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Il Ritorno degli Eroi al Museo Etrusco di Villa Giulia — fino al 31 dicembre 2026

Il Ritorno degli Eroi è aperta al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, piazzale di Villa Giulia 9, 00196 Roma, dal 1° luglio al 31 dicembre 2026, insieme al nuovo allestimento permanente degli affreschi della tomba François. Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 19.30 ed è chiuso il lunedì. Tomba e mostra sono comprese nel biglietto d'ingresso al museo (intero 13 euro, ridotto 2 euro), ma gli ingressi sono contingentati e la prenotazione è obbligatoria; la tomba non è visitabile nelle giornate a ingresso gratuito, cioè le prime domeniche del mese, il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre. I biglietti si prenotano sui canali ufficiali indicati dal sito del museo; per gruppi e scuole c'è un call center dedicato. Il museo indica come mezzi i tram 2, 3 e 19 e la metro A, fermata Flaminio, a circa un quarto d'ora a piedi.

Dopo oltre un secolo e mezzo in una collezione privata, gli affreschi della tomba François sono finalmente dello Stato e si possono vedere tutti i giorni di apertura del museo. È uno degli eventi archeologici dell'anno, e non esagero: il ciclo pittorico di Vulci è considerato la più grandiosa testimonianza della pittura etrusca. Per la prima volta la tomba François si può vedere a Villa Giulia senza aspettare una mostra occasionale. La mostra Il Ritorno degli Eroi, che affianca le pitture fino al 31 dicembre, riunisce accanto a loro gli oggetti del corredo dispersi nell'Ottocento fra Parigi, Londra, Bruxelles e Losanna.

Il Ritorno degli Eroi a Villa Giulia: le informazioni essenziali

La mostra è aperta fino al 31 dicembre 2026; gli affreschi della tomba François, invece, restano a Villa Giulia in modo permanente.

Date

Dal 1° luglio 2026 gli affreschi sono aperti al pubblico. La mostra che li accompagna, con i reperti in prestito dai musei stranieri, chiude il 31 dicembre 2026. Dopo quella data resterà l'allestimento permanente delle pitture, ma gli oggetti del corredo torneranno nei rispettivi musei: è questa la finestra per vedere tutto insieme.

Orari

Il Museo Nazionale Etrusco apre dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 19.30 e chiude il lunedì. Gli orari di ultimo ingresso possono variare fra museo e tomba: conviene controllarli al momento della prenotazione, perché gli accessi alla tomba sono organizzati in fasce.

Biglietti e prenotazione

Le visite alla tomba e alla mostra sono comprese nel biglietto del museo: intero 13 euro, ridotto 2 euro. Gli ingressi sono contingentati e la prenotazione è obbligatoria. I biglietti si prenotano sull'app ufficiale dei musei statali e sul circuito di prevendita autorizzato dal museo, entrambi indicati sulla pagina dedicata del sito. Per gruppi e scuole è attivo un call center dal lunedì al sabato, dalle 9.00 alle 14.00.

Le giornate gratuite

Attenzione: la tomba non è visitabile nelle giornate a ingresso gratuito, cioè la prima domenica del mese, il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre. Nel periodo della mostra le date da evitare sono domenica 4 ottobre, mercoledì 4 novembre, domenica 1° novembre e domenica 6 dicembre. Chi entra gratis in quei giorni vede il museo, ma non gli affreschi.

La tomba François: che cosa è

La tomba François è una tomba etrusca a più camere della necropoli di Ponte Rotto, presso l'antica città di Vulci, realizzata fra il 340 e il 320 avanti Cristo per la famiglia dei Saties, una delle più importanti dell'aristocrazia vulcente.

La scoperta

La tomba fu scoperta il 1° maggio 1857 dall'archeologo fiorentino Alessandro François, commissario del Granducato di Toscana, nei terreni del principe Alessandro Torlonia. Porta il suo nome da allora. È scavata nel tufo ed è formata da sette camere raccolte intorno a un atrio e a un tablino.

Il ciclo pittorico

La decorazione si compone di trentasette pannelli dipinti e di due cippi di pietra trovati nel corridoio d'accesso. Il museo la presenta come una delle più alte testimonianze della pittura etrusca e, più in generale, della pittura antica giunta fino a noi.

Lo stacco degli affreschi

Nel 1863, per ordine del principe Torlonia, gli affreschi furono staccati dalle pareti, divisi in pannelli e trasferiti a Roma, a Villa Albani, nella collezione Torlonia. Nella tomba rimasero soltanto pochi frammenti. Dopo un restauro furono esposti integralmente per la prima volta nel 2004, ad Amburgo e a Vulci, e poi tornarono nella collezione privata, visibili solo in rare occasioni.

L'acquisto dello Stato

Nel maggio 2026 il ciclo è stato acquisito dallo Stato italiano, al termine di un percorso durato oltre cento anni. Dal 1° luglio le pitture sono esposte a Villa Giulia in un allestimento permanente. Il museo scrive di consegnarle definitivamente alla collettività: la parola definitivamente, dopo 163 anni di collezione privata, pesa.

Il Ritorno degli Eroi: che cosa si vede in mostra

La mostra fa dialogare le grandi pitture ispirate al mito greco e alla storia etrusca con reperti archeologici e documenti che appartengono alla stessa tomba o ne raccontano la storia.

Il corredo ricomposto

Il corredo funerario della tomba fu disperso nell'Ottocento fra diverse collezioni. La mostra ne riunisce una parte grazie ai prestiti del Musée du Louvre, del British Museum, dei Royal Museums of Art and History di Bruxelles e del Musée cantonal d'archéologie et d'histoire di Losanna.

Dal Louvre

Fra gli oggetti concessi dal Louvre ci sono gli orecchini appartenuti alle donne della famiglia Saties, collane elaborate in lamina d'oro, un anello d'oro con la figura di Cassandra e due scarabei.

Dal British Museum

Da Londra arrivano una collezione di orecchini con granati e animali in pasta vitrea, alcuni vasi, fra cui un askos a forma di leone, e una collana con terminali a forma di farfalla. Il museo la definisce bellissima, e ha ragione: è uno dei pezzi che si ricordano all'uscita.

Le copie di Ruspi e i disegni di Ortis

Accanto agli originali la mostra espone le copie ottocentesche degli affreschi dipinte da Carlo Ruspi, in prestito dai Musei Vaticani, e i disegni di Nicola Ortis conservati all'Istituto Archeologico Germanico di Roma. Sono i documenti che per un secolo e mezzo hanno sostituito gli originali nella conoscenza degli studiosi.

L'allestimento

Prima delle sale con gli affreschi, un'introduzione multimediale presenta la tomba e il suo contesto. Le pitture sono disposte seguendo, per quanto possibile, la pianta dell'ambiente principale sotterraneo, così da restituire la percezione dello spazio originario.

Gli eroi della tomba François: le scene dipinte

Il ciclo unisce temi del mito greco, dal ciclo troiano e dal ciclo tebano, a episodi di storia eroica locale, messi a confronto con l'idea di vendetta e riscatto.

Achille e i prigionieri troiani

La scena più celebre mostra Achille, in etrusco Acle, che sacrifica prigionieri troiani in onore di Patroclo, ucciso da Ettore. Ai lati dell'eroe compaiono Vanth e Charun, divinità etrusche della morte. È un'immagine di violenza rituale di una forza impressionante.

Mastarna e i fratelli Vibenna

Sulla parete opposta c'è la storia etrusca. Caile Vipinas, cioè Celio Vibenna, viene liberato da Macstrna, mentre altri eroi vulcenti uccidono guerrieri di Volsinii, di Sovana e di altre città. Macstrna è stato identificato con Mastarna, che una tradizione riportata dall'imperatore Claudio in un discorso al Senato conservato nelle tavole di bronzo di Lione identifica con Servio Tullio, il sesto re di Roma.

Un Tarquinio romano

Un'altra scena mostra Marce Camitlnas che minaccia Cnaeve Tarchunies Rumach, verosimilmente un Gneo Tarquinio di Roma. Gli affreschi sembrano riferirsi alle guerre fra Etruschi e Romani, e ai Romani non fanno un buon servizio.

Vel Saties

Negli affreschi compare anche Vel Saties, probabilmente il committente della tomba, vestito con l'abito trionfale etrusco, toga dipinta e corona d'alloro, mentre si prepara a trarre gli auspici dal volo di un uccello trattenuto dal suo assistente Arnza.

Gli altri miti

Le copie di Ruspi documentano anche Aiace e Cassandra, Fenice e Nestore, Eteocle e Polinice, Sisifo e Anfiarao. Eroi greci accanto a eroi di Vulci: il titolo della mostra si spiega da sé.

Una curiosità su Il Ritorno degli Eroi al Museo Etrusco di Villa Giulia — fino al 31 dicembre 2026

La curiosità è che la tomba François ci dà una delle rare immagini della storia di Roma vista dagli Etruschi, e la vista non è lusinghiera. Nella scena storica, fra i guerrieri uccisi dagli eroi di Vulci c'è un Cnaeve Tarchunies Rumach, cioè con ogni probabilità un Gneo Tarquinio di Roma, minacciato da Marce Camitlnas. Nello stesso ciclo compare Macstrna, il liberatore di Celio Vibenna.

Qui entra in scena un imperatore. Claudio, il più etruscologo degli imperatori romani, in un discorso al Senato conservato nelle tavole di bronzo di Lione, racconta che Servio Tullio, il sesto re di Roma, in etrusco si chiamava Mastarna: compagno di Celio Vibenna, dopo alterne vicende si sarebbe rifugiato sul monte Celio, e avrebbe poi ottenuto il regno cambiando nome. Una pittura di Vulci del IV secolo avanti Cristo e un bronzo imperiale di Lione raccontano la stessa storia da due lati diversi.

Il consiglio è di cercare in sala proprio questa parete, con le iscrizioni in etrusco accanto alle figure, e di leggere i nomi uno per uno. Si ha la sensazione rara di vedere la leggenda dei re di Roma raccontata dagli avversari.

Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia intorno alla mostra

Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia conserva oltre 6.000 oggetti in 50 sale ed è considerato il più importante museo etrusco del mondo. Dal 2016 è uno degli istituti autonomi del Ministero della Cultura.

Il Sarcofago degli Sposi

È il pezzo più famoso del museo: il monumento funerario in terracotta con la coppia di coniugi distesi come a banchetto. Con la tomba François, Villa Giulia mette ora nello stesso edificio i due capolavori dell'arte funeraria etrusca, in terracotta e in pittura.

L'Apollo di Veio

Scultura in terracotta dipinta della fine del VI secolo avanti Cristo, proveniente da Veio: uno dei testi fondamentali per capire la scultura arcaica in Italia.

Le lamine di Pyrgi

Tre lamine d'oro con un testo in etrusco e in fenicio, fondamentali per lo studio della lingua etrusca. Dopo le iscrizioni della tomba François, vederle aiuta a capire quanto poco sappiamo e quanto sia prezioso ogni testo.

Altre mostre in corso

Nello stesso periodo a Villa Giulia è aperta anche Archivio di Dayanita Singh, fino al 3 gennaio 2027: una mostra di fotografia contemporanea dedicata agli archivi italiani, compresa anch'essa nel biglietto.

Una cosa che non ti dice nessuno su Il Ritorno degli Eroi al Museo Etrusco di Villa Giulia — fino al 31 dicembre 2026

La cosa che nessuno dice è che la prima domenica del mese, il giorno in cui tanti romani scelgono di andare al museo gratis, è proprio il giorno sbagliato per la tomba François. Il museo lo scrive chiaramente: nelle giornate a ingresso gratuito la tomba non è visitabile. Chi arriva a Villa Giulia domenica 4 ottobre o domenica 6 dicembre, attirato dalla gratuità, trova il museo aperto e gli affreschi chiusi. Lo stesso vale per il 4 novembre.

La seconda cosa è che gli ingressi alla tomba sono contingentati. Non basta presentarsi al museo con il biglietto: serve una prenotazione per la fascia oraria. Nei fine settimana le fasce migliori si esauriscono, e da qui a Natale la domanda crescerà. Il consiglio è di prenotare con qualche giorno di anticipo e di scegliere un giorno feriale.

La terza è una buona notizia. Il biglietto intero costa 13 euro e comprende tutto: museo, tomba, mostra e le altre mostre temporanee in corso. Il ridotto costa 2 euro. Per quello che si vede, è uno dei rapporti fra prezzo e qualità più vantaggiosi di Roma.

Villa Giulia, la villa di papa Giulio III

Villa Giulia fu costruita fra il 1550 e il 1555 per papa Giulio III, Giovanni Maria Ciocchi del Monte, come residenza suburbana lungo la via Flaminia, fuori dalle mura. Il museo che ospita è nato nel 1889.

Architetti e pittori

Il progetto dell'edificio spetta a Jacopo Barozzi da Vignola; il ninfeo e le strutture del giardino si devono a Bartolomeo Ammannati. Michelangelo fornì un progetto per il casino, e Giorgio Vasari sosteneva di aver disegnato per primo l'intera invenzione. La decorazione pittorica fu affidata a Prospero Fontana, con Pietro Venale da Imola e il giovane Taddeo Zuccari.

La facciata e l'emiciclo

Verso la città la facciata del Vignola è severa, a due piani, con al centro il motivo dell'arco trionfale. Sul retro l'edificio si piega a semicerchio, e l'emiciclo è dipinto con grottesche leggere ispirate alla Domus Aurea. Il contrasto fra la facciata piatta e il retro concavo è la lezione architettonica della villa.

Il ninfeo

Il cuore del complesso è il ninfeo, su tre livelli di logge con statue e balaustre, costruito intorno a una fontana con divinità fluviali e cariatidi. Era il luogo per i pranzi estivi del papa.

Da villa a museo

Dopo la morte di Giulio III la villa attraversò un lungo declino. Con il Regio Decreto del 7 febbraio 1889, per impulso dell'archeologo Felice Barnabei, divenne sede del Museo Nazionale dedicato alle antichità dei popoli preromani: Etruschi, Falisci, Umbri, Latini, Sabini.

Il consiglio che ti do per visitare Il Ritorno degli Eroi al Museo Etrusco di Villa Giulia — fino al 31 dicembre 2026

Il consiglio è di cominciare dalla fine della storia e poi risalire. Prima di entrare nelle sale degli affreschi, guardate le copie di Carlo Ruspi e i disegni di Nicola Ortis: sono le immagini attraverso cui, per un secolo e mezzo, gli studiosi hanno conosciuto la tomba. Poi passate all'introduzione multimediale, e solo alla fine entrate fra le pitture originali, disposte secondo la pianta della camera. L'effetto è quello di un restauro che avviene sotto i vostri occhi: dal documento all'originale.

Il secondo consiglio riguarda il giorno. Scegliete un martedì, un mercoledì o un giovedì mattina, prenotate la prima fascia disponibile dopo le 9.00 e tenete la mattina intera per Villa Giulia. La tomba, la mostra e le sale principali del museo richiedono almeno due ore e mezza. Lasciate stare la prima domenica del mese: la tomba è chiusa.

Il terzo consiglio è di leggere prima una pagina sulla storia di Mastarna e Servio Tullio. Davanti alla parete con Macstrna e Caile Vipinas, chi conosce la leggenda vede una scena storica; chi non la conosce vede guerrieri che si uccidono. Vale la visita anche per chi pensa di non amare l'archeologia: la tomba François è pittura, racconto e politica insieme.

Orari, biglietti e giornate di chiusura

Il Museo Nazionale Etrusco è aperto dal martedì alla domenica dalle 8.30 alle 19.30 ed è chiuso il lunedì.

Il biglietto

Il biglietto del museo costa 13 euro intero e 2 euro ridotto; comprende la tomba François, la mostra Il Ritorno degli Eroi e le altre mostre temporanee. La prenotazione per la tomba è obbligatoria.

Le fasce orarie

Gli ingressi alla tomba sono contingentati. La prenotazione assegna una fascia oraria: arrivate con qualche minuto di anticipo.

Gruppi e scuole

Per riservare l'ingresso di gruppi e scuole il museo indica un call center telefonico attivo dal lunedì al sabato, dalle 9.00 alle 14.00. Per le scuole la tomba è un'occasione didattica eccezionale: storia greca, storia etrusca e storia di Roma sulla stessa parete.

Contatti

Per informazioni il museo indica i numeri 06 3226571 e 06 3201706.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che la tomba François sia il capolavoro della pittura etrusca è risaputo. Poco citato è il fatto che, per tutta la sua storia moderna, quasi nessuno ha potuto vederla. Scoperta nel 1857, fu spogliata dei suoi affreschi nel 1863, sei anni dopo, per ordine del principe Torlonia. Da allora le pitture sono rimaste a Villa Albani, nella collezione privata della famiglia, e la tomba vera, a Vulci, è rimasta con pochi frammenti di colore. Per conoscere il ciclo gli studiosi hanno usato per decenni le copie ottocentesche di Carlo Ruspi e i disegni di Nicola Ortis, le stesse che oggi sono esposte in mostra accanto agli originali.

La prima esposizione integrale degli affreschi è avvenuta solo nel 2004, ad Amburgo e a Vulci, dopo un restauro. Poi di nuovo il silenzio, fino all'acquisto dello Stato nel maggio 2026. L'agenzia ANSA ha parlato di un acquisto da 15 milioni di euro. Chi sale oggi a Villa Giulia vede dunque qualcosa che i suoi nonni, e quasi certamente i suoi genitori, non hanno mai visto. Esiste anche una ricostruzione a grandezza naturale della tomba con gli affreschi, a Canino, nel museo della Ricerca Archeologica di Vulci: utile, ma adesso l'originale è a Roma.

La foto giusta da fare a Il Ritorno degli Eroi al Museo Etrusco di Villa Giulia — fino al 31 dicembre 2026

La foto giusta in sala è quella dell'insieme, non del dettaglio. L'allestimento segue la pianta dell'ambiente principale della tomba: mettetevi al centro della sala e cercate un'inquadratura che tenga insieme due pareti, così da restituire la sensazione di essere dentro la camera sotterranea. È la ragione per cui il museo ha scelto questa disposizione. Prima di scattare, chiedete al personale se le fotografie sono consentite: gli ingressi contingentati e i prestiti stranieri possono comportare regole particolari.

Se le foto in sala non sono ammesse, la foto giusta è fuori, nel ninfeo di Villa Giulia. Scendete le scale di marmo e inquadrate in verticale i tre livelli delle logge, con la fontana in basso. È la scenografia rinascimentale di un papa che collezionava antichità, e oggi custodisce la più grande collezione etrusca del mondo.

La terza inquadratura è il ritorno: le copie di Ruspi accanto agli originali. Una foto che accosti la copia ottocentesca e la pittura antica, se consentita, racconta in un solo scatto un secolo e mezzo di storia della tomba.

Come arrivare a Villa Giulia

Il Museo Nazionale Etrusco si trova in piazzale di Villa Giulia 9, lungo viale delle Belle Arti, fra Villa Borghese e i Parioli. Il museo indica i tram 2, 3 e 19 e la metro A, fermata Flaminio.

In metro

Dalla fermata Flaminio della linea A il museo calcola circa 14 minuti a piedi, risalendo la zona del Flaminio verso Valle Giulia.

In tram

I tram 3 e 19 percorrono viale delle Belle Arti e sono la soluzione più comoda per chi arriva dai quartieri a est. Il tram 2 parte da piazzale Flaminio e risale la via Flaminia.

A piedi da Villa Borghese

Villa Giulia è a pochi passi da Villa Borghese: scendendo dal parco verso Valle Giulia si arriva al museo a piedi. È il modo più piacevole per arrivare, e una buona soluzione per chi combina la tomba François con la Galleria Borghese.

In auto

Il museo non segnala un parcheggio proprio, e la sosta intorno è contesa. Meglio il trasporto pubblico.

Intorno a Villa Giulia: Valle Giulia e Villa Borghese

Villa Giulia si trova nella zona di Valle Giulia, una delle più ricche di musei della città.

Villa Borghese

Risalendo verso il parco di Villa Borghese si incontrano la Galleria Borghese, il Museo Carlo Bilotti e il Museo Pietro Canonica. A inizio ottobre alla Galleria Borghese è ancora aperta, fino all'11, la mostra dedicata alle Metamorfosi di Ovidio: dopo gli eroi greci dipinti dagli Etruschi, quelli scolpiti da Bernini.

Villa Poniatowski

A pochi passi, sulla via Flaminia, Villa Poniatowski è la seconda sede del museo, trasformata da Giuseppe Valadier all'inizio dell'Ottocento.

Piazza del Popolo

Scendendo verso sud, dalla fermata Flaminio si passa sotto Porta del Popolo e si entra nella piazza: una conclusione naturale della giornata.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

340-320 avanti Cristo: a Vulci la famiglia dei Saties fa scavare e dipingere la propria tomba nella necropoli di Ponte Rotto.

1550-1555: papa Giulio III fa costruire Villa Giulia, con Vignola, Ammannati, Vasari e un progetto di Michelangelo.

1° maggio 1857: Alessandro François scopre la tomba nei terreni del principe Alessandro Torlonia.

1863: gli affreschi vengono staccati e portati a Villa Albani, nella collezione Torlonia.

7 febbraio 1889: un Regio Decreto, voluto da Felice Barnabei, istituisce il museo a Villa Giulia.

Dal secondo dopoguerra: il ninfeo diventa la sede tradizionale della serata finale del Premio Strega.

2004: dopo un restauro, gli affreschi della tomba sono esposti integralmente per la prima volta, ad Amburgo e a Vulci.

2016: il museo diventa istituto autonomo del Ministero della Cultura.

Maggio 2026: lo Stato italiano acquisisce il ciclo pittorico della tomba François.

1° luglio 2026: gli affreschi aprono al pubblico a Villa Giulia, accompagnati dalla mostra Il Ritorno degli Eroi.

Il Ritorno degli Eroi con i bambini

La tomba François è una storia di eroi, guerre e mostri della morte: con i ragazzi funziona benissimo.

Come raccontarla

Prima di entrare raccontate la storia di Achille che vendica Patroclo, e quella dei fratelli Vibenna. Poi chiedete ai ragazzi di trovare in sala Achille, i due demoni etruschi Vanth e Charun, e il guerriero liberato dalle catene. Funziona dagli otto o nove anni in su.

I gioielli

Gli orecchini delle donne Saties, l'askos a forma di leone e la collana con le farfalle sono oggetti che i bambini guardano volentieri: un buon modo per parlare della vita di chi era sepolto nella tomba.

Il museo per famiglie

Villa Giulia ha una sezione ETRUKids con materiali per scuole e famiglie. Con i bambini dosate la visita: tomba e mostra, poi il Sarcofago degli Sposi, poi il giardino e il ninfeo.

Accessibilità a Villa Giulia

Il Museo Nazionale Etrusco dichiara di aver eliminato la maggior parte delle barriere architettoniche. L'accesso ad alcune sale è garantito con percorsi alternativi, ascensori e servoscala; all'ingresso è disponibile su richiesta una sedia a rotelle.

Disabilità visive e uditive

Il museo offre su richiesta riproduzioni tattili e visite guidate tattili, e per le persone sorde una videoguida in LIS gratuita.

Prima della visita

Per la tomba, con ingressi contingentati, conviene segnalare le proprie esigenze al momento della prenotazione, usando i contatti del servizio accessibilità del museo. Il giardino e il ninfeo hanno scale.

Chi è passato da Il Ritorno degli Eroi al Museo Etrusco di Villa Giulia — fino al 31 dicembre 2026

La tomba François ha avuto, prima ancora di arrivare a Villa Giulia, una galleria di personaggi. Vel Saties, il committente vestito da trionfatore, e le donne della sua famiglia, i cui orecchini sono oggi in vetrina. Alessandro François, l'archeologo del Granducato di Toscana che la scoprì nel 1857. Il principe Alessandro Torlonia, proprietario dei terreni, che ordinò lo stacco delle pitture. Carlo Ruspi, che ne dipinse le copie, e Nicola Ortis, autore dei disegni oggi conservati all'Istituto Archeologico Germanico. Fra gli studiosi che hanno scritto della tomba ci sono Massimo Pallottino, padre dell'etruscologia moderna, Mauro Cristofani, Mario Torelli, Filippo Coarelli.

Villa Giulia, dal canto suo, ha visto passare Vignola, Ammannati, Vasari e Michelangelo, i pittori Prospero Fontana e Taddeo Zuccari, e poi Felice Barnabei, che volle il museo. La biblioteca di Pallottino è ancora conservata qui. Dal secondo dopoguerra il ninfeo è stato la sede della serata finale del Premio Strega, fondato nel 1947 da Maria Bellonci e Guido Alberti: in questo giardino sono stati proclamati, fra gli altri, Paolo Volponi, Paolo Cognetti, Helena Janeczek, Antonio Scurati, Sandro Veronesi, Emanuele Trevi, Mario Desiati, Ada D'Adamo, Donatella Di Pietrantonio e Andrea Bajani.

Adesso, con Il Ritorno degli Eroi, sono arrivati a Villa Giulia gli oggetti partiti da Vulci nell'Ottocento verso il Louvre, il British Museum, Bruxelles e Losanna. È una riunione di famiglia, dopo quasi 170 anni.

Dove mangiare vicino a Villa Giulia

Il ristorante del museo è chiuso in attesa di una ristrutturazione, e per mangiare bisogna uscire. Le zone utili sono tre.

Il Flaminio

Lungo la via Flaminia e verso piazzale Flaminio ci sono trattorie di quartiere, pizzerie al taglio e bar con tavola calda, con prezzi da quartiere residenziale.

I Parioli

Salendo verso i Parioli l'offerta si fa più curata e più cara, con ristoranti e pasticcerie.

Piazza del Popolo

Scendendo verso il centro, fra piazza del Popolo e il Tridente, c'è l'offerta più ampia, ai prezzi del centro. Il museo apre alle 8.30: finita la visita a mezzogiorno, il pranzo arriva al momento giusto.

Roma fra ottobre e dicembre: il periodo della mostra

La mostra chiude il 31 dicembre, e i tre mesi che restano coprono tutto l'autunno romano. Ottobre è il mese migliore per combinare Villa Giulia con una passeggiata a Villa Borghese; novembre è più tranquillo, con meno turisti nei giorni feriali; dicembre porta le vacanze di Natale e un aumento prevedibile delle prenotazioni. Chi vuole vedere la mostra con calma non aspetti le ultime settimane: gli ingressi contingentati si esauriscono prima.

Domande frequenti su Il Ritorno degli Eroi e la tomba François

Fino a quando è aperta la mostra Il Ritorno degli Eroi a Villa Giulia?

Il Ritorno degli Eroi è aperta al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia dal 1° luglio al 31 dicembre 2026. Gli affreschi della tomba François restano invece esposti in modo permanente; i reperti in prestito da Louvre, British Museum, Bruxelles e Losanna sono visibili fino alla chiusura della mostra.

Quanto costa vedere la tomba François a Villa Giulia?

La visita alla tomba François e alla mostra Il Ritorno degli Eroi è compresa nel biglietto del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: intero 13 euro, ridotto 2 euro. La prenotazione è obbligatoria e gli ingressi sono contingentati.

Si può vedere la tomba François la prima domenica del mese?

No, la tomba François a Villa Giulia non è visitabile nelle giornate a ingresso gratuito: le prime domeniche del mese, il 25 aprile, il 2 giugno e il 4 novembre. In quei giorni il museo è aperto gratis, ma gli affreschi restano chiusi al pubblico.

Che cos'è la tomba François?

La tomba François è una tomba etrusca della necropoli di Ponte Rotto a Vulci, realizzata fra il 340 e il 320 avanti Cristo per la famiglia dei Saties. Fu scoperta nel 1857 da Alessandro François; i suoi trentasette pannelli dipinti sono il più grande ciclo della pittura etrusca.

Perché gli affreschi della tomba François sono a Roma?

Gli affreschi della tomba François furono staccati nel 1863 per ordine del principe Torlonia e portati a Villa Albani, a Roma. Sono rimasti nella collezione privata fino al maggio 2026, quando lo Stato li ha acquisiti; dal 1° luglio sono esposti a Villa Giulia.

Quali oggetti ci sono nella mostra Il Ritorno degli Eroi?

La mostra Il Ritorno degli Eroi riunisce parte del corredo della tomba: orecchini delle donne Saties, collane in lamina d'oro e un anello con Cassandra dal Louvre, un askos a forma di leone e una collana con terminali a farfalla dal British Museum, più copie ottocentesche e disegni.

Come si arriva al Museo Etrusco di Villa Giulia?

Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia si trova in piazzale di Villa Giulia 9. Il museo indica i tram 2, 3 e 19 e la metro A, fermata Flaminio, a circa 14 minuti a piedi. Da Villa Borghese si arriva a piedi scendendo verso Valle Giulia.

Il consiglio finale

Prenotate un giorno feriale di ottobre, evitate le giornate gratuite, e date alla tomba François il tempo che merita. È la prima volta in 163 anni che questi affreschi appartengono a tutti, e fino al 31 dicembre sono accompagnati dagli ori che li completano. È un'occasione da non lasciar passare.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento1 Luglio 2026 — 31 Dicembre 2026
IndirizzoMuseo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Piazzale di Villa Giulia 9, 00196 Roma Pinciano, Roma, Roma Città
CategorieEventiMostre

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