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Solo di Arturo Brachetti al Teatro Brancaccio — dal 15 al 17 gennaio 2027

Arturo Brachetti porta Solo, il suo one man show sul trasformismo arrivato alla decima stagione, al Teatro Brancaccio di Roma da venerdì 15 a domenica 17 gennaio 2027: venerdì e sabato alle 21, domenica in pomeridiana alle 16 secondo il calendario dell'artista. Il teatro è in via Merulana 244 (00185 Roma), nel quartiere Esquilino, a pochi minuti a piedi dalla fermata Vittorio Emanuele della metro A; su via Merulana passano le linee 16, 75, 714, 717 e C3. Il listino pubblicato dal teatro va dai 29 euro della Poltrona B ai 65 euro della Poltronissima Gold, con Poltronissima A a 55, Poltronissima B a 45 e Poltrona A a 39 euro. I biglietti si comprano al botteghino di via Merulana, sul sito ufficiale del Teatro Brancaccio e sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Per la domenica l'orario pubblicato non è univoco fra le fonti ufficiali (16 o 21): controllate quello stampato sul biglietto.

Oltre settecento repliche e un milione di spettatori, secondo la produzione: Solo è diventato in dieci anni il classico del teatro visivo italiano, e il suo autore il più famoso trasformista del mondo. Tre sere a Roma, nella sala più capiente di via Merulana, per novanta minuti in cui un uomo solo cambia volto, costume e mondo decine di volte. Chi non l'ha mai visto ha un buon motivo per andarci; chi l'ha visto sa già che ci tornerà.

Che cos'è Solo di Arturo Brachetti

Solo è il one man show scritto, prodotto e interpretato da Arturo Brachetti, con la produzione di Arte Brachetti: novanta minuti di trasformismo, ombre cinesi, chapeaugraphie, sand painting e raggi laser, costruiti come una visita alle stanze di una casa immaginaria.

Una casa senza tempo

Il filo dello spettacolo è una casa segreta, senza presente, passato e futuro, in cui si conservano sogni e desideri. Brachetti apre una porta dopo l'altra, e ogni stanza racconta un aspetto diverso di chi la abita. Gli oggetti della vita quotidiana prendono vita e diventano la porta verso altri mondi. È una cornice semplice, e proprio per questo funziona: lascia tutto lo spazio alla meraviglia.

Le stanze

Nella stanza dei bambini c'è il mondo delle fiabe; nella camera dei genitori un momento intimo dedicato al rapporto con la madre; in cucina un rocambolesco matrimonio all'italiana che sembra uscito da un film del neorealismo. C'è anche una playlist che attraversa cinquant'anni di musica pop, dove i cambi d'abito seguono il ritmo delle canzoni.

I pensierini

A legare le scene sono i pensierini che Arturo, come tutti i bambini, scriveva da piccolo: frasi da ricordare, che hanno segnato la sua crescita. È il tocco autobiografico che distingue Solo dai numeri di varietà: dietro la tecnica c'è una storia personale.

L'ombra

Alter ego in scena è l'ombra di Brachetti, interpretata da Kevin Michael Moore. Rappresenta la parte razionale, quella che vorrebbe tenere i sognatori con i piedi per terra. Fra i due c'è un confronto continuo che finisce in una battaglia a colpi di raggi laser.

Le arti di Solo: trasformismo, ombre, sabbia e laser

In Solo il protagonista è il trasformismo, l'arte di cui Brachetti è l'interprete più noto al mondo, affiancato da altre discipline del teatro visivo: le ombre cinesi, la chapeaugraphie, il sand painting e la manipolazione dei raggi laser.

Il trasformismo

Il trasformismo teatrale è l'arte del cambio rapido di costume e di personaggio. Il suo inventore fu Leopoldo Fregoli, e dopo la morte di Fregoli, nel 1936, era quasi scomparso. Brachetti lo ha riportato in scena in Italia e in parte d'Europa: un cambio d'abito dura pochi secondi, e il pubblico non capisce mai come.

Le ombre cinesi

Le ombre cinesi sono le figure proiettate con le mani su uno schermo illuminato. Brachetti ci ha dedicato anche un libro, Le ombre cinesi, pubblicato da Priuli e Verlucca. In scena sono il momento più silenzioso della serata.

La chapeaugraphie

La chapeaugraphie è un'arte antica di varietà: un anello di feltro che, piegato e rigirato fra le mani, diventa decine di cappelli diversi, e con ogni cappello un personaggio. È il trasformismo ridotto all'osso.

Sand painting e laser

Il sand painting è il disegno con la sabbia su una lastra illuminata, proiettato in grande mentre si compone e si disfa. Il laser è la novità che Brachetti ha introdotto in uno spettacolo di varietà nel 2014, con Brachetti che sorpresa!: raggi di luce manipolati come oggetti solidi. In Solo è l'arma del duello finale.

Arturo Brachetti: la biografia

Arturo Brachetti, all'anagrafe Renzo Arturo Giovanni Brachetti, è nato a Torino il 13 ottobre 1957: trasformista, attore, illusionista e regista teatrale, è considerato il più importante interprete al mondo del trasformismo teatrale.

Torino, i salesiani, il Mago Sales

La famiglia viene da Corio, un paese vicino a Lanzo Torinese; padre e nonno lavoravano alla FIAT, e Arturo è il primo di quattro fratelli. Studia al collegio salesiano San Filippo Neri di Lanzo e poi, dal 1967, all'Istituto Maria Ausiliatrice di Torino, dove resta fino al 1976. In quegli anni, con i costumi presi in prestito dal teatro del seminario, mette in scena il suo primo spettacolo di cambi rapidi. Frequenta il Circolo della Magia di via Santa Chiara, dove conosce l'attore Macario, e al seminario di Chieri incontra don Silvio Mantelli, sacerdote salesiano noto come Mago Sales, che gli insegna i rudimenti dell'illusionismo. Capisce di non avere la vocazione per il sacerdozio, ma quella per lo spettacolo.

Parigi, la Germania, Londra

Nel 1978, a vent'anni, parte da Torino con una valigia, sei costumi e uno spettacolo di un solo numero. A Parigi si esibisce al cabaret Paradis Latin, sotto la direzione di Jean Marie Rivière; il successo gli vale la scrittura dell'artista viennese André Heller, che nel 1981 lo vuole come presentatore in Germania della tournée del varietà Flic Flac. Nel 1983 presenta a Londra, al Piccadilly Theatre, una sua produzione, Y, che gli vale una candidatura allo Swet Award, e partecipa al Royal Variety.

Il ritorno in Italia, a Roma

Lo stesso anno torna in Italia, e proprio a Roma lo nota il regista televisivo Antonello Falqui, che lo vuole come ospite fisso in dieci puntate di Al Paradise su Rai Uno. Poi i teatri: Varietà, M. Butterfly con Ugo Tognazzi, L'Histoire du Soldat, In Principio Arturo, Amami Arturo, Il Mistero dei Bastardi Assassini. Fra una tournée e l'altra torna a Londra, al National Theatre, e presenta programmi di magia per la televisione inglese.

L'uomo dai mille volti

All'inizio degli anni Novanta perfeziona il trasformismo: il suo magazzino passa da un centinaio a oltre duecento costumi. Nei Massibili interpreta 33 ruoli, in Brachetti in Technicolor 40, nell'Uomo dai 1000 volti 80 personaggi con 100 cambi d'abito. Dal 1994, con la Compagnia della Rancia di Saverio Marconi, lavora al musical Fregoli, che vince il Biglietto d'Oro come spettacolo più visto della stagione. Nel 1999 debutta a Montréal con uno show prodotto dal festival Juste Pour Rire; con L'uomo dai 1000 volti vince il premio Molière 2000 a Parigi.

Il Guinness e la regia

Dal 2002 è nel Guinness dei primati come il trasformista più veloce del mondo, dopo aver interpretato 81 personaggi in uno spettacolo di due ore. Nel Natale 2004 si esibisce all'Eliseo per il presidente Jacques Chirac. Come regista firma tutti gli spettacoli teatrali di Aldo, Giovanni e Giacomo, fra cui Anplagghed nel 2006, e lavora con Raul Cremona e Angelo Branduardi; per due stagioni dirige il teatro di varietà Wintergarten di Berlino.

Change, Ciak si gira, Solo

Nel 2009 è a Londra con Change, diretto da Sean Foley, che gli vale una candidatura al Laurence Olivier Award. Nel 2010 crea con Serge Denoncourt Ciak si gira, dedicato al cinema. Nel 2014 torna in Italia con Brachetti che sorpresa!, scritto anche con il fumettista Leo Ortolani. Nel 2016 nasce Solo, con debutto a novembre nella sua Torino. Nel 2023 è in tournée con il musical Cabaret accanto a Diana Del Bufalo.

I riconoscimenti

Nel 2010 riceve la laurea honoris causa in scenografia dall'Accademia Albertina di Torino; nel 2011 è nominato Chevalier des Arts et des Lettres in Francia; nel 2013 la sua statua di cera entra al museo Grévin di Parigi; il 6 maggio 2014 è nominato Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana. Ha vinto il Premio Flaiano per il teatro. Ha scritto l'autobiografia Uno, Arturo, Centomila (2007) e Tanto per cambiare (2015).

Dieci stagioni di Solo: dal 2016 a oggi

Solo ha debuttato a Torino nel novembre 2016; nel 2027 festeggia la decima stagione dopo oltre settecento repliche e un milione di spettatori, mentre Brachetti si avvicina ai cinquant'anni di carriera.

Un classico contemporaneo

Il teatro lo presenta come un classico senza tempo del teatro visivo, uno spettacolo che si va a vedere e si torna a rivedere. È una definizione pubblicitaria, ma i numeri la sostengono: pochi spettacoli italiani con un solo protagonista arrivano a dieci stagioni.

The Legend of Quick-Change

Nella tournée internazionale e nel circuito di vendita lo spettacolo porta il sottotitolo The Legend of Quick-Change, la leggenda del cambio rapido. È il modo in cui Brachetti è conosciuto fuori dall'Italia, dove il trasformismo si chiama quick-change.

Perché rivederlo

Lo spettacolo è cambiato negli anni, con numeri aggiunti e ritoccati. Chi lo ha visto alla prima stagione troverà una macchina più rodata e un interprete che, a quasi settant'anni, fa ancora le cose che faceva a quaranta.

Una curiosità su Solo di Arturo Brachetti al Teatro Brancaccio — dal 15 al 17 gennaio 2027

Il trasformismo ha un inventore preciso, e Brachetti ne è il biografo oltre che l'erede. Leopoldo Fregoli inventò l'arte del cambio rapido, e dopo la sua morte, nel 1936, il genere scomparve quasi del tutto dai palcoscenici. Brachetti lo ha riportato in vita in tre modi: interpretando Fregoli nel musical omonimo della Compagnia della Rancia, che vinse il Biglietto d'Oro; curando nel 2007 con le memorie dello stesso Fregoli il volume Fregoli raccontato da Fregoli; e firmando nel 2011 la prefazione della biografia di Fregoli scritta da Alex Rusconi, la prima ricerca storica sull'inventore del trasformismo.

La curiosità, per il pubblico romano, ha un risvolto locale. Il primo incontro fra Brachetti e la televisione italiana avvenne proprio a Roma, nel 1983, quando Antonello Falqui lo vide e lo volle ad Al Paradise. Via Merulana non è una tappa qualsiasi della tournée: è uno dei luoghi dove questa storia ha radici.

Un'ultima nota: nel 2002 il Guinness dei primati ha registrato Brachetti come il trasformista più veloce del mondo, con 81 personaggi in due ore. In Solo il ritmo è diverso, più narrativo, ma provate a contare i cambi: perderete il conto prima della metà.

Il Teatro Brancaccio, la sala di Solo

Il Teatro Brancaccio di via Merulana 244 ha la forma attuale dal 1937: due foyer, una grande platea e due balconate, per circa duemila posti dell'epoca. È una delle sale più capienti di Roma per la prosa, il musical e il teatro visivo. La scheda completa è quella del Teatro Brancaccio.

Platea e balconate

La sala si divide in tre livelli. In platea ci sono i settori Poltronissima e Poltrona, con le fasce Gold davanti; sopra la prima balconata, divisa in A e B, e più in alto la seconda. Per Solo il listino pubblicato riguarda i settori di platea, dalla Poltronissima Gold alla Poltrona B.

Dove sedersi per Solo

Qui il consiglio è preciso. Il trasformismo si gode meglio a media distanza: dalla prima fila si vede troppo da vicino e si rischia di cogliere il trucco; dal fondo si perdono le espressioni. La Poltronissima B, a 45 euro, è il compromesso migliore. Le ombre cinesi e il sand painting sono proiettati in grande e si vedono bene da tutta la sala; il laser rende di più dal centro. Le balconate non sono servite da ascensori.

Il polo del Brancaccio

Accanto alla sala principale ci sono il Brancaccino, teatro di circa cento posti per la drammaturgia contemporanea e il teatro per ragazzi, un'area verde per la formazione e una terrazza su via Merulana. Il complesso è sede di Viola Produzioni e ospita l'Accademia STAP Brancaccio e la Brancaccio Musical Academy.

Una cosa che non ti dice nessuno su Solo di Arturo Brachetti al Teatro Brancaccio — dal 15 al 17 gennaio 2027

Solo si chiama così, ma Brachetti in scena non è solo. Il suo antagonista è l'ombra, interpretata da Kevin Michael Moore, e il duello fra i due è la struttura nascosta dello spettacolo. L'ombra è la parte razionale, quella che vorrebbe riportare il sognatore con i piedi per terra: ogni volta che Arturo apre una porta verso la fantasia, l'ombra prova a chiuderla. La battaglia finale a colpi di laser non è un effetto speciale piazzato alla fine, è la risoluzione di un conflitto che attraversa tutta la serata.

La seconda cosa che non si dice è che dietro un one man show c'è una squadra. Un cambio d'abito di pochi secondi richiede costumi costruiti apposta, con chiusure e strati studiati per staccarsi nell'ordine giusto, e mani fuori scena che sanno esattamente dove mettere ogni pezzo. Brachetti ha un magazzino di oltre duecento costumi, e ognuno è un piccolo congegno. Il pubblico applaude l'interprete, ed è giusto, ma la precisione di Solo è anche il lavoro di chi non si vede.

Il giudizio: Solo non è uno spettacolo per bambini che piace anche agli adulti. È uno spettacolo per adulti, con la stanza della madre e i pensierini d'infanzia, che i bambini possono vedere con piacere. La differenza si sente, e fa di Solo qualcosa di più di un varietà.

Date, orari e prezzi di Solo al Brancaccio

Solo di Arturo Brachetti va in scena al Teatro Brancaccio venerdì 15 e sabato 16 gennaio 2027 alle 21 e domenica 17 gennaio in pomeridiana, alle 16 secondo il calendario dell'artista.

Il listino

Il teatro pubblica questi prezzi interi: Poltronissima Gold 65 euro, Poltronissima A 55 euro, Poltronissima B 45 euro, Poltrona A 39 euro, Poltrona B 29 euro. Lo spettacolo dura novanta minuti.

Botteghino

Il botteghino del Brancaccio, in via Merulana 244, è aperto dal martedì al sabato dalle 16 alle 19; la domenica apre in orario di spettacolo, il lunedì è chiuso. L'indirizzo di contatto è botteghino@teatrobrancaccio.it.

Canali ufficiali

Il regolamento del teatro indica come canali ufficiali il sito teatrobrancaccio.it, le biglietterie del teatro, il call center ufficiale e i punti vendita autorizzati. I biglietti sono nominativi e il teatro avverte che quelli comprati su canali non autorizzati possono non dare accesso alla sala.

Cambi e rimborsi

I biglietti non si cambiano e non si rimborsano, salvo annullamento dello spettacolo o disposizioni di legge. Per gruppi, aziende e scuole il Brancaccio ha un ufficio promozioni dedicato.

Come arrivare al Teatro Brancaccio per Solo

Il Teatro Brancaccio è su via Merulana, all'Esquilino, a meno di un chilometro dalla stazione Termini: la fermata più vicina è Vittorio Emanuele della metro A, l'alternativa è Cavour della metro B.

In metro

Dalla fermata Vittorio Emanuele si esce su piazza Vittorio e in pochi minuti si raggiunge via Merulana. Cavour, sulla linea B, è comoda per chi arriva dal Colosseo o da Monti, con un tratto a piedi più lungo. Da Termini la camminata passa per Santa Maria Maggiore.

In autobus

Su via Merulana, alle fermate Merulana/Brancaccio e Merulana/Mecenate, passano le linee 16, 75, 714, 717 e C3. All'incrocio con via Labicana passano anche 3, 53, 85, 87, 186, 571, 810 e la notturna N10, utile per il ritorno dopo le serali.

In taxi

I posteggi più vicini sono in largo Brancaccio, piazza Vittorio, via Principe Amedeo, via Giolitti e via Venosta. All'uscita di una serale piena il posteggio di largo Brancaccio si svuota subito: meglio spostarsi a piazza Vittorio o prenotare.

In auto

Lo sconsiglio. Il teatro non indica parcheggi convenzionati e la sosta serale all'Esquilino è difficile. Chi arriva da fuori può lasciare l'auto vicino a una stazione della metro e proseguire con la linea A o B.

Il consiglio che ti do per visitare Solo di Arturo Brachetti al Teatro Brancaccio — dal 15 al 17 gennaio 2027

Conviene scegliere la replica in base a chi viene con voi. Con i bambini, la pomeridiana della domenica è la scelta ovvia: finisce in tempo per la cena e non stanca. Fra adulti, il venerdì sera è la replica più tranquilla, con il pubblico che arriva dal lavoro e non ha fretta di andare via; il sabato è la sera più piena, e anche la più calda in sala.

Arrivate con anticipo. Il regolamento del Brancaccio chiede di presentarsi un'ora prima, e non ammette ingressi a spettacolo iniziato: per uno show di novanta minuti senza pause lunghe, perdere l'inizio significa perdere la prima stanza della casa, che dà la chiave di tutte le altre.

Sul posto: Poltronissima B, centrale. E un'ultima cosa: non cercate di capire come fa. È la tentazione di tutti, soprattutto degli adulti, e rovina la serata. Brachetti ha passato cinquant'anni a rendere invisibile il trucco; godetevi il risultato, e lasciate i perché al viaggio di ritorno.

Prima dello spettacolo, se avete tempo, fate due passi fino a Santa Maria Maggiore: la basilica, di sera, è una delle immagini più belle dell'Esquilino, e mette nel giusto stato d'animo per un teatro di meraviglie.

Regole di sala al Teatro Brancaccio

Il regolamento del Teatro Brancaccio vale per tutte le repliche di Solo: arrivo almeno un'ora prima, nessun ingresso a spettacolo iniziato, niente foto né riprese, niente cibo in sala.

Posti e ritardi

Si occupa solo il posto assegnato: per ragioni di sicurezza non si cambia poltrona, nemmeno se accanto ce n'è una libera. Le tariffe ridotte valgono solo con un documento che ne provi il diritto.

Guardaroba e oggetti

Il teatro ha guardaroba e bar. Gli ombrelli non entrano in sala. Sono vietati contenitori ingombranti, bottiglie di plastica oltre il mezzo litro, vetro, caschi, macchine fotografiche professionali, treppiedi e bastoni per selfie.

Telefoni

Foto e riprese sono vietate, con o senza flash. Per uno spettacolo di illusioni la regola ha un senso in più: un flash nel momento sbagliato può rovinare un effetto per tutta la sala.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti conoscono Brachetti come trasformista. Meno ricordato è che è uno dei registi più importanti della comicità italiana degli ultimi trent'anni: ha firmato tutti gli spettacoli teatrali di Aldo, Giovanni e Giacomo, compreso Anplagghed del 2006, da cui è nato anche il film Anplagghed al cinema, co-diretto da lui con Rinaldo Gaspari. Nel 2012 e 2013 ha diretto Ammutta muddica, nel 2016 The Best of Aldo, Giovanni e Giacomo Live. Compare anche in due film del trio, Così è la vita e Chiedimi se sono felice, con piccoli camei.

Non solo teatro comico. Brachetti ha lavorato per la televisione americana, con un episodio del Drew Carey Show e alcuni episodi della sitcom Nikki, e in Germania ha diretto per due stagioni il Wintergarten di Berlino. Nel 2013 Le Monde gli ha dedicato un'intervista in prima pagina.

Il dato che conta per chi va a vederlo a Roma è questo: Solo è lo spettacolo di un uomo che sa costruire la comicità degli altri, e che quando la costruisce per sé lo fa con la stessa precisione. I tempi comici del matrimonio in cucina non sono improvvisati: sono il frutto di un mestiere di regia che ha pochi uguali in Italia.

La foto giusta da fare a Solo di Arturo Brachetti al Teatro Brancaccio — dal 15 al 17 gennaio 2027

La foto giusta si fa fuori, sotto l'insegna del Brancaccio su via Merulana, prima dell'ingresso. A gennaio, alle cinque del pomeriggio è già buio, e la facciata illuminata del teatro, con il manifesto di Solo, basta da sola a raccontare la serata. Mettetevi sul marciapiede opposto per avere la facciata intera; con un po' di fortuna, un tram o un autobus di passaggio aggiungono movimento all'immagine.

La seconda foto è per chi arriva a piedi da Termini: Santa Maria Maggiore illuminata, vista da piazza dell'Esquilino con l'obelisco davanti. È un'immagine romana classica, e dieci minuti dopo siete in sala.

Dentro, niente foto durante lo spettacolo: il regolamento del teatro le vieta, e in uno show di illusioni un flash è anche una scortesia verso l'artista. Se volete un ricordo del palcoscenico, aspettate la fine, quando le luci di sala si riaccendono e il sipario è ancora aperto. Una foto del programma di sala o del biglietto, con la data della decima stagione, è il souvenir più sobrio.

Solo di Brachetti con i bambini

Solo è uno spettacolo per tutte le età, e il teatro stesso lo descrive come capace di conquistare spettatori di ogni età da dieci stagioni: la pomeridiana della domenica è la replica pensata per le famiglie.

Regole per i minori

Il regolamento del Brancaccio prevede che i minori di 14 anni entrino accompagnati da un adulto. I bambini sotto i 3 anni entrano gratis se non occupano una poltrona, con un documento che ne attesti l'età; l'accesso resta a discrezione della produzione.

Da che età

Dai sei o sette anni Solo funziona bene: i cambi d'abito, le ombre e il laser tengono l'attenzione, e novanta minuti sono una durata sostenibile. Per i più piccoli scegliete un posto lato corridoio, per poter uscire senza disturbare.

Accessibilità del Teatro Brancaccio

Il Teatro Brancaccio dichiara l'accesso alla platea senza barriere architettoniche, con una rampa, un'area per le sedie a ruote e un bagno accessibile al piano terra.

Sedie a ruote e mobilità ridotta

Per le recite organizzate dal gestore sono disponibili, fino a esaurimento, quattro posti in platea per persone in sedia a ruote con accompagnatore e due per persone con difficoltà di deambulazione. Le balconate non sono accessibili. I posti si prenotano inviando al botteghino il modulo previsto con la documentazione richiesta.

Disabilità visive e uditive

Su prenotazione il teatro riserva posti in platea per spettatori con disabilità visiva e uditiva, e consente l'ingresso con cani di servizio. Solo è uno spettacolo molto visivo, con poca parola: per uno spettatore con disabilità uditiva è una delle scelte più adatte della stagione.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il Teatro Brancaccio nasce nel gennaio 1916 con il nome di Teatro Morgana, costruito a ridosso del terrapieno dei giardini di Palazzo Brancaccio, la residenza della famiglia Field-Brancaccio, che deve il nome a Isabella Field, sposata con il principe Brancaccio. Il legame fra il teatro e il palazzo è quindi fisico prima ancora che nel nome.

Il passaggio decisivo è il 1937, quando la sala viene inaugurata nella configurazione attuale, con due foyer, una grande platea e due balconate per circa duemila posti, e prende il nome di Teatro Brancaccio. Sono gli anni in cui la sala accoglie il varietà romano, che del trasformismo di Fregoli era stato la casa naturale.

Nel 1985 il teatro diventa sede della Fondazione dell'Opera di Roma, che vi resta fino al 2000: quindici anni di lirica in via Merulana. Poi il Comune di Roma ne affida la direzione a Gigi Proietti, fino al 2007; seguono Maurizio Costanzo fino al 2010 e Stage Entertainment Italia fino al 2012. Da settembre 2012 la direzione artistica è di Alessandro Longobardi.

Gli ultimi anni sono quelli della trasformazione in polo culturale: il Brancaccino, l'area verde per la formazione, la terrazza, le accademie, lo Spazio Impero inaugurato nel 2014 con nove sale prova, in rete con la Sala Umberto e lo Spazio Diamante. Il ritorno di Brachetti nel gennaio 2027 si inserisce in una storia fatta di varietà, lirica e grande spettacolo: tutte le famiglie del teatro visivo sono passate da qui.

Intorno al Brancaccio: Esquilino, Monti e via Merulana

Via Merulana collega due basiliche maggiori, Santa Maria Maggiore e San Giovanni in Laterano, e il Brancaccio si trova nel tratto fra le due: chi arriva con un'ora d'anticipo ha intorno una delle zone più dense di storia della città.

A pochi passi

Sulla stessa via ci sono Palazzo Merulana e poco oltre l'Auditorium di Mecenate. Verso nord, oltre la metro, piazza Vittorio con la Porta Alchemica. Verso ovest il rione Monti.

Dove mangiare

Via Merulana e le strade vicine hanno bar e locali di quartiere per un pasto veloce prima delle 21. Piazza Vittorio e dintorni sono l'Esquilino multietnico, con cucine di mezzo mondo e prezzi contenuti. Monti, a un quarto d'ora a piedi, ha trattorie, osterie ed enoteche, la scelta migliore per una cena dopo lo spettacolo. Prenotate: una sala piena esce tutta insieme.

Chi è passato da Solo di Arturo Brachetti al Teatro Brancaccio — dal 15 al 17 gennaio 2027

Sul palcoscenico del Brancaccio sono passati, nella sua storia, Totò, Anna Magnani, Aldo Fabrizi e Gigi Proietti fra gli attori, Fabrizio De André, Louis Armstrong e Jimi Hendrix fra i musicisti. Il teatro stesso ricorda questi nomi, e per uno spettacolo come Solo sono una genealogia precisa.

Totò e Fabrizi vengono dal varietà e dall'avanspettacolo romano, la stessa tradizione da cui era nato Fregoli e che Brachetti ha riportato in teatro. Totò, in particolare, era un maestro della trasformazione comica del corpo e della faccia: un parente stretto del trasformista. Proietti è il caso più vicino. Mattatore capace di cambiare personaggio, voce e registro in pochi secondi, ha diretto il Brancaccio per il Comune di Roma fino al 2007, e ha fatto di via Merulana la casa del teatro d'attore popolare. Brachetti arriva in questa sala dentro la stessa famiglia: quella dell'artista solo in scena che regge una serata intera con la propria versatilità.

La stagione 2026-2027 dà l'idea di chi passa oggi da qui: il musical Il Principe d'Egitto in autunno, Mrs Doubtfire in primavera, con Francesco Cicchella in un altro ruolo di travestimento, e concerti di cantautori e interpreti. Fra questi, lo spettacolo di un trasformista torinese diventato leggenda internazionale è al suo posto.

Metà gennaio a Roma, il periodo di Solo

Le repliche di Solo cadono nel secondo fine settimana dopo l'Epifania, quando Roma torna al ritmo ordinario dopo le feste.

Il clima

Gennaio è il mese più freddo a Roma, con serate limpide e umide. Per il ritorno a piedi verso la metro serve un cappotto vero.

Un fine settimana romano

Per chi viene da fuori, venerdì sera a teatro e il sabato per la città è una buona combinazione: i musei sono meno affollati che durante le feste e Santa Maria Maggiore, a due passi dal teatro, si visita con calma.

Domande frequenti su Solo di Arturo Brachetti a Roma

Quando va in scena Solo di Arturo Brachetti a Roma?

Solo di Arturo Brachetti va in scena al Teatro Brancaccio di Roma dal 15 al 17 gennaio 2027: venerdì 15 e sabato 16 alle 21, domenica 17 in pomeridiana, alle 16 secondo il calendario dell'artista. Il teatro indica le 21 anche per la domenica: fa fede l'orario stampato sul biglietto.

Quanto costano i biglietti di Solo al Brancaccio?

I biglietti di Solo al Teatro Brancaccio costano 65 euro in Poltronissima Gold, 55 in Poltronissima A, 45 in Poltronissima B, 39 in Poltrona A e 29 in Poltrona B, secondo il listino pubblicato dal teatro. Si comprano al botteghino, sul sito del teatro e sul circuito autorizzato.

Quanto dura Solo di Brachetti?

Solo di Arturo Brachetti dura novanta minuti, secondo la presentazione del Teatro Brancaccio. Il regolamento del teatro chiede di arrivare un'ora prima e non ammette ingressi a spettacolo iniziato.

Solo di Brachetti è adatto ai bambini?

Solo di Arturo Brachetti è adatto a tutte le età e la pomeridiana della domenica è la replica più comoda per le famiglie. Al Brancaccio i minori di 14 anni entrano con un adulto e i bambini sotto i 3 anni entrano gratis se non occupano una poltrona.

Chi è Arturo Brachetti?

Arturo Brachetti è un trasformista, attore, illusionista e regista nato a Torino nel 1957, considerato il più importante interprete al mondo del trasformismo teatrale. È nel Guinness dei primati come trasformista più veloce, ha vinto il premio Molière e ha diretto gli spettacoli di Aldo, Giovanni e Giacomo.

Chi c'è in scena con Brachetti in Solo?

In Solo Arturo Brachetti divide la scena con la sua ombra, interpretata da Kevin Michael Moore, che rappresenta la parte razionale del protagonista. Il loro confronto attraversa lo spettacolo e si chiude con una battaglia a colpi di raggi laser.

Come si arriva al Teatro Brancaccio?

Il Teatro Brancaccio, in via Merulana 244, si raggiunge con la metro A fino a Vittorio Emanuele o con la metro B fino a Cavour; su via Merulana passano gli autobus 16, 75, 714, 717 e C3. Da Termini sono meno di un chilometro a piedi.

In chiusura

Fra gli spettacoli di meraviglia, pochi reggono la seconda visione. Solo la regge, perché dietro i cambi d'abito c'è una storia vera, raccontata da un uomo che ha fatto del trasformismo una forma di autobiografia. Prendete la Poltronissima B, arrivate presto, lasciate a casa la voglia di scoprire il trucco. Novanta minuti dopo uscirete su via Merulana con la sensazione di aver visto qualcosa che, fra qualche anno, non si potrà più vedere dal vivo.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento15 Gennaio 2027 21:00 — 17 Gennaio 2027
IndirizzoTeatro Brancaccio, Via Merulana 244, 00185 Roma Esquilino, Roma, Roma Città

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