L’archivio della rivista segno al MAXXI — fino al 18 ottobre 2026
L'archivio della rivista segno. Attualità Internazionali d'Arte Contemporanea, 1976-2026, il focus che il MAXXI dedica ai cinquant'anni della rivista d'arte contemporanea fondata a Pescara, è aperto fino a domenica 18 ottobre 2026 nel foyer Carlo Scarpa del museo, a cura di Paolo Balmas; era stato inaugurato il 2 aprile. Il MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, si trova in via Guido Reni 4/A, 00196 Roma, nel quartiere Flaminio, ed è aperto dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19; il lunedì è chiuso e la biglietteria chiude un'ora prima del museo. Il focus si visita con il biglietto del museo, i cui prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del MAXXI; i biglietti si comprano alla cassa o sul canale di vendita online indicato dal sito ufficiale della sede. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 in direzione piazza Mancini, oppure con gli autobus 53, 910, 168 e 982; su via Guido Reni c'è una fermata ATAC che porta il nome del museo. Per informazioni il museo risponde allo 06 3201954.

Cinquant'anni di arte contemporanea raccontati da una rivista nata in provincia da una giovane coppia e diventata uno strumento per orientarsi nella scena italiana e internazionale. Il suo archivio è entrato nel patrimonio del MAXXI, e per due settimane ancora se ne può vedere una selezione inedita. Qui sotto che cosa si vede, chi erano i fondatori, com'è fatto il museo, come arrivare e cosa c'è intorno, nel Flaminio.
L'archivio della rivista segno al MAXXI: date, orari e biglietti
Il focus sull'archivio della rivista segno è aperto al MAXXI dal 2 aprile al 18 ottobre 2026, dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19. Restano poco più di due settimane.
Gli ultimi giorni
La chiusura è fissata a domenica 18 ottobre. Tenendo conto dei lunedì di chiusura, il 5 e il 12 ottobre, restano quindici giorni di apertura a partire da venerdì 2 ottobre. Chi vuole vederlo con calma eviti l'ultimo fine settimana.
Il biglietto
La pagina ufficiale del focus rimanda all'acquisto del biglietto online del museo. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del MAXXI; i biglietti si comprano alla cassa, che chiude un'ora prima del museo, oppure online sul canale indicato dalla sede.
Il catalogo
Il focus è affiancato da un catalogo nella collana MAXXI Arte Collection Focus Series, intitolato come la mostra. Il museo lo presenta sulla stessa pagina dell'evento: per chi studia l'arte contemporanea italiana è un documento da conservare.
Che cosa si vede nel focus sulla rivista segno
Il focus presenta un'inedita selezione di documenti dall'archivio della rivista segno, acquisito nel patrimonio del MAXXI in occasione dei cinquant'anni dalla nascita. I documenti raccontano la storia della rivista e, attraverso di essa, mezzo secolo di arte contemporanea.
Un archivio entrato al museo
Il dato più importante è istituzionale: l'archivio di segno non è in prestito, è stato acquisito dal MAXXI ed è entrato nel suo patrimonio. Il focus è quindi la prima occasione pubblica di vedere una parte di un fondo che da ora in poi resterà al museo, a disposizione di studiosi e curatori.
Le fotografie
L'immagine di testata scelta dal museo è una selezione di fotografie provenienti dall'archivio della rivista, datate dal 1976 al 2025. Ritratti di artisti, inaugurazioni, momenti di lavoro: è il genere di materiale che un archivio di rivista conserva e che raramente si vede esposto.
La cronaca e la critica
Secondo il museo, segno ha contribuito a mappare l'arte contemporanea degli ultimi cinquant'anni attraverso il lavoro di molte firme: una cronaca appassionata e una critica sensibile ai cambiamenti e alle novità artistiche e culturali. Il focus restituisce questo doppio registro, il racconto di ciò che accadeva e il giudizio su ciò che contava.
I linguaggi che cambiano
La rivista, scrive il MAXXI, ha documentato i radicali cambiamenti dei linguaggi espressivi della scena nazionale e internazionale. Dal 1976 a oggi l'arte contemporanea ha attraversato stagioni molto diverse: seguirle attraverso le pagine di una rivista, numero dopo numero, è un modo diverso, e a nostro giudizio più vivo, di raccontare la storia dell'arte recente.
La rivista segno: cinquant'anni di arte contemporanea
Segno è una rivista d'arte contemporanea fondata a Pescara nel 1976 dai giovani coniugi Umberto Sala e Lucia Spadano. Il sottotitolo, Attualità Internazionali d'Arte Contemporanea, dichiara fin dall'inizio l'ambizione: guardare al mondo da una città di provincia.
Pescara, 1976
Il luogo di nascita conta. Una rivista d'arte contemporanea nata a Pescara, e non a Milano o a Roma, racconta di un'Italia in cui la cultura del contemporaneo non era concentrata in pochi centri. La scelta di un sottotitolo internazionale, da una città adriatica, è una dichiarazione di indipendenza.
Una coppia fondatrice
Il MAXXI ricorda che i fondatori erano due giovani coniugi, Umberto Sala e Lucia Spadano. Una rivista nata da una coppia ha spesso un carattere particolare: un progetto di vita prima che editoriale. Durare cinquant'anni, in un settore fragile come l'editoria d'arte, è già un risultato che merita una mostra.
Le firme
Nel corso dei decenni la rivista ha ospitato molte firme, critici e cronisti, che hanno contribuito a costruire una mappa dell'arte contemporanea. Il focus ne restituisce il lavoro collettivo.
Il nome
Segno, scritto con la minuscola, è una parola che nell'arte significa molto: il tratto, la traccia, l'indizio, il significato. Un nome semplice per una rivista che ha voluto lasciare un segno nella critica d'arte, e che ora lo lascia anche in un museo nazionale.
Perché un archivio di rivista conta
Le opere d'arte finiscono nei musei; le riviste, di solito, finiscono in cantina. Eppure è nelle riviste che si legge come un'opera è stata accolta quando era nuova, chi l'ha difesa, chi l'ha criticata, in quale mostra è apparsa per la prima volta. Un archivio come quello di segno conserva questo contesto, che le opere da sole non raccontano. A nostro giudizio è questa la ragione principale per cui il MAXXI ha fatto bene ad acquisirlo, e per cui vale la pena di vedere il focus anche senza essere specialisti: si capisce come si forma, anno dopo anno, la reputazione di un artista.
Il curatore Paolo Balmas e il formato del focus
Il focus è curato da Paolo Balmas. Il formato scelto dal MAXXI non è quello della grande mostra, ma del focus: un'esposizione raccolta, in uno spazio specifico del museo, dedicata a un nucleo preciso della collezione.
Il foyer Carlo Scarpa
Lo spazio è il foyer Carlo Scarpa, uno degli ambienti del museo dedicati a esposizioni di dimensioni contenute. È il luogo giusto per un archivio: documenti, fotografie, riviste chiedono vicinanza, non grandi sale.
La serie dei focus sulla collezione
Il catalogo appartiene alla collana MAXXI Arte Collection Focus Series, dedicata agli approfondimenti sulle collezioni del museo. Il focus su segno si inserisce in questo filone: far conoscere, uno alla volta, i fondi che il museo acquisisce.
Una curiosità sull'archivio della rivista segno al MAXXI — fino al 18 ottobre 2026
La curiosità più interessante di questo focus riguarda le date. Segno nasce nel 1976; il MAXXI apre nel 2010. La rivista ha quindi raccontato l'arte contemporanea per trentaquattro anni prima che esistesse un museo nazionale italiano dedicato alle arti del XXI secolo. Ora è il museo a raccontare la rivista.
È un rovesciamento significativo. Per decenni, in Italia, le riviste d'arte hanno svolto un ruolo che altrove spettava ai musei: documentare, selezionare, giudicare. L'acquisizione dell'archivio di segno da parte del MAXXI riconosce questo ruolo e lo trasforma in patrimonio pubblico. Le pagine che un tempo si sfogliavano in edicola o in libreria diventano documenti conservati in un museo nazionale.
C'è poi un secondo dettaglio. Il titolo del focus porta le date 1976-2026, ma le fotografie dell'immagine di testata arrivano al 2025. L'archivio arriva quindi fino a tempi recentissimi, e il focus celebra il cinquantesimo anno della rivista nel momento stesso in cui cade: non è la mostra di un passato lontano, ma di una storia che arriva fino a oggi.
Infine, la scelta della minuscola. Il museo scrive sempre segno con l'iniziale minuscola, rispettando la grafia della testata. È un piccolo segno di rispetto, appunto, per l'identità di una rivista che ha fatto della grafia parte del proprio carattere.
Il MAXXI, la sede del focus
Il MAXXI è il primo museo nazionale italiano dedicato alle arti e all'architettura contemporanee. È stato inaugurato nel 2010 su progetto di Zaha Hadid, vincitrice del concorso internazionale bandito nel 1998.
Dalla caserma al museo
Nel 1997 il Ministero per i Beni Culturali ottenne dal Ministero della Difesa un'ampia area nel quartiere Flaminio, occupata da officine e padiglioni della ex Caserma Montello, da tempo in disuso. Su quel terreno militare nacque il museo.
Un concorso mondiale
Al concorso del 1998 arrivarono 273 candidature da tutto il mondo. La giuria scelse Zaha Hadid per la capacità del progetto di integrarsi nel tessuto urbano e per una soluzione architettonica innovativa, capace di dare alla nuova istituzione una sequenza di spazi pubblici.
L'edificio e la piazza
Il progetto si estende su 29.000 metri quadrati intorno a una grande piazza aperta, intitolata ad Alighiero Boetti, dove sono esposte opere e che resta aperta gratuitamente in occasione degli eventi del museo, anche fuori orario.
Le collezioni
Le collezioni sono esposte a rotazione insieme alle mostre temporanee. Tre installazioni sono sempre visibili: quelle di Anish Kapoor, di Sol LeWitt e di Maurizio Mochetti. L'archivio di segno entra a far parte del patrimonio del museo.
Una cosa che non ti dice nessuno sull'archivio della rivista segno al MAXXI — fino al 18 ottobre 2026
Quasi nessuno lo dice, ma un focus d'archivio come questo chiede più tempo di quanto le sue dimensioni facciano pensare. Lo spazio è raccolto, ma i materiali sono documenti: fotografie, pagine, carte. Si leggono, non si guardano soltanto. Chi passa dal foyer Carlo Scarpa in cinque minuti, tra una sala e l'altra, vede solo vetrine.
La seconda cosa poco nota riguarda il pubblico. Un focus su una rivista d'arte sembra destinato agli addetti ai lavori, ma le fotografie dell'archivio, dal 1976 al 2025, raccontano anche come è cambiato il mondo dell'arte: i volti, gli abiti, gli spazi delle inaugurazioni. Chi non conosce nessun nome può comunque leggere cinquant'anni di costume culturale.
Terza cosa: il biglietto del museo. Il focus non ha un biglietto separato, ma si visita con il biglietto del MAXXI, che dà accesso anche alle altre mostre e alle installazioni permanenti. Conviene quindi organizzare una visita più ampia, non solo il focus.
Infine, il calendario. Il focus chiude il 18 ottobre, e nella seconda metà del mese il Flaminio è molto frequentato per gli appuntamenti autunnali dell'Auditorium. Chi può, anticipi la visita a un giorno feriale della prima metà di ottobre.
Come arrivare al MAXXI
Il MAXXI si raggiunge dal centro con la metro A fino alla stazione Flaminio e poi con il tram 2, che porta a piazza Mancini attraversando il quartiere del museo.
La combinazione metro e tram
Dalla stazione Flaminio della metro A, in piazzale Flaminio, parte il tram 2. La fermata utile è quella più vicina a via Guido Reni; da lì si cammina verso il Tevere. È la soluzione più affidabile nei giorni di traffico.
Le linee di autobus
In zona passano il 910, da Termini a piazza Mancini, il 53, da piazza Mancini a largo Chigi, il 168, da largo Maresciallo Diaz alla stazione Tiburtina, e il 982, da viale XVII Olimpiade alla stazione Quattro Venti.
La fermata del museo
Su via Guido Reni c'è una fermata ATAC che porta il nome del museo, segnalata come accessibile alle sedie a rotelle. Le linee possono cambiare: prima di partire conviene controllare il calcolatore ATAC.
La ferrovia Roma Nord
Chi arriva dal quadrante nord può usare la ferrovia Roma Nord e scendere a piazza Euclide, poi proseguire verso via Flaminia.
In auto
Il parcheggio su strada è difficile, soprattutto nelle sere di concerto all'Auditorium Parco della Musica o di partita allo Stadio Olimpico. L'Auditorium ha due parcheggi a pagamento, con accesso da viale Pietro de Coubertin, a una decina di minuti a piedi dal museo.
Il consiglio che ti do per visitare l'archivio della rivista segno al MAXXI — fino al 18 ottobre 2026
Il consiglio è di dedicare al focus almeno mezz'ora, in un giorno feriale, e di inserirlo in una visita più ampia al museo. Con lo stesso biglietto si vedono le altre mostre e le installazioni permanenti: usare il focus su segno come pausa di lettura tra due sale più spettacolari è il modo migliore per apprezzarlo.
Secondo punto: partire dalle fotografie. L'immagine di testata del focus è una selezione di fotografie dell'archivio dal 1976 al 2025. Guardarle in ordine, cercando come cambiano gli spazi, i volti, il modo di presentare l'arte, è una lezione di storia culturale in pochi metri.
Terzo punto: leggere almeno una pagina. Un archivio di rivista è fatto di parole. Fermarsi davanti a una pagina esposta e leggerla per intero, come si leggeva la rivista, restituisce la voce critica che il museo ha voluto celebrare.
Quarto punto: considerare il catalogo. Per chi studia o lavora nell'arte, il volume della MAXXI Arte Collection Focus Series è il modo di portarsi a casa ciò che in mostra si può solo sfiorare.
Quinto punto: arrivare presto. Il museo apre alle 11 e chiude alle 19; la biglietteria chiude alle 18. Un pomeriggio d'ottobre, entrando verso le 15, lascia il tempo per il focus, per un'altra mostra e per la piazza con la luce del tramonto.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che il MAXXI sia stato progettato da Zaha Hadid lo sanno tutti. Che il concorso del 1998 chiedesse non uno ma due musei, uno per l'architettura e uno per le arti del XXI secolo, insieme a spazi per le produzioni sperimentali, una biblioteca, un auditorium, spazi per gli eventi dal vivo e per la didattica, è un fatto citato molto meno spesso.
Il dettaglio è rilevante per il focus su segno. Un museo pensato fin dall'inizio con una biblioteca e con spazi per lo studio è il luogo naturale per un archivio di rivista. L'acquisizione del fondo di segno non è un'eccezione, ma la conseguenza della vocazione documentaria del MAXXI, che non si limita a esporre opere ma raccoglie le fonti per studiarle.
C'è un secondo fatto poco citato, che riguarda il quartiere. Il portale turistico di Roma Capitale ricorda che il Flaminio è storicamente il primo quartiere della Capitale. In poco più di un decennio, tra il 2002 e il 2010, vi sono sorte due delle architetture contemporanee più discusse di Roma: l'Auditorium di Renzo Piano, su un'area tra il Villaggio Olimpico e lo stadio Flaminio, e il MAXXI, su un'area militare dismessa.
Visitare un focus sulla storia della critica d'arte contemporanea in questo quartiere significa trovarsi nel luogo in cui Roma ha deciso, a cavallo del millennio, di dare una casa stabile al contemporaneo.
La foto giusta da fare all'archivio della rivista segno al MAXXI — fino al 18 ottobre 2026
La foto giusta, per un focus d'archivio, è quella di un dettaglio: una pagina, una fotografia d'epoca, una copertina. Inquadrata da vicino, con la luce della vetrina, racconta più di una veduta d'insieme. Le regole sulle fotografie in sala le stabilisce il museo, e vanno rispettate.
La seconda foto da fare è fuori, sulla piazza Alighiero Boetti, con l'edificio di Zaha Hadid alle spalle. A metà ottobre il tardo pomeriggio porta una luce calda e radente sulle superfici del museo: è il momento migliore. Una persona piccola sulla piazza dà la scala.
La terza foto, per chi attraversa il Tevere, si fa dal Ponte della Musica verso il Flaminio, all'ora blu. Il museo non si vede per intero, ma si coglie il rapporto tra il quartiere e il fiume.
Infine, un esercizio coerente con il tema: fotografare una pagina di giornale o di rivista che si ha con sé, uscendo dal museo, accanto all'edificio. Un archivio nasce sempre così, da un documento qualunque conservato con cura.
Il Flaminio intorno al MAXXI: cosa c'è vicino
Il MAXXI si trova nel Flaminio, tra via Flaminia, il Tevere e la collina dei Parioli. Intorno ci sono l'Auditorium Parco della Musica, il Ponte della Musica, Villa Glori e, oltre il fiume, il Foro Italico.
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone
Progettato da Renzo Piano, l'Auditorium è stato inaugurato nel 2002: il 21 aprile le sale Petrassi e Sinopoli, il 21 dicembre la sala Santa Cecilia. Durante i lavori furono trovati i resti di una villa romana, integrata nel complesso. Dal 2020 è intitolato a Ennio Morricone.
L'arte nel foyer dell'Auditorium
Nel foyer dell'Auditorium corre un percorso di venti installazioni al neon di Maurizio Nannucci; sono esposti alcuni Cellotex di Alberto Burri e «Humptulis» di Alexander Calder, del 1965. Nei giardini ci sono due sculture di Keith Haring del 1989.
Villa Glori
Alle spalle dell'Auditorium sale la collina di Villa Glori, aperta al pubblico nel 1924 come Parco della Rimembranza su progetto di Raffaele De Vico. Dal 1997 ospita installazioni di artisti contemporanei, tra cui Kounellis e Staccioli.
Villa Borghese e Valle Giulia
Verso sud si raggiungono piazzale Flaminio e Villa Borghese, con la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea e il Museo Etrusco di Villa Giulia.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il Flaminio e il MAXXI hanno una storia recente ma densa, che si intreccia con quella della rivista segno.
1867: i Cairoli a Villa Glori
Il 23 ottobre 1867 una settantina di volontari guidati da Enrico e Giovanni Cairoli, arrivati a Ponte Milvio senza i rinforzi sperati, si rifugiò sulla collina di Villa Glori, dove fu sconfitta dall'esercito pontificio. Enrico morì, Giovanni fu gravemente ferito.
1976: nasce segno
A Pescara Umberto Sala e Lucia Spadano fondano la rivista segno, Attualità Internazionali d'Arte Contemporanea.
1997-1998: la caserma e il concorso
L'area della ex Caserma Montello passa al Ministero per i Beni Culturali; l'anno dopo il concorso internazionale, vinto da Zaha Hadid tra 273 candidature.
2010: apre il MAXXI
Il primo museo nazionale italiano per le arti e l'architettura contemporanee apre al pubblico.
2026: l'archivio entra al museo
Nel cinquantesimo anno della rivista, il suo archivio è acquisito nel patrimonio del MAXXI e presentato al pubblico con il focus curato da Paolo Balmas.
Chi è passato dall'archivio della rivista segno al MAXXI — fino al 18 ottobre 2026
Dall'archivio della rivista segno sono passati, in cinquant'anni, gli artisti, i critici e le mostre che la rivista ha raccontato: la scena nazionale e quella internazionale, con i loro radicali cambiamenti di linguaggio. Le fotografie dell'archivio, dal 1976 al 2025, ne conservano i volti.
Al centro di tutto ci sono i due fondatori, Umberto Sala e Lucia Spadano, giovani coniugi quando fondarono la rivista a Pescara. Accanto a loro, le molte firme della cronaca e della critica che hanno scritto per segno. E oggi il curatore del focus, Paolo Balmas.
Dal MAXXI, che ora custodisce quell'archivio, sono passati a loro volta grandi nomi: Zaha Hadid, che ha progettato l'edificio; Anish Kapoor, Sol LeWitt e Maurizio Mochetti, le cui opere sono sempre visibili; Alighiero Boetti, che dà il nome alla piazza. Carlo Scarpa dà il nome al foyer in cui il focus è allestito.
Nel quartiere intorno sono passati Renzo Piano, Ennio Morricone, Maurizio Nannucci, Alberto Burri, Alexander Calder, Keith Haring, i fratelli Cairoli, Raffaele De Vico, Jannis Kounellis. Un focus su una rivista che ha raccontato l'arte contemporanea si trova in un quartiere in cui l'arte contemporanea è di casa.
Accessibilità e servizi del MAXXI
Il MAXXI è indicato dal portale turistico di Roma Capitale come museo accessibile alle persone con disabilità, con servizi igienici dedicati. La fermata ATAC su via Guido Reni è segnalata come accessibile alle sedie a rotelle.
I servizi
Il museo offre guardaroba, caffetteria, bar e ristorante, audioguide, attività didattiche e laboratori. Per riduzioni e gratuità il riferimento è il sito ufficiale; per informazioni pratiche il numero è 06 3201954.
Parcheggi riservati
I due parcheggi a pagamento dell'Auditorium, a una decina di minuti a piedi dal MAXXI, hanno posti riservati alle persone con disabilità.
Dove mangiare vicino al MAXXI
Il MAXXI ha al suo interno caffetteria, bar e ristorante: per una visita che unisce il focus su segno ad altre mostre, è la soluzione più comoda.
L'Auditorium
A una decina di minuti a piedi, l'Auditorium Parco della Musica ha bar e ristorante, circondati dal verde dei giardini pensili.
Parioli e Ponte Milvio
Per una cena dopo la visita, i Parioli, descritti dal portale turistico di Roma Capitale come zona di cocktail bar e ristoranti alla moda, e Ponte Milvio si raggiungono in pochi minuti di taxi.
Come organizzare la visita al MAXXI con il focus su segno
Una visita al MAXXI costruita intorno al focus sulla rivista segno si organizza in mezza giornata, con il focus come tappa di lettura dentro un percorso più ampio.
Quanto tempo serve
Per il focus servono da trenta a quaranta minuti, se si leggono i documenti esposti. A questi si aggiungono le altre mostre in corso, le installazioni permanenti di Anish Kapoor, Sol LeWitt e Maurizio Mochetti e la piazza: con il trasporto dal centro, una visita completa occupa tra le tre e le cinque ore.
Il giorno giusto
Il MAXXI è chiuso il lunedì. Il giorno migliore è un martedì o un mercoledì, l'ora migliore il primo pomeriggio. Il fine settimana del 17 e 18 ottobre, l'ultimo del focus, è quello da evitare.
L'ordine della visita
Il consiglio è di cominciare dalle sale più ampie e di arrivare al foyer Carlo Scarpa a metà visita, quando serve una pausa dal ritmo delle grandi installazioni. Un archivio di carte e fotografie si apprezza meglio con lo sguardo riposato.
Per chi è il focus sulla rivista segno
Il focus sull'archivio della rivista segno è pensato per un pubblico curioso di arte contemporanea, ma non solo per gli specialisti.
Studenti e appassionati
Per chi studia storia dell'arte, comunicazione o editoria, il focus è un piccolo manuale dal vero: come si costruisce una rivista, come si documenta una scena artistica, come si conserva un archivio. Il catalogo completa il percorso, e resta come strumento di studio anche dopo la chiusura del focus.
Ragazzi e famiglie
Con i ragazzi più grandi il focus può diventare un gioco di confronto tra epoche: cercare nelle fotografie come cambiano abiti, spazi e strumenti dal 1976 al 2025. Per i bambini piccoli il museo propone laboratori e attività didattiche, con calendario sul sito ufficiale.
Il MAXXI a ottobre: il periodo dell'anno a Roma
Le ultime settimane del focus cadono nella prima metà di ottobre, quando a Roma le giornate sono ancora miti e il Flaminio si riempie di appuntamenti autunnali.
Il clima
A ottobre il pomeriggio romano è ancora lungo abbastanza per uscire dal museo con la luce e attraversare la piazza o il Ponte della Musica prima del tramonto.
Il quartiere in autunno
Nel complesso dell'Auditorium ha sede anche la Fondazione Cinema per Roma, che organizza la Festa del Cinema: nei giorni del festival il quartiere è più animato del solito, e conviene tenerne conto per il traffico e i parcheggi.
Domande frequenti sull'archivio della rivista segno al MAXXI
Fino a quando si può vedere il focus sulla rivista segno al MAXXI?
Il focus L'archivio della rivista segno è aperto al MAXXI fino a domenica 18 ottobre 2026, nel foyer Carlo Scarpa. Era stato inaugurato il 2 aprile 2026, in occasione dei cinquant'anni della rivista.
Serve un biglietto per vedere il focus su segno?
Il focus sull'archivio della rivista segno si visita con il biglietto del MAXXI, i cui prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del museo. Lo stesso biglietto dà accesso alle altre mostre in corso e alle installazioni permanenti.
Quali sono gli orari del MAXXI?
Il MAXXI è aperto dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19; il lunedì è chiuso. La biglietteria del museo chiude un'ora prima, alle 18.
Che cos'è la rivista segno?
Segno è una rivista d'arte contemporanea fondata a Pescara nel 1976 dai coniugi Umberto Sala e Lucia Spadano, con il sottotitolo Attualità Internazionali d'Arte Contemporanea. In cinquant'anni ha documentato la scena italiana e internazionale.
Chi ha curato il focus al MAXXI?
Il focus sull'archivio della rivista segno al MAXXI è curato da Paolo Balmas. È affiancato da un catalogo nella collana MAXXI Arte Collection Focus Series.
Come si arriva al MAXXI?
Il MAXXI, in via Guido Reni 4/A, si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 verso piazza Mancini, oppure con gli autobus 53, 910, 168 e 982. Su via Guido Reni c'è una fermata che porta il nome del museo.
Il consiglio finale sull'archivio della rivista segno al MAXXI
Il focus su segno è piccolo, ma racconta una storia grande: cinquant'anni di arte contemporanea visti da una rivista nata a Pescara, ora entrata in un museo nazionale. Il consiglio è di vederlo prima del 18 ottobre, dedicandogli mezz'ora di lettura vera, e di unirlo a una visita più ampia del MAXXI, con lo stesso biglietto.
Poi uscire sulla piazza, guardare l'edificio di Zaha Hadid e camminare verso l'Auditorium o il Ponte della Musica. Per la scheda del museo il punto di partenza è la pagina del MAXXI; le informazioni ufficiali sul focus sono sul sito del MAXXI.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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