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XXIX Compasso d’Oro ADI al MAXXI — dal 6 al 30 ottobre 2026

Il XXIX Compasso d'Oro ADI è la mostra che il MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo, ospita a Roma in Via Guido Reni 4A, 00196 Roma, nel quartiere Flaminio. L'esposizione è aperta dal 6 al 30 ottobre 2026, da martedì a domenica, con orario dalle 11:00 alle 19:00, e chiude il lunedì. Secondo la pagina ufficiale del museo l'ingresso alla mostra è gratuito. Un'avvertenza sugli orari: nella scheda dell'evento il riquadro riporta "11 am to 19 pm", mentre la sezione generale del museo indica le 19:00 come chiusura, quindi i due dati coincidono nella sostanza; l'ora dell'ultimo ingresso per questa mostra non è pubblicata. Il portale Turismo Roma, che riporta la stessa rassegna, scrive l'indirizzo come Via Guido Reni 4 e non indica gli orari. Per arrivare conviene costruire il percorso con il calcolatore di ATAC, indicando come destinazione Via Guido Reni 4A o il MAXXI. Poiché l'ingresso è libero, non serve un biglietto per la mostra; per le altre sale del museo i prezzi e gli acquisti sono sul sito ufficiale maxxi.art. Lo stesso quartiere offre altre tappe collegate, come il MAXXI nel suo insieme e il quartiere Flaminio.

MAXXI Roma: la scala nera e la ringhiera rossa di Zaha Hadid nell'atrio interno del museo
MAXXI Roma: la scala nera e la ringhiera rossa di Zaha Hadid nell'atrio interno del museo. Foto: Commonurbock23, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

La mostra in breve

La rassegna riunisce i progetti presentati alla ventinovesima edizione del Compasso d'Oro, il premio di design nato nel 1954 da un'idea di Gio Ponti. Secondo il MAXXI sono prodotti, servizi, sistemi e progetti di ricerca, letti come un ritratto collettivo del design contemporaneo e come luogo di discussione sulle responsabilità del presente.

Che cosa si vede

La pagina ufficiale parla di un racconto che mette in dialogo industria e cultura, ricerca e produzione, memoria e innovazione. Il numero dei progetti esposti, l'elenco degli oggetti e l'allestimento non sono pubblicati: il testo che segue descrive quindi l'edizione del premio, non una pianta di sala.

Dove si colloca nel programma del museo

Il MAXXI etichetta l'appuntamento come "extra MAXXI" e lo definisce un "corner MAXXI". La pagina non spiega in quale punto dell'edificio si trovi questo spazio, né se sia lo stesso di altri appuntamenti con la stessa etichetta, come la mostra "Sensing the Future", annunciata dal 25 novembre 2026 al 31 gennaio 2027.

Chi la organizza

Il nome compare nel titolo come "ADI". La pagina del museo non descrive il ruolo dell'associazione e non nomina curatori: il dato non è pubblicato. Il programma, avverte Turismo Roma, può subire variazioni.

Le origini del Compasso d'Oro

Il premio nasce nel 1954 su iniziativa di Gio Ponti ed è all'inizio sostenuto dai grandi magazzini La Rinascente di Milano. Con oltre settant'anni di storia, è considerato un premio storico del design italiano.

Gio Ponti e La Rinascente

Ponti, nato a Milano il 18 novembre 1891 e morto nella stessa città il 16 settembre 1979, fondò nel 1928 la rivista Domus e la diresse per quasi tutta la vita. Fu architetto del Grattacielo Pirelli, costruito a Milano dal 1956 al 1960 con la consulenza strutturale di Pier Luigi Nervi. Lo stesso Ponti ricevette il Compasso d'Oro nel 1956 e La Rinascente vendeva la sua collezione di mobili Domus Nova.

Il passaggio all'ADI

Dal 1964, terminato il sostegno dei grandi magazzini, il premio passa interamente all'ADI, l'Associazione per il disegno industriale. Oggi la cadenza è biennale, dopo un periodo in cui le edizioni erano distanziate di circa tre anni; per ogni edizione i premi Compasso d'Oro vanno da 10 a 20, a cui si aggiungono le menzioni d'onore.

Le edizioni nel tempo

L'elenco storico comprende, tra le altre, le edizioni del 1954, 1955, 1956, 1957, 1959, 1960, 1962, 1964, 1967, 1970, 1979, 1981, 1984, 1987, 1989, 1991, 1994, 1998, 2001, 2004, 2008, 2011, 2014, 2016, 2018, 2020, 2022 e 2024. La numerazione romana del titolo, XXIX, indica la ventinovesima.

La Collezione storica e l'ADI Design Museum

Gli oggetti premiati e segnalati confluiscono in una raccolta che l'ADI ha costituito nel 2001 per tutelare questo patrimonio.

Una collezione affidata a una fondazione

La Collezione storica Compasso d'Oro ADI è affidata alla Fondazione ADI, in collaborazione con il Ministero per i beni e le attività culturali e con la Soprintendenza regionale. Secondo la stampa di settore comprende circa 2.500 tra oggetti e documenti.

Il museo di Milano

Dal giugno 2020 gli oggetti premiati sono esposti all'ADI Design Museum di Milano, in Piazza Compasso d'Oro 1. Nello stesso museo la XXIX edizione è stata presentata con una mostra sul design come lettura critica del mondo, dal 16 aprile al 4 giugno 2026 secondo il sito dell'ADI. Il rapporto tra la mostra milanese e quella romana, cioè se l'allestimento sia lo stesso, non è pubblicato.

La ventinovesima edizione

La cerimonia di premiazione si è svolta venerdì 22 maggio 2026 all'ADI Design Museum di Milano. Il tema dichiarato è il design come strumento critico di interpretazione della realtà.

Quanti premi e menzioni

La rivista The Plan riporta 20 premi Compasso d'Oro, 38 menzioni d'onore, 3 premi Compasso d'Oro Young, i premi alla carriera per i progettisti, tre premi alla carriera per prodotti storici e tre targhe memorabili. Il numero complessivo dei progetti candidati non è pubblicato nelle fonti lette.

Il filo conduttore scelto dalla giuria

La giuria descrive un design sempre meno confinato alla dimensione dell'oggetto e sempre più vicino a sistemi complessi. Tra i temi ricorrenti figurano la responsabilità ambientale, le infrastrutture, la trasformazione del lavoro, l'inclusione e l'impatto sociale.

La selezione

Secondo The Plan la selezione è stata curata dall'Osservatorio permanente del design dell'ADI.

La giuria

Il collegio che ha assegnato i premi riunisce cinque nomi.

I cinque giurati

Sono Giovanna Carnevali, direttrice esecutiva e responsabile del design di Expo 2030 Riyadh; Lorenza Baroncelli, direttrice del Dipartimento di architettura e design contemporanei del MAXXI; Giovanni Brugnoli, presidente della Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy; Luciano Galimberti, presidente dell'ADI; e il designer Jasper Morrison, fondatore di Office for Design.

Il legame con il museo ospite

La presenza di Lorenza Baroncelli nella giuria rende naturale la scelta del MAXXI come sede romana, ma nessuna fonte letta presenta questo come motivo ufficiale: la ragione della tappa non è dichiarata.

I progetti premiati con il Compasso d'Oro

Elenco dei venti progetti premiati, come riportato da The Plan. Non è dichiarato quali tra questi siano presenti nella sala romana.

Mobili, luce e oggetti della casa

  • Il divano Array di Snøhetta per MDF Italia.
  • La lampada da tavolo Bilboquet di Philippe Malouin per Flos.
  • La poltrona D'Antan di Raffaella Mangiarotti per De Padova.
  • Lo sgabello e tavolino Trespolo di Giulio Iacchetti per Orografie.
  • Il diffusore Model Zero di We Associates per Enrico Ciresa.
  • Il microcemento composito di Litokol Lab, progetto di Gian Luca Sghedoni.

Mobilità, macchine e tecnologia

  • L'auto Fiat Topolino, di François Leboine per Fiat.
  • La bicicletta Steelnovo di Davide Fumagalli per Colnago.
  • Il robot ferroviario Felix R di Lorenzo De Bartolomeis per Loccioni.
  • La macchina da caffè Airo Vision+ di Giuliano Magripò per Axess Industry.
  • Il catamarano gonfiabile X-FUN di Arduini e Frigerio Industrial Design per Xtramarine.
  • Il dispositivo acustico Nuance di Matteo Battiston e il suo gruppo per Luxottica.

Persone, città e comunicazione

  • La carrozzina Genny Zero di Enrico Pagano per Genny Factory.
  • Il campeggio urbano temporaneo The Glitch Camp, dell'IED Istituto Europeo di Design.
  • Il progetto Vicino da lontano di Anako con quattro università tra Italia e America Latina.
  • Il Manifesto ATM di Matteo Pirola e Silvia Zeni per ATM.
  • Il progetto grafico di Casabella dello Studio TassinariVetta per Mondadori Media.
  • Il rapporto annuale 2024 del Salone del Mobile.Milano, di Susanna Legrenzi con il Dipartimento di design del Politecnico di Milano.
  • Gli spaghetti stampati in 3D di Antonio Gagliardi per Artisia di Barilla.
  • La vetrina da museo Wing, di Norman Foster per Goppion.

Gli altri riconoscimenti

Oltre ai venti premi principali l'edizione ne assegna altri, in categorie distinte.

Compasso d'Oro alla carriera

The Plan scrive di nove personalità premiate, ma l'elenco ne riporta dieci: le fonti non concordano sul conteggio. I nomi sono Giovanni Arvedi, Oscar G. Colli, Aldo Colonetti, Lorenzo Delladio, Pietro Galimberti, Antonio Galimberti, Paola Lenti, Alberto Meda, Patrizia Moroso e Antonio Romano.

Premi a prodotti storici

Tre premi alla carriera riguardano prodotti: la Sedia '64 di AG Fronzoni per Cappellini (1964), il Tavolo Eros di Angelo Mangiarotti per Agape (1971) e il Tavolo con ruote di Gae Aulenti per FontanaArte (1979).

Compasso d'Oro Young e targhe memorabili

I tre premi Young vanno a Sentimetro, di Alessandro Brutti (Accademia di Belle Arti di Verona), a StainEraser, di Beatrice Duina, Filip Malata e Francesca Corona (Politecnico di Milano), e a Uno, di Erik Bruno Kollmorgen e Vincenzo Magni (ISIA Firenze). Le targhe memorabili ricordano Claudio De Albertis, Rodolfo Dordoni e Francesco Trabucco.

Il percorso a Roma

Poiché nessuna fonte ufficiale descrive l'allestimento, questo capitolo indica soltanto come orientarsi con le informazioni pubblicate.

Prima di entrare

Conviene presentarsi tra martedì e domenica. L'ingresso alla mostra è gratuito, ma l'accesso alle altre sale del museo segue le tariffe ordinarie, che il MAXXI riporta nella stessa pagina: intero 15 euro in biglietteria e 14 online, ridotto 12 euro e 11 online, con una tessera Open a 18 euro valida un anno.

Che cosa guardare per primo

Il taglio della mostra è critico più che celebrativo: l'idea è leggere i progetti come domande rivolte al presente. Per questo ha senso partire dai progetti sociali, come The Glitch Camp o la carrozzina Genny Zero, e poi passare agli oggetti di produzione industriale.

Che cosa non è dichiarato

Sono assenti dalle fonti l'elenco degli oggetti esposti, l'eventuale presenza di audioguide dedicate, i testi di sala e le regole sulla fotografia. Il dato non è pubblicato.

Informazioni pratiche

I dati essenziali, confermati dalla pagina ufficiale del museo.

Date, orari e ingresso

Dal 6 al 30 ottobre 2026, da martedì a domenica, dalle 11:00 alle 19:00; lunedì chiuso; ingresso gratuito alla mostra.

Indirizzo e raggiungibilità

Via Guido Reni 4A. Finestre sull'Arte indica come raggiungibile il museo con la metropolitana A fino a Flaminio e poi a piedi, oppure con il tram 2 fino alla fermata Apollodoro; per un itinerario aggiornato resta valido il calcolatore di ATAC.

Servizi del museo

Il portale del turismo romano elenca auditorium, ristorante, caffetteria, bar, guardaroba e servizi accessibili alle sedie a rotelle. Per questa mostra specifica le fonti non indicano servizi dedicati.

Tre progetti che raccontano l'edizione

Tra i premiati, alcuni sono citati dalla stampa di settore come esempi dei temi dell'edizione.

Array di Snøhetta: la circolarità

Il divano Array, progettato da Snøhetta per MDF Italia, è presentato da The Plan come esempio di design circolare, uno dei temi ricorrenti tra i progetti premiati insieme alla sostenibilità.

Felix R di Loccioni: l'intelligenza artificiale

Il robot ferroviario Felix R, di Lorenzo De Bartolomeis per Loccioni, è indicato come esempio del ruolo della tecnologia: è descritto come un robot per le ferrovie che usa l'intelligenza artificiale.

The Glitch Camp dell'IED: il design sociale

The Glitch Camp è il campeggio urbano gratuito per studenti internazionali durante la settimana del design di Milano, ideato dall'IED. Ha ricevuto il premio dedicato al design per l'impatto sociale, secondo il magazine di Fuorisalone.

L'edificio di Zaha Hadid

La mostra si tiene nel museo progettato dall'architetta anglo-irachena, quindi vale la pena conoscere l'edificio che la ospita.

Il concorso

Nel luglio 1998 la Soprintendenza speciale per l'arte contemporanea lanciò un concorso internazionale di idee. Le candidature furono 273, quindici i progettisti ammessi alla seconda fase. Nel febbraio 1999 vinse il progetto di Zaha Hadid, un campus urbano multifunzionale. Secondo Finestre sull'Arte prevalse perché integrava al meglio le strutture esistenti.

Materiali e struttura

Il calcestruzzo forma pareti, superfici orizzontali e gran parte delle finiture; le lame di copertura sono in cemento fibrorinforzato. L'acciaio serve per la circolazione verticale, per le travi che collegano le pareti e per i pilastri che sorreggono i volumi a sbalzo.

Le sezioni del museo

Il museo ospita MAXXI Arte e MAXXI Architettura, la prima sezione nazionale italiana dedicata all'architettura. Il progetto prevedeva cinque strutture, ma ne fu completata una sola. Turismo Roma indica un'area di circa 29.000 metri quadrati e una grande piazza aperta come elemento centrale.

Il quartiere Flaminio

Il museo è il capitolo più recente di una zona di Roma legata a sport, cultura e produzione.

Dalle fabbriche allo sport

Nel 1905 la Società Automobili Roma scelse l'ansa del Tevere per le proprie officine; durante la prima guerra mondiale lo stabilimento divenne Reale Fabbrica d'Armi. Il quartiere nacque nel 1911 e fu istituito ufficialmente nel 1921.

Auditorium e ponte

Il terzo ciclo di trasformazione partì con il concorso del 1994 per l'Auditorium, progettato da Renzo Piano e costruito in quasi dieci anni. Il Ponte della Musica fu inaugurato nel 2011: lo si ritrova nella scheda Ponte della Musica.

Un nome che viene da una strada

Flaminio prende il nome da Via Flaminia, che parte da Piazzale Flaminio, presso Porta del Popolo, e per secoli arrivava in linea retta al Ponte Milvio attraverso campi esposti alle piene. Per l'inizio di quel tracciato si veda la scheda su Piazza del Popolo.

Una curiosità sul MAXXI

All'ingresso del museo accoglie i visitatori un testo al neon di Maurizio Nannucci, "More than meets the eye": una frase che si adatta bene a una mostra sul design, dove l'oggetto è sempre più di ciò che mostra.

Un cemento che non deve vedersi a pezzi

Per le forme curve dell'edificio serviva un calcestruzzo speciale, composto con tre additivi, perché non si vedessero le giunture tipiche dei getti a blocchi. Secondo la descrizione tecnica, il cemento era autocompattante e fu colato in grandi sezioni, con casseforme realizzate su misura.

Una piazza che porta il nome di un artista

Davanti al museo si trova Piazza Alighiero Boetti, considerata parte del museo stesso e utilizzata per spettacoli, eventi culturali e installazioni temporanee. L'accesso alle opere esposte nella piazza è libero, secondo Turismo Roma, anche fuori dall'orario del museo in occasione di certi eventi.

Una competizione molto affollata

Il concorso internazionale del 1998 raccolse 273 candidature: la giuria ne scelse 15 per la seconda fase e, a fine febbraio 1999, indicò il progetto di Zaha Hadid.

Una cosa che non ti dice nessuno sul MAXXI

La cosa che pochi notano è che la stessa pagina del museo mescola le condizioni della mostra gratuita e quelle del museo a pagamento: i prezzi che si leggono in fondo non riguardano questa mostra.

Mostra gratuita, museo a pagamento

L'ingresso alla mostra sul Compasso d'Oro è libero, ma le tariffe ordinarie di 15 euro in biglietteria e 14 online, e ridotte a 12 e 11, riguardano il resto del museo. Chi vuole entrare nelle altre gallerie deve quindi acquistare il biglietto; il costo non si applica alla sola mostra.

Un civico che cambia

Il sito del museo scrive Via Guido Reni 4A; altre fonti, tra cui Turismo Roma, indicano Via Guido Reni 4. Si tratta dello stesso museo; nel navigatore conviene usare il civico riportato dal sito del museo.

Una data di apertura sulla quale non tutte le fonti concordano

Una fonte parla di apertura al pubblico nel 2008 e dell'inaugurazione ufficiale della collezione permanente a maggio 2010; altre indicano l'apertura al 28 maggio 2010. Le fonti non concordano su un'apertura nel 2008: qui si ricorda la data del 28 maggio 2010.

Il consiglio che ti do per visitare il MAXXI

Il mio consiglio è di controllare gli orari sul sito del museo il giorno stesso, perché la scheda ufficiale riporta due formulazioni dell'orario e Turismo Roma avverte che il programma può cambiare.

Scegliere il giorno

La mostra è aperta da martedì a domenica: il lunedì il museo è chiuso. La pagina del museo segnala nello stesso periodo altri appuntamenti, tra cui il Rome Film Fest dal 13 al 25 ottobre 2026: la mostra è gratuita, ma il programma generale del museo va controllato prima di scegliere il giorno.

Abbinare la mostra al resto

Poiché l'ingresso alla mostra è gratuito, conviene programmare un giro di mezza giornata nel quartiere: il MAXXI, l'Auditorium Parco della Musica e il Ponte della Musica sono altre tappe dello stesso quartiere; per i tempi di spostamento si usa il calcolatore di ATAC.

Come arrivare

Il percorso più semplice parte dalla metropolitana A fino a Flaminio, poi a piedi, oppure il tram 2 fino alla fermata Apollodoro; per i dati in tempo reale si usa il calcolatore di ATAC.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Del Compasso d'Oro si ricorda spesso il nome di Gio Ponti; meno spesso che per i primi anni fu legato a un grande magazzino e che solo nel 1964 passò all'ADI.

Un premio nato nei grandi magazzini

La Rinascente, che vendeva anche la collezione Domus Nova disegnata da Gio Ponti ed Emilio Lancia con linee semplici per la produzione in serie, fu il primo sostenitore. Il design italiano nasceva così anche nelle vetrine, non soltanto nelle fabbriche.

Un museo che è stato in giuria

Un altro fatto poco citato è che una dirigente del MAXXI, Lorenza Baroncelli, sedeva nella giuria di questa edizione. La mostra romana non è quindi una semplice ospitalità, ma tocca persone che lavorano nel museo.

Le due anime del museo

Il MAXXI ha due sezioni, MAXXI Arte e MAXXI Architettura, la prima delle quali riguarda opere dagli anni Sessanta, con l'Arte Povera, fino a oggi. Il design si colloca nel dipartimento di architettura e design contemporanei.

La foto giusta da fare al MAXXI

La regola sulle fotografie all'interno della mostra non è pubblicata: prima di scattare conviene chiedere al personale di sala.

L'esterno e la luce

All'esterno la scena migliore è quella delle gallerie in cemento armato che corrono affiancate e poi si incrociano, ispirate secondo Finestre sull'Arte alla forma dei delta fluviali. Una ripresa dalla piazza, verso la facciata, restituisce questa geometria.

Il neon di Nannucci

Il neon all'ingresso, con il suo testo luminoso, è il soggetto più immediato per chi vuole raccontare la visita senza entrare in sala.

Il tetto vetrato

La copertura combina una doppia vetrata superiore con una vetrata inferiore, protetta da un frangisole metallico che serve anche da passerella di manutenzione: è un dettaglio che si apprezza guardando verso l'alto, con la luce del tardo pomeriggio d'ottobre.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il quartiere Flaminio ha una storia più lunga del museo. Ecco alcune tappe, ordinate nel tempo.

312: il Ponte Milvio

Il 28 ottobre del 312 Costantino sconfisse Massenzio al Ponte Milvio, sul tracciato della Via Flaminia, appena fuori Roma. Massenzio aveva fatto distruggere in parte il ponte e costruire un ponte provvisorio, che crollò durante la ritirata. Il ponte è citato tra gli elementi del quartiere: si veda la scheda su Ponte Milvio.

1906 e 1911: caserma ed Esposizione

Il complesso Montello fu costruito nel 1906, secondo Finestre sull'Arte, come stabilimento di materiali elettronici e di precisione. Nel 1911 l'Esposizione Nazionale affermò il ruolo del quartiere come polo culturale, sportivo e ricreativo.

1960: le Olimpiadi

I Giochi del 1960 portarono nel quartiere il Villaggio Olimpico, il Palazzetto dello Sport e lo Stadio Flaminio. Il villaggio è richiamato in una mostra recente: Il Villaggio Olimpico di Roma al MAXXI.

Dalla caserma al museo

Finestre sull'Arte indica il trasferimento dell'area dal Ministero della Difesa a quello dei beni culturali nel 1988; Turismo Roma scrive 1997: le fonti non concordano. Poi arrivano il concorso del 1998, la scelta del progetto nel 1999, la posa della prima pietra il 20 marzo 2003 e l'inaugurazione ufficiale del 28 maggio 2010 con le mostre Spazio, L'immortale di Gino De Dominicis, Mesopotamian Dramaturgies di Kutluğ Ataman e Dal Razionalismo all'informale di Luigi Moretti.

2010: il Premio Stirling

Nel 2010 il MAXXI vinse il Premio Stirling del RIBA; nel 2011 l'architetta ricevette lo stesso premio per la Evelyn Grace Academy di Brixton. Il Guardian lo definì il suo lavoro costruito più riuscito fino ad allora.

Chi è passato dal MAXXI

Di un museo giovane come questo, più che di illustri ospiti storici, si può parlare dei protagonisti del progetto e delle opere.

Zaha Hadid

L'architetta, nata a Baghdad il 31 ottobre 1950 e morta a Miami il 31 marzo 2016, vinse il concorso e progettò il museo tra il 1998 e il 2010. Era stata la prima donna a ricevere il Premio Pritzker, nel 2004. Il suo studio, Zaha Hadid Architects, fu aperto a Londra nel 1980.

I direttori e i presidenti

Tra i presidenti della Fondazione MAXXI si ricordano Giovanna Melandri (2012-2022), Alessandro Giuli (2022-2024) e, dall'11 settembre 2024, Maria Emanuela Bruni come presidente reggente. Francesco Stocchi è direttore artistico e Lorenza Baroncelli dirige il dipartimento di architettura e design contemporanei.

Gli artisti della collezione

La collezione include opere di Alighiero Boetti, William Kentridge, Kara Walker, Ed Ruscha, Gilbert e George, Anish Kapoor, Gerhard Richter, Marlene Dumas, Maurizio Cattelan, Kiki Smith, Thomas Ruff, Luigi Ghirri e Vanessa Beecroft. Le installazioni di Anish Kapoor, Sol LeWitt e Maurizio Mochetti sono sempre visibili.

I progettisti del Compasso d'Oro

Tra i nomi legati ai progetti premiati in questa edizione compaiono Snøhetta, Philippe Malouin, Norman Foster e, per il premio a un prodotto storico, Gae Aulenti con il Tavolo con ruote per FontanaArte. Quali di questi progetti siano esposti a Roma non è pubblicato.

Altre mostre del MAXXI da abbinare

Nel calendario del museo si trovano altre proposte schedate: La geopolitica dell'architettura, Nature di Tatiana Bilbao e l'archivio della rivista Segno.

Che cosa dice la pagina del museo

Il MAXXI cita un incontro con Tatiana Bilbao il 15 ottobre e una conversazione sull'archivio della rivista segno il 16 ottobre.

Perché abbinarle

Il design, l'architettura e la grafica condividono lo stesso dipartimento: unire le visite aiuta a leggere la mostra in un quadro più ampio.

Domande frequenti sul XXIX Compasso d'Oro ADI

Quando si può visitare la mostra?

La mostra al MAXXI è in programma dal 6 al 30 ottobre 2026. Secondo la pagina ufficiale è aperta da martedì a domenica, dalle 11:00 alle 19:00, e il lunedì è chiusa. L'ora dell'ultimo ingresso per questo evento non è pubblicata, quindi conviene arrivare con un margine ampio. Prima di partire si consiglia di ricontrollare il sito del museo, perché il programma può subire variazioni.

L'ingresso è gratuito?

Sì, per la pagina ufficiale del MAXXI l'ingresso alla mostra è gratuito. I prezzi indicati nella stessa pagina, 15 euro in biglietteria e 14 online per l'intero, 12 e 11 per il ridotto, riguardano invece il museo in generale. Per entrare nelle altre gallerie serve il biglietto ordinario, mentre non è dichiarato se per la mostra gratuita serva una prenotazione.

Dove si trova esattamente?

La sede è il MAXXI, in Via Guido Reni 4A, nel quartiere Flaminio. Alcune fonti scrivono Via Guido Reni 4, ma il sito ufficiale usa 4A. Dal sito non si capisce in quale punto dell'edificio si trovi lo spazio definito "extra MAXXI", per cui conviene chiedere indicazioni all'ingresso del museo.

Che cos'è il Compasso d'Oro?

È un premio di design nato nel 1954 su idea di Gio Ponti e sostenuto all'inizio da La Rinascente. Dal 1964 passa interamente all'ADI, l'Associazione per il disegno industriale. Oggi viene assegnato ogni due anni e premia prodotti, servizi, sistemi e progetti di ricerca. La mostra romana presenta i progetti della ventinovesima edizione.

Chi ha vinto quest'anno?

La cerimonia si è svolta il 22 maggio 2026 a Milano, all'ADI Design Museum. Sono stati assegnati venti premi Compasso d'Oro, tra cui Fiat Topolino, il divano Array di Snøhetta, la lampada Bilboquet di Malouin e il robot ferroviario Felix R. Il testo completo dell'elenco è nel capitolo dedicato. Non è dichiarato quali siano presenti a Roma.

Come si arriva al MAXXI?

Una fonte indica la metropolitana A fino a Flaminio e poi un tratto a piedi, oppure il tram 2 con fermata Apollodoro. Il percorso dettagliato, con gli orari in tempo reale, si calcola con lo strumento di ATAC inserendo Via Guido Reni 4A come destinazione. Il museo ha anche una caffetteria e un guardaroba.

Si possono fare foto?

La politica sulla fotografia per questa mostra non è pubblicata. La scelta più prudente è chiedere al personale di sala prima di scattare, soprattutto per gli oggetti in vetrina.

Quanto tempo serve?

Una durata consigliata non è pubblicata e il numero di oggetti esposti non è noto. Per decidere conviene tenere conto dell'orario, dalle 11:00 alle 19:00, e dell'eventuale visita alle altre gallerie del museo, che è a pagamento.

Il consiglio finale sul XXIX Compasso d'Oro ADI

La mostra dura meno di un mese e il lunedì non si entra: segnare la data è la parte facile. Prima di partire conviene ricontrollare orari e programma sul sito del MAXXI, poi dedicare il tempo ai progetti e il resto della giornata al quartiere, a partire dall'Auditorium Parco della Musica e dal Ponte della Musica.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento6 Ottobre 2026 11:00 — 30 Ottobre 2026
IndirizzoVia Guido Reni 4A, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città
CategorieEventiMostre

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