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Renata Prunas. Materia risorta al MLAC della Sapienza — dall’8 ottobre al 5 novembre 2026

Renata Prunas. Materia risorta, la prima retrospettiva dedicata all'artista nata a Sanremo nel 1933, a cura di Alice Guzzetti, è aperta dall'8 ottobre al 5 novembre 2026 al MLAC, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea della Sapienza, nel Palazzo del Rettorato della Città universitaria, piazzale Aldo Moro 5 (00185 Roma). L'inaugurazione è giovedì 8 ottobre dalle 17:00 alle 20:00; poi la mostra si visita dal lunedì al venerdì dalle 15:00 alle 19:00, con aperture straordinarie sabato 10, 17 e 24 ottobre, stesso orario. L'ingresso al museo è dalla terrazza sul retro del Rettorato, raggiungibile dalle scale laterali esterne. Si arriva con la metro B, fermate Policlinico o Castro Pretorio, con i tram 3 e 19 o a piedi da Termini. Le condizioni di visita sono pubblicate sul sito ufficiale del museo, museolaboratorioartecontemporanea.it.

Materia risorta in breve: date, orari, sede

Materia risorta ripercorre oltre cinquant'anni di lavoro di Renata Prunas, una ricerca condotta lontano dai riflettori e fondata sul recupero e sulla risemantizzazione di materiali e oggetti della vita quotidiana.

Date

Dall'8 ottobre al 5 novembre 2026. Quattro settimane: poche, per una retrospettiva. Chi vuole vederla non rimandi.

Orari

Dal lunedì al venerdì dalle 15:00 alle 19:00. In più, tre sabati di apertura straordinaria: 10, 17 e 24 ottobre, dalle 15:00 alle 19:00. Per chi lavora in settimana sono le date da segnare.

Inaugurazione

Giovedì 8 ottobre 2026, dalle 17:00 alle 20:00, con l'artista e la curatrice.

Due appuntamenti

Giovedì 22 ottobre alle 17:00 la lettura delle poesie di Fiabesca, un racconto di Renata Prunas, affidata all'attore e regista Claudio De Pasqualis, con una presentazione della giornalista e critica d'arte Tiziana Gazzini e dell'artista; introduce la curatrice Alice Guzzetti. Mercoledì 4 novembre alle 17:00 la presentazione del catalogo, pubblicato da Dario Cimorelli Editore, con interventi di Sylvia Franchi, Tiziana Gazzini, Alice Guzzetti, Renata Prunas, Ilaria Schiaffini e Caterina Schiera; introduce la direttrice del MLAC, Francesca Gallo.

Dove si entra

Il MLAC è nel Palazzo del Rettorato, ma non dall'ingresso principale: si entra dalla terrazza sul retro, salendo le scale laterali esterne. È l'informazione più utile di tutta la visita.

Che cosa si vedrà in Materia risorta

La mostra presenta una selezione delle principali serie di Renata Prunas, dal sughero degli esordi ai collant, fino agli assemblage recenti e a My MoMA, il museo in miniatura del 2024.

Il sughero

Il percorso parte dal sughero, materiale legato alle origini sarde dell'artista. Le composizioni di tappi, con campiture di colore vibranti ispirate a Mark Rothko e a Salvatore Emblema, sono secondo il testo del museo trasposizioni visive dello spartito musicale, di forte impatto percettivo. La formazione musicale di Prunas qui diventa pittura.

Il collant

Dal 1975 Prunas lavora sul collant, il materiale che diventerà il suo segno. Le lacerazioni e le tensioni della trama trasparente richiamano le ricerche spazialiste; al tempo stesso introducono una simbologia femminile, erotica e personale, perché il collant conserva la traccia del corpo che lo ha indossato.

Gambe, 1981

L'immagine scelta dal museo per la mostra è Gambe, un collant su tela del 1981 di 70 per 100 centimetri. È un buon ingresso nel lavoro dell'artista: un oggetto di tutti i giorni, teso sulla tela come un dipinto, che trattiene la forma di un corpo assente.

Gli assemblage

Più recente è la pratica dell'assemblage, in cui la valorizzazione dello scarto arriva a piena maturità: oggetti presi dall'ambiente familiare dell'artista vengono trasformati, spesso con l'aiuto della parola scritta.

My MoMA

Chiude idealmente il percorso My MoMA, del 2024: un museo in miniatura ispirato alle Boîte-en-valise di Marcel Duchamp, in cui Prunas raccoglie in scala ridotta la propria produzione. È un'opera ironica sul suo rapporto defilato con il sistema dell'arte. È il pezzo che da solo giustifica la visita.

Chi è Renata Prunas: la biografia

Renata Prunas è nata a Sanremo nel 1933 in una famiglia di origini sarde; ha avuto una prima formazione musicale a Napoli e ha esordito come artista a Roma, dove vive dalla metà degli anni Sessanta.

Napoli e la rivista Sud

A Napoli Prunas entra in contatto con l'ambiente culturale della rivista Sud, fondata dal fratello Pasquale e animata, fra gli altri, da Anna Maria Ortese e Raffaele La Capria. È una delle esperienze più vive del dopoguerra letterario italiano: un'origine che spiega il ruolo della parola scritta in tutta la sua opera.

Roma

Secondo la galleria che la rappresenta, Gramma_Epsilon di Atene, Prunas si trasferisce a Roma nel 1966 ed entra nella scena d'avanguardia della città. Guarda all'espressionismo astratto americano, in particolare all'eredità di Rothko, e stringe amicizia con Salvatore Emblema. L'esordio espositivo, secondo il museo, arriva nei primi anni Settanta.

Mirella Bentivoglio

A Roma incontra Mirella Bentivoglio, artista e curatrice fra le figure centrali della poesia visiva, che favorisce la sua partecipazione ad alcune mostre di riferimento per l'arte delle donne: Segno e Identità: ipotesi. Itinerario dentro la creatività femminile a Ravenna nel 1976, Filo, Genesi, Filogenesi a Cagliari nel 1980, Filo-logia a Roma nel 1981. Sono mostre dedicate ai legami fra tessitura e linguaggio verbale.

Il sughero, dal 1966

Fra il 1966 e il 1976, scrive Gramma_Epsilon, il sughero è il centro del suo lavoro: un materiale scelto per il contrasto fra peso visivo e leggerezza fisica. Le tele monocrome con forme circolari di sughero evocano strutture cellulari e ritmi organici.

Le seconde pelli

Poi il collant, che Prunas stessa ha definito una seconda pelle. Sul tema della trasparenza, della vulnerabilità, del corpo femminile il suo lavoro prende una dimensione più scultorea e introspettiva. Sulla data d'inizio le fonti differiscono di poco: il museo indica il 1975, la galleria il 1977.

Campionario, 1979

Opera chiave è Campionario, del 1979: venti cornici di legno di 35 per 25 centimetri, custodite in una scatola di legno, in ciascuna delle quali veli di nylon sono annodati, cuciti, strappati, tagliati, rovesciati, sovrapposti, tesi. La studiosa Federica Maria Itria Scano vi legge forme di un lessico femminile: cellule, cordoni, trecce, placente. Ogni cornice, estratta dal buio della scatola, si legge in controluce come una diapositiva.

Le mostre

Fra le mostre degli ultimi decenni: Testimonianze (1959 2008) alla Galleria Angelica della Biblioteca Angelica nel 2008, Roma souvenir all'Istituto di Sant'Antonio dei Portoghesi nel 2009, Garibaldi è passato di qua a Punto Estatico nel 2011, Histoire d'E. Between language and object da Lettera_E fra il 2021 e il 2022. Materia risorta è la prima retrospettiva.

Alice Guzzetti e il senso di una retrospettiva

La mostra è curata da Alice Guzzetti, che accompagna anche i due appuntamenti del calendario, la lettura del 22 ottobre e la presentazione del catalogo del 4 novembre.

Una retrospettiva dopo i novant'anni

Renata Prunas ha superato i novant'anni e riceve ora la sua prima retrospettiva. È un fatto che dice molto su come il sistema dell'arte italiano ha trattato le artiste della sua generazione. Il MLAC, museo universitario, fa qui il lavoro che toccherebbe ai musei maggiori.

Il catalogo

Il catalogo, pubblicato da Dario Cimorelli Editore, sarà presentato il 4 novembre con studiose della Sapienza come Ilaria Schiaffini e Caterina Schiera. Per chi vuole approfondire è l'occasione giusta, a un giorno dalla chiusura.

La collaborazione

Il museo ringrazia per la collaborazione la galleria Gramma_Epsilon di Atene, dedicata alle artiste donne, che rappresenta Prunas.

Il MLAC, la sede di Materia risorta

Il MLAC, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, si trova nel Palazzo del Rettorato della Città universitaria della Sapienza ed è nato nel 1987 come luogo di confronto fra artisti e studenti.

Un museo laboratorio

È uno spazio aperto alle molte forme delle arti visive, con un'attenzione particolare alla fotografia e alla grafica. Negli anni ha costruito una piccola collezione, non sempre esposta, fatta soprattutto di opere arrivate dalle mostre organizzate, e si è concentrato sulla promozione di giovani artisti e curatori.

Mostre, studio, convegni

Il museo ospita anche giornate di studio e convegni, sia sugli aspetti più storicizzati del contemporaneo sia sui nodi critici della cultura attuale. Lo dirige Francesca Gallo.

Perché qui

Una retrospettiva di Renata Prunas in un museo universitario ha senso: è una mostra che insegna, che mette in circolo una storia poco raccontata davanti a un pubblico di studenti. Il MLAC fa ricerca, e questa è ricerca.

Renata Prunas e l'arte del filo: le mostre al femminile

Negli anni Settanta e Ottanta Renata Prunas partecipa alle mostre collettive al femminile curate da Mirella Bentivoglio, dedicate ai legami fra tessitura e linguaggio verbale: è il contesto in cui il suo lavoro con il collant prende forma pubblica.

Ravenna, 1976

Segno e Identità: ipotesi. Itinerario dentro la creatività femminile, a Ravenna nel 1976, è una delle prime occasioni in cui il lavoro di Prunas viene esposto accanto a quello di altre artiste che interrogano il rapporto fra segno, corpo e identità. Il titolo stesso è un programma: cercare un'identità attraverso il segno.

Cagliari, 1980

Filo, Genesi, Filogenesi, a Cagliari nel 1980, gioca sulla parola filo: il filo della tessitura, il filo del discorso, il filo della discendenza. Per un'artista di origini sarde, esporre in Sardegna opere fatte di fili di nylon ha il sapore di un ritorno.

Roma, 1981

Filo-logia, a Roma nel 1981, porta il gioco di parole ancora più lontano: la filologia, scienza dei testi, diventa logica del filo. È l'anno di Gambe, l'opera scelta come immagine della retrospettiva al MLAC.

Perché conta

Queste mostre sono oggi riconosciute come momenti di riferimento per l'arte delle donne in Italia. Vedere al MLAC le opere di Prunas di quegli anni significa leggere dall'interno una stagione che i manuali hanno raccontato poco. A nostro giudizio è la parte più importante della mostra.

La Città universitaria della Sapienza

La Città universitaria di Roma è il campus principale della Sapienza, costruito negli anni Trenta sotto la supervisione di Marcello Piacentini e inaugurato il 31 marzo 1935 alla presenza del re Vittorio Emanuele III.

Piacentini e i razionalisti

Piacentini progettò il Palazzo del Rettorato e la pianta generale; gli altri edifici furono affidati ad architetti razionalisti come Gio Ponti, autore della Matematica nel 1934, Giuseppe Pagano per la Fisica, Pietro Aschieri per la Chimica, Giovanni Michelucci per la Mineralogia, Gaetano Rapisardi per Lettere e Giurisprudenza. L'ingresso monumentale su piazzale Aldo Moro è di Arnaldo Foschini.

La Minerva

Dall'ingresso, un ampio viale porta al piazzale della Minerva, con la statua in bronzo di Arturo Martini su un piedistallo al centro di una vasca, davanti al Rettorato. È uno dei simboli dell'ateneo.

Il Rettorato

Nel Palazzo del Rettorato hanno sede gli uffici del rettore, la Biblioteca Alessandrina e l'Aula Magna, dove un grande affresco di Mario Sironi del 1935, L'Italia tra le arti e le scienze, occupa la parete di fondo. Il MLAC è in questo stesso edificio.

Gli altri musei

La Città universitaria ospita numerosi musei aperti al pubblico. Fra questi la Gipsoteca, Museo dell'Arte Classica, e il Museo di Antropologia Giuseppe Sergi: con la mostra di Prunas formano un pomeriggio universitario completo.

Come arrivare al MLAC per Materia risorta

Il MLAC si raggiunge con la metro B, fermate Policlinico o Castro Pretorio, con i tram 3 e 19, oppure a piedi da Termini in circa un quarto d'ora; l'ingresso della Città universitaria è in piazzale Aldo Moro 5.

Metro B

Policlinico e Castro Pretorio sono le fermate più vicine della linea B. Da entrambe si cammina qualche minuto fino a uno degli ingressi della Città universitaria.

Tram

I tram 3 e 19 attraversano San Lorenzo e passano accanto alla Città universitaria, collegandola da una parte con il Policlinico e i musei di viale delle Belle Arti, dall'altra con Porta Maggiore e, per il 3, con San Giovanni e il Colosseo.

A piedi da Termini

Dalla stazione Termini si esce sul lato di via Marsala e si prosegue verso piazzale Aldo Moro: una camminata breve, comoda per chi arriva in treno.

Dentro la Città universitaria

Dall'ingresso di piazzale Aldo Moro si percorre il viale fino al piazzale della Minerva. Il MLAC non ha ingresso dalla facciata del Rettorato: si gira sul retro e si salgono le scale laterali esterne fino alla terrazza.

In auto

Intorno alla Città universitaria il parcheggio è difficile nei giorni di lezione. Meglio i mezzi pubblici.

San Lorenzo e i dintorni

La Città universitaria confina con San Lorenzo, il quartiere operaio nato a fine Ottocento fuori dalle Mura Aureliane e diventato il principale quartiere universitario di Roma.

Il quartiere

Le case a ringhiera costruite fra il 1884 e il 1888 per ferrovieri e operai, le vie dedicate agli antichi popoli italici, l'ex Pastificio Cerere diventato centro di arte contemporanea: San Lorenzo è una naturale continuazione della visita al MLAC.

San Lorenzo fuori le mura e il Verano

A pochi minuti ci sono la basilica di San Lorenzo fuori le mura, una delle sette chiese del pellegrinaggio romano, e il Cimitero del Verano, monumentale, con sculture e tombe di romani illustri.

Il 19 luglio 1943

San Lorenzo fu colpito il 19 luglio 1943 dal primo bombardamento alleato su Roma. Il monumento del 2003 nel parco dei Caduti ne porta i nomi delle vittime. Vale la pena fermarsi.

Dove mangiare vicino al MLAC

San Lorenzo, a due passi dalla Città universitaria, è uno dei quartieri romani con più scelta per mangiare: trattorie, pizzerie, osterie e locali per studenti, a prezzi in genere più bassi del centro.

Dopo l'inaugurazione

L'inaugurazione finisce alle 20: l'ora giusta per una cena a San Lorenzo. Il giovedì sera il quartiere è vivace; per un tavolo in una trattoria nota conviene prenotare.

Il pomeriggio

Per una visita feriale, i bar intorno alla Città universitaria e a San Lorenzo sono il posto giusto per un caffè prima o dopo la mostra, fra gli studenti.

Le vie dei popoli italici

Le strade di San Lorenzo portano i nomi degli antichi popoli italici: via dei Volsci, via dei Sabelli, via dei Marrucini, largo degli Osci. Fra queste vie si trovano osterie storiche e locali più recenti, frequentati da residenti e studenti. Dopo una mostra dedicata a un'artista di origini sarde, una cena in una strada intitolata a un popolo antico della penisola chiude bene la giornata.

Accessibilità, famiglie e informazioni pratiche

Materia risorta è una mostra raccolta, visitabile in un'ora, in un museo universitario al piano della terrazza del Rettorato.

Accessibilità

L'ingresso indicato dal museo passa dalle scale laterali esterne. Chi ha difficoltà motorie farebbe bene a contattare il MLAC prima della visita, all'indirizzo di posta pubblicato sul sito ufficiale, per conoscere eventuali percorsi alternativi.

Con i ragazzi

Una mostra fatta di tappi di sughero e di collant sorprende anche i ragazzi. Un buon esercizio: guardare come un oggetto qualsiasi, tagliato, annodato, teso, cambi completamente significato.

Gruppi

Per gruppi e classi conviene scrivere in anticipo al museo. I due appuntamenti del 22 ottobre e del 4 novembre sono le occasioni migliori per chi vuole ascoltare l'artista.

Una curiosità su Renata Prunas. Materia risorta al MLAC della Sapienza — dall'8 ottobre al 5 novembre 2026

La curiosità più bella su Renata Prunas riguarda la famiglia. Il fratello Pasquale fondò a Napoli la rivista Sud, attorno alla quale si raccolsero scrittori come Anna Maria Ortese e Raffaele La Capria: un pezzo di storia della letteratura italiana del dopoguerra. Renata, che a Napoli aveva ricevuto una prima formazione musicale, frequentò quell'ambiente. Non è un caso isolato di famiglia colta: è la chiave per capire perché, in tutta la sua opera, la parola scritta torna di continuo, fino agli assemblage recenti.

La seconda curiosità riguarda il sughero. Le composizioni di tappi, dice il museo, sono trasposizioni visive dello spartito musicale. Chi guarda quei cerchi disposti sulla tela con in mente un pentagramma vede davvero una partitura: note tonde, pause, ritmi. La musica studiata da ragazza è diventata materia.

Terza curiosità: My MoMA, il museo tascabile del 2024, prende in giro con garbo il più celebre museo d'arte moderna del mondo. Un'artista che non ha mai avuto una retrospettiva si è costruita il proprio museo da sola.

Una cosa che non ti dice nessuno su Renata Prunas. Materia risorta al MLAC della Sapienza — dall'8 ottobre al 5 novembre 2026

Quello che quasi nessuno dice è come si entra. Il MLAC è nel Palazzo del Rettorato, ma l'ingresso non è dalla facciata sul piazzale della Minerva: si gira dietro l'edificio e si salgono le scale laterali esterne fino alla terrazza. Chi non lo sa rischia di girare a vuoto per la Città universitaria, fra studenti e portinerie.

La seconda cosa riguarda gli orari. La mostra è aperta solo il pomeriggio, dalle 15 alle 19, e di norma solo dal lunedì al venerdì. Le eccezioni sono tre sabati, il 10, il 17 e il 24 ottobre. Chi lavora in settimana ha queste tre finestre, e il 31 ottobre non c'è apertura straordinaria.

Terzo dettaglio: la mostra dura meno di un mese. Le retrospettive dei grandi musei restano aperte per trimestri; questa chiude il 5 novembre. Meglio non aspettare l'ultima settimana.

Il consiglio che ti do per visitare Renata Prunas. Materia risorta al MLAC della Sapienza — dall'8 ottobre al 5 novembre 2026

Il consiglio è di scegliere la data giusta. Per chi può, l'occasione migliore è giovedì 22 ottobre alle 17: la lettura delle poesie di Fiabesca, con l'attore Claudio De Pasqualis e con l'artista presente. Vedere le opere e poi ascoltare le parole della stessa autrice chiude il cerchio fra materia e linguaggio che attraversa tutta la mostra.

In alternativa, un sabato di ottobre, dalle 15: la Città universitaria è più tranquilla, e dopo la mostra si può scendere a San Lorenzo per una passeggiata e una cena.

In sala, cominciate dal sughero e finite con My MoMA, seguendo il percorso cronologico: è il modo migliore per capire come un'artista abbia costruito, oggetto dopo oggetto, un alfabeto proprio. Per gruppi che vogliono scoprire i musei universitari e l'arte contemporanea romana con una guida, Tour Leader Pro organizza visite private.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che la Città universitaria della Sapienza è un grande esempio di architettura degli anni Trenta. È molto meno citato che dentro il Rettorato, a pochi metri dal MLAC, c'è uno dei grandi affreschi del Novecento italiano: L'Italia tra le arti e le scienze di Mario Sironi, dipinto nel 1935 sulla parete di fondo dell'Aula Magna. Pochi visitatori della mostra sanno di trovarsi così vicini a un'opera di quella portata.

Altro fatto poco ricordato: la Città universitaria fu costruita come un'opera di regime, voluta da Mussolini, ma affidata in gran parte ad architetti razionalisti come Gio Ponti, Giuseppe Pagano, Giovanni Michelucci. Pagano sarebbe poi morto a Mauthausen. In un campus nato dentro il fascismo, oggi un museo laboratorio espone il lavoro di un'artista che ha fatto del corpo femminile e dello scarto quotidiano la propria materia: la storia si prende le sue rivincite.

E un terzo: nello stesso edificio che ospita il MLAC ha sede la Biblioteca Alessandrina, la biblioteca dell'ateneo. Parola scritta e materia, di nuovo, sotto lo stesso tetto.

La foto giusta da fare a Renata Prunas. Materia risorta al MLAC della Sapienza — dall'8 ottobre al 5 novembre 2026

La foto giusta, se il museo la consente, è un dettaglio di collant: la trama tesa, un nodo, uno strappo, con la luce che la attraversa. Da vicino il nylon diventa quasi un disegno. Senza flash, sempre, e dopo aver chiesto al personale.

La seconda foto si fa uscendo: dalla terrazza sul retro del Rettorato, lo sguardo sui tetti della Città universitaria. È un punto di vista che pochi conoscono.

La terza è quella classica e resta bella: la Minerva di Arturo Martini con il Rettorato di Piacentini alle spalle, dal fondo del viale che parte dall'ingresso di piazzale Aldo Moro. Nel pomeriggio d'autunno la luce radente scalda il travertino.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia della Città universitaria comincia nei primi anni Trenta, quando il regime decide di dare alla capitale un grande centro universitario. L'area scelta è un quadrilatero del quartiere Tiburtino, lungo il viale che oggi porta il nome della regina Elena, accanto al Verano, alla basilica di San Lorenzo e al Policlinico Umberto I. Il 31 marzo 1935 il campus viene inaugurato alla presenza del re Vittorio Emanuele III.

Nel 1935 Mario Sironi dipinge l'affresco dell'Aula Magna. Il 19 luglio 1943 il primo bombardamento alleato su Roma colpisce il vicino quartiere di San Lorenzo, con migliaia di morti. Nel dopoguerra si aggiunge la Chiesa della Divina Sapienza, costruita fra il 1947 e il 1952 su progetto di Piacentini; nei decenni successivi il campus si amplia, modificando in parte il disegno originario.

Nel 1987 nasce nel Rettorato il MLAC, come luogo di confronto fra artisti e studenti. L'8 ottobre 2026 il museo inaugura la prima retrospettiva di Renata Prunas.

Chi è passato da Renata Prunas. Materia risorta al MLAC della Sapienza — dall'8 ottobre al 5 novembre 2026

Dalla Città universitaria sono passati alcuni dei nomi più importanti dell'architettura e dell'arte italiana del Novecento. Marcello Piacentini, che ne disegnò la pianta e il Rettorato; Gio Ponti, Giuseppe Pagano, Giovanni Michelucci, Pietro Aschieri, Gaetano Rapisardi, Arnaldo Foschini, autori degli edifici; Arturo Martini, che scolpì la Minerva; Mario Sironi, che affrescò l'Aula Magna.

Nella storia di Renata Prunas passano invece i nomi di una stagione culturale diversa: il fratello Pasquale e gli scrittori della rivista Sud, Anna Maria Ortese e Raffaele La Capria; Mirella Bentivoglio, che la portò nelle grandi collettive al femminile degli anni Settanta e Ottanta; Salvatore Emblema, amico e riferimento; e, come maestri a distanza, Mark Rothko e Marcel Duchamp, citato con ironia in My MoMA.

E nei giorni della mostra passano dal MLAC Alice Guzzetti, Tiziana Gazzini, Claudio De Pasqualis, Francesca Gallo, Ilaria Schiaffini, Caterina Schiera, Sylvia Franchi: il piccolo mondo di studiose, critiche e artisti che ha costruito questa retrospettiva.

Ottobre a Roma, il mese delle inaugurazioni

Ottobre è a Roma il mese in cui gallerie e musei riaprono le stagioni, e l'8 ottobre Materia risorta inaugura nella stessa settimana di molte altre aperture in città.

Il clima

A ottobre i pomeriggi romani sono ancora miti: la luce delle 17 sul travertino della Città universitaria è una ragione in più per scegliere l'orario di apertura.

Un itinerario

Per un pomeriggio completo: la mostra al MLAC alle 15, poi la Gipsoteca o il Museo di Antropologia, infine San Lorenzo per l'aperitivo e la cena.

Domande frequenti su Renata Prunas al MLAC

Quando è aperta la mostra Renata Prunas. Materia risorta?

Renata Prunas. Materia risorta è aperta al MLAC della Sapienza dall'8 ottobre al 5 novembre 2026, dal lunedì al venerdì dalle 15:00 alle 19:00. Ci sono tre aperture straordinarie il sabato, 10, 17 e 24 ottobre, con lo stesso orario. L'inaugurazione è l'8 ottobre dalle 17:00 alle 20:00.

Dove si trova il MLAC?

Il MLAC, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, si trova nel Palazzo del Rettorato della Città universitaria della Sapienza, piazzale Aldo Moro 5. Si entra dalla terrazza sul retro del Rettorato, salendo le scale laterali esterne, non dalla facciata principale.

Chi è Renata Prunas?

Renata Prunas è un'artista nata a Sanremo nel 1933, di famiglia sarda, formata musicalmente a Napoli e attiva a Roma dagli anni Sessanta. Ha lavorato con il sughero, poi con il collant, infine con l'assemblage. Materia risorta, curata da Alice Guzzetti, è la sua prima retrospettiva.

Come si arriva al MLAC della Sapienza?

Il MLAC della Sapienza si raggiunge con la metro B, fermate Policlinico o Castro Pretorio, con i tram 3 e 19, oppure a piedi dalla stazione Termini. L'ingresso della Città universitaria è in piazzale Aldo Moro 5; in auto il parcheggio è difficile nei giorni di lezione.

Ci sono eventi durante la mostra?

Durante Materia risorta il MLAC propone due appuntamenti alle 17:00: il 22 ottobre la lettura delle poesie di Fiabesca, un racconto di Renata Prunas, con Claudio De Pasqualis; il 4 novembre la presentazione del catalogo di Dario Cimorelli Editore, introdotta dalla direttrice Francesca Gallo.

Quali opere si vedono in Materia risorta?

Materia risorta presenta le principali serie di Renata Prunas: le composizioni di tappi di sughero, i lavori con il collant avviati negli anni Settanta, come Gambe del 1981, gli assemblage recenti e My MoMA del 2024, un museo in miniatura ispirato alle Boîte-en-valise di Duchamp.

Il giudizio su Materia risorta

Le mostre più preziose sono quelle che riparano una dimenticanza. Materia risorta è una di queste: un'artista che ha superato i novant'anni, sorella di un fondatore di riviste e amica di poeti visivi, che ha trasformato tappi di sughero e collant in un linguaggio, riceve finalmente la sua prima retrospettiva. Il titolo è esatto: la materia qui risorge, e con lei una storia. Andate un sabato di ottobre, o meglio il 22 per la lettura, salite le scale sul retro del Rettorato e prendetevi un'ora.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento8 Ottobre 2026 15:00 — 5 Novembre 2026
IndirizzoMLAC, Palazzo del Rettorato, Città universitaria, Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma Roma Città
CategorieEventiMostre

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