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Sei Nazioni 2027 all’Olimpico — le partite dell’Italia a Roma, 13 febbraio, 6 e 13 marzo

Sei Nazioni 2027 a Roma: l'Italia gioca in casa allo Stadio Olimpico sabato 13 febbraio contro l'Irlanda, sabato 6 marzo contro la Francia e sabato 13 marzo contro il Galles, sempre alle 15:10. Lo stadio si trova nel Parco del Foro Italico, in viale dei Gladiatori 2, 00135 Roma, sulla riva destra del Tevere ai piedi di Monte Mario. Il modo più semplice per arrivarci è la metro A fino a Flaminio e poi il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, da cui si attraversa a piedi il ponte Duca d'Aosta; in alternativa gli autobus 32, 280, 910 e le linee che fanno capo a piazzale Clodio. I prezzi pubblicati dalla Federazione Italiana Rugby, comprensivi di prevendita, partono da 42 euro in Curva e salgono a 56 euro nei Distinti, da 77 a 147 euro nelle tribune Tevere e Monte Mario a seconda della partita, fino ai 170 euro della Tribuna Tevere VIP. I biglietti si comprano esclusivamente sul circuito di prevendita autorizzato dalla FIR, raggiungibile dalla pagina del torneo sul sito ufficiale della Federazione Italiana Rugby: la Federazione avverte che ogni altra piattaforma non è autorizzata.

Il Sei Nazioni è il torneo più antico del rugby internazionale, e da quando l'Italia vi è entrata nel 2000 è diventato l'evento sportivo invernale di Roma. Tre sabati pomeriggio, settantamila posti, un villaggio di festa nel parco e una città piena di irlandesi, francesi e gallesi che scendono a Roma per la partita e restano per il fine settimana. Nei weekend del torneo il Foro Italico cambia pelle, e il pubblico del rugby è il più piacevole che si possa incontrare in uno stadio italiano.

Sei Nazioni 2027 a Roma: le tre partite dell'Italia in breve

Le tre partite interne dell'Italia nel Guinness Sei Nazioni 2027 sono tutte allo Stadio Olimpico e tutte di sabato alle 15:10: Irlanda il 13 febbraio (seconda giornata), Francia il 6 marzo (quarta giornata), Galles il 13 marzo (quinta e ultima giornata). La prevendita è aperta dal 9 aprile 2026, come comunicato dalla Federazione Italiana Rugby, e il calendario è stato presentato con un avversario per ciascun momento del torneo: l'Irlanda in apertura, i campioni in carica della Francia a metà strada, il Galles nella giornata conclusiva.

Italia contro Irlanda, sabato 13 febbraio 2027

È la prima partita casalinga dell'Italia nel torneo 2027 e cade alla seconda giornata, una settimana dopo l'esordio in trasferta a Murrayfield. L'Irlanda è l'avversario che negli ultimi anni ha rappresentato il punto più alto del rugby europeo: nel 2024, anno del miglior Sei Nazioni azzurro fino a quel momento, l'unica sconfitta pesante dell'Italia fu proprio il 36-0 contro l'Irlanda. All'Olimpico, però, gli azzurri hanno un ricordo preciso: il 22-15 del 16 marzo 2013, una delle due vittorie di quella stagione davanti al pubblico romano.

Italia contro Francia, sabato 6 marzo 2027, e il Trofeo Garibaldi

La Francia arriva a Roma da campione in carica: nel 2026 i Bleus di Fabien Galthié hanno vinto il torneo con un calcio allo scadere del loro estremo Ramos, in un'edizione che la Federazione ha definito di equilibrio senza pari. Italia e Francia si giocano ogni anno il Trofeo Giuseppe Garibaldi, istituito nel 2007 per il bicentenario della nascita dell'eroe dei due mondi, nato a Nizza quando la città apparteneva ancora alla contea sabauda. La partita è la quarta giornata del torneo e cade poco meno di un mese dopo la sfida con l'Irlanda.

Italia contro Galles, sabato 13 marzo 2027: il Super Saturday

L'ultima giornata del Sei Nazioni si gioca tradizionalmente in un solo sabato, con tre partite consecutive: il cosiddetto Super Saturday. Nel 2027 tocca all'Italia aprirlo, alle 15:10, ricevendo il Galles all'Olimpico. È la partita con i prezzi leggermente più bassi in tribuna, ma è anche quella in cui il pubblico resta al villaggio fino a sera per seguire sugli schermi le due partite successive, quelle in cui si assegna il titolo.

Il calendario completo dell'Italia nel Sei Nazioni 2027

L'Italia gioca cinque partite nel Sei Nazioni 2027: due in trasferta e tre in casa, con le tre casalinghe tutte a Roma. La sequenza, ricostruita dalle pagine della Federazione Italiana Rugby, è questa: Scozia contro Italia a Murrayfield sabato 6 febbraio alle 15:10 ora italiana, Italia contro Irlanda all'Olimpico il 13 febbraio, Inghilterra contro Italia a Twickenham il 20 febbraio alle 17:40 ora italiana, Italia contro Francia all'Olimpico il 6 marzo, Italia contro Galles all'Olimpico il 13 marzo.

Le due trasferte: Murrayfield e Twickenham

L'esordio a Edimburgo è un classico degli azzurri: la Scozia è la squadra contro cui l'Italia ha vinto più volte nel torneo, a partire dalla prima partita di sempre nel 2000. La trasferta di Twickenham arriva invece dopo la vittoria più celebrata della storia recente, il 23-18 dell'Olimpico del 7 marzo 2026, la prima dell'Italia contro l'Inghilterra. Per chi segue la Nazionale anche fuori casa la Federazione pubblica una pagina dedicata alle trasferte con le modalità di richiesta dei biglietti.

Perché l'orario delle 15:10 conta

Le tre partite di Roma iniziano alle 15:10, un orario pensato per la televisione europea ma comodo anche per chi viene da fuori: si arriva in città in mattinata, si pranza presto, si entra al villaggio all'ora di pranzo e si esce dallo stadio intorno alle cinque del pomeriggio, con la luce ancora buona a marzo e già calante a febbraio. Chi riparte in giornata ha margine per un treno serale; chi resta ha la sera libera per la città.

Da dove arriva l'Italia di Quesada al Sei Nazioni 2027

L'Italia arriva al Sei Nazioni 2027 dal quarto posto dell'edizione 2026, con due vittorie in casa su Scozia e Inghilterra e un Olimpico rimasto inviolato per la prima volta in ventisei anni di partecipazione. L'allenatore è l'argentino Gonzalo Quesada, alla guida della squadra dal ciclo che nel 2024 aveva già prodotto il miglior torneo azzurro fino a quel momento: due vittorie, un pareggio e una sola sconfitta larga.

Il 2026, l'anno della prima vittoria sull'Inghilterra

Il 7 marzo 2026, allo Stadio Olimpico, l'Italia ha battuto l'Inghilterra 23-18. La meta decisiva è stata di Leonardo Marin, al termine di un'azione costruita sull'asse Ioane e Menoncello. Per il rugby italiano è stata una data storica: l'Inghilterra, gli inventori del gioco, era l'unica squadra del torneo che l'Italia non avesse mai battuto. Un mese prima, il 7 febbraio, gli azzurri avevano già vinto contro la Scozia, e i giocatori erano saliti sul palco del villaggio a festeggiare con il pubblico.

Il fortino dell'Olimpico

I numeri dell'edizione 2026 diffusi dalla Federazione descrivono uno stadio pieno: 68.245 spettatori contro la Scozia, 68.985 per il tutto esaurito contro l'Inghilterra, 137.230 biglietti in due partite, circa il 99 per cento della capienza. L'incasso da biglietteria ha superato i sette milioni di euro, con una crescita del 51 per cento rispetto al 2024, e oltre 120.000 persone sono rimaste al villaggio del Foro Italico a festeggiare dopo le partite. Per un torneo in cui l'Italia per anni ha giocato davanti a spalti generosi ma non esauriti, è un cambio di scala.

I giocatori da guardare

Il capitano è Michele Lamaro, che nel 2024 fu il primo del torneo per placcaggi eseguiti, in un'edizione in cui nessuna squadra placcò più dell'Italia. Tommaso Menoncello, centro, è stato eletto miglior giocatore del Sei Nazioni 2024 e nel 2026 era candidato al titolo di MVP per il terzo anno consecutivo, con tre azzurri inseriti nel quindici ideale del torneo. Ange Capuozzo, estremo italo-francese, è il giocatore capace di cambiare una partita con un solo pallone in mano. Le formazioni ufficiali si conoscono solo nei giorni che precedono ciascuna partita.

Biglietti per il Sei Nazioni 2027 all'Olimpico: prezzi e settori

I biglietti per le tre partite dell'Italia all'Olimpico costano da 42 a 170 euro, prevendita inclusa, secondo il listino pubblicato dalla Federazione Italiana Rugby. Lo stadio, nel suo allestimento per il rugby, è diviso in otto settori acquistabili. Italia contro Irlanda e Italia contro Francia hanno lo stesso listino; Italia contro Galles costa qualcosa in meno in tribuna, mentre Curve, Distinti e Tevere VIP hanno lo stesso prezzo per tutte e tre le date.

Curve e Distinti

La Curva costa 42 euro per ciascuna delle tre partite, i Distinti 56 euro. Sono i settori scelti da chi vuole il clima dello stadio senza spendere troppo, e dalle famiglie che vanno per la prima volta. I Distinti, che all'Olimpico sono i quattro spicchi fra le curve e le tribune, offrono una visuale più angolata ma più vicina al centro del campo rispetto alle curve.

Tribuna Tevere e Tribuna Monte Mario

La Tribuna Tevere costa 87 euro per Irlanda e Francia e 77 euro per il Galles; la Tevere Centrale 120 e 112 euro; la Tevere Top 140 e 127 euro; la Tevere VIP 170 euro per tutte e tre le partite. La Tribuna Monte Mario costa 122 euro per Irlanda e Francia e 112 per il Galles, la Monte Mario Top 147 e 137 euro. Le cifre sono quelle del listino federale; eventuali variazioni vengono pubblicate sulla pagina del torneo del sito ufficiale.

PromoClub per società e tesserati

Anche per il 2027 la Federazione riserva alle società affiliate e ai tesserati la tariffa PromoClub, con prezzi ridotti: 20 euro in Curva, 28 nei Distinti, 47 in Tevere, 67 in Tevere Centrale e Monte Mario, 82 in Tevere Top, 92 in Monte Mario Top. L'idea, dichiarata dalla FIR, è consentire all'intero movimento rugbistico italiano di vivere la festa del torneo: è il motivo per cui all'Olimpico si vedono tante tute di club, dalle under ai veterani.

Gruppi, hospitality e acquisti sicuri

Per acquisti superiori ai dieci biglietti la Federazione ha un Ufficio Gruppi dedicato, contattabile all'indirizzo ufficiogruppi@federugby.it; per le altre domande sul ticketing c'è la biglietteria federale, biglietteria@federugby.it. Esistono pacchetti hospitality con servizi dedicati, presentati su una sezione apposita del sito federale. La FIR ricorda che l'unica piattaforma autorizzata alla vendita dei biglietti per i suoi eventi è quella del partner ufficiale, raggiungibile dal sito federale, e invita a segnalare le piattaforme non autorizzate.

Dove sedersi all'Olimpico per il Sei Nazioni

All'Olimpico la scelta del settore per il rugby dipende da tre fattori: il budget, la luce del pomeriggio e il tipo di esperienza. Lo stadio è una gradinata unica suddivisa in Tribune (Tevere e Monte Mario), Curve (Nord e Sud) e Distinti, questi ultimi collocati fra curve e tribune su entrambi i lati.

Tevere o Monte Mario: la questione del sole

La Tribuna Tevere è sul lato del fiume, a est; la Monte Mario sul lato della collina, a ovest. Nel pomeriggio il sole scende verso Monte Mario: chi è in Tevere guarda il campo verso ovest, chi è in Monte Mario ha la luce alle spalle. A febbraio, con il sole basso, la differenza si sente. Dal 1990 tutto lo stadio è coperto dalla tettoia, quindi la pioggia è un problema minore rispetto al passato, ma nelle prime file si può comunque prendere acqua con il vento.

Curve: vicine alla meta, lontane dal centro

Nel 1990, durante la ricostruzione, le due curve furono avvicinate di nove metri al terreno di gioco. Per il rugby significa che le curve vedono da vicino le mete segnate sotto di loro e da lontano tutto il resto. Il rugby, a differenza del calcio, si gioca molto sul lato corto dell'area di meta: le mischie a cinque metri e le maul da touche si vedono meglio da lì che da una tribuna alta. È un'esperienza diversa, non peggiore.

Il Terzo Tempo Village al Parco del Foro Italico

Il Peroni Nastro Azzurro Terzo Tempo Village è il villaggio di festa allestito nel Parco del Foro Italico nei giorni delle partite dell'Italia, confermato per il 13 febbraio, il 6 marzo e il 13 marzo 2027. La partnership fra il marchio e la Federazione ha compiuto vent'anni ed è, secondo la FIR, una delle sponsorizzazioni più longeve dello sport italiano. Il nome non è casuale: nel rugby il terzo tempo è il momento dopo la partita in cui squadre e tifosi si ritrovano insieme, ed è parte dell'identità di questo sport quanto la mischia.

Prima della partita

Il villaggio apre prima della partita e diventa, per molti, il vero punto d'incontro della giornata: gruppi di club arrivati in pullman da tutta Italia, famiglie, tifosi stranieri con le maglie delle loro nazionali. Al centro c'è uno spazio del marchio con incontri con i giocatori della Nazionale e con gli atleti del Team Illumina di Sport e Salute. Nel 2026 la musica era affidata a Radio Deejay e il cerimoniale prima del calcio d'inizio è stato arricchito da spettacoli pirotecnici e dalla collaborazione con l'Esercito Italiano.

Dopo il fischio finale

Il momento migliore è l'uscita dallo stadio. Nel 2026 gli azzurri sono stati presenza fissa sul palco del villaggio dopo le due vittorie, e la Federazione conta oltre 120.000 spettatori rimasti a festeggiare nel parco nelle due giornate. Nel giorno del Super Saturday il villaggio permette di seguire le altre partite del torneo, e il pomeriggio si allunga fino a sera. Il villaggio ha un proprio regolamento d'uso, pubblicato dalla FIR, che disciplina accesso e permanenza nell'area.

Una curiosità su Sei Nazioni 2027 all'Olimpico — le partite dell'Italia a Roma, 13 febbraio, 6 e 13 marzo

La prima partita dell'Italia nel Sei Nazioni all'Olimpico, l'11 febbraio 2012, si giocò in un sabato ghiacciato: quel fine settimana su Roma era caduta la neve, un evento raro per la città. L'avversaria era l'Inghilterra, che vinse 19-15. È una curiosità che dice molto del rapporto fra il rugby e Roma: il torneo si gioca in pieno inverno europeo, e la città che lo ospita è la più meridionale del Sei Nazioni.

La seconda curiosità riguarda il Trofeo Garibaldi, in palio nella partita del 6 marzo. Lo ha scolpito Jean-Pierre Rives, che prima di dedicarsi alla scultura è stato rugbista internazionale e più volte capitano della nazionale francese. Il trofeo fu proposto a fine 2006 dal Comitato nazionale per il bicentenario della nascita di Garibaldi e messo in palio per la prima volta il 3 febbraio 2007 al Flaminio, dove la Francia vinse 39-3. Da allora l'Italia lo ha conquistato due volte: 22-21 nel 2011, nell'ultima partita di sempre al Flaminio, e 23-18 nel 2013 all'Olimpico. Nel 2024 è arrivato il primo pareggio, 13-13 a Lille, e le due federazioni hanno tenuto il trofeo sei mesi ciascuna. Dal 2017 esiste anche il Trofeo Anita Garibaldi, che si giocano le nazionali femminili dei due paesi.

Terza curiosità, di tutt'altro genere: la Federazione Italiana Rugby ha la sua sede operativa dentro lo stadio, nella Curva Nord. Chi entra all'Olimpico per il Sei Nazioni, quindi, entra letteralmente a casa della Federazione che organizza la partita.

Lo Stadio Olimpico: come è fatto lo stadio del Sei Nazioni

Lo Stadio Olimpico di Roma è un impianto multifunzione con una capienza omologata di 70.634 spettatori, la seconda d'Italia dopo San Siro. Fa parte del complesso del Foro Italico, si trova nella piana fra le pendici meridionali di Monte Mario e il Tevere ed è di proprietà di Sport e Salute, la società pubblica che dal 2004 possiede l'intero Foro Italico. Per la storia completa dello stadio c'è una scheda dedicata; qui interessa capire come funziona il giorno della partita.

Dallo stadio dei Cipressi allo stadio dei Centomila

Il primo impianto nacque dentro il progetto del Foro Mussolini, avviato nel 1928 da Enrico Del Debbio: fu inaugurato incompleto nel 1932 come stadio dei Cipressi. Fra il 1933 e il 1937 Luigi Moretti ne rivide il progetto facendone una quinta scenica per le adunate del regime. La guerra fermò gli ampliamenti, e dopo la liberazione di Roma nel 1944 l'area fu occupata dalle truppe alleate. Il recupero fra il 1949 e il 1953 si deve a Cesare Valle, Carlo Roccatelli e, dopo la morte di quest'ultimo, ad Annibale Vitellozzi. Lo stadio riaprì il 17 maggio 1953 come stadio dei Centomila e prese il nome attuale dopo l'assegnazione a Roma delle Olimpiadi del 1960.

La ricostruzione del 1990 e la copertura

Quello che si vede oggi è in larga parte un altro stadio. Per i Mondiali di calcio del 1990 l'impianto fu demolito quasi del tutto: dell'edificio del 1953 sopravvisse solo una parte della facciata esterna della Tribuna Tevere. Le curve furono avvicinate al campo, la Tribuna Monte Mario fu ampliata e l'intero anello fu coperto da una tettoia in teflon e fibra di vetro sostenuta da un sistema di funi d'acciaio. La trave perimetrale corre a 29 metri dal piano stradale e poggia su sedici piloni, dodici in acciaio e quattro in cemento armato che contengono le scale. La sola copertura costò circa 160 miliardi di lire. Nel 2008, in vista della finale di Champions League dell'anno successivo, lo stadio fu ammodernato ancora: sedute più larghe, nuove aree hospitality, spogliatoi raddoppiati.

Settori e ingressi

Agli spalti si accede da 33 entrate: due per ciascun settore dei Distinti, quattro per ogni curva, sette per la Tribuna Tevere e dieci per la Monte Mario. I quattro piloni in cemento armato danno accesso al livello più alto degli spalti. Sul biglietto è indicato il varco: conviene individuarlo prima, perché fare il giro dello stadio dal lato sbagliato con la folla del pre partita costa facilmente un quarto d'ora.

Una cosa che non ti dice nessuno su Sei Nazioni 2027 all'Olimpico — le partite dell'Italia a Roma, 13 febbraio, 6 e 13 marzo

Quello che nessuno dice è che l'Olimpico non è nato come casa del rugby, e il rugby ci è arrivato quasi per necessità. Per le prime dodici edizioni del torneo l'Italia ha giocato al Flaminio, lo stadio di Pier Luigi Nervi e del figlio Antonio sull'altra riva del Tevere, a poche centinaia di metri in linea d'aria. Era uno stadio da circa 24.000 posti, bellissimo e raccolto, ma troppo piccolo: il comitato del torneo chiedeva almeno 40.000 posti, e il progetto di ampliamento annunciato nel 2010 non partì in tempo. Nel 2011 si parlò perfino di portare le partite a Firenze. Alla fine, dal 2012, FIR e CONI spostarono la Nazionale all'Olimpico in attesa dei lavori; poi i lavori si fermarono, la FIR rimise il mandato di gestione del Flaminio e il trasloco divenne definitivo.

Oggi il Flaminio è in abbandono, al centro di progetti di recupero che si susseguono da anni. Chi arriva all'Olimpico con il tram 2 ci passa accanto: vale la pena guardarlo, perché è lì che l'Italia ha battuto la Scozia all'esordio nel 2000 e la Francia nel 2011.

La seconda cosa che non si dice è che l'Olimpico aveva già un rapporto antico con il rugby, anche se discontinuo. Già nel 1954 vi si giocò la finale della Coppa Europa di rugby fra Italia e Francia, persa dagli azzurri 39-12 davanti a circa 25.000 spettatori. Fino al 1995, però, la Nazionale ci era tornata una sola volta, nel 1986, per il 15-15 contro una selezione dell'Inghilterra davanti a 40.000 persone. Il salto di scala del rugby italiano, dai 24.000 del Flaminio ai quasi 69.000 del 2026, è una storia recente.

Come arrivare allo Stadio Olimpico per il Sei Nazioni 2027

Allo Stadio Olimpico si arriva con il tram 2 da piazzale Flaminio fino a piazza Mancini, oppure con gli autobus che fanno capo a piazza Mancini, piazzale Clodio e al Lungotevere. La Federazione ha annunciato che il piano mobilità e viabilità specifico per il torneo 2027 sarà pubblicato nei mesi che precedono la prima partita: nei giorni di gara alcune linee vengono deviate e le strade intorno al Foro Italico chiuse, quindi conviene controllarlo prima di uscire.

Tram 2 da piazzale Flaminio

Il tram 2 parte da piazzale Flaminio, dove si scende dalla metro A alla fermata Flaminio e dove arriva anche la ferrovia Roma-Civita Castellana-Viterbo, e raggiunge piazza Mancini in circa quindici minuti. Da piazza Mancini si attraversa a piedi il ponte Duca d'Aosta e si è davanti all'obelisco del Foro Italico, con lo stadio sullo sfondo. È la soluzione più semplice per chi alloggia in centro: metro A fino a Flaminio, tram, dieci minuti a piedi.

Metro A e l'ultimo tratto a piedi

La metro A non arriva allo stadio. La fermata più vicina per chi vuole evitare i mezzi di superficie è Ottaviano, a circa trenta minuti a piedi. Può sembrare molto, ma nei giorni di partita, con le chiusure stradali e il traffico, camminare l'ultimo tratto è spesso la scelta più rapida, e il percorso si fa bene anche in gruppo.

Autobus: Clodio, Mancini, Lungotevere

Le linee di autobus per l'Olimpico si concentrano su tre punti. A piazzale Clodio arrivano, fra le altre, le linee 23, 30, 31, 70, 89 e 495. A piazza Mancini fanno capolinea il 53, il 201 e il 910, che collega direttamente la stazione Termini. Sul Lungotevere, davanti allo stadio, passano il 32, che è il più comodo per chi arriva dalla metro Ottaviano, e poi il 69, il 200, il 280, il 301, il 446, il 628 e il 911. Nei giorni di partita le linee del lungotevere vengono spesso deviate e attestate a piazza Mancini o nei dintorni.

Auto, sharing e parcheggi

Arrivare in auto il giorno del Sei Nazioni è sconsigliabile: le strade intorno al Foro Italico vengono chiuse e i parcheggi sono pochi. La zona è servita dai principali servizi di auto, scooter, bici e monopattini in condivisione; i parcheggi dedicati gestiti dalla Federazione sono riservati, con posti limitati, ai tifosi con disabilità motoria che ne fanno richiesta. Per chi arriva da fuori Roma con il treno, la stazione Termini è collegata a piazza Mancini dal bus 910.

Il consiglio che ti do per visitare Sei Nazioni 2027 all'Olimpico — le partite dell'Italia a Roma, 13 febbraio, 6 e 13 marzo

Il consiglio è semplice e vale per tutte e tre le partite: arrivate al Foro Italico entro l'una, non alle due e mezza. La partita inizia alle 15:10, ma la giornata del Sei Nazioni comincia molto prima, e chi arriva all'ultimo momento si perde la parte migliore e si trova in coda ai varchi con settantamila persone. Arrivando presto si attraversa il ponte Duca d'Aosta senza calca, si passa dal villaggio, si mangia qualcosa e si entra con calma, in tempo per gli inni. Gli inni al Sei Nazioni non sono un rito da saltare: sentire l'Olimpico cantare il Canto degli Italiani e ascoltare, con il rispetto che il rugby pretende, l'inno degli ospiti è parte dello spettacolo.

Secondo consiglio: scegliete la partita in base a quello che cercate. Italia contro Irlanda del 13 febbraio apre la stagione romana contro uno degli avversari più forti del torneo; Italia contro Francia del 6 marzo ha il Trofeo Garibaldi in palio e i campioni in carica in campo; Italia contro Galles del 13 marzo chiude il torneo e permette di restare al villaggio per le altre partite del Super Saturday. Per un primo Sei Nazioni con amici o figli, la scelta migliore è il Galles: stessa atmosfera, prezzi di tribuna un po' più bassi, pomeriggio più lungo.

Terzo consiglio, pratico: portate un documento e il biglietto sul telefono già scaricato, un ombrello tascabile (è ammesso) e uno strato in più. A febbraio, quando il sole cala dietro Monte Mario, sugli spalti fa freddo molto prima di quanto si immagini.

Cosa portare e cosa lasciare a casa per il Sei Nazioni all'Olimpico

All'Olimpico, per le partite di rugby, non sono ammessi contenitori in vetro, lattine e animali d'affezione; gli ombrelli tascabili invece sono consentiti. L'accesso e la permanenza nello stadio sono regolati da un regolamento d'uso pubblicato dalla Federazione, che l'acquisto del biglietto comporta di accettare, e da un'infografica con gli oggetti vietati diffusa sul sito federale. Gli striscioni sono ammessi solo entro i limiti stabiliti dalla FIR e previa autorizzazione della Commissione Impianti.

Bagagli e valigie

Chi arriva a Roma il giorno stesso della partita e riparte la sera ha un problema pratico: la valigia. La Federazione segnala un servizio di deposito bagagli convenzionato nella zona dello stadio, prenotabile dalla sua pagina dedicata all'Olimpico. In alternativa conviene lasciare i bagagli in stazione o in albergo prima di muoversi verso il Foro Italico: allo stadio con una valigia non si entra.

Sicurezza e comunicazioni

La Federazione lavora con le forze dell'ordine sulle procedure di sicurezza dentro e fuori lo stadio e comunica le informazioni rilevanti ai tifosi attraverso il portale federale e con cartelli sul posto. Nei giorni che precedono ogni partita vale la pena controllare gli aggiornamenti su viabilità e accessi pubblicati dalla FIR.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che l'Italia, nel Sei Nazioni, ha perso molto più di quanto abbia vinto. Il Post, per i venticinque anni di partecipazione, ha fatto i conti: 125 partite giocate fino al 2024, 15 vinte, un paio di pareggi, tutte le altre perse; 1.800 punti segnati e 4.226 subiti. Fra il 2015 e il 2022 sono passate 36 partite fra una vittoria e l'altra. E fra il 2013 e il 2024 l'Italia non ha vinto una sola partita in casa: più di dieci anni in cui, come ha scritto il giornale, una generazione di spettatori è passata dalle elementari alla patente senza vedere l'Italia vincere in Italia.

Quello che si cita poco è l'altra faccia di questi numeri: il pubblico non ha mai smesso di venire. Nei dodici anni senza vittorie casalinghe l'Olimpico ha continuato a riempirsi a febbraio e marzo, e la Federazione ha costruito intorno alla partita un'intera giornata di festa. Quando le vittorie sono tornate, 31-29 contro la Scozia il 9 marzo 2024, poi Scozia e Inghilterra nel 2026, lo stadio c'era già. Roma Capitale stima che nel 2025 l'impatto economico del torneo sulla città sia stato di 6,3 milioni di euro, in crescita del 19 per cento sul 2023.

C'è un altro fatto poco citato: il Sei Nazioni di Roma è certificato come evento sostenibile secondo la norma ISO 20121 dal 2022. La certificazione riguarda il modello di gestione sostenibile dell'evento e spiega perché la Federazione insista tanto sul trasporto pubblico.

Accessibilità: i servizi della FIR per il Sei Nazioni 2027

La Federazione Italiana Rugby mette a disposizione dei tifosi con disabilità certificata biglietti gratuiti per le partite delle Nazionali, con la possibilità di includere un accompagnatore, fino a esaurimento dei posti. Ogni persona può chiedere al massimo due biglietti gratuiti per evento; le richieste si fanno con un modulo di accredito dedicato a ciascuna partita e vengono valutate in ordine di arrivo.

Biglietti e accrediti per il 2027

Per le tre partite casalinghe del 2027 la Federazione segnala che i biglietti omaggio riservati alle persone con disabilità deambulanti sono esauriti; resta però possibile chiedere un codice promozionale con agevolazioni sull'acquisto scrivendo a accoglienzadisabili@federugby.it. Le richieste di accredito per le persone in sedia a rotelle restano aperte tramite i moduli di ciascuna partita. I biglietti vengono inviati via email entro tre giorni prima dell'evento, e la priorità nei parcheggi FIR dedicati va ai tifosi con disabilità motoria.

Navetta, golf car, Quiet Room e audiodescrizione

Per il 2027 la Federazione elenca una serie di servizi: una navetta con veicoli omologati della Protezione Civile Arvalia fra la stazione Termini e lo Stadio Olimpico, andata e ritorno, su prenotazione fino a esaurimento; tre golf car elettriche per gli spostamenti all'interno del Foro Italico; un servizio di sedia a rotelle per chi ha difficoltà motorie. In Tribuna Monte Mario, allo Sky Box 8, c'è una Quiet Room, uno spazio a stimoli sensoriali ridotti pensato per bambini con disabilità e disturbi dello spettro autistico. Per i tifosi ciechi e ipovedenti è attivo un servizio di radiocronaca dedicata in audiodescrizione. Tutti i servizi si chiedono via email all'indirizzo di accoglienza della FIR.

Il Sei Nazioni all'Olimpico con i bambini

Il Sei Nazioni è uno dei pochi grandi eventi sportivi italiani in cui portare i bambini allo stadio è la norma. Il pubblico del rugby è misto, le tifoserie siedono spesso vicine, il clima è di festa anche quando si perde. Nel 2026 Roma Capitale e la Federazione hanno portato allo stadio, con un progetto dedicato alle scuole, oltre 4.000 ragazzi di più di 140 istituti.

Quale settore scegliere con i figli

Con i bambini piccoli meglio i Distinti o la Tribuna Tevere: meno salite verso l'anello alto, vista laterale che aiuta a capire il gioco, e uscite più vicine. Le Curve vanno bene con ragazzi già abituati allo stadio. Per i bambini con disabilità e disturbi dello spettro autistico la Quiet Room della Tribuna Monte Mario è un servizio prezioso, da prenotare per tempo.

Spiegare il rugby in dieci minuti

Prima di entrare vale la pena spiegare ai bambini tre cose: si passa il pallone solo all'indietro, la meta si fa appoggiando l'ovale oltre la linea di fondo, e l'arbitro non si contesta. Il resto lo capiscono guardando. Il villaggio, con giochi e palco, aiuta a riempire l'attesa e a dare un senso alla giornata anche a chi non segue la partita fino all'ultimo minuto.

La foto giusta da fare a Sei Nazioni 2027 all'Olimpico — le partite dell'Italia a Roma, 13 febbraio, 6 e 13 marzo

La foto giusta non si fa dentro lo stadio, ma prima: dal ponte Duca d'Aosta, arrivando da piazza Mancini. Da lì si ha in un solo fotogramma il Tevere, l'obelisco all'ingresso del Foro Italico, il fiume di maglie azzurre, verdi, blu o rosse che attraversa il ponte e, sullo sfondo, la copertura bianca dell'Olimpico con il verde di Monte Mario alle spalle. Il momento migliore è fra mezzogiorno e le due, quando il flusso dei tifosi è al massimo e la luce di febbraio, bassa e laterale, esalta i colori.

Dentro lo stadio, la foto da fare è quella degli inni: le due squadre schierate sulla linea di metà campo, abbracciate spalla contro spalla, e le tribune in piedi. Dai Distinti, a metà altezza, si prende tutta la fila dei giocatori con la tribuna opposta alle spalle. Chi è in curva ha invece l'inquadratura migliore sui calci piazzati: il calciatore, i pali, e settantamila persone in silenzio.

La terza foto è quella del terzo tempo: gli azzurri sul palco del villaggio dopo la partita, come è successo dopo le vittorie del 2026 su Scozia e Inghilterra. Non è garantita, dipende dalla giornata e dal risultato, ma quando capita è il ritratto più fedele di questo sport: i giocatori a pochi metri dal pubblico, con la luce del tramonto che scende sul parco del Foro Italico. Un ultimo suggerimento: tenete il telefono carico, perché il pomeriggio è lungo e le occasioni sono molte.

Il quarto tempo: rugby e musei di Roma col biglietto del Sei Nazioni

Con il biglietto delle partite dell'Italia all'Olimpico, nel 2026 si potevano visitare gratuitamente quindici musei civici di Roma e tre musei statali nel weekend di gara: è l'iniziativa IV Tempo, Rugby e Cultura, promossa dalla Federazione con il Ministero della Cultura e Roma Capitale. La Federazione ha annunciato che le convenzioni per il 2027 saranno pubblicate quanto prima; l'elenco del 2026 dà un'idea di cosa aspettarsi.

I musei dell'edizione 2026

Nel 2026 erano inclusi i Musei Capitolini, la Centrale Montemartini, i Mercati di Traiano, il Museo della Forma Urbis, l'area archeologica del Circo Massimo, l'Area Sacra di Largo Argentina, il Museo dell'Ara Pacis, il Museo di Roma a Palazzo Braschi, il Museo di Roma in Trastevere, la Galleria comunale d'arte moderna, il Museo civico di Zoologia e i quattro musei di Villa Torlonia: Casino Nobile, Casino dei Principi, Casina delle Civette e Serra Moresca. Fra i musei statali c'erano la Casa museo Boncompagni Ludovisi, la Casa museo Hendrik Christian Andersen e il Museo nazionale degli Strumenti musicali.

Come organizzare il fine settimana

La partita è di sabato pomeriggio: la domenica è il giorno naturale per i musei. Un itinerario che funziona per chi viene da fuori è il sabato mattina in centro, pranzo leggero, Foro Italico e partita; la domenica Musei Capitolini e Mercati di Traiano, oppure l'Ara Pacis e una passeggiata fino a piazza del Popolo, che è a due passi da piazzale Flaminio e dal tram 2. Prima di contare sull'ingresso gratuito, verificate l'elenco del 2027 sul sito della Federazione.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Lo Stadio Olimpico è lo stadio italiano con più storia internazionale. Il 17 maggio 1953 fu inaugurato come stadio dei Centomila con una giornata multisportiva: un'amichevole di calcio fra Italia e Ungheria, vinta 3-0 dagli ungheresi con un gol di Hidegkuti e due di Puskás, seguita dall'arrivo di una tappa del Giro d'Italia vinta in volata da Giuseppe Minardi. L'anno dopo, nel 1954, ospitò la finale della Coppa Europa di rugby fra Italia e Francia.

Il 25 agosto 1960 fu il teatro della cerimonia d'apertura dei Giochi della XVII Olimpiade. Sulla sua pista Wilma Rudolph vinse tre ori, Livio Berruti conquistò l'oro dei 200 metri con il record del mondo eguagliato in semifinale e in finale, e caddero i primati mondiali di Otis Davis sui 400 e di Herb Elliott sui 1500.

Nel calcio l'Olimpico ha ospitato le finali degli Europei del 1968 e del 1980, la finale dei Mondiali del 1990 fra Germania Ovest e Argentina decisa da un rigore di Andreas Brehme, due finali di Coppa dei Campioni, nel 1977 e nel 1984, e due di Champions League, nel 1996 e nel 2009; l'11 giugno 2021 vi si aprì l'Europeo itinerante. Nell'atletica, oltre alle Olimpiadi, ha ospitato gli Europei del 1974 e del 2024, i Mondiali del 1987 e dal 1980 il Golden Gala, oggi intitolato a Pietro Mennea.

Per il rugby le date da ricordare sono tre. Il novembre 1995, quando il Sudafrica campione del mondo giocò qui il suo primo test dopo la vittoria mondiale e vinse 40-21, con l'Italia in vantaggio 21-17 fino a un quarto d'ora dalla fine, davanti a circa 40.000 persone. L'11 febbraio 2012, prima partita dell'Italia nel Sei Nazioni all'Olimpico, sotto la neve. E il 7 marzo 2026, Italia 23 Inghilterra 18, la prima vittoria di sempre degli azzurri sugli inglesi. Fra il 1954 e il 2024 la Nazionale maggiore ha giocato all'Olimpico 41 partite, 32 delle quali nel Sei Nazioni.

L'Italia nel Sei Nazioni: dal Flaminio all'Olimpico

L'Italia è entrata nel Sei Nazioni nel 2000, trasformando in Sei Nazioni il vecchio Cinque Nazioni, a sua volta erede dell'Home Nations Championship nato nel 1883 fra Inghilterra, Irlanda, Galles e Scozia, e allargato alla Francia nei primi anni del Novecento. Il torneo è a gestione privata e non prevede qualificazioni: si entra per accordo fra i soci. L'ingresso degli azzurri arrivò dopo un decennio di buoni risultati negli anni Novanta, ma anche dopo una Coppa del Mondo disastrosa, chiusa con un 101-3 contro la Nuova Zelanda.

Il 5 febbraio 2000 e Diego Domínguez

La prima partita fu in casa, al Flaminio, contro la Scozia, che aveva vinto l'ultimo Cinque Nazioni. Finì 34-20 per l'Italia. Il mediano di apertura italo-argentino Diego Domínguez segnò 29 dei 34 punti azzurri, con tre drop: nessuno, in tutta la storia del Cinque Nazioni, aveva fatto tanto in una partita d'esordio. La BBC scrisse che la vittoria confutava i dubbi sul fatto che gli italiani meritassero il torneo; i bookmaker davano l'esordio vincente cento a uno.

Le vittorie in casa

Le vittorie dell'Italia nel torneo sono state quasi sempre in casa e spesso di pochi punti. Fra quelle casalinghe, al Flaminio: Scozia nel 2000, Galles nel 2003, Scozia nel 2004, Galles nel 2007, Scozia nel 2008 e nel 2010, Francia nel 2011. All'Olimpico: Scozia 13-6 nel 2012, Francia 23-18 e Irlanda 22-15 nel 2013, Scozia 31-29 nel 2024, poi Scozia e Inghilterra nel 2026. Fra i successi in trasferta ci sono Murrayfield nel 2007 e nel 2015 e Cardiff nel 2022, con il 22-21 che chiuse una serie di 36 partite senza vittorie; anche il torneo 2024 si chiuse con una vittoria sul Galles.

I due traslochi dell'Italia rugby a Roma

Il Flaminio fu la casa della Nazionale per le prime dodici edizioni, dal 2000 al 2011. L'ultima partita di sempre giocata lì fu Italia contro Francia del 12 marzo 2011, vinta 22-21: la prima vittoria azzurra sui francesi nel torneo e il primo Trofeo Garibaldi. Dal 2012 l'Italia gioca all'Olimpico, che la Federazione definisce la casa di Italrugby e che oggi è anche la sua sede.

Chi è passato da Sei Nazioni 2027 all'Olimpico — le partite dell'Italia a Roma, 13 febbraio, 6 e 13 marzo

Dal prato dell'Olimpico sono passati alcuni dei nomi più grandi dello sport mondiale. Ferenc Puskás e Nándor Hidegkuti segnarono i primi gol ufficiali dello stadio nel 1953, con l'Ungheria che batté l'Italia. Wilma Rudolph e Livio Berruti fecero la storia delle Olimpiadi del 1960 sulla sua pista. Andreas Brehme vi decise la finale mondiale del 1990; Samuel Eto'o e Lionel Messi vi segnarono i gol del Barcellona nella finale di Champions League del 2009 contro il Manchester United. Agli Europei di atletica del 2024 sulla stessa pista hanno vinto l'oro Marcell Jacobs nei 100 metri, Gianmarco Tamberi nell'alto e Nadia Battocletti nei 5000 e nei 10000.

Nel rugby, l'elenco comincia con la Francia del 1954 e continua con le grandi squadre dell'emisfero sud: il Sudafrica campione del mondo del 1995 e la Nuova Zelanda, che è la nazionale non europea più presente all'Olimpico, ospite quattro volte nei suoi tour di fine anno. Dal 2012 vi sono passate tutte le nazionali del Sei Nazioni, e con loro i giocatori che hanno segnato l'ultimo decennio del rugby europeo.

Per l'Italia, l'Olimpico è lo stadio di Sergio Parisse, per gran parte di questi venticinque anni il volto della Nazionale, e oggi della generazione di Michele Lamaro, Tommaso Menoncello, Ange Capuozzo e Leonardo Marin, l'autore della meta del 23-18 all'Inghilterra. In panchina è passato da qui Gonzalo Quesada, il tecnico argentino che nel 2024 ha guidato l'Italia a quello che allora era il suo miglior torneo e nel 2026 alla prima stagione senza sconfitte in casa. E sugli spalti, ogni anno, decine di migliaia di tifosi arrivati dall'estero: secondo Roma Capitale, fra il 2023 e il 2025 i contenuti social delle partite di Roma hanno raggiunto 332 milioni di persone, per oltre il 70 per cento fuori dall'Italia.

Intorno all'Olimpico: Foro Italico, Ponte Milvio e Flaminio

Lo Stadio Olimpico è al centro di una delle zone più interessanti del Novecento romano, fra il Foro Italico, il Tevere e la collina di Monte Mario. Chi arriva presto o si ferma il giorno dopo ha molto da vedere a piedi.

Il Foro Italico e lo Stadio dei Marmi

Il Foro Italico è il complesso sportivo progettato da Enrico Del Debbio a partire dal 1928 e poi sviluppato da Luigi Moretti: viali lastricati di mosaici, l'obelisco all'ingresso, lo Stadio dei Marmi con le sue statue di atleti, collegato all'Olimpico da un sottopasso ai tempi delle Olimpiadi del 1960. È architettura di regime, ed è impossibile guardarla senza pensarci; ma è anche uno dei complessi sportivi più compiuti del Novecento europeo. Nei giorni del Sei Nazioni il parco è occupato dal villaggio.

Ponte Milvio

A breve distanza a piedi, lungo il Tevere, c'è Ponte Milvio, il ponte romano della battaglia fra Costantino e Massenzio, oggi cuore di un quartiere di bar e ristoranti molto frequentato. Dopo la partita è una delle mete naturali per chi vuole continuare la serata senza tornare in centro.

Flaminio, MAXXI e Auditorium

Sull'altra riva, lungo la via Flaminia percorsa dal tram 2, ci sono lo Stadio Flaminio di Nervi, il MAXXI di Zaha Hadid e l'Auditorium Parco della Musica di Renzo Piano. Sono tre architetture di tre epoche diverse, tutte a portata di tram: per chi ha una domenica libera dopo la partita, è un itinerario di architettura contemporanea che a Roma pochi fanno. Alle spalle dello stadio si apre la Riserva naturale di Monte Mario, il verde che fa da sfondo allo stadio.

Dove mangiare prima e dopo la partita del Sei Nazioni

Nel giorno della partita la soluzione più semplice è mangiare al villaggio del Foro Italico, dove si trovano punti ristoro e birra. Chi preferisce sedersi a tavola ha tre zone a portata di passo: Ponte Milvio, con la più alta concentrazione di bar, pizzerie e ristoranti della zona, affollatissima nei giorni di partita; il quartiere Flaminio, lungo il percorso del tram 2, più tranquillo e con trattorie di quartiere; Prati, verso piazzale Clodio e Ottaviano, per chi arriva dalla metro A.

Il consiglio pratico è prenotare. Nei weekend del Sei Nazioni migliaia di tifosi stranieri cercano un tavolo nelle stesse ore, soprattutto la sera del sabato. Chi vuole pranzare seduto prima della partita deve farlo entro mezzogiorno e mezzo per arrivare comodo ai varchi. Dopo la partita, chi non ha prenotato trova più facilmente posto spostandosi verso il centro con il tram e la metro, invece di contendersi un tavolo a Ponte Milvio.

Roma a febbraio e marzo: il weekend del Sei Nazioni

Il Sei Nazioni cade in una delle stagioni più piacevoli per visitare Roma: pochi turisti rispetto alla primavera piena, prezzi degli alberghi più bassi, musei meno affollati, giornate che a marzo si allungano. Il rovescio della medaglia sono il freddo del pomeriggio sugli spalti a febbraio e la possibilità di pioggia: niente di drammatico, ma uno strato in più e un ombrello tascabile fanno la differenza.

Nei weekend del torneo la città cambia accento. Il sabato mattina il centro si riempie di maglie verdi, blu o rosse, i tifosi ospiti affollano le piazze e i caffè, e l'atmosfera è quella di una festa pacifica. Per chi vive a Roma è l'occasione per vedere la propria città con gli occhi di chi arriva da Dublino, Parigi o Cardiff; per chi viene da fuori, è il modo migliore per unire una partita importante a un fine settimana di città. Organizzarsi presto conviene: alberghi e treni, nei tre weekend, si riempiono.

Domande frequenti sul Sei Nazioni 2027 a Roma

Quando gioca l'Italia all'Olimpico nel Sei Nazioni 2027?

Nel Sei Nazioni 2027 l'Italia gioca all'Olimpico tre partite, tutte di sabato alle 15:10: contro l'Irlanda il 13 febbraio 2027 (seconda giornata), contro la Francia il 6 marzo 2027 (quarta giornata, con il Trofeo Garibaldi in palio) e contro il Galles il 13 marzo 2027, nella quinta e ultima giornata del torneo, il cosiddetto Super Saturday.

Quanto costano i biglietti del Sei Nazioni 2027 a Roma?

I biglietti del Sei Nazioni 2027 all'Olimpico costano, secondo il listino della Federazione Italiana Rugby comprensivo di prevendita, 42 euro in Curva, 56 nei Distinti, da 77 a 140 euro nei settori della Tribuna Tevere, 170 in Tevere VIP e da 112 a 147 euro in Monte Mario. La partita con il Galles costa meno in tribuna. Tesserati e società hanno tariffe PromoClub da 20 euro.

Dove si comprano i biglietti per Italia contro Irlanda, Francia e Galles?

I biglietti per le partite dell'Italia al Sei Nazioni si comprano solo sul circuito di prevendita autorizzato dalla Federazione Italiana Rugby, raggiungibile dalla pagina del torneo sul sito federugby.it. La FIR avverte che ogni altra piattaforma non è autorizzata e invita a segnalarla alla biglietteria federale. Per gruppi di oltre dieci persone c'è l'Ufficio Gruppi della Federazione.

Come si arriva allo Stadio Olimpico per il Sei Nazioni?

Allo Stadio Olimpico si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino a piazza Mancini, da cui si attraversa a piedi il ponte Duca d'Aosta. In alternativa il bus 910 collega la stazione Termini a piazza Mancini e il 32 passa sul lungotevere davanti allo stadio. La Federazione pubblica il piano mobilità nelle settimane prima delle partite.

Cosa non si può portare allo Stadio Olimpico per le partite di rugby?

Allo Stadio Olimpico, per le partite del Sei Nazioni, non sono ammessi contenitori in vetro, lattine e animali d'affezione, mentre gli ombrelli tascabili sono consentiti. Le valigie non entrano: la Federazione segnala un servizio di deposito bagagli convenzionato. Gli striscioni sono ammessi solo previa autorizzazione della Commissione Impianti della FIR.

Che cos'è il Terzo Tempo Village del Sei Nazioni?

Il Peroni Nastro Azzurro Terzo Tempo Village è il villaggio di festa allestito nel Parco del Foro Italico nei giorni delle partite dell'Italia, confermato per il 13 febbraio, il 6 e il 13 marzo 2027. Ospita musica, incontri con i giocatori e punti ristoro; nel 2026 gli azzurri sono saliti sul palco dopo le vittorie con Scozia e Inghilterra.

Ci sono servizi per persone con disabilità al Sei Nazioni 2027?

Per il Sei Nazioni 2027 la Federazione Italiana Rugby offre accrediti gratuiti alle persone in sedia a rotelle, un codice promozionale per le persone con disabilità deambulanti, una navetta fra Termini e l'Olimpico, golf car elettriche nel Foro Italico, una Quiet Room in Tribuna Monte Mario e la radiocronaca in audiodescrizione. Le richieste si inviano a accoglienzadisabili@federugby.it.

Il biglietto del Sei Nazioni dà diritto a entrare gratis nei musei di Roma?

Con il biglietto delle partite dell'Italia al Sei Nazioni, nel 2026, si entrava gratis nel weekend di gara in quindici musei civici di Roma, fra cui Musei Capitolini, Ara Pacis e Centrale Montemartini, e in tre musei statali. La Federazione ha annunciato che le convenzioni dell'iniziativa IV Tempo per il 2027 saranno pubblicate sul suo sito.

Il consiglio per il Sei Nazioni 2027 all'Olimpico

Nei weekend del Sei Nazioni il consiglio è sempre lo stesso: non trattatelo come una partita, trattatelo come una giornata. Comprate il biglietto presto dal circuito ufficiale, perché nel 2026 l'Olimpico ha sfiorato il tutto esaurito; arrivate al Foro Italico all'ora di pranzo con il tram 2; restate al villaggio dopo il fischio finale, qualunque sia il risultato. E se potete sceglierne una sola delle tre, prendete Italia contro Galles del 13 marzo: è l'ultima giornata del torneo, l'Italia la apre, e il pomeriggio al Foro Italico si allunga fino a sera con le altre partite sugli schermi. È il modo più completo per capire perché il rugby, a Roma, è diventato una festa.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento13 Febbraio 2027 15:10 — 13 Marzo 2027
IndirizzoStadio Olimpico, Viale dei Gladiatori 2, 00135 Roma Flaminio, Roma, Roma Città
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