Marinella Senatore alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna — Artista alla GNAMC fino al 31 dicembre 2026
Artista alla GNAMC. Marinella Senatore: protagonista 2026 è aperta fino al 31 dicembre 2026 alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea (GNAMC), in viale delle Belle Arti 131, 00197 Roma, ai margini di Villa Borghese. La sala dedicata all'artista si trova all'inizio del percorso di visita ed è compresa nel biglietto del museo, che costa 17 euro intero e 2 euro ridotto per i cittadini dell'Unione europea fra i 18 e i 25 anni; sotto i 18 anni si entra gratis. Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19, con ultimo ingresso alle 18.15, e fino al 17 dicembre ogni giovedì resta aperto anche la sera, dalle 19 alle 23, con biglietto a 10 euro. Il tram ferma a pochi passi dall'ingresso, alla fermata Galleria Arte Moderna; la stazione Flaminio della metro A è a poco più di mezzo chilometro in linea d'aria. I biglietti si comprano alla cassa del museo oppure sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, raggiungibile dal sito ufficiale della sede.
La Galleria Nazionale è la tappa giusta per chi pensa che l'arte contemporanea sia soltanto provocazione. La sala di Marinella Senatore è la risposta migliore a quel pregiudizio: disegni, collage, grandi arazzi ricamati, una scultura luminosa, e dietro tutto un'idea precisa, quella di un'arte che nasce dalla partecipazione di migliaia di persone. È il progetto annuale con cui la GNAMC sceglie un protagonista dell'arte italiana e gli affida la prima sala del museo per dodici mesi. Restano tre mesi per vederla. Sotto trovate cosa c'è in mostra, chi è l'artista, il museo, orari, biglietti, tram e consigli.
Marinella Senatore alla GNAMC: la mostra in breve
Artista alla GNAMC è l'iniziativa promossa e organizzata da Renata Cristina Mazzantini, direttrice della Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, che per il 2026 ha scelto Marinella Senatore e le ha dedicato la sala all'inizio del percorso di visita, dal 28 aprile al 31 dicembre 2026.
Non una mostra temporanea qualsiasi
La Galleria presenta il progetto come uno spazio dinamico di opere, attività, apprendimento e scambio, pensato per svilupparsi nell'arco di un anno intero. Non è quindi una mostra da vedere una volta e archiviare: è una sala che vive, e il museo diventa per dodici mesi il centro di un programma di lezioni, laboratori e incontri che l'artista considera parte integrante della propria pratica.
Oltre quaranta opere
In sala sono riunite più di 40 opere, fra disegni, collage e arazzi. Secondo la Galleria il progetto segna un'evoluzione significativa nella ricerca dell'artista, perché introduce per la prima volta il paesaggio e la tessitura come assi centrali del suo linguaggio.
I sostenitori
Il progetto è sostenuto dagli sponsor istituzionali della Galleria: Autostrade per l'Italia, Banca Ifis, Enel, Fondazione Roma, Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Intesa Sanpaolo, Maire e Webuild.
Le opere di Marinella Senatore in mostra alla Galleria Nazionale
Il percorso comprende la serie di 32 disegni It's Time to Go Back to the Street, cinque disegni dedicati alla Divina Commedia, due collage inediti intitolati The Creation of a Context, quattro arazzi monumentali inediti della serie The Theatre of Commons e la scultura luminosa Remember The First Time You Saw Your Name.
It's Time to Go Back to the Street
La serie di 32 disegni traduce in forma visiva l'idea di paesaggio incarnato: movimento consapevole, parkour e coreografia collettiva disegnano una topografia dinamica, tracciata attraverso l'azione. È il nucleo in cui si capisce meglio il legame fra i laboratori di Senatore e le opere su carta: il disegno registra il corpo che si muove nello spazio.
La Divina Commedia
Nella stessa sezione ci sono cinque disegni della serie dedicata alla Divina Commedia, eseguiti a grafite e carboncino su carta priva di acidi. È la parte più silenziosa della sala, e la più classica: vale la pena avvicinarsi, perché la tecnica è minuziosa.
The Creation of a Context
I due collage inediti intrecciano parola e immagine: testi sviluppati durante i laboratori con comunità diverse emergono come espressioni distillate di esperienza, su superfici stratificate. È qui che si vede la parola dei partecipanti diventare materia dell'opera.
The Theatre of Commons
Al centro dell'installazione ci sono quattro arazzi monumentali, inediti, realizzati nel 2026 in collaborazione con la Chanakya School of Craft di Mumbai, fondata da Karishma Swali. Ognuno misura 300 per 200 centimetri. La Galleria spiega che nella tessitura ogni filo registra un passaggio e ogni strato nasce da una negoziazione fra il gesto individuale e la dimensione collettiva: l'arazzo diventa il luogo dove tradizione e contemporaneità, individuo e collettività si incontrano.
Remember The First Time You Saw Your Name
Chiude il percorso la scultura luminosa Remember The First Time You Saw Your Name, che la Galleria indica come elemento distintivo della pratica dell'artista. Le scritte luminose sono una firma riconoscibile di Senatore: frasi che parlano direttamente a chi guarda.
Chi è Marinella Senatore: biografia dell'artista
Marinella Senatore è nata a Cava de' Tirreni nel 1977 ed è un'artista multidisciplinare considerata fra le voci internazionali più autorevoli dell'arte partecipativa; lavora con installazioni, arazzi, collage, film e performance collettive.
La School of Narrative Dance
Nel 2012 ha fondato The School of Narrative Dance, una piattaforma educativa gratuita e nomade che, secondo la Galleria, ha coinvolto finora più di otto milioni di partecipanti in oltre 23 Paesi. Nei suoi laboratori la partecipazione è un elemento strutturale: diventano spazi di apprendimento autogestito, in cui il corpo, attraverso movimento, voce e presenza, funziona come strumento di conoscenza.
Estetica, pedagogia, comunità
La Galleria descrive la sua pratica come un'intersezione fra estetica, pedagogia e costruzione di comunità: un dispositivo capace di generare insieme forme, relazioni e possibilità di esperienza. Il sapere, in questo modello, non si trasmette dall'alto ma nasce dall'esperienza condivisa. È un'idea che si può discutere, ma che in sala diventa concreta.
I musei
Il suo lavoro è stato presentato in grandi istituzioni internazionali: il Centre Pompidou e il Palais de Tokyo a Parigi, la Kunsthaus di Zurigo, la High Line di New York, il Museum of Contemporary Art di Chicago, la Berlinische Galerie di Berlino, l'UCCA Center for Contemporary Art, il Castello di Rivoli, il MAXXI di Roma, il Moderna Museet di Stoccolma, la Hayward Gallery di Londra e il BOZAR di Bruxelles.
Biennali e premi
Ha partecipato a numerose biennali internazionali, fra cui la Biennale di Venezia, la Biennale di San Paolo, Manifesta 12 e la Biennale di Chengdu. Fra i riconoscimenti figurano il New York Prize, il Premio MAXXI, l'Italian Council Award e il Premio ACACIA. Il Premio MAXXI e la mostra al MAXXI legano da tempo il suo nome a Roma.
Il programma di un anno: lezioni, laboratori, incontri
Per tutto il 2026 la GNAMC è, secondo la Galleria, il centro di un programma di lezioni, laboratori e incontri che Senatore concepisce come parte integrante della propria pratica, rivolto in particolare a comunità tradizionalmente ai margini delle istituzioni culturali.
Il museo come luogo di processi
La Galleria scrive di voler diventare uno spazio capace di attivare processi e di estenderli al tessuto sociale, ridefinendo il rapporto fra arte, comunità e produzione di significato. È una dichiarazione ambiziosa per un museo di Stato con quasi centocinquant'anni di storia.
Come seguirlo
Le date dei singoli appuntamenti vengono pubblicate sul sito ufficiale della Galleria, nella sezione degli eventi. Chi vuole partecipare a un laboratorio con l'artista deve tenere d'occhio il calendario: sono le occasioni in cui l'opera di Senatore si vede davvero all'opera.
Il giudizio
Trovo il formato dell'artista dell'anno una delle scelte più intelligenti della Galleria. Dodici mesi permettono di costruire un rapporto con il pubblico che una mostra di tre mesi non consente. E aprire il museo con un'artista vivente, invece che con un capolavoro dell'Ottocento, cambia il tono di tutta la visita.
La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea: la sede
La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea ha sede in viale delle Belle Arti 131, in un edificio progettato da Cesare Bazzani fra il 1908 e il 1911 per l'Esposizione Internazionale d'Arte del Cinquantenario dell'Unità; il museo, istituito nel 1883, vi si è trasferito nel 1915.
Un museo più antico del suo palazzo
La Galleria fu istituita con il Regio decreto del 26 luglio 1883 per raccogliere le opere d'arte del nuovo Stato unitario e aprì al pubblico nel 1885. Per trent'anni fu ospitata nel Palazzo delle Esposizioni di via Nazionale. Nel 1939 assunse il nome di Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Arte Contemporanea, confermando la sua vocazione di museo del presente.
Gli ampliamenti
Bazzani curò un primo ampliamento fra il 1933 e il 1934; un secondo, progettato da Luigi Cosenza, fu completato solo in parte. L'Ala Cosenza è oggi oggetto di lavori su progetto di Mario Botta per diventare un polo di formazione e ricerca, con biblioteca e archivi. Circa 15 mila metri quadrati sono dedicati agli spazi espositivi e ai servizi.
La collezione
La collezione conta circa ventimila opere fra dipinti, disegni, sculture, installazioni, design, filmati e fotografie. Fra i capolavori che il museo indica ci sono Le tre età di Gustav Klimt, Il giardiniere di Van Gogh, il Ritratto di Hanka Zborowska di Modigliani, Dopo il bagno di Degas, Sogni di Vittorio Corcos, Ettore e Andromaca di de Chirico, Espansione dinamica più velocità di Balla, il Mobile di Calder e la Coppa Chimerica di Arp. Il biglietto che apre la sala di Senatore apre anche tutto questo.
Il design nelle sale
Dall'aprile 2026 le sale della collezione ospitano sedute e oggetti di design di aziende come Cassina, Kartell, Poltrona Frau e Molteni, per rendere il museo più confortevole e invitare i visitatori ad abitarlo. Per una sala dedicata all'arte partecipativa, è un contesto coerente.
Una curiosità su Marinella Senatore alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna — Artista alla GNAMC fino al 31 dicembre 2026
La curiosità più bella riguarda un numero: otto milioni. È il numero di persone che, secondo la Galleria, hanno partecipato dal 2012 ai laboratori della School of Narrative Dance fondata da Marinella Senatore, in più di 23 Paesi. Nessun artista italiano vivente, probabilmente, può vantare un pubblico attivo di queste dimensioni. Eppure la sala romana è raccolta, fatta di carta, filo e luce: la moltitudine è dentro le opere, non davanti.
La seconda curiosità viene da Mumbai. I quattro arazzi di The Theatre of Commons sono stati realizzati con la Chanakya School of Craft, fondata da Karishma Swali. Sono stati ricamati nel 2026 e misurano tre metri per due ciascuno. Un'artista nata a Cava de' Tirreni, una scuola di ricamo indiana e un museo nato per l'arte del Regno d'Italia: la sala è un piccolo manuale di come l'arte contemporanea attraversi i confini.
La terza curiosità è nel titolo della scultura luminosa: Remember The First Time You Saw Your Name, ricorda la prima volta che hai visto il tuo nome. È una frase che parla di infanzia, di alfabetizzazione, di identità, e che in un museo di Stato, dove i nomi degli artisti sono scritti ovunque, assume un senso ulteriore. Leggetela lentamente prima di uscire.
Una cosa che non ti dice nessuno su Marinella Senatore alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna — Artista alla GNAMC fino al 31 dicembre 2026
Quello che quasi nessuno dice è che la sala di Senatore è all'inizio del percorso, e proprio per questo molti la attraversano in fretta, diretti ai Klimt e ai Van Gogh. È un errore. La Galleria l'ha messa lì apposta: è la porta del museo, e va guardata con lo stesso tempo che si dedica ai capolavori. Conviene fermarsi almeno venti minuti, e tornare a ripassarla all'uscita, quando l'occhio è cambiato.
La seconda cosa riguarda il biglietto, che vale tre ore. La Galleria lo spiega con il controllo del numero di visitatori presenti, e chiede di entrare nella fascia scelta al momento dell'acquisto. Dentro quelle tre ore si può anche uscire per il Caffè delle Arti e rientrare. Con la sala di Senatore, la collezione e, dal 13 ottobre, la mostra di Luigi & Iango, le tre ore passano in fretta.
La terza: nelle sale si portano solo borse più piccole di 25 per 30 per 12 centimetri. Zaini, borse grandi, ombrelli e caschi vanno al guardaroba, che è gratuito. Davanti a quattro arazzi di sei metri quadrati ciascuno, lo spazio conta: arrivate leggeri.
Il consiglio che ti do per visitare Marinella Senatore alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna — Artista alla GNAMC fino al 31 dicembre 2026
Il momento migliore è un giovedì sera. Fino al 17 dicembre la Galleria resta aperta dalle 19 alle 23 con un biglietto da 10 euro, e le serate utili sono ancora molte, a partire dal 1 ottobre. La scultura luminosa di Senatore, con il museo al buio fuori dalle finestre, rende di più; e gli arazzi, con meno pubblico, si guardano da vicino, filo per filo.
Secondo consiglio: seguite l'ordine della sala. Prima i 32 disegni di It's Time to Go Back to the Street, che spiegano da dove viene il lavoro, cioè dai corpi in movimento dei laboratori. Poi i disegni della Divina Commedia, poi i collage con le parole dei partecipanti, e infine gli arazzi, dove tutto converge. Solo allora la scultura luminosa. Fatto così, il percorso ha la forma di un racconto.
Terzo consiglio: se potete, venite due volte. Una per la sala, una per un laboratorio o un incontro del programma annuale. Vedere Senatore lavorare con un gruppo di persone cambia completamente il modo di guardare le opere appese. E se venite a fine novembre o a dicembre, nella stessa Galleria trovate anche Marina Abramović: due modi diversissimi di mettere il corpo al centro dell'arte, a pochi metri di distanza.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Lo sanno in molti, e quasi nessuno lo dice: la Galleria Nazionale d'Arte Moderna è stata fra i primi musei italiani ad aprire le porte alla moda. Il 5 ottobre 1985 vi fu inaugurata la mostra voluta da Karl Lagerfeld per i primi vent'anni della sua collaborazione con FENDI, Un percorso di lavoro, dedicata ai passaggi dall'ideazione alla produzione di un capo. Quarant'anni dopo, dal 10 luglio al 25 ottobre 2026, il museo e FENDI l'hanno riproposta con After Un percorso di lavoro. Fendi / Karl Lagerfeld 1985.
Perché ricordarlo parlando di Senatore? Perché spiega la vocazione del luogo. La direttrice Renata Cristina Mazzantini ha definito la Galleria pioniera nell'ospitare la moda, con una visione curatoriale multidisciplinare. Moda nel 1985, design nelle sale dal 2026, arazzi ricamati a Mumbai e laboratori partecipativi nello stesso anno: la Galleria ha l'abitudine di accogliere linguaggi che altri musei tengono fuori. E il ricamo, che per secoli è stato considerato arte minore, qui entra dalla porta principale, nella prima sala. Chi immagina la Galleria come un museo polveroso di quadri ottocenteschi ha un'idea ferma a molti decenni fa, e la sala di Senatore basta a correggerla.
La foto giusta da fare a Marinella Senatore alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna — Artista alla GNAMC fino al 31 dicembre 2026
Prima di fotografare in sala chiedete al personale se è consentito. Se lo è, la foto giusta è quella che restituisce la scala degli arazzi di The Theatre of Commons: mettetevi al centro della sala, abbastanza lontani da tenere nell'inquadratura due arazzi interi, e lasciate che una persona passi davanti. Tre metri di altezza si capiscono solo con un corpo umano accanto, ed è coerente con un'artista che mette le persone al centro.
La seconda foto è un dettaglio: avvicinatevi a un arazzo e inquadrate pochi centimetri di ricamo, dove si vedono i singoli fili. È lì che si legge l'idea della Galleria, ogni filo registra un passaggio. Con la luce della sala e senza flash il telefono se la cava bene.
La terza è fuori, e vale per ogni visita alla Galleria: la facciata di Cesare Bazzani vista dal fondo di viale delle Belle Arti, con la scalinata e le colonne. Nelle sere del giovedì, con l'illuminazione, è la foto più elegante del quartiere.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
26 luglio 1883: un Regio decreto istituisce la Galleria Nazionale d'Arte Moderna per raccogliere le opere del nuovo Stato unitario. 1885: apertura al pubblico, nel Palazzo delle Esposizioni di via Nazionale.
1908-1911: Cesare Bazzani progetta e realizza il palazzo di viale delle Belle Arti per l'Esposizione Internazionale d'Arte del Cinquantenario. 1912: la riforma dello statuto permette di acquisire opere della prima metà dell'Ottocento.
1915: la Galleria si trasferisce nel palazzo di Bazzani. 1933-1934: primo ampliamento. 1939: la legge n. 823 dà al museo il nome di Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Arte Contemporanea.
5 ottobre 1985: si inaugura la mostra di Karl Lagerfeld per i vent'anni con FENDI. 1989-1998: l'Ala Cosenza resta aperta al pubblico. 1995-1999: restauro delle due ali. 2014: il regolamento attribuisce al museo l'autonomia speciale.
Aprile 2026: il design entra nelle sale della collezione. 28 aprile 2026: apre la sala di Marinella Senatore, artista dell'anno. Luglio-ottobre 2026: torna la mostra FENDI e Lagerfeld. Novembre 2026: arriva Marina Abramović.
Chi è passato da Marinella Senatore alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna — Artista alla GNAMC fino al 31 dicembre 2026
Dalla Galleria Nazionale sono passati, con le loro opere, i protagonisti di due secoli di arte: Van Gogh, Klimt, Modigliani, Degas, Monet, Courbet, Canova, Balla, de Chirico, Fontana, Burri, Duchamp, Pollock, Warhol, Twombly, Calder, fino a Cattelan e Stingel. Il palazzo stesso è opera di Cesare Bazzani, con gli interventi di Luigi Cosenza e, oggi, di Mario Botta.
Nel 1985 è passato di qui Karl Lagerfeld, con la mostra per i vent'anni di lavoro con FENDI; nel 2026 la sua storia è tornata nelle sale con la mostra ideata da Maria Grazia Chiuri e curata da Maria Luisa Frisa. A novembre arriverà Marina Abramović, per i suoi ottant'anni.
E nel 2026 passano di qui Marinella Senatore e le persone con cui lavora. Le opere in sala portano le tracce dei laboratori della School of Narrative Dance, delle comunità che hanno scritto i testi dei collage, delle ricamatrici della Chanakya School of Craft di Mumbai. La sala di Senatore è, in questo senso, la più affollata del museo anche quando è vuota: dentro ogni foglio e ogni arazzo c'è un gruppo di persone.
Orari e biglietti per la sala di Marinella Senatore
La sala di Marinella Senatore segue l'orario del museo: dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19, con ultimo ingresso alle 18.15; il lunedì la Galleria è chiusa. È compresa nel biglietto d'ingresso, 17 euro intero e 2 euro ridotto.
I giovedì sera
Dal 10 settembre al 17 dicembre 2026 la Galleria apre ogni giovedì anche la sera, dalle 19 alle 23, con ultimo ingresso alle 22 e biglietto a 10 euro, fatte salve le gratuità di legge. È la soluzione migliore per chi lavora e per chi vuole un museo più tranquillo.
Riduzioni e gratuità
Il ridotto da 2 euro è per i cittadini dell'Unione europea fra i 18 e i 25 anni. Si entra gratis sotto i 18 anni, e gratis entrano anche, fra gli altri, le persone con disabilità e un accompagnatore. Ogni prima domenica del mese l'ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria: prima della chiusura della sala restano domenica 4 ottobre, 1 novembre e 6 dicembre 2026.
Dove si compra
I biglietti si comprano alla biglietteria nell'atrio del museo oppure online sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, raggiungibile dal sito ufficiale della Galleria. Il biglietto vale per un ingresso nella fascia di tre ore scelta al momento dell'acquisto.
Come arrivare alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna
La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea si trova in viale delle Belle Arti 131, ai margini di Villa Borghese; il tram ferma a pochi passi dall'ingresso, alla fermata Galleria Arte Moderna, e la stazione Flaminio della metro A è a poco più di mezzo chilometro in linea d'aria.
In tram
La fermata Galleria Arte Moderna è a pochi metri dall'ingresso. Le linee in servizio e gli orari cambiano con i lavori e le stagioni: prima di partire conviene controllarli sul sito di ATAC. Con la pioggia il tram resta la soluzione più pratica.
In metro e a piedi
Dalla stazione Flaminio, accanto a piazza del Popolo, si prosegue a piedi; il percorso è un po' più lungo della distanza in linea d'aria. In alternativa si attraversa Villa Borghese: dalla Galleria Borghese il museo dista poco meno di un chilometro.
In auto
La Galleria non segnala un parcheggio proprio. In viale delle Belle Arti c'è una postazione di car sharing del Comune. Il consiglio è arrivare con i mezzi, soprattutto il giovedì sera.
Intorno alla Galleria Nazionale: cosa vedere nella stessa giornata
La Galleria Nazionale si trova in Valle Giulia, fra Villa Borghese e i Parioli; a pochi minuti a piedi ci sono il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e la Galleria Borghese.
Altre mostre alla GNAMC
Dal 13 ottobre al 29 novembre la Galleria ospita Luigi & Iango. Corpi speciali, e dal 18 novembre Marina Abramović. Chi visita la sala di Senatore a fine novembre o a dicembre trova tre mostre con un solo biglietto.
Villa Giulia
Poco distante c'è il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, con la mostra fotografica Dayanita Singh. Archivio. Due musei, due secoli di distanza, una sola passeggiata.
La scheda del museo
Per la storia completa e le collezioni c'è la scheda dedicata alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea.
Dove mangiare vicino alla Galleria Nazionale
Dentro il museo c'è il Caffè delle Arti, raggiungibile anche uscendo e rientrando nella fascia di tre ore del biglietto: per una pausa fra la sala di Senatore e la collezione è la soluzione più comoda.
Fuori dal museo
Salendo verso i Parioli l'offerta si fa più curata e più cara; scendendo verso il Flaminio si trovano trattorie di quartiere, pizzerie al taglio e bar con tavola calda, con prezzi da quartiere residenziale. Verso piazza del Popolo l'offerta è la più ampia, con i prezzi del centro.
Il giovedì sera
Chi visita il museo il giovedì sera esce dopo le 22: conviene cenare prima, oppure scegliere una zona che resti viva a quell'ora, come il Flaminio o il centro.
Accessibilità e bambini alla Galleria Nazionale
La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea dichiara un'accessibilità totale per le persone con disabilità, con una rampa esterna, ascensori e pedane elevatrici interne; l'ingresso accessibile è su via Gramsci. Ci sono servizi igienici per persone con disabilità e un fasciatoio, e le persone con disabilità entrano gratis con un accompagnatore.
Con i bambini
La sala di Senatore è una delle più adatte ai bambini in tutto il museo: i disegni di corpi in movimento, i grandi arazzi colorati, la scritta luminosa. Raccontate loro che dentro quelle opere ci sono migliaia di persone che hanno ballato, parlato e scritto insieme. Sotto i 18 anni l'ingresso è gratuito.
Quanto tempo serve
Per la sala bastano da venti a quaranta minuti. Con la collezione, almeno due ore. Il biglietto vale tre ore: organizzatevi di conseguenza.
Roma in autunno: gli ultimi tre mesi della sala di Senatore
La sala chiude il 31 dicembre 2026, un giovedì, dopo la fine delle aperture serali. Ottobre e novembre sono i mesi più tranquilli per la visita; dicembre, con le festività e l'arrivo di Marina Abramović, sarà più affollato.
Le date utili
Giovedì sera fino al 17 dicembre; prime domeniche gratuite il 4 ottobre, il 1 novembre e il 6 dicembre, con prenotazione; mostra di Luigi & Iango dal 13 ottobre; Abramović dal 18 novembre. Chi vuole vedere tutto in una sola visita scelga un giovedì sera fra il 19 e il 26 novembre.
Domande frequenti su Marinella Senatore alla GNAMC
Fino a quando è aperta la mostra di Marinella Senatore alla Galleria Nazionale?
La sala di Marinella Senatore, Artista alla GNAMC 2026, è aperta alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma fino al 31 dicembre 2026. È aperta dal 28 aprile, all'inizio del percorso di visita del museo, e segue gli orari della Galleria.
Quanto costa vedere Marinella Senatore alla GNAMC?
La sala di Marinella Senatore è compresa nel biglietto della Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea: 17 euro intero, 2 euro ridotto per i cittadini UE fra 18 e 25 anni, gratis sotto i 18 anni. Il giovedì sera, fino al 17 dicembre, il biglietto costa 10 euro.
Quali opere di Marinella Senatore sono in mostra?
Alla GNAMC Marinella Senatore espone più di 40 opere: i 32 disegni di It's Time to Go Back to the Street, cinque disegni sulla Divina Commedia, i collage The Creation of a Context, i quattro arazzi The Theatre of Commons e la scultura luminosa Remember The First Time You Saw Your Name.
Chi è Marinella Senatore?
Marinella Senatore è un'artista multidisciplinare nata a Cava de' Tirreni nel 1977, fra le voci internazionali dell'arte partecipativa. Nel 2012 ha fondato The School of Narrative Dance, che ha coinvolto oltre otto milioni di persone in più di 23 Paesi, e ha vinto fra l'altro il Premio MAXXI.
Quali sono gli orari della Galleria Nazionale d'Arte Moderna?
La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea è aperta dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19, con ultimo ingresso alle 18.15, ed è chiusa il lunedì. Fino al 17 dicembre 2026 ogni giovedì apre anche la sera, dalle 19 alle 23.
Come si arriva alla GNAMC con i mezzi?
La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, in viale delle Belle Arti 131, si raggiunge in tram fino alla fermata Galleria Arte Moderna, a pochi passi dall'ingresso, oppure con la metro A fino a Flaminio, a poco più di mezzo chilometro in linea d'aria.
Che cos'è il progetto Artista alla GNAMC?
Artista alla GNAMC è l'iniziativa della direttrice Renata Cristina Mazzantini che ogni anno dedica una sala della Galleria Nazionale d'Arte Moderna a un protagonista dell'arte italiana, con opere e un programma di lezioni, laboratori e incontri. Per il 2026 la protagonista è Marinella Senatore.
Il consiglio finale su Marinella Senatore alla GNAMC
Un'opinione netta: una sala d'ingresso dedicata a un'artista viva, con arazzi ricamati a Mumbai e disegni nati da coreografie collettive, è il modo migliore per cominciare una visita alla Galleria Nazionale. Andateci un giovedì sera prima del 17 dicembre, date alla sala il tempo che darete a Klimt, e uscite con la frase luminosa in testa. Resta visibile fino al 31 dicembre.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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