Alberto Biasi alla Tornabuoni Arte di Roma — dal 16 settembre al 21 novembre 2026
La mostra personale di Alberto Biasi a Tornabuoni Arte Roma è aperta dal 16 settembre al 21 novembre 2026 nella sede romana della galleria, in via Bocca di Leone 88, nel rione Campo Marzio, a pochi minuti a piedi da piazza di Spagna. Il portale turistico di Roma Capitale indica l'apertura dal martedì al sabato, dalle 10. Con i mezzi pubblici la soluzione più comoda è la metro A fino alla fermata Spagna, poi a piedi; per il percorso dal proprio punto di partenza conviene usare il calcolatore ATAC. Il costo d'ingresso non è indicato nelle fonti ufficiali: per condizioni di visita e informazioni ci si rivolge direttamente alla galleria, tramite i contatti pubblicati sul suo sito. In mostra oltre venti opere che attraversano più di sessant'anni di ricerca, con materiali d'archivio sul rapporto fra l'artista e Roma e un cahier con un'intervista inedita.

Alberto Biasi a Tornabuoni Arte Roma in breve
Tornabuoni Arte Roma inaugura la stagione espositiva 2026-2027 con Alberto Biasi, nato a Padova nel 1937, fra i protagonisti dell'Arte Programmata e dell'arte ottico-cinetica internazionale. È una mostra piccola nelle dimensioni e grande nel peso storico.
Date e orari
La mostra si è inaugurata mercoledì 16 settembre 2026 e resta visitabile fino a sabato 21 novembre 2026. Secondo il portale turistico di Roma Capitale la galleria è aperta ogni martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e sabato dalle 10. Domenica e lunedì la galleria non figura tra i giorni di apertura indicati.
Che cosa aspettarsi
Oltre venti opere, dalle ricerche storiche degli anni Sessanta agli ambienti degli anni Settanta fino ai lavori recenti, e una selezione di inviti, cataloghi, fotografie e documenti che ricostruiscono il rapporto di Biasi con Roma. La visita richiede meno di un'ora, ma chiede attenzione: queste opere cambiano a seconda di dove ci si mette.
Il cahier
La mostra è accompagnata da un cahier con un'intervista inedita ad Alberto Biasi, realizzata per l'occasione. Per un artista che ha quasi novant'anni e continua a lavorare, è un documento che vale la pena chiedere in galleria.
Che cosa si vede nella mostra di Alberto Biasi
Il percorso di Tornabuoni Arte Roma attraversa oltre sessant'anni di ricerca e mette in luce, nelle parole della galleria, la straordinaria coerenza e vitalità di un'indagine sul movimento, sulla percezione e sull'interazione tra opera e spettatore.
Le Trame
Il punto di partenza sono le Trame, realizzate fra il 1959 e il 1960: oggetti reticolari e permeabili, fatti di carte forate sovrapposte. Guardate da vicino sono griglie; guardate spostandosi, diventano superfici che vibrano. Sono le opere con cui un ventenne studente di architettura a Padova comincia a mettere in discussione la fissità dell'immagine.
I Rilievi ottico-dinamici
Alle Trame Biasi affianca presto i Rilievi ottico-dinamici, in cui strutture lamellari sono sovrapposte a tavole dai colori contrastanti. È qui che l'effetto ottico diventa pieno: il quadro cambia aspetto a seconda dell'angolo di osservazione, e chi guarda ha l'impressione che la superficie si muova.
Le Torsioni
Allo stesso periodo risalgono le prime Torsioni, costruite su forme geometriche classiche, quadrato, cerchio, triangolo e rettangolo, con lamelle in pvc su tavola. Anche in questo caso l'opera si completa con lo spostamento dello spettatore: è lui a mettere in moto l'immagine.
Light Prisms e Ambienti
Nel 1962 Biasi progetta i Light Prisms, che nel 1969 diventano ambienti a scala architettonica. La mostra romana dedica spazio agli Ambienti degli anni Settanta, cioè a quella fase in cui l'opera non è più un oggetto appeso ma uno spazio in cui si entra. Nella foto di allestimento diffusa dalla galleria si vede un cubo forato illuminato dall'interno, che proietta sul pavimento e sulle pareti un reticolo di luce.
Politipi e Assemblaggi
Concluso il Gruppo N, Biasi prosegue da solo e alla fine degli anni Sessanta elabora i primi Politipi. Alla fine degli anni Novanta arrivano gli Assemblaggi. La galleria li cita fra i cicli più significativi, insieme a Trame, Rilievi, Torsioni e Light Prisms: in mostra c'è quindi l'intera traiettoria.
L'archivio romano
Accanto alle opere, inviti, cataloghi, fotografie e documenti ricostruiscono il rapporto dell'artista con Roma e con alcuni protagonisti dell'arte italiana del secondo Novecento. È la parte della mostra che un visitatore romano dovrebbe leggere con più attenzione, perché racconta una storia della città poco conosciuta.
Arte programmata e arte cinetica: le parole per capire Biasi
Arte programmata e arte ottico-cinetica sono le due etichette a cui il nome di Alberto Biasi è legato, e conviene averle chiare prima di entrare in galleria. Non sono sinonimi, ma nella storia di Biasi si sovrappongono.
Programmata
L'espressione nasce con la mostra Arte programmata del 1962, promossa da Olivetti con Bruno Munari e Giorgio Soavi. Indica un'opera che si sviluppa a partire da un metodo, da una struttura progettata, più che dal gesto espressivo dell'artista. Il Gruppo N, nato a Padova fra studenti di architettura, portava in questa ricerca l'abitudine al progetto: la griglia, il modulo, la ripetizione.
Ottico-cinetica
Arte cinetica è quella in cui il movimento è parte dell'opera. Nel caso di Biasi il movimento è quasi sempre ottico: le superfici non si muovono davvero, ma cambiano aspetto a seconda dell'angolo di osservazione, dando la sensazione illusoria del movimento. Lamelle, carte forate, strutture sovrapposte e colori contrastanti sono gli strumenti di questa illusione.
Lo spettatore al centro
Il punto comune, che la mostra di Tornabuoni mette in primo piano, è il coinvolgimento attivo di chi guarda. La galleria parla di una ricerca che mette in discussione la fissità dell'immagine e chiede allo spettatore di partecipare alla costruzione dell'esperienza visiva. Detto in modo semplice: senza qualcuno che si muove davanti all'opera, l'opera è incompleta. È un'idea che anticipa molti temi dell'arte contemporanea, dall'installazione all'arte interattiva, e che rende Biasi sorprendentemente attuale.
Alberto Biasi e Roma: una storia che comincia nel 1960
La mostra rinnova un legame fra Biasi e Roma che, secondo la galleria, risale agli esordi della sua carriera. I passaggi sono documentati e precisi, e danno alla mostra un senso che va oltre la retrospettiva.
La Galleria Trastevere e Piero Manzoni
Nel 1960 Biasi partecipa alla mostra Sculture tascabili, componibili, trasportabili, istantanee, organizzata da Piero Manzoni alla Galleria Trastevere diretta da Topazia Alliata. È una delle prime occasioni di confronto, nella capitale, fra le nuove ricerche sperimentali italiane.
Arte Programmata in via del Tritone
Due anni dopo il Gruppo N, di cui Biasi è cofondatore, è protagonista della storica mostra Arte Programmata promossa da Bruno Munari e Giorgio Soavi per Olivetti. È una mostra itinerante, allestita nei negozi Olivetti, che fa tappa anche nella sede romana di via del Tritone, nel centro della città.
L'Obelisco, il Palazzo delle Esposizioni, la Quadriennale
Negli anni successivi Biasi espone alla Galleria L'Obelisco di Irene Brin e Gaspero del Corso, partecipa a Vitalità del negativo curata da Achille Bonito Oliva al Palazzo delle Esposizioni, prende parte a tre edizioni della Quadriennale di Roma. Le sue opere entrano nelle collezioni della Galleria Nazionale d'Arte Moderna, allora diretta da Palma Bucarelli.
Dall'Ara Pacis a via Bocca di Leone
Nel 2021 il Museo dell'Ara Pacis gli ha dedicato la mostra Tuffo nell'arcobaleno. Cinque anni dopo, la personale da Tornabuoni chiude idealmente un cerchio: da Trastevere al Tritone, dalla Quadriennale all'Ara Pacis, fino al Tridente.
Chi è Alberto Biasi: la biografia
Alberto Biasi è nato a Padova il 2 giugno 1937, dove vive e lavora. È fra i cofondatori del Gruppo N ed è uno dei principali esponenti dell'arte cinetica e programmata italiana, noto per opere costruite su precise illusioni ottiche.
Il Gruppo N
Nel 1959, con alcuni coetanei studenti di architettura, fonda a Padova il Gruppo Enne-A. Nel 1960 espone con Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Piero Manzoni e altri artisti europei alla Galleria Azimut di Milano; nello stesso anno forma con Ennio Chiggio, Toni Costa, Edoardo Landi e Manfredo Massironi il Gruppo N. Nel 1961 aderisce al movimento Nuove Tendenze.
Arte Programmata
Nel 1962 espone con il Gruppo N alla mostra Arte programmata nel negozio Olivetti di Milano, accanto a Bruno Munari, Enzo Mari e al Gruppo T di Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gabriele Devecchi, Gianni Colombo e Grazia Varisco. La mostra prosegue a Venezia, Roma e Trieste: è l'atto di nascita pubblico di una corrente che l'Italia ha poi a lungo dimenticato.
La consacrazione internazionale
Nel 1964 partecipa alla XXXII Biennale di Venezia; nel 1965 è fra gli artisti della grande mostra The Responsive Eye al Museum of Modern Art di New York, che segna la stagione di massima popolarità dell'arte ottico-cinetica. Partecipa più volte a Nove Tendencije a Zagabria, dal 1961 al 1969, e a Nouvelle Tendance al Musée des Arts Décoratifs di Parigi nel 1964.
Le grandi antologiche
Nel 1988 il Museo Civico degli Eremitani di Padova gli dedica un'antologica; nel 1995 la retrospettiva Biasi e il Gruppo Enne è alla Biennale di Venezia; nel 2006 una trentina di opere storiche sono esposte all'Ermitage di San Pietroburgo; nel 2007 il Museo Diocesano di Barcellona gli dedica una personale. Seguono Lubiana nel 2011, Ravenna e Buenos Aires nel 2014, Catanzaro nel 2015, Cittadella nel 2016.
Nei musei
Le sue opere sono nelle collezioni della Peggy Guggenheim Collection a Venezia, della Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, del Museion di Bolzano, del Centre Pompidou di Parigi, dell'Ermitage, del MoMA di New York e del Museo d'arte contemporanea di Zagabria.
Tornabuoni e Biasi
Il rapporto con la galleria non nasce oggi: nel 2015 la Galerie Tornabuoni Art di Parigi gli ha dedicato una personale, con un catalogo curato da Serge Lemoine. La mostra romana prosegue quella collaborazione in un'altra delle sedi del gruppo.
Tornabuoni Arte: la galleria e la sede di Roma
Tornabuoni Arte è una rete di gallerie con sedi a Firenze, sul Lungarno Benvenuto Cellini, a Milano, in via Fatebenefratelli, a Forte dei Marmi, a Crans Montana, a Parigi, in avenue Matignon, e a Roma, in via Bocca di Leone 88.
Un programma fra maestri e ricerca
Nel 2026 la galleria ha presentato a Venezia, all'Istituto Fondazione Bevilacqua La Masa, la mostra Picasso Morandi Parmiggiani. Still Lifes, dal 7 maggio al 25 luglio, e ha annunciato una nuova sede a Milano. La sede romana apre la stagione autunnale con Biasi: una scelta che conferma l'attenzione del gruppo per i maestri italiani del secondo Novecento.
Una galleria, non un museo
Va detto con chiarezza: Tornabuoni è una galleria privata, e le opere esposte sono anche opere in vendita, come mostrano le richieste di informazione collegate alla selezione pubblicata sul sito. Questo non toglie nulla alla qualità della mostra, ma cambia il tono della visita: si entra in uno spazio più raccolto, dove è normale chiedere informazioni al personale.
Una curiosità su Alberto Biasi alla Tornabuoni Arte di Roma — dal 16 settembre al 21 novembre 2026
La curiosità più bella è topografica. Nel 1962 la mostra Arte Programmata, promossa da Olivetti con Bruno Munari e Giorgio Soavi, fece tappa anche nella sede romana di Olivetti in via del Tritone. Le opere del Gruppo N, e quindi di Biasi, furono esposte in un negozio, fra i prodotti di un'azienda industriale. Sessantaquattro anni dopo Biasi torna nel centro di Roma, in una galleria del Tridente.
La seconda curiosità riguarda il nome della corrente. Arte programmata significa che l'opera nasce da un programma, da regole precise che generano l'effetto: non c'è la mano dell'artista che dipinge, c'è un sistema che produce movimento. Che la mostra fosse promossa da un'azienda come Olivetti dice molto: in quegli anni arte e industria cercavano la stessa lingua.
La terza è anagrafica: Biasi ha fondato il suo primo gruppo, l'Enne-A, a ventidue anni, con compagni di studi in architettura. Chi guarda le Trame del 1959 guarda il lavoro di un ragazzo che stava ancora studiando, e che in pochi anni sarebbe arrivato al MoMA di New York.
Una cosa che non ti dice nessuno su Alberto Biasi alla Tornabuoni Arte di Roma — dal 16 settembre al 21 novembre 2026
Nessuno lo dice, ma queste opere non si capiscono da fermi. I Rilievi ottico-dinamici e le Torsioni sono costruiti perché l'immagine cambi mentre ci si sposta: davanti a loro bisogna camminare, avvicinarsi, allontanarsi, abbassarsi. Chi si piazza al centro della sala e guarda come si guarda un quadro vede metà dell'opera. È un invito, non un dettaglio: Biasi ha lavorato sessant'anni sul coinvolgimento attivo dello spettatore, e la mostra lo dice esplicitamente.
La seconda cosa che non si dice è che le fotografie tradiscono queste opere più di qualsiasi altra. Una foto fissa l'immagine in un solo punto di vista, cioè fa esattamente ciò che Biasi cerca di evitare. Chi conosce Biasi solo dalle riproduzioni troverà in galleria un artista diverso, più mobile, più vivo.
Terza cosa: la galleria è aperta fino al sabato. Chi lavora durante la settimana ha a disposizione soprattutto il sabato, e conviene tenerne conto nel programmare la visita entro il 21 novembre.
Il consiglio che ti do per visitare Alberto Biasi alla Tornabuoni Arte di Roma — dal 16 settembre al 21 novembre 2026
Il consiglio è di andarci in un giorno feriale, nella tarda mattinata, quando il Tridente è ancora vivibile, e di dedicare alla mostra quaranta minuti veri. Cominciate dall'archivio: gli inviti e le fotografie della Roma degli anni Sessanta vi danno il contesto. Poi passate alle opere, e davanti a ciascuna fate almeno tre passi, a destra, a sinistra, avanti. Vedrete le superfici muoversi.
Chiedete in galleria il cahier con l'intervista inedita: leggere Biasi che racconta il proprio lavoro, a quasi novant'anni, è il modo migliore per portarsi a casa la mostra.
Se avete un'ora in più, completate la giornata con la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, che conserva opere di Biasi e ha dedicato mostre all'arte programmata e cinetica, o con l'Ara Pacis, dove l'artista ha esposto nel 2021. Unire la galleria privata e il museo pubblico è il modo più completo di capire che cosa Roma deve a questo artista padovano.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che l'Op Art ha vissuto il suo momento di gloria a metà degli anni Sessanta, con la mostra The Responsive Eye al MoMA di New York nel 1965. È meno citato che fra gli artisti di quella mostra c'erano gli italiani del Gruppo N, e fra loro Alberto Biasi. La storia dell'arte ottica è spesso raccontata come una storia americana e francese; gli italiani ci sono dall'inizio, e con un ruolo di primo piano.
Poco citato è anche il ruolo di Olivetti. La mostra Arte programmata del 1962 nacque dentro un'azienda, promossa da Bruno Munari e Giorgio Soavi, e fu allestita nei negozi del marchio a Milano, Venezia, Roma e Trieste. È un caso raro di industria che produce avanguardia artistica, e il fatto che la tappa romana fosse in via del Tritone rende questa mostra da Tornabuoni una specie di ritorno a casa.
Infine, poco citato è il legame di Biasi con la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, dove le sue opere sono entrate quando la direttrice era Palma Bucarelli e dove, nel 1996 e nel 2012, l'arte cinevisuale e programmata è stata oggetto di mostre dedicate.
La foto giusta da fare a Alberto Biasi alla Tornabuoni Arte di Roma — dal 16 settembre al 21 novembre 2026
La foto giusta, con Biasi, è un video. Pochi secondi girati camminando lentamente davanti a un Rilievo ottico-dinamico o a una Torsione restituiscono quello che una foto non può: il movimento dell'immagine. Chiedete prima al personale se è consentito riprendere, e fatelo senza disturbare gli altri visitatori.
Se preferite una foto, cercate l'angolo in cui un Ambiente proietta la sua luce sulle pareti: nella fotografia di allestimento diffusa dalla galleria un cubo forato illuminato dall'interno disegna sul pavimento un reticolo luminoso. È l'immagine che meglio racconta la mostra.
Fuori, la foto da fare è la strada: via Bocca di Leone con le sue vetrine, a pochi passi da piazza di Spagna. Racconta il contesto di una galleria d'arte nel cuore commerciale del Tridente, la stessa città in cui, nel 1962, l'arte programmata arrivò con la mostra Olivetti.
Come arrivare a Tornabuoni Arte in via Bocca di Leone
Tornabuoni Arte Roma si trova in via Bocca di Leone 88, nel rione Campo Marzio, Municipio I. La zona è pedonale o a traffico limitato, e il modo più semplice di arrivare è la metro.
In metro
La fermata Spagna della metro A è la più comoda: si esce in piazza di Spagna e si prosegue a piedi. Per chi arriva da altre zone della città, il calcolatore di percorso ATAC indica le combinazioni di bus e metro più adatte.
A piedi
Chi è già in centro arriva facilmente a piedi da piazza di Spagna, da via del Corso o da piazza del Popolo. È il modo migliore per inserire la mostra in una passeggiata nel Tridente.
In auto
La zona è dentro la ZTL del centro storico: meglio lasciare l'auto fuori e usare la metro o il taxi.
Come organizzare la visita alla mostra di Alberto Biasi
Quanto tempo serve
Per le opere e l'archivio bastano da quaranta minuti a un'ora. La mostra è raccolta, e si presta a essere inserita in una mattinata o in un pomeriggio in centro.
Quando andare
La galleria è aperta dal martedì al sabato. I giorni feriali sono più tranquilli; il sabato il Tridente è molto affollato, ma la galleria resta uno spazio calmo.
Prima della visita
Per orari aggiornati, eventuali chiusure e condizioni di visita conviene scrivere alla galleria all'indirizzo romano indicato sul suo sito ufficiale.
Accessibilità e visita con i bambini
Accessibilità
Le fonti ufficiali non riportano informazioni sull'accessibilità della sede di via Bocca di Leone. Chi ha esigenze specifiche faccia bene a contattare la galleria prima della visita.
Con i bambini
L'arte ottico-cinetica è una delle più adatte ai bambini: le superfici che si muovono, le luci degli Ambienti, le illusioni ottiche funzionano anche senza spiegazioni. Una galleria privata richiede però attenzione: le opere non si toccano, e con i più piccoli conviene tenersi per mano. Un gioco semplice è chiedere ai bambini di scoprire che cosa cambia camminando davanti a un'opera.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
1937: Alberto Biasi nasce a Padova il 2 giugno.
1959: fonda a Padova il Gruppo Enne-A con alcuni coetanei studenti di architettura e realizza le prime Trame.
1960: a Roma partecipa alla mostra Sculture tascabili, componibili, trasportabili, istantanee di Piero Manzoni alla Galleria Trastevere di Topazia Alliata; a Padova fonda il Gruppo N.
1962: il Gruppo N è protagonista di Arte Programmata, promossa da Olivetti, che fa tappa anche nel negozio romano di via del Tritone. Biasi progetta i Light Prisms.
1964-1965: partecipa alla XXXII Biennale di Venezia e a The Responsive Eye al MoMA di New York.
1973 e 1986: partecipa alla X e alla XI Quadriennale d'Arte di Roma.
1985: espone a Palazzo Venezia a Roma nella mostra Artisti oggi tra Scienza e Tecnologia.
1996 e 2012: le sue opere sono nelle mostre sull'arte cinevisuale e programmata della Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea.
2015: la Galerie Tornabuoni Art di Parigi gli dedica una personale.
2021: il Museo dell'Ara Pacis presenta Alberto Biasi. Tuffo nell'arcobaleno.
16 settembre 2026: Tornabuoni Arte Roma apre la stagione con la sua personale, visitabile fino al 21 novembre.
Chi è passato da Alberto Biasi alla Tornabuoni Arte di Roma — dal 16 settembre al 21 novembre 2026
Più che le persone passate dalla galleria, conta chi è passato dalla storia romana di Biasi, e la mostra la racconta attraverso l'archivio. C'è Piero Manzoni, che nel 1960 organizzò alla Galleria Trastevere la mostra a cui Biasi partecipò, e c'è Topazia Alliata, che quella galleria dirigeva. Ci sono Bruno Munari e Giorgio Soavi, che per Olivetti promossero Arte Programmata e la portarono nel negozio di via del Tritone.
Ci sono Irene Brin e Gaspero del Corso, fondatori della Galleria L'Obelisco, uno dei luoghi più vivi della Roma del dopoguerra, dove Biasi espose. C'è Achille Bonito Oliva, che lo volle in Vitalità del negativo al Palazzo delle Esposizioni. E c'è Palma Bucarelli, sotto la cui direzione le sue opere entrarono alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna.
Accanto a loro, i compagni di strada del Gruppo N, Ennio Chiggio, Toni Costa, Edoardo Landi e Manfredo Massironi, e quelli del Gruppo T, Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gabriele Devecchi, Gianni Colombo e Grazia Varisco, con Enzo Mari. È una galleria di ritratti dell'avanguardia italiana del secondo Novecento, e la mostra di via Bocca di Leone la mette in fila con documenti, inviti e fotografie.
Cosa vedere intorno a via Bocca di Leone
La galleria è nel Tridente, uno dei quadranti di Roma più densi di monumenti, musei e passeggiate.
Piazza di Spagna e Trinità dei Monti
A pochi minuti ci sono piazza di Spagna e la scalinata che sale a Trinità dei Monti. Sulla piazza si trova anche la Keats-Shelley House.
Via dei Condotti e via del Babuino
Via dei Condotti, con l'Antico Caffè Greco, e via del Babuino, la strada degli antiquari che porta a piazza del Popolo, completano la passeggiata.
Casa di Goethe e piazza del Popolo
Nei dintorni c'è la Casa di Goethe; più a nord piazza del Popolo e la salita al Pincio.
Ara Pacis
Verso il Tevere l'Ara Pacis e il Mausoleo di Augusto: il museo dove Biasi ha esposto nel 2021.
Dove mangiare vicino a via Bocca di Leone
Il Tridente offre di tutto, dai caffè storici ai ristoranti eleganti, con i prezzi più alti del centro storico.
Un caffè
Per una pausa prima o dopo la mostra, l'Antico Caffè Greco in via dei Condotti è una sosta storica a pochi passi. I bar delle strade laterali sono meno scenografici e più economici.
A pranzo
Le vie intorno a piazza di Spagna e verso piazza del Popolo hanno trattorie, enoteche e ristoranti per tutti i budget, anche se i prezzi restano quelli del centro. Chi cerca un pranzo più semplice si allontani di qualche strada dalle vie dello shopping.
Roma in autunno: il periodo della mostra
La mostra di Biasi copre l'autunno romano, da metà settembre a fine novembre: il periodo in cui le gallerie riaprono le stagioni, i musei inaugurano le grandi mostre e la città torna a una temperatura che permette di camminare. È il momento migliore per un itinerario d'arte contemporanea nel centro storico, fra gallerie private e musei pubblici. Novembre porta le prime piogge: in quel caso una galleria raccolta come Tornabuoni è un rifugio perfetto.
Domande frequenti su Alberto Biasi a Tornabuoni Arte Roma
Fino a quando è aperta la mostra di Alberto Biasi a Roma?
La mostra di Alberto Biasi a Tornabuoni Arte Roma è aperta dal 16 settembre al 21 novembre 2026, nella sede di via Bocca di Leone 88. Secondo il portale turistico di Roma Capitale la galleria è aperta dal martedì al sabato, dalle 10.
Dove si trova Tornabuoni Arte a Roma?
Tornabuoni Arte Roma si trova in via Bocca di Leone 88, 00187 Roma, nel rione Campo Marzio, a pochi minuti a piedi da piazza di Spagna. La fermata più comoda della metro è Spagna, sulla linea A.
Quanto costa vedere la mostra di Alberto Biasi da Tornabuoni?
Il costo d'ingresso alla mostra di Alberto Biasi da Tornabuoni Arte Roma non è indicato nelle fonti ufficiali della galleria. Per condizioni di visita, orari aggiornati e informazioni conviene contattare la sede romana tramite il sito ufficiale di Tornabuoni Arte.
Quali opere di Alberto Biasi sono esposte a Roma?
Da Tornabuoni Arte Roma sono esposte oltre venti opere di Alberto Biasi, dalle Trame ai Rilievi ottico-dinamici, dalle Torsioni ai Light Prisms, fino agli Ambienti e agli Assemblaggi. Completano la mostra materiali d'archivio sul rapporto fra l'artista e Roma.
Chi è Alberto Biasi?
Alberto Biasi è un artista nato a Padova nel 1937, cofondatore del Gruppo N e protagonista dell'Arte Programmata e dell'arte ottico-cinetica. Ha esposto alla Biennale di Venezia e a The Responsive Eye al MoMA di New York nel 1965; le sue opere sono al Centre Pompidou, al MoMA e alla Galleria Nazionale di Roma.
Che legame ha Alberto Biasi con Roma?
Il legame di Alberto Biasi con Roma comincia nel 1960, con la mostra di Piero Manzoni alla Galleria Trastevere. Seguono Arte Programmata nel negozio Olivetti di via del Tritone, L'Obelisco, il Palazzo delle Esposizioni, tre Quadriennali e, nel 2021, la mostra all'Ara Pacis.
La mostra di Biasi è adatta ai bambini?
La mostra di Alberto Biasi da Tornabuoni Arte si presta bene ai bambini, perché le opere ottico-cinetiche cambiano mentre ci si muove e le luci degli Ambienti catturano l'attenzione. In una galleria privata però le opere non si toccano, e con i più piccoli serve attenzione.
Il consiglio finale su Alberto Biasi alla Tornabuoni Arte
Conviene andarci con le scarpe comode e l'idea di muoversi, non di stare fermi. Biasi è uno di quegli artisti che le fotografie non rendono, e a nostro giudizio la mostra, piccola e precisa, lo restituisce per quello che è: un maestro che da sessant'anni chiede allo spettatore di partecipare. All'uscita in via Bocca di Leone vale la pena ricordare che proprio in centro, nel 1962, l'arte programmata arrivò a Roma dentro un negozio Olivetti.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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