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Gianrico Carofiglio, Il mistero della stupidità al Teatro Olimpico — 8 febbraio 2027

Gianrico Carofiglio porta Il mistero della stupidità al Teatro Olimpico di Roma lunedì 8 febbraio 2027, alle 20.30, in piazza Gentile da Fabriano 17, nel quartiere Flaminio; il teatro indica la fine della serata intorno alle 22. Il teatro si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, da cui sono circa 500 metri a piedi. Il listino ufficiale va da 24 euro (balconata laterale con balaustra) a 38 euro (poltronissima gold), a cui si aggiunge la prevendita, da 3,60 a 5,50 euro secondo il settore; per l'acquisto online il teatro applica una commissione di 1,50 euro a biglietto. I biglietti si comprano al botteghino del teatro oppure online dal sito ufficiale del Teatro Olimpico, sul circuito di prevendita autorizzato indicato dal teatro.

Il mistero della stupidità al Teatro Olimpico: data, orario e prezzi

Il mistero della stupidità di Gianrico Carofiglio è in programma al Teatro Olimpico per una sola sera, lunedì 8 febbraio 2027, dalle 20.30 alle 22. È uno degli appuntamenti unici della stagione 2026/2027 del teatro di piazza Gentile da Fabriano.

Una sola data

Non ci sono repliche in calendario: chi vuole esserci deve scegliere quella sera. Una serata di parola di un'ora e mezza, di lunedì, è la formula tipica degli incontri d'autore che l'Olimpico alterna agli spettacoli comici e alla danza, e che richiamano un pubblico fedele.

Il listino per settore

  • Poltronissima gold: 38 euro, prevendita 5,50 euro.
  • Poltronissima laterale: 32 euro, prevendita 4,80 euro.
  • Poltrona: 30 euro, prevendita 4,50 euro.
  • Balconata: 30 euro, prevendita 4,50 euro.
  • Balconata con balaustra: 26 euro, prevendita 3,90 euro.
  • Balconata laterale: 26 euro, prevendita 3,90 euro.
  • Balconata laterale con balaustra: 24 euro, prevendita 3,60 euro.

Il teatro precisa che la prevendita è sempre richiesta al momento dell'emissione del biglietto, e che la commissione online è di 1,50 euro per biglietto.

Dove si comprano

I canali sono due: la biglietteria online collegata al sito ufficiale del Teatro Olimpico e il botteghino in piazza Gentile da Fabriano. Il teatro risponde anche per email all'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it. Per gruppi, associazioni e Cral c'è un ufficio promozione dedicato, all'indirizzo ufficiopromozione@teatroolimpico.it.

Il mistero della stupidità: una conversazione teatrale

Il mistero della stupidità è presentato dal Teatro Olimpico come una conversazione teatrale: un uomo solo in scena, senza quinte, senza l'alibi della lezione. Il tema che attraversa la serata è la stupidità intesa come forza che agisce, e che molto spesso ottiene quello che vuole.

Una forma volutamente instabile

La presentazione ufficiale insiste sulla forma: non un monologo, non una lezione, ma un pensiero che si costruisce davanti a chi ascolta, quasi in forma jazzistica, esposto alle interruzioni e agli imprevisti. Lo spettacolo alterna parti scritte e momenti di dialogo con il pubblico, seguendo il ritmo di una conversazione più che quello di una conferenza. Chi si aspetta un reading, qui trova altro.

Quale stupidità

Non la stupidità ingenua, quella che si scusa da sé, spiega il testo di presentazione. L'altra: quella che nasce dalla semplificazione deliberata, dal rifiuto della complessità, dall'uso spregiudicato del linguaggio. Non mancanza di intelligenza, ma la sua contraffazione: veloce, aggressiva, identitaria. È un'idea che chi conosce i libri di Carofiglio riconosce subito, perché attraversa quasi tutta la sua saggistica.

Il linguaggio politico

Uno dei fili della serata è l'analisi del linguaggio politico contemporaneo: frasi palesemente insensate, contraddittorie o prive di significato che si rivelano, in modo inquietante, estremamente efficaci. La presentazione cita Donald Trump come il caso più rumoroso, non il più interessante, perché il punto non è soltanto mentire: è rendere irrilevante la distinzione fra vero e falso.

Nessuna superiorità morale

Lo spettacolo prova a smontare un equivoco rassicurante: l'idea che la stupidità riguardi sempre gli altri. Al contrario, prospera ogni volta che si rinuncia alla fatica del pensiero, al dubbio, alla responsabilità delle parole. La presentazione dice che la serata non offre soluzioni consolatorie né facili superiorità morali, ma propone una forma di attenzione. È la parte che trovo più onesta: un autore che parla di stupidità senza mettersi al riparo.

I libri da cui nasce lo spettacolo

Il punto di partenza del Mistero della stupidità sono i libri di Gianrico Carofiglio, saggi e romanzi in cui il tema ritorna con insistenza. La presentazione ne indica tre: l'elogio dell'errore come antidoto al dogmatismo, la gentilezza come forma di coraggio cognitivo, la precisione delle parole come strumento di autodifesa civile.

L'elogio dell'errore

Il riferimento è a Elogio dell'ignoranza e dell'errore, pubblicato da Einaudi nel 2024. Ma il dubbio come metodo è un tema che Carofiglio frequenta da molto prima: L'arte del dubbio, uscito da Sellerio nel 2007, nasceva dall'esperienza del magistrato e dal lavoro sulla testimonianza e sull'interrogatorio.

La gentilezza e il coraggio

Della gentilezza e del coraggio. Breviario di politica e altre cose è del 2020, per Feltrinelli. È il libro in cui Carofiglio sostiene che la gentilezza non sia una questione di buoni sentimenti ma una forma di coraggio: lo spettacolo riprende l'idea parlando di coraggio cognitivo. Nel 2026 è uscito per Mondadori Accendere i fuochi. Manuale di lotta e gentilezza.

La precisione delle parole

Il terzo filone è quello più antico. La manomissione delle parole, pubblicato da Rizzoli nel 2010 a cura di Margherita Losacco, è diventato anche uno spettacolo teatrale interpretato dallo stesso autore; una nuova edizione, La nuova manomissione delle parole, è uscita da Feltrinelli nel 2021. Con parole precise. Breviario di scrittura civile è del 2015, per Laterza, e nel 2025 Feltrinelli ne ha pubblicato una nuova versione con il sottotitolo Manuale di autodifesa civile. L'espressione autodifesa civile, che la presentazione dello spettacolo usa, viene da lì.

Chi è Gianrico Carofiglio

Gianrico Carofiglio, nato a Bari il 30 maggio 1961, è scrittore, ex magistrato ed ex senatore; i suoi libri hanno venduto sei milioni di copie e sono stati tradotti in 28 lingue. È uno dei pochi autori italiani che abbiano costruito una carriera parallela nella narrativa di genere e nella saggistica civile.

La famiglia e gli studi

Il suo nome all'anagrafe è Giovanni; Gianrico è il nome con cui è conosciuto. È figlio della scrittrice Enza Buono e dell'ingegnere civile Nicola Carofiglio, e fratello dell'architetto, scrittore e illustratore Francesco Carofiglio. Ha studiato al liceo classico Quinto Orazio Flacco di Bari e si è laureato in giurisprudenza all'Università di Bari.

Il magistrato

Ha fatto parte a lungo dell'ufficio del pubblico ministero, specializzato nelle indagini sulla criminalità organizzata. Nel 2007 è stato nominato consulente della commissione parlamentare antimafia. Il suo primo libro non è un romanzo ma un manuale giuridico: La testimonianza dell'ufficiale e dell'agente di polizia giudiziaria, scritto con Alessandra Susca e pubblicato da Giuffrè, uscito in prima edizione nel 1998.

Il senatore e il docente

Dal 2008 al 2013 è stato senatore della Repubblica per il Partito Democratico, eletto in Puglia nella sedicesima legislatura. Dal 2022 è professore a contratto all'Università di Bologna, nella sede di Ravenna, titolare del seminario Lingua e scrittura giuridica di base: un incarico che dice molto del suo interesse per la precisione del linguaggio.

L'avvocato Guerrieri

L'esordio narrativo è del 2002, con Testimone inconsapevole, pubblicato da Sellerio, che ha vinto il premio del Giovedì Marisa Rusconi, il Rhegium Julii, il premio Città di Cuneo e il premio Città di Chiavari. Il libro ha creato l'avvocato barese Guido Guerrieri, protagonista di una serie che comprende Ad occhi chiusi (2003), Ragionevoli dubbi (2006), Le perfezioni provvisorie (2010, Premio Selezione Campiello), La regola dell'equilibrio (2014), La misura del tempo (2019, finalista al premio Strega 2020) e L'orizzonte della notte (2024). Ad occhi chiusi è stato indicato in Germania come miglior noir internazionale dell'anno 2007 da una giuria di librai e giornalisti.

Fenoglio e Penelope Spada

Il maresciallo dei carabinieri Pietro Fenoglio è il protagonista di un'altra serie: Una mutevole verità (2014, premio Scerbanenco), L'estate fredda (2016) e La versione di Fenoglio (2019). Con La disciplina di Penelope (2021) e Rancore (2022) Carofiglio ha creato un terzo personaggio, l'ex pubblico ministero Penelope Spada.

Gli altri romanzi

Fra i romanzi fuori serie ci sono Il passato è una terra straniera (2004, premio Bancarella 2005), da cui Daniele Vicari ha tratto nel 2008 il film omonimo con Elio Germano e Michele Riondino; Né qui né altrove. Una notte a Bari (2008); Il silenzio dell'onda (2011, finalista al premio Strega 2012); Il bordo vertiginoso delle cose (2013); Le tre del mattino (2017). Con il fratello Francesco ha firmato il graphic novel Cacciatori nelle tenebre (2007) e La casa nel bosco (2014). Le raccolte di racconti Non esiste saggezza (2010, premio Chiara) e Passeggeri notturni (2016) completano il quadro.

La televisione

Dai suoi romanzi sono tratte le serie Rai Il metodo Fenoglio, L'estate fredda, del 2023, e Guerrieri, La regola dell'equilibrio, del 2026, di cui Carofiglio è ideatore e sceneggiatore. Dal 2022 al 2024 ha condotto su Rai 3 Dilemmi. Molti dei suoi libri sono anche audiolibri letti dall'autore, e nel 2020 è uscita l'audioserie L'avvocato Guerrieri interpretata da Francesco Montanari.

Il karate

Un dettaglio che spiega più di quanto sembri: Carofiglio pratica le arti marziali dalla giovinezza ed è cintura nera sesto dan di karate. Chi lo ha visto parlare in pubblico riconosce la stessa disciplina: la frase breve, l'attacco preciso, la parata al momento giusto. Vive a Roma.

Una curiosità su Gianrico Carofiglio, Il mistero della stupidità al Teatro Olimpico — 8 febbraio 2027

Nella presentazione ufficiale dello spettacolo sul sito del Teatro Olimpico il titolo compare in due forme: Il mistero della stupidità, nel titolo e nella prima riga, e Il potere della stupidità, in un passaggio del testo. Per uno spettacolo che parla della precisione delle parole come strumento di autodifesa civile, è una svista che fa sorridere.

Non è una questione di pedanteria. Mistero e potere dicono due cose diverse, e forse la doppia dicitura racconta l'evoluzione del progetto: la stupidità come enigma da capire, oppure la stupidità come forza che vince. La presentazione, del resto, tiene insieme entrambe le idee, quando dice che la stupidità non è un difetto marginale ma una forza che agisce e molto spesso ottiene quello che vuole. Il titolo definitivo, quello del cartellone e della biglietteria, è Il mistero della stupidità.

La seconda curiosità riguarda il teatro. Carofiglio non è l'unico ospite di questo genere nella stagione: l'Olimpico alterna i comici, la danza, la musica e gli incontri con pensatori e scrittori, da Umberto Galimberti a Federico Buffa. È una sala da 1.410 posti che riempie con un solo uomo in scena e nessuna scenografia, e questo dice qualcosa del pubblico romano: esiste una platea numerosa disposta a pagare un biglietto per ascoltare un ragionamento. La terza: lo spettacolo è di lunedì, la sera in cui molti teatri romani riposano.

Il Teatro Olimpico e la sua sala

La sala del Teatro Olimpico ha 1.410 posti: 966 in platea e 444 in galleria. È una sala larga, con le poltrone disposte ad anfiteatro, nata come cinema negli anni Trenta e diventata teatro a tempo pieno nel 1981.

La platea ad anfiteatro

I 966 posti di platea sono disposti in pendenza, ad anfiteatro: chi siede nelle file posteriori vede sopra le teste di chi è davanti. Per uno spettacolo di parola, con un solo interprete in scena, è un vantaggio netto rispetto alle platee piane di molti teatri storici.

La galleria a ferro di cavallo

La galleria, che nella biglietteria corrisponde ai settori di balconata, ha un'ampia forma a ferro di cavallo con le gradinate su linee curve: 444 posti in tutto. I settori laterali guardano il palco di sbieco, quelli centrali lo hanno di fronte. Due settori portano la dicitura con balaustra: sono i posti a ridosso del parapetto, più economici.

Il palcoscenico

Il palco misura circa 10 metri di profondità per 12 di larghezza. Per una conversazione teatrale è uno spazio enorme, e la presentazione dello spettacolo lo dice chiaramente: un uomo solo in scena, senza quinte. Vedere come un oratore occupa un palcoscenico di questa misura è parte dell'interesse della serata.

L'architettura

L'edificio è in cemento armato, con largo uso di travertino nello zoccolo e nelle cornici; un restauro recente ha riportato alla luce l'aspetto originario, in stile tardo razionalista. Il teatro descrive la propria architettura come insolita, a metà fra il teatro di varietà e la sala cinematografica, e riporta un giudizio attribuito a Orson Welles, secondo cui l'Olimpico sarebbe l'unico luogo di Roma capace di ricordare l'atmosfera dei teatri di Broadway. La scheda completa è nella nostra pagina sul Teatro Olimpico.

Una cosa che non ti dice nessuno su Gianrico Carofiglio, Il mistero della stupidità al Teatro Olimpico — 8 febbraio 2027

Il Mistero della stupidità alterna parti scritte e momenti di dialogo con il pubblico: chi siede nelle prime file di platea può trovarsi dentro la conversazione. La presentazione parla di un pensiero esposto alle interruzioni e agli imprevisti, e questo cambia la scelta del posto.

In un recital tradizionale le prime file sono le più ambite. In una serata come questa sono anche le più esposte: un oratore che cerca il dialogo guarda chi ha davanti, raccoglie le reazioni, può rivolgere una domanda. Chi ama partecipare scelga la poltronissima gold. Chi preferisce ascoltare senza diventare parte dello spettacolo punti alle file centrali della platea, che grazie alla pendenza ad anfiteatro offrono comunque una vista pulita e un ascolto diretto.

La seconda cosa che non si dice: nel foyer e nei corridoi dell'Olimpico sono conservate scenografie realizzate da grandi artisti del Novecento per spettacoli andati in scena lì. Ci sono le forme dorate di Corrado Cagli per la Messa di Stravinskij del 1975, il fondale di Giacomo Manzù per l'Histoire du soldat del 1966, la scultura di Mirko per i Tre misteri di Niccolò Castiglioni del 1968. Quasi tutti ci passano davanti cercando la fila giusta. Arrivate venti minuti prima e alzate gli occhi.

Terza: la balconata con balaustra costa meno e ha una visibilità ridotta sulla parte bassa del palcoscenico. Per la danza è un difetto serio; per una conversazione con un uomo in piedi al centro della scena pesa poco. È la scelta giusta per chi vuole spendere il minimo.

Il Teatro Olimpico: da cinema degli anni Trenta a casa di tutti

Il Teatro Olimpico di piazza Gentile da Fabriano è attivo come Cine-Teatro Olimpico dal 1936 e come Teatro Olimpico dal 1981; è la sede della maggior parte degli spettacoli organizzati dall'Accademia Filarmonica Romana. Si trova sul lungotevere Flaminio, all'altezza del Ponte della Musica.

La costruzione

L'isolato di cui fa parte il teatro fu costruito nel 1935 e nel 1936 per conto della Società Generale Immobiliare. Erano gli anni in cui nascevano il quartiere Flaminio e il Foro Italico. Dalla fine degli anni Trenta agli anni Cinquanta la sala funzionò soprattutto come cinema, e negli intervalli si esibivano gli artisti dell'avanspettacolo.

L'Accademia Filarmonica e Adriana Panni

Nel dopoguerra l'Accademia Filarmonica Romana prese in affitto il teatro per la sua stagione musicale. Sotto la presidenza di Adriana Panni l'Accademia visse un periodo di grande vitalità. Fino alla fine degli anni Settanta la sala alternò musica e cinema; poi la società proprietaria e l'ente cinematografico fallirono e l'Olimpico fu messo in vendita.

Il 1980

Adriana Panni promosse una sottoscrizione e riunì molti cittadini in una società per azioni, la Teatro Olimpico spa, che nel 1980 acquistò l'immobile. Da allora il teatro è sede dei concerti della Filarmonica e, insieme, un teatro con una programmazione propria che dal 1981 si apre alla prosa, alla danza e alla comicità. Nella stagione 2009/2010, secondo le classifiche dell'Agis, risultava il secondo teatro di Roma e il settimo d'Italia per numero di spettatori.

Il consiglio che ti do per visitare Gianrico Carofiglio, Il mistero della stupidità al Teatro Olimpico — 8 febbraio 2027

Il consiglio è netto: prima della serata leggete uno dei brevi saggi di Carofiglio, meglio se Con parole precise o Della gentilezza e del coraggio. Sono libri che si leggono in un paio di sere, e chi arriva all'Olimpico con uno di quei ragionamenti in testa segue la conversazione come un interlocutore, non come uno spettatore.

Non serve per capire: lo spettacolo è pensato per chiunque. Serve per godere dei rimandi. La presentazione dice che il punto di partenza sono i libri, e un pensiero che si costruisce davanti al pubblico, quasi in forma jazzistica, funziona come il jazz: chi conosce il tema riconosce le variazioni.

Secondo consiglio, sul posto. Per una serata di parola la platea centrale è la scelta migliore: l'anfiteatro in pendenza garantisce la vista anche dalle file posteriori, e la voce arriva diretta. La poltrona di platea costa 30 euro più prevendita, quanto la balconata centrale: a parità di prezzo scegliete la platea, perché in una conversazione conta vedere il viso di chi parla.

Terzo: il lunedì sera il Flaminio è tranquillo, i locali sono meno affollati e il parcheggio, che nelle sere del fine settimana è il vero problema del quartiere, è un po' meno difficile. Resta comunque meglio arrivare con la metro e il tram. E portate un taccuino: in una serata che promette paradossi ed esempi, qualcosa da annotare si trova sempre.

Come arrivare al Teatro Olimpico

Il Teatro Olimpico si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, da cui sono circa 500 metri a piedi lungo viale del Pinturicchio. Sono le indicazioni che il teatro stesso fornisce.

Metro A e tram 2

Dalla stazione Flaminio della linea A si prende il tram 2 fino a piazza Mancini, poi si percorre a piedi viale del Pinturicchio fino a piazza Gentile da Fabriano: cinque minuti di cammino. Da Termini lo schema è identico.

Autobus

Le linee con fermata nei pressi del teatro indicate dall'Olimpico sono 220, 232, 233, 280, 301, 446, 48, 910 e 911, oltre al tram 2. Il 910 parte da Termini in direzione Mancini: si scende alla fermata Pannini, si svolta a sinistra su viale del Pinturicchio e si cammina per circa 300 metri. Al capolinea di piazza Mancini arrivano anche le linee 200, 201, 53 e la notturna n24, utile all'uscita.

Ferrovia Roma Viterbo

Chi arriva dalla Roma Nord scende a Flaminio e prende il tram 2 fino a piazza Mancini.

In auto

Dal centro si prende viale del Muro Torto verso piazzale Flaminio, via Luisa di Savoia, il lungotevere Arnaldo da Brescia e il lungotevere delle Navi fino al lungotevere Flaminio. Da nord si segue il lungotevere Maresciallo Diaz fino al Foro Italico, si attraversa il ponte Duca d'Aosta e si gira a destra fino a piazza Gentile da Fabriano. Il parcheggio nelle sere di spettacolo è difficile: meglio partire presto.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Il Teatro Olimpico non appartiene a un ente pubblico né a un grande gruppo: è di una società per azioni nata nel 1980 da una sottoscrizione di cittadini. A Roma lo sanno in molti, ma lo si ricorda poco, e merita di essere detto a chi ci entra per una serata sulla responsabilità delle parole.

Alla fine degli anni Settanta il teatro rischiava di sparire. La società proprietaria dell'immobile e l'ente cinematografico che lo gestiva erano falliti, l'edificio era in vendita. Adriana Panni, allora presidente dell'Accademia Filarmonica Romana, promosse una raccolta di capitali fra professionisti, imprenditori, intellettuali e semplici appassionati. Nacque così la Teatro Olimpico spa, a larga base azionaria, che comprò l'edificio dalla Società Generale Immobiliare e lo possiede ancora oggi. Panni ne fu la prima presidente, dal 1980 al 1994.

La conseguenza si vede nel cartellone. Un teatro privato deve reggersi con le proprie forze, e questo spiega l'apertura alla comicità di grande richiamo, alla danza internazionale, ai concerti, agli incontri con gli scrittori. Il teatro descrive se stesso come una casa di tutti. C'è una coerenza, quasi una morale, nel fatto che uno spettacolo sulla rinuncia alla fatica del pensiero vada in scena in una sala salvata da cittadini che quella fatica la fecero: si misero insieme, ragionarono, pagarono, e tennero in vita un teatro. È il contrario della scorciatoia di cui parla Carofiglio.

La foto giusta da fare a Gianrico Carofiglio, Il mistero della stupidità al Teatro Olimpico — 8 febbraio 2027

La foto giusta, per chi va all'Olimpico, si fa fuori dal teatro, sul Ponte della Musica, che si trova proprio di fronte a piazza Gentile da Fabriano. Il teatro stesso lo cita come parte del polo culturale che il Flaminio è diventato, insieme all'Auditorium e al MAXXI.

Il ponte attraversa il Tevere davanti al teatro e collega il Flaminio alla sponda del Foro Italico. In una sera di febbraio, con le luci accese e il fiume scuro sotto, offre una doppia inquadratura: da una parte la facciata razionalista del teatro, con il suo zoccolo di travertino, dall'altra la riva opposta. È la foto che racconta dove siete stati meglio di qualsiasi selfie davanti alla locandina.

La seconda è quella della facciata illuminata, con la gente in attesa sul marciapiede, scattata dal lato opposto della piazza una ventina di minuti prima dell'inizio. Dentro, durante lo spettacolo, niente foto e niente video: in una conversazione fatta di pause e di dialogo con il pubblico, il bagliore di un telefono in platea disturba chi parla e chi ascolta. Se volete un ricordo della sala, fotografate il foyer e le scenografie storiche prima di entrare, quando le luci sono ancora accese. Chi ha un libro di Carofiglio in borsa può fotografarlo con il teatro sullo sfondo: è il souvenir più coerente con la serata.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il 4 marzo 1965 Pierre Boulez diresse al Teatro Olimpico un concerto con la prima esecuzione italiana di Abramo e Isacco di Igor Stravinskij e la prima europea della sua Elegia per Kennedy. È forse la data più importante della storia musicale della sala.

Negli anni successivi l'Olimpico ospitò allestimenti in cui arte e musica si incontravano: l'Histoire du soldat di Stravinskij, dall'11 al 14 ottobre 1966, con il fondale di Giacomo Manzù; i Tre misteri di Niccolò Castiglioni, dal 2 al 4 ottobre 1968, con la scultura di Mirko; la Messa di Stravinskij, dal 29 al 31 ottobre 1975, con le forme dorate di Corrado Cagli.

Il 1980 è l'anno della svolta: nasce la Teatro Olimpico spa, che compra l'edificio. Dal 1981 la sala cambia nome e vocazione, e la danza entra stabilmente in cartellone: i Momix di Moses Pendleton debuttano all'Olimpico nell'aprile del 1982 e ne diventeranno ospiti fissi. La Lindsay Kemp Company porta Sogno di una notte di mezza estate nel febbraio del 1989. Negli anni Novanta arrivano Mikhail Baryshnikov con il White Oak Dance Project, dal 10 al 15 ottobre 1995, e il Bolshoi Ballet, dal 23 al 26 settembre 1996; nel 2004 il Béjart Ballet Lausanne.

Per il pubblico di una serata di parola vale la pena ricordare anche l'altra anima del teatro: Dario Fo, che il teatro ricorda fra i protagonisti della sua storia, e Giorgio Gaber, che il 28 gennaio 1998 vi portò Un'idiozia conquistata a fatica. Il teatro canzone di Gaber e la conversazione di Carofiglio sono generi diversi, ma condividono un'idea: un uomo solo in scena che ragiona ad alta voce con il pubblico.

Chi è passato da Gianrico Carofiglio, Il mistero della stupidità al Teatro Olimpico — 8 febbraio 2027

Sul palco del Teatro Olimpico sono passati musicisti come Arturo Benedetti Michelangeli, Jessye Norman, Zubin Mehta e Giuseppe Sinopoli, e uomini di parola come Dario Fo, Giorgio Gaber e Gigi Proietti. È difficile trovare a Roma una sala con un elenco di ospiti così eterogeneo.

Per la musica classica, legata all'Accademia Filarmonica Romana, la memoria del teatro conserva i nomi di Benedetti Michelangeli, Jessye Norman, Zubin Mehta, Giuseppe Sinopoli, Luigi Dallapiccola e Pierre Boulez. Per la canzone, i Pooh, Lucio Dalla, i Nomadi, i Marillion, Gaber. La danza ha portato qui Baryshnikov, Joaquín Cortés, Lindsay Kemp, Maurice Béjart, il Bolshoi, Antonio Gades e i Momix.

Poi la parola. Il teatro ricorda fra i protagonisti della sua storia Dario Fo e Nicola Piovani, e cita anche Marco Travaglio. Gigi Proietti vi portò A me gli occhi nel maggio del 1996. Sono passati di qui Enrico Brignano, Vincenzo Salemme, Aldo, Giovanni e Giacomo, Neri Marcorè, Lillo e Greg, Massimo Ranieri. Nella stagione 2026/2027 all'Olimpico arrivano anche Umberto Galimberti, a dicembre, e Federico Buffa con il suo racconto di Michael Jordan.

Carofiglio aggiunge a questo elenco una figura rara: un ex magistrato ed ex senatore che ha venduto milioni di libri e che sale sul palco senza personaggi da interpretare, per ragionare. In una sala che ha ospitato Fo e Gaber, la sua conversazione sulla stupidità trova una genealogia precisa.

Il Flaminio intorno al Teatro Olimpico

Il Teatro Olimpico si trova nel quartiere Flaminio, a nord di piazza del Popolo, in una zona che negli ultimi vent'anni è diventata uno dei poli culturali di Roma. Il teatro stesso cita l'Auditorium Parco della Musica, il MAXXI e il Ponte della Musica come i luoghi che hanno cambiato il volto del quartiere.

Il Ponte della Musica e il Foro Italico

Di fronte al teatro il Ponte della Musica porta sull'altra riva, dove si apre il Foro Italico, costruito negli stessi anni del teatro. Chi arriva con un'ora di anticipo può attraversare il fiume e fare una passeggiata fra le architetture sportive degli anni Trenta.

Auditorium e MAXXI

A breve distanza si trovano l'Auditorium Parco della Musica e il MAXXI. Una mostra nel pomeriggio e Carofiglio la sera sono un abbinamento sensato per chi arriva da fuori.

Ponte Milvio e piazza del Popolo

Risalendo il Tevere si arriva a Ponte Milvio, con la sua piazza piena di locali. Nella direzione opposta, lungo via Flaminia, si arriva a piazza del Popolo, accanto a piazzale Flaminio, da cui parte il tram 2.

Dove mangiare prima o dopo

Intorno al Teatro Olimpico, fra piazza Mancini, via Flaminia e piazza Gentile da Fabriano, ci sono pizzerie, trattorie e bar frequentati dal pubblico del teatro e dell'Auditorium. La zona ha un'offerta di quartiere ampia e senza pretese turistiche.

Per una serata che comincia alle 20.30 una cena veloce alle 19 è la soluzione più pratica. Lo spettacolo finisce intorno alle 22: un'ora comoda per una cena dopo teatro, che è una buona abitudine romana. Di lunedì alcuni locali sono chiusi per il riposo settimanale, quindi conviene verificare prima; Ponte Milvio, a pochi minuti di taxi, resta la soluzione più sicura per chi vuole fare tardi.

Accessibilità al Teatro Olimpico

Chi ha esigenze di mobilità ridotta e vuole assistere al Mistero della stupidità al Teatro Olimpico deve contattare il botteghino prima dell'acquisto, all'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it. È il modo più sicuro per conoscere i posti adatti e le modalità di accesso alla sala. La platea è in pendenza, ad anfiteatro, e la galleria si trova al piano superiore: sono elementi da considerare nella scelta del settore.

La stagione 2026/2027 del Teatro Olimpico

Il mistero della stupidità è uno degli appuntamenti unici della stagione 2026/2027 del Teatro Olimpico, che mescola comicità, danza, musica e incontri. Nel calendario del teatro la serata di Carofiglio arriva subito dopo Slava's Snowshow e prima di Raul Cremona con Bravissssssimo!. Fra gli altri titoli del 2027 ci sono i Momix con Botanica, Angelo Pintus, Federico Buffa e Lillo e Greg.

Domande frequenti su Carofiglio al Teatro Olimpico

Quando è Il mistero della stupidità di Carofiglio al Teatro Olimpico?

Il mistero della stupidità di Gianrico Carofiglio è al Teatro Olimpico di Roma lunedì 8 febbraio 2027, con inizio alle 20.30. Il teatro indica la fine della serata intorno alle 22. Non sono previste repliche: è una data unica della stagione 2026/2027.

Quanto costano i biglietti per Carofiglio al Teatro Olimpico?

I biglietti per Il mistero della stupidità al Teatro Olimpico costano da 24 euro, balconata laterale con balaustra, a 38 euro, poltronissima gold, più la prevendita da 3,60 a 5,50 euro. Online si aggiunge una commissione di 1,50 euro per biglietto.

Che tipo di spettacolo è Il mistero della stupidità?

Il mistero della stupidità è una conversazione teatrale: Gianrico Carofiglio è solo in scena, senza scenografia, e alterna parti scritte a momenti di dialogo con il pubblico. Il tema è la stupidità come contraffazione dell'intelligenza, con un'analisi del linguaggio politico contemporaneo.

Chi è Gianrico Carofiglio?

Gianrico Carofiglio, nato a Bari nel 1961, è scrittore, ex magistrato antimafia ed ex senatore. È l'autore dei romanzi dell'avvocato Guido Guerrieri e del maresciallo Fenoglio, e di saggi come La manomissione delle parole. I suoi libri hanno venduto sei milioni di copie in 28 lingue.

Quali libri di Carofiglio conviene leggere prima dello spettacolo?

Lo spettacolo di Carofiglio parte dai suoi saggi: Elogio dell'ignoranza e dell'errore (2024), Della gentilezza e del coraggio (2020), Con parole precise, uscito nel 2015 e ripubblicato nel 2025 come Manuale di autodifesa civile, e La manomissione delle parole (2010).

Come si arriva al Teatro Olimpico con i mezzi?

Il Teatro Olimpico, in piazza Gentile da Fabriano 17, si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino a piazza Mancini, da cui sono circa 500 metri a piedi. Da Termini c'è anche il bus 910, fermata Pannini.

Quanti posti ha il Teatro Olimpico?

Il Teatro Olimpico ha 1.410 posti: 966 in platea, disposti ad anfiteatro, e 444 in galleria, a ferro di cavallo. Nato come cinema nel 1936, è teatro dal 1981 e appartiene a una società per azioni creata nel 1980 da una sottoscrizione di cittadini.

Per chiudere, un consiglio: una serata come questa si prepara con un libro, non con un biglietto. Leggete uno dei saggi di Carofiglio, prendete un posto in platea centrale e arrivate presto per guardare le scenografie di Manzù e di Cagli nel foyer. Uscirete dall'Olimpico con qualche domanda in più, ed è esattamente quello che una conversazione sulla stupidità dovrebbe lasciare.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento8 Febbraio 2027 20:30
IndirizzoTeatro Olimpico, Piazza Gentile da Fabriano 17, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città

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