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Marlene Kuntz suona Il vile al Monk — 17 novembre 2026

Martedì 17 novembre 2026 alle 21:00 i Marlene Kuntz suonano dal vivo al Monk, in via Giuseppe Mirri 35 (00159 Roma), nella sala Teatro del circolo di Casal Bertone, con il concerto «Marlene Kuntz suona Il vile», dedicato al loro secondo album nel trentesimo anniversario dell'uscita. Il Monk si trova a meno di un chilometro dalla stazione Tiburtina, servita dalla metro B e dai treni regionali FL1, FL2 e FL3; in autobus ci si arriva con le linee 163, 409 e 545 indicate dal sito del circolo. I biglietti si acquistano sul circuito di prevendita autorizzato che il Monk collega alla data nella pagina del programma; i prezzi sono pubblicati dal rivenditore autorizzato indicato dall'organizzazione. I bambini fino a dodici anni, accompagnati da un adulto con biglietto, entrano gratis secondo le regole del circolo.

Il vile è uscito il 26 aprile 1996 ed è il disco che ha trasformato una band della provincia di Cuneo in un punto fermo del rock italiano degli anni Novanta. Trent'anni dopo, i Marlene Kuntz lo riportano sul palco per intero, in un tour annunciato nell'ottobre 2025 e partito nel marzo 2026. A Roma la tappa è in una sala di dimensioni contenute, in un martedì di novembre: la situazione migliore per un album che vive di chitarre sature, silenzi improvvisi e testi da ascoltare parola per parola. Chi c'era nel 1996 ritroverà un pezzo della propria giovinezza; chi non c'era capirà perché quella stagione viene ancora citata.

Marlene Kuntz al Monk: la serata del 17 novembre

Il concerto dei Marlene Kuntz al Monk è in programma martedì 17 novembre 2026 alle 21:00, nella sala Teatro, ed è annunciato dal circolo con il titolo «Suona Il vile». Il cartellone ufficiale del Monk lo inserisce fra i concerti dal vivo dell'autunno, con l'orario serale classico delle nove.

Un disco suonato per intero

La formula è quella dell'album eseguito dall'inizio alla fine, già sperimentata dalla band con successo. Nel 2017, per i vent'anni del disco, i Marlene Kuntz avevano portato Il vile nei club di tutta Italia, risuonandolo integralmente, con diverse date esaurite. Per il trentennale la scelta si ripete, con una formazione in parte diversa e con trent'anni di distanza da quelle canzoni.

La sala Teatro

Il concerto si tiene al chiuso, nella sala che il Monk chiama Teatro, ricavata in uno dei due casali del circolo. È una sala da club: il pubblico in piedi, la band a pochi metri, il suono che arriva addosso senza filtri. Per un disco come Il vile, fatto di dinamiche estreme, è il contesto giusto.

Un martedì sera

Il giorno feriale ha i suoi vantaggi. Il traffico dell'ora di cena è smaltito, il quartiere è tranquillo, e chi lavora in centro può raggiungere Tiburtina con la metro senza fretta. Il rovescio è il ritorno: con la fine del concerto verso le undici conviene pensare prima a come rientrare, soprattutto per chi non abita sulla linea B.

La formazione

La formazione attuale dei Marlene Kuntz, secondo l'enciclopedia libera in lingua italiana, è composta da Cristiano Godano alla voce e alla chitarra, Riccardo Tesio alla chitarra, Luca «Lagash» Saporiti al basso e Sergio Carnevale alla batteria. Il circolo non pubblica la formazione per la data romana: questi sono i musicisti che accompagnano oggi la band.

Il vile, il disco del 1996 che torna sul palco

Il vile è il secondo album in studio dei Marlene Kuntz, registrato fra la fine di novembre 1995 e il febbraio 1996 e pubblicato il 26 aprile 1996 dal Consorzio Produttori Indipendenti. Arriva due anni dopo Catartica e ne raccoglie l'eredità, spingendo più a fondo sulla stessa idea: chiudere il rumore dentro la forma canzone.

Le radici nei demo

Alcune idee del disco vengono da lontano. Nel terzo demo della band, registrato nel marzo 1992, c'era un brano intitolato La divina: una versione riveduta sarebbe diventata Cenere, proprio su Il vile. Il gruppo lavorava così, riprendendo e limando per anni canzoni nate in sala prove a Cuneo.

La produzione

Il vile appartiene alla prima stagione dei Marlene Kuntz, quella dei tre album prodotti da Marco Lega, che collaborava stabilmente con la band dai tempi di Catartica. Solo con il quarto disco, Che cosa vedi, del 2000, il gruppo cambierà produttore, lavorando con Gianni Maroccolo.

Il tour e Petali di candore

Come era accaduto per Catartica, il tour di Il vile partì poco dopo l'uscita dell'album e si concluse nel febbraio 1997. Durante quei concerti fu girato un home video, Petali di candore, con brani registrati dal vivo dai primi due dischi e parti dedicate alla vita in tour. È il documento migliore per capire che cosa fossero i Marlene Kuntz sul palco a metà degli anni Novanta.

Perché conta ancora

Nel rock italiano di quegli anni pochi dischi hanno avuto la stessa influenza. Il vile ha mostrato che si poteva scrivere in italiano, con testi letterari e mai banali, usando le chitarre come le usavano i Sonic Youth. È un disco che si ascolta con attenzione, non in sottofondo: dal vivo pretende la stessa attenzione, e la ripaga.

Marlene Kuntz: la biografia della band di Cuneo

I Marlene Kuntz sono un gruppo rock alternativo italiano nato nel 1988 in provincia di Cuneo, attivo da oltre trentacinque anni, con dieci album in studio all'attivo fino a Karma Clima del 2022. Lo stile unisce il rumore del noise rock americano a una forte vena cantautorale.

Le origini a Confreria

Il primo nucleo nasce nel 1988 attorno al batterista Luca Bergia e al chitarrista Riccardo Tesio, che si ritrovano a provare con alcuni amici a casa di Bergia. Nell'inverno dello stesso anno arriva il bassista Franco Ballatore e il gruppo trova una sala prove a Confreria, frazione di Cuneo. Nel 1989 si aggiunge Cristiano Godano, chitarrista e cantante reduce dai Jack on Fire, che comincia a scrivere testi e parti di chitarra.

Il nome

La prima voce del gruppo è Alex Astegiano, ex batterista dei Jack on Fire. È lui a proporre Marlene, per il fascino di Marlene Dietrich; Godano aggiunge Kuntz, titolo di un brano dei Butthole Surfers dal significato volutamente provocatorio. Per un periodo si pensò a un nome più lungo, poi abbandonato. Il primo concerto si tiene il 13 maggio 1989 al Parco Monviso di Cuneo.

I demo e Rock Targato Italia

Nel febbraio 1990 esce un primo demo di quattro brani, accolto bene dalla critica. Nell'aprile dello stesso anno Astegiano lascia e Godano diventa la voce del gruppo, continuando a suonare la chitarra. Il terzo demo, del 1992, porta la band fra i sedici finalisti della quinta edizione di Rock Targato Italia a Milano: il gruppo non entra fra i primi otto, ma viene ripescato quando uno dei vincitori si ritira. A luglio registra Canzone di domani con Gianni Maroccolo.

Catartica

Il 13 maggio 1994 esce Catartica, primo album del gruppo e primo titolo del Consorzio Produttori Indipendenti. Una versione di Lieve, brano che la band voleva scartare, viene suonata negli studi di Videomusic dal Consorzio Suonatori Indipendenti e inserita nell'album In quiete: fu Giovanni Lindo Ferretti a volerla, e quella cover contribuì a far conoscere i Marlene Kuntz al grande pubblico.

Gli anni Novanta

Dopo Il vile, nel 1998 esce l'EP Come di sdegno e nel gennaio 1999 Ho ucciso paranoia, anche in edizione doppia con le improvvisazioni di Spore. Il tour del 1999 supera le ottanta date e produce il primo album dal vivo, H.U.P. Live in Catharsis. In quegli anni lo scrittore Enrico Brizzi li definisce «l'unico gruppo italiano di rock».

Il disco d'oro e Senza peso

Nel 2000 Che cosa vedi, coprodotto con Gianni Maroccolo e con la partecipazione di Skin nel brano La canzone che scrivo per te, supera le cinquantamila copie e vale alla band il disco d'oro. Per Senza peso, del 2003, il gruppo si trasferisce a Berlino e lavora con Rob Ellis e Head: è il primo album per la Virgin. Nello stesso anno i Marlene Kuntz suonano al Concerto del Primo Maggio a Roma, dove incontrano Nick Cave, uno degli autori preferiti di Godano.

Bianco sporco, Uno e la canzone d'autore

Bianco sporco, registrato fra Cuneo e Roma, esce nel marzo 2005 con Maroccolo al basso. Nel 2007 arriva Uno, registrato a Cuneo, con Paolo Conte al pianoforte nel brano Musa: un disco che si avvicina alla canzone italiana classica. Il tour che segue conta 115 date. Nel 2009 esce la prima raccolta ufficiale, con le cover di Impressioni di settembre della Premiata Forneria Marconi e di La libertà di Giorgio Gaber.

Cinema, Sanremo e televisione

Nel 2009 la band firma la colonna sonora di Tutta colpa di Giuda di Davide Ferrario, in cui Godano esordisce come attore; Canzone in prigione riceve nel 2010 la candidatura al David di Donatello per la migliore canzone originale. Nel 2012 i Marlene Kuntz partecipano al Festival di Sanremo con Canzone per un figlio, duettano con Patti Smith e vincono il Premio della Sala Stampa. Nel 2013 sono coach vocali a The Voice of Italy, nella squadra di Piero Pelù.

Dagli anni Dieci a Karma Clima

Seguono Ricoveri virtuali e sexy solitudini (2010), prodotto da Howie B, Nella tua luce (2013) e Lunga attesa (2016), che porta la band per la prima volta nei club europei, da Parigi a Londra e Dublino. Nel 2019 il gruppo festeggia trent'anni di carriera e Godano pubblica il libro Nuotando nell'aria, dietro trentacinque canzoni della band. Nel 2022 esce Karma Clima, prodotto da Taketo Gohara, dedicato alla crisi climatica, con la Budapest Art Orchestra ed Elisa. Nel marzo 2023 muore Luca Bergia, fondatore e storico batterista del gruppo.

La discografia dei Marlene Kuntz in breve

I Marlene Kuntz hanno pubblicato dieci album in studio fra il 1994 e il 2022, da Catartica a Karma Clima, oltre a cinque album dal vivo, EP e raccolte.

Gli album in studio

Catartica (1994), Il vile (1996), Ho ucciso paranoia (1999), Che cosa vedi (2000), Senza peso (2003), Bianco sporco (2005), Uno (2007), Ricoveri virtuali e sexy solitudini (2010), Nella tua luce (2013), Lunga attesa (2016), Karma Clima (2022). È una sequenza che va dal noise dei primi anni a una scrittura sempre più vicina alla canzone d'autore.

Dal vivo

H.U.P. Live in Catharsis (1999), S-Low (2006), Cercavamo il silenzio (2009), registrato al Teatro Sannazaro di Napoli, 302010 MK²LIVE (2020) e Catartica Live 2024. C'è anche il DVD della puntata di MTV Storytellers registrata nel novembre 2005 all'Università di Bologna.

Da dove cominciare

Per chi va al Monk il compito è semplice: ascoltare Il vile dall'inizio alla fine, possibilmente due volte. Chi vuole capire da dove viene aggiunga Catartica; chi vuole sapere dove è arrivata la band ascolti Karma Clima. In mezzo, Che cosa vedi resta il disco più accessibile.

I Marlene Kuntz dal vivo: che cosa aspettarsi

I concerti dei Marlene Kuntz sono noti per il volume, le lunghe code strumentali e l'attenzione alla parola, tutti elementi che in un album come Il vile trovano il loro spazio ideale.

Le improvvisazioni

La band ha sempre dato spazio alla sperimentazione: l'EP Come di sdegno del 1998 conteneva una lunga improvvisazione di circa ventiquattro minuti, e Spore raccoglieva sedici tracce nate dalle jam session. Anche quando il programma è fissato, come in un disco suonato per intero, il suono dal vivo resta aperto.

Acustico ed elettrico

Nel tempo il gruppo ha alternato concerti elettrici e acustici, tour nei teatri e nei club, fino alla formula del doppio concerto, acustico ed elettrico, provata a Milano nel 2018 e ripresa per i trent'anni di carriera. Il vile al Monk appartiene al versante elettrico: chi ama il suono pieno delle chitarre sarà servito.

L'ascolto in sala

Il pubblico dei Marlene Kuntz è fedele e attento. Si canta, ma si ascolta anche. Per chi ha l'orecchio sensibile, un paio di tappi auricolari da concerto non tolgono nulla e aiutano a godersi le due ore senza fischi il giorno dopo.

Il Monk, la sala dei Marlene Kuntz a Casal Bertone

Il Monk si trova in fondo a via Giuseppe Mirri 35, fra Casal Bertone e il Portonaccio, a meno di un chilometro dalla stazione Tiburtina, ed è attivo dal 2014. Il nome rende omaggio a Thelonious Sphere Monk, il pianista che fece dell'irregolarità una regola.

Due casali e un parco

Il circolo occupa due casali, circa 500 metri quadrati in tutto, e due aree all'aperto dentro un parco di un ettaro. Il sito ufficiale lo presenta come un piccolo mondo rurale in un quartiere ad alta densità abitativa: si arriva fra palazzi e binari, si entra in un giardino. A novembre il parco è buio e fresco, e la vita si sposta nella sala Teatro.

Un cartellone aperto

Concerti di ogni dimensione, teatro, laboratori, presentazioni, festival, mercati e attività per famiglie, con bar e cucina. La scheda del luogo è Monk; il programma aggiornato è sul sito ufficiale del Monk.

Senza barriere

Il circolo dichiara spazi privi di barriere architettoniche, aperti a tutte le età. Per chi si muove in sedia a rotelle o con difficoltà motorie è un dato concreto, e non tutte le sale da concerto della città possono offrirlo.

Casal Bertone e i dintorni del Monk

Casal Bertone è un quartiere del quadrante est di Roma, chiuso fra la ferrovia di Tiburtina, la via Prenestina e il Portonaccio, cresciuto accanto allo scalo ferroviario.

Una periferia fatta di binari

La ferrovia disegna tutta la zona. Il Monk si descrive come nato fra Casalbertone e Portonaccio, e l'area intorno a Tiburtina, con la nuova stazione e i cantieri, è cambiata molto negli ultimi anni. Circoli come questo hanno portato qui un pubblico che prima attraversava il quartiere solo in treno.

Il Verano e San Lorenzo

Oltre i binari, verso ovest, si trovano il Cimitero del Verano e la basilica di San Lorenzo fuori le Mura. Il quartiere di San Lorenzo, universitario e notturno, è a pochi minuti di taxi: è la meta naturale per chi vuole bere qualcosa dopo il concerto.

Villa Torlonia e Porta Maggiore

Verso nord, lungo la Nomentana, c'è Villa Torlonia, con il Casino Nobile e la Casina delle Civette. Verso sud, oltre la Prenestina, Porta Maggiore ricorda che anche questa periferia poggia su acquedotti antichi.

Come arrivare al Monk per i Marlene Kuntz

Il Monk si raggiunge con la metro B o con i treni regionali FL1, FL2 e FL3 fino a Tiburtina, a meno di un chilometro, oppure con gli autobus 163, 409 e 545 indicati dal sito del circolo.

Metro e treno

Da Termini la metro B arriva a Tiburtina in pochi minuti; dalla stazione a via Giuseppe Mirri si cammina una decina di minuti. All'andata non ci sono problemi. Al ritorno conviene controllare l'orario dell'ultima corsa della metro nei giorni feriali, perché un concerto che comincia alle nove finisce tardi.

In autobus

Le linee 163, 409 e 545 servono la zona. Di sera le frequenze si diradano: per il percorso esatto e per il rientro, il calcolatore dell'azienda dei trasporti di Roma, impostato su giorno e ora del concerto, evita attese al freddo.

In auto e in taxi

Casal Bertone è fuori dalla zona a traffico limitato e di martedì sera il parcheggio nelle vie vicine è in genere possibile, con un po' di pazienza. Per chi viene da lontano, il taxi fino a via Mirri o fino a Tiburtina resta la soluzione più semplice per il ritorno.

Per chi viene da fuori Roma

Tiburtina è anche stazione dell'alta velocità. Chi arriva da un'altra città deve però mettere in conto una notte a Roma: con la fine del concerto verso le undici, i treni utili per ripartire la sera stessa sono pochi o nessuno.

Biglietti per i Marlene Kuntz al Monk

I biglietti per «Marlene Kuntz suona Il vile» al Monk si acquistano sul circuito di prevendita autorizzato collegato alla data dalla pagina del programma ufficiale del Monk. Lì sono indicati anche prezzi e disponibilità.

Comprare per tempo

Nel 2017 il tour per i vent'anni di Il vile registrò diverse date esaurite nei club. La sala Teatro del Monk ha una capienza contenuta: chi è sicuro di andare non aspetti la settimana del concerto.

Informazioni

Per domande su accesso, accessibilità e servizi il Monk indica l'indirizzo info@monkroma.it. È il canale giusto anche per chiedere se per questa data sono previsti i giubbotti vibranti per le persone sorde.

Come organizzare la serata con i Marlene Kuntz

Il concerto dei Marlene Kuntz al Monk comincia alle 21:00: arrivando verso le 20:15 c'è il tempo di entrare, mangiare qualcosa nel circolo e trovare posto in sala.

Prima del concerto

Di martedì la giornata è di lavoro per quasi tutti. La soluzione più pratica è uscire dall'ufficio, prendere la metro B e cenare direttamente al Monk. Chi ha il pomeriggio libero può fare un giro al Verano o a Villa Torlonia, ricordando che a novembre fa buio presto.

Dopo il concerto

Verso le undici il concerto è finito. San Lorenzo e il Pigneto sono le zone più vicine per un ultimo bicchiere; per chi rientra con i mezzi, meglio andare direttamente a Tiburtina.

L'ascolto prima di uscire

Un solo compito: Il vile, per intero. Chi ha tempo aggiunga Petali di candore, il video del tour del 1996 e 1997, per vedere com'era la band quando quelle canzoni erano nuove.

Dove mangiare al Monk e nei dintorni

Il Monk ha una propria cucina con food truck: cenare nel circolo prima del concerto è la soluzione più comoda.

La cucina del circolo

Il menu pubblicato sul sito comprende hamburger, supplì, falafel e parmigiana, con opzioni vegane e senza glutine. Chi ha allergie deve segnalarlo al personale al momento dell'ordine.

Nei dintorni

Fra Casal Bertone e il Portonaccio ci sono trattorie e pizzerie di quartiere, frequentate soprattutto da residenti. L'offerta più ampia è a San Lorenzo e al Pigneto, entrambi a pochi minuti: di sera tardi è lì che si trovano cucine ancora aperte.

Accessibilità, bambini e informazioni pratiche

Il Monk dichiara spazi privi di barriere architettoniche e pubblica una pagina sull'accessibilità con le regole per bambini, minorenni e persone sorde.

Con i bambini

I bambini fino a dodici anni entrano gratis se accompagnati da un adulto con biglietto, uno per adulto. Un concerto rock alle nove di sera di un martedì non è l'ideale per i più piccoli; con un ragazzo curioso di dieci o dodici anni può invece diventare un ricordo. Le cuffie antirumore sono indispensabili.

Minorenni

I minori partecipano solo se accompagnati da un genitore o da un parente maggiorenne con delega firmata. Chi pensa di mandare un figlio adolescente con gli amici deve tenerne conto prima di comprare il biglietto.

Giubbotti vibranti

Per alcuni concerti segnalati il Monk mette a disposizione i giubbotti Woojer Vest 3, che permettono alle persone sorde di percepire la musica attraverso le vibrazioni. Per questa data conviene chiedere in anticipo.

Novembre a Roma: la stagione dei concerti al chiuso

A metà novembre Roma entra nella stagione dei concerti al chiuso, e il cartellone dei club è fra i più ricchi dell'anno.

Il clima

Le serate di novembre sono fresche e spesso piovose. Un giubbotto impermeabile e scarpe comode sono la tenuta giusta: il tratto a piedi fra Tiburtina e via Mirri è breve, ma di notte e sotto la pioggia si sente.

Le settimane al Monk

Il programma del Monk intorno al 17 novembre è fitto: l'8 novembre Mark Guiliana con Beat 2.0, il 19 Roberto Colella, il 21 Henge con Mark The Hammer. A dicembre arrivano i Desire e i Modena City Ramblers. Chi segue il rock italiano può costruirsi un mese intero in questa sala.

Una curiosità su Marlene Kuntz suona Il vile al Monk — 17 novembre 2026

Il primo concerto dei Marlene Kuntz non si tenne in un club ma in un parco: il 13 maggio 1989, al Parco Monviso di Cuneo, il gruppo suonò alcuni pezzi originali, fra cui 1° 2° 3° e La verità, e una cover dei Jack on Fire, Emozioni nascoste. È una coincidenza che vale la pena ricordare arrivando al Monk, un circolo che si presenta come un piccolo mondo rurale dentro un parco di un ettaro.

C'è poi la storia del nome. La prima voce del gruppo, Alex Astegiano, propose Marlene pensando a Marlene Dietrich; Cristiano Godano aggiunse Kuntz, dal titolo di un brano dei Butthole Surfers che in inglese suona come un insulto pesante. Per un certo periodo i musicisti pensarono a una formula più lunga, legata alla loro abitudine di usare oggetti di ogni tipo per produrre suoni; poi la lasciarono perdere, per non essere scambiati per un gruppo di rock demenziale.

Infine un dettaglio che riguarda proprio Il vile. Uno dei brani più amati del disco, Cenere, esisteva già nel 1992, in un demo, con un altro titolo: La divina. Quattro anni di lavoro separano quella prima versione dal disco. È la prova di un metodo: i Marlene Kuntz non hanno mai avuto fretta, e il disco che si ascolta al Monk è il risultato di anni di sala prove a Confreria.

Una cosa che non ti dice nessuno su Marlene Kuntz suona Il vile al Monk — 17 novembre 2026

Per i Marlene Kuntz il Monk non è una sala nuova. Nel 2024, durante il tour per i trent'anni di Catartica, le ultime date si tennero proprio al Monk di Roma, a ottobre, e al Legend Club di Milano, a dicembre. Il concerto di novembre 2026 è quindi un ritorno: due anni dopo aver chiuso in questa sala la celebrazione del primo disco, la band vi porta il secondo.

Questo ha una conseguenza pratica. Chi era presente nel 2024 sa già come suona la sala Teatro con le chitarre di Godano e Tesio, e sa che il pubblico dei Marlene Kuntz arriva presto e riempie le prime file. Chi viene per la prima volta farà bene a non arrivare all'ultimo minuto.

C'è anche una seconda cosa che si dice poco. La formazione che suona Il vile nel 2026 non è quella che lo registrò: Luca Bergia, batterista e fondatore, è scomparso nel 2023, e al basso c'era allora Dan Solo. Oggi dietro la batteria siede Sergio Carnevale, già batterista dei Bluvertigo, entrato nel 2021; al basso c'è Luca Saporiti. Il disco è lo stesso, la band che lo suona ha attraversato trent'anni di cambiamenti, e si sente.

Il consiglio che ti do per visitare Marlene Kuntz suona Il vile al Monk — 17 novembre 2026

Il consiglio è semplice: arrivate sapendo le canzoni. Un disco suonato per intero ha una sua drammaturgia, fatta di attese, di passaggi quieti e di esplosioni, e la si apprezza molto di più se si sa che cosa viene dopo. Nei giorni prima del concerto ascoltate Il vile dall'inizio alla fine, senza saltare nulla, magari in cuffia e con il libretto dei testi davanti.

Poi scegliete bene il posto in sala. Ai concerti in club vale una regola: le prime file per chi vuole vivere il concerto con il corpo, il centro sala per chi vuole sentire il suono bilanciato, il fondo vicino al bar per chi preferisce muoversi. Per Il vile, dove le parole contano quanto le chitarre, il centro sala è la scelta migliore.

Infine il ritorno. Un martedì sera, con la fine del concerto verso le undici, il rischio è restare a piedi. Decidete prima se rientrare in metro, in taxi o in auto, e fatelo sapere a chi è con voi. Sembra un dettaglio organizzativo; è quello che decide se la serata finisce bene. Per serate organizzate per gruppi e aziende, Tour Leader Pro costruisce programmi su misura.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Si sa che i Marlene Kuntz sono piemontesi. Si ricorda meno quanto la loro storia sia passata da Roma. Il sesto album, Bianco sporco, fu registrato nei primi mesi del 2005 fra Cuneo e Roma. Nel 2003, durante il tour di Senza peso, la band suonò al Concerto del Primo Maggio, e lì incontrò Nick Cave, uno degli autori prediletti di Godano.

Al Primo Maggio romano i Marlene Kuntz tornarono più volte: nel 2010 con il progetto Beautiful, in cui Godano cantava in inglese insieme a Gianni Maroccolo e Howie B; nel 2016, dopo l'uscita di Lunga attesa. Nel 2020 Godano partecipò da solo al concertone, registrato quell'anno all'Auditorium di Roma.

E poi il teatro. Dal 24 al 29 ottobre 2017 la band collaborò al Teatro Ambra Jovinelli a uno spettacolo che sonorizzava dal vivo il film muto Il castello di Vogelod di Murnau, con la voce narrante di Claudio Santamaria. Il lavoro valse ai Marlene Kuntz, nel 2019, il Premio Le Maschere del Teatro Italiano per le migliori musiche. Roma, insomma, è una delle città in cui questa band di provincia ha scritto pagine importanti.

La foto giusta da fare a Marlene Kuntz suona Il vile al Monk — 17 novembre 2026

In una sala come il Teatro del Monk le luci sono basse e il fumo di scena non manca. La foto giusta non è quella scattata col flash dalla prima fila, che rovina la vista agli altri e restituisce un'immagine piatta: è quella scattata dal centro sala, un po' in alto, quando le luci si accendono tutte insieme su un'esplosione di chitarre.

Il soggetto classico è Cristiano Godano al microfono, con la chitarra a tracolla, ma la foto più interessante mette nella stessa inquadratura le due chitarre, la sua e quella di Riccardo Tesio: sono loro, fin dal 1988 e dal 1989, il cuore del suono della band. Tesio è l'unico membro presente dal primo giorno.

Fuori dalla sala, la foto giusta è quella del parco del Monk di notte, con i due casali illuminati e il cartellone della serata. È un'immagine che racconta bene il luogo: un pezzo di campagna in mezzo ai binari di Tiburtina.

Un consiglio pratico: scattate due o tre foto all'inizio, poi mettete via il telefono. Un disco come Il vile si ascolta, non si filma per intero, e chi è alle vostre spalle vi sarà grato.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Monk come spazio culturale comincia nel 2014, quando i due casali in fondo a via Giuseppe Mirri e il parco che li circonda aprono alla città con concerti, teatro, laboratori, presentazioni e attività per famiglie. Fin dall'inizio il circolo sceglie l'apertura a tutte le età e l'assenza di barriere architettoniche.

Per la storia dei Marlene Kuntz, l'avvenimento da ricordare è l'ottobre 2024: la band chiude qui, insieme alla data di Milano di dicembre, il tour per i trent'anni di Catartica, con una scaletta costruita sulle canzoni degli anni Novanta. Il concerto del 2026 riprende quel filo, spostandolo sul secondo disco.

Negli anni il cartellone del circolo è cresciuto fino a comprendere band storiche del rock internazionale e italiano, jazz, cantautori, elettronica e comicità. D'estate si vive nel parco, d'autunno e d'inverno nella sala Teatro. Più di recente il Monk ha introdotto i giubbotti vibranti per le persone sorde e la formula Concerto Presto, con inizio alle sette di sera.

Il quartiere intorno è una periferia nata con la ferrovia. Casal Bertone e il Portonaccio crescono a ridosso dello scalo e della stazione Tiburtina, oggi uno dei principali nodi dell'alta velocità. È il paesaggio giusto per una band che ha sempre preferito la provincia e i margini ai centri.

Chi è passato da Marlene Kuntz suona Il vile al Monk — 17 novembre 2026

Dalla sala Teatro del Monk sono passati, prima di tutto, gli stessi Marlene Kuntz, nell'ottobre 2024, con il tour di Catartica. Il cartellone dell'autunno 2026 dà un'idea del livello degli artisti che frequentano il circolo: i Lemonheads di Evan Dando, i Fleshtones con lo spettacolo per i cinquant'anni, Fink, gli Azymüth, JMSN, Leo Middea, il batterista Mark Guiliana, e dopo i Marlene Kuntz Roberto Colella, Henge con Mark The Hammer, i Desire e i Modena City Ramblers.

Nella storia dei Marlene Kuntz, poi, sono passati molti nomi che contano. Gianni Maroccolo, che produsse con loro Che cosa vedi e suonò il basso su Bianco sporco e Uno. Skin, coautrice di La canzone che scrivo per te e di nuovo accanto alla band nel 2019 per una versione di Bella ciao. Paolo Conte al pianoforte in Musa. Patti Smith sul palco di Sanremo nel 2012. Howie B alla produzione di Ricoveri virtuali e sexy solitudini. Elisa in Karma Clima.

E ci sono i musicisti che hanno fatto parte del gruppo: Alex Astegiano, Franco Ballatore, Gianluca Viano, Paolo Enria, Dan Solo, Rob Ellis, Davide Arneodo, e Luca Bergia, che con Riccardo Tesio fondò la band nel 1988. Nel 2018 i Marlene Kuntz aprirono il concerto dei Depeche Mode a Barolo, su invito del gruppo inglese. È una storia lunga, e la sera del 17 novembre ne passa per Casal Bertone un capitolo intero.

Domande frequenti sui Marlene Kuntz al Monk

Quando suonano i Marlene Kuntz a Roma nel 2026?

I Marlene Kuntz suonano a Roma martedì 17 novembre 2026 alle 21:00 al Monk, in via Giuseppe Mirri 35, nella sala Teatro. Il concerto, annunciato dal circolo come «Marlene Kuntz suona Il vile», è dedicato al secondo album della band, uscito nel 1996, eseguito per intero nel trentesimo anniversario.

Dove si trova il Monk?

Il Monk si trova in via Giuseppe Mirri 35, 00159 Roma, fra Casal Bertone e il Portonaccio, a meno di un chilometro dalla stazione Tiburtina. Ci si arriva con la metro B o con i treni FL1, FL2 e FL3 fino a Tiburtina, oppure con gli autobus 163, 409 e 545.

Come si comprano i biglietti per i Marlene Kuntz al Monk?

I biglietti per i Marlene Kuntz al Monk si comprano sul circuito di prevendita autorizzato collegato alla data dalla pagina del programma ufficiale del Monk, dove sono pubblicati anche i prezzi. Conviene muoversi presto: la sala Teatro ha una capienza contenuta.

Che cos'è Il vile dei Marlene Kuntz?

Il vile è il secondo album dei Marlene Kuntz, pubblicato il 26 aprile 1996 dal Consorzio Produttori Indipendenti dopo il debutto di Catartica. Registrato fra il 1995 e il 1996, è uno dei dischi più influenti del rock italiano degli anni Novanta, e al Monk viene suonato dall'inizio alla fine.

Chi suona oggi nei Marlene Kuntz?

La formazione attuale dei Marlene Kuntz comprende Cristiano Godano alla voce e alla chitarra, Riccardo Tesio alla chitarra, Luca Saporiti al basso e Sergio Carnevale alla batteria. Tesio è l'unico presente dalla fondazione del 1988; Godano è entrato nel 1989.

A che ora finisce il concerto dei Marlene Kuntz al Monk?

Il Monk indica per i Marlene Kuntz l'inizio alle 21:00 e non pubblica l'orario di fine. Un album suonato per intero, con eventuali brani aggiunti, porta a una chiusura intorno alle undici: conviene organizzare il ritorno tenendo conto degli ultimi mezzi da Tiburtina.

Si può andare al concerto dei Marlene Kuntz al Monk con i bambini?

Il Monk ammette gratis i bambini fino a dodici anni accompagnati da un adulto con biglietto, uno per adulto; i minori entrano solo con un genitore o un parente maggiorenne con delega. Per un concerto rock serale in settimana servono cuffie antirumore e un bambino già abituato alla musica dal vivo.

I Marlene Kuntz hanno già suonato al Monk?

Sì, i Marlene Kuntz hanno già suonato al Monk di Roma nell'ottobre 2024, in una delle ultime date del tour per i trent'anni di Catartica, chiuso poi a dicembre a Milano. Il concerto del 17 novembre 2026 è quindi un ritorno nella stessa sala, con il secondo album.

In chiusura

Molte band italiane degli anni Novanta sono tornate a suonare i propri dischi storici, e non sempre ne è valsa la pena. Con i Marlene Kuntz il discorso è diverso: non hanno mai smesso di scrivere e di suonare, e Il vile non è un reperto ma un disco che regge ancora benissimo. Ascoltatelo a casa nei giorni prima, arrivate al Monk con un po' di anticipo, mettetevi al centro della sala. Alle undici uscirete nel parco buio di via Mirri con le orecchie che fischiano e la sensazione di aver sentito da vicino un pezzo di storia del rock italiano.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento17 Novembre 2026 21:00
IndirizzoMonk, Via Giuseppe Mirri 35, 00159 Roma Roma Città

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