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Alla studiosa Gioventù del Disegno: i Concorsi Clementini all’Accademia di San Luca — fino al 24 ottobre 2026

La mostra «alla studiosa Gioventù del Disegno». I Concorsi Clementini di architettura. 1702-1869 è aperta fino a sabato 24 ottobre 2026 all'Accademia Nazionale di San Luca, a Palazzo Carpegna, in piazza dell'Accademia di San Luca 77, nel rione Trevi, a circa ottanta metri dalla Fontana di Trevi. Dopo la pausa estiva, dal 26 luglio al 31 agosto, la mostra ha riaperto il 1 settembre ed è visitabile dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19 e il sabato dalle 10 alle 19, con ultimo ingresso alle 18.30; domenica e lunedì è chiusa. Gli studenti universitari entrano gratis; per le altre tariffe e per le visite guidate il riferimento è il sito ufficiale dell'Accademia, e le visite guidate si prenotano scrivendo all'indirizzo di prenotazione indicato dall'Accademia. La stazione della metro più comoda è Barberini, sulla linea A, a circa 460 metri in linea d'aria; per le linee di superficie conviene consultare il calcolatore di percorso di ATAC.

Le mostre di disegno di architettura sono quelle che il pubblico evita di più e che poi ricorda più a lungo. Questa ha un argomento preciso: un concorso per giovani architetti istituito da un papa nel 1702 e andato avanti, fra alti e bassi, fino al 1869. Più di centoquaranta fogli, scelti fra i 976 disegni dei vincitori che l'Accademia conserva, raccontano come si insegnava a progettare a Roma per oltre un secolo e mezzo. Sotto trovate tutto quello che serve: cosa si vede, chi l'ha curata, la storia del concorso e del palazzo, orari, come arrivare e come organizzare il pomeriggio.

I Concorsi Clementini all'Accademia di San Luca: la mostra in breve

La mostra riunisce oltre 140 disegni realizzati per il «Concorso de' Premij», poi detto Clementino in onore di papa Clemente XI, che lo istituì nel 1702. Per l'Accademia è la prima volta che questa lunga storia viene illustrata nella varietà complessiva della sua progressione formale, dal disegno di rilievo al disegno di progetto.

Una mostra prorogata

La mostra aveva aperto in primavera e l'Accademia l'ha prorogata: dopo la chiusura estiva, dal 26 luglio al 31 agosto, è tornata visitabile dal 1 settembre e chiude definitivamente sabato 24 ottobre 2026. Chi l'aveva mancata ha dunque ancora poche settimane. Il consiglio è di non aspettare l'ultimo sabato.

Gli orari

Dal martedì al venerdì la mostra apre soltanto il pomeriggio, dalle 15 alle 19. Il sabato l'orario è pieno, dalle 10 alle 19. In entrambi i casi l'ultimo ingresso è alle 18.30. Domenica e lunedì la mostra è chiusa, e questo sorprende chi arriva a Trevi la domenica mattina insieme alla folla della fontana.

Ingresso e visite guidate

L'ingresso è gratuito per gli studenti universitari. Per le altre categorie le condizioni sono pubblicate dall'Accademia nella pagina dedicata alla visita. Le visite guidate si prenotano per posta elettronica, all'indirizzo indicato dall'Accademia: per un gruppo è la soluzione migliore, perché i disegni di architettura, senza una spiegazione, parlano soltanto agli specialisti.

Cosa si vede nella mostra dei Concorsi Clementini

Il percorso presenta più di 140 disegni di giovani architetti, vincitori del concorso dell'Accademia di San Luca fra il 1702 e il 1869, scelti fra i 976 fogli dei premiati che l'istituzione custodisce nel proprio archivio.

Rilievo e progetto

L'Accademia descrive la mostra come una storia improntata al disegno architettonico di rilievo e, soprattutto, di progetto. Nel rilievo il giovane misura e ridisegna ciò che esiste, spesso un monumento antico o un edificio illustre; nel progetto inventa ciò che non esiste ancora. Guardare le due cose affiancate è il modo migliore per capire che cosa l'Accademia considerasse una buona formazione: prima imparare a guardare, poi imparare a costruire.

Lo specchio di un'epoca

Secondo la presentazione ufficiale, questi disegni riflettono la percezione e l'interpretazione accademica della cultura architettonica italiana ed europea, con le sue contraddizioni e i suoi conformismi, e insieme con la vitalità di chi cercava strade nuove, alimentate dalla crescente circolazione delle idee. È una formula onesta: una mostra su un concorso accademico non può nascondere che le accademie premiano anche la prudenza. Il bello è proprio vedere dove la prudenza si incrina.

Centosessantasette anni di disegno

Dal 1702 al 1869 passano centosessantasette anni: il Barocco maturo, il Neoclassicismo, l'età napoleonica, la Restaurazione, fino alla vigilia di Roma capitale. In nessun altro luogo della città si può seguire, foglio dopo foglio, il modo in cui cambia il gusto architettonico in un arco di tempo così lungo, misurato sempre con lo stesso metro: il giudizio di un'accademia.

Il Concorso Clementino: che cosa era e perché conta

Il Concorso de' Premij fu istituito nel 1702 da papa Clemente XI, pontefice dal 1700 al 1721, e da lui prese il nome di Clementino; si svolse, con alterne vicende, fino al 1869.

La studiosa Gioventù del Disegno

Il titolo della mostra riprende l'espressione con cui venivano chiamati i destinatari del concorso: la «studiosa Gioventù del Disegno», cioè i giovani aspiranti architetti. L'Accademia sottolinea che provenivano da diversi contesti europei. Roma, in altre parole, non premiava soltanto i propri ragazzi: era il luogo dove un giovane architetto veniva a misurarsi, a studiare l'antico e i maestri moderni, e a farsi giudicare.

Un premio del papa

Che il concorso porti il nome di un papa dice molto sulla Roma del Settecento. L'arte e l'architettura erano una questione di Stato, e premiare i giovani era un modo per garantire alla città architetti all'altezza delle sue ambizioni. Il giudizio lo dava l'Accademia di San Luca, cioè gli artisti stessi: una forma di autogoverno del mestiere che a Roma aveva radici antiche.

Perché fermarsi nel 1869

Il concorso si chiude nel 1869, un anno prima della presa di Roma. La coincidenza non ha bisogno di commenti: con la fine dello Stato pontificio cambia il sistema che aveva sostenuto il premio per quasi due secoli. Nel 1872 l'Accademia diventerà Reale, e nel 1948 Nazionale.

Il sito dei Concorsi Clementini: tutti i 976 disegni online

In occasione della mostra l'Accademia ha realizzato un sito dedicato, concorsiclementiniarchitettura.org, online dal 6 maggio 2026, che rende accessibili le riproduzioni digitali di tutti i disegni dei Concorsi Clementini di architettura.

Ordinati per edizione

I disegni sul sito sono organizzati per edizione del concorso e accompagnati da approfondimenti storici e biografici sui protagonisti. È uno strumento prezioso per chi vuole prepararsi prima della visita o proseguire dopo: la mostra ne espone una selezione, il sito li raccoglie tutti.

Come usarlo

Conviene aprirlo la sera prima, scegliere due o tre edizioni e guardare i progetti vincitori, poi cercarli in sala. Davanti all'originale si nota ciò che lo schermo nasconde: la grana della carta, l'acquerello, le correzioni, la mano. È la differenza fra leggere uno spartito e sentire il concerto.

I curatori della mostra sui Concorsi Clementini

La mostra è a cura di Laura Bertolaccini, Francesco Cellini, Tommaso Manfredi e Angelo Torricelli: quattro curatori per un archivio che copre quasi due secoli.

Una curatela di architetti e storici

Francesco Cellini è anche presidente dell'Accademia Nazionale di San Luca, e in questo autunno firma pure, con Gaetano Di Gesu, il ciclo Come aperto dal Cielo dedicato all'architettura cinese contemporanea. Che il presidente di un'accademia di artisti curi una mostra sul concorso che quell'accademia bandiva da tre secoli prima è un segno di continuità che l'istituzione rivendica volentieri.

L'ufficio stampa

L'Accademia indica come ufficio stampa della mostra Maria Bonmassar. Per le richieste di immagini e materiali a uso giornalistico il contatto è quello pubblicato nella pagina ufficiale della mostra.

L'Accademia Nazionale di San Luca: quattro secoli di artisti

L'Accademia Nazionale di San Luca è l'associazione degli artisti di Roma fondata di fatto nel 1593 con Federico Zuccari come primo Principe, erede di una corporazione più antica, l'Università dei pittori, i cui statuti furono rinnovati da Sisto IV nel 1478.

Dalla corporazione all'Accademia

Il passaggio dall'Università dei pittori a un'accademia vera e propria fu promosso dal pittore Girolamo Muziano e sancito da Gregorio XIII nel 1577; ci vollero però alcuni anni perché si concretizzasse, fino alla fondazione del 1593. L'obiettivo era elevare il lavoro degli artisti sopra il livello dell'artigianato.

Lo stemma delle tre arti

Dal 1705, tre anni dopo l'istituzione del Concorso Clementino, l'Accademia usa uno stemma formato da un triangolo di tre strumenti: il pennello per la pittura, lo scalpello per la scultura, il compasso per l'architettura, con il motto aequa potestas, pari dignità. Per una mostra sull'architettura è l'emblema giusto: il compasso vale quanto il pennello.

I Principi

Fra i Principi dell'Accademia figurano Gian Lorenzo Bernini, Domenichino, Pietro da Cortona, Alessandro Algardi e Carlo Maratta; Antonio Canova lo fu con il titolo di Principe perpetuo dal 1814, e Nicolas Poussin, eletto nel 1657, rifiutò la carica. Bertel Thorvaldsen ne fu presidente fra il 1827 e il 1828. I giovani del Concorso Clementino venivano giudicati da un'istituzione di questo peso.

Un'accademia che dona

Per statuto ogni accademico dona una propria opera all'istituzione. Da questa regola nasce la collezione conservata nella galleria del palazzo, con opere fra gli altri di Raffaello, Rubens, Guercino, Van Dyck, Piazzetta, Pannini e l'Autoritratto alla spinetta di Lavinia Fontana del 1577.

Palazzo Carpegna e Borromini: la sede della mostra

Palazzo Carpegna, sede dell'Accademia dal 1934, fu costruito fra la fine del Cinquecento e la prima metà del Seicento da un allievo di Giacomo Della Porta e deve la sua fama agli interventi di Francesco Borromini, che vi lavorò fra il 1643 e il 1650.

Dai Vaini ai Carpegna

L'edificio apparteneva in origine alla famiglia Vaini di Imola. Intorno al 1630 lo comprò il conte Ambrogio Carpegna, che chiamò Borromini per ampliarlo; morto il conte nel 1643, il fratello, il cardinale Ulderico Carpegna, proseguì i lavori in forma ridotta. I disegni di Borromini per il palazzo sono conservati all'Albertina di Vienna.

La Medusa e la rampa

A Borromini si devono il porticato, il cortile e il portale interno, con il volto di Medusa fra due ali e una conchiglia e due cornucopie a spirale che scendono sui capitelli. Il fregio è stato restaurato dall'Istituto Centrale per il Restauro fra il settembre 2014 e il marzo 2015. Dallo stesso portale si accede alla rampa elicoidale che sale fino alle sale del terzo piano.

Dal palazzo d'affitto alla sede accademica

Fra il 1732 e il 1736 Francesco Ferrari completò la fabbrica per Emilio Orsini de' Cavalieri Sannesi, erede dei Carpegna. Poi il palazzo divenne un edificio d'affitto; l'ultima famiglia a viverci fu quella dei Pianciani. Nel 1933 Gustavo Giovannoni e Arnaldo Foschini lo adattarono a sede dell'Accademia, inaugurata il 24 aprile 1934. Oggi il piano terra ospita le mostre, la galleria è al terzo piano.

Una curiosità su Alla studiosa Gioventù del Disegno: i Concorsi Clementini all'Accademia di San Luca — fino al 24 ottobre 2026

La curiosità più istruttiva riguarda le date. Il Concorso Clementino nasce nel 1702; lo stemma dell'Accademia con il compasso accanto al pennello e allo scalpello arriva nel 1705. Nel giro di tre anni l'istituzione fissa in un premio e in un emblema la stessa idea: l'architettura siede al tavolo delle arti con pari dignità, aequa potestas, e va insegnata ai giovani come si insegnano la pittura e la scultura.

La seconda curiosità è nel titolo. «Studiosa Gioventù del Disegno» non indica i giovani architetti per quello che costruiscono, ma per quello che disegnano. Nel Settecento romano l'architetto si formava prima di tutto al tavolo, con il compasso e la penna, e il concorso premiava un disegno, non un edificio. Molti di quei progetti non furono mai costruiti; sopravvivono soltanto sulla carta, e proprio per questo sono documenti così puri del gusto di un'epoca.

La terza riguarda il numero. L'Accademia conserva 976 disegni dei vincitori: un archivio di questa ampiezza, per un solo concorso, è raro. In mostra ne arriva poco più di un settimo. Per vederli tutti c'è il sito dedicato, online dal 6 maggio 2026, che li riproduce ordinati per edizione. La mostra è la porta, l'archivio digitale la biblioteca.

Una cosa che non ti dice nessuno su Alla studiosa Gioventù del Disegno: i Concorsi Clementini all'Accademia di San Luca — fino al 24 ottobre 2026

Quello che quasi nessuno dice è che questa mostra ha orari diversi da quelli di altre iniziative ospitate nello stesso palazzo. Dal 2 al 24 ottobre, nella Sala Bianca di Palazzo Carpegna, è aperta anche la mostra di Xu Tiantian del ciclo Come aperto dal Cielo, dal martedì al sabato dalle 15.30 alle 20. La mostra sui Concorsi Clementini chiude invece alle 19, con ultimo ingresso alle 18.30, e il sabato apre già alle 10. Chi vuole vederle entrambe deve arrivare entro le 18.30: l'ordine giusto è prima il Settecento, poi la Cina contemporanea.

La seconda cosa riguarda la mattina. Dal martedì al venerdì le porte si aprono solo alle 15. L'unica mattina utile è il sabato, dalle 10, ed è anche l'unico momento in cui la luce del giorno entra nel palazzo per più di qualche ora. Per i disegni esposti non cambia nulla, ma per il cortile e il portale di Borromini sì.

La terza: la mostra è gratuita per gli studenti universitari. Per chi studia architettura, storia dell'arte o ingegneria a Roma è un'occasione che non capita spesso, e vale una mezza giornata di assenza dalle lezioni. Portate il libretto o il tesserino, e chiedete all'ingresso se c'è una visita guidata in programma.

Il consiglio che ti do per visitare Alla studiosa Gioventù del Disegno: i Concorsi Clementini all'Accademia di San Luca — fino al 24 ottobre 2026

Il momento migliore è un sabato mattina. Si arriva alle 10, all'apertura, quando Trevi è ancora vivibile, e si dedica un'ora abbondante ai disegni. Non cercate di vedere tutto con la stessa attenzione: scegliete tre fogli, uno dei primi decenni del Settecento, uno della fine del secolo e uno dell'Ottocento, e confrontateli. Guardate come cambiano le colonne, le cupole, il modo di disporre le piante, perfino il colore dell'acquerello. In pochi minuti vi passa davanti il passaggio dal Barocco al Neoclassico meglio che in qualsiasi manuale.

All'uscita, fermatevi nel cortile davanti al portale di Borromini, se l'accesso è consentito: la Medusa e le cornucopie sono esattamente il tipo di invenzione che i giovani del Concorso Clementino studiavano, e che poi le generazioni successive avrebbero giudicato eccessiva. Poi proseguite verso il Quirinale e Sant'Andrea di Bernini: Borromini e Bernini nella stessa mattina, con in mezzo gli allievi che cercavano di imitarli.

Se invece potete solo il pomeriggio, arrivate alle 15, vedete i Concorsi Clementini e poi la mostra di Xu Tiantian, che apre alle 15.30. Due mostre di architettura a pochi passi l'una dall'altra, tre secoli di distanza. Uscite verso la Fontana di Trevi quando la luce si abbassa.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che Borromini ha lasciato a Roma chiese come San Carlo alle Quattro Fontane e Sant'Ivo alla Sapienza. Meno spesso si ricorda che a pochi metri dalla Fontana di Trevi c'è un suo intervento civile: il portale di Palazzo Carpegna, il porticato, il cortile, la rampa elicoidale, realizzati fra il 1643 e il 1650 per il cardinale Ulderico Carpegna, con cui l'architetto era in amicizia. Ed è ancora meno noto che proprio in questo palazzo si conservano i disegni degli allievi che, nei decenni successivi, avrebbero studiato quella stessa architettura per vincere un premio.

Un secondo fatto risaputo e poco citato riguarda la sede. L'Accademia non è sempre stata qui. La sede storica era in via Bonella, accanto alla chiesa dei Santi Luca e Martina, al Foro Romano, e fu demolita per aprire via dell'Impero, oggi via dei Fori Imperiali. Il trasferimento a Palazzo Carpegna, con l'inaugurazione del 24 aprile 1934, è quindi una conseguenza degli sventramenti degli anni Trenta. I disegni del Concorso Clementino hanno cambiato casa insieme all'istituzione: nati in una sede che non esiste più, sono esposti oggi in un palazzo di Borromini. Poche collezioni romane hanno una storia di trasloco così carica di significato.

La foto giusta da fare a Alla studiosa Gioventù del Disegno: i Concorsi Clementini all'Accademia di San Luca — fino al 24 ottobre 2026

Dentro la mostra, prima di fotografare, chiedete al personale se è consentito: i disegni sono fragili e le regole possono cambiare da una sala all'altra. Se lo è, evitate l'inquadratura generale della sala, che non restituisce nulla, e cercate un dettaglio: il particolare di una facciata acquerellata, una pianta con le quote, la firma del giovane autore in un angolo del foglio. Niente flash, mai, su carta antica.

La foto che consiglio davvero è fuori dalla sala: il portale di Borromini nel cortile, se l'accesso è aperto. Inquadrate dal centro del porticato, leggermente dal basso, per tenere nella stessa immagine la Medusa, le ali, la conchiglia e le due cornucopie che scendono verso le colonne. Chi ha appena visto i disegni del Settecento riconoscerà nel portale lo stesso vocabolario che quei giovani cercavano di padroneggiare, ma libero da ogni prudenza accademica.

La terza foto è la piazza dell'Accademia, con la facciata del palazzo. I turisti la attraversano senza guardarla, diretti alla fontana. È un'immagine insolita del rione Trevi, e la luce del sabato mattina, radente, è la migliore.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

1478: papa Sisto IV rinnova gli statuti dell'Università dei pittori, la corporazione da cui nascerà l'Accademia; fra i firmatari c'è Melozzo da Forlì.

1577: Gregorio XIII sancisce la nascita di un'accademia delle arti, su iniziativa del pittore Girolamo Muziano. 1593: la fondazione effettiva, con Federico Zuccari primo Principe.

Intorno al 1630: il conte Ambrogio Carpegna compra il palazzo dei Vaini, a due passi da Trevi. 1643-1650: Borromini lavora al palazzo per il cardinale Ulderico Carpegna.

1702: Clemente XI istituisce il Concorso de' Premij, che da lui prenderà il nome di Clementino. 1705: l'Accademia adotta lo stemma con pennello, scalpello e compasso e il motto aequa potestas.

1732-1736: Francesco Ferrari completa il palazzo per Emilio Orsini de' Cavalieri Sannesi. 1814: Canova diventa Principe perpetuo dell'Accademia. 1827-1828: Thorvaldsen ne è presidente.

1869: si chiude la lunga vicenda del Concorso Clementino. 1872: l'Accademia diventa Reale.

1933-1934: Giovannoni e Foschini adattano Palazzo Carpegna; il 24 aprile 1934 l'Accademia inaugura la nuova sede. 1948: diventa Accademia Nazionale. 2014-2015: l'Istituto Centrale per il Restauro restaura il fregio borrominiano. 2026: i disegni del Concorso Clementino vengono esposti e pubblicati integralmente online.

Chi è passato da Alla studiosa Gioventù del Disegno: i Concorsi Clementini all'Accademia di San Luca — fino al 24 ottobre 2026

Da Palazzo Carpegna è passato anzitutto Francesco Borromini, che vi lavorò per sette anni, fra il 1643 e il 1650. Prima di lui i Vaini di Imola, poi il conte Ambrogio e il cardinale Ulderico Carpegna, quindi gli eredi Orsini de' Cavalieri Sannesi, per i quali Francesco Ferrari completò la fabbrica. L'ultima famiglia che vi abitò fu quella dei Pianciani. Nel 1933 arrivarono Gustavo Giovannoni e Arnaldo Foschini, due nomi centrali dell'architettura romana del Novecento.

Dal 1934 il palazzo custodisce la memoria dell'Accademia e quindi, in un certo senso, di tutti i suoi Principi e Presidenti: Federico Zuccari, Bernini, Domenichino, Pietro da Cortona, Algardi, Carlo Maratta, Canova, Thorvaldsen. Nella galleria del terzo piano si conservano opere di Raffaello, Rubens, Guercino, Van Dyck, Piazzetta, Pannini e Lavinia Fontana.

E poi ci sono loro, i giovani della «studiosa Gioventù del Disegno». Per oltre centosessant'anni, da diverse parti d'Europa, hanno inviato o portato qui i loro fogli sperando nel premio. I loro nomi, edizione per edizione, sono ricostruiti nel sito dedicato che accompagna la mostra. È la categoria di visitatori più numerosa e più dimenticata del palazzo, e questa mostra le restituisce finalmente un volto.

Orari e ingresso della mostra all'Accademia di San Luca

La mostra sui Concorsi Clementini è aperta dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19 e il sabato dalle 10 alle 19, con ultimo ingresso alle 18.30, fino a sabato 24 ottobre 2026; è chiusa la domenica e il lunedì.

Quanto tempo serve

Per una visita attenta servono da un'ora a un'ora e mezza. Chi ha fretta può farcela in quaranta minuti, scegliendo pochi fogli. Aggiungete dieci minuti per il cortile e il portale di Borromini, se l'accesso è consentito.

Le ultime settimane

Le giornate utili, da oggi alla chiusura, sono una ventina. I sabati rimasti sono quattro: 3, 10, 17 e 24 ottobre, l'ultimo coincidente con la chiusura. Nell'ultima settimana conviene aspettarsi più pubblico del solito, come accade a ogni mostra in scadenza.

Dove si prende il biglietto

Le informazioni sull'ingresso sono pubblicate sul sito ufficiale dell'Accademia Nazionale di San Luca, nella pagina della mostra e nella sezione dedicata alla visita. Gli studenti universitari entrano gratis.

Come arrivare all'Accademia di San Luca

L'Accademia Nazionale di San Luca si trova in piazza dell'Accademia di San Luca 77, nel rione Trevi, a circa ottanta metri dalla Fontana di Trevi; la metro più comoda è Barberini, sulla linea A.

In metropolitana

Da piazza Barberini l'Accademia dista circa 460 metri in linea d'aria. Si scende lungo via del Tritone, si piega verso la Fontana di Trevi e si raggiunge la piccola piazza dell'Accademia, alle spalle della fontana. A passo tranquillo sono pochi minuti.

Con i mezzi di superficie

Le linee di autobus che attraversano il centro cambiano spesso percorso per lavori e deviazioni: il modo più affidabile per trovare la combinazione giusta dal punto di partenza è il calcolatore di percorso di ATAC, l'azienda del trasporto pubblico romano.

A piedi dal centro

Dal Quirinale sono circa 230 metri in linea d'aria, da piazza di Spagna circa 460, dal Pantheon circa 660. L'Accademia si inserisce facilmente in una passeggiata nel centro, ed è così che conviene arrivarci. L'area è dentro la zona a traffico limitato: l'auto privata è una pessima idea.

Intorno all'Accademia di San Luca: cosa vedere dopo la mostra

Nel raggio di cinque minuti a piedi dall'Accademia si trovano la Fontana di Trevi, il Palazzo del Quirinale, le Scuderie del Quirinale, la Galleria Sciarra e la Galleria Alberto Sordi.

La Fontana di Trevi

La Fontana di Trevi è a circa ottanta metri. Nel pomeriggio è al massimo dell'affollamento: il consiglio è vedere prima la mostra e passare dalla fontana all'uscita, verso sera, quando la luce artificiale cambia la pietra.

Il Quirinale, le Scuderie e i due rivali

Salendo per circa 230 metri si arriva al Palazzo del Quirinale, con la piazza e la vista sui tetti. Di fronte, le Scuderie del Quirinale ospitano le grandi mostre. Poco oltre, Sant'Andrea al Quirinale di Bernini: con il portale di Palazzo Carpegna si completa il confronto fra i due grandi del Barocco. Per un itinerario completo c'è la scheda su Borromini a Roma.

Le gallerie coperte

La Galleria Sciarra e la Galleria Alberto Sordi sono a circa 240 metri: due modi diversi di coprire uno spazio con vetro e ferro fra Ottocento e Novecento. Per chi esce da una mostra di architettura è un'appendice sul tema.

L'altra mostra nel palazzo

Fino al 24 ottobre, nella Sala Bianca, c'è anche la mostra di Xu Tiantian per il ciclo Come aperto dal Cielo, a ingresso gratuito. Le due mostre chiudono lo stesso giorno.

Dove mangiare vicino all'Accademia di San Luca

La zona di Trevi è piena di locali, molti pensati per il turismo di passaggio, con prezzi alti e qualità incostante. Il consiglio è allontanarsi di qualche strada, verso le vie sotto il Quirinale o verso il Pantheon, dove l'offerta è più ampia e più varia.

Il sabato a pranzo

Chi visita la mostra il sabato mattina esce all'ora di pranzo, quando i locali intorno alla fontana sono presi d'assalto. Salite verso il Quirinale o scendete verso via del Corso e piazza di Pietra: bastano cinque minuti per cambiare atmosfera.

Il pomeriggio e l'aperitivo

Nei giorni feriali la mostra chiude alle 19: il ritmo naturale è la visita nel tardo pomeriggio, poi un aperitivo nelle vie vicine e la cena verso il Pantheon.

Accessibilità, bambini e informazioni pratiche

La mostra è allestita al piano terra di Palazzo Carpegna, dove l'Accademia tiene di solito le esposizioni. Per informazioni puntuali sull'accessibilità per persone con disabilità motoria conviene contattare l'Accademia attraverso i recapiti del sito ufficiale prima della visita.

La rampa di Borromini

La rampa elicoidale di Borromini è un elemento storico e non va considerata un percorso accessibile. È da guardare, non da usare come alternativa a un ascensore.

Con i ragazzi

Una mostra di disegni di architettura può interessare i ragazzi che studiano arte, geometria o disegno tecnico, soprattutto se si spiega loro che gli autori erano giovani poco più grandi di loro, in gara per un premio. Con i bambini piccoli è una visita difficile: meglio abbinarla a una sosta alla fontana e al Quirinale.

Con un gruppo

Per i gruppi la visita guidata è la scelta giusta, da prenotare per posta elettronica all'indirizzo indicato dall'Accademia. I disegni di architettura, spiegati, diventano racconto; senza spiegazione restano fogli.

Roma in ottobre: il periodo della mostra

Ottobre è uno dei mesi migliori per visitare Roma: le giornate sono ancora lunghe all'inizio del mese e il caldo dell'estate è finito. Per una mostra che apre il pomeriggio nei giorni feriali, la luce del tardo pomeriggio d'autunno è un vantaggio per la passeggiata dopo la visita.

L'ultima settimana

Sabato 24 ottobre è l'ultimo giorno: la mostra apre alle 10 e chiude alle 19. Chi vuole evitare la ressa delle ultime ore scelga un pomeriggio della settimana precedente.

Un autunno di architettura

Nello stesso mese, a Palazzo Carpegna, prende il via il ciclo sull'architettura cinese contemporanea. Per chi ama l'architettura, ottobre 2026 all'Accademia di San Luca offre due mostre, una lectio e un palazzo di Borromini: un programma raro, e quasi tutto a pochi metri dalla fontana più fotografata del mondo.

Domande frequenti sui Concorsi Clementini all'Accademia di San Luca

Fino a quando è aperta la mostra sui Concorsi Clementini?

La mostra «alla studiosa Gioventù del Disegno» sui Concorsi Clementini all'Accademia Nazionale di San Luca è aperta fino a sabato 24 ottobre 2026. Dopo la pausa estiva dal 26 luglio al 31 agosto, ha riaperto il 1 settembre; l'Accademia l'ha prorogata rispetto al calendario iniziale.

Quali sono gli orari della mostra all'Accademia di San Luca?

La mostra sui Concorsi Clementini all'Accademia di San Luca è aperta dal martedì al venerdì dalle 15 alle 19 e il sabato dalle 10 alle 19, con ultimo ingresso alle 18.30. È chiusa la domenica e il lunedì: chi arriva a Trevi la domenica trova le porte chiuse.

Quanto costa l'ingresso alla mostra sui Concorsi Clementini?

L'Accademia Nazionale di San Luca indica l'ingresso gratuito per gli studenti universitari. Per le altre categorie le condizioni di ingresso sono pubblicate sul sito ufficiale dell'Accademia, nella pagina della mostra e nella sezione dedicata alla visita, che vanno consultate prima di partire.

Quanti disegni ci sono in mostra?

La mostra sui Concorsi Clementini espone oltre 140 disegni, scelti fra i 976 disegni dei vincitori che l'Accademia Nazionale di San Luca conserva. Tutti i 976 disegni sono riprodotti nel sito dedicato concorsiclementiniarchitettura.org, ordinati per edizione, con approfondimenti storici e biografici.

Che cos'era il Concorso Clementino?

Il Concorso Clementino era il concorso dell'Accademia di San Luca per giovani architetti, istituito nel 1702 da papa Clemente XI con il nome di Concorso de' Premij. Si rivolgeva alla «studiosa Gioventù del Disegno», giovani di diversi contesti europei, e si svolse con alterne vicende fino al 1869.

Chi ha curato la mostra sui Concorsi Clementini?

La mostra all'Accademia Nazionale di San Luca è a cura di Laura Bertolaccini, Francesco Cellini, Tommaso Manfredi e Angelo Torricelli. Francesco Cellini è anche presidente dell'Accademia e in questo autunno cura il ciclo Come aperto dal Cielo sull'architettura cinese.

Come si arriva all'Accademia di San Luca con i mezzi?

L'Accademia Nazionale di San Luca si trova in piazza dell'Accademia di San Luca 77, vicino alla Fontana di Trevi. La metro più comoda è Barberini, linea A, a circa 460 metri in linea d'aria; per gli autobus conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC.

Si possono prenotare visite guidate?

Sì, l'Accademia Nazionale di San Luca organizza visite guidate alla mostra sui Concorsi Clementini. Orari e modalità sono indicati nella pagina della visita sul sito ufficiale, e la prenotazione si fa per posta elettronica all'indirizzo indicato dall'Accademia.

Il consiglio finale sui Concorsi Clementini

Senza giri di parole: le mostre di disegno sono quelle che insegnano di più a guardare la città. Dopo un'ora davanti ai fogli del Concorso Clementino, uscendo su piazza di Trevi, le facciate romane smettono di essere uno sfondo e tornano a essere progetti, fatti di scelte, misure, correzioni. Andateci entro il 24 ottobre, meglio un sabato mattina, e poi camminate verso il Quirinale con occhi nuovi.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Contact Information

Data Evento1 Settembre 2026 — 24 Ottobre 2026
IndirizzoAccademia Nazionale di San Luca, Piazza dell'Accademia di San Luca 77, 00187 Roma Centro storico, Roma, Roma Città
CategorieEventiMostre

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