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La vita nuda al Teatro Nazionale dell’Opera di Roma — dal 20 al 25 ottobre 2026

La vita nuda, nuova opera di Matteo D'Amico su libretto di Sandro Cappelletto, debutta in prima esecuzione assoluta al Teatro Nazionale, la seconda sala del Teatro dell'Opera di Roma, in via del Viminale 51 angolo via Agostino Depretis. Le recite sono cinque: martedì 20 ottobre 2026 alle 20, giovedì 22 e venerdì 23 ottobre alle 20, sabato 24 ottobre alle 18 e domenica 25 ottobre alle 16.30. Si arriva con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, oppure con i bus 70 e 71 che percorrono via Depretis, a due passi dall'ingresso; la stazione Termini è a pochi minuti a piedi. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro dell'Opera di Roma; i biglietti si comprano alla biglietteria del teatro in piazza Beniamino Gigli e sul circuito di prevendita autorizzato indicato nella pagina dello spettacolo.

È un'opera in un atto liberamente tratta da due testi di Luigi Pirandello, L'uomo dal fiore in bocca e La patente, commissionata dal Teatro dell'Opera, in un nuovo allestimento della casa. Dirige Alessandro Cadario, firma la regia Cecilia Ligorio, che ha scritto la drammaturgia insieme a Cappelletto. Nel cast il basso Andrea Concetti e il soprano Maria Grazia Schiavo. Una prima assoluta di un compositore romano su Pirandello, in una sala nata come cinema: a nostro giudizio è il titolo più interessante dell'autunno dell'Opera per chi ha già visto il repertorio.

La vita nuda in breve: date, sala, compagnia

La vita nuda va in scena al Teatro Nazionale dell'Opera di Roma dal 20 al 25 ottobre 2026 in cinque recite, con la musica di Matteo D'Amico, il libretto di Sandro Cappelletto, la direzione di Alessandro Cadario e la regia di Cecilia Ligorio.

Tutte le recite

Martedì 20 ottobre alle 20.00, prima rappresentazione. Giovedì 22 ottobre alle 20.00. Venerdì 23 ottobre alle 20.00. Sabato 24 ottobre alle 18.00. Domenica 25 ottobre alle 16.30. Mercoledì 21 ottobre non c'è recita. La durata non è indicata nella pagina dello spettacolo; trattandosi di un'opera in un atto, conviene comunque chiederla alla biglietteria per organizzare il rientro.

La squadra creativa

Musica di Matteo D'Amico. Drammaturgia di Cecilia Ligorio e Sandro Cappelletto. Libretto di Sandro Cappelletto. Direttore Alessandro Cadario. Regia di Cecilia Ligorio. Scene di Gregorio Zurla, costumi di Vera Pierantoni Giua, luci di Fabio Barettin. Suona l'Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma.

Una commissione della casa

La vita nuda è un'opera commissionata dal Teatro dell'Opera di Roma, presentata in un nuovo allestimento e in prima esecuzione assoluta. Fa parte della stagione 2025/2026, il cartellone intitolato Doppio Sogno, e ne occupa le ultime settimane.

Personaggi e interpreti de La vita nuda

Nel cast de La vita nuda cantano Andrea Concetti (Rosario Chiàrchiaro), Maria Grazia Schiavo (Rosinella e la Giovane innamorata), Omar Montanari (L'uomo dal fiore in bocca) e Annunziata Vestri (la barista e la moglie dell'Uomo dal fiore in bocca).

La distribuzione completa

La barista e la moglie dell'Uomo dal fiore in bocca: Annunziata Vestri. Rosinella, la figlia di Chiàrchiaro, e la Giovane innamorata: Maria Grazia Schiavo. L'uomo dal fiore in bocca: Omar Montanari. L'avventore e il Giudice 1: Blagoj Nacoski. Il Giudice 2 e il Giovane innamorato: Marcello Nardis. Il Giudice 3: Roberto Abbondanza. Il Giudice D'Andrea: Federico Longhi. Rosario Chiàrchiaro: Andrea Concetti.

I ruoli doppi

La distribuzione dice già molto sulla drammaturgia. Quasi tutti gli interpreti hanno due ruoli, uno in ciascuna delle due storie pirandelliane: la barista del caffè di stazione è anche la moglie dell'uomo malato, l'avventore diventa giudice, la figlia dello iettatore diventa una giovane innamorata. Le due vicende non sono giustapposte: sono intrecciate, e gli stessi volti passano dall'una all'altra.

Due voci da conoscere

Fra i nomi in locandina, due hanno una carriera internazionale lunga e documentata: il basso Andrea Concetti, che sarà Chiàrchiaro, e il soprano Maria Grazia Schiavo. Ne parlo più avanti. Accanto a loro, il baritono Federico Longhi nel ruolo del giudice D'Andrea, il magistrato che nella novella deve decidere il caso dello iettatore.

Le due fonti pirandelliane de La vita nuda

La vita nuda intreccia L'uomo dal fiore in bocca, atto unico di Pirandello rappresentato per la prima volta a Roma il 21 febbraio 1923, e La patente, novella pubblicata nel 1911 sul Corriere della Sera.

L'uomo dal fiore in bocca

Nel caffè di una piccola stazione di provincia, a tarda notte, un uomo che ha perso il treno chiacchiera con uno sconosciuto. Poco a poco rivela di avere un epitelioma, il fiore del titolo, che lo ucciderà entro pochi mesi. Da condannato, osserva con pignoleria la vita degli estranei e sfugge alla moglie che lo segue nell'ombra. Il testo, tratto da una novella del 1918, Caffè notturno, fu rappresentato per la prima volta al Teatro degli Indipendenti di Roma: La vita nuda riporta quindi a Roma una storia nata sulle scene romane.

La patente

Rosario Chiàrchiaro ha perso il lavoro al banco dei pegni perché tutti lo credono iettatore. Quando due giovani fanno gli scongiuri al suo passaggio, il giudice D'Andrea crede che voglia querelarli. Chiàrchiaro si presenta invece vestito da perfetto menagramo e chiede una cosa sola: una patente ufficiale di iettatore, con cui farsi pagare da chiunque tema i suoi malefici. È la ribellione grottesca di un uomo schiacciato dalla maschera che gli altri gli hanno imposto.

Perché insieme

I due testi hanno in comune il contrasto fra ciò che si è e ciò che gli altri vedono, tema pirandelliano per eccellenza, e la presenza della morte, attesa nel primo e evocata come superstizione nel secondo. Il titolo scelto per l'opera, La vita nuda, è quello che Pirandello diede a una delle sue raccolte di novelle. Mettere in musica i due testi insieme significa passare dal tragico al grottesco nella stessa serata.

Totò e Gassman

Due grandi interpreti hanno legato il loro nome a questi testi. Da La patente fu tratto nel 1954 l'episodio omonimo del film Questa è la vita, diretto da Luigi Zampa e sceneggiato da Vitaliano Brancati, con Totò nel ruolo di Chiàrchiaro. L'uomo dal fiore in bocca è stato interpretato per la televisione da Vittorio Gassman. Andrea Concetti raccoglie quindi un ruolo che il pubblico italiano ha visto in faccia a Totò.

Matteo D'Amico, il compositore de La vita nuda

Matteo D'Amico, nato a Roma nel 1955, è compositore, titolare della cattedra di composizione al Conservatorio di Santa Cecilia, accademico di Santa Cecilia dal 2006 e già direttore artistico dell'Accademia Filarmonica Romana e del Teatro Comunale di Bologna.

La formazione

Avviato alla composizione da Barbara Giuranna, si è diplomato in composizione e musica corale al Conservatorio di Santa Cecilia con Guido Turchi e Irma Ravinale, e si è perfezionato con Franco Donatoni all'Accademia Chigiana e all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Le sue musiche sono state eseguite nei principali festival di musica contemporanea, a Parigi, Amsterdam, Tokyo, Atene, Francoforte.

La poesia del Novecento

Nel 1988 ha vinto il Music Today World Contest di Tokyo, con Tōru Takemitsu giudice unico, con L'Azur su testi di Mallarmé: è l'inizio di un lungo rapporto con la poesia del Novecento. Nel 2006 Auden Cabaret, su testi di Wystan Hugh Auden, è stato fra i tre finalisti del Prix Italia per Rai Radio Tre; nel 2012 Flight from Byzantium, su testi di Brodsky, ha debuttato alla Royal Festival Hall di Londra diretto da Vladimir Jurovskij.

L'opera

Il suo primo titolo operistico è Gli spiriti dell'aria, del 1990, scritto su invito di Hans Werner Henze per il Cantiere di Montepulciano. Seguono fra gli altri Farinelli, la voce perduta (1996), Dannata epicurea e Lavinia fuggita (2004), Patto di sangue e Le Malentendu (2009), fino a Il viaggio di G. Mastorna (2021), opera fantastica in tredici quadri tratta dalla sceneggiatura mai realizzata di Federico Fellini. Ha composto anche balletti come Mascherata veneziana e La Ronde, e un Sanctus per il Requiem per le vittime della mafia del 1993.

Uomo di teatro

Dal 1984 scrive musiche di scena per la prosa e ha lavorato con Squarzina, Costa, Cobelli, Missiroli, Monicelli, Scaparro e Pizzi. È un dettaglio che conta per La vita nuda: Pirandello è un autore di prosa, e un compositore abituato a far convivere parola e musica in teatro è la scelta naturale per portarlo all'opera.

Sandro Cappelletto, Cecilia Ligorio e Alessandro Cadario

Il libretto de La vita nuda è di Sandro Cappelletto, che firma la drammaturgia con la regista Cecilia Ligorio; sul podio dell'Orchestra del Teatro dell'Opera c'è Alessandro Cadario.

Il librettista

Sandro Cappelletto non è al primo lavoro con D'Amico. Nel catalogo del compositore figura Pierino e Sergej, del 2016, per voce recitante e strumenti, su testi di Cappelletto. La vita nuda è quindi il frutto di un sodalizio già collaudato, e passa da un pezzo da concerto a un'opera vera e propria.

La regista e drammaturga

Cecilia Ligorio ha un doppio ruolo: firma la regia e, con Cappelletto, la drammaturgia, cioè l'architettura che intreccia le due storie di Pirandello. È lei ad aver costruito il gioco dei ruoli doppi, per cui gli stessi interpreti passano dal caffè di stazione all'ufficio del giudice. Le scene sono di Gregorio Zurla, i costumi di Vera Pierantoni Giua, le luci di Fabio Barettin.

Il direttore

Alessandro Cadario dirige l'Orchestra del Teatro dell'Opera di Roma. In una prima assoluta il direttore è anche il primo interprete della partitura, quello che ne fissa i tempi e i colori per le recite a venire: il suo lavoro con il compositore, nelle prove, è parte della nascita dell'opera.

Andrea Concetti e Maria Grazia Schiavo, le voci de La vita nuda

Andrea Concetti, basso nato a Grottammare nel 1965, e Maria Grazia Schiavo, soprano nata a Napoli nel 1975, sono le due voci più note del cast de La vita nuda.

Andrea Concetti

Diplomato al Conservatorio Rossini di Pesaro, allievo di Sesto Bruscantini e Mietta Sighele, Concetti ha debuttato nel 1992 al concorso Belli di Spoleto. Nel 1997 era all'inaugurazione della Scala nell'Armide di Gluck diretta da Riccardo Muti. Claudio Abbado lo volle come Don Alfonso nel Così fan tutte di Ferrara del 2000 e lo portò al Festival di Salisburgo, all'Opéra di Parigi, alla Staatsoper Unter den Linden di Berlino.

Il basso della musica nuova

Per La vita nuda conta un dettaglio della sua carriera: nel 2007-2008 Concetti ha debuttato alla Scala nella prima assoluta di Teneke di Fabio Vacchi, diretta da Roberto Abbado con la regia di Ermanno Olmi. Ha dunque esperienza di opere nuove, oltre a un repertorio mozartiano e rossiniano vastissimo: Figaro al Théâtre des Champs-Élysées, Leporello, Mosè in Egitto a Chicago, Seneca nell'Incoronazione di Poppea di Robert Wilson alla Scala nel 2015, Bartolo alla Scala nel 2021. Un buffo con la statura del basso serio: la voce giusta per Chiàrchiaro.

Maria Grazia Schiavo

Diplomata al Conservatorio di San Pietro a Majella, Maria Grazia Schiavo ha esordito nel 1999 nella compagnia di Roberto De Simone con La gatta Cenerentola. Nel 2002 ha vinto il concorso Santa Cecilia di Roma. Si è affermata nel barocco con Fabio Biondi, William Christie, Ottavio Dantone, Antonio Florio, e ha cantato sotto la direzione di Riccardo Muti a Salisburgo, a Ravenna e con la Chicago Symphony Orchestra.

Schiavo e l'Opera di Roma

Con il Teatro dell'Opera di Roma ha un legame antico: nell'aprile 2011 vi debuttò come Konstanze nel Ratto dal serraglio, un titolo che mancava dal teatro romano da trentotto anni, e la trasmissione radiofonica La Barcaccia le dedicò una puntata intera. Da allora ha affrontato Lucia di Lammermoor a Torino, Violetta al San Carlo, Asteria nel Tamerlano con Plácido Domingo alla Scala nel 2017, Gilda a Palermo con la regia di John Turturro.

Il Teatro Nazionale, la sala de La vita nuda

Il Teatro Nazionale, in via del Viminale angolo via Agostino Depretis, nacque nel 1925 come sala cinematografica con il nome di Supercinema; alla fine degli anni Novanta il Comune di Roma lo acquisì e lo affidò alla Fondazione Teatro dell'Opera.

Il Supercinema del 1925

Il proprietario, il commendatore Urbano Rattazzi, affidò il progetto agli architetti Arnaldo Foschini e Attilio Spaccarelli, con l'ingegnere Giacomo Giobbe. La sala fu inserita in un edificio preesistente e misurava 36 metri di lunghezza per 30 di larghezza, con una capienza originaria di 2.500 posti fra platea e gallerie. I decori interni erano in stile liberty italiano, con stucchi dorati, pitture, pietre e stoffe.

Cinema, varietà, avanspettacolo

La storia che il Teatro dell'Opera pubblica sulla sala nota un dettaglio: il Supercinema aveva una buca per l'orchestra. Segno che, in alternanza con i film, vi si davano anche varietà e avanspettacolo. Dal dopoguerra la sala divenne soltanto cinema.

La seconda sala dell'Opera

Oggi il Nazionale è la seconda sala della Fondazione, accanto al Costanzi. Per un'opera in un atto e un testo che vive sulla parola è una scelta coerente: una sala nata per il cinema e il varietà, dove Pirandello arriva al pubblico senza la solennità del grande teatro all'italiana. Per la scheda completa della fondazione c'è la nostra pagina sul Teatro dell'Opera di Roma.

A due passi dal Costanzi

Il Nazionale e il Costanzi sono a pochi minuti a piedi l'uno dall'altro, nello stesso isolato fra via del Viminale, via Depretis e via Nazionale. Negli stessi giorni al Costanzi va in scena il Falstaff di Verdi: chi vuole fare un doppio programma, l'ultima commedia di Verdi e una prima assoluta su Pirandello, ha la stessa biglietteria e lo stesso quartiere.

Intorno al Teatro Nazionale: Viminale, Repubblica, Monti

Il Teatro Nazionale si trova fra la piazza della Repubblica, la stazione Termini e il rione Monti, in una delle zone più centrali e meglio servite di Roma.

Piazza della Repubblica e le Terme

A cinque minuti a piedi c'è piazza della Repubblica, con la fontana delle Naiadi e l'esedra che ricalca la forma delle Terme di Diocleziano. Dentro le terme Michelangelo ricavò la basilica di Santa Maria degli Angeli, che vale una sosta prima della recita pomeridiana.

Palazzo Massimo

Davanti alla stazione, Palazzo Massimo alle Terme conserva gli affreschi della Villa di Livia e i grandi bronzi del Museo Nazionale Romano. Il sabato, con la recita alle 18, si può dedicare il pomeriggio al museo e attraversare la strada per il teatro.

Monti e Santa Maria Maggiore

Scendendo da via Depretis si arriva a Santa Maria Maggiore; dall'altro lato di via Nazionale comincia il rione Monti, con le sue strade strette, le botteghe e i locali. Su via Nazionale c'è anche il Palazzo delle Esposizioni, con le mostre d'autunno.

Come arrivare al Teatro Nazionale per La vita nuda

Il Teatro Nazionale, in via del Viminale 51, si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, o con i bus 70 e 71 di via Depretis; da Termini sono pochi minuti a piedi.

In metropolitana

La linea A ferma a Repubblica Teatro dell'Opera, in piazza della Repubblica: da lì il Nazionale si raggiunge a piedi in pochi minuti lungo via del Viminale. Chi arriva da Termini, capolinea delle linee A e B, cammina un po' di più ma non ha bisogno di cambiare.

In autobus

Su via Depretis, che passa proprio all'angolo del teatro, corrono le linee 70 e 71. Su via Nazionale, a un isolato, passano le linee H, 40, 60, 64, 70, 71 e 170. Termini è il capolinea di decine di linee urbane.

In taxi

Il taxi è la soluzione più comoda per il rientro dopo le recite serali delle 20, soprattutto per chi abita lontano dalle linee della metro. La zona di Termini è sempre servita.

In auto

Sconsiglio l'auto. La zona fra via Nazionale, via del Viminale e Termini è centrale e trafficata, e il teatro non indica un parcheggio proprio. Chi viene da fuori lasci l'auto in un parcheggio di scambio lungo la linea A.

Biglietti per La vita nuda al Teatro Nazionale

I biglietti per La vita nuda si comprano alla biglietteria del Teatro dell'Opera di Roma in piazza Beniamino Gigli e sul circuito di prevendita autorizzato indicato sulla pagina dello spettacolo; i prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale della fondazione.

La biglietteria

La biglietteria centrale della fondazione è in piazza Beniamino Gigli, davanti al Costanzi; il centralino del teatro è lo 06 481601. Il Teatro dell'Opera invita a rivolgersi soltanto ai canali autorizzati dalla fondazione, indicati accanto a ciascuna recita nella pagina dello spettacolo.

Quale recita scegliere

La prima del 20 ottobre è la serata di una prima assoluta: si assiste alla nascita di un'opera. Le recite di giovedì e venerdì alle 20 sono per i romani che escono dal lavoro. Sabato alle 18 e domenica alle 16.30 sono gli orari che consiglio a chi viene da fuori Roma o a chi porta ragazzi.

Come organizzare la serata de La vita nuda

Con un'opera in un atto e orari che vanno dalle 16.30 della domenica alle 20 dei giorni feriali, La vita nuda si inserisce facilmente in una giornata nel centro di Roma.

Dove mangiare vicino

Intorno al Teatro Nazionale l'offerta si concentra su via Nazionale, sulle strade verso Termini e soprattutto nel rione Monti, dove ci sono trattorie, pizzerie, osterie e wine bar a pochi minuti a piedi. Per le recite delle 20 conviene cenare dopo; per quelle del pomeriggio, un aperitivo a Monti è il seguito naturale.

Accessibilità

Il portale culturale di Roma Capitale indica la recita come evento accessibile. Per l'accesso in sala con sedia a rotelle e per i posti riservati il riferimento è il Teatro dell'Opera, al numero 06 481601, da contattare prima dell'acquisto.

Con i ragazzi

Pirandello si studia a scuola, e La vita nuda è un'ottima occasione per portare uno studente delle superiori a vedere come un testo letterario diventa musica. Il tema della malattia nell'Uomo dal fiore in bocca è serio; il grottesco della Patente, invece, fa ridere a qualunque età. La recita della domenica pomeriggio è la più adatta.

Una curiosità su La vita nuda al Teatro Nazionale dell'Opera di Roma — dal 20 al 25 ottobre 2026

La curiosità più bella de La vita nuda è un ritorno. L'uomo dal fiore in bocca fu rappresentato per la prima volta a Roma, il 21 febbraio 1923, al Teatro Sperimentale degli Indipendenti, e una delle scenografie storiche del testo porta la firma di Anton Giulio Bragaglia. Centotré anni dopo, la stessa storia torna in scena a Roma, in musica, in una sala che nel 1923 non esisteva ancora e che sarebbe nata due anni dopo come Supercinema.

La seconda curiosità è nel titolo. La vita nuda è il titolo che Pirandello diede a una sua raccolta di novelle, poi confluita nelle Novelle per un anno, il grande progetto che avrebbe dovuto contenere una novella per ogni giorno dell'anno. È anche un'espressione che riassume bene i due testi scelti: un uomo che guarda la vita spogliata di tutto perché sa di dover morire, e un altro che si spoglia della propria dignità per indossare, per sempre, la maschera che gli altri gli hanno cucito addosso. Sandro Cappelletto e Cecilia Ligorio hanno scelto un titolo che è già un'interpretazione.

Una cosa che non ti dice nessuno su La vita nuda al Teatro Nazionale dell'Opera di Roma — dal 20 al 25 ottobre 2026

Nessuno lo scrive in locandina, ma il portale culturale di Roma Capitale colloca La vita nuda al Teatro dell'Opera in piazza Beniamino Gigli, mentre la pagina ufficiale dello spettacolo indica come sede il Teatro Nazionale. È la sala giusta, ed è a pochi minuti a piedi dal Costanzi, ma chi si presenta davanti al teatro principale all'ultimo momento perde tempo prezioso. Il Nazionale ha l'ingresso su via del Viminale, all'angolo con via Depretis. Il consiglio è controllare la sala sul biglietto e arrivare direttamente lì.

La seconda cosa che si tace riguarda il pubblico. Le prime assolute di musica contemporanea spaventano molti spettatori abituali dell'opera, che temono una partitura ostica. Matteo D'Amico è un compositore di teatro, con quarant'anni di musiche di scena per la prosa alle spalle, e il testo di partenza è Pirandello, che il pubblico italiano conosce. Chi ha amato Totò nella Patente ha già una chiave d'ingresso.

La terza: le recite sono soltanto cinque, e due cadono nel fine settimana. Chi vuole un posto centrale nelle recite di sabato e domenica farà bene a comprare con anticipo.

Il consiglio che ti do per visitare La vita nuda al Teatro Nazionale dell'Opera di Roma — dal 20 al 25 ottobre 2026

Il consiglio per La vita nuda è di prepararsi con Pirandello, non con la musica. Leggete prima le due fonti: L'uomo dal fiore in bocca è un atto unico di poche pagine, La patente una novella che si legge in venti minuti. Entrambi i testi si trovano gratuitamente nelle biblioteche digitali. Con le due storie in mente, seguirete senza fatica il gioco dei ruoli doppi con cui la drammaturgia le intreccia, e potrete concentrarvi su quello che la musica aggiunge.

Poi scegliete la recita. Per chi vive a Roma e ama la musica nuova, la prima del 20 ottobre ha un valore in più: si è presenti la sera in cui un'opera viene al mondo. Per chi viene da fuori o porta un gruppo, la domenica 25 alle 16.30: si esce con la luce, si cena a Monti e si rientra presto. Il metodo consigliato.

Terzo, il posto. In un'opera costruita sulla parola, conviene stare vicini alla scena e centrali: la dizione dei cantanti, e in particolare la resa del testo di Pirandello, è la metà dello spettacolo. E se potete, combinate la serata con il Falstaff al Costanzi negli stessi giorni.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che il Teatro dell'Opera di Roma è il Costanzi di piazza Beniamino Gigli, la sala delle prime di Cavalleria rusticana e di Tosca. È molto meno citato che la fondazione ha una seconda sala, a pochi passi, nata come cinema. Il Teatro Nazionale era il Supercinema, costruito nel 1925 per il commendatore Urbano Rattazzi su progetto di Arnaldo Foschini e Attilio Spaccarelli. Il Supercinema poteva accogliere 2.500 spettatori, più del Costanzi, ed era decorato in liberty italiano con stucchi dorati e stoffe.

Il secondo fatto poco noto è che, fin dall'inizio, il Supercinema aveva una buca per l'orchestra: vi si alternavano film, varietà e avanspettacolo. La sala dove oggi debutta un'opera contemporanea ha dunque sempre avuto un posto per i musicisti. Dal dopoguerra fu soltanto cinema, poi, alla fine degli anni Novanta, il Comune di Roma la acquistò e la affidò alla Fondazione Teatro dell'Opera. In un secolo, la sala è passata dal cinema muto al varietà, dal cinema di prima visione all'opera. La vita nuda, con un testo nato nel 1923 in un teatro d'avanguardia, è un titolo in sintonia con questa storia.

La foto giusta da fare a La vita nuda al Teatro Nazionale dell'Opera di Roma — dal 20 al 25 ottobre 2026

La foto giusta di una serata a La vita nuda si fa all'angolo fra via del Viminale e via Agostino Depretis, con l'ingresso del Teatro Nazionale e l'insegna illuminata. Alle 19.30 di fine ottobre, prima delle recite serali, è già buio e la facciata con le luci accese restituisce l'aria di sala cittadina che il Supercinema aveva negli anni Venti. Mettetevi sul marciapiede opposto e aspettate il momento in cui il pubblico entra: una foto con le persone racconta la serata meglio di una facciata vuota.

In sala non si fotografa durante lo spettacolo, con o senza flash: è la regola del Teatro dell'Opera, e va rispettata anche durante gli applausi. Se volete un ricordo dello spettacolo, il teatro diffonde l'immagine ufficiale della produzione, la stessa che accompagna la pagina de La vita nuda.

La seconda foto, per chi viene alla recita pomeridiana del sabato o della domenica, è in piazza della Repubblica, con la fontana delle Naiadi e l'esedra illuminate dalla luce radente del tardo pomeriggio. Poi cinque minuti a piedi lungo via del Viminale, e si è in teatro.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Teatro Nazionale comincia nel 1925, quando il commendatore Urbano Rattazzi fa costruire all'angolo fra via del Viminale e via Agostino Depretis una sala cinematografica, il Supercinema, su progetto degli architetti Arnaldo Foschini e Attilio Spaccarelli e dell'ingegnere Giacomo Giobbe. La sala, inserita in un edificio preesistente, misura 36 metri per 30 e accoglie fino a 2.500 persone fra platea e gallerie.

Nei primi decenni il Supercinema alterna film, varietà e avanspettacolo, come dimostra la presenza di una buca per l'orchestra. Dal dopoguerra la destinazione diventa unica, il cinema, per il quale del resto la sala era nata.

Alla fine degli anni Novanta arriva la svolta: il Comune di Roma acquista il Supercinema e lo consegna alla Fondazione Teatro dell'Opera come ulteriore spazio. Nasce così il Teatro Nazionale, seconda sala della fondazione accanto al Costanzi. Il quartiere intorno ha una storia più lunga: a pochi passi, il Costanzi era stato inaugurato nel 1880 e aveva ospitato la prima di Cavalleria rusticana nel 1890 e quella di Tosca nel 1900. La vita nuda aggiunge ora a questo isolato una nuova prima assoluta.

Chi è passato da La vita nuda al Teatro Nazionale dell'Opera di Roma — dal 20 al 25 ottobre 2026

Dal Teatro Nazionale sono passati, prima di tutto, i suoi costruttori: il commendatore Urbano Rattazzi, che volle il Supercinema, e gli architetti Arnaldo Foschini e Attilio Spaccarelli, che lo progettarono nel 1925. Poi, per decenni, il pubblico del cinema e dell'avanspettacolo romano, in una sala da 2.500 posti. Dalla fine degli anni Novanta, con il passaggio alla Fondazione Teatro dell'Opera, la sala è diventata la seconda casa dell'Opera di Roma.

In queste recite passano dal Nazionale alcune voci con una storia importante. Andrea Concetti ha cantato con Claudio Abbado e Riccardo Muti, alla Scala, a Salisburgo, a Parigi e a Berlino. Maria Grazia Schiavo, che proprio all'Opera di Roma debuttò come Konstanze nel 2011, ha lavorato con William Christie, Fabio Biondi e Muti. Sul podio Alessandro Cadario, in regia Cecilia Ligorio.

E passa, idealmente, Luigi Pirandello: il drammaturgo che proprio a Roma vide nascere sulla scena L'uomo dal fiore in bocca nel 1923, e il cui Chiàrchiaro ebbe al cinema il volto di Totò. Con loro, il compositore romano Matteo D'Amico, che firma la sua nuova opera per il teatro della sua città.

Domande frequenti su La vita nuda

Quando va in scena La vita nuda al Teatro dell'Opera di Roma?

La vita nuda va in scena al Teatro Nazionale dell'Opera di Roma dal 20 al 25 ottobre 2026 in cinque recite: martedì 20, giovedì 22 e venerdì 23 alle 20, sabato 24 alle 18, domenica 25 alle 16.30. Il 21 ottobre non c'è recita.

Dove si trova il Teatro Nazionale?

Il Teatro Nazionale, seconda sala del Teatro dell'Opera di Roma, si trova in via del Viminale 51, all'angolo con via Agostino Depretis. È a pochi minuti a piedi dal Costanzi e dalla fermata Repubblica Teatro dell'Opera della metro A; su via Depretis passano i bus 70 e 71.

Di cosa parla La vita nuda?

La vita nuda è un'opera in un atto liberamente tratta da due testi di Luigi Pirandello: L'uomo dal fiore in bocca, dialogo notturno di un uomo condannato da una malattia, e La patente, la storia di Rosario Chiàrchiaro che chiede un certificato ufficiale di iettatore. Le due vicende sono intrecciate.

Chi canta ne La vita nuda?

Ne La vita nuda cantano Andrea Concetti (Chiàrchiaro), Maria Grazia Schiavo (Rosinella e la Giovane innamorata), Omar Montanari (L'uomo dal fiore in bocca), Annunziata Vestri, Blagoj Nacoski, Marcello Nardis, Roberto Abbondanza e Federico Longhi. Dirige Alessandro Cadario, regia di Cecilia Ligorio.

Chi ha scritto la musica de La vita nuda?

La musica de La vita nuda è di Matteo D'Amico, compositore romano nato nel 1955, accademico di Santa Cecilia e docente di composizione al Conservatorio di Santa Cecilia. Il libretto è di Sandro Cappelletto. L'opera è stata commissionata dal Teatro dell'Opera di Roma ed è in prima esecuzione assoluta.

Come si comprano i biglietti per La vita nuda?

I biglietti per La vita nuda si comprano alla biglietteria del Teatro dell'Opera di Roma in piazza Beniamino Gigli e sul circuito di prevendita autorizzato indicato nella pagina dello spettacolo sul sito ufficiale. Il centralino del teatro è lo 06 481601; i prezzi sono pubblicati dalla fondazione.

La vita nuda è adatta agli studenti?

La vita nuda è adatta agli studenti delle superiori che studiano Pirandello: è un'opera in un atto, in italiano, tratta da due testi del programma scolastico. Il tema della malattia è serio, quello della Patente grottesco. La recita di domenica 25 alle 16.30 è la più comoda.

Per chiudere, il consiglio per chi cerca un'opera diversa dal solito: La vita nuda è l'occasione per vedere nascere un titolo nuovo, su un autore che tutti conoscono, in una sala che pochi conoscono. Leggete Pirandello la sera prima, prenotate la domenica pomeriggio, sedetevi vicino alla scena.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento20 Ottobre 2026 20:00 — 25 Ottobre 2026
IndirizzoTeatro Nazionale, Via del Viminale 51, 00184 Roma Esquilino, Roma, Roma Città

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