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Cuna di Giuseppe Comuniello allo Spazio Rossellini — 13 e 14 ottobre 2026

Martedì 13 e mercoledì 14 ottobre 2026, alle 21:00, lo Spazio Rossellini di via della Vasca Navale 58 (Municipio VIII, quartiere San Paolo) ospita Cuna, la performance di danza contemporanea e musica dal vivo ideata e interpretata dal danzatore e coreografo cieco Giuseppe Comuniello, con l'arpa di Marilia Caso. Davanti all'ingresso c'è la fermata degli autobus Vasca Navale/Università; la metro B più vicina è Basilica San Paolo, a circa un quarto d'ora a piedi, e la stazione Villa Bonelli della linea FL1 è a pochi minuti di cammino. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale dello Spazio Rossellini, dove si comprano i biglietti tramite il circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione; per informazioni la sede risponde al 345 2978091 e a info@spaziorossellini.it.

Cuna è uno spettacolo che chiede allo spettatore di rallentare. Non c'è un palco frontale nel senso consueto, c'è un paesaggio in cui si entra: la danza, il suono dell'arpa, un profumo, una luce bassa, una seduta pensata apposta. È anche uno dei rari spettacoli romani di questo autunno costruiti fin dall'inizio per essere accessibili al pubblico cieco e ipovedente, con visita tattile e audiodescrizione sussurrata dal vivo. Il giudizio è netto: per chi pensa che la danza contemporanea sia una faccenda per addetti ai lavori, questa è la serata giusta per ricredersi.

Cuna di Giuseppe Comuniello: che cosa si vedrà

Cuna è una performance immersiva di danza contemporanea e musica dal vivo, pensata per spazi non convenzionali. Il titolo è una parola arcaica per culla, e tutto lo spettacolo è costruito intorno al gesto del cullare: un movimento che dondola, un respiro lento che abbraccia e avvolge.

Un ritorno al mondo prima della vista

La presentazione ufficiale lo descrive come un ritorno dell'autore a quando il mondo era un'onda di suoni e vibrazioni. È un'immagine precisa: il neonato nella culla conosce il mondo con l'orecchio e con la pelle prima che con gli occhi, e Comuniello, che ha perso la vista da adulto, costruisce la sua danza a partire da questa condizione. Dal buio, dice la presentazione, prende forma un universo di sensazioni.

Lo spettatore sceglie la distanza

Il punto più interessante di Cuna è la libertà lasciata a chi guarda. Si può scegliere la prossimità o la distanza, il proprio modo di essere coinvolti. La platea è disegnata apposta dallo studio Hubstract, e la seduta fa parte dell'esperienza quanto la coreografia. Chi è abituato a stare fermo in poltrona trova qui un invito diverso: abbandonarsi, senza obblighi.

I sensi in gioco

La danza, il suono dell'arpa, il profumo, la luce soffusa, il tempo sospeso, la seduta: la presentazione elenca gli elementi dello spettacolo come se fossero pari. È così. Cuna ha una consulente per il profumo, Alice Rita Giugni, accanto alla luce di Marco Santambrogio e ai costumi di Laura Pennisi. L'olfatto, di solito escluso dal teatro, qui è uno strumento di racconto.

Lo spazio pubblico come rifugio

Lo spettacolo è definito un'esperienza sensoriale in cui è lecito abbandonarsi, dove lo spazio pubblico si fa rifugio, pausa, fiducia. Nella Roma di ottobre, con il traffico di viale Marconi a pochi passi, l'idea di una sala che diventa culla per un'ora ha qualcosa di quasi terapeutico.

Cuna accessibile: visita tattile e audiodescrizione sussurrata

Cuna è accessibile a pubblico cieco e ipovedente, a pubblico neurodivergente e parzialmente accessibile a pubblico Sordo. È una performance rilassata, con visita guidata tattile (consigliata anche al pubblico Sordo) e audiodescrizione sussurrata dal vivo.

Bisogna annunciarsi

Per usufruire di questi servizi è necessario annunciarsi in anticipo. Il contatto indicato dallo Spazio Rossellini è quello della compagnia, info@fuoricontesto.it. Conviene scrivere qualche giorno prima, specificando la data scelta e il tipo di supporto richiesto.

Che cos'è una performance rilassata

Una performance rilassata è uno spettacolo in cui le regole abituali della sala sono allentate: si può entrare e uscire, muoversi, fare rumore, senza che questo sia un problema per gli artisti o per gli altri spettatori. È una pratica nata per il pubblico neurodivergente e per le famiglie, e che in Italia si sta diffondendo solo negli ultimi anni.

L'audiodescrizione poetica

L'audiodescrizione sussurrata di Cuna non è una cronaca tecnica di ciò che accade in scena. La compagnia Fuori Contesto la definisce audiodescrizione poetica: l'autore, cieco, sceglie di trasmettere la poetica del lavoro condividendo immagini, parole, quadri e gesti. Una persona accanto allo spettatore cieco sussurra, e il sussurro diventa parte dello spettacolo.

Il laboratorio per il pubblico vedente

In occasione delle repliche di Cuna, Comuniello propone anche un laboratorio di audiodescrizione sussurrata aperto al pubblico vedente. I partecipanti lavorano in coppia attraverso il tocco e la parola, oscillando tra il cullare e l'essere cullati, e al termine possono accompagnare il pubblico cieco e ipovedente durante la replica accessibile. Il laboratorio è nato nel progetto A.R.I.A. Arti Ricerca Immaginazione Accessibilità, promosso dal Comune di Sagrado. Le fonti ufficiali non indicano se e quando sarà attivato a Roma: va chiesto alla compagnia.

Chi è Giuseppe Comuniello, danzatore e coreografo di Cuna

Giuseppe Comuniello è nato a Viareggio ed è cresciuto a Fucecchio. Nel 2007 ha perso la vista a causa di una malattia alla retina. Faceva il pasticcere: ha lasciato quel lavoro, si è dedicato a diversi sport e si è avvicinato alla danza grazie a Virgilio Sieni.

Gli anni con Virgilio Sieni

Con Virgilio Sieni, uno dei coreografi più importanti della danza contemporanea italiana, Comuniello ha debuttato in scena nella coreografia Archeologia del corpo e della luce. Poi ha partecipato al duo Prima danza su ciò che ignoro (2009) e interpretato gli assoli Atlante del bianco (2010) e Pinocchio_leggermente diverso (2013).

La Biennale di Venezia

Nel 2014 ha presentato alla Biennale Danza di Venezia le Danze leggermente diverse. In quell'occasione ha lavorato per un mese, attraverso l'improvvisazione, su temi di movimento legati a personaggi della fiaba e della commedia dell'arte, avvicinando alla danza altre persone non vedenti. È il passaggio in cui da interprete diventa anche trasmettitore.

Le pratiche condivise

Dal 2016 collabora con l'associazione Muvet con laboratori chiamati Pratiche condivise, che mettono insieme persone comuni, danzatori e non. Conduce laboratori di movimento consapevole attingendo anche alla contact improvisation: fra questi l'intervento per Unlimited Workshop a Oriente Occidente di Rovereto (2016) e i laboratori per il festival La Democrazia del Corpo di Firenze (2016 e 2017).

La Svizzera e l'Europa

Dal 2017 lavora con Teatro Danzabile di Emanuel Rosenberg, fra l'altro al progetto Disability on stage con il coreografo Emanuel Gat e gli studenti dell'università ZHdK di Zurigo. Ha danzato nel progetto europeo sulla danza inclusiva Moving Beyond Inclusion, con partner come Oriente Occidente, Candoco Dance Company, il Croatian Institute for Movement and Dance, Producentbyrån/Spinn, Tanzfähig e BewegGrund.

Al.Di.Qua Artists

Comuniello è socio fondatore di Al.Di.Qua Artists, l'associazione italiana di categoria di artisti e lavoratori dello spettacolo con e senza disabilità. È un dato che dice molto: il suo lavoro non si ferma alla scena, riguarda le condizioni in cui gli artisti con disabilità possono lavorare in Italia. Cuna è il suo lavoro più personale, e arriva dopo quasi vent'anni di pratica.

Marilia Caso, Fuori Contesto e Teatro Danzabile: chi c'è dietro Cuna

Cuna è una produzione internazionale di Teatro Danzabile (Svizzera) e Fuori Contesto (Italia), con la collaborazione di Versiliadanza. In scena, accanto a Comuniello, c'è l'arpista Marilia Caso, che suona dal vivo.

L'arpa dal vivo

La scelta dell'arpa non è casuale. È lo strumento che più di tutti evoca la ninna nanna e il dondolio, e suonata a pochi metri dal pubblico diventa vibrazione fisica oltre che suono. In uno spettacolo che parte da un mondo fatto di onde sonore, la musica dal vivo è la metà del discorso.

Fuori Contesto

L'Associazione Culturale Fuori Contesto nasce nel 2000 come gruppo di teatro e danza e si costituisce in associazione nel 2005. Organizza il festival Fuori Posto. Festival di Teatri al Limite e gestisce le Officine Fuori Contesto a Roma. Ha ospitato due residenze artistiche di Cuna, a luglio e settembre 2025, con momenti di restituzione aperti agli addetti ai lavori.

Teatro Danzabile

Teatro Danzabile è la compagnia svizzera con cui Comuniello lavora dal 2017. La coproduzione con il Canton Ticino spiega il sostegno di enti come il Fondo Swisslos della Repubblica e Cantone Ticino, il Percento culturale Migros, la Ernst Göhner Stiftung e la Fondazione Giovan Battista Baroni.

I crediti completi

Ideazione e interpretazione Giuseppe Comuniello; musica dal vivo Marilia Caso; design platea Hubstract Made for art; luci Marco Santambrogio; costumi Laura Pennisi; profumo Alice Rita Giugni; consulenza drammaturgica Matteo Maffesanti, Emanuel Rosenberg, Emilia Martinelli; consulenza accessibilità Elia Zeno Covolan; consulenza per il pubblico cieco e ipovedente Giuseppe Comuniello e Camilla Guarino; consulenza per il pubblico Sordo Diana Anselmo.

Il percorso di Cuna: da Bellinzona a Roma

Cuna nasce da un processo di ricerca avviato nel 2025 fra Bergamo, Lugano, Roma e Bellinzona. Nel 2026 la ricerca è proseguita con residenze in Ticino, a Firenze presso Cango, a Viterbo e in Puglia.

I debutti

Il debutto svizzero è avvenuto il 6 giugno 2026 al Territori Festival di Bellinzona, negli spazi del Garage Ferrari. Il debutto italiano il 18 giugno 2026 a Firenze, nel chiostro di Villa Vogel, per la rassegna Poesia nella città curata da Versiliadanza.

La tournée italiana

A settembre lo spettacolo è passato da Gradisca d'Isonzo per Invisible Cities (3 settembre), da Bergamo per il Festival Danza Estate (5 settembre) e da Milano per /slash/, festival di ricerca sull'accessibilità nelle arti performative, allo Spazio Teatro 89 (25 settembre). Le due serate allo Spazio Rossellini sono la tappa romana.

Un lavoro nato anche a Roma

Roma non è una tappa qualsiasi. Una parte della ricerca è avvenuta proprio qui, nelle Officine Fuori Contesto, durante le residenze del 2025. Vedere Cuna a Roma significa vedere tornare a casa un lavoro che in questa città ha preso forma.

Lo Spazio Rossellini, la sala di Cuna

Lo Spazio Rossellini, Polo Culturale Multidisciplinare Regionale, è in via della Vasca Navale 58, dentro l'Istituto Cine-Tv Roberto Rossellini. Dopo importanti lavori di ristrutturazione la Regione Lazio lo ha restituito alla città, dando grazie ad ATCL nuova forma e destinazione agli studi in cui ha girato il grande regista.

Da studio di ripresa a sala per il corpo

Il nome non è un omaggio di facciata. Gli spazi in cui oggi si balla e si recita erano studi di ripresa, dentro un istituto che forma tecnici del cinema e della televisione. Per uno spettacolo come Cuna, che rinuncia al primato dello sguardo, andare in scena negli studi di un maestro dell'immagine è un rovesciamento interessante.

Una sala che ama la danza

La sede dichiara una vocazione per lo spettacolo dal vivo, l'alta formazione e la promozione degli artisti del territorio regionale. La danza ha un peso speciale: fra le iniziative c'è la call Emergenze Coreografiche, giunta alla seconda edizione, e la scheda tecnica pubblica comprende il tappeto danza.

Il cartellone d'autunno

Cuna arriva in un calendario fitto. Nelle settimane precedenti lo Spazio ospita lo spettacolo Bandiera, la residenza di Cantiere Forugh (dal 7 all'11 ottobre) e il 12 ottobre il progetto Rebibbia: la Città invisibile. Una sala che alterna residenze e repliche è una sala viva.

Contatti della sede

Lo Spazio Rossellini risponde al cellulare 345 2978091 e al fisso 06 45426996, oppure a info@spaziorossellini.it. La maggior parte degli eventi è in vendita online sul circuito indicato dal sito ufficiale.

San Paolo e la Vasca Navale: il quartiere intorno a Cuna

Via della Vasca Navale si trova nel quartiere San Paolo, Municipio VIII, fra la basilica di San Paolo fuori le Mura, il Tevere e viale Marconi. È una zona universitaria e residenziale, poco battuta dai visitatori e molto vissuta dai romani.

La basilica

A breve distanza c'è la basilica di San Paolo fuori le Mura, una delle quattro basiliche papali. Chi arriva a piedi dalla metro le passa accanto: con un'ora d'anticipo, di pomeriggio, il chiostro vale la sosta.

Ostiense, Gazometro, Montemartini

Verso nord si apre l'Ostiense, con il Gazometro e la Centrale Montemartini, dove le sculture antiche dei Musei Capitolini sono esposte fra turbine e caldaie. I muri del quartiere raccolgono i grandi murales del percorso della street art all'Ostiense.

Verso il Portuense

Dall'altra parte della ferrovia sale il Portuense, con la stazione Villa Bonelli che prende il nome dalla villa del quartiere, oggi parco pubblico. È una parte di Roma che si attraversa in treno senza accorgersene, e che di sera è tranquilla.

Come arrivare allo Spazio Rossellini per Cuna

Lo Spazio Rossellini è in via della Vasca Navale 58, 00146 Roma. La fermata degli autobus Vasca Navale/Università è davanti all'ingresso; fra le linee che la servono ci sono il 170 e il 23.

In metropolitana

La stazione della metro B più vicina è Basilica San Paolo. Da lì si arriva a piedi in circa un quarto d'ora, oppure con un autobus. Per chi parte da Termini o dal Colosseo è la soluzione più semplice. Attenzione al ritorno: lo spettacolo comincia alle 21:00, e conviene controllare l'orario dell'ultima corsa della metro prima di uscire di casa.

In treno

La stazione Villa Bonelli, sulla linea FL1, è a pochi minuti a piedi. Di sera la frequenza dei treni si riduce: è una buona opzione per l'andata, meno sicura per il ritorno.

In autobus

Oltre al 170 e al 23, la zona è servita da diverse linee ATAC lungo viale Marconi e le strade intorno. Per la combinazione migliore dal tuo punto di partenza, e per gli orari serali, il calcolatore di percorso di ATAC resta lo strumento più affidabile.

In auto, taxi e bici

La zona è fuori dalla ZTL. Di sera il parcheggio nelle strade intorno è in genere possibile, perché le sedi universitarie si svuotano. Chi ha difficoltà motorie o arriva con un accompagnatore per la replica accessibile farà bene a considerare il taxi fino all'ingresso. In bicicletta, la ciclabile lungo il Tevere porta da Testaccio senza salite.

Biglietti e orari di Cuna

Le due repliche di Cuna sono martedì 13 e mercoledì 14 ottobre 2026, alle 21:00. Il sito dello Spazio Rossellini ha un pulsante di acquisto dedicato allo spettacolo; i prezzi e le eventuali riduzioni vanno controllati lì.

Quale sera scegliere

Se hai bisogno dei servizi di accessibilità, la scelta della sera va concordata con la compagnia scrivendo a info@fuoricontesto.it. Negli altri casi, le due repliche si equivalgono. Per uno spettacolo immersivo con platea progettata apposta, i posti sono per forza di cose limitati: meglio non aspettare l'ultimo giorno.

Arrivare in anticipo

Uno spettacolo in cui si sceglie la propria distanza dalla scena premia chi arriva prima. Venti minuti di anticipo bastano per entrare con calma, sistemarsi, lasciare fuori il rumore della strada.

Dove mangiare prima di Cuna

San Paolo e viale Marconi sono quartieri di residenti e di studenti, e l'offerta segue: pizzerie al taglio, bar, trattorie di quartiere, locali frequentati dagli universitari.

Cena presto, in zona

Con uno spettacolo alle 21:00, la soluzione più comoda è una cena presto nelle strade intorno all'università o lungo viale Marconi, a prezzi contenuti. Non è una zona di ristoranti per visitatori, e questo è anche il suo pregio.

Ostiense e Testaccio

Chi preferisce una cena più curata può fermarsi all'Ostiense o a Testaccio, a poche fermate di metro. Testaccio conserva la cucina romana legata al vecchio mattatoio; l'Ostiense, intorno a via del Gazometro, ha una scena serale più giovane. Di giorno il Mercato di Testaccio è la scelta più romana.

Un consiglio sul profumo

Un dettaglio pratico che pochi considerano: Cuna usa il profumo come elemento scenico. Evitare di arrivare in sala con addosso l'odore forte di una frittura o un profumo personale intenso è una cortesia verso lo spettacolo e verso chi siede accanto.

Cuna con i bambini e con chi non ha mai visto danza

Le fonti ufficiali non indicano un'età minima per Cuna. Il formato di performance rilassata, però, rende lo spettacolo più aperto di altri a famiglie e a spettatori che temono le regole rigide della sala.

Per i ragazzi

Il tema della culla, il ritmo lento, l'arpa dal vivo possono funzionare anche con ragazzi abituati alla lentezza. L'orario serale, alle 21:00 di un giorno feriale, è il vero limite per i più piccoli. Meglio chiedere alla sede prima di prenotare.

Per chi non va mai a vedere danza

Per chi non ha mai visto uno spettacolo di danza contemporanea, Cuna è un ingresso morbido. Non bisogna capire una trama né decifrare simboli: basta stare, ascoltare, lasciarsi portare dal movimento.

Metà ottobre a Roma: il periodo di Cuna

Il 13 e il 14 ottobre cadono nel pieno della stagione autunnale romana. Le sale hanno appena riaperto, i festival d'autunno sono in corso, le serate sono ancora miti.

I festival in corso

In quei giorni il Romaeuropa Festival 2026 occupa diversi palchi della città con la danza internazionale, e la Festa del Cinema di Roma si avvicina. Cuna, più piccolo e più intimo, è un buon contrappunto ai grandi cartelloni.

Il clima

A metà ottobre a Roma le sere sono fresche ma raramente fredde. Una giacca leggera basta; per uno spettacolo in cui ci si siede in modo diverso dal solito, abiti comodi aiutano più dell'eleganza.

Una curiosità su Cuna di Giuseppe Comuniello allo Spazio Rossellini — 13 e 14 ottobre 2026

La curiosità più bella è nella biografia dell'autore. Prima di diventare danzatore, Giuseppe Comuniello faceva il pasticcere. Ha perso la vista nel 2007 per una malattia della retina, ha lasciato il laboratorio e ha trovato nella danza, attraverso Virgilio Sieni, una seconda vita professionale. Chi conosce il lavoro del pasticcere sa quanto sia fatto di mani, di tatto, di tempi, di odori: tutte cose che in Cuna tornano in forma diversa.

La seconda curiosità è il titolo. Cuna è una parola arcaica per culla, e la scelta di un termine antico per uno spettacolo di ricerca contemporanea non è un vezzo: rimanda a un tempo prima delle parole, quello del neonato che conosce il mondo con l'orecchio e con la pelle. Un titolo di quattro lettere, facile da ricordare in italiano come in tedesco o in francese, si adatta bene a una coproduzione fra Italia e Svizzera che ha girato fra Bellinzona, Firenze, Bergamo e Milano.

La terza riguarda il profumo. Nei crediti di Cuna c'è una voce che nei programmi di sala non compare quasi mai: profumo, firmato da Alice Rita Giugni. Il teatro ha una lunga storia di scenografi, costumisti e light designer; di autori di odori ne ha pochissimi. In uno spettacolo pensato anche per chi non vede, l'olfatto diventa un canale di racconto a pieno titolo, come la luce per chi vede.

Una cosa che non ti dice nessuno su Cuna di Giuseppe Comuniello allo Spazio Rossellini — 13 e 14 ottobre 2026

Quello che nessuno dice è che i servizi di accessibilità di Cuna non si attivano da soli. La visita tattile e l'audiodescrizione sussurrata richiedono che lo spettatore si annunci prima, scrivendo a info@fuoricontesto.it. Chi si presenta la sera stessa senza avvisare rischia di trovare lo spettacolo accessibile solo sulla carta. È un dettaglio organizzativo, ma decide se l'esperienza funziona o no.

La seconda cosa riguarda il pubblico vedente. L'audiodescrizione sussurrata non è riservata a chi non vede per ragioni tecniche: nei laboratori legati allo spettacolo sono proprio spettatori vedenti a imparare la pratica e poi ad accompagnare il pubblico cieco durante la replica. È un rovesciamento dei ruoli abituali: per una volta è chi vede a dover imparare da chi non vede come si racconta una danza.

La terza è più sottile. Cuna non è stato pensato per un teatro all'italiana, ma per spazi non convenzionali: un garage a Bellinzona, un chiostro a Firenze, una sala consiliare a Gradisca d'Isonzo, la sala dell'Orologio a Bergamo. Allo Spazio Rossellini la platea firmata Hubstract ricrea quel rapporto ravvicinato. Non aspettarti file di poltrone numerate: aspettati di scegliere dove stare.

Il consiglio che ti do per visitare Cuna di Giuseppe Comuniello allo Spazio Rossellini — 13 e 14 ottobre 2026

Il consiglio è di andarci con la persona giusta. Cuna è uno spettacolo che si vive meglio in due, soprattutto se uno dei due è cieco o ipovedente, oppure se entrambi siete curiosi di provare un modo diverso di guardare. Se conosci qualcuno che non va a teatro perché pensa che non sia fatto per lui, questa è l'occasione di portarlo.

Il secondo consiglio è pratico. Se hai bisogno della visita tattile o dell'audiodescrizione, scrivi a info@fuoricontesto.it almeno qualche giorno prima, indicando la sera scelta. Se non ne hai bisogno, chiedi comunque se è prevista la replica accessibile: assistere accanto a spettatori che vivono lo spettacolo con il tatto e con il sussurro cambia la percezione anche di chi vede.

Il terzo è di scegliere la distanza con attenzione. Lo spettacolo ti lascia libero di stare vicino o lontano. Prova a stare vicino: l'arpa suonata a pochi metri si sente con il corpo prima che con le orecchie, ed è esattamente quello che Comuniello vuole farti provare. Infine, spegni il telefono davvero, non in silenzioso: in una sala dove il buio e il suono sono materia scenica, una notifica illuminata rompe tutto.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Lo sanno tutti quelli che lavorano nella danza, ma se ne parla poco: in Italia gli artisti con disabilità sono ancora un'eccezione sui palcoscenici professionali, e non per mancanza di talento. Per questo è nata Al.Di.Qua Artists, l'associazione di categoria di artisti e lavoratori con e senza disabilità di cui Comuniello è socio fondatore. La questione non è l'inclusione come gesto di buona volontà, ma il lavoro: contratti, formazione, accesso alle sale.

Il secondo fatto riguarda Virgilio Sieni. Il percorso di Comuniello con lui, dal debutto in Archeologia del corpo e della luce al duo del 2009, dagli assoli del 2010 e del 2013 fino alla Biennale del 2014, è la dimostrazione che un danzatore può nascere anche da adulto, e da una condizione che molti considererebbero un ostacolo insormontabile. Cinque anni separano la perdita della vista dal primo assolo: un tempo breve, per chi comincia da zero.

Il terzo riguarda lo Spazio Rossellini. Molti romani conoscono l'Istituto Cine-Tv Roberto Rossellini come scuola, pochi sanno che al suo interno c'è un polo culturale regionale con una programmazione continua di teatro, danza e musica. È una sala da segnare sulla mappa, e Cuna è un buon motivo per scoprirla.

La foto giusta da fare a Cuna di Giuseppe Comuniello allo Spazio Rossellini — 13 e 14 ottobre 2026

La foto giusta, durante Cuna, è quella che non fai. Lo spettacolo vive di buio, di luce soffusa, di silenzio rotto solo dall'arpa: il flash o anche solo lo schermo acceso di un telefono lo spezzano. E in una performance rilassata, con spettatori ciechi accompagnati e sussurri all'orecchio, la presenza di chi fotografa pesa più che altrove. Tieni il telefono in tasca e guarda.

La foto da fare è prima o dopo. All'ingresso di via della Vasca Navale 58 c'è il nome dell'istituto intitolato a Roberto Rossellini: un piccolo documento di come una scuola di cinema sia diventata anche una sala per la danza. Se la sala lo consente prima dell'inizio, la platea disegnata da Hubstract, vuota, con le sedute disposte come un paesaggio, racconta lo spettacolo meglio di qualsiasi immagine di scena.

La terza foto è sulla strada, se arrivi a piedi dalla metro prima del tramonto: la facciata della basilica di San Paolo fuori le Mura nella luce dorata di metà ottobre, con la statua dell'apostolo in primo piano nel quadriportico. Poi prosegui verso la Vasca Navale: dal più grande al più raccolto, in un quarto d'ora di cammino.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia dello Spazio Rossellini è legata al nome che porta e all'istituto che lo ospita. Gli spazi dell'attuale sala sono gli studi in cui ha girato Roberto Rossellini, il regista che nel 1945, con Roma città aperta, aprì la stagione del neorealismo. Dopo importanti lavori di ristrutturazione la Regione Lazio li ha restituiti alla città come Polo Culturale Multidisciplinare, affidandone la nuova forma e destinazione ad ATCL, il circuito regionale dello spettacolo dal vivo.

Da allora lo Spazio è diventato un luogo di residenze e di programmazione: teatro, danza, musica, incontri, laboratori, podcast, spettacoli per bambini. Ha accolto compagnie del territorio regionale in residenza produttiva e ha lanciato la call Emergenze Coreografiche per i giovani coreografi.

Per la storia di Cuna, gli avvenimenti importanti sono pochi e recenti: le residenze del 2025 fra Bergamo, Lugano, Roma e Bellinzona, con le restituzioni alle Officine Fuori Contesto; le residenze del 2026 in Ticino, a Firenze, Viterbo e in Puglia; il debutto svizzero il 6 giugno 2026 a Bellinzona e quello italiano il 18 giugno a Firenze. Alle spalle dell'autore c'è una data più lontana e decisiva, la Biennale Danza di Venezia del 2014, quando con le Danze leggermente diverse portò altre persone non vedenti a danzare.

Chi è passato da Cuna di Giuseppe Comuniello allo Spazio Rossellini — 13 e 14 ottobre 2026

Il nome più grande legato a questo luogo è quello di Roberto Rossellini: secondo la sede, gli spazi in cui oggi si danza sono gli studi in cui il regista ha girato. L'istituto che li ospita porta il suo nome e forma da decenni tecnici del cinema e della televisione, molti dei quali sono passati da quelle aule prima di arrivare sui set.

Nell'autunno 2026 passano dallo Spazio la compagnia Bartolini/Baronio con la residenza di Cantiere Forugh, il progetto Rebibbia: la Città invisibile, lo spettacolo Bandiera. Con Cuna arrivano Giuseppe Comuniello, interprete per anni della compagnia di Virgilio Sieni e ospite della Biennale Danza, e l'arpista Marilia Caso. Dietro di loro c'è una piccola squadra internazionale: Fuori Contesto da Roma, Teatro Danzabile dal Ticino, Versiliadanza dalla Toscana, lo studio Hubstract per la platea, consulenti per l'accessibilità come Elia Zeno Covolan, Camilla Guarino e Diana Anselmo.

E passano, soprattutto, gli spettatori ciechi e ipovedenti accompagnati dall'audiodescrizione sussurrata, il pubblico neurodivergente, quello Sordo. In una sala nata per l'immagine, sono loro la presenza che conta di più.

Cosa vedere prima di Cuna

Lo spettacolo è di sera, e il pomeriggio può essere speso bene nei dintorni. In pochi chilometri si passa dalla basilica paleocristiana alla città industriale.

San Paolo fuori le Mura

La basilica di San Paolo fuori le Mura, con il chiostro cosmatesco, è la visita più naturale. Si raggiunge a piedi in un quarto d'ora dalla sala.

La Centrale Montemartini e Porta San Paolo

La Centrale Montemartini è a una fermata di metro. Più a nord, a Porta San Paolo, si trovano il Museo della Via Ostiense e la Piramide Cestia.

Testaccio

Due fermate più a nord c'è Testaccio, il rione del vecchio mattatoio. Per una passeggiata completa c'è la guida a cosa vedere a Testaccio.

Domande frequenti su Cuna

Quando va in scena Cuna allo Spazio Rossellini?

Cuna di Giuseppe Comuniello va in scena allo Spazio Rossellini martedì 13 e mercoledì 14 ottobre 2026, alle 21:00. Sono due repliche dello stesso spettacolo, una performance immersiva di danza contemporanea con l'arpa dal vivo di Marilia Caso. I biglietti si acquistano dal sito ufficiale della sede.

Dove si trova lo Spazio Rossellini?

Lo Spazio Rossellini si trova in via della Vasca Navale 58, 00146 Roma, nel quartiere San Paolo, dentro l'Istituto Cine-Tv Roberto Rossellini. La fermata degli autobus Vasca Navale/Università è davanti all'ingresso; la metro B Basilica San Paolo è a circa un quarto d'ora a piedi, la stazione FL1 Villa Bonelli a pochi minuti.

Quanto costa il biglietto di Cuna?

I prezzi di Cuna sono pubblicati sul sito ufficiale dello Spazio Rossellini, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato. Per riduzioni e informazioni la sede risponde al 345 2978091, allo 06 45426996 e all'indirizzo info@spaziorossellini.it.

Cuna è accessibile alle persone cieche?

Cuna è accessibile a pubblico cieco e ipovedente, a pubblico neurodivergente e in parte a pubblico Sordo, con visita guidata tattile e audiodescrizione sussurrata dal vivo. È necessario annunciarsi in anticipo scrivendo alla compagnia Fuori Contesto, all'indirizzo info@fuoricontesto.it.

Chi è Giuseppe Comuniello?

Giuseppe Comuniello è un danzatore e coreografo cieco, nato a Viareggio. Ha perso la vista nel 2007, ha lasciato il lavoro di pasticcere e ha debuttato in danza con Virgilio Sieni. Nel 2014 ha presentato le Danze leggermente diverse alla Biennale Danza di Venezia. È socio fondatore di Al.Di.Qua Artists.

Che cosa vuol dire Cuna?

Cuna è una parola arcaica per culla, e lo spettacolo di Comuniello è costruito intorno al gesto del cullare. La danza dondola come un respiro lento, e lo spettatore è invitato in una dimensione onirica fatta di movimento, arpa, profumo e luce soffusa.

Cuna è adatto a chi non ha mai visto danza contemporanea?

Cuna è una performance rilassata, senza trama da seguire, in cui lo spettatore sceglie la propria distanza dalla scena. È un ingresso morbido alla danza contemporanea anche per chi non la frequenta. Unico limite per le famiglie è l'orario serale delle 21:00.

In chiusura

Gli spettacoli più preziosi sono quelli che cambiano il modo di guardare, non solo quello che si guarda. Cuna fa esattamente questo: parte dal buio di un uomo che ha perso la vista e lo trasforma in un luogo accogliente per tutti. Prenota presto, scrivi alla compagnia se ti servono i servizi di accessibilità, arriva in anticipo e scegli di stare vicino all'arpa. È un'ora che si ricorda.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Contact Information

Data Evento13 Ottobre 2026 21:00 — 14 Ottobre 2026
IndirizzoSpazio Rossellini, Via della Vasca Navale 58, 00146 Roma Ostiense, Roma, Roma Città

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