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Giornata del Contemporaneo 2026 al MACRO e nei musei di Roma — 10 ottobre 2026

La XXII Giornata del Contemporaneo si tiene sabato 10 ottobre 2026: a Roma aprono gratuitamente i tre musei associati ad AMACI, cioè il MACRO in via Nizza 138, il MAXXI in via Guido Reni 4 e l'Istituto Centrale per la Grafica in via Poli 54, accanto alla Fontana di Trevi. Al MACRO si arriva con gli autobus 38 (fermata Nizza/Regina Margherita), 80 (fermata Dalmazia) oppure 60, 62, 82, 89 e 90 (fermata Nomentana/Regina Margherita); al MAXXI con la metro A fino a Flaminio e il tram 2 in direzione piazza Mancini; all'Istituto Centrale per la Grafica a piedi dal centro storico. L'ingresso è gratuito: al MAXXI il biglietto gratuito e le visite guidate si prenotano sul sito ufficiale del museo, per il MACRO e l'Istituto Centrale per la Grafica orari e modalità sono pubblicati sui rispettivi siti ufficiali e su quello di AMACI.

Che cos'è la Giornata del Contemporaneo 2026

La Giornata del Contemporaneo è l'appuntamento annuale promosso da AMACI, l'Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani: nel 2026 arriva alla ventiduesima edizione, abbreviata dagli stessi musei con la sigla GDC22.

AMACI, l'associazione che la promuove

AMACI è un'associazione senza scopo di lucro fondata nel 2003 che riunisce 28 fra i principali musei pubblici d'arte contemporanea italiani. Promuove la ricerca artistica contemporanea e sostiene le politiche museali in Italia e all'estero. L'elenco dei soci va dal Castello di Rivoli al Madre di Napoli, dal Mart di Rovereto al MAMbo di Bologna, dal Museion di Bolzano al Museo del Novecento di Milano, dal Centro Pecci di Prato alla GAMeC di Bergamo; l'ultimo ingresso annunciato è quello del Museo Nivola. A Roma i soci sono tre: MACRO, MAXXI e Istituto Centrale per la Grafica.

Musei aperti e gratuiti

La formula è semplice e dura da oltre vent'anni. Come ogni anno, annuncia AMACI, i musei associati e tutte le realtà che decidono liberamente di aderire aprono gratuitamente le loro porte con un programma che coinvolge le grandi città e i centri più piccoli. Oltre ai musei partecipano fondazioni, gallerie, studi d'artista, istituzioni pubbliche e private: chiunque può registrare un evento sul sito dell'associazione.

L'immagine della ventiduesima edizione

Ogni edizione ha un'immagine firmata da un artista. Per la GDC22 AMACI ha scelto un lavoro di Adelita Husni Bey, «Working for a World Free of Poverty», datato 2014-2026: una fotografia con sfondo blu e un piano rosso, dove un uomo in giacca e cravatta, inquadrato dal busto in giù, tiene con una mano un solo confetto colorato mentre con l'altra trattiene un grande mucchio di confetti. Il sottotitolo dell'opera rimanda alla distribuzione del prodotto interno lordo mondiale fra regioni a basso e ad alto reddito, secondo i dati del World Economic Forum. È un'immagine diretta, quasi didascalica, e proprio per questo efficace: un'edizione che mette al centro la disuguaglianza.

Il giudizio sulla formula

La gratuità attira molte persone, e in alcuni musei la giornata diventa affollata. Ma ha un merito che nessun'altra iniziativa ha: porta nei musei d'arte contemporanea chi non ci entrerebbe mai. Se avete amici diffidenti verso l'arte di oggi, è il giorno per portarli.

Il programma romano della Giornata del Contemporaneo 2026

A Roma la Giornata del Contemporaneo 2026 si articola su tre sedi principali, i musei soci di AMACI, più le realtà indipendenti che registrano i propri eventi sul sito dell'associazione; il programma più dettagliato pubblicato a fine settembre è quello del MAXXI.

Il MAXXI, sede per sede

Al MAXXI, in via Guido Reni 4, l'ingresso è gratuito dalle 11 alle 19 per quattro spazi. Nella galleria KME è aperta la mostra «Vitalità dell'architettura italiana 1946-2026», dedicata a ottant'anni di Repubblica e di architettura italiana. Nella galleria 5 c'è «Andrea Pazienza. Non sempre si muore», secondo capitolo del progetto dedicato al fumettista nel settantesimo anniversario della nascita, dopo la mostra al MAXXI L'Aquila. Nella galleria 4 si visita «The Large Glass», il nuovo allestimento della collezione del museo curato dall'artista Alex Da Corte, con opere di Alighiero Boetti, Luigi Ghirri, Michelangelo Pistoletto, Kara Walker e altri. Nel foyer Carlo Scarpa, infine, c'è il focus sull'archivio della rivista «segno. Attualità Internazionali d'Arte Contemporanea», 1976-2026, acquisito dal museo in occasione del cinquantenario della rivista.

Le visite guidate gratuite al MAXXI

Alle 11:30 è in programma una visita guidata gratuita alla mostra sull'architettura italiana, con appuntamento all'infopoint alle 11:15. Alle 16:30 una seconda visita gratuita è dedicata ad Andrea Pazienza, con appuntamento alle 16:15. Sempre alle 16:30, fra la galleria KME e l'edulab2, si tiene «MAXXI in famiglia», un laboratorio di novanta minuti per famiglie con bambine e bambini dai 5 agli 11 anni, per scoprire l'architettura del museo e la mostra sull'architettura italiana. Visite e laboratorio richiedono la prenotazione, che si fa dal sito del MAXXI; il museo avverte che il programma potrebbe subire variazioni.

Il MACRO

Il MACRO partecipa come socio AMACI. Il 10 ottobre il museo di via Nizza ha in corso sette mostre, elencate più avanti, dalla personale di Miriam Cahn a quella di Hito Steyerl, dagli ottant'anni del Premio Strega alla nuova mostra di Marialba Russo. Il programma specifico della giornata e gli orari si consultano sul sito ufficiale del museo.

L'Istituto Centrale per la Grafica

L'Istituto Centrale per la Grafica, in via Poli 54, è il terzo socio romano di AMACI. Custodisce matrici incise, stampe, disegni, fotografie e video d'artista. Il programma dell'Istituto per la giornata si consulta sul sito ufficiale e su quello dell'associazione.

Le adesioni indipendenti

Fra gli eventi registrati sul sito di AMACI figura a Roma una mostra di libri d'artista, «In 4 pagine», di Serena Damiani e Marco Tullio Dentale, aperta dalle 16:30 alle 21:30. Il numero degli aderenti cresce di solito nelle ultime settimane prima della giornata: la mappa aggiornata è sul sito dell'associazione.

Il MACRO di via Nizza: dalla fabbrica della birra al museo

Il MACRO, Museo di Arte Contemporanea di Roma, si trova in via Nizza 138, con un secondo ingresso in via Reggio Emilia 54, nel quartiere Salario-Nomentano vicino a Porta Pia. Dal gennaio 2018 è gestito dall'Azienda Speciale Palaexpo, ente strumentale di Roma Capitale.

Una collezione comunale nata nell'Ottocento

La storia del museo comincia molto prima dell'edificio. Nel 1883 il Comune di Roma acquistò alcune opere all'Esposizione internazionale di Belle Arti con l'idea di costituire una galleria d'arte moderna. Nel 1913 Auguste Rodin donò alla città un bronzo, il «Busto di signora». Nel 1925 il Comune decise di aprire una galleria comunale a Palazzo Caffarelli, in Campidoglio. Nel 1938 l'istituzione venne soppressa e le opere passarono alla Galleria nazionale d'arte moderna.

Un secolo di traslochi

Nel 1949 la raccolta fu ricostituita e riaprì a Palazzo Braschi. Nel 1963 buona parte della collezione passò al Palazzo delle Esposizioni, dove rimase fino al 1981, quando l'edificio chiuse per restauri. Nel 1989 il Comune assegnò come nuova sede un lotto dell'ex stabilimento Birra Peroni; nel 1995 la galleria riaprì provvisoriamente nell'ex convento delle Carmelitane, e nel 1999 inaugurò la parte ristrutturata della fabbrica.

La fabbrica Peroni

L'edificio ha una storia industriale propria. La ditta Peroni, nata a Vigevano nel 1846, avviò una fabbrica di birra a Roma nel 1864 e all'inizio del Novecento trasferì la sede nei pressi di Porta Pia. I corpi di fabbrica furono costruiti fra il 1902 e il 1922 su progetti degli architetti Gustavo Giovannoni e Alfredo Panopoli. Lo stabilimento fu dismesso nel 1971 e trasferito sulla via Collatina; nel 1983 una convenzione con il Comune destinò uno dei tre lotti al museo.

Odile Decq e il nome MACRO

Nel 2000 il Comune bandì un concorso per ampliare la sede e nel 2001 l'incarico andò all'architetta francese Odile Decq; i lavori cominciarono nel 2004. Il museo era stato intanto inaugurato ufficialmente nel 2002 con il nome di MACRO, sotto la direzione di Danilo Eccher. Lo stesso anno aprì nei padiglioni dell'ex mattatoio di Testaccio una sede distaccata, MACRO Future, oggi Mattatoio di Roma. Ancora oggi il museo propone alle scuole una visita intitolata «Il MACRO di Odile Decq»: l'architettura è parte del racconto.

Un museo in cantiere

Nell'autunno 2026 il MACRO annuncia lavori straordinari all'impianto di climatizzazione, accompagnati da una promozione due per uno sui biglietti. È bene saperlo: alcune sale potrebbero avere assetti diversi dal solito.

Le mostre al MACRO il 10 ottobre 2026

Il 10 ottobre 2026 il MACRO ha in corso sette mostre: è la sede romana con l'offerta più ampia per chi vuole passare un'intera giornata dentro l'arte contemporanea.

Marialba Russo, «Sguardo rovescio»

La mostra più recente è dedicata alla fotografa Marialba Russo, a cura di Cristiana Perrella ed Elena Magini, aperta dal 24 settembre 2026 al 31 gennaio 2027.

Robin Rimbaud e Gaia De Megni

Dal 24 settembre all'8 novembre sono aperte «52 Spaces» di Robin Rimbaud, il musicista e artista sonoro noto come Scanner, e «Maria's Dream» di Gaia De Megni, entrambe a cura di Maria Lodovica Ferrari. Nello stesso periodo c'è anche «MACRO. Museum of the Everyday».

Miriam Cahn, «Ciò che mi guarda»

La personale dell'artista svizzera Miriam Cahn, a cura di Cristiana Perrella, è aperta dall'11 giugno al 15 novembre 2026.

Hito Steyerl e il Premio Strega

Fino al 1° novembre si visitano «Hito Steyerl. Mechanical Kurds», a cura di Alice Labor, e «Uno, cinque, dodici. Ottant'anni del Premio Strega», a cura di Maria Luisa Frisa e Mario Lupano.

Quale scegliere

Se il tempo è poco, la scelta è Miriam Cahn: è la mostra più impegnativa, quella che si ricorda. Hito Steyerl è per chi ha familiarità con l'immagine in movimento; il Premio Strega per chi ama la letteratura italiana e ha voglia di una visita più distesa.

Il MAXXI di Zaha Hadid alla Giornata del Contemporaneo

Il MAXXI, inaugurato nel 2010, è il primo museo nazionale italiano dedicato alle arti e all'architettura contemporanee; il progetto è di Zaha Hadid, vincitrice del concorso internazionale bandito nel 1998.

Dalla caserma al museo

Nel 1997 il Ministero per i Beni Culturali ottenne dal Ministero della Difesa l'area della ex Caserma Montello, nel quartiere Flaminio, occupata da officine e padiglioni in disuso. L'anno dopo fu bandito il concorso: 273 candidature da tutto il mondo. Vinse Zaha Hadid, con un progetto esteso su 29.000 metri quadrati intorno a una grande piazza aperta.

La piazza e le opere sempre visibili

La piazza, intitolata ad Alighiero Boetti, è parte integrante del museo, con opere esposte all'aperto. Tre installazioni restano sempre visibili, qualunque sia la mostra in corso: quelle di Anish Kapoor, di Sol LeWitt e di Maurizio Mochetti. Il 10 ottobre, con quattro spazi aperti gratuitamente, il MAXXI offre una visita completa.

Come arrivare al MAXXI

Dalla stazione Flaminio della metro A parte il tram 2 per piazza Mancini, che serve via Guido Reni. Passano nella zona anche gli autobus 910 da Termini, 53 da largo Chigi, 168 e 982. Su via Guido Reni c'è una fermata che porta il nome del museo, a circa 130 metri dall'ingresso, segnalata come accessibile alle sedie a rotelle.

L'Istituto Centrale per la Grafica e Palazzo Poli

L'Istituto Centrale per la Grafica ha sede a Palazzo Poli, in via Poli 54, l'edificio su cui si appoggia la Fontana di Trevi: è il socio AMACI più antico per storia delle collezioni.

Calcografia e Gabinetto delle Stampe

L'Istituto nasce nel 1975 dall'unione di due istituzioni: la Calcografia Nazionale, di eredità pontificia, e il Gabinetto Nazionale delle Stampe. Nel 2008 l'unificazione scientifica diventò anche fisica, con la riunione in un'unica sede degli edifici contigui di Palazzo Poli e della Calcografia. Dal 10 dicembre 2014 porta il nome di Istituto Centrale per la Grafica e dal 15 settembre 2015 ha autonomia speciale.

Che cosa conserva

Le collezioni comprendono matrici incise, stampe, disegni, video d'artista e fotografie. Accanto a esse lavorano laboratori specializzati nel restauro e una stamperia di secolare esperienza. È il luogo dove l'incisione, arte antica, dialoga con il contemporaneo: per questo fa parte di AMACI.

Palazzo Poli e la Fontana di Trevi

La storia di Palazzo Poli risale alla prima metà del Cinquecento, con il nucleo del Palazzo d'Aragona, di proprietà di Balduino Del Monte, fratello di papa Giulio III. Nel 1566 lo acquistò Lelio Cesi, duca di Ceri, che affidò il nuovo edificio a Martino Longhi il Vecchio e poi a Ottaviano Mascherino. Nel 1678 passò a Lucrezia Colonna, sposa di Giuseppe Lotario Conti, duca di Poli, da cui il nome. Nel Settecento Nicola Salvi vi addossò la Fontana di Trevi, e da allora palazzo e fontana sono un unico organismo.

Come organizzare la Giornata del Contemporaneo a Roma

Tre musei in una giornata si possono fare, ma bisogna scegliere l'ordine: il MAXXI e il MACRO sono a nord, in quartieri diversi, l'Istituto Centrale per la Grafica è in centro, a Trevi.

Il percorso che consiglio

Mattina al MAXXI, dalle 11, con la visita guidata delle 11:30 all'architettura italiana. Pranzo nel quartiere Flaminio o nella caffetteria del museo. Primo pomeriggio al MACRO, che dal Flaminio si raggiunge in taxi o con i mezzi passando per il centro. Fine pomeriggio all'Istituto Centrale per la Grafica, a Trevi, verificando prima l'orario di chiusura. Chi ha bambini fra 5 e 11 anni inverta: MACRO al mattino, MAXXI al pomeriggio per il laboratorio delle 16:30.

Due musei invece di tre

Meglio farne due, bene, piuttosto che tre di corsa. La scelta più equilibrata è MAXXI e MACRO: due architetture contemporanee, due collezioni diverse, sette mostre in una sola sede e quattro spazi nell'altra.

Prenotare

Al MAXXI l'ingresso gratuito e le visite richiedono la prenotazione dal sito del museo. Nelle giornate gratuite le code si formano: la prenotazione vi evita l'attesa.

Come arrivare al MACRO per la Giornata del Contemporaneo

Il MACRO, in via Nizza 138, si raggiunge con numerose linee di autobus e, a piedi, dalle stazioni Termini della metro A e Castro Pretorio della metro B.

Gli autobus

Il museo indica il 38 con fermata Nizza/Regina Margherita, l'80 con fermata Dalmazia, e le linee 60, 62, 82, 89 e 90 con fermata Nomentana/Regina Margherita.

Da Termini

Da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione, si prende il 90 in direzione Libia per tre fermate fino a Nomentana/Regina Margherita. In alternativa il 38 in direzione Porta di Roma, per sei fermate, fino a Nizza/Regina Margherita.

In metro

Il MACRO indica come stazioni di riferimento Termini per la linea A e Castro Pretorio per la linea B. Da entrambe si prosegue a piedi o con un autobus di superficie.

Accessibilità alla Giornata del Contemporaneo

Il MAXXI è indicato dal portale turistico di Roma Capitale come museo accessibile, con servizi igienici dedicati, e la fermata di via Guido Reni è segnalata come accessibile alle sedie a rotelle; per percorsi e ascensori il museo risponde allo 06 3201954. Per il MACRO e per l'Istituto Centrale per la Grafica le condizioni di accesso si verificano con le singole sedi prima della visita. In una giornata gratuita e affollata, la telefonata preventiva è ancora più utile.

La Giornata del Contemporaneo con i bambini

Il laboratorio «MAXXI in famiglia» delle 16:30 è l'appuntamento pensato per bambine e bambini dai 5 agli 11 anni: novanta minuti per scoprire l'architettura del museo, su prenotazione. La piazza del MAXXI, aperta e ampia, è poi un buon posto per far correre i più piccoli fra una sala e l'altra. Al MACRO il museo propone di norma attività per famiglie e scuole: il programma della giornata va controllato sul sito.

Dove mangiare durante la Giornata del Contemporaneo

Il MACRO ha un ristorante con terrazza, Materia Terrazza MACRO, e il MAXXI caffetteria, bar e ristorante interni: per una giornata di musei sono le soluzioni più pratiche.

Intorno al MACRO

Il quartiere fra via Nizza, piazza Alessandria e via Nomentana è residenziale e ben servito: bar, forni e trattorie di quartiere, frequentati da chi abita e lavora in zona. Piazza Alessandria, con il suo mercato coperto, è a due passi.

Intorno al MAXXI

Il Flaminio offre ristorazione di quartiere lungo via Flaminia; per una cena più curata ci si sposta verso i Parioli o Ponte Milvio.

Intorno a Trevi

Intorno all'Istituto Centrale per la Grafica la scelta è ampia, ma la zona è la più turistica di Roma: meglio allontanarsi di qualche strada, verso piazza dei Crociferi o verso il Quirinale.

Cosa c'è intorno alle sedi della Giornata del Contemporaneo

Dal MACRO, in pochi minuti a piedi, si raggiunge Porta Pia, la porta di Michelangelo legata alla breccia del 1870, e poco oltre lungo via Nomentana Villa Torlonia. Dal MAXXI si arriva all'Auditorium Parco della Musica, a circa 650 metri. Dall'Istituto Centrale per la Grafica si è già alla Fontana di Trevi, e in dieci minuti al Quirinale. Chi la sera vuole restare nel contemporaneo, ma in musica, può chiudere la giornata alla Casa del Jazz, dove alle 19:30 suona Franco D’Andrea in piano solo.

Una curiosità su Giornata del Contemporaneo 2026 al MACRO e nei musei di Roma — 10 ottobre 2026

Il MACRO occupa una fabbrica di birra. La ditta Peroni, nata a Vigevano nel 1846, aprì uno stabilimento a Roma nel 1864 e costruì fra il 1902 e il 1922 i corpi di fabbrica fra piazza Alessandria, via Mantova, via Nizza e via Reggio Emilia, su progetti di Gustavo Giovannoni e Alfredo Panopoli. Nel 1902, affacciato su piazza Alessandria, c'era perfino uno chalet in legno in stile Liberty con giardino, dove si beveva la birra appena prodotta. Nel 1908 Giovannoni progettò la sala di cottura, il Sudhaus, all'angolo con via Bergamo, che ancora esiste.

La fabbrica chiuse nel 1971 e si trasferì sulla via Collatina, a Tor Sapienza, dove oggi si trovano anche l'archivio e il museo dell'azienda. Nel 1983 una convenzione con il Comune destinò due lotti a uffici, negozi e abitazioni e il terzo al museo d'arte contemporanea.

Chi visita il MACRO il 10 ottobre cammina dunque dentro un pezzo di archeologia industriale romana del primo Novecento, trasformato e ampliato da Odile Decq. Guardate i muri esterni lungo via Reggio Emilia: la fabbrica si riconosce ancora.

Una cosa che non ti dice nessuno su Giornata del Contemporaneo 2026 al MACRO e nei musei di Roma — 10 ottobre 2026

Il MACRO ha avuto una vita nomade prima di trovare casa. La collezione comunale d'arte moderna nasce con gli acquisti del 1883, viene esposta a Palazzo Caffarelli dal 1925, soppressa nel 1938 e trasferita alla Galleria nazionale, ricostituita nel 1949 a Palazzo Braschi, spostata nel 1963 al Palazzo delle Esposizioni, rimessa nei depositi nel 1981, riaperta in un ex convento nel 1995. Solo alla fine degli anni Novanta approda nella fabbrica Peroni.

Quasi un secolo di traslochi per una collezione che comprende, fra l'altro, il bronzo donato da Auguste Rodin alla città nel 1913. È una storia che spiega molte cose: il MACRO non è nato come museo dal nulla, ma come punto d'arrivo di una raccolta che Roma ha perso e ritrovato più volte.

La seconda cosa che non si dice riguarda l'Istituto Centrale per la Grafica. Migliaia di visitatori al giorno si fotografano davanti alla Fontana di Trevi senza sapere che il palazzo alle spalle di Nettuno è un museo d'arte, e che il 10 ottobre partecipa alla stessa giornata del MAXXI. La facciata più fotografata di Roma è, a tutti gli effetti, la facciata di un socio AMACI.

Il consiglio che ti do per visitare Giornata del Contemporaneo 2026 al MACRO e nei musei di Roma — 10 ottobre 2026

Scegliete due sedi, non tre. Una giornata gratuita porta molte persone, e le code allungano i tempi. Il metodo con i gruppi: una sede al mattino e una al pomeriggio, con un pranzo vero nel mezzo.

La combinazione che consiglio è MAXXI al mattino e MACRO al pomeriggio. Al MAXXI arrivate alle 11 in punto con la prenotazione fatta, seguite la visita guidata delle 11:30 alla mostra sull'architettura italiana, poi dedicate un'ora a «The Large Glass», l'allestimento della collezione curato da Alex Da Corte: è raro vedere una collezione riletta da un artista. Al MACRO scegliete una mostra e dedicatele il tempo che merita: a nostro giudizio, Miriam Cahn.

Se avete bambini fra 5 e 11 anni, invertite e tenete il MAXXI per il pomeriggio, così da far coincidere la visita con il laboratorio delle 16:30.

Ultimo consiglio: la sera, uscendo dal secondo museo, non tornate subito in albergo. Il 10 ottobre alle 19:30 alla Casa del Jazz suona Franco D’Andrea in piano solo: un'intera giornata di contemporaneo, chiusa in musica.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che il MAXXI sia opera di Zaha Hadid lo sanno tutti. Meno spesso si ricorda che il museo sorge sull'area della ex Caserma Montello, ceduta nel 1997 dal Ministero della Difesa a quello dei Beni Culturali, e che il concorso del 1998 raccolse 273 candidature da tutto il mondo. Il primo museo nazionale per l'arte del XXI secolo è nato, dunque, su un terreno militare in un quartiere residenziale, lontano dai luoghi tradizionali dell'arte romana.

Altro fatto noto ma poco citato: il MACRO e il Mattatoio di Testaccio erano, nel 2002, due sedi dello stesso museo. Il padiglione di Testaccio si chiamava MACRO Future. Oggi le due sedi sono separate nel nome ma tornate sotto la stessa gestione, quella dell'Azienda Speciale Palaexpo, che amministra anche il Palazzo delle Esposizioni.

E infine la Calcografia. L'Istituto Centrale per la Grafica conserva l'eredità della calcografia pontificia, cioè le matrici incise che per secoli hanno diffuso nel mondo l'immagine di Roma. Molte delle vedute che ancora oggi riconosciamo nascono da lastre di rame conservate a pochi metri dalla Fontana di Trevi.

La foto giusta da fare a Giornata del Contemporaneo 2026 al MACRO e nei musei di Roma — 10 ottobre 2026

Al MACRO la foto giusta è l'incontro fra la fabbrica e l'ampliamento: da via Reggio Emilia, dove il mattone industriale del primo Novecento si affianca all'architettura di Odile Decq. È l'immagine che racconta il museo in un colpo solo. All'interno, cercate il foyer dal quale si leggono i diversi livelli.

Al MAXXI la foto classica è la piazza Alighiero Boetti con i volumi sospesi di Zaha Hadid che si protendono verso via Guido Reni. Il consiglio è di scattarla dal fondo della piazza, dove il museo appare come un fascio di linee che si allungano verso la città. Nel pomeriggio di ottobre la luce radente disegna bene le superfici di cemento.

All'Istituto Centrale per la Grafica la foto è quella che tutti fanno, la Fontana di Trevi, ma con un'avvertenza: inquadrate anche il palazzo. Palazzo Poli è la quinta architettonica della fontana, e dal 2008 è la sede unica dell'Istituto. Una volta saputo, non si guarda più la fontana nello stesso modo.

Nelle sale, rispettate le indicazioni di ogni mostra sulle fotografie: non tutte le opere si possono riprendere.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il quartiere del MACRO è segnato da un avvenimento che ha fatto l'Italia: il 20 settembre 1870 i bersaglieri entrarono a Roma dalla breccia aperta accanto a Porta Pia, a poche centinaia di metri dall'attuale museo. Da quel giorno Roma divenne capitale del Regno.

La fabbrica stessa ha una sua pagina di storia. Sul finire dell'aprile 1944, durante l'occupazione tedesca, si costituì fra gli operai della Peroni di via Alessandria un nucleo partigiano organizzato, che aveva recuperato e nascosto armi in attesa dell'arrivo degli Alleati. Lo stabilimento dove oggi si visitano le mostre fu dunque anche un luogo della Resistenza romana.

Per il MAXXI l'avvenimento fondativo è il 1997, con la cessione della ex Caserma Montello, seguito dal concorso del 1998 e dall'apertura del 2010. Per l'Istituto Centrale per la Grafica la storia si misura in secoli: il nucleo di Palazzo Poli risale al Cinquecento, e nel Settecento Nicola Salvi addossò al palazzo la Fontana di Trevi, completata nel 1762.

La Giornata del Contemporaneo stessa ha ormai una storia: ventidue edizioni, promosse da un'associazione nata nel 2003.

Chi è passato da Giornata del Contemporaneo 2026 al MACRO e nei musei di Roma — 10 ottobre 2026

Dal MACRO sono passati, prima di tutto, i protagonisti della sua lunga storia: Auguste Rodin, che donò alla città il «Busto di signora» nel 1913; Gustavo Giovannoni e Alfredo Panopoli, architetti della fabbrica Peroni; Odile Decq, autrice dell'ampliamento; Danilo Eccher, direttore all'inaugurazione del 2002. Nell'autunno 2026 vi espongono Miriam Cahn, Hito Steyerl, Marialba Russo, Robin Rimbaud e Gaia De Megni, con curatrici come Cristiana Perrella, Elena Magini, Maria Lodovica Ferrari e Alice Labor.

Dal MAXXI sono passati Zaha Hadid, che lo ha progettato, e gli artisti le cui opere restano sempre visibili, Anish Kapoor, Sol LeWitt e Maurizio Mochetti. Il 10 ottobre vi si incontrano, nelle sale aperte gratuitamente, Andrea Pazienza, Alighiero Boetti, Luigi Ghirri, Michelangelo Pistoletto, Kara Walker e Alex Da Corte, che ha riallestito la collezione.

Da Palazzo Poli sono passati Martino Longhi il Vecchio, Ottaviano Mascherino, le famiglie Cesi, Borromeo, Colonna e Conti, e Nicola Salvi, che vi appoggiò la Fontana di Trevi. Infine, per la GDC22, passa idealmente da tutti i musei italiani Adelita Husni Bey, autrice dell'immagine dell'edizione.

Domande frequenti sulla Giornata del Contemporaneo 2026

Quando è la Giornata del Contemporaneo 2026?

La Giornata del Contemporaneo 2026 è sabato 10 ottobre. È la ventiduesima edizione dell'iniziativa promossa da AMACI, l'Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani. In quella giornata i musei associati e le realtà che aderiscono aprono gratuitamente con mostre, visite guidate e laboratori, in tutta Italia.

Quali musei partecipano a Roma alla Giornata del Contemporaneo?

A Roma partecipano alla Giornata del Contemporaneo i tre musei soci di AMACI: il MACRO in via Nizza 138, il MAXXI in via Guido Reni 4 e l'Istituto Centrale per la Grafica in via Poli 54. A questi si aggiungono gallerie e spazi indipendenti che registrano i propri eventi sul sito dell'associazione.

La Giornata del Contemporaneo è gratuita?

Sì, la Giornata del Contemporaneo è gratuita: i musei associati ad AMACI aprono gratuitamente le loro porte. Al MAXXI l'ingresso gratuito dalle 11 alle 19 e le visite guidate richiedono la prenotazione sul sito del museo. Per il MACRO e l'Istituto Centrale per la Grafica le modalità si verificano sui siti ufficiali.

Che cosa si vede al MAXXI il 10 ottobre?

Al MAXXI il 10 ottobre sono aperte gratuitamente dalle 11 alle 19 le mostre «Vitalità dell'architettura italiana 1946-2026», «Andrea Pazienza. Non sempre si muore», «The Large Glass» con la collezione riallestita da Alex Da Corte e il focus sulla rivista «segno». Visite guidate alle 11:30 e alle 16:30, laboratorio per famiglie alle 16:30.

Quali mostre sono aperte al MACRO durante la Giornata del Contemporaneo?

Al MACRO il 10 ottobre 2026 sono in corso sette mostre: Marialba Russo, Robin Rimbaud, Gaia De Megni, «MACRO. Museum of the Everyday», Miriam Cahn, Hito Steyerl e «Uno, cinque, dodici» sugli ottant'anni del Premio Strega. Il programma specifico della giornata si consulta sul sito ufficiale del museo.

Come si arriva al MACRO con i mezzi pubblici?

Il MACRO, in via Nizza 138, si raggiunge con l'autobus 38 fino a Nizza/Regina Margherita, con l'80 fino a Dalmazia o con le linee 60, 62, 82, 89 e 90 fino a Nomentana/Regina Margherita. Da Termini il 90 impiega tre fermate. Le stazioni metro di riferimento sono Termini sulla linea A e Castro Pretorio sulla B.

Ci sono attività per bambini alla Giornata del Contemporaneo?

Sì, alla Giornata del Contemporaneo il MAXXI propone alle 16:30 «MAXXI in famiglia», un laboratorio di novanta minuti per bambine e bambini dai 5 agli 11 anni dedicato all'architettura del museo. L'appuntamento è all'infopoint alle 16:15 e serve la prenotazione sul sito del MAXXI.

Il consiglio finale sulla Giornata del Contemporaneo 2026

La Giornata del Contemporaneo è l'occasione per fare pace con l'arte di oggi, o per farla conoscere a chi non la frequenta. A Roma il consiglio che do a tutti è di non cercare di vedere ogni cosa: due musei, scelti bene e visitati senza fretta, valgono più di un giro di corsa fra tre sedi. Prenotate il MAXXI, dedicate il pomeriggio al MACRO, e ricordatevi di alzare lo sguardo su Palazzo Poli la prossima volta che passate da Trevi.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Contact Information

Data Evento10 Ottobre 2026 11:00
IndirizzoMACRO, Via Nizza 138, 00198 Roma Salario, Roma, Roma Città
CategorieEventiMostre

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