Stagione espositiva 2026 al MACRO — Marialba Russo e le mostre fino al 31 gennaio 2027
La stagione espositiva 2026 del MACRO, il Museo d'Arte Contemporanea di Roma in via Nizza 138 (secondo ingresso in via Reggio Emilia 54), nel quartiere Salario, prosegue fino al 31 gennaio 2027 con la stagione autunnale: al centro c'è Sguardo rovescio, la prima grande mostra museale italiana dedicata alla fotografa Marialba Russo, aperta dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027, affiancata da Maria's Dream di Gaia De Megni e 52 Spaces di Robin Rimbaud, in arte Scanner, fino all'8 novembre, dalla videoinstallazione Mechanical Kurds di Hito Steyerl fino al 1 novembre e dalla personale di Miriam Cahn fino al 15 novembre. Il museo è aperto dal martedì al venerdì dalle 12 alle 19 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 19, con ingresso fino a mezz'ora prima della chiusura; il lunedì è chiuso. Il biglietto per le mostre costa 6 euro intero e 4 ridotto, con gratuità per i bambini fino a 6 anni e per le persone con disabilità e il loro accompagnatore; si acquista alla biglietteria del museo o sul circuito di prevendita autorizzato indicato dal sito ufficiale. Il MACRO si raggiunge con l'autobus 38, fermata Nizza/Regina Margherita, con l'80, fermata Dalmazia, o con le linee 60, 62, 82, 89 e 90, fermata Nomentana/Regina Margherita; le stazioni della metro più vicine sono Castro Pretorio sulla linea B e Termini.
Il MACRO è il museo da consigliare a chi vuole capire la Roma contemporanea fuori dal circuito dei grandi nomi. Questo autunno il motivo è preciso: la prima grande mostra di un museo italiano su Marialba Russo, una fotografa napoletana che negli anni Settanta rovesciò lo sguardo maschile sulla mascolinità, fotografando feste, riti, travestimenti del Sud Italia. Accanto, due lavori legati a Monica Vitti e al cinema di Antonioni, e due grandi mostre in chiusura. Sotto trovate tutto: cosa si vede, chi sono gli artisti, gli incontri di ottobre, orari, biglietti, autobus e consigli.
La stagione espositiva 2026 al MACRO: il programma d'autunno
La stagione autunnale del MACRO intreccia fotografia, immagine in movimento e ricerca sonora: la mostra di Marialba Russo nella Galleria, Maria's Dream di Gaia De Megni nella Sala Video, 52 Spaces di Scanner nella Sala Audio, e un public program di masterclass, performance e conversazioni.
Le mostre in corso
Marialba Russo, Sguardo rovescio: dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027. Gaia De Megni, Maria's Dream, e Robin Rimbaud (Scanner), 52 Spaces: dal 24 settembre all'8 novembre 2026. Hito Steyerl, Mechanical Kurds: fino al 1 novembre 2026. Miriam Cahn, Ciò che mi guarda: fino al 15 novembre 2026.
Le mostre già chiuse
Il 20 settembre si sono chiuse, dopo una proroga, la rassegna di videoarte She Devil 14, la mostra sonora Amelia Rosselli, un canto nel suo spazio e Uno, cinque, dodici, dedicata agli ottant'anni del Premio Strega. Chi le cercasse non le troverà più.
Chi la promuove
La programmazione 2026 del MACRO è promossa dall'Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall'Azienda Speciale Palaexpo, prodotta e organizzata da Palaexpo e ideata dalla direttrice artistica Cristiana Perrella, in carica da maggio 2025. Il museo avverte che il programma può subire variazioni.
Marialba Russo, Sguardo rovescio: la mostra al MACRO
Sguardo rovescio, a cura di Cristiana Perrella ed Elena Magini, è la prima grande mostra che un museo italiano dedica a Marialba Russo; allestita nella Galleria del MACRO, riunisce sette nuclei fondamentali della sua produzione degli anni Settanta.
Il titolo
Il titolo allude al capovolgimento operato dalla fotografa rispetto al punto di vista canonico di un'Italia ancora patriarcale: «un'altra esperienza dello sguardo», con le parole della stessa Russo. Invece dell'occhio maschile che fissa il corpo femminile, qui è un'autrice a guardare la mascolinità, e a mostrarla come costruzione culturale molteplice, non come dato naturale. Il museo collega l'idea alla nozione di male gaze elaborata dalla critica cinematografica femminista Laura Mulvey, semplicemente invertita di direzione.
Uomini senza controllo
Gli uomini fotografati da Russo contraddicono lo stereotipo della virilità: si abbandonano all'evento, perdono controllo e misura, si travestono, si spogliano dell'individualismo. La mostra distingue due modi di fotografare: uno tassonomico e ripetitivo, vicino alla street photography e al ritratto; uno narrativo, fatto di sequenze che afferrano momenti eccentrici di straordinaria vitalità.
Due sedi
Il progetto al MACRO comprende un allestimento di Archivio Personale e dialoga con una seconda sede al MUCIV, il Museo delle Civiltà, dove la mostra Immagini della Madonna dell'Arco (After) è dedicata al lavoro sul campo che Russo svolse nel 1971. Da lì nacque una collaborazione, fra il 1972 e il 1977, con l'allora Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari, nelle campagne di ricerca sulle culture popolari coordinate dall'antropologa Annabella Rossi.
Le sette serie di Marialba Russo in mostra
La mostra presenta Al ristorante, il 29 settembre 1974; Travestimento; Il Passaggio, l'incanata; Il Parto; Della serie delle centotrenta figure di spalle; Cult Fiction; L'espulsione del male: sette serie realizzate fra il 1974 e il 1981.
Al ristorante, il 29 settembre 1974
Una sequenza racconta un ballo improvvisato in un ristorante fra due giovani uomini di ritorno dal Santuario della Madonna di Monteverde, nel parco della Murgia Materana: una danza dal sapore erotico, fatta di abbandono e prossimità. La serie aprì la collana I Quaderni dello Sguardo, un libro autoprodotto e stampato clandestinamente a Torre Annunziata con una macchina per etichette da conserva, per sfuggire alla censura degli editori.
Travestimento, 1975-80
Trentaquattro fotografie scattate in Campania, fra Avellino, Benevento, Napoli e Salerno, ritraggono uomini vestiti e truccati da donna nelle feste di Carnevale del Sud. Il femminile qui è costruito per prossimità: i soggetti imitano sorelle, mogli, madri. Un rito che per un giorno ribalta i ruoli.
Il Passaggio, l'incanata, 1979
Su una montagna dell'Avellinese, al confine con la Basilicata, Russo fotografa l'incanata, un rito di guarigione della tradizione meridionale usato per curare le ernie infantili: il bambino attraversa un albero spaccato, poi ricomposto, fra officianti che simulano con le urla l'uscita dal ventre materno.
Il Parto, 1978
Dodici fotografie, in bianco e nero e a colori, di un uomo travestito che simula un parto durante una festa carnevalesca, fra convulsioni e gesti da sceneggiata. Con questa sequenza, nel 1979, Russo rappresentò l'Italia a Venezia '79. La fotografia, nella sezione Fotografia Europea Contemporanea.
Le figure di spalle, Cult Fiction, L'espulsione del male
Centotrenta uomini fotografati di spalle, anonimi e insieme riconoscibili, nel 1981; i manifesti dei film a luci rosse sui muri di Napoli e Aversa fra il 1978 e il 1980, quando si aprivano le prime sale del genere; e quattro fotografie scattate nel 1974 a Galatina, luogo del tarantismo, dove Russo ritrae un uomo a terra nel momento culminante del rito, mentre la tradizione vuole protagoniste quasi solo le donne.
Chi è Marialba Russo: la fotografa dello sguardo rovesciato
Marialba Russo è nata a Giugliano, in provincia di Napoli, nel 1947 ed è fra le autrici che, dalla fine degli anni Sessanta, hanno ridefinito il linguaggio fotografico in Italia, intrecciando pratica artistica, antropologia visiva e osservazione del sociale.
Fra arte e antropologia
Il suo lavoro nasce sul campo, nelle feste e nei riti del Mezzogiorno, e dialoga con la ricerca antropologica del tempo, in particolare con quella di Annabella Rossi sulle culture popolari e subalterne. Ma Russo non fa reportage: il museo sottolinea che le sue serie si situano sul crinale fra osservazione del rito e progetto artistico.
Temi che anticipano il presente
Secondo i curatori la sua ricerca ha anticipato temi oggi centrali nel dibattito contemporaneo: il corpo, il genere, il rito, la costruzione culturale dell'identità. Guardando le serie degli anni Settanta si ha spesso l'impressione di fotografie scattate ieri.
Il giudizio
È una mostra che arriva tardi, e proprio per questo è importante. Che la prima grande mostra museale italiana su una fotografa di questo livello arrivi quando l'autrice ha quasi ottant'anni dice molto su come l'Italia ha guardato alle sue fotografe. Il MACRO fa bene a riparare.
Gaia De Megni e Scanner: Monica Vitti e Antonioni al MACRO
Nella Sala Video e nella Sala Audio, dal 24 settembre all'8 novembre, il MACRO presenta Maria's Dream di Gaia De Megni e 52 Spaces di Robin Rimbaud, in arte Scanner, entrambi a cura di Maria Lodovica Ferrari e legati dalla figura di Monica Vitti e dal cinema di Michelangelo Antonioni.
Maria's Dream di Gaia De Megni
Gaia De Megni è nata a Santa Margherita Ligure nel 1993. Maria's Dream, prodotto da Careof di Milano e vincitore di ArteVisione 2024, è presentato per la prima volta in uno spazio museale. Il video, girato in pellicola 16 millimetri, è una ricerca personale in cui la memoria familiare dialoga con l'immaginario del cinema italiano. Il filo conduttore è Monica Vitti, l'antidiva che si sottrasse ai codici del divismo con una presenza inquieta, ironica e moderna.
52 Spaces di Scanner
Robin Rimbaud, nato a Londra nel 1964, noto come Scanner, ha realizzato 52 Spaces nel 2002, per il novantesimo anniversario della nascita di Antonioni. Il lavoro sonoro è ispirato a L'eclisse del 1962, con Monica Vitti: dialoghi, rumori, paesaggi urbani e frammenti musicali del film sono scomposti e riassemblati insieme a registrazioni ambientali raccolte dall'artista per le strade di Roma. La città reale e quella filmata si sovrappongono in un unico tessuto acustico.
Roma come paesaggio interiore
Il museo presenta i due lavori come una visione di Roma che è prima di tutto paesaggio interiore: una città sospesa, fatta di memorie, attese e ritorni. Per chi ama L'eclisse, sentire il film di Antonioni smontato e rimontato in una sala audio di Salario è un'esperienza curiosa e riuscita.
Il public program di ottobre al MACRO
Il public program d'autunno del MACRO prevede il 1 ottobre una masterclass di Didier Fiúza Faustino, il 7 ottobre una live performance di Scanner su L'eclisse e il 22 ottobre un incontro su Mechanical Kurds di Hito Steyerl con il teologo Paolo Benanti.
1 ottobre: Didier Fiúza Faustino
Artista concettuale e architetto franco portoghese, autore con il suo studio Bureau des Mésarchitectures dell'allestimento della mostra di Miriam Cahn, Faustino tiene una masterclass sul rapporto fra architettura, corpo e spazio espositivo.
7 ottobre: Scanner dal vivo
Robin Rimbaud presenta una live performance che rilegge L'eclisse di Antonioni, estendendo il lavoro di 52 Spaces. Per chi ascolta l'installazione in Sala Audio, è l'occasione di vedere il suono costruirsi in diretta.
22 ottobre: Steyerl e Benanti
Un incontro dedicato a Mechanical Kurds mette in dialogo il lavoro di Hito Steyerl con il pensiero di Paolo Benanti, teologo, francescano del Terzo Ordine Regolare e fra le principali voci italiane sul rapporto fra intelligenza artificiale, innovazione ed etica. Per orari e modalità di accesso il riferimento è il sito del museo.
Steyerl e Cahn: le due grandi mostre in chiusura
Fino al 1 novembre resta visibile la videoinstallazione Mechanical Kurds di Hito Steyerl, a cura di Alice Labor; fino al 15 novembre la grande personale di Miriam Cahn, Ciò che mi guarda, a cura di Cristiana Perrella, inaugurata a giugno.
Due scadenze vicine
Chi non ha ancora visto queste due mostre ha poco più di un mese. Il consiglio è di combinarle con Marialba Russo in un'unica visita: il biglietto è lo stesso. Le schede dedicate sono Hito Steyerl, Mechanical Kurds e Miriam Cahn, Ciò che mi guarda.
Gli altri appuntamenti
Il MACRO ospita in ottobre anche Essere e tempo, incontro fra arte e psicoanalisi dell'11 ottobre, e partecipa alla Giornata del Contemporaneo del 10 ottobre.
Il MACRO: dalla fabbrica Peroni al museo d'arte contemporanea
Il MACRO occupa parte degli ex stabilimenti della birra Peroni, costruiti fra il 1902 e il 1922 su progetto di Gustavo Giovannoni e Alfredo Panopoli presso Porta Pia; la fabbrica fu dismessa nel 1971 e il nome Società Birra Peroni Ghiaccia si legge ancora su un lato dell'edificio, in via Cagliari.
Dalla collezione comunale al MACRO
La collezione d'arte moderna del Comune ha una storia lunga e itinerante: dagli acquisti del 1883 a Palazzo Caffarelli, poi a Palazzo Braschi, al Palazzo delle Esposizioni, fino all'area della Peroni ceduta al Comune negli anni Ottanta. Il nome MACRO arriva nel 2002.
L'ala di Odile Decq
Nel 2000 un concorso internazionale per l'ampliamento fu vinto dall'architetta francese Odile Decq. La nuova ala, con i suoi rossi, neri e bianchi, il ferro, il cemento e il vetro a specchio, l'auditorium rosso fuoco e la terrazza, ha cambiato l'immagine del complesso. Le sale espositive superano i quattromila metri quadrati.
Le direzioni recenti
Dal 2018 il museo è gestito dall'Azienda Speciale Palaexpo. Dopo il Macro Asilo di Giorgio de Finis e il Museo per l'Immaginazione Preventiva di Luca Lo Pinto, oggi la direzione artistica è di Cristiana Perrella, che firma anche la cura delle mostre di Russo e di Cahn.
I servizi
Il museo ha una libreria, un ristorante con terrazza, aule studio e un centro di ricerca e documentazione sulle arti visive. Il MACRO segnala per l'autunno 2026 lavori di climatizzazione e una promozione due per uno: conviene controllare il sito prima della visita.
Una curiosità su Stagione espositiva 2026 al MACRO — Marialba Russo e le mostre fino al 31 gennaio 2027
La curiosità più bella riguarda un libro stampato di nascosto. La serie Al ristorante, il 29 settembre 1974 aprì la collana I Quaderni dello Sguardo, ideata da Marialba Russo: un libro autoprodotto, stampato clandestinamente a Torre Annunziata con una macchina per la stampa di etichette da conserva, per sfuggire alla censura degli editori dell'epoca. Due giovani uomini che ballano insieme in un ristorante erano, nel 1974, un'immagine che nessun editore voleva pubblicare. La fotografa trovò una tipografia industriale e fece da sé.
La seconda curiosità riguarda la data nel titolo: il 29 settembre 1974. Chi visita la mostra in questi giorni di fine settembre la visita quasi nell'anniversario dello scatto, cinquantadue anni dopo. È una di quelle coincidenze che rendono una visita memorabile.
La terza riguarda Antonioni. 52 Spaces di Scanner nasce nel 2002 per i novant'anni della nascita del regista, e rimonta L'eclisse con suoni registrati per le strade di Roma. Il suono che se ne ricava, mescolato alle registrazioni fatte da Scanner nelle strade di Roma, finisce in una sala di via Nizza, nell'edificio di una fabbrica di birra. La Roma filmata e quella reale si ascoltano insieme.
Una cosa che non ti dice nessuno su Stagione espositiva 2026 al MACRO — Marialba Russo e le mostre fino al 31 gennaio 2027
Quello che quasi nessuno dice è che il MACRO, nei giorni feriali, apre a mezzogiorno. Dal martedì al venerdì l'orario è dalle 12 alle 19; solo il sabato e la domenica si entra alle 10. Chi arriva un martedì mattina alle dieci, magari da Porta Pia, trova le porte chiuse. Ci si organizza facilmente: pranzo al museo alle 12.30 e visita subito dopo, oppure una mattina a Villa Torlonia e il MACRO nel pomeriggio.
La seconda cosa è che il museo ha due ingressi: via Nizza 138, l'indirizzo che tutti conoscono, e via Reggio Emilia 54, dall'altro lato dell'isolato. Per chi arriva con gli autobus della Nomentana il lato di via Reggio Emilia può essere più comodo.
La terza riguarda le scadenze. In questo momento al MACRO si sovrappongono cinque mostre con quattro date di chiusura diverse: 1 novembre per Steyerl, 8 novembre per De Megni e Scanner, 15 novembre per Cahn, 31 gennaio per Russo. Chi viene a dicembre troverà soltanto Russo. Il mese giusto per vedere tutto con un solo biglietto è ottobre.
Il consiglio che ti do per visitare Stagione espositiva 2026 al MACRO — Marialba Russo e le mostre fino al 31 gennaio 2027
Il momento migliore è un sabato di ottobre, all'apertura delle 10. Cominciate da Marialba Russo nella Galleria, che richiede tempo: sette serie, molte in sequenza, da leggere come racconti. Seguite l'ordine delle date, dal 1974 al 1981, e fermatevi davanti al Parto, la serie che rappresentò l'Italia a Venezia nel 1979. Poi passate alla Sala Video e alla Sala Audio: Maria's Dream e 52 Spaces sono brevi e vanno visti uno dopo l'altro, perché si rispondono.
A metà giornata, pranzo al ristorante del museo o nel quartiere. Nel pomeriggio, Miriam Cahn e Hito Steyerl, che chiudono a novembre. È una giornata intera di arte contemporanea con un solo biglietto da 6 euro, e poche città europee offrono tanto a questo prezzo.
Se invece potete scegliere una sera precisa, venite il 7 ottobre per la performance di Scanner su L'eclisse: sentire dal vivo come un artista smonta e rimonta un film di Antonioni, dopo aver ascoltato l'installazione, è l'esperienza più originale di tutta la stagione. Controllate orari e prenotazioni sul sito del museo.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che il MACRO nasce negli ex stabilimenti della Peroni. Meno citato è che quella fabbrica ebbe anche una storia di Resistenza: nell'aprile 1944 vi operava un nucleo partigiano. Il complesso fu costruito fra il 1902 e il 1922, con uno chalet liberty in piazza Alessandria e, nel 1908, la sala di cottura su progetto di Gustavo Giovannoni, all'angolo con via Bergamo. La produzione si trasferì nel 1971 nella zona di via Renato Birolli, verso Tor Sapienza, e l'area passò al Comune con una convenzione del 1983.
Un secondo fatto poco citato riguarda la collezione. La raccolta d'arte moderna del Comune di Roma esisteva dal 1883, e nel 1913 Auguste Rodin le donò un Busto di signora. Negli anni Trenta fu soppressa e confluì nella Galleria Nazionale, poi fu ricostituita nel dopoguerra e cambiò più volte sede prima di approdare qui. Il MACRO, insomma, è il punto d'arrivo di un museo che ha traslocato per oltre un secolo. Che oggi ospiti una fotografa che ha passato la vita a documentare riti di passaggio è perfettamente coerente.
La foto giusta da fare a Stagione espositiva 2026 al MACRO — Marialba Russo e le mostre fino al 31 gennaio 2027
La foto giusta si fa all'esterno, in via Cagliari, sul lato dove si legge ancora la scritta Società Birra Peroni Ghiaccia. È l'immagine che racconta il MACRO meglio di qualsiasi sala: una scritta industriale del primo Novecento su un museo d'arte contemporanea. Scattate dal marciapiede opposto, con la luce laterale del mattino, per tenere tutta la scritta nel fotogramma.
La seconda è dentro, nell'ala di Odile Decq: i ballatoi offrono punti di vista dall'alto sugli spazi, e il rosso, il nero e il bianco producono inquadrature forti. L'auditorium rosso è il colpo d'occhio più noto del museo.
Nelle sale di Marialba Russo, prima di fotografare, chiedete al personale: in alcune mostre le fotografie possono essere limitate. E comunque, davanti a fotografie d'autore, il consiglio è di guardare invece di riprendere. Se volete un ricordo, cercate in libreria il catalogo o un libro della fotografa: per una mostra nata anche da un libro stampato di nascosto, è il souvenir più adatto.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
1883: il Comune di Roma comincia la sua collezione d'arte moderna con gli acquisti dell'Esposizione di Belle Arti. 1901: la Peroni, nata a Vigevano nel 1846 e a Roma dal 1864, si installa presso Porta Pia.
1902-1922: si costruiscono i corpi della fabbrica, su progetto di Gustavo Giovannoni e Alfredo Panopoli; nel 1908 la sala di cottura all'angolo con via Bergamo. 1913: Rodin dona alla collezione comunale un Busto di signora.
Aprile 1944: nella fabbrica opera un nucleo partigiano. 1971: la Peroni lascia il quartiere. 1983: la convenzione con il Comune apre la strada al recupero.
1999: la galleria comunale riapre nella nuova sede dopo i primi lavori. 2000: Odile Decq vince il concorso per l'ampliamento. 2002: il museo assume il nome di MACRO.
2018: la gestione passa all'Azienda Speciale Palaexpo. Maggio 2025: Cristiana Perrella diventa direttrice artistica. 24 settembre 2026: apre Sguardo rovescio, la prima grande mostra museale italiana su Marialba Russo.
Chi è passato da Stagione espositiva 2026 al MACRO — Marialba Russo e le mostre fino al 31 gennaio 2027
Dal complesso di via Nizza sono passati prima di tutto gli architetti: Gustavo Giovannoni, che progettò la fabbrica Peroni, e Odile Decq, che nel 2000 vinse il concorso per l'ampliamento e firmò l'ala con l'auditorium rosso. Poi i direttori che dal 2018 hanno dato al museo un'identità: Giorgio de Finis, Luca Lo Pinto, e oggi Cristiana Perrella.
Nel 2026 sono passati di qui, con le loro opere, Hito Steyerl, Miriam Cahn, Amelia Rosselli attraverso la sua voce, gli ottant'anni del Premio Strega, le artiste della rassegna She Devil. In autunno arrivano Marialba Russo, Gaia De Megni e Robin Rimbaud, con Didier Fiúza Faustino e Paolo Benanti per il public program.
E attraverso le opere passano figure che al MACRO non sono mai entrate: Monica Vitti, protagonista di Maria's Dream e voce dell'Eclisse rimontata da Scanner; Michelangelo Antonioni; Laura Mulvey, evocata per il suo concetto di sguardo maschile; Annabella Rossi, l'antropologa con cui Russo lavorò negli anni Settanta. Una stagione che, a guardarla bene, è una piccola storia della cultura italiana del Novecento raccontata da sguardi femminili.
Orari e biglietti del MACRO
Il MACRO è aperto dal martedì al venerdì dalle 12 alle 19 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 19, con ingresso fino a mezz'ora prima della chiusura; il lunedì è chiuso. Il biglietto per le mostre costa 6 euro intero e 4 ridotto.
Gratuità
L'ingresso è gratuito per i bambini fino a 6 anni, per le persone con disabilità e il loro accompagnatore, per le guide turistiche nazionali e per i possessori delle tessere ICOM e ICROM, oltre alle altre categorie indicate dal museo.
Visite guidate e laboratori
Il sabato, la domenica e i festivi il museo propone una visita guidata individuale a 4 euro; per i gruppi c'è una tariffa dedicata con prenotazione. Per i bambini ci sono laboratori per le fasce da 3 a 6 anni e da 7 a 11 anni, con calendario pubblicato sul sito.
Dove si compra
I biglietti si comprano alla biglietteria del museo oppure sul circuito di prevendita autorizzato indicato nella pagina di informazioni e biglietti del sito ufficiale.
Come arrivare al MACRO
Il MACRO si trova in via Nizza 138, con un secondo ingresso in via Reggio Emilia 54, nel quartiere Salario, vicino a Porta Pia; si raggiunge con l'autobus 38, l'80 e le linee 60, 62, 82, 89 e 90, e con la metro B a Castro Pretorio o la A a Termini.
Da Termini
Il museo indica due percorsi da piazza dei Cinquecento: l'autobus 90 in direzione Libia per tre fermate, con discesa a Nomentana/Regina Margherita, oppure il 38 in direzione Porta di Roma per sei fermate, con discesa a Nizza/Regina Margherita.
In autobus
Il 38 ferma a Nizza/Regina Margherita, a pochi passi dall'ingresso. Le linee 60, 62, 82, 89 e 90 fermano a Nomentana/Regina Margherita, l'80 a Dalmazia.
In metro
Da Castro Pretorio, sulla linea B, si prosegue a piedi o in autobus verso Porta Pia e la Nomentana. Da Termini conviene prendere uno dei due autobus indicati dal museo.
Intorno al MACRO: Porta Pia, Villa Torlonia, Coppedè
Il MACRO si trova fra via Nizza e via Reggio Emilia, a breve distanza da via Nomentana e da Porta Pia, in un quartiere di palazzine del primo Novecento.
Villa Torlonia
Risalendo la Nomentana si arriva a Villa Torlonia, con il parco e i suoi musei. È la passeggiata ideale dopo la visita, soprattutto in una giornata d'autunno.
Il quartiere Coppedè e Villa Ada
Verso piazza Buenos Aires si entra nel quartiere Coppedè, con le sue architetture fantastiche degli anni Venti. Più a nord, oltre la Salaria, c'è Villa Ada per una lunga passeggiata nel verde.
Il MUCIV
La seconda sede della mostra di Marialba Russo è al Museo delle Civiltà, con la mostra Immagini della Madonna dell'Arco (After). Chi vuole completare il progetto deve mettere in conto una seconda visita. La scheda del museo di via Nizza è MACRO, Museo di arte contemporanea di Roma.
Dove mangiare vicino al MACRO
Il MACRO ha un ristorante con terrazza e una caffetteria interni, la soluzione più comoda per chi vuole restare al museo. Nel quartiere Salario e lungo la Nomentana ci sono bar, trattorie e pizzerie di quartiere, frequentati soprattutto dai residenti.
Nei giorni feriali
Con il museo che apre a mezzogiorno, il pranzo al ristorante interno prima della visita è una soluzione naturale. Nei locali del quartiere, frequentati da chi lavora in zona, l'ora di punta è fra le 13 e le 14.
Nel fine settimana
Il sabato e la domenica a pranzo i locali della Nomentana si riempiono di famiglie: conviene prenotare.
Accessibilità e bambini al MACRO
Il MACRO è accessibile ai visitatori con disabilità: secondo Turismo Roma sono accessibili l'ingresso, i servizi igienici e il percorso in sedia a rotelle, e c'è un parcheggio riservato; gli spazi dell'ala nuova sono collegati da ascensori.
Con i bambini
Le mostre di questa stagione affrontano temi adulti, e la serie Cult Fiction di Marialba Russo documenta manifesti di film a luci rosse: con i bambini piccoli conviene valutare prima. Per loro il museo organizza laboratori dedicati, e l'ingresso fino a 6 anni è gratuito.
Con i ragazzi
Per un adolescente, le serie di Russo su travestimento e riti possono essere un punto di partenza per parlare di genere e identità, e 52 Spaces un modo inatteso di scoprire Antonioni.
Domande frequenti sulla stagione 2026 del MACRO
Quali mostre ci sono al MACRO in autunno 2026?
Al MACRO di Roma in autunno 2026 ci sono Marialba Russo, Sguardo rovescio, fino al 31 gennaio 2027; Maria's Dream di Gaia De Megni e 52 Spaces di Scanner fino all'8 novembre; Mechanical Kurds di Hito Steyerl fino al 1 novembre; la personale di Miriam Cahn fino al 15 novembre.
Fino a quando è aperta la mostra di Marialba Russo al MACRO?
La mostra Sguardo rovescio di Marialba Russo al MACRO è aperta dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027. È a cura di Cristiana Perrella ed Elena Magini e presenta sette serie fotografiche degli anni Settanta, con una seconda sede al Museo delle Civiltà.
Quanto costa il biglietto del MACRO?
Il biglietto per le mostre del MACRO costa 6 euro intero e 4 euro ridotto, e comprende tutte le mostre in corso. L'ingresso è gratuito per i bambini fino a 6 anni e per le persone con disabilità con un accompagnatore. Per l'autunno 2026 il museo segnala una promozione due per uno.
Quali sono gli orari del MACRO?
Il MACRO è aperto dal martedì al venerdì dalle 12 alle 19 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 19, con ingresso consentito fino a mezz'ora prima della chiusura. Il lunedì il museo è chiuso.
Come si arriva al MACRO da Termini?
Dalla stazione Termini il MACRO si raggiunge con l'autobus 90 in direzione Libia, tre fermate fino a Nomentana/Regina Margherita, oppure con il 38 in direzione Porta di Roma, sei fermate fino a Nizza/Regina Margherita. L'ingresso è in via Nizza 138.
Chi è Marialba Russo?
Marialba Russo, protagonista della mostra d'autunno del MACRO, è una fotografa nata a Giugliano, in provincia di Napoli, nel 1947. Dalla fine degli anni Sessanta ha ridefinito la fotografia italiana fra arte, antropologia visiva e osservazione sociale, fotografando riti e feste del Sud.
Quali incontri propone il MACRO a ottobre?
Il public program del MACRO propone il 1 ottobre una masterclass dell'architetto Didier Fiúza Faustino, il 7 ottobre una performance dal vivo di Scanner su L'eclisse di Antonioni e il 22 ottobre un incontro su Hito Steyerl con Paolo Benanti. Orari e modalità sono sul sito del museo.
Il consiglio finale sulla stagione del MACRO
Un'opinione netta: ottobre è il mese giusto per il MACRO, perché con un solo biglietto da 6 euro si vedono cinque mostre, e a novembre tre di queste chiudono. Andateci un sabato mattina, date a Marialba Russo il tempo che merita, ascoltate Scanner, e uscite a piedi verso Villa Torlonia. È una delle giornate d'arte contemporanea più ricche che Roma offra quest'autunno.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.
Prepara la visita
Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.
Biglietti per concerti e spettacoli
Concerti, teatro e sport a Roma, con posto scelto in anticipo.
Dormire a Roma
Hotel e appartamenti vicino a dove vuoi passare le giornate.
Transfer da e per l’aeroporto
Fiumicino e Ciampino con auto prenotata e prezzo fisso.
