Accademia artisti e studiosi dei paesi iberoamericani, e dal 2023 esistono programmi distinti per spagnoli, iberoamericani e cittadini dell'Unione europea non spagnoli. Dal 2002 le borse sono bandite ogni anno dall'Agenzia spagnola di cooperazione internazionale per lo sviluppo, per conto del Ministero degli esteri.

L'Accademia di Spagna a Roma: storia della sede

L'Accademia di Spagna a Roma, in spagnolo Real Academia de España en Roma, è un'istituzione culturale che dipende dal Ministero degli affari esteri spagnolo, fondata nel 1873. Ha sede nel chiostro dell'ex convento di San Pietro in Montorio, sul Gianicolo, fatto costruire dai Re Cattolici Isabella di Castiglia e Ferdinando d'Aragona fra il 1481 e il 1500.

La fondazione

L'Accademia nacque nel 1873, negli anni della Prima Repubblica spagnola, per iniziativa del politico e letterato Emilio Castelar, ed è legata fin dall'origine alla Real Academia de Bellas Artes de San Fernando di Madrid. Il suo atto fondativo parlava di offrire agli artisti spagnoli un luogo di studio e di raccoglimento nella città considerata la metropoli dell'arte. Nel 1876 lo Stato italiano riconobbe il convento come proprietà della Spagna, che lo destinò alla nuova istituzione.

L'inaugurazione del 1881

La sede di San Pietro in Montorio fu inaugurata nel 1881, sotto il regno di Alfonso XII, al termine dei lavori di recupero dell'edificio. Le fonti enciclopediche non concordano sul primo direttore: la voce italiana indica il pittore Eduardo Rosales, a cui sarebbe succeduto José Casado del Alisal, mentre la voce spagnola indica come primo direttore Casado del Alisal. Fra i direttori successivi figurano Vicente Palmaroli, lo scultore Mariano Benlliure e lo scrittore Ramón María del Valle-Inclán.

Dal dopoguerra a oggi

Nel 1947 cominciò la ricostruzione dell'edificio e la riforma del regolamento e delle borse, interrotte nel 1936; le residenze ripresero nel 1949. Nel tempo alle discipline classiche, pittura e scultura, si sono aggiunte storia dell'arte, restauro, archeologia, regia teatrale e cinematografica, e più di recente fotografia, videoarte, gastronomia, moda, design grafico, fumetto e mediazione artistica. Nel 2022 l'Accademia ha ricevuto la Medaglia d'oro al merito nelle Belle Arti del Ministero della Cultura spagnolo.

Il Tempietto del Bramante nel cortile dell'Accademia

Il Tempietto di San Pietro in Montorio, detto Tempietto del Bramante, è una piccola costruzione a pianta circolare al centro di uno dei cortili del convento, considerata uno degli esempi più significativi dell'architettura rinascimentale. Fu commissionato a Donato Bramante dai Re Cattolici come scioglimento di un voto e doveva celebrare il martirio di san Pietro, che una tradizione piuttosto tarda collocava proprio sul Gianicolo.

Com'è fatto

Il Tempietto ha un corpo cilindrico, la cella, circondato da un colonnato tuscanico di 16 colonne in granito grigio, rialzato su gradini; le altre membrature sono in travertino e il soffitto dell'ambulacro è a cassettoni. La cella ha un diametro interno di circa quattro metri e mezzo, con nicchie profonde che ospitano statue degli evangelisti e, sull'altare, una statua di san Pietro. Il pavimento è in stile cosmatesco. Sotto si trova una cripta circolare, il cui centro indicherebbe il punto in cui fu piantata la croce del martirio.

Il progetto mai realizzato

Secondo i progetti iniziali il Tempietto avrebbe dovuto trovarsi al centro di un cortile circolare con un secondo portico di 16 colonne, come mostra una ricostruzione di Sebastiano Serlio; il cortile attuale è invece quadrangolare. Serlio e Palladio considerarono l'opera degna di stare accanto alle architetture degli antichi, e Vasari la raffigurò in un affresco nella Sala Regia in Vaticano.

Simboli e proporzioni del Tempietto dell'Accademia di Spagna

Il Tempietto del Bramante è concepito con rapporti geometrici semplici: l'altezza della parte inferiore, trabeazione compresa, è uguale alla distanza fra questa e la sommità della cupola, e la cupola ha un raggio pari alla propria altezza e a quella del tamburo. Il diametro della circonferenza esterna delle colonne è pari a tre mezzi del diametro della cupola.

Il numero sedici e l'ordine tuscanico

Gli studiosi hanno letto nel piccolo edificio diverse simbologie. L'ordine dorico tuscanico, sulla scorta di Vitruvio, identificherebbe san Pietro come figura eroica; cripta, cella e cupola potrebbero rappresentare la Chiesa delle catacombe, la Chiesa militante e la Chiesa trionfante; le 16 colonne richiamano il numero considerato perfetto da Vitruvio, somma di 10 e 6, entrambi perfetti per i pitagorici.

Dal Tempietto a San Pietro

Il Tempietto si colloca al centro della ricerca rinascimentale sulla pianta centrale come immagine del cosmo. Un riferimento dichiarato è il Pantheon; e secondo una parte della critica Bramante potrebbe aver ripreso elementi del Tempietto, in particolare la cupola, nel progetto per la basilica di San Pietro in Vaticano. Il tema del tempio circolare compare anche nella pittura dell'epoca, per esempio nello Sposalizio della Vergine di Raffaello.

Una curiosità su Aunque es de noche, Processi 153 all'Accademia di Spagna — fino al 25 ottobre 2026

La curiosità più interessante riguarda la nascita stessa del complesso che ospita la mostra, raccontata dall'Accademia sul proprio sito. Nel 1472 papa Sisto IV della Rovere affidò il complesso al suo confessore, il francescano Amadeo Menes da Silva, perché vi fondasse un monastero di francescani riformati. Amadeo trascorreva molto tempo nel luogo in cui la tradizione collocava la crocifissione di san Pietro, dove esisteva già un edificio a pianta centrale, cadendo in frequenti estasi e scrivendo lì la sua Apocalypsis Nova.

Dopo un primo aiuto del re di Francia Luigi XI, Amadeo ottenne il favore dei Re Cattolici. Secondo l'Accademia, il loro coinvolgimento sarebbe legato alla richiesta di intercessione per avere un figlio maschio, il principe Giovanni, nato a Siviglia nel 1478; Amadeo si era formato alla corte di Giovanni II, padre della regina Isabella. Una lettera di Ferdinando d'Aragona del 1480 conferma la promessa di duemila fiorini d'oro d'Aragona da versare in tre anni sulle rendite del Regno di Sicilia.

Una mostra che si intitola «anche se è notte» e che guarda alle zone nascoste dell'esperienza trova così casa in un luogo nato dalle estasi di un frate e da un voto regale: un accostamento che dà da pensare.

Una cosa che non ti dice nessuno su Aunque es de noche, Processi 153 all'Accademia di Spagna — fino al 25 ottobre 2026

Quello che raramente si dice è che l'ingresso alla mostra e al Tempietto è gratuito. L'Accademia lo indica chiaramente nelle informazioni utili: dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso alle 17.30. Molti visitatori salgono al Gianicolo convinti di dover pagare un biglietto o prenotare, e rinunciano; in realtà basta presentarsi negli orari di apertura.

Una seconda cosa poco nota riguarda gli animali. Per motivi di sicurezza, conservazione e rispetto degli spazi, l'Accademia ammette esclusivamente cani guida o di assistenza accreditati: chi passeggia sul Gianicolo con il proprio cane deve organizzarsi di conseguenza.

Infine, la salita. La fermata dell'autobus 115 indicata dall'Accademia, Garibaldi/Iacobucci, è in via Garibaldi, e da lì si prosegue a piedi fino alla chiesa. Chi sale a piedi da Trastevere affronta invece una strada in pendenza: conviene calzature comode e un po' di tempo in più.

Il consiglio che ti do per visitare Aunque es de noche, Processi 153 all'Accademia di Spagna — fino al 25 ottobre 2026

Il consiglio è di dedicare alla visita un pomeriggio intero e di dividerlo in tre momenti: la mostra dei borsisti, il Tempietto del Bramante e la chiesa di San Pietro in Montorio. La mostra richiede tempo, perché mescola arti visive, testi, suoni e documenti di performance; il Tempietto richiede il tempo di girarci intorno e osservarlo da più punti; la chiesa custodisce opere di grandi maestri.

Conviene arrivare nel primo pomeriggio di un giorno feriale, quando il Gianicolo è più tranquillo, tenendo conto dell'ultimo ingresso alle 17.30. Prima di entrare vale la pena leggere l'elenco dei borsisti e delle loro discipline: aiuta a orientarsi fra le sale e a riconoscere, per esempio, il lavoro legato al flamenco o alla composizione musicale.

A visita finita il consiglio è di non scendere subito: poco oltre si trovano la Fontana dell'Acqua Paola e la passeggiata del Gianicolo, ideali per chiudere la giornata con la vista sulla città.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che il Tempietto del Bramante è un capolavoro del Rinascimento; è meno citato il fatto che la sua datazione non è certa. Si ritiene che possa essere stato progettato nel 1502, ma in assenza di documenti alcuni studiosi propongono di spostarlo intorno al 1510, rendendolo contemporaneo ai progetti maggiori di Bramante. Anche l'aspetto attuale non è del tutto originale: nel Seicento la cupola fu leggermente rialzata, la lanterna modificata e furono costruite le scale esterne per la cripta; il rivestimento in piombo della cupola, sostituito nell'Ottocento da tegole, fu ripristinato nel Novecento.

Altrettanto poco ricordato è il nesso fra il Tempietto e l'architettura antica. Bramante modellò l'edificio sul tempio circolare periptero descritto da Vitruvio, di cui a Roma erano visibili esempi come il Tempio di Vesta nel Foro e il Tempio di Ercole Vincitore, allora anch'esso creduto dedicato a Vesta, oltre al Tempio di Vesta a Tivoli.

E infine il nesso con l'arte contemporanea: nel 2006 il Tempietto ha ospitato per la prima volta un intervento di arte pubblica, firmato dall'Elastic Group of Artistic Research, anch'esso legato alle residenze dell'Accademia.

La foto giusta da fare a Aunque es de noche, Processi 153 all'Accademia di Spagna — fino al 25 ottobre 2026

La foto giusta è quella del Tempietto del Bramante inquadrato frontalmente dal cortile, con le 16 colonne che si ripetono attorno alla cella e la cupola che chiude la composizione. Conviene cercare un punto in asse con l'ingresso, abbassarsi leggermente e lasciare un po' di spazio sopra la cupola: la simmetria dell'edificio fa il resto. Prima di fotografare le opere della mostra è bene verificare con il personale le regole sulle immagini.

Una seconda foto interessante è quella della piazza di San Pietro in Montorio, con la facciata della chiesa e l'ingresso all'Accademia, da cui si vede Roma dall'alto. Per la mostra, l'immagine simbolo è l'identità visiva ufficiale: la scritta Aunque es de noche in lettere chiare su un fondo a scacchi rosso scuro, azzurro e crema.

Chi vuole un ricordo diverso può fotografare il panorama dal Gianicolo, a pochi minuti a piedi, nell'ora che precede il tramonto: la vista sui tetti della città è la stessa che la curatrice evoca parlando della posizione privilegiata dei borsisti.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Già nella prima metà del IX secolo è citato sul sito un monastero dedicato a san Pietro sul Gianicolo, passato poi a benedettini, celestini, ambrosiani e monache cistercensi. Nel 1472 Sisto IV lo affidò ad Amadeo da Silva; la nuova chiesa, finanziata dai Re Cattolici, fu consacrata nel 1500 da papa Alessandro VI. Il 12 settembre 1599 Beatrice Cenci, giustiziata a Castel Sant'Angelo, fu sepolta in una tomba anonima sotto l'altare maggiore della chiesa; secondo la tradizione, durante l'occupazione francese del 1798 alcuni soldati profanarono la tomba.

Il complesso fu ceduto ai francesi nel 1798, soppresso nel 1809 e recuperato dai frati nel 1814. Nel 1849, durante la difesa della Repubblica Romana, la chiesa fu usata come ospedale, e i romani la ribattezzarono San Pietro in mortorio; subì gravi danni per mano delle truppe francesi e l'archivio andò disperso.

Nel 1876 lo Stato italiano riconobbe il convento come proprietà della Spagna, e nel 1881 vi fu inaugurata l'Accademia. Nel 1941 accanto alla chiesa fu costruito il Mausoleo Ossario Garibaldino, opera di Giovanni Jacobucci, con le spoglie dei caduti del 1849 e la tomba di Goffredo Mameli.

Chi è passato da Aunque es de noche, Processi 153 all'Accademia di Spagna — fino al 25 ottobre 2026

Dal cortile di San Pietro in Montorio sono passati Donato Bramante, che vi costruì il Tempietto, e i Re Cattolici Isabella e Ferdinando, committenti dell'opera. Bernardino López de Carvajal, futuro cardinale di Santa Croce e di fatto ambasciatore dei sovrani presso la Curia, amministrò dal 1488 i fondi destinati al complesso, come ricorda l'Accademia.

Nella chiesa hanno lavorato Sebastiano del Piombo, autore della Flagellazione, Giorgio Vasari, Bartolomeo Ammannati e Gian Lorenzo Bernini, che disegnò la cappella De Raymondi nel 1640. Fino al 1797 sull'altare maggiore era collocata la Trasfigurazione di Raffaello, portata via dai francesi e poi finita nella Pinacoteca vaticana. Qui riposano anche i conti irlandesi Hugh O'Neill e Rory O'Donnell, morti a Roma nel Seicento.

Dall'Accademia sono passati come ospiti o borsisti Joaquín Sorolla, l'architetto premio Pritzker Rafael Moneo, Mariano Benlliure, Ramón María del Valle-Inclán come direttore, e più di recente artisti come Daniel Canogar e Rogelio López Cuenca. Nel 2026 si aggiungono i diciannove borsisti di Aunque es de noche, con la curatrice Benedetta Casini.

Come arrivare all'Accademia di Spagna sul Gianicolo

L'Accademia di Spagna si trova in piazza di San Pietro in Montorio 3, sul Gianicolo, nel rione Trastevere, accanto alla chiesa di San Pietro in Montorio.

Con il tram e l'autobus

Il percorso indicato dall'Accademia parte da largo di Torre Argentina: si prende il tram 8 alla fermata Argentina e si scende a Trastevere/Ministero Pubblica Istruzione, su viale di Trastevere; si raggiunge poi la fermata E. Morosini/Nuovo Regina Margherita, di fronte all'ospedale, e si prende l'autobus 115 fino alla fermata Garibaldi/Iacobucci, in via Garibaldi, da cui si prosegue a piedi fino alla chiesa.

Altre linee

Lungo viale di Trastevere passano anche gli autobus H, 44, 75 e 780, indicati dall'Accademia come alternative. Per il percorso più adatto al punto di partenza conviene consultare il calcolatore ATAC.

A piedi

Da Trastevere si sale a piedi lungo via Garibaldi. La strada è in salita e richiede un po' di fiato, ricompensato dalla vista sulla città una volta arrivati sulla piazza.

Cosa vedere intorno all'Accademia di Spagna

Intorno all'Accademia di Spagna si trova uno dei tratti più panoramici della città, il Gianicolo, colle sulla riva destra del Tevere legato alla memoria della Repubblica Romana del 1849.

La chiesa di San Pietro in Montorio

Accanto all'Accademia, la chiesa di San Pietro in Montorio, affidata ai Frati minori, custodisce la Flagellazione e la Trasfigurazione di Sebastiano del Piombo, affreschi di Vasari, i monumenti funerari di Ammannati e la cappella di Bernini.

La passeggiata garibaldina

Salendo si incontrano la Fontana dell'Acqua Paola, i busti dei garibaldini, i monumenti equestri a Giuseppe e Anita Garibaldi e, all'estremità sud del colle, Porta San Pancrazio con il Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina. Sotto la statua di Garibaldi, dal 24 gennaio 1904, un cannone spara ogni giorno un colpo a salve a mezzogiorno.

Verso Trastevere

Scendendo verso il fiume si raggiungono l'Orto Botanico di Roma e la Villa Farnesina, mentre più a ovest si apre il parco di Villa Doria Pamphilj.

Dove mangiare vicino all'Accademia di Spagna

Sul Gianicolo l'offerta di ristoranti è limitata, mentre scendendo verso Trastevere la scelta diventa ampia: trattorie romane, pizzerie, osterie e locali per l'aperitivo. Il consiglio è di pranzare o cenare in basso, a Trastevere, e salire al Gianicolo a stomaco leggero, visto il tratto in salita. Nei fine settimana le trattorie di Trastevere sono molto frequentate e conviene prenotare.

Orari, ingresso e regole dell'Accademia di Spagna

L'Accademia di Spagna è aperta dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso alle 17.30; il lunedì è chiusa. L'ingresso è gratuito. Per motivi di sicurezza e conservazione l'accesso con animali è riservato ai soli cani guida o di assistenza accreditati.

Contatti

Per informazioni l'Accademia risponde all'indirizzo info@accademiaspagna.org e al numero 06 5812806. Le informazioni sull'accessibilità degli spazi per le persone con disabilità non sono dettagliate nella sezione informazioni del sito: prima della visita conviene contattare direttamente la sede.

Con i bambini

La visita è gratuita e breve, e il Tempietto con le sue colonne e la sua forma circolare incuriosisce anche i più piccoli. Alcuni lavori della mostra affrontano temi complessi: conviene valutare sul posto.

Domande frequenti su Aunque es de noche all'Accademia di Spagna

Fino a quando è aperta la mostra Aunque es de noche all'Accademia di Spagna?

La mostra Aunque es de noche, Processi 153 è aperta all'Accademia di Spagna a Roma fino a domenica 25 ottobre 2026. È stata inaugurata il 18 giugno 2026. L'orario è dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso alle 17.30; il lunedì la sede è chiusa.

Quanto costa l'ingresso all'Accademia di Spagna e al Tempietto del Bramante?

L'ingresso all'Accademia di Spagna è gratuito, come indicato nelle informazioni ufficiali della sede. Non serve prenotare: basta presentarsi negli orari di apertura, dal martedì alla domenica fra le 10 e le 17.30, ultimo ingresso.

Dove si trova l'Accademia di Spagna a Roma?

L'Accademia di Spagna si trova in piazza di San Pietro in Montorio 3, sul Gianicolo, nel rione Trastevere, accanto alla chiesa di San Pietro in Montorio. Il percorso consigliato dalla sede prevede il tram 8 e poi l'autobus 115 fino alla fermata Garibaldi/Iacobucci.

Chi sono gli artisti di Aunque es de noche?

Aunque es de noche presenta i diciannove borsisti dell'Accademia di Spagna per l'anno 2025 e 2026, fra cui Dora García, Daniela Ortiz, Federico Clavarino, Marc Vives e Paula Bozalongo. Le discipline vanno dalle arti visive alla letteratura, dalla musica alle arti sceniche e al flamenco.

Chi ha curato la mostra Processi 153?

La mostra Aunque es de noche, Processi 153 è curata da Benedetta Casini. Nella presentazione la curatrice spiega che il titolo, scelto dai borsisti, esprime perseveranza davanti all'oscurità del presente, e che molte opere si rivolgono alle zone nascoste dell'esperienza umana.

Si può vedere il Tempietto del Bramante durante la mostra?

Il Tempietto del Bramante si trova nel cortile del complesso di San Pietro in Montorio che ospita l'Accademia di Spagna, e l'Accademia ne indica gli orari di accesso insieme a quelli della sede: dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18, con ingresso gratuito.

Si può entrare con il cane all'Accademia di Spagna?

All'Accademia di Spagna l'accesso con animali è riservato esclusivamente ai cani guida o di assistenza accreditati, per motivi di sicurezza, conservazione e rispetto degli spazi di interesse culturale. Gli altri animali non sono ammessi.

Il consiglio finale su Aunque es de noche all'Accademia di Spagna

Aunque es de noche è una mostra che merita la salita al Gianicolo, e non soltanto per le opere. Il consiglio è di approfittare dell'ingresso gratuito e delle quattro settimane che restano, fino al 25 ottobre, per vedere insieme il lavoro di diciannove giovani e meno giovani autori di lingua spagnola, il Tempietto del Bramante e la chiesa di San Pietro in Montorio. A nostro giudizio conviene andarci in un pomeriggio feriale, con calma, e chiudere la visita sulla terrazza del Gianicolo: è difficile trovare a Roma un'altra mostra contemporanea in una cornice altrettanto straordinaria.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento18 Giugno 2026 10:00 — 25 Ottobre 2026
IndirizzoAccademia di Spagna, Piazza di San Pietro in Montorio 3, 00153 Roma Trastevere, Roma, Roma Città
CategorieEventiMostre

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