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Artisti a Villa Borghese #3 al Museo Carlo Bilotti — 9 e 16 ottobre 2026

Artisti a Villa Borghese #3, il ciclo di incontri della Sovrintendenza Capitolina al Museo Carlo Bilotti, Aranciera di Villa Borghese, in viale Fiorello La Guardia 6, ha ancora due appuntamenti: venerdì 9 ottobre 2026 alle 18, dedicato a Cesare Zavattini, e venerdì 16 ottobre 2026 alle 18, dedicato a Corrado Cagli, che chiude la terza edizione. Entrambi gli incontri si tengono nella Sala de Chirico, con un massimo di sessanta partecipanti, e durano circa novanta minuti. L'ingresso è gratuito fino a esaurimento dei posti, con prenotazione consigliata allo 060608, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19; se ci sono posti liberi ci si può aggiungere anche il giorno stesso. L'ingresso gratuito vale per la sola area dell'incontro: durante gli appuntamenti non si visitano il museo e le mostre in corso. Per arrivare dal proprio punto di partenza conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC.

Un ciclo di conversazioni sull'arte contemporanea dentro un museo nascosto nel verde di Villa Borghese. Molti romani non sanno nemmeno che esiste, il Museo Bilotti; molti visitatori lo scoprono per caso, passeggiando verso il Giardino del Lago. Gli incontri di Artisti a Villa Borghese sono il modo migliore per entrarci con una ragione precisa, e i due appuntamenti di ottobre sono i più ricchi dell'edizione: Zavattini e Cagli, due giganti del Novecento italiano raccontati da chi li studia.

Artisti a Villa Borghese #3: che cos'è il ciclo

La Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali propone per il terzo anno consecutivo il ciclo di incontri Artisti a Villa Borghese, ospitato al Museo Carlo Bilotti. Il programma si svolge fra giugno e ottobre 2026 ed è curato da Claudio Crescentini della Sovrintendenza Capitolina. L'organizzazione è della Sovrintendenza in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

L'idea di fondo

Il ciclo si concentra sulla cultura artistica contemporanea, con particolare riferimento al patrimonio artistico e naturalistico delle Ville storiche di Roma, che sono uno dei cardini dell'attività di tutela e valorizzazione della Sovrintendenza. Quel patrimonio viene riletto attraverso lo sguardo degli artisti di oggi: artisti con linguaggi, estetiche e personalità diverse, chiamati a proporre una chiave di lettura nuova, una visione altra, come la presenta il programma richiamando la lezione dei Surrealisti.

I formati

Gli artisti, o chi ne custodisce l'eredità, dialogano con studiosi, critici d'arte e giornalisti di settore in formati diversi: talk, interviste in esclusiva, cicli di proiezioni. Ogni appuntamento ha un titolo proprio e spesso una coda video visibile nella Saletta del museo per qualche settimana.

Le tappe dell'edizione 2026

Il ciclo si è aperto giovedì 18 giugno con Giuseppe Modica e l'incontro Natura metafisica / Il miracolo visivo della luce, con Claudio Crescentini e il poeta e saggista Roberto Deidier. L'incontro del 2 luglio con Nina Maroccolo è stato annullato. Domenica 19 luglio, nella Saletta video, Lina Passalacqua con La natura futurista dell'esistenza e il film L'essenza geometrica delle passioni di Giulio Latini, visibile fino al 4 ottobre. Martedì 15 settembre Gabriele Stabile con Il volo dell'oca selvatica / Within Without. Restano gli ultimi due appuntamenti.

Artisti a Villa Borghese: l'incontro su Cesare Zavattini del 9 ottobre

Venerdì 9 ottobre alle 18, in Sala de Chirico, l'incontro dedicato a Cesare Zavattini ha per titolo «La veritaaaá» prima di tutto. È un'intervista in esclusiva a Silvana Cirillo, della Sapienza Università di Roma, a cura di Claudio Crescentini. L'appuntamento era inizialmente previsto per il 2 ottobre ed è stato posticipato al 9.

La video-proiezione

All'incontro si affianca la video-proiezione Cover's Zà di Made in Heaven, visibile nella Saletta video del museo fino al 25 ottobre 2026. Il titolo gioca con il soprannome di Zavattini, che gli amici chiamavano Za.

Chi era Cesare Zavattini

Cesare Zavattini nacque a Luzzara, in provincia di Reggio Emilia, il 20 settembre 1902 e morì a Roma il 13 ottobre 1989. Fu sceneggiatore, giornalista, commediografo, scrittore, poeta e pittore. Nel cinema, con più di ottanta film all'attivo, è considerato una delle figure più importanti del neorealismo italiano, di cui fu anche teorico.

Dal giornalismo alla scrittura

Studiò a Luzzara, a Bergamo e ad Alatri, poi si iscrisse a Legge a Parma. Il primo lavoro fu come istitutore al convitto nazionale Maria Luigia di Parma, dove ebbe fra gli allievi Giovannino Guareschi, Attilio Bertolucci e Pietro Bianchi. L'esordio giornalistico sulla Gazzetta di Parma è del 1926. Negli anni Trenta lavorò a Milano per Rizzoli, dove fondò la rivista satirica Bertoldo, e poi per Mondadori come direttore editoriale dei periodici. Il libro d'esordio, Parliamo tanto di me, del 1931, ebbe uno straordinario successo; seguirono I poveri sono matti nel 1937 e Io sono il diavolo nel 1941.

Firenze, le Giubbe Rosse e i solariani

Nel 1929 Zavattini svolse il servizio militare a Firenze. Frequentava il Caffè Le Giubbe Rosse, ritrovo di letterati e artisti, ed entrò in contatto con il gruppo dei solariani: Vittorini, Bonsanti, Ferrata, Carocci, Montale, Ungaretti e Borgese. È un dettaglio che spiega molto della sua scrittura, sempre in bilico fra realtà e invenzione.

Le finte corrispondenze da Hollywood

A Milano, sulla rivista Cinema illustrazione, curò una rubrica di corrispondenze immaginarie dalla capitale mondiale del cinema, firmate con pseudonimi sempre diversi: Jules Parme, Louis Sassoon, Kaiser Zha. La rubrica durò dal 1930 al 1934. Nel 1933 divenne caporedattore e nel 1935 successe a Giuseppe Marotta come direttore responsabile. È l'ironia che ritroveremo nei suoi libri e forse anche nel titolo dell'incontro del 9 ottobre.

Il cinema con De Sica

Dal 1934 si dedicò con assiduità al cinema come soggettista e sceneggiatore. Nel 1939 incontrò Vittorio De Sica, con cui realizzò una ventina di film, fra cui capolavori del neorealismo come Sciuscià del 1946, Ladri di biciclette del 1948, Miracolo a Milano del 1951, tratto dal suo romanzo Totò il buono, e Umberto D. del 1952. Lavorò anche con Antonioni, Blasetti, Fellini, Germi, Lattuada, Monicelli, Petri, Risi, Rossellini, Soldati e Visconti.

Artisti a Villa Borghese: l'incontro su Corrado Cagli del 16 ottobre

Venerdì 16 ottobre alle 18, sempre in Sala de Chirico, l'ultimo appuntamento del ciclo è dedicato a Corrado Cagli, con il titolo Natura totemica. Partecipano Giuseppe Briguglio dell'Archivio Corrado Cagli e Davide Fodaro, Miriam Pitocco e Livia Sforzini dell'Istituto Centrale per il Restauro del Ministero della Cultura. Modera Claudio Crescentini.

Chi era Corrado Cagli

Corrado Cagli nacque ad Ancona il 23 febbraio 1910 in una famiglia ebraica e morì a Roma il 28 marzo 1976. Cresciuto a Roma, dove si trasferì bambino con la famiglia, studiò al liceo classico e frequentò l'Accademia di Belle Arti. A Umbertide, nel 1929, cominciò a lavorare alla manifattura di ceramiche Rometti, di cui divenne direttore artistico.

La Scuola Romana e i muri

Nel 1932 fondò con Giuseppe Capogrossi ed Emanuele Cavalli il gruppo dei Nuovi Pittori Romani. Nel 1933 scrisse Muri ai pittori, un testo fondamentale per la storia del muralismo italiano. Nel 1935 partecipò alla II Quadriennale al Palazzo delle Esposizioni con i grandi pannelli sulla bonifica dell'Agro Pontino e tenne una personale di cinquanta disegni alla Galleria La Cometa di Mimì Pecci Blunt. Nel 1936 presentò alla Triennale di Milano La battaglia di San Martino e Solferino, oggi agli Uffizi.

L'esilio, la guerra, il ritorno

Alla fine del 1938, con le leggi razziali, fu costretto all'esilio. Passò per Parigi e nel 1939 si imbarcò per New York, dove espose alla Julien Levy Gallery. Nel 1941 si arruolò nell'esercito americano, partecipò alle campagne di Francia, Belgio e Germania e realizzò un celebre ciclo di disegni sulla guerra, fra cui le immagini del campo di Buchenwald, alla cui liberazione prese parte. A New York fu tra i fondatori della Ballet Society, oggi New York City Ballet, con George Balanchine e Lincoln Kirstein. Nel 1948 tornò definitivamente in Italia, con lo studio in via del Circo Massimo.

Scene, arazzi, graffiti

Nel dopoguerra lavorò anche come scenografo e costumista, dal Tancredi di Rossini per il Maggio Musicale Fiorentino del 1952 alla Persephone di Stravinsky del 1970. Negli anni Settanta realizzò il graffito per il Museo Monumento al Deportato Politico e Razziale di Carpi. Nel 1973 ricevette il Premio Presidente della Repubblica per la pittura dell'Accademia Nazionale di San Luca. L'Archivio Corrado Cagli, che partecipa all'incontro, ha sede a Roma.

Cagli nei musei

Le opere di Cagli sono conservate in molti musei, in Italia e all'estero: dagli Uffizi al Museum of Modern Art di New York, dal Museo Puškin di Mosca alla Galleria d'Arte Moderna di Roma e al Museo di Palazzo Braschi. A Roma si trovano anche al Museo delle Fosse Ardeatine.

Chi guida il ciclo: Claudio Crescentini

Claudio Crescentini, della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, cura il programma e conduce quasi tutti gli incontri: modera, intervista, racconta. Nell'appuntamento di luglio su Lina Passalacqua ha firmato lo story telling, in quello di settembre su Gabriele Stabile l'intervista in esclusiva.

Un filo conduttore

La presenza costante dello stesso curatore dà al ciclo una coerenza rara nelle rassegne di incontri. Chi segue più appuntamenti percepisce un discorso unico sulla natura, sulle ville storiche, sullo sguardo degli artisti, declinato ogni volta su un autore diverso.

Gli ospiti di ottobre

Per Zavattini l'interlocutrice è Silvana Cirillo della Sapienza. Per Cagli il tavolo mette insieme l'Archivio dell'artista e i restauratori dell'Istituto Centrale per il Restauro: un segnale che l'incontro parlerà anche di materia, di conservazione, di come si tramandano le opere.

Il Museo Carlo Bilotti: la sede degli incontri

Il Museo Carlo Bilotti è il museo di arte contemporanea di Roma Capitale ospitato nell'Aranciera di Villa Borghese. Espone dipinti, sculture e acquerelli della collezione donata dall'imprenditore e collezionista italoamericano Carlo Bilotti. Fa parte del sistema dei Musei in Comune.

La collezione

Il nucleo principale è formato da diciotto opere di Giorgio de Chirico, fra cui la scultura Ettore e Andromaca collocata all'esterno. I dipinti appartengono ai temi della stagione successiva alla prima metafisica: archeologi, cavalli in riva al mare, mobili nella stanza, guerrieri antichi. Accanto a de Chirico ci sono L'estate di Gino Severini del 1951, Madre e figlia: Tina e Lisa Bilotti di Andy Warhol del 1981, un ritratto di Carlo Bilotti di Larry Rivers del 1994 e, all'esterno, il Grande cardinale in bronzo di Giacomo Manzù.

La Sala de Chirico

Gli incontri si tengono nella Sala de Chirico, fino a sessanta posti. Il nome non è casuale: è il cuore della collezione. Ricordate però che l'ingresso gratuito agli incontri vale solo per l'area dell'incontro, e che durante gli appuntamenti non si visitano il museo e le mostre in corso.

La storia dell'Aranciera

Un edificio esisteva già prima degli interventi seicenteschi del cardinale Scipione Borghese. Nel 1650 era descritto come una costruzione a due piani con torretta, logge coperte, un cortile dipinto a graffito e una fontana a forma di navicella. Alla fine del Settecento Marcantonio IV Borghese lo ampliò e lo fece decorare insieme al vicino Giardino del Lago: era noto come Casino dei giuochi d'acqua, per le fontane e i ninfei. Dal 1776 lo affrescarono artisti come Cristoforo Unterperger e Giuseppe Cades.

Distruzione e rinascita

Nel 1849 l'edificio fu distrutto durante la difesa della Repubblica Romana. Venne ricostruito in forme più semplici per ricoverare d'inverno le piante di agrumi, da cui il nome di Aranciera. Nel 1903, quando Villa Borghese passò al Comune di Roma, era adibito a uffici e abitazioni; fino al 1982 fu sede di un istituto religioso e poi di uffici comunali. Restaurato e dipinto di rosso all'esterno, è diventato il museo dedicato a Carlo Bilotti.

Come arrivare al Museo Bilotti per Artisti a Villa Borghese

Il Museo Carlo Bilotti ha due indirizzi: viale Fiorello La Guardia 6 e viale dell'Aranciera 4, entrambi dentro Villa Borghese, nel Municipio II. Il programma indica come luogo degli incontri il piazzale Fiorello La Guardia.

Con i mezzi pubblici

Per la combinazione migliore dal proprio punto di partenza, il calcolatore di percorso di ATAC è lo strumento giusto. Mettete in conto l'ultimo tratto a piedi dentro la villa: il museo non si affaccia su una strada di traffico.

A piedi nella villa

Villa Borghese si attraversa volentieri a piedi. Arrivare a piedi da uno degli ingressi e camminare fino all'Aranciera è parte dell'esperienza, soprattutto in una sera d'ottobre. Calcolate qualche minuto in più: gli incontri cominciano alle 18 in punto.

In auto

Il programma non indica parcheggi, e il museo è all'interno del parco: per questo appuntamento l'auto non è la scelta giusta, meglio i mezzi pubblici e un tratto a piedi.

Come prenotare gli incontri di Artisti a Villa Borghese

La prenotazione è consigliata e si fa telefonando allo 060608, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19. I posti sono sessanta in Sala de Chirico per ciascuno dei due incontri di ottobre.

Senza prenotazione

Il programma specifica che, in caso di disponibilità, ci si può aggiungere anche il giorno stesso sul posto. È una possibilità, non una garanzia: con sessanta posti, per gli incontri su Zavattini e Cagli conviene chiamare.

Che cosa è incluso

L'ingresso è gratuito e limitato all'area dell'incontro. Chi vuole visitare la collezione del museo deve tornare in un altro momento, negli orari ordinari.

Come organizzare il pomeriggio a Villa Borghese

Gli incontri cominciano alle 18 e durano circa novanta minuti. In ottobre significa uscire dal museo quando fa buio: un dettaglio da considerare per chi deve attraversare la villa a piedi.

Prima dell'incontro

Il pomeriggio si può riempire con una passeggiata nella villa. La Galleria Borghese chiede un tempo dedicato; il Museo Pietro Canonica e il Tempio di Esculapio sul laghetto sono tappe più brevi.

Dopo l'incontro

Per una cena, conviene uscire dalla villa verso i quartieri vicini, dove trattorie e ristoranti non mancano. Dentro il parco, la sera, l'offerta è ridotta: meglio non contarci e scegliere il locale prima dell'incontro.

Con i bambini

Gli incontri sono conversazioni di novanta minuti fra studiosi: adatti ad adulti e ragazzi grandi interessati. Per i più piccoli, meglio il parco prima dell'incontro e un accompagnatore che li porti a giocare nel frattempo.

Accessibilità

Per le esigenze di accesso agli spazi del museo e della Sala de Chirico conviene chiedere allo 060608 al momento della prenotazione.

Cosa vedere intorno al Museo Bilotti

Il museo è dentro Villa Borghese, un parco che ospita più musei. Il sistema del Parco dei musei, di cui il Bilotti fa parte, collega istituzioni molto diverse.

Il Giardino del Lago e il Tempio di Esculapio

L'Aranciera fu ampliata nel Settecento insieme al Giardino del Lago, il settore della villa con il laghetto e il Tempio di Esculapio. È la passeggiata più naturale prima o dopo l'incontro.

Piazza di Siena e il Pincio

Poco oltre si aprono piazza di Siena e, verso la città, la terrazza del Pincio.

La Casa del Cinema

Dopo un incontro su Zavattini, la Casa del Cinema, anch'essa dentro la villa, è una tappa coerente per chi vuole continuare a parlare di neorealismo.

Una curiosità su Artisti a Villa Borghese #3 al Museo Carlo Bilotti — 9 e 16 ottobre 2026

La curiosità più bella riguarda il nome del museo, anzi dell'edificio. Oggi lo chiamiamo Aranciera, ma per buona parte della sua storia è stato qualcos'altro. Alla fine del Settecento Marcantonio IV Borghese lo trasformò in un luogo di feste ed eventi mondani, noto come Casino dei giuochi d'acqua per le fontane e i ninfei in stile barocco. Dal 1776 artisti come Cristoforo Unterperger e Giuseppe Cades ne affrescarono le pareti.

Poi, nel 1849, la guerra. Durante la difesa della Repubblica Romana l'edificio fu distrutto: una litografia successiva mostra che delle sale affrescate restavano miseri resti. Quando fu ricostruito, in forme più semplici e senza decorazioni, servì a ricoverare durante l'inverno le piante di agrumi. Da lì il nome che porta ancora oggi.

C'è un filo sottile che lega questa storia al ciclo di incontri. Artisti a Villa Borghese chiede agli artisti di rileggere il patrimonio delle ville storiche con uno sguardo altro. L'Aranciera è la prova vivente che quel patrimonio cambia pelle continuamente: casino di delizie, rovina, serra, uffici, museo. E ogni volta qualcuno l'ha guardata in modo diverso.

Una cosa che non ti dice nessuno su Artisti a Villa Borghese #3 al Museo Carlo Bilotti — 9 e 16 ottobre 2026

Quello che non si dice abbastanza è la regola scritta in piccolo: durante gli incontri non si possono visitare il museo e le mostre in corso. L'ingresso gratuito vale solo per l'area dell'incontro. Chi pensa di approfittarne per vedere i de Chirico della collezione resterà deluso; conviene programmare la visita al museo in un altro giorno.

La seconda cosa riguarda i posti. Sessanta sedie in Sala de Chirico sono poche per due nomi come Zavattini e Cagli. Il programma ammette l'aggiunta sul posto in caso di disponibilità, ma chi tiene davvero all'incontro deve chiamare lo 060608.

La terza riguarda il calendario. L'appuntamento su Zavattini era previsto per il 2 ottobre ed è stato spostato al 9. Chi si era segnato la data vecchia la aggiorni. E la video-proiezione Cover's Zà resta visibile nella Saletta video fino al 25 ottobre, oltre la fine del ciclo: un piccolo prolungamento che quasi nessuno nota.

Il consiglio che ti do per visitare Artisti a Villa Borghese #3 al Museo Carlo Bilotti — 9 e 16 ottobre 2026

Se potete, conviene andare a tutti e due gli incontri. Zavattini e Cagli sono due figure che si parlano a distanza: nati a otto anni l'uno dall'altro, entrambi hanno lavorato fra linguaggi diversi, lo scrittore che dipinge e il pittore che fa teatro. Sentirli raccontare a una settimana di distanza, nella stessa sala, dà un'idea del Novecento italiano più ricca di molte mostre.

Sul piano pratico: prenotate allo 060608 appena possibile, arrivate con dieci minuti di anticipo e mettete in conto la camminata dentro la villa. In ottobre, alle 19.30, quando l'incontro finisce, è buio: una piccola torcia o il telefono carico aiutano sui viali.

Prima dell'incontro su Zavattini, rivedete un film come Ladri di biciclette o Umberto D., che portano la sua firma di sceneggiatore. Prima di quello su Cagli, cercate le immagini della Battaglia di San Martino e Solferino e dei disegni di guerra. Chi arriva con qualche immagine in testa trae dalla conversazione il doppio.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Cesare Zavattini fu il grande sceneggiatore del neorealismo. Meno spesso si ricorda che fu anche pittore: le fonti lo descrivono come sceneggiatore, giornalista, commediografo, scrittore, poeta e pittore. È esattamente il tipo di figura che un ciclo intitolato Artisti a Villa Borghese può raccontare in modo nuovo.

Altrettanto noto è il nome di Corrado Cagli fra i protagonisti della Scuola Romana. Meno citato è il suo legame con la danza americana: a New York, dopo la guerra, fu tra i fondatori della Ballet Society, l'odierno New York City Ballet, con George Balanchine e Lincoln Kirstein, e ne curava scene e costumi. Un pittore italiano esule alle origini di una delle grandi compagnie di balletto del mondo.

E un terzo fatto, sul museo: la collezione del Bilotti è nata da un dono privato. Carlo Bilotti, imprenditore italoamericano, ha lasciato alla città opere di de Chirico, Severini, Warhol, Rivers e Manzù. Fra queste c'è un ritratto di famiglia firmato da Warhol, Madre e figlia: Tina e Lisa Bilotti, del 1981: un Warhol pubblico, a Roma, dentro un parco.

La foto giusta da fare a Artisti a Villa Borghese #3 al Museo Carlo Bilotti — 9 e 16 ottobre 2026

La foto giusta si fa fuori, prima dell'incontro, con la luce del tardo pomeriggio d'ottobre. L'Aranciera ha l'esterno dipinto di rosso, ed è una delle facciate più riconoscibili di Villa Borghese: fotografata fra gli alberi, con il verde intorno, racconta da sola il rapporto fra arte e natura su cui ruota il ciclo.

La seconda foto è per le sculture all'aperto. Davanti al museo si trovano l'Ettore e Andromaca di Giorgio de Chirico, in una tiratura del 2006 da un originale del 1966, e il Grande cardinale in bronzo di Giacomo Manzù. De Chirico con i manichini abbracciati è un soggetto perfetto per un'immagine metafisica: cercate un'inquadratura con la luce radente che allunghi le ombre.

La terza, per chi resta fino alla fine: il viale della villa al buio, uscendo dopo le 19.30, con i lampioni. Non è una cartolina, ma è la Roma che vedono i romani d'autunno. Dentro la Sala de Chirico, durante l'incontro, meglio astenersi dalle foto e ascoltare.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia dell'Aranciera attraversa quattro secoli di Villa Borghese. Nel Seicento un edificio già esistente fu trasformato con gli interventi del cardinale Scipione Borghese; nel 1650 veniva descritto con torretta, logge e un cortile dipinto con una fontana a navicella.

Alla fine del Settecento Marcantonio IV Borghese lo ampliò e decorò in concomitanza con la sistemazione del Giardino del Lago; dal 1776 lo affrescarono Cristoforo Unterperger e Giuseppe Cades. Era il Casino dei giuochi d'acqua, luogo di feste.

Nel 1849 la difesa della Repubblica Romana lo ridusse in rovina. La ricostruzione lo trasformò in serra per gli agrumi. Nel 1903 Villa Borghese passò al Comune di Roma, e l'edificio divenne uffici e abitazioni; fino al 1982 ospitò un istituto religioso e poi uffici comunali.

Poi il restauro e la nascita del museo dedicato alla collezione di Carlo Bilotti, istituito nel 2006. Da allora l'Aranciera è un luogo pubblico per l'arte moderna e contemporanea, e con Artisti a Villa Borghese, giunto alla terza edizione, anche un luogo di parola.

Chi è passato da Artisti a Villa Borghese #3 al Museo Carlo Bilotti — 9 e 16 ottobre 2026

Dall'Aranciera sono passati i Borghese: il cardinale Scipione nel Seicento, Marcantonio IV alla fine del Settecento. E i pittori che ne affrescarono le sale, Cristoforo Unterperger e Giuseppe Cades, il cui lavoro fu cancellato nel 1849.

Poi il collezionista Carlo Bilotti, con le opere che ha voluto donare alla città: Giorgio de Chirico, Gino Severini, Andy Warhol, Larry Rivers, Giacomo Manzù. Warhol vi è presente con il ritratto della moglie e della figlia del collezionista, Rivers con un ritratto di Bilotti stesso.

Nell'edizione 2026 del ciclo sono passati dalla Sala de Chirico Giuseppe Modica con il poeta Roberto Deidier, la memoria di Lina Passalacqua con il film di Giulio Latini, Gabriele Stabile con il suo ambient sound. A ottobre arrivano Silvana Cirillo per raccontare Zavattini, e Giuseppe Briguglio con i restauratori dell'Istituto Centrale per il Restauro per Corrado Cagli. A fare da padrone di casa, sempre, Claudio Crescentini.

Domande frequenti su Artisti a Villa Borghese #3

Quando sono gli ultimi incontri di Artisti a Villa Borghese #3?

Gli ultimi incontri di Artisti a Villa Borghese #3 al Museo Carlo Bilotti sono venerdì 9 ottobre 2026 alle 18, dedicato a Cesare Zavattini, e venerdì 16 ottobre 2026 alle 18, dedicato a Corrado Cagli. Entrambi si tengono in Sala de Chirico e durano circa novanta minuti.

Quanto costa partecipare ad Artisti a Villa Borghese?

Gli incontri di Artisti a Villa Borghese sono gratuiti fino a esaurimento dei posti, sessanta in Sala de Chirico. La prenotazione è consigliata allo 060608, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19. L'ingresso gratuito vale solo per l'area dell'incontro, non per il museo e le mostre.

Dove si trova il Museo Carlo Bilotti?

Il Museo Carlo Bilotti è nell'Aranciera di Villa Borghese, con indirizzi in viale Fiorello La Guardia 6 e viale dell'Aranciera 4, nel Municipio II. Per arrivarci con i mezzi pubblici conviene usare il calcolatore di ATAC e mettere in conto l'ultimo tratto a piedi dentro la villa.

Si può partecipare senza prenotazione?

Sì, agli incontri di Artisti a Villa Borghese ci si può aggiungere il giorno stesso sul posto se ci sono posti disponibili. Con sessanta posti e due nomi come Zavattini e Cagli, però, la prenotazione allo 060608 è la scelta prudente.

Chi parla all'incontro su Zavattini?

All'incontro su Cesare Zavattini del 9 ottobre, intitolato «La veritaaaá» prima di tutto, Claudio Crescentini della Sovrintendenza Capitolina intervista Silvana Cirillo della Sapienza Università di Roma. Nella Saletta video del museo è visibile fino al 25 ottobre la video-proiezione Cover's Zà di Made in Heaven.

Chi partecipa all'incontro su Corrado Cagli?

All'incontro Natura totemica su Corrado Cagli del 16 ottobre partecipano Giuseppe Briguglio dell'Archivio Corrado Cagli e Davide Fodaro, Miriam Pitocco e Livia Sforzini dell'Istituto Centrale per il Restauro del Ministero della Cultura, con la moderazione di Claudio Crescentini.

Durante l'incontro si può visitare il Museo Bilotti?

No, durante gli incontri di Artisti a Villa Borghese non è possibile visitare il Museo Carlo Bilotti e le mostre in corso: l'ingresso gratuito è limitato alla sala dell'incontro. Per la collezione di de Chirico, Warhol e Severini conviene tornare in un altro momento.

Il consiglio finale su Artisti a Villa Borghese #3

Penso che le conversazioni come queste siano fra le cose più preziose che la città offra gratis. Un'ora e mezza con chi studia Zavattini o custodisce l'archivio di Cagli vale più di molte visite guidate. Prenotate allo 060608, arrivate a piedi attraverso la villa nel tardo pomeriggio, e lasciatevi raccontare il Novecento in una serra del Settecento.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento9 Ottobre 2026 18:00 — 16 Ottobre 2026
IndirizzoMuseo Carlo Bilotti, Viale Fiorello La Guardia 6, 00197 Roma Pinciano, Roma, Roma Città
CategorieEventiMostre

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