Marina Bindella. Cosmografie al Museo Carlo Bilotti — dal 26 settembre al 15 novembre 2026
Marina Bindella. Cosmografie è la mostra che il Museo Carlo Bilotti, nell'Aranciera di Villa Borghese, dedica fino al 15 novembre 2026 alla ricerca recente dell'artista e incisora: circa quaranta opere tra dipinti, xilografie, acquerelli, libri d'artista e grandi installazioni polittiche, a cura di Ilaria Schiaffini. La mostra è aperta dal 26 settembre al 15 novembre 2026, dal martedì al venerdì dalle 10 alle 16, il sabato e la domenica dalle 10 alle 19; il lunedì il museo è chiuso e l'ultimo ingresso è 45 minuti prima della chiusura. Il museo ha due accessi dentro la villa, in viale Fiorello La Guardia 6 e in viale dell'Aranciera 4, nel Municipio II. Per i mezzi pubblici la via più semplice è il calcolatore di percorso di ATAC, mettendo in conto l'ultimo tratto a piedi nel parco. Con la MIC card l'ingresso è gratuito; le tariffe ordinarie sono pubblicate nella pagina Biglietti del sito ufficiale del Museo Carlo Bilotti, dove si acquista anche online sul circuito di prevendita dei Musei in Comune. Informazioni allo 060608, tutti i giorni dalle 9 alle 19.

Una mostra di segni minuscoli e di spazi immensi, in un museo piccolo dentro il parco più amato di Roma. Marina Bindella lavora da oltre quarant'anni sulla xilografia, cioè sull'incisione su legno, e da lì è partita per arrivare all'acquerello, alla pittura, al graffito, ai cartoni ondulati. Cosmografie raccoglie i lavori dal 2020 a oggi, con qualche affondo negli anni precedenti, e li mette in dialogo con la fisica quantistica e con la filosofia di Anassimandro. Può sembrare un programma difficile; davanti alle opere diventa un'esperienza di luce. A nostro giudizio è una delle mostre più riuscite che si possano vedere quest'autunno in uno spazio comunale.
Marina Bindella. Cosmografie: che cosa si vede
Cosmografie presenta circa quaranta opere di Marina Bindella, realizzate soprattutto dal 2020 a oggi: dipinti, xilografie, acquerelli, grandi installazioni polittiche e una selezione di libri d'artista, esposti al Museo Carlo Bilotti dal 26 settembre al 15 novembre 2026.
Il senso del titolo
Il titolo allude a un universo di immagini in espansione. Le cosmografie di Bindella, spiega il museo, non sono semplici rappresentazioni del cosmo: sono mappe interiori di processi in divenire. Aggregazioni e rarefazioni, trame, orbite, vibrazioni che sembrano raccontare il passaggio da una materia primordiale, informe, a una realtà che prende forma attraverso relazioni invisibili tra gli elementi.
Dal cosmo alla fisica quantistica
I temi cosmici sono sempre stati presenti nel lavoro dell'artista. Negli ultimi anni però Bindella si è spinta verso ciò che i sensi non percepiscono: da un lato la dimensione subatomica della meccanica quantistica, dall'altro l'immensità siderale esplorata dall'astrofisica. Le sue fonti dichiarate sono Anassimandro, con il concetto di àpeiron, lo sconfinato, e due protagonisti della fisica del Novecento, Paul Dirac ed Erwin Schrödinger.
Luce e tempo
La curatrice Ilaria Schiaffini, docente di Storia dell'arte contemporanea alla Sapienza, individua nella luce e nel tempo i due fili conduttori delle opere riunite. L'immagine appare come il frammento di un processo più vasto di aggregazione e dispersione della materia: si guarda un foglio e si ha la sensazione di vedere un istante di qualcosa che continua fuori dal bordo.
Lettere e formule nel pulviscolo
Nelle serie Àpeiron e in alcuni lavori dedicati a Il mare di Dirac il pulviscolo di segni cambia natura. Non è più fatto soltanto di tratti astratti: ci sono lettere, grafemi, formule. È il punto in cui la ricerca di Bindella si fa insieme scientifica, filosofica e poetica, e chiede a chi guarda di interrogarsi sul rapporto tra l'uomo, la materia e l'universo.
Le serie in mostra a Cosmografie
Il percorso di Cosmografie attraversa serie e nuclei legati alle origini della materia, alla struttura dell'universo, alla percezione del tempo e alla forza generativa del segno. Questi i titoli annunciati dal Museo Carlo Bilotti.
Ab origine
La serie che apre idealmente il discorso: le origini, la materia che si addensa. È il punto di partenza per capire tutto il resto.
Entanglement
Di Entanglement, titolo preso in prestito dal lessico della fisica quantistica, in mostra se ne vedono più varianti, utili per capire come l'artista lavori per serie e variazioni.
Il mare di Dirac
Le opere dedicate a Il mare di Dirac si ispirano al fisico Paul Dirac, citato dal museo tra i riferimenti della mostra. Qui compaiono lettere e formule dentro il pulviscolo di segni.
Materiaoscura e Lunghezza d'onda
Due titoli che dichiarano il campo di interesse: la materia che non si vede e le onde che non si toccano. Sono opere in cui la luce non si distingue più nettamente dalle zone scure, ma si incorpora nella materia stessa.
Àpeiron, Scripta mutant, Vortex temporis
Àpeiron riprende il concetto di Anassimandro. Scripta mutant porta nel titolo l'idea di una scrittura che muta. Vortex temporis è una serie di acquerelli; tra i materiali ufficiali della mostra figura Vortex temporis IX, del 2020, acquerello di 76 per 56 centimetri.
Sui bordi del tempo e Gli occhi del cielo
Le serie recenti di grande formato sono il momento più spettacolare del percorso. Il museo le descrive come opere immersive e cromaticamente intense che si sviluppano lungo le pareti come polifonie musicali. Sui bordi del tempo I, del 2023, è una tecnica mista su cartoncino ondulato: otto pannelli intelaiati per un totale di 70 per 780 centimetri. Quasi otto metri di immagine, da percorrere camminando.
I libri d'artista
Una selezione di libri d'artista completa il percorso. Per chi non conosce questo mondo, è la sezione più rivelatrice: Bindella lavora da decenni con le piccole case editrici d'arte, e i suoi libri sono oggetti in cui poesia, incisione e tipografia si fondono.
La tecnica di Marina Bindella: dalla xilografia ai cartoni ondulati
Marina Bindella è partita dalla xilografia, l'incisione su matrice di legno, e ha progressivamente allargato il suo campo all'acquerello, alla pittura, al graffito e a supporti inconsueti come i cartoni ondulati, le reti e le superfici modulari.
Il segno come principio
La mostra si fonda sull'indagine del segno come principio che genera la forma, la luce e lo spazio. Nelle opere di Bindella l'immagine nasce dall'accumulo di tratti minuscoli, fitti, pulviscolari, che da lontano diventano nebulose, orbite, maree.
Matrici inconsuete
Negli ultimi anni l'artista ha cominciato a usare matrici diverse dal legno: reti, superfici modulari, cartoni ondulati. Il risultato, spiega il museo, è che gli strati dell'immagine non si localizzano più con precisione e la luce non si separa dalle zone scure. È una conseguenza tecnica che diventa poetica: la luce abita la materia.
Perché la xilografia conta ancora
Chi guarda le grandi installazioni potrebbe dimenticare che tutto è cominciato con un pezzo di legno e una sgorbia. Nella xilografia ogni segno si ottiene togliendo materia dalla matrice, e ogni errore è definitivo. Il rigore che si vede nelle opere più libere di Bindella viene da lì.
Chi è Marina Bindella: biografia e carriera
Marina Bindella, nata a Perugia, è artista e incisora e insegna Xilografia e Storia della stampa all'Accademia di Belle Arti di Roma, la città in cui vive e lavora; espone dal 1980.
La formazione
Dopo la maturità classica si laurea in Lettere, con indirizzo in storia dell'arte, alla Sapienza. Nel 1980 tiene la prima personale. Nel 1986 si diploma in Incisione alla Scuola delle Arti Ornamentali di San Giacomo. Nel 1987, lavorando alla tesi di specializzazione, conosce Alina Kalczynska e Vanni Scheiwiller e studia l'incisione polacca, su cui scriverà a più riprese: è l'inizio della sua attività di studiosa della grafica.
Gli anni Novanta e l'astrazione
Nella prima metà degli anni Novanta frequenta artisti dell'area astratta come Guido Strazza, Carlo Lorenzetti, Enrico Della Torre e Giulia Napoleone, con cui nascono collaborazioni. Il suo lavoro si concentra sulla xilografia. Nel 1993 pubblica Il poema della montagna di Marina Cvetaeva con Il Buon Tempo di Milano, inizio di una lunga collaborazione con Lucio Passerini.
La Germania e i musei
Dal 1997 espone alla galleria Monika Hoffmann di Paderborn, dove pubblica edizioni su testi di Ingeborg Bachmann e tiene tre corsi di xilografia alla Sommer Akademie. Nel 1998 lo Städtisches Kunstmuseum Spendhaus di Reutlingen, il Rheinisches Landesmuseum di Bonn e la Sächsische Landesbibliothek di Dresda acquistano sue xilografie.
I premi
Nel 1999 espone alla Biblioteca Sormani di Milano e riceve il premio speciale della giuria al XIV Premio Internazionale Biella per l'Incisione. Nel 2000 vince il Triennale Prize alla III International Print Triennial del Cairo, dove nel 2003 ottiene anche un premio d'onore. Tra gli altri riconoscimenti, il premio speciale per la linoleografia al concorso Máximo Ramos di Ferrol (1995) e il premio speciale della giuria alla Triennale di Chieri (2003).
Libri d'artista e poeti
La collaborazione con le private press italiane è una costante. Con le edizioni Ampersand di Alessandro Zanella pubblica nel 2009 Poesie verticali, 21 xilografie per 14 poesie di Maria Luisa Spaziani. Ha lavorato su testi di Elio Pecora, Biancamaria Frabotta, Jolanda Insana, Patrizia Cavalli e Valerio Magrelli.
Le collezioni pubbliche
Nel 2007 il Gabinetto delle Stampe antiche e moderne di Alessandria acquisisce 15 xilografie; nel 2009 l'Istituto Nazionale per la Grafica di Roma riceve una donazione di 16 opere; nel 2011 il Museo della Slesia di Katowice acquista due xilografie. Nel 2017 espone la sua donazione al Museo di Castelvecchio di Verona.
Le mostre romane
A Roma ha esposto, tra l'altro, alla Biblioteca Vallicelliana, alla galleria Ricerca d'Arte con Luce d'altura (2010), alla galleria Porta Latina con Corpi celesti (2013) e nel 2015 al MLAC, il Museo Laboratorio di Arte Contemporanea della Sapienza, in una personale curata da Ilaria Schiaffini e Claudio Zambianchi. Nel 2013 ha realizzato un'installazione per la sala ristorazione del Policlinico di Tor Vergata.
La curatrice e il catalogo di Cosmografie
La mostra è curata da Ilaria Schiaffini, docente di Storia dell'arte contemporanea alla Sapienza, che segue il lavoro di Marina Bindella da oltre quindici anni: già nel 2010 firmava una presentazione in catalogo per Luce d'altura.
Il catalogo
Il catalogo è edito da De Luca Editori d'Arte. Oltre alle riproduzioni delle opere contiene una presentazione istituzionale di Federica Pirani, il saggio della curatrice, contributi critici di Claudio Zambianchi e Beatrice Peria, un'intervista all'artista di Carlo Alberto Bucci e una biografia critica di Arianna Mercanti. I testi sono tradotti in inglese da Emma C. Gainsforth.
Chi promuove la mostra
Cosmografie è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali; è organizzata dalla stessa Marina Bindella, con il patrocinio dell'Accademia di Belle Arti di Roma per la pubblicazione del catalogo. I servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura.
Il Museo Carlo Bilotti e l'Aranciera di Villa Borghese
Il Museo Carlo Bilotti è il museo di arte contemporanea di Roma Capitale nell'Aranciera di Villa Borghese, istituito nel 2006 attorno alla collezione donata dall'imprenditore e collezionista italoamericano Carlo Bilotti.
La collezione permanente
Il nucleo più importante sono diciotto opere di Giorgio de Chirico, tra cui Archeologi misteriosi (1926), Mobili nella stanza (1927), Cavalli in riva al mare (1927-28), L'archeologo solitario (1937) e Orfeo solitario (1973). All'esterno si trova la scultura Ettore e Andromaca. Completano la collezione L'estate di Gino Severini (1951), il ritratto di Andy Warhol Madre e figlia: Tina e Lisa Bilotti (1981), Carlo con Dubuffet sullo sfondo di Larry Rivers (1994) e il Grande cardinale in bronzo di Giacomo Manzù.
Un edificio più antico della villa
L'edificio esisteva già prima degli interventi di Scipione Borghese. Nel 1650 il Manilli lo descriveva su due piani, con torretta, logge, cortile dipinto a graffito e una fontana a navicella. A fine Settecento Marcantonio IV Borghese lo ampliò insieme al Giardino del Lago; era noto come Casino dei giuochi d'acqua e dal 1776 fu affrescato da Cristoforo Unterperger e Giuseppe Cades.
Distruzione e rinascita
Nel 1849, durante la difesa della Repubblica Romana, il casino fu distrutto. Venne ricostruito per ricoverare d'inverno le piante di agrumi: da qui il nome di Aranciera. Nel 1903 Villa Borghese passò al Comune; fino al 1982 l'edificio ospitò un istituto religioso e poi uffici comunali. Restaurato, oggi ha l'esterno dipinto di rosso.
Nei Musei in Comune
Il Bilotti fa parte del sistema dei Musei in Comune e del Parco dei musei di Villa Borghese. È un museo raccolto, che si visita senza fretta e senza folla: nel 2022 i visitatori sono stati poco più di 33.000 in un anno.
Come arrivare al Museo Bilotti per Cosmografie
Il Museo Carlo Bilotti ha due indirizzi dentro Villa Borghese, viale Fiorello La Guardia 6 e viale dell'Aranciera 4: in ogni caso l'ultimo tratto si fa a piedi nel parco.
Con i mezzi pubblici
Per trovare la combinazione migliore dal proprio punto di partenza, il calcolatore di percorso di ATAC è lo strumento giusto. Conviene scegliere l'ingresso della villa più vicino alla propria linea e calcolare una passeggiata di qualche minuto fino all'Aranciera.
A piedi nella villa
Villa Borghese si attraversa volentieri a piedi, e l'arrivo al museo fa parte della visita. Chi viene dal centro può salire dal Pincio, sopra Piazza del Popolo, e proseguire nel parco.
In auto
Il museo è all'interno del parco e il sito non indica parcheggi dedicati: meglio i mezzi pubblici e un tratto a piedi.
Orari, biglietti e durata della visita a Cosmografie
Cosmografie è visitabile dal martedì al venerdì dalle 10 alle 16, il sabato e la domenica dalle 10 alle 19, con ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura; il lunedì il museo è chiuso.
Attenzione all'orario feriale
Nei giorni feriali il museo chiude alle 16: chi pensa a una visita dopo il lavoro deve scegliere il fine settimana. L'ultimo ingresso, nei giorni feriali, è alle 15.15.
Biglietti
Con la MIC card, la tessera dei musei civici, l'ingresso è gratuito. Le tariffe ordinarie e le riduzioni sono nella pagina Biglietti del sito del museo, da cui si può acquistare online.
Prima di partire
Il museo raccomanda di consultare sempre la pagina Avvisi prima di programmare la visita: chiusure straordinarie ed eventi possono cambiare gli orari.
Quanto tempo serve
Per una quarantina di opere e la collezione permanente di de Chirico bastano un'ora o un'ora e mezza. Chi vuole leggere i libri d'artista con calma aggiunga un quarto d'ora.
Una curiosità su Marina Bindella. Cosmografie al Museo Carlo Bilotti — dal 26 settembre al 15 novembre 2026
La curiosità è nel nome dell'edificio che ospita Cosmografie. Oggi lo chiamiamo Aranciera, ma per buona parte della sua storia fu il Casino dei giuochi d'acqua: un padiglione di delizie, con logge e fontane, affrescato dal 1776 da Cristoforo Unterperger e Giuseppe Cades. Il nome attuale nasce da una necessità pratica: dopo la distruzione del 1849 l'edificio fu ricostruito per proteggere d'inverno le piante di agrumi della villa. Un luogo di giochi d'acqua trasformato in serra, poi in istituto religioso, in uffici e infine in museo.
C'è un'altra coincidenza che fa sorridere chi guarda le opere di Bindella. Il museo conserva diciotto dipinti di de Chirico, il pittore dei cieli immobili e delle piazze senza tempo; al piano accanto, per sette settimane, si espongono opere che parlano di tempo in espansione, di vortici e di onde. Due modi opposti di rappresentare lo stesso mistero, a pochi metri l'uno dall'altro. Vale la pena attraversare le due sale una dopo l'altra, per sentire la differenza.
Una cosa che non ti dice nessuno su Marina Bindella. Cosmografie al Museo Carlo Bilotti — dal 26 settembre al 15 novembre 2026
Quello che nessuno dice è che il Museo Bilotti, nei giorni feriali, chiude alle 16, e l'ultimo ingresso è alle 15.15. Molti arrivano a Villa Borghese nel pomeriggio, dopo una passeggiata, e trovano la porta chiusa. Se si vuole vedere Cosmografie in settimana, bisogna andarci la mattina o all'ora di pranzo; altrimenti il sabato o la domenica, quando l'orario si allunga fino alle 19.
La seconda cosa è che la mostra, pur essendo di un'artista che ha costruito la sua carriera sull'incisione, non è una mostra di stampe da guardare con la lente. Le serie di grande formato, Sui bordi del tempo e Gli occhi del cielo, occupano intere pareti: Sui bordi del tempo I misura quasi otto metri. Chi immagina fogli piccoli in vetrina resterà sorpreso.
La terza riguarda il biglietto: chi ha la MIC card entra gratis. Per un romano, o per chi vive a Roma da tempo, è il momento di farla, perché vale per tutti i musei civici.
Infine, il museo invita a consultare la pagina Avvisi prima di muoversi. Non è una formalità: in una villa storica gli eventi e le chiusure straordinarie non sono rari.
Il consiglio che ti do per visitare Marina Bindella. Cosmografie al Museo Carlo Bilotti — dal 26 settembre al 15 novembre 2026
Il consiglio è di vedere Cosmografie due volte, in pochi minuti: la prima da lontano, la seconda da vicino. Da lontano le opere di Bindella sono nebulose, maree, cieli; da vicino si scopre che sono fatte di migliaia di segni, alcuni dei quali sono lettere e formule. Il passaggio da una distanza all'altra è il cuore dell'esperienza, e le serie di grande formato lo rendono evidente.
Secondo consiglio: cominciate dai libri d'artista, non dalla fine. Capire come Bindella lavora con i poeti, con la tipografia e con l'incisione aiuta a leggere anche le grandi installazioni.
Terzo: scegliete una domenica mattina d'ottobre. Il museo apre alle 10, la villa è ancora tranquilla, e alle 11.30 si esce con tutto il parco davanti. Dopo la mostra, una passeggiata verso il Giardino del Lago, che Marcantonio IV Borghese realizzò insieme all'ampliamento dell'edificio, chiude il cerchio: si esce dal museo e si ritrova l'acqua che un tempo dava il nome al casino.
Ultimo consiglio: non saltate la collezione permanente. Diciotto de Chirico in un museo gratuito con la MIC card sono una ricchezza che molti romani non conoscono.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Villa Borghese è il parco dei musei di Roma. Si cita molto meno che, nell'Aranciera, un museo comunale conserva diciotto opere di Giorgio de Chirico. È la collezione donata da Carlo Bilotti, imprenditore e collezionista italoamericano, attorno alla quale nel 2006 è nato il museo. Tra le opere ci sono Archeologi misteriosi, del 1926, e Orfeo solitario, del 1973: quasi mezzo secolo di pittura dello stesso artista, in poche sale.
Un secondo fatto poco citato riguarda la storia dell'Aranciera. L'edificio fu distrutto nel 1849, durante la difesa della Repubblica Romana. Chi passeggia oggi nel parco raramente ricorda che la storia risorgimentale passò anche di qui. La ricostruzione come serra per gli agrumi è il segno di una villa che, dopo la guerra, tornò alla sua funzione di giardino.
Infine: Villa Borghese appartiene al Comune di Roma dal 1903. Il museo che oggi ospita Cosmografie è, a tutti gli effetti, un bene di tutti i romani.
La foto giusta da fare a Marina Bindella. Cosmografie al Museo Carlo Bilotti — dal 26 settembre al 15 novembre 2026
La foto giusta è quella di Sui bordi del tempo I, l'installazione di otto pannelli su cartoncino ondulato che corre per quasi otto metri. Il museo l'ha scelta come immagine della mostra, e si capisce il perché: i pannelli, uno accanto all'altro, formano una fascia di colore che si legge come una partitura. Fotografatela di sbieco, da un'estremità, in modo che la prospettiva faccia sentire la lunghezza. Chi ha un telefono con la funzione panoramica può provare a riprenderla per intero, frontalmente.
La seconda foto è un dettaglio. Avvicinatevi a un'opera delle serie Àpeiron o Il mare di Dirac finché non si distinguono le lettere e i segni dentro il pulviscolo: è la prova che quelle nebulose sono scrittura. Un dettaglio del genere racconta la mostra meglio di qualsiasi veduta d'insieme.
La terza è fuori: la facciata rossa dell'Aranciera tra gli alberi di Villa Borghese, meglio nella luce bassa del pomeriggio del fine settimana. Prima di scattare all'interno, chiedete al personale se ci sono limitazioni: ogni mostra ha le sue regole, e il flash va comunque evitato.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Nel 1650 il Manilli descrive l'edificio che oggi ospita il Museo Bilotti: due piani con torretta, logge, un cortile dipinto a graffito e una fontana a navicella. Era già lì prima degli interventi con cui Scipione Borghese trasformò la proprietà di famiglia nella grande villa che conosciamo.
A fine Settecento Marcantonio IV Borghese amplia l'edificio insieme alla creazione del Giardino del Lago. È l'epoca del Casino dei giuochi d'acqua: dal 1776 le sale vengono affrescate da Cristoforo Unterperger e Giuseppe Cades.
Nel 1849, durante la difesa della Repubblica Romana, il casino viene distrutto. Nella ricostruzione successiva diventa il riparo invernale per gli agrumi: nasce l'Aranciera.
Nel 1903 Villa Borghese passa al Comune di Roma. L'edificio ospita fino al 1982 un istituto religioso, poi uffici comunali. Dopo il restauro, nel 2006 viene istituito il Museo Carlo Bilotti, con la collezione donata dal collezionista italoamericano. Da allora l'Aranciera è uno spazio per l'arte moderna e contemporanea, e nell'autunno 2026 accoglie le Cosmografie di Marina Bindella.
Chi è passato da Marina Bindella. Cosmografie al Museo Carlo Bilotti — dal 26 settembre al 15 novembre 2026
Dall'Aranciera sono passati, prima di tutto, i Borghese. Scipione Borghese, che costruì la villa attorno all'edificio preesistente; Marcantonio IV Borghese, che lo ampliò a fine Settecento con il Giardino del Lago. Con loro i pittori chiamati a decorarlo dal 1776, Cristoforo Unterperger e Giuseppe Cades, e il Manilli, che nel 1650 ne lasciò la descrizione.
Nel Novecento e nel nuovo secolo il nome decisivo è quello di Carlo Bilotti, il collezionista che ha donato alla città le opere da cui è nato il museo. Con lui, sulle pareti, sono arrivati Giorgio de Chirico, Gino Severini, Andy Warhol, che ritrasse la moglie e la figlia di Bilotti, Larry Rivers, che dipinse lo stesso Bilotti con Dubuffet sullo sfondo, e Giacomo Manzù con il suo Grande cardinale.
Per Cosmografie passano dall'Aranciera, idealmente, anche i nomi che Marina Bindella evoca nelle sue opere: Anassimandro, Paul Dirac, Erwin Schrödinger. E quelli dei poeti con cui ha costruito i suoi libri d'artista, da Maria Luisa Spaziani a Patrizia Cavalli e Valerio Magrelli. Pochi musei riescono a mettere nella stessa stanza un filosofo greco, due fisici del Novecento e la poesia italiana contemporanea.
Cosa vedere intorno al Museo Bilotti
Il Museo Bilotti è uno dei musei del Parco dei musei di Villa Borghese, e la visita si completa facilmente con altre tappe nel parco.
La Galleria Borghese
La Galleria Borghese richiede un tempo dedicato: non sommatela a Cosmografie nella stessa ora, ma nella stessa giornata sì.
Il Giardino del Lago e il Pincio
Il Giardino del Lago è legato alla storia dell'Aranciera, che fu ampliata insieme a lui. Dal Pincio si scende a Piazza del Popolo.
La Casa del Cinema e i giardini segreti
La Casa del Cinema e i giardini segreti completano la mappa della villa.
Il Bioparco
Con i bambini, il Bioparco è la tappa naturale dopo il museo.
Dove mangiare vicino a Villa Borghese
Per un pasto vero conviene uscire dalla villa verso i quartieri vicini, dove trattorie e ristoranti non mancano.
Verso Piazza del Popolo
Scendendo dal Pincio si arriva a Piazza del Popolo e alle strade del centro: come sempre a Roma, i prezzi calano allontanandosi dalle piazze più famose.
Un picnic d'autunno
Nelle giornate miti d'ottobre, un panino comprato prima di entrare e mangiato su una panchina del parco resta la soluzione più romana.
Accessibilità e bambini a Cosmografie
Per l'accessibilità del Museo Bilotti conviene chiamare lo 060608, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19, prima della visita.
Con i bambini
Le opere di Bindella, con le loro nebulose e i loro vortici di colore, funzionano anche con i bambini, soprattutto se si propone il gioco della distanza: da lontano un cielo, da vicino migliaia di segni. La visita è breve e il parco è a un passo.
Domande frequenti su Marina Bindella. Cosmografie
Quando si può vedere la mostra di Marina Bindella a Roma?
La mostra Marina Bindella. Cosmografie è aperta al Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese dal 26 settembre al 15 novembre 2026. Gli orari sono dal martedì al venerdì dalle 10 alle 16, sabato e domenica dalle 10 alle 19; il lunedì è chiuso.
Quanto costa il biglietto per Cosmografie?
Per Cosmografie al Museo Bilotti l'ingresso è gratuito con la MIC card, la tessera dei musei civici di Roma. Le tariffe ordinarie e le riduzioni sono pubblicate nella pagina Biglietti del sito del museo, dove si può acquistare anche online.
Dove si trova il Museo Carlo Bilotti?
Il Museo Carlo Bilotti si trova nell'Aranciera di Villa Borghese, con accessi in viale Fiorello La Guardia 6 e in viale dell'Aranciera 4, nel Municipio II. L'ultimo tratto si percorre a piedi nel parco.
Quante opere ci sono in mostra?
In Cosmografie sono esposte circa quaranta opere di Marina Bindella: dipinti, xilografie, acquerelli, grandi installazioni polittiche e una selezione di libri d'artista, realizzati soprattutto dal 2020 a oggi, con alcuni lavori di periodi precedenti.
Chi è la curatrice della mostra?
La mostra Cosmografie è curata da Ilaria Schiaffini, docente di Storia dell'arte contemporanea alla Sapienza Università di Roma. Il catalogo è edito da De Luca Editori d'Arte, con testi di Federica Pirani, Claudio Zambianchi, Beatrice Peria, Carlo Alberto Bucci e Arianna Mercanti.
Chi è Marina Bindella?
Marina Bindella è un'artista e incisora nata a Perugia, che insegna Xilografia e Storia della stampa all'Accademia di Belle Arti di Roma. Espone dal 1980 e ha vinto, tra l'altro, il Triennale Prize alla International Print Triennial del Cairo nel 2000.
Si può visitare anche la collezione di de Chirico?
Al Museo Carlo Bilotti si può visitare anche la collezione permanente, con diciotto opere di Giorgio de Chirico e lavori di Severini, Warhol, Larry Rivers e Manzù. È il complemento ideale alla mostra Cosmografie.
Il consiglio finale su Marina Bindella. Cosmografie
A Villa Borghese quasi tutti corrono alla Galleria Borghese, e pochi entrano all'Aranciera: a nostro giudizio è un errore. Cosmografie è una mostra seria e bella, in un museo comunale piccolo e silenzioso, con de Chirico accanto e il parco fuori dalla porta. Il consiglio è andarci una mattina di fine settimana, guardare le opere da lontano e poi da vicino, e uscire verso il Giardino del Lago: la Roma d'autunno dà il meglio di sé così.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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