Essere e tempo. Incontri fra Arte e Psicoanalisi/2: Infanzia al MACRO — 11 ottobre 2026
Essere e tempo. Incontri fra Arte e Psicoanalisi/2: Infanzia si tiene domenica 11 ottobre 2026 alle 10 al MACRO, il Museo d'Arte Contemporanea di Roma, in via Nizza 138 (secondo ingresso in via Reggio Emilia 54), nel quartiere Salario. Il programma prevede la proiezione di due video di Diego Marcon, TINPO del 2006 e Ludwig del 2018, seguita da una conversazione fra l'artista e la psicoanalista Lika Costis del Centro Psicoanalitico di Roma. Il museo si raggiunge con l'autobus 38, fermata Nizza/Regina Margherita, con l'80, fermata Dalmazia, o con le linee 60, 62, 82, 89 e 90, fermata Nomentana/Regina Margherita; le stazioni della metropolitana più vicine sono Castro Pretorio sulla linea B e Termini. Le modalità di ingresso e di prenotazione sono pubblicate sul sito ufficiale del MACRO, che avverte che il programma potrebbe subire variazioni.
Essere e tempo al MACRO: data, orario e programma
Il secondo appuntamento di Essere e tempo, il ciclo di incontri fra arte e psicoanalisi del MACRO, è dedicato all'infanzia e si svolge domenica 11 ottobre 2026 alle 10: una proiezione di due opere video di Diego Marcon e poi un dialogo fra l'artista e una psicoanalista. Una domenica mattina al museo, con un tema che riguarda tutti.
Proiezione e incontro
La formula è semplice e rara: prima si guardano le opere, poi se ne parla con chi le ha fatte e con chi, per mestiere, ascolta ciò che l'infanzia lascia negli adulti. Il MACRO la classifica come proiezione e incontro.
L'orario
L'appuntamento è alle 10, l'ora in cui il museo apre la domenica. Chi arriva puntuale ha poi tutta la giornata per visitare le mostre in corso, che nei fine settimana sono aperte fino alle 19.
Ingresso
Il MACRO pubblica sul proprio sito le condizioni di accesso a ogni evento. Per le mostre il biglietto intero è di 6 euro e il ridotto di 4, con ingresso gratuito per i bambini fino a 6 anni, per i visitatori con disabilità e il loro accompagnatore e per altre categorie indicate dal museo. Per l'incontro conviene controllare la pagina dedicata sul sito del MACRO nei giorni precedenti.
Una rassegna più ampia
L'incontro fa parte di MACROCOSMO, il programma di eventi del museo che il MACRO ha calendarizzato dal 1° settembre 2026 al 31 dicembre 2027. Chi apprezza la formula troverà altri appuntamenti nei mesi successivi.
Che cosa si vede: TINPO e Ludwig di Diego Marcon
All'incontro del MACRO si vedono due video di Diego Marcon realizzati a più di dieci anni di distanza: TINPO, del 2006, il primo video dell'artista, e Ludwig, del 2018, il suo primo lavoro interamente realizzato in computer grafica. Sono due opere brevi, e proprio per questo si prestano a essere discusse subito dopo la visione.
TINPO, 2006
In TINPO due bambini giocano alla guerra con pistole giocattolo durante un pranzo di famiglia. Il museo descrive il lavoro del montaggio: la dimensione del gioco si carica a poco a poco di una tensione che rende incerto il confine fra gioco e violenza. Chi ha avuto figli, o è stato bambino, conosce quel momento in cui il gioco smette di essere un gioco e nessuno se ne accorge. Marcon, che si era diplomato come montatore proprio nel 2006, lo costruisce con gli strumenti del cinema.
Ludwig, 2018
In Ludwig un bambino, nella stiva di una nave nella tempesta, canta alla luce di un fiammifero finché la fiamma gli brucia le dita e si spegne. Poi la scena ricomincia, identica. Il MACRO parla di un loop insieme malinconico, assurdo e claustrofobico. Il video è un'animazione in computer grafica, a colori e con sonoro, e dura otto minuti e quattordici secondi prima di ripartire. È il tipo di opera che al primo giro fa sorridere e al terzo mette a disagio.
Il filo che li lega
Il museo lo dice con precisione: nella ricerca di Marcon l'infanzia torna come uno spazio ambiguo, lontano da ogni immagine rassicurante o nostalgica. Accostare i due video significa vedere come quell'idea è cambiata in dodici anni: dalla ripresa dal vivo di bambini veri alla creazione digitale di un bambino che non esiste. A nostro giudizio è il secondo, il bambino artificiale, a far più paura, perché non ha scampo.
La conversazione
Dopo la proiezione Diego Marcon dialoga con Lika Costis, psicoanalista del Centro Psicoanalitico di Roma. È l'idea stessa del ciclo: mettere accanto lo sguardo di un artista e quello di una disciplina che dell'infanzia ha fatto il proprio oggetto di studio.
Diego Marcon: biografia dell'artista
Diego Marcon è nato a Busto Arsizio, in provincia di Varese, nel 1985, e vive a Milano; lavora con film, video, installazioni e scultura, e nel 2018 ha vinto il MAXXI Bulgari Prize e il Premio per la Scultura della Fondazione Henraux.
La formazione
Nel 2006 Marcon si diploma come montatore cinetelevisivo alla Scuola Civica di Cinema, Televisione e Nuovi Media di Milano; nel 2012 si laurea in Arti Visive e dello Spettacolo all'Università IUAV di Venezia. È una formazione doppia, fra il mestiere del cinema e la ricerca delle arti visive, che si riconosce in tutto il suo lavoro: TINPO, il primo video, nasce proprio l'anno del diploma da montatore.
Le residenze
Nel 2009 partecipa al Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Antonio Ratti e al programma di residenze della Dena Foundation for Contemporary Art a Parigi. Nel 2010 ha uno studio alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia. Nel 2013 è in residenza al Centre international d'art et du paysage di Vassivière e alla Cité Internationale des Arts di Parigi, con l'Institut Français. Poi Careof, a Milano, dove lavora sull'archivio video dello spazio.
Il metodo
Le descrizioni del suo lavoro concordano: Marcon indaga gli archetipi dell'immagine in movimento, combinando l'approccio analitico del cinema strutturale con l'attitudine sentimentale del cinema popolare e di genere. Detto in parole semplici: usa il rigore del cinema sperimentale per parlare delle emozioni dei film che tutti guardano. Le sue opere sono state descritte come drammi da camera abitati da pupazzi, bambini e creature sospese fra l'umano e il post-umano, in cui melodramma ed effetti speciali si mescolano.
Le mostre
Il suo lavoro è stato esposto alla 59ª Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia, nel 2022, e alla Quadriennale d'arte FUORI, a Roma, nel 2020. Le istituzioni che lo hanno ospitato comprendono la Whitechapel Gallery di Londra, la Fondation d'entreprise Ricard di Parigi, la Fondazione Prada e il PAC di Milano, la Triennale, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, l'ICA di Singapore, il Matadero di Madrid, l'OCAT di Shanghai, Artspace di Auckland, e a Roma il MAXXI e lo stesso MACRO. Per l'artista, quindi, l'11 ottobre è un ritorno.
Il 2023: Milano, Basilea, Prato
Nel giugno 2023 la Fondazione Nicola Trussardi gli ha dedicato la prima mostra antologica istituzionale in Italia, a cura di Massimiliano Gioni, al Teatro Gerolamo di Milano, il teatro delle marionette dei Fratelli Colla. Nello stesso anno sono seguite le personali Have You Checked the Children alla Kunsthalle di Basilea e Glassa al Centro Pecci di Prato.
Il cinema
I film di Marcon sono stati proiettati alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes, all'International Film Festival Rotterdam, a Cinéma du Réel a Parigi, a Courtisane a Gand, al BFI di Londra e a doclisboa. Pochi artisti italiani della sua generazione si muovono con la stessa naturalezza fra la sala del museo e quella del cinema. Un incontro in cui si proietta e si discute è la situazione ideale per il suo lavoro.
Essere e tempo: arte e psicoanalisi al MACRO
Essere e tempo è un ciclo di incontri del MACRO che mette in dialogo artisti e psicoanalisti; l'appuntamento dell'11 ottobre è il secondo e ha come tema l'infanzia.
Il titolo
Il titolo richiama quello di una delle opere più note della filosofia del Novecento, Essere e tempo di Martin Heidegger. Il riferimento dice qualcosa sulle ambizioni del ciclo: parlare dell'esperienza umana nel tempo, e l'infanzia è il primo tempo di ciascuno.
Perché la psicoanalisi
La psicoanalisi ha fatto dell'infanzia il proprio territorio fin dalle origini. Mettere un artista che lavora sull'infanzia come spazio ambiguo accanto a una psicoanalista significa confrontare due modi di guardare lo stesso materiale: le immagini che restano, le ripetizioni, i giochi che smettono di essere giochi. Il loop di Ludwig, la scena che ricomincia sempre uguale, ha una risonanza evidente per chi conosce il linguaggio della psicoanalisi.
Lika Costis
La psicoanalista Lika Costis fa parte del Centro Psicoanalitico di Roma, secondo quanto indica il MACRO. Il suo ruolo nel dialogo è quello di interlocutrice: non di commentatrice delle opere, ma di voce che porta un sapere diverso sullo stesso tema.
Chi dovrebbe andarci
Il pubblico naturale è fatto di appassionati d'arte contemporanea, di chi lavora nella cura e nella clinica, di insegnanti e di genitori curiosi. Non serve una preparazione specifica: le opere sono brevi e il tema è universale. Serve invece la disponibilità a lasciarsi un po' inquietare, perché nessuno dei due video offre consolazione.
Una curiosità su Essere e tempo. Incontri fra Arte e Psicoanalisi/2: Infanzia al MACRO — 11 ottobre 2026
La curiosità più interessante riguarda il titolo del primo video. TINPO è il primo lavoro video di Diego Marcon, realizzato nel 2006, l'anno in cui l'artista si diplomava come montatore cinetelevisivo a Milano. Il MACRO sottolinea che la tensione del video nasce dal montaggio: il gioco dei bambini diventa inquietante non per quello che accade, ma per come le immagini sono accostate. È un'opera di un ventunenne che stava imparando un mestiere tecnico, e che in quel mestiere trovava già il proprio linguaggio.
La seconda curiosità è legata a un teatro. Nel 2023 la Fondazione Nicola Trussardi scelse per la prima antologica di Marcon il Teatro Gerolamo di Milano, un teatro per marionette celebre come la piccola Scala per le sue dimensioni ridotte, reso famoso dagli spettacoli dei Fratelli Colla. Le opere di Marcon, popolate di pupazzi e bambini, vennero installate in quel teatro in miniatura: la presentazione della mostra evocava i micromondi di Joseph Cornell e le fantasie di Collodi e Lewis Carroll.
Terza curiosità, sul luogo. La sala in cui si proiettano i video di un artista che lavora sull'infanzia si trova in un edificio che, per gran parte del Novecento, ha prodotto birra. Il MACRO nasce infatti negli stabilimenti della Peroni, e il nome della vecchia fabbrica si legge ancora su un lato dell'edificio, in via Cagliari.
Il MACRO: dalla fabbrica Peroni al museo d'arte contemporanea
Il MACRO occupa parte di un complesso progettato all'inizio del Novecento da Gustavo Giovannoni per il birrificio Peroni, rimasto in funzione fino al 1971; il nome della fabbrica, Società Birra Peroni Ghiaccia, è ancora visibile su un lato dell'edificio in via Cagliari.
Archeologia industriale
Turismo Roma lo indica fra i migliori esempi cittadini di integrazione fra archeologia industriale e architettura contemporanea, e il giudizio è giusto. Giovannoni, architetto e studioso della città storica, disegnò una fabbrica che oggi è diventata un museo senza perdere la propria identità.
La Galleria Comunale
All'inizio degli anni Ottanta l'area fu ceduta al Comune di Roma e restaurata per diventare la sede della Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea. Gli spazi si rivelarono presto insufficienti per la collezione, e nel 2000 fu bandito un concorso internazionale per l'ampliamento.
L'ala di Odile Decq
Il concorso fu vinto dall'architetta francese Odile Decq. La nuova ala, integrata nell'edificio novecentesco, ha ridefinito l'immagine del complesso e lo ha aperto verso il quartiere. I colori sono il rosso, il nero e il bianco; i materiali il ferro, il cemento e il vetro a specchio. Le sale espositive superano i 4.000 metri quadrati; ci sono un foyer, un auditorium rosso fuoco e una terrazza, collegati da ascensori, ballatoi e passaggi che cambiano continuamente il punto di vista sulle opere.
Le stagioni recenti
Dal 2018 il MACRO è gestito dall'Azienda Speciale Palaexpo. Il museo ha attraversato prima la stagione di Giorgio de Finis, con il progetto sperimentale Macro Asilo, che lo ha trasformato in un organismo aperto e partecipativo; poi quella di Luca Lo Pinto, con il Museo per l'Immaginazione Preventiva, che lo pensava come una rivista tridimensionale. Oggi la direzione è di Cristiana Perrella, e cicli come Essere e tempo raccontano la vocazione interdisciplinare di questa fase.
Una cosa che non ti dice nessuno su Essere e tempo. Incontri fra Arte e Psicoanalisi/2: Infanzia al MACRO — 11 ottobre 2026
Quello che quasi nessuno sa è che il MACRO ha due ingressi: via Nizza 138, l'indirizzo che tutti conoscono, e via Reggio Emilia 54, sul lato opposto dell'isolato. Il museo li indica entrambi nella pagina su come raggiungerlo. Per chi arriva con l'autobus dalla Nomentana, il lato di via Reggio Emilia può essere più vicino. Alle 10 di domenica, con un appuntamento a orario fisso, sapere da che parte entrare fa risparmiare qualche minuto e un giro dell'isolato.
La seconda cosa che non vi dice nessuno riguarda l'orario. Durante la settimana il MACRO apre a mezzogiorno; solo il sabato e la domenica apre alle 10. L'incontro con Marcon è quindi programmato nel primo momento utile dell'unica mattinata festiva: chi arriva, entra in un museo appena aperto, silenzioso, prima che il pubblico della domenica cominci ad affollare le sale. Conviene approfittarne: finito l'incontro, le mostre sono ancora quasi vuote.
Terza cosa, pratica: il museo ha un ristorante, una caffetteria, una libreria e aule studio. Una mattina al MACRO può quindi diventare una giornata intera senza uscire dall'edificio, e con un tema come l'infanzia ci sono buone ragioni per fermarsi a pranzo e continuare la discussione.
Come arrivare al MACRO
Il MACRO si trova in via Nizza 138, nel quartiere Salario, e si raggiunge con l'autobus 38, fermata Nizza/Regina Margherita, con l'80, fermata Dalmazia, o con le linee 60, 62, 82, 89 e 90, fermata Nomentana/Regina Margherita.
Da Termini
Il museo indica due percorsi da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione. Il primo: autobus 90 in direzione Libia, tre fermate, discesa a Nomentana/Regina Margherita. Il secondo: autobus 38 in direzione Porta di Roma, sei fermate, discesa a Nizza/Regina Margherita.
In metropolitana
Il museo indica la linea A a Termini e la linea B a Castro Pretorio. Da Castro Pretorio si prosegue a piedi o in autobus verso Porta Pia e la Nomentana.
In autobus
Il 38 ferma a Nizza/Regina Margherita, a pochi passi dall'ingresso. Le linee 60, 62, 82, 89 e 90 fermano a Nomentana/Regina Margherita; l'80 a Dalmazia. Di domenica mattina le frequenze sono ridotte: conviene controllare gli orari prima di uscire.
In auto
Il quartiere è residenziale e il parcheggio su strada, la domenica mattina, è più facile che nei giorni feriali. Turismo Roma segnala per il MACRO un parcheggio riservato alle persone con disabilità.
Il consiglio che ti do per visitare Essere e tempo. Incontri fra Arte e Psicoanalisi/2: Infanzia al MACRO — 11 ottobre 2026
Il consiglio è di arrivare senza aver visto i video in anticipo. Le opere di Marcon funzionano per sorpresa: il momento in cui il gioco dei bambini diventa minaccioso, in TINPO, o quello in cui la scena di Ludwig ricomincia e capite che non finirà mai. Se le avete già viste in rete, quel momento è bruciato. Arrivate a mente sgombra, guardate, e solo dopo ascoltate l'artista e la psicoanalista.
Secondo consiglio: prendete appunti durante la conversazione. Gli incontri fra un artista e una psicoanalista tendono a produrre osservazioni che sul momento sembrano chiare e il giorno dopo sono già svanite. Un quaderno, non il telefono: in una sala buia di un museo, lo schermo acceso disturba chi guarda.
Terzo consiglio, per chi viene con un adolescente. Il tema dell'infanzia raccontata senza nostalgia, con i suoi lati violenti e inquietanti, parla ai ragazzi più di quanto pensino gli adulti. TINPO mostra bambini che giocano alla guerra; Ludwig un bambino solo che si fa male. Non sono opere per bambini piccoli, ma per un ragazzo delle superiori possono essere un ottimo punto di partenza per una conversazione che a casa non si farebbe. Dopo, una passeggiata fino a Villa Torlonia aiuta a digerire.
Dopo l'incontro: visitare il MACRO
Il MACRO è aperto il sabato e la domenica dalle 10 alle 19 e dal martedì al venerdì dalle 12 alle 19, con ultimo ingresso mezz'ora prima della chiusura; il lunedì è chiuso.
I biglietti del museo
Il biglietto per le mostre costa 6 euro intero e 4 ridotto. L'ingresso è gratuito per i bambini fino a 6 anni, per i visitatori con disabilità e il loro accompagnatore, per le guide turistiche nazionali e per i possessori delle tessere ICOM e ICROM, oltre alle altre categorie indicate dal museo. Per il cinema del MACRO il biglietto è di 7 euro intero e 5 ridotto.
Visite guidate
Il sabato, la domenica e i festivi il MACRO propone una visita guidata individuale a 4 euro. Per i gruppi c'è una tariffa dedicata, con prenotazione del turno.
Con i bambini
Il museo organizza laboratori per bambini: 8 euro per la fascia da 3 a 6 anni, 12 euro, biglietto compreso, per quella da 7 a 11 anni. Un genitore può seguire l'incontro su Marcon mentre il figlio, in un'altra giornata o in un altro orario, frequenta un laboratorio: vale la pena controllare il calendario sul sito.
Il guardaroba
Per i visitatori delle mostre il MACRO mette a disposizione un guardaroba, aperto negli orari del museo.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che il MACRO nasce negli ex stabilimenti della Peroni. Lo sanno quasi tutti i romani, e lo ricordano le guide. Meno citato è il nome dell'architetto che quegli stabilimenti li progettò: Gustavo Giovannoni, una delle figure centrali dell'architettura e dell'urbanistica romana del primo Novecento, studioso della città storica e teorico del restauro. Che uno dei maggiori conoscitori della Roma antica e rinascimentale abbia disegnato una fabbrica di birra è un dettaglio che dice molto sulla Roma di inizio secolo, quando la città cresceva fuori dalle mura e l'industria cercava una propria dignità architettonica.
Il fatto ha una conseguenza sul modo di visitare il museo. Quando si guarda il MACRO, si vedono due epoche: la fabbrica di Giovannoni e l'ala contemporanea di Odile Decq, con i suoi rossi e neri, il ferro e il vetro. Le due architetture non si imitano, si affiancano. È la stessa idea che regge l'incontro dell'11 ottobre: due linguaggi, l'arte e la psicoanalisi, messi uno accanto all'altro senza che uno debba tradurre l'altro. E Ludwig, con il suo bambino digitale che ripete all'infinito lo stesso gesto, abita bene un edificio in cui per decenni le macchine hanno ripetuto lo stesso ciclo.
Accessibilità al MACRO
Il MACRO è accessibile ai visitatori con disabilità: secondo Turismo Roma l'ingresso, i servizi igienici e il percorso in sedia a rotelle sono accessibili, e c'è un parcheggio riservato, parzialmente accessibile.
Ingresso gratuito
Per le mostre l'ingresso è gratuito per i visitatori con disabilità o invalidità e per il loro accompagnatore.
Spostarsi dentro il museo
Gli spazi dell'ala nuova sono collegati da ascensori, oltre che da ballatoi e passaggi. Per l'incontro dell'11 ottobre conviene comunque scrivere al museo prima, all'indirizzo di posta indicato sul sito, per conoscere la sala e le modalità di accesso.
La foto giusta da fare a Essere e tempo. Incontri fra Arte e Psicoanalisi/2: Infanzia al MACRO — 11 ottobre 2026
La foto giusta si fa all'esterno, in via Cagliari, sul lato dell'edificio dove si legge ancora il nome della vecchia fabbrica, Società Birra Peroni Ghiaccia. È l'immagine che racconta il MACRO meglio di qualsiasi sala: una scritta industriale dei primi del Novecento su un museo d'arte contemporanea. Con la luce del mattino di ottobre, bassa e laterale, le lettere si leggono bene e la facciata prende rilievo. Scattate dal marciapiede opposto, per avere tutta la scritta nel fotogramma.
La seconda foto è dentro, nell'ala di Odile Decq. Il rosso, il nero e il bianco, il ferro e il vetro a specchio producono inquadrature forti, e i ballatoi offrono punti di vista dall'alto sugli spazi sottostanti. L'auditorium rosso fuoco è il colpo d'occhio più noto del museo. Rispettate le indicazioni del personale: in alcune mostre le fotografie possono essere limitate.
Durante la proiezione, naturalmente, niente foto. Le opere video vanno viste, non riprese, e la luce di uno schermo in una sala buia rovina la visione agli altri. Se volete un ricordo dell'incontro, fotografate la sala prima che si spengano le luci, oppure la terrazza dopo, con i tetti del quartiere Salario intorno.
Il quartiere intorno al MACRO: Salario, Nomentano e Coppedè
Il MACRO si trova fra via Nizza e via Reggio Emilia, a breve distanza da via Nomentana e da Porta Pia, in un quartiere di palazzine del primo Novecento.
Porta Pia
A pochi minuti a piedi c'è Porta Pia, la porta delle Mura Aureliane legata alla presa di Roma del 1870. È il punto da cui parte via Nomentana verso nord-est.
Villa Torlonia
Risalendo la Nomentana si arriva a Villa Torlonia, con il parco e i suoi musei. È la passeggiata ideale dopo l'incontro, soprattutto in una domenica di ottobre.
Il quartiere Coppedè
Verso piazza Buenos Aires si entra nel quartiere Coppedè, con le sue architetture fantastiche degli anni Venti. Dopo due video sull'infanzia, un quartiere che sembra uscito da una fiaba è un finale adatto.
Sant'Agnese e Santa Costanza
Più avanti sulla Nomentana si trovano la basilica di Sant'Agnese fuori le Mura e il Mausoleo di Santa Costanza, uno dei monumenti paleocristiani più belli di Roma, con i mosaici della volta.
Villa Ada
Per chi vuole una lunga passeggiata nel verde, Villa Ada si raggiunge verso nord, oltre la Salaria.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del complesso di via Nizza comincia all'inizio del Novecento, quando Gustavo Giovannoni progetta gli stabilimenti del birrificio Peroni. La fabbrica resta in funzione fino al 1971: per gran parte del secolo, qui si produce birra per la città che cresce oltre le mura. Il quartiere intorno, intanto, si riempie di palazzine e villini, e la fabbrica si trova circondata da una Roma residenziale.
Dopo la chiusura, all'inizio degli anni Ottanta, l'area viene ceduta al Comune di Roma. Comincia un lungo lavoro di recupero e restauro per farne la sede della Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea: la collezione d'arte della città trova casa in una fabbrica. Gli spazi, però, si rivelano insufficienti.
Nel 2000 il Comune bandisce un concorso internazionale per l'ampliamento del museo, vinto dall'architetta francese Odile Decq. La nuova ala, con i suoi rossi, neri e bianchi, cambia l'immagine e il funzionamento del complesso e lo apre al quartiere.
Dal 2018 il MACRO passa alla gestione dell'Azienda Speciale Palaexpo. È l'inizio di due stagioni che fanno discutere la città: il Macro Asilo di Giorgio de Finis, un museo aperto e partecipativo, e il Museo per l'Immaginazione Preventiva di Luca Lo Pinto. Oggi, con la direzione di Cristiana Perrella, il museo lancia MACROCOSMO, il programma di eventi che dal settembre 2026 comprende anche il ciclo Essere e tempo.
Chi è passato da Essere e tempo. Incontri fra Arte e Psicoanalisi/2: Infanzia al MACRO — 11 ottobre 2026
Dal complesso di via Nizza sono passate figure che hanno segnato l'architettura e l'arte contemporanea a Roma. Il primo nome è quello di Gustavo Giovannoni, l'architetto che progettò la fabbrica Peroni all'inizio del Novecento. Il secondo è Odile Decq, l'architetta francese che nel 2000 vinse il concorso internazionale per l'ampliamento e firmò la nuova ala, con l'auditorium rosso fuoco diventato il simbolo del museo.
Poi i direttori che, dal 2018, hanno dato al museo un'identità precisa. Giorgio de Finis, con Macro Asilo, ha aperto le sale a un'idea di museo come luogo partecipativo. Luca Lo Pinto, con il Museo per l'Immaginazione Preventiva, lo ha ripensato come una rivista tridimensionale dedicata alla produzione di nuovi immaginari. Oggi Cristiana Perrella guida una fase che il museo stesso definisce viva, inclusiva e connessa alla città.
Fra gli artisti, uno dei nomi è proprio quello di Diego Marcon: il MACRO compare nell'elenco delle istituzioni che hanno esposto il suo lavoro, insieme al MAXXI, alla Fondazione Prada, alla Whitechapel Gallery e alla Biennale di Venezia. L'11 ottobre l'artista torna quindi in un museo che conosce, questa volta per parlare delle sue opere davanti al pubblico. Accanto a lui, la psicoanalista Lika Costis porta nel museo una disciplina che raramente entra nelle sale d'arte, e che qui trova un posto naturale.
Come organizzare la domenica di Essere e tempo
Una domenica con Essere e tempo al MACRO si organizza facilmente: incontro alle 10, visita alle mostre, pranzo e passeggiata nel quartiere.
Dove mangiare
Il MACRO ha un ristorante e una caffetteria interni, la soluzione più comoda per chi vuole restare al museo. Nel quartiere Salario e lungo la Nomentana ci sono bar, trattorie e pizzerie di quartiere, frequentati soprattutto dai residenti: la domenica a pranzo conviene prenotare.
La colazione prima
Con un appuntamento alle 10, la colazione si fa prima, in uno dei bar di quartiere fra via Nizza e piazza Buenos Aires, oppure alla caffetteria del museo.
Ottobre a Roma
Ottobre è uno dei mesi migliori per Roma: mattine fresche, pomeriggi miti, luce dorata. Una domenica al MACRO seguita da una passeggiata fino a Villa Torlonia o nel quartiere Coppedè è un programma che d'estate sarebbe troppo caldo e d'inverno troppo breve.
Altre schede sul MACRO
Chi vuole approfondire trova sul sito le schede dedicate al MACRO e ad alcune delle mostre che il museo ha ospitato, come Hito Steyerl, Mechanical Kurds e la rassegna di videoarte She Devil.
Domande frequenti su Essere e tempo al MACRO
Quando si tiene l'incontro Essere e tempo sull'infanzia al MACRO?
L'incontro Essere e tempo. Incontri fra Arte e Psicoanalisi/2: Infanzia si tiene al MACRO di Roma domenica 11 ottobre 2026 alle 10. Prevede la proiezione di due video di Diego Marcon e una conversazione fra l'artista e la psicoanalista Lika Costis. Il museo avverte che il programma può subire variazioni.
Quali opere di Diego Marcon si vedono al MACRO?
Al MACRO si proiettano TINPO, del 2006, primo video di Diego Marcon, in cui due bambini giocano alla guerra durante un pranzo di famiglia, e Ludwig, del 2018, primo lavoro dell'artista in computer grafica, in cui un bambino canta alla luce di un fiammifero in una scena che ricomincia all'infinito.
Chi è Diego Marcon?
Diego Marcon è un artista nato a Busto Arsizio nel 1985 che lavora con film, video, installazioni e scultura. Ha esposto alla Biennale di Venezia del 2022, alla Quadriennale di Roma del 2020, al MAXXI, al MACRO e alla Fondazione Prada, e nel 2018 ha vinto il MAXXI Bulgari Prize.
Quanto costa l'ingresso all'incontro al MACRO?
Le condizioni di ingresso all'incontro Essere e tempo sono pubblicate sulla pagina dell'evento sul sito del MACRO. Per le mostre del museo il biglietto intero costa 6 euro e il ridotto 4, con gratuità per i bambini fino a 6 anni e per i visitatori con disabilità e il loro accompagnatore.
Come si arriva al MACRO con i mezzi pubblici?
Il MACRO, in via Nizza 138, si raggiunge con l'autobus 38, fermata Nizza/Regina Margherita, con l'80, fermata Dalmazia, o con le linee 60, 62, 82, 89 e 90, fermata Nomentana/Regina Margherita. Da Termini si prende il 90 per tre fermate o il 38 per sei fermate. La metro B più vicina è Castro Pretorio.
Quali sono gli orari del MACRO?
Il MACRO è aperto dal martedì al venerdì dalle 12 alle 19 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 19, con ultimo ingresso mezz'ora prima della chiusura. Il lunedì è chiuso. L'incontro dell'11 ottobre comincia alle 10, all'apertura domenicale.
L'incontro è adatto ai ragazzi?
L'incontro Essere e tempo al MACRO tratta l'infanzia come spazio ambiguo, con opere che mostrano giochi violenti e un bambino che si ferisce. È adatto ad adolescenti e adulti; per i bambini piccoli il MACRO propone laboratori dedicati, da 3 a 6 e da 7 a 11 anni, con tariffe proprie.
Un consiglio netto: andate alle 10, guardate i due video senza sapere nulla, ascoltate l'artista e la psicoanalista, e poi uscite in via Cagliari a leggere il nome della vecchia birreria. Una domenica mattina così vale un corso intero sull'arte contemporanea a Roma.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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