Lariano (RM)
Lariano è un borgo immerso nel bosco a 30 km Roma, famoso per il suo pane e per i funghi porcini che vi crescono
Lariano, circondato dal bosco del Parco dei Castelli Romani, è conosciuta non solo per il suo pane di farina scura cotto in forni alimentati con legna di castagno distribuito in tutta la regione Lazio.
Confronta le esperienze a Roma
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✦ Fuori portaCastelli Romani
Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.
✦ Anche in cittàDegustazioni di vino
In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.
✦ Patrimonio UNESCOTivoli: Villa d'Este e Villa Adriana
Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.
✦ Va a rubaColosseo, Foro e Palatino
L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...
✦ Vai all'aperturaMusei Vaticani e Cappella Sistina
Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.
✦ Poco camminoTour in golf cart
Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.
✦ Il classicoTour a piedi
Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.
✦ Vieni affamatoFood tour
Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.
✦ Dopo le 21Bar hopping e vita notturna
Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.
✦ Foto garantiteVespa e Ape Calessino
In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.
✦ Il più scenograficoTour in sidecar
Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.
✦ Si mangia alla fineCorsi di cucina
Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.
✦ Prenotazione obbligatoriaGalleria Borghese
Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.
✦ SottoterraCatacombe e Appia Antica
Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.
✦ Accesso limitatoColosseo: sotterranei e arena
Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.
✦ Giornata lungaPompei e Costiera Amalfitana
Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.
✦ Alta velocitàFirenze in giornata
Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.
✦ Terrazza panoramicaCastel Sant'Angelo
Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.
✦ Dopo il tramontoRoma di notte
Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.
✦ Libertà di scesaBus hop-on hop-off
Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.
✦ MareCapri e Costiera Amalfitana
Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.
✦ Centro storicoTrevi, Pantheon e piazze
Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.
✦ Con i bambiniScuola dei gladiatori
Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.
✦ Poco sforzoSegway e monopattino
Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.
✦ MercoledìUdienza papale
Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.
✦ Poco affollatoTerme di Caracalla
Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.
✦ A 30 minutiOstia Antica
La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.
✦ Alta velocitàNapoli e Pompei
Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.
✦ Prima dell'aperturaVaticano: ingresso anticipato
Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.
✦ Senza faticaTour in e-bike
Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.
La qualità del cibo è il richiamo principale di questo piccolo borgo vicino i laghi di Albano e Nemi, e con la sagra della bruschetta e quella del fungo porcino, Lariano è considerata la regina delle sagre dei Castelli Romani.
I boschi dai quali il paese è circondato consentono, durante la stagione favorevole, interessanti escursioni naturalistiche lungo il rilievo montuoso del Maschio d'Ariano, anticamente conosciuto come Monte Algidus, e gli escursionisti più esperti cercano una variante della Via Francigena del sud che li passa.
Lariano deve il suo nome dai ruderi del castello che era situato sul Monte Artemisio, in seguito conosciuto come Maschio dell'Ariano.
Si presume che nell'anno 328 a.C. il castello, detto anche dell'Algido, assumesse il nome di Ariano. In seguito, fondendosi l'articolo con il nome, si arrivò a Lariano.
Nel Carmen saeculare il poeta Quinto Orazio Flacco afferma che sul Monte Algidus in tempi remoti vi fosse un tempio dedicato alla dea Diana.
Tito Livio, nella sua Storia Romana, narra che in questi luoghi, romani ed equi si affrontarono in aspri combattimenti per circa due secoli.
Famosa è rimasta la battaglia del Monte Algido, legata alla figura leggendaria di Cincinnato, che potrebbe essersi svolta proprio qui.
Per la posizione invidiabile, i patrizi romani edificarono diverse ville, come è testimoniato dai reperti conservati nei Musei Vaticani ed in quello del comune di Velletri.
È certo che il Maschio di Lariano per la sua posizione strategica che gli permetteva di dominare da un lato la via Appia e dall'altro la via Anagnina, oltre a diventare un luogo importante e popoloso, fu al centro delle mire espansionistiche delle famiglie più potenti.

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Lariano | Folklore e Tradizioni
La maggior parte degli eventi si svolgono nel piazzale dell'Anfiteatro Comunale di Lariano
Sagra del Porcino di Lariano – si svolge ogni anno a metà settembre, prolungandosi per oltre una settimana. Nel programma non mancano – oltre agli stand gastronomici di vendita e degustazione – musica, spettacoli e convegni. Ogni informazione d’attualità a riguardo è pubblicata sul sito internet dedicato.
Sagra della pizza e della birra – giugno
Festa dei prodotti tipici locali e Pane di Lariano - Luglio
Festa della polenta – febbraio

Che cosa vedere a Lariano (RM) | Monumenti e luoghi d'interesse
- Chiesa Parrocchiale Santa Maria Intemerata
- Chiesa della Madonna del Buon Consiglio
- Parco regionale dei Castelli Romani
- Maschio di Lariano (Monte Algido)

Lariano | La storia
L'insediamento di Lariano deve il suo nome ad una o più ville della gens romana degli Arria esistenti in quei luoghi, da cui il nome Arianum che poi divenne Larianum.
Lariano | Storia medievale
Demetrio, figlio di Melosio, operò nel X secolo la ricostruzione del castello per dar rifugio sicuro alle persone durante l'invasione degli arabi nell'846.
Le contese per il possesso del castello videro come protagonisti le potenti famiglie dei Conti di Tuscolo, degli Annibaldi, dei Savelli e soprattutto dei Colonna.
La Chiesa romana rivendicò il diretto dominio nel Conclave che si tenne a Viterbo nel 1269, in cui la Rocca di Lariano fu definita praetiosa.
I territori passarono sotto la completa dipendenza della Chiesa sotto papa Alessandro III.
Il luogo era ritenuto di estrema sicurezza, tanto che nel 1200 papa Innocenzo III vi fece rifugiare il Visconte di Campiglia, quando questi fu fatto prigioniero dai romani durante la guerra contro Viterbo.
Nel 1235 papa Gregorio IX incluse la Rocca di Lariano tra le "Castellanie della Chiesa".
Papa Clemente IV nominò quale castellano il cavaliere templare fra Raimondo.
Alla morte di papa Clemente, avvenuta il 29 novembre 1268 ed essendo vacante il soglio pontificio, Ricciardello Annibaldi, agendo di sorpresa si impadronì del castello di Lariano, dopo aver fatto scorrerie nel territorio circostante.
Fu allora che le milizie di Velletri, esortate dal Collegio dei Cardinali, riuniti a Viterbo, tentarono a più riprese di conquistare il Castello in nome e per conto della Chiesa.
La conquista non riuscita a Velletri, riuscì alla famiglia Colonna.
A quel tempo Lariano doveva contare un buon numero di abitanti, forse superiore a quelli di Marino e Rocca di Papa.
Alla fine del Trecento il Castello era in possesso di Niccolò Colonna che lo mantenne fin quando l'antipapa Clemente VII non lo consegnò a Giordano Orsini.
I Colonna non si dettero per vinti e il Castello tornò a loro fino al 1412, anno in cui Teobaldo Annibaldi riuscì a riconquistarlo.

Lariano | La distruzione del castello di Lariano
Nel 1417 il cardinale Oddone Colonna salì al soglio pontificio con il nome di Martino V e nel 1427 assegnava il castello in vicariato a suo nipote cardinale Prospero Colonna, ma nel 1431 morì e il nuovo pontefice papa Eugenio IV revocò tutti i privilegi che i Colonna avevano conseguito sotto Martino V.
I Colonna si rivoltarono contro le decisioni del Papa, costringendolo a fuggire in barca lungo il Tevere per rifugiarsi prima a Firenze e poi a Bologna. Eugenio IV reagì scomunicando i Colonna.
La scomunica comportava la confisca dei beni e tra questi era incluso il Castello di Lariano con i territori ad esso annessi.
I Colonna non cedettero e scoppiò la guerra.
Gli ottomila fanti del Papa riconquistarono alla Chiesa Albano Laziale, Castel Gandolfo, Civita, Zagarolo e perfino Palestrina feudo principale dei Colonna, ma non riuscirono nella conquista del Castello di Lariano.
Il Papa inviò ben quattromila fanti ad assediare Lariano e a questi si aggiunsero altri ottocento soldati di Velletri, guidati da Paolo Annibaldi della Molara.
Vi fu un attacco in massa e i difensori si attestarono con armi nella chiesa di San Silvestro.
La lotta durò ancora qualche tempo, fino a che i Larianesi, sfiniti e senza possibilità di aiuti da altre casate capitolarono.
Il 26 ottobre 1436 dal Castello uscirono in segno di resa Nardo Di Stefano e Cola di Nardo Sindaci.
Il Castello di Lariano fu distrutto, incendiato e raso al suolo e il territorio fu donato da Eugenio IV a Velletri in riconoscenza dell'aiuto che i soldati veliterni avevano dato all'esercito del Papa.
Nel 1447 papa Niccolò V restituisce il possesso di Lariano al cardinale Prospero Colonna e ancora nel 1458 la località era nelle mani dei fratelli Prospero e Odoardo Colonna, quest'ultimo la vendette alla sorella Vittoria che a sua volta la cedette nello stesso anno a Pio II che dispose il definitivo abbattimento della rocca che stava per essere ricostruita dal cardinale Prospero e nel 1463, lo stesso papa dichiarandone l'avvenuto abbattimento, ne riconosceva il possesso a Vittoria Colonna e suoi parenti.
Infine nel 1493 Papa Alessandro VI sancì il possesso delle rovine del castello alla città di Velletri.
Gli eredi dei Colonna tuttavia non mancarono successivamente di rivendicare ancora il possesso del suolo dove sorgeva la fortezza, obbligando la Santa Sede ad una conclusione della vicenda giungendo ad una spartizione del territorio tra Velletri e la famiglia avendo come confine la cima del Maschio.
Si è supposto che, dopo la distruzione della fortezza, la popolazione dedita alle armi accettasse di trasferirsi a Velletri con il solo scopo di continuare il mestiere delle armi; mentre la popolazione contadina preferì restare nei luoghi dove era nata e dove per sempre era vissuta.

Lariano | Storia moderna
Il centro attuale di Lariano sorse da capanne che occupavano la zona sottostante il Maschio di Lariano, divenute centro agricolo verso la fine del XVII secolo e gli inizi del XVIII.
Nei secoli successivi, i ruderi del castello divennero rifugio di briganti, tra cui anche il famoso Gasperone.
Nel 1862 viene inaugurata la ferrovia Velletri-Segni che a Lariano aveva un suo scalo e che continuerà a restare in funzione fino al 1965, anno in cui viene definitivamente chiusa l'ultima tratta Lariano-Velletri, ormai usata solo come raccordo merci, con un DPR.
Nel 1967 Lariano divenne comune dividendosi da Velletri, della quale aveva sempre fatto parte.
La stazione di Lariano è tuttora ben conservata con colori e scritte dell'epoca.
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