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Igor Sibaldi, Vuoi? al Teatro Olimpico — 10 novembre 2026

Igor Sibaldi porta al Teatro Olimpico di Roma, in piazza Gentile da Fabriano 17, il talk Vuoi? Come ottenere più di quello che aspetti, martedì 10 novembre 2026 alle 20.30, con fine prevista alle 22. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, da dove si cammina per circa 500 metri lungo viale del Pinturicchio; in alternativa l'autobus 910 da Termini fino alla fermata Pannini, a circa 300 metri. I prezzi pubblicati dal teatro vanno da 20 euro (balconata laterale con balaustra) a 30 euro (poltronissima gold), più la prevendita, da 3 a 4,50 euro a seconda del settore; poltrona e balconata centrale costano 25 euro. I biglietti si comprano sul sito ufficiale della sede, con una commissione online di 1,50 euro a biglietto, oppure al botteghino del teatro.

Una sera sola, un'ora e mezza, un uomo sul palco a parlare di volontà. Sibaldi è uno scrittore che riempie i teatri senza musica e senza scenografia, e questo già dice qualcosa. Il tema di Vuoi? è il più semplice e il più scivoloso che ci sia: che cosa significa volere davvero una cosa, e perché lo facciamo così di rado. Chi lo conosce dai libri sa che cosa aspettarsi; chi non lo conosce troverà qui chi è, che cosa ha scritto, che cosa dirà, e come organizzare la serata al Flaminio.

Igor Sibaldi, Vuoi? in breve

Vuoi? Come ottenere più di quello che aspetti è un talk di Igor Sibaldi in programma al Teatro Olimpico di Roma martedì 10 novembre 2026, alle 20.30, nella stagione 2026/2027 del teatro.

Data e orario

L'appuntamento è unico: martedì 10 novembre 2026, spettacolo alle 20.30, con fine indicata dal teatro alle 22. Un'ora e mezza di parola, senza intervallo annunciato.

Il formato

Il teatro lo definisce un talk: una conferenza a teatro, costruita per un grande pubblico. È il formato in cui Sibaldi lavora da quasi trent'anni, e che ha contribuito a far conoscere il suo nome ben oltre i lettori dei suoi libri.

La stagione

Il talk è inserito nella categoria Stagione 2026/2027 del Teatro Olimpico, fra gli spettacoli di Maurizio Battista, che occupa il palco quasi tutto novembre, e la comica Giorgia Fumo con Out Of Office.

Un martedì

Il 10 novembre è un martedì, il giorno in cui Battista, in scena all'Olimpico dal 4 al 29 novembre dal mercoledì alla domenica, lascia il palco libero. Sibaldi occupa la sera di riposo del comico: una convivenza che dice molto della varietà del cartellone di questo teatro.

Di che cosa parla Vuoi? Come ottenere più di quello che aspetti

Il talk Vuoi? parte da un'affermazione netta, pubblicata dal Teatro Olimpico nella presentazione: essere liberi significa saper volere, e Sibaldi spiega come si fa a volere davvero, con coraggio, senza compromessi e senza illusioni.

Che cosa non è volere

La presentazione procede per esclusione. Volere non è lasciarsi persuadere, non è fantasticare sui propri desideri, non è obbedire ai propri bisogni e, soprattutto, non è imporsi sforzi di volontà. È un rovesciamento dell'idea comune, quella della volontà come muscolo da allenare, e il punto di partenza di tutta la serata.

Che cosa è volere

Volere, secondo Sibaldi, è sempre scoprire se stessi e meravigliarsi. È cambiare il proprio futuro e anche il proprio passato, aprendo la strada a capacità nascoste, slanci, intuizioni, possibilità diverse da quelle entro cui ci si è abituati a restare.

Una questione collettiva

Il discorso non resta privato. Se si impara a volere nella vita di ogni giorno, sostiene la presentazione, si produce una nuova forma di società. E proprio per questo, secondo Sibaldi, è così raro che qualcuno voglia davvero: il talk mostra quanti condizionamenti e quante paure, fin dall'infanzia, bloccano questa esperienza di libertà, dai sensi di colpa alla pubblicità alla politica.

Gli angeli del volere

C'è poi la parte più tipicamente sibaldiana: gli alleati del volere, che la presentazione chiama angeli. La bellezza, la gioia, la sincerità e, a sorpresa, la scontentezza, l'irresponsabilità, che può trasformarsi in una forma di fiducia, e qualche attimo di solitudine. L'immagine scelta è quella di Aladino, che usa la lampada magica senza chiedere il permesso a nessuno.

Desiderare e volere

La presentazione si chiude su una distinzione che riassume la serata: desiderare apre possibilità, ma è il volere che cambia la traiettoria. Chi ha letto i libri di Sibaldi sui desideri riconoscerà qui un passo avanti, dal desiderio come esercizio alla volontà come scelta.

Chi è Igor Sibaldi

Igor Sibaldi, nato a Milano il 15 giugno 1957 da madre russa e padre italiano, è uno scrittore, slavista, drammaturgo e traduttore, studioso di teologia e di psicologia del profondo, autore di oltre trenta libri tradotti in numerose lingue.

La formazione a Milano

Si laurea nel 1981 in Lingue e letterature slave all'Università Statale di Milano. La doppia origine, russa e italiana, è la chiave della prima metà della sua carriera: il russo non è per lui una lingua di studio, è una lingua di famiglia.

Lo slavista

I primi lavori sono traduzioni. Già nel 1977, prima della laurea, traduce Aleksandr Blok per la rivista Sipario; nel 1979 pubblica la sua traduzione di Netočka Nezvanova di Dostoevskij, e negli anni Ottanta traduce per Editori Riuniti Blok, Vsevolod Ivanov e Jurij Tynjanov.

Tolstoj e Dostoevskij per Mondadori

Fra la fine degli anni Ottanta e i Novanta Sibaldi diventa una delle firme di riferimento della letteratura russa nelle edizioni Mondadori. Traduce e introduce Memorie dal sottosuolo nel 1987, cura i Romanzi brevi di Dostoevskij nel 1990, I fratelli Karamazov nel 1994 e L'idiota nel 1995; per Tolstoj cura Tutti i racconti nel 1991, i Romanzi brevi nel 1992 e firma nel 1999 la traduzione di Guerra e pace. Scrive anche la postfazione de Il maestro e Margherita di Bulgakov e i saggi introduttivi ai racconti di Čechov, e traduce Gogol' per il volume delle Opere.

Le sacre scritture

Dalla letteratura russa passa ai testi sacri, con un metodo da filologo. Traduce dal greco antico il Vangelo di Giovanni nel volume Il codice segreto del Vangelo, del 2005, e dall'ebraico antico parti della Genesi e dell'Esodo in Il libro della Creazione e Storia di Abramo. Il suo primo saggio in questo campo, I miracoli di Gesù e la tecnica dei miracoli nei Vangeli canonici, esce da Mondadori nel 1988.

Il pensiero

Il suo pensiero, secondo la biografia pubblicata dal Teatro Olimpico, nasce da una sintesi originale di riferimenti: Dostoevskij e Tolstoj, Carl Gustav Jung, Eraclito, Carlos Castaneda, Theodor Adorno, Hegel, Sigmund Freud e la Bibbia. Al centro c'è l'idea che l'essere umano debba recuperare la propria dimensione più autentica, il proprio Io, e che gli angeli, intesi come emanazioni dell'inconscio, agiscano come forze interiori che spingono in quella direzione.

L'oratore

Dal 1997 Sibaldi tiene conferenze e seminari in Italia, in Svizzera e in Centro e Nord America, su temi come la libertà, il desiderio, il coraggio, la coscienza, la Teoria del Tutto e la Tecnica dei 101 desideri. È questa attività, più ancora dei libri, ad averlo reso un nome capace di riempire una sala da oltre mille posti.

I libri di Igor Sibaldi: una bibliografia per orientarsi

La bibliografia di Igor Sibaldi supera i trenta titoli e attraversa romanzo, teatro, saggistica filosofica e teologica, con editori come Mondadori, Frassinelli, Sperling and Kupfer, Salani, Mursia e Tlon.

Gli angeli e i maestri invisibili

Il filone più noto è quello degli angeli e degli spiriti guida: I maestri invisibili del 1997, Il frutto proibito della conoscenza del 2000, Il libro degli angeli del 2007, riproposto nel 2016 come Il libro degli Angeli e dell'io celeste. Sono i libri che hanno costruito il suo pubblico più largo.

I desideri

Il tema di Vuoi? ha radici precise. Nel 2013 esce il Libro dell'abbondanza, nel 2016 Il mondo dei desideri. 101 progetti di libertà per Tlon, nel 2017 Guida ai desideri, e nel 2024 Ribellarsi al destino. Impara a non rassegnarti e prendi sul serio i tuoi desideri, per Mondadori. Il talk del 10 novembre è il punto di arrivo di questo percorso.

La letteratura russa rivisitata

Sibaldi non ha mai abbandonato i suoi russi. Nel 1996 pubblica I grandi peccatori, una storia della letteratura russa attraverso i personaggi, e nel 2017 Il coraggio di essere idiota, sulla felicità secondo Dostoevskij.

I romanzi

Accanto alla saggistica c'è la narrativa: La congiura nel 1994, La trama dell'angelo nel 1995, Quando hai perso le ali nel 2008, Eterno amore nel 2019. Negli ultimi anni ha avviato un ciclo con La Russia non esiste. Storia di Nil, del 2023, e La guerra è finita. Nil a Parigi, del 2025, entrambi per Mondadori.

Il teatro

Sibaldi è anche drammaturgo: Francesco e i burattini nel 2013, Dioniso nel 2015, Misura x misura. Elogio dell'impossibile nel 2017. Un autore che scrive per la scena sa come si tiene una platea, e al Teatro Olimpico si vede.

Perché andare a sentire Igor Sibaldi dal vivo

Igor Sibaldi dal vivo è un'esperienza diversa dai suoi libri: il Teatro Olimpico descrive le sue conferenze come capaci di unire rigore, profondità e chiarezza, portando i grandi temi esistenziali nel quotidiano e nel mondo del lavoro.

Un pubblico trasversale

In sala, a questi incontri, si trovano lettori di lunga data e curiosi, professionisti, insegnanti, coppie, gruppi di amici. Non serve aver letto nulla: il talk è pensato per chi arriva senza preparazione.

Il nostro giudizio

Si può essere scettici sugli angeli e restare conquistati dal filologo. Sibaldi è anzitutto un grande lettore, di Dostoevskij, della Genesi, di Jung, e il piacere di ascoltarlo è nel modo in cui passa da un testo all'altro con naturalezza. Chi cerca un corso di motivazione aziendale sbaglia serata; chi cerca un'ora e mezza di pensiero ad alta voce la trova.

Una sera per due

È una serata che funziona bene in coppia o fra amici, perché il bello viene dopo: all'uscita, sul lungotevere, si discute di che cosa si vuole davvero. Pochi spettacoli hanno questo effetto collaterale.

Biglietti e prezzi per Igor Sibaldi al Teatro Olimpico

I biglietti per Vuoi? al Teatro Olimpico costano, secondo il listino pubblicato dal teatro, da 20 a 30 euro più la prevendita, che va da 3 a 4,50 euro, con una commissione online di 1,50 euro a biglietto.

I settori

Poltronissima gold 30 euro più 4,50 di prevendita; poltronissima laterale 27 più 4,10; poltrona 25 più 3,80; balconata 25 più 3,80; balconata con balaustra 24 più 3,60; balconata laterale 23 più 3,50; balconata laterale con balaustra 20 più 3 euro. Il teatro precisa che la prevendita è sempre richiesta al momento dell'emissione del biglietto.

Dove comprarli

La vendita è sul sito ufficiale del Teatro Olimpico, dalla pagina dello spettacolo, e al botteghino di piazza Gentile da Fabriano. Per informazioni il teatro risponde all'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it.

Dove sedersi

Per un talk la voce è tutto, e la visuale conta meno che per uno spettacolo di danza. La balconata centrale, allo stesso prezzo della poltrona, offre una vista frontale e un ottimo ascolto; la platea ad anfiteatro dell'Olimpico, in pendenza, garantisce buona visibilità anche dalle file posteriori.

Una curiosità su Igor Sibaldi, Vuoi? al Teatro Olimpico — 10 novembre 2026

La curiosità è nella biografia di Sibaldi, ed è una di quelle che sorprendono anche i suoi lettori. L'autore dei libri sugli angeli e sui desideri, che oggi riempie i teatri con i suoi talk, è stato per vent'anni uno dei traduttori di riferimento della letteratura russa in Italia. Chi ha letto Guerra e pace negli Oscar Mondadori, o I fratelli Karamazov e L'idiota con i suoi saggi introduttivi nelle edizioni Mondadori degli anni Novanta, ha probabilmente già incontrato il suo nome senza collegarlo al conferenziere.

La seconda curiosità riguarda gli inizi. Sibaldi pubblica la sua prima traduzione, La baracca dei saltimbanchi di Aleksandr Blok, sulla rivista teatrale Sipario nell'estate del 1977, a vent'anni, quattro anni prima della laurea. Il primo testo che traduce, dunque, è un testo per la scena: un piccolo dramma simbolista. Quasi mezzo secolo dopo, quel ragazzo milanese sale su un palcoscenico romano per parlare da solo a un migliaio di persone.

La terza riguarda il tema. Il titolo Vuoi? è una domanda, con il punto interrogativo. Non è la promessa di un metodo, è una provocazione rivolta a chi siede in platea: prima di chiedersi come ottenere qualcosa, chiedersi se lo si vuole davvero. È lo stesso gesto di Dostoevskij, che Sibaldi ha tradotto per anni: porre la domanda e lasciare al lettore il peso della risposta.

Il Teatro Olimpico: da cinema degli anni Trenta a casa della parola

Il Teatro Olimpico di piazza Gentile da Fabriano è attivo come Cine Teatro Olimpico dal 1936 e come Teatro Olimpico dal 1981. Si trova sul lungotevere Flaminio, all'altezza del Ponte della Musica, ed è sede della maggior parte dei concerti dell'Accademia Filarmonica Romana.

La costruzione

L'isolato che comprende il teatro fu costruito nel 1935 e 1936 per la Società Generale Immobiliare, negli anni in cui nascevano il quartiere Flaminio e il Foro Italico. Il complesso occupa la parte settentrionale dell'isolato fra piazza Gentile da Fabriano, lungotevere Flaminio, viale del Vignola e via Giorgio Vasari.

Cinema, avanspettacolo, musica

Fino agli anni Cinquanta la sala funzionò soprattutto come cinema, con l'avanspettacolo negli intervalli. Nel dopoguerra l'Accademia Filarmonica Romana la prese in affitto per la sua stagione, e sotto la presidenza di Adriana Panni visse un periodo di grande vitalità.

1980: il teatro dei cittadini

Alla fine degli anni Settanta la proprietà e l'ente cinematografico fallirono e l'edificio fu messo in vendita. Adriana Panni promosse una sottoscrizione e riunì molti cittadini nella Teatro Olimpico spa, che nel 1980 acquistò l'immobile. Dal 1981 il cartellone si apre in modo deciso alla prosa, alla danza, alla comicità e, negli ultimi anni, alle lezioni e ai talk di scrittori e pensatori.

La sala

La sala ha 1.410 posti, 966 in platea e 444 in galleria. La platea è disposta ad anfiteatro, in pendenza; la galleria ha un'ampia forma a ferro di cavallo. Il palco misura circa 10 metri di profondità per 12 di larghezza: per una persona sola è uno spazio enorme, e riempirlo con la sola voce è una prova d'attore.

Una cosa che non ti dice nessuno su Igor Sibaldi, Vuoi? al Teatro Olimpico — 10 novembre 2026

La cosa che si dice poco è che una conferenza in un teatro da 1.410 posti è un'esperienza molto diversa da una conferenza in una libreria. In una sala piccola si ascolta un autore; in una sala come l'Olimpico si partecipa a un evento collettivo, con le sue reazioni, le risate improvvise, i silenzi di mille persone. Sibaldi conosce bene questa dinamica, dopo quasi trent'anni di conferenze, e la usa: il pubblico diventa parte del discorso.

La seconda cosa riguarda l'orario. Il teatro indica la fine alle 22, ma i talk di questo tipo tendono a vivere anche dopo, nel foyer, dove i lettori si fermano a parlare fra loro e, quando è possibile, con l'autore. Il teatro non annuncia un firmacopie: se ci tenete, portate con voi il vostro libro e chiedete al personale di sala se è previsto un momento di incontro. Non promettetevelo, però.

Il terzo punto riguarda il prezzo. Con biglietti da 20 a 30 euro più prevendita, il talk di Sibaldi costa meno di molti spettacoli comici della stessa stagione. Per un'ora e mezza con uno dei più noti divulgatori italiani di filosofia e spiritualità è un rapporto onesto, e i posti centrali di balconata, a 25 euro, sono il compromesso migliore fra spesa e ascolto.

Il consiglio che ti do per visitare Igor Sibaldi, Vuoi? al Teatro Olimpico — 10 novembre 2026

Conviene arrivare con una domanda. Non da fare a Sibaldi, ma a se stessi: una cosa che si desidera da tempo e non si è mai davvero decisi a volere. Il talk è costruito per lavorare su questo scarto, e chi arriva con un caso concreto in testa ne esce con qualcosa in più di chi viene solo per curiosità.

Secondo consiglio, pratico: portate un quaderno e una penna. Sibaldi è un oratore denso, cita autori, testi, parole ebraiche e greche, e alla fine della serata molti spettatori vorrebbero ricordare un titolo o una frase. Al buio della platea si scrive male, ma basta qualche parola chiave.

Terzo, sulla serata: è un martedì, e il Flaminio in settimana è tranquillo. Arrivate con venti minuti di anticipo, fate due passi sul Ponte della Musica prima di entrare, e prenotate la cena dopo, non prima. Uscire alle 22 e sedersi a tavola a discutere di che cosa si vuole davvero è il modo migliore per non disperdere quello che si è ascoltato.

Infine, se venite in gruppo, comprate i biglietti insieme: i posti vicini, in una sala da 1.410 posti, si esauriscono prima di quelli singoli.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Il Teatro Olimpico non appartiene a un ente pubblico né a un grande gruppo: è di una società per azioni nata nel 1980 da una sottoscrizione di cittadini. Lo sanno in molti, a Roma, ma lo si ricorda poco.

Alla fine degli anni Settanta il teatro rischiava di sparire. La società proprietaria dell'immobile e l'ente cinematografico che lo gestiva erano falliti, e un grande cinema di quartiere poteva facilmente diventare altro. Adriana Panni, allora presidente dell'Accademia Filarmonica Romana, raccolse capitali fra professionisti, imprenditori, intellettuali e semplici appassionati. Nacque la Teatro Olimpico spa, a larga base azionaria, che acquistò l'edificio dalla Società Generale Immobiliare e lo possiede ancora. Panni ne fu presidente dal 1980 al 1994.

La conseguenza si legge nel cartellone. Un teatro privato che deve reggersi da solo ha bisogno di sale piene, e questo spiega la sua apertura a generi diversissimi: la comicità, la danza internazionale, i concerti, la Filarmonica, e le serate di parola come quella di Sibaldi. C'è una coerenza sottile fra la storia del teatro e il tema del talk. Un gruppo di cittadini, alla fine degli anni Settanta, ha voluto davvero una cosa, e l'ha ottenuta. Vuoi? si ascolta in una sala che è essa stessa la prova di quello che Sibaldi racconta.

Come arrivare al Teatro Olimpico

Il Teatro Olimpico si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, da dove sono circa 500 metri a piedi lungo viale del Pinturicchio. Sono le indicazioni fornite dal teatro stesso.

Metro A e tram 2

Dalla stazione Flaminio, in piazzale Flaminio, il tram 2 porta al capolinea di piazza Mancini. Da lì si percorre viale del Pinturicchio fino a piazza Gentile da Fabriano: cinque minuti di cammino. Da Termini lo schema è identico.

Autobus

Le linee con fermata nei pressi del teatro indicate dall'Olimpico sono 220, 232, 233, 280, 301, 446, 48, 910 e 911, oltre al tram 2. Il 910 parte da Termini in direzione Mancini: si scende alla fermata Pannini, si svolta a sinistra su viale del Pinturicchio e si cammina per circa 300 metri. A piazza Mancini arrivano anche le linee 200, 201, 53 e la notturna n24, utile per il rientro.

Ferrovia Roma Viterbo

Chi arriva dalla Roma Nord scende a Flaminio e prende il tram 2 fino a piazza Mancini.

In auto

Dal centro si prende viale del Muro Torto verso piazzale Flaminio, poi via Luisa di Savoia, il lungotevere Arnaldo da Brescia e il lungotevere delle Navi fino al lungotevere Flaminio. Da nord si attraversa il ponte Duca d'Aosta dal Foro Italico. Il martedì il parcheggio è meno difficile che nel fine settimana, ma in zona non è mai scontato.

La foto giusta da fare a Igor Sibaldi, Vuoi? al Teatro Olimpico — 10 novembre 2026

La foto giusta, per una serata come questa, si fa fuori, sul Ponte della Musica, che si trova proprio di fronte a piazza Gentile da Fabriano. Il ponte attraversa il Tevere davanti al teatro e porta al Foro Italico: in una sera di novembre, con le luci accese e il fiume scuro sotto, offre una doppia inquadratura, da una parte la facciata razionalista dell'Olimpico con il suo alto zoccolo di travertino, dall'altra la riva del Foro Italico.

La seconda foto è quella della facciata illuminata, con l'insegna e il pubblico in attesa. Il momento migliore è una ventina di minuti prima delle 20.30, quando la piazza si riempie. Scattate dal lato opposto, per avere l'edificio intero.

La terza, per i lettori, è un'idea semplice: il vostro libro di Sibaldi preferito, con la copertina ben visibile, appoggiato sul bracciolo della poltrona prima che si spengano le luci. È una foto che racconta la serata meglio di un selfie davanti alla locandina, e che non disturba nessuno.

Durante il talk, invece, niente foto e niente video. Una conferenza vive di concentrazione, e il bagliore di uno schermo in una platea buia distrae l'oratore e chi siede dietro. Se volete un ricordo della sala, fotografate il foyer a rotonda prima di entrare.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il 4 marzo 1965 Pierre Boulez diresse al Teatro Olimpico un concerto con la prima esecuzione italiana di Abramo e Isacco di Igor Stravinskij e la prima europea della sua Elegia per Kennedy. È forse la data più importante della storia musicale della sala. E c'è una coincidenza che un lettore di Sibaldi apprezzerà: Abramo e Isacco è una cantata sacra sul testo ebraico della Genesi, lo stesso libro che Sibaldi ha tradotto dall'ebraico antico in Il libro della Creazione e in Storia di Abramo.

Negli anni successivi l'Olimpico ospitò allestimenti in cui arte e musica si incontravano: L'Histoire du soldat di Stravinskij nell'ottobre 1966 con il fondale di Giacomo Manzù, i Tre misteri di Niccolò Castiglioni nel 1968 con la scultura di Mirko, la Messa di Stravinskij nel 1975 con le forme dorate di Corrado Cagli.

Il 1980 è l'anno della svolta: nasce la Teatro Olimpico spa, che compra l'edificio. Dal 1981 la sala cambia nome e vocazione. I Momix di Moses Pendleton debuttano qui nell'aprile del 1982, la Lindsay Kemp Company porta Sogno di una notte di mezza estate nel 1989, Mikhail Baryshnikov arriva con il White Oak Dance Project nell'ottobre 1995, il Bolshoi Ballet nel settembre 1996, il Béjart Ballet Lausanne nel 2004.

Nella stagione 2009/2010 le classifiche Agis collocano l'Olimpico al secondo posto a Roma e al settimo in Italia per numero di spettatori: il risultato, in numeri, di una scommessa fatta trent'anni prima da un gruppo di cittadini.

Chi è passato da Igor Sibaldi, Vuoi? al Teatro Olimpico — 10 novembre 2026

Sul palco del Teatro Olimpico sono passati musicisti come Arturo Benedetti Michelangeli, Jessye Norman, Zubin Mehta, Giuseppe Sinopoli, Luigi Dallapiccola e Pierre Boulez, legati alla lunga presenza dell'Accademia Filarmonica Romana.

Per la musica leggera e d'autore la memoria del teatro conserva i Marillion nel febbraio 1988, Lucio Dalla con Henna nell'aprile 1994, i Pooh nell'ottobre dello stesso anno, Giorgio Gaber con Un'idiozia conquistata a fatica il 28 gennaio 1998. Per la danza, Baryshnikov, Joaquín Cortés, Lindsay Kemp, Maurice Béjart, il Bolshoi, Antonio Gades e i Momix.

Per la parola e la scena, il teatro ricorda Dario Fo e Gigi Proietti, che qui portò A me gli occhi nel maggio del 1996, e poi Enrico Brignano, Vincenzo Salemme, Aldo Giovanni e Giacomo, Neri Marcorè, Lillo e Greg, Massimo Ranieri. Fra i protagonisti della sua storia cita anche Marco Travaglio: il segno che su questo palco il monologo di idee, non solo comico, ha già una tradizione.

Il 10 novembre 2026 si aggiunge Igor Sibaldi, slavista, traduttore di Tolstoj e di Dostoevskij, esegeta della Genesi e del Vangelo di Giovanni. In un teatro dove sono passati Stravinskij diretto da Boulez e Gaber con il suo teatro canzone, un uomo che parla della volontà con Dostoevskij in una mano e la Bibbia nell'altra non è fuori posto. È anzi la conferma di una vocazione che l'Olimpico coltiva da oltre quarant'anni: essere la casa di tutti i generi.

Il Flaminio intorno al Teatro Olimpico

Il Teatro Olimpico si trova nel quartiere Flaminio, a nord di piazza del Popolo, in una zona che negli ultimi vent'anni è diventata uno dei poli culturali di Roma, con l'Auditorium Parco della Musica, il MAXXI e il Ponte della Musica.

Il Ponte della Musica e il Foro Italico

Di fronte al teatro il Ponte della Musica porta sull'altra riva del Tevere, al Foro Italico, costruito negli stessi anni del teatro. Una passeggiata prima del talk, fra le architetture degli anni Trenta, è il modo migliore per entrare nella serata.

Auditorium e MAXXI

A breve distanza si trovano l'Auditorium Parco della Musica e il MAXXI. Chi arriva da fuori Roma può combinare una mostra nel pomeriggio e Sibaldi la sera.

Ponte Milvio

Risalendo il Tevere si arriva a Ponte Milvio, con la sua piazza piena di locali, raggiungibile in pochi minuti di taxi dopo le 22.

Verso il centro

Nella direzione opposta, lungo via Flaminia, si incontrano il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, ai margini di Villa Borghese, e poi piazza del Popolo, da cui parte il tram 2.

Dove mangiare prima o dopo il talk

Intorno al Teatro Olimpico, fra piazza Mancini, via Flaminia e piazza Gentile da Fabriano, ci sono pizzerie, trattorie e bar frequentati dal pubblico del teatro e dell'Auditorium, con un'offerta di quartiere senza pretese turistiche.

Prima delle 20.30

Con l'inizio alle 20.30, una cena veloce alle 19 è la soluzione più pratica: una pizza, un piatto di pasta, un tramezzino al bar. Evitate di arrivare in sala con il conto ancora da pagare.

Dopo le 22

Con la fine prevista alle 22, la cena dopo è la scelta migliore. Il martedì i locali del Flaminio sono tranquilli, e a Ponte Milvio le cucine restano aperte fino a tardi anche in settimana.

In gruppo

Per una comitiva conviene prenotare il tavolo prima di comprare i biglietti. Il quartiere è residenziale, e nelle sere di spettacolo i locali più vicini al teatro si riempiono nella stessa mezz'ora.

Accessibilità al Teatro Olimpico

Chi ha esigenze di mobilità ridotta e vuole assistere al talk di Igor Sibaldi al Teatro Olimpico deve contattare il botteghino prima dell'acquisto, all'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it, per conoscere i posti adatti e le modalità di accesso.

La platea è organizzata ad anfiteatro, in pendenza, e la galleria è al piano superiore: sono elementi da considerare nella scelta del settore. Per chi ha difficoltà di udito, in un talk tutto affidato alla voce, conviene chiedere al botteghino i posti con il miglior ascolto, di norma centrali.

Novembre a Roma: la stagione delle serate al chiuso

Novembre è il mese in cui la stagione teatrale romana entra nel vivo, e al Teatro Olimpico il talk di Sibaldi si inserisce in un mese dominato dalla tenitura di Maurizio Battista, Se non vinco... imparo, dal 4 al 29 novembre.

Per chi viene da fuori è un buon momento per visitare Roma: meno folla che in primavera, musei aperti, cartelloni pieni. Le sere si accorciano e cominciano le piogge: un ombrello e una giacca impermeabile sono la dotazione giusta per il tragitto dal tram al teatro. Una giornata fra il Flaminio e il centro, con Sibaldi la sera, è un modo di vedere la città che non si trova nelle guide.

Domande frequenti su Igor Sibaldi al Teatro Olimpico

Quando è Igor Sibaldi al Teatro Olimpico di Roma?

Igor Sibaldi è al Teatro Olimpico di Roma martedì 10 novembre 2026 alle 20.30 con il talk Vuoi? Come ottenere più di quello che aspetti. Il teatro indica la fine alle 22: un'ora e mezza di conferenza, in data unica.

Quanto costano i biglietti per Igor Sibaldi a Roma?

I biglietti per Igor Sibaldi al Teatro Olimpico costano da 20 euro in balconata laterale con balaustra a 30 euro in poltronissima gold, più la prevendita da 3 a 4,50 euro. Poltrona e balconata centrale costano 25 euro più 3,80. Online si aggiunge una commissione di 1,50 euro a biglietto.

Dove si comprano i biglietti per Vuoi? di Igor Sibaldi?

I biglietti per Vuoi? di Igor Sibaldi si comprano sul sito ufficiale del Teatro Olimpico, dalla pagina dello spettacolo, oppure al botteghino di piazza Gentile da Fabriano 17. Per informazioni il teatro risponde all'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it.

Di che cosa parla il talk Vuoi? di Igor Sibaldi?

Il talk Vuoi? di Igor Sibaldi parla di che cosa significhi volere davvero: non lasciarsi persuadere, non fantasticare, non imporsi sforzi di volontà, ma scoprire se stessi. Sibaldi racconta i condizionamenti che bloccano il volere e i suoi alleati, dalla bellezza alla gioia alla scontentezza.

Chi è Igor Sibaldi?

Igor Sibaldi è uno scrittore, slavista e traduttore nato a Milano nel 1957 da madre russa e padre italiano. Ha tradotto Tolstoj e Dostoevskij, il Vangelo di Giovanni e parti della Genesi, ha scritto oltre trenta libri e dal 1997 tiene conferenze in Italia, Svizzera e America.

Come si arriva al Teatro Olimpico con i mezzi?

Il Teatro Olimpico si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e il tram 2 fino a piazza Mancini, poi circa 500 metri a piedi. In alternativa l'autobus 910 da Termini fino alla fermata Pannini, a circa 300 metri dal teatro.

Quanti posti ha il Teatro Olimpico?

Il Teatro Olimpico di Roma ha 1.410 posti: 966 in platea, disposti ad anfiteatro, e 444 in galleria, a ferro di cavallo. Per un talk la balconata centrale offre un buon compromesso fra prezzo, visuale e ascolto.

Il consiglio finale

All'Olimpico si va di solito per ridere; questa volta vale la pena andarci per pensare. Sibaldi non è per tutti, e non pretende di esserlo: chi cerca ricette resterà deluso, chi accetta una domanda scomoda uscirà con qualcosa da fare. Il consiglio è netto: andateci in due, sedetevi in balconata centrale, e la cena prenotatela dopo. È lì che la serata comincia davvero.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento10 Novembre 2026 20:30
IndirizzoTeatro Olimpico, Piazza Gentile da Fabriano 17, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città

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