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Laika, The Collapse of Democracy alla galleria Rosso20sette — dal 10 ottobre al 14 novembre 2026

The Collapse of Democracy, la nuova mostra personale della street artist Laika, apre sabato 10 ottobre 2026 alle 18:00 alla galleria Rosso20sette arte contemporanea, in via del Sudario 39 (00186 Roma), a pochi passi da Largo di Torre Argentina, e resta aperta fino al 14 novembre 2026. All'inaugurazione, secondo il comunicato stampa, è presente l'artista. La mostra è curata dal Team Laika e riunisce una ventina di opere fra tele, disegni su carta e installazioni nate da un nuovo viaggio negli Stati Uniti. Gli orari sono dal martedì al sabato, dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 19:00. Il comunicato non indica un biglietto d'ingresso; per conferme e informazioni la galleria risponde all'indirizzo info@rosso27.com e al numero pubblicato sul sito ufficiale, rosso27.com. Si arriva con il tram 8, fermata Torre Argentina, oppure a piedi dal Pantheon, da piazza Navona o da Campo de' Fiori in pochi minuti.

Laika, The flag for the oppressed, in mostra alla Rosso20sette
Laika, The flag for the oppressed, in mostra alla Rosso20sette Foto: Laika, The flag for the oppressed. Courtesy Rosso20sette, Ufficio stampa Melasecca PressOffice

Laika alla Rosso20sette: date, orari e informazioni

The Collapse of Democracy di Laika è visitabile alla Rosso20sette dal 10 ottobre al 14 novembre 2026, dal martedì al sabato, con inaugurazione sabato 10 ottobre alle 18:00 alla presenza dell'artista.

Quando

L'opening è sabato 10 ottobre 2026 alle 18:00. La mostra chiude il 14 novembre 2026, un sabato. Gli orari indicati dal comunicato sono dal martedì al sabato, con pausa centrale: 11:00-13:00 e 14:00-19:00. Domenica e lunedì la galleria è chiusa.

Dove

Rosso20sette arte contemporanea, via del Sudario 39, 00186 Roma. Il sito della galleria indica come riferimento Largo di Torre Argentina: la via si stacca dal largo, nel rione Sant'Eustachio.

Chi la cura

La mostra è a cura del Team Laika. Il comunicato ringrazia The Winch, GPL Production e Tiburtini Carattere Tipografico, e riporta una dedica: a Clara.

Ingresso

Il comunicato stampa non indica un biglietto. Per sapere se per l'inaugurazione o per le visite serva una prenotazione, il riferimento è la galleria, ai contatti pubblicati sul sito ufficiale.

The Collapse of Democracy: che cosa si vede in mostra

The Collapse of Democracy è un nuovo ciclo di circa venti opere, fra tele, disegni su carta e installazioni, con cui Laika racconta le contraddizioni degli Stati Uniti, il paese che, ricorda il comunicato, si autoproclama prima democrazia al mondo.

Il ritorno negli Stati Uniti

Quasi tre anni dopo il viaggio da cui nacque States of Injustice, Laika è tornata negli Stati Uniti per un nuovo capitolo del progetto, definito dal comunicato più politico e urgente. L'artista elabora il paradosso di una nazione che ha fatto dei suoi valori di libertà e giustizia un prodotto esportabile in tutto il mondo e che ora, secondo la lettura della mostra, collassa sotto il peso dei valori traditi.

La domanda della mostra

Il percorso, scrive il comunicato, vuole mettere lo spettatore di fronte a una domanda: sono davvero questi i valori occidentali da difendere, o serve una rivoluzione radicale verso un futuro più sostenibile e fedele alla democrazia e ai diritti umani?

La California come cornice

Per la seconda volta Laika ha scelto la California come cornice delle sue opere: per l'artista è uno degli stati in cui le contraddizioni strutturali e culturali del sistema statunitense emergono nella forma più acuta e visibile.

Denuncia e speranza

L'obiettivo dichiarato è la denuncia e la critica dura, ma il comunicato parla anche di un bagliore di speranza, affidato all'omaggio ai movimenti e ai volti della società americana che hanno lottato per il cambiamento.

I tre temi di The Collapse of Democracy

Le opere di The Collapse of Democracy si dividono in tre nuclei: le guerre e il profitto, il paradosso della lotta allo straniero, l'omaggio alle figure della storia americana che hanno indicato la strada del cambiamento.

Le guerre e il profitto

Il primo nucleo si apre con There is no peace without human rights, l'opera introduttiva, dedicata al trionfo delle guerre combattute per accumulare profitto a scapito della vita e dei diritti umani. Nello stesso filone il comunicato colloca The flag for the oppressed, rielaborazione della bandiera americana con codici e simboli legati alla Palestina, e l'installazione Blood for oil, in cui barili di greggio diventano la tela per i ritratti di bambini e bambine vittime dei conflitti combattuti per il petrolio.

Il paradosso dello straniero

Il secondo tema è il paradosso tutto americano della lotta allo straniero: l'istituzione dell'ICE, l'ascesa del suprematismo bianco, lo svilimento dei valori di libertà e uguaglianza. Ne fanno parte We the People, che cita le prime parole della Costituzione americana, e No one is illegal on stolen land, che ritrae un nativo americano schierato contro un agente dell'ICE.

L'omaggio

Il terzo nucleo è dedicato alle personalità della storia e della cultura americana che per l'artista indicano la via da seguire: fra queste il comunicato cita Rosa Parks e Martin Luther King.

L'opera che dà il titolo

I tre cicli si raccordano nell'opera The Collapse of Democracy: una statua della libertà prossima al crollo, immagine della vulnerabilità dei valori democratici e di diritti che poggiano su una struttura fragile, che può essere demolita.

Le opere da guardare con attenzione

Fra le immagini diffuse con il comunicato ci sono The flag for the oppressed e There is no peace without human rights, quest'ultima realizzata con spray e acrilico su tela, nel formato 50 per 70 centimetri.

There is no peace without human rights

L'opera introduttiva ha una storia: durante la realizzazione del murale da cui nasce, racconta il comunicato, Laika ha incontrato Shepard Fairey, noto come OBEY, impegnato in un'opera proprio accanto alla sua, e ne ha ricevuto i complimenti. Un incontro fra due generazioni della street art politica.

The flag for the oppressed

La bandiera a stelle e strisce è uno dei simboli più riprodotti al mondo. Riscriverla con codici e simboli legati alla Palestina, come fa Laika, significa usare il linguaggio visivo del potere per rovesciarne il messaggio: è il metodo della street art, portato in galleria.

Blood for oil

L'installazione con i barili di greggio è l'opera più fisica della mostra. Il contrasto fra l'oggetto industriale e i volti dei bambini dipinti sopra è il cuore del primo nucleo tematico.

Morir y vivir en Los Angeles

Fra i materiali stampa compare anche un'opera dal titolo Morir y vivir en Los Angeles, realizzata con acrilico, marker e spray su tela: un'altra tappa del viaggio californiano.

Chi è Laika: la street artist anonima di Roma

Laika è una street artist e attivista per i diritti umani italiana, premiata da Amnesty International nel 2023, che ha scelto di non rivelare la propria identità né il proprio sesso e si presenta in pubblico con una maschera.

Il nome

Il nome d'arte viene dalla cagnolina Laika, nata nel 1954, primo essere vivente ad aver raggiunto lo spazio. La scelta, spiega la biografia ufficiale, è legata all'idea di puntare allo spazio, di non porsi mai limiti.

L'anonimato

L'anonimato garantisce all'artista maggiore libertà di espressione e sposta l'attenzione dalla vita privata ai messaggi, che parlano di diritti umani, sociali e civili. La biografia ufficiale usa per l'artista una forma linguistica neutra, senza genere.

Gli inizi a Roma

Laika ha cominciato nella primavera del 2019 con l'affissione di adesivi per le strade di Roma. La fama internazionale arriva all'inizio del 2020 con due opere diventate virali: Jenesuispasunvirus, fra le prime al mondo dedicate al Covid 19, e L'Abbraccio, il manifesto dedicato a Patrick Zaki e Giulio Regeni.

Artivist

La biografia definisce Laika artivist, artista e attivista insieme. Il lavoro si muove fra l'affissione notturna, la performance e la galleria, con un filo costante: i diritti umani.

Mostre, premi e azioni di Laika

Laika ha esposto a Palazzo Albergati di Bologna, a Palazzo Gromo Losa e Palazzo Ferrero di Biella, al J Museum di Jesolo, alla WopArt Fair di Lugano e al Museo Regional Valle de Juárez in Messico.

Le mostre

Al J Museum di Jesolo le opere di Laika sono state esposte nella collettiva Jago, Banksy, TV Boy e altre storie controcorrente. La prima mostra personale, Art Is (Not) A Game, si è tenuta proprio alla Rosso20sette di Roma ed è andata esaurita, secondo la biografia ufficiale.

Il documentario

Il lavoro di Laika è al centro del documentario Life Is (Not) A Game, diretto da Antonio Valerio Spera e presentato in anteprima alla diciassettesima edizione della Festa del Cinema di Roma.

I premi del 2023

Nel 2023 Laika è stata premiata come Personaggio dell'Anno ai Nastri d'Argento per la categoria documentari e ha ricevuto l'Art and Human Rights Award di Amnesty International.

Le azioni recenti

Nel febbraio 2026 Laika ha percorso 400 miglia nautiche da Barcellona a Sanremo per la performance AGAIN, dipinta su una vela, per richiamare l'attenzione su Gaza. Sostiene la Global Sumud Flotilla, di cui ha dipinto le imbarcazioni nell'agosto 2025 e nell'aprile 2026. Nel giugno 2026, in occasione dell'inaugurazione dei Mondiali di calcio, ha affisso davanti alla sede della FIFA a Zurigo un manifesto di protesta contro Donald Trump e il presidente della FIFA Gianni Infantino.

La galleria Rosso20sette, la sede della mostra

Rosso20sette arte contemporanea è una galleria romana in via del Sudario 39, nel centro storico, che indica come riferimento Largo di Torre Argentina e che ha ospitato la prima mostra personale di Laika.

Un legame con l'artista

La galleria e Laika hanno una storia comune: qui si è tenuta Art Is (Not) A Game, la prima personale dell'artista, andata esaurita. The Collapse of Democracy è il ritorno nello stesso spazio, con un progetto più ampio e più politico.

Una galleria nel centro

Essere in via del Sudario significa trovarsi fra Largo Argentina e corso Vittorio Emanuele II, in una delle zone più attraversate del centro storico. La mostra si visita facilmente durante una passeggiata fra il Pantheon e Campo de' Fiori.

Contatti

Il sito ufficiale della galleria, rosso27.com, pubblica indirizzo, telefono e posta elettronica, info@rosso27.com.

Largo di Torre Argentina, il quartiere della mostra

Largo di Torre Argentina è una piazza del centro storico che conserva al centro l'area sacra con i resti di templi antichi e delle strutture legate al grande complesso del Teatro di Pompeo: la scheda Largo Argentina e Campo Marzio ne racconta la storia.

L'area sacra

Fra le rovine del largo si riconoscono i templi e le strutture del complesso di Pompeo, di cui faceva parte la Curia in cui fu ucciso Giulio Cesare. Fra le pietre vive una colonia felina seguita dai volontari, raccontata nella scheda sul santuario dei gatti di Largo Argentina.

Il Teatro Argentina

Sul largo affaccia il Teatro Argentina, inaugurato nel 1732, casa della prosa pubblica della città. Nelle stesse settimane della mostra vi va in scena Otello, dal 4 al 29 novembre 2026.

Via del Sudario

La via della galleria si stacca da Largo di Torre Argentina, nel rione Sant'Eustachio, con il traffico di corso Vittorio Emanuele II a pochi metri: una posizione comoda per inserire la mostra in qualsiasi passeggiata nel centro.

Come arrivare alla Rosso20sette per la mostra di Laika

La Rosso20sette si raggiunge facilmente con il tram 8, che ferma a Torre Argentina, a pochi passi da via del Sudario, oppure a piedi dalle principali piazze del centro storico.

In tram

Il tram 8 ha una fermata a Torre Argentina. Per chi arriva da Trastevere, sull'altra riva del Tevere, è la soluzione più comoda.

In metropolitana

Nessuna stazione della metropolitana si trova a ridosso del largo. Le più comode sono Colosseo e Circo Massimo sulla linea B, da cui si prosegue a piedi o con i mezzi di superficie. Da piazza Venezia a Largo Argentina la passeggiata lungo via delle Botteghe Oscure richiede pochi minuti.

In autobus

Largo di Torre Argentina e corso Vittorio Emanuele II sono attraversati da numerose linee di superficie che collegano Termini, piazza Venezia, il Vaticano e Trastevere. Linee e orari si controllano sul calcolatore di percorso dell'ATAC prima di partire.

In auto

La zona è dentro la ZTL del centro storico. Chi arriva in auto deve parcheggiare fuori dalla fascia a traffico limitato e completare il tragitto con i mezzi o a piedi.

A piedi

Dal Pantheon, da piazza Navona, da Campo de' Fiori e dal Ghetto la galleria si raggiunge in pochi minuti. Arrivare a piedi è la scelta migliore.

Come organizzare la visita alla mostra di Laika

La visita a The Collapse of Democracy richiede in genere meno di un'ora e si abbina facilmente a una passeggiata nel centro storico, tenendo conto della pausa della galleria fra le 13:00 e le 14:00.

L'inaugurazione

Sabato 10 ottobre alle 18:00 l'artista è presente. Per chi vuole vedere Laika, sempre con la maschera, è l'occasione; per chi vuole guardare le opere con calma, meglio un giorno feriale.

Il momento migliore

Le mattine fra martedì e venerdì sono le più tranquille. Chi passa nel primo pomeriggio deve ricordare la pausa: la galleria riapre alle 14:00.

Con i ragazzi

La mostra parla di guerre, razzismo e diritti, con immagini forti come i ritratti dei bambini sui barili di Blood for oil. Per un adolescente è un'occasione di discussione seria; per i più piccoli conviene preparare la visita.

Accessibilità

Il comunicato non riporta informazioni sull'accessibilità degli spazi. Chi ha difficoltà motorie può chiedere alla galleria, prima della visita, come è l'ingresso.

Cosa vedere intorno alla Rosso20sette

La galleria è a pochi minuti a piedi dai luoghi più noti del centro storico: una visita alla mostra di Laika si abbina facilmente a una passeggiata fra Pantheon, piazza Navona e Ghetto.

Pantheon e Minerva

Verso nord si arriva al Pantheon e, subito dietro, alla basilica di Santa Maria sopra Minerva, con l'obelisco della Minerva davanti alla facciata.

Navona e Campo de' Fiori

Verso ovest, oltre corso Vittorio Emanuele II, si raggiungono piazza Navona e Campo de' Fiori. Sulla strada c'è la basilica di Sant'Andrea della Valle.

Il Gesù e il Ghetto

Verso est, a pochi passi, c'è la chiesa del Gesù; scendendo verso il Tevere si entra nel Ghetto ebraico e si arriva al Teatro di Marcello.

Altra street art a Roma

Chi esce dalla mostra con la voglia di vedere opere in strada trova una mappa nella scheda sulla street art a Roma e, per i grandi murales, nella scheda sulla street art di Ostiense.

Dove mangiare vicino alla galleria

Il centro storico intorno a Largo Argentina offre ogni tipologia di cucina: trattorie romane verso Campo de' Fiori, cucina giudaico romanesca nel Ghetto, forni e pizzerie al taglio lungo corso Vittorio Emanuele II.

Per l'opening

L'inaugurazione alle 18:00 si presta a un aperitivo nelle strade intorno al Pantheon e a una cena nel Ghetto o a Campo de' Fiori. Di sabato sera conviene prenotare.

Per una pausa veloce

Chi visita la mostra di giorno trova lungo corso Vittorio Emanuele II forni e pizzerie al taglio per un pranzo rapido, da sistemare nella pausa della galleria fra le 13:00 e le 14:00.

Una curiosità su Laika, The Collapse of Democracy alla galleria Rosso20sette — dal 10 ottobre al 14 novembre 2026

La curiosità più bella è nel nome. Laika, ricorda la biografia ufficiale, era la cagnolina nata nel 1954 che per prima, fra gli esseri viventi, raggiunse lo spazio. L'artista ha scelto quel nome per l'idea di puntare allo spazio, di non porsi limiti. C'è anche un secondo livello di lettura: un nome legato a un primato nello spazio, scelto da chi in questa mostra interroga i primati che una grande potenza si attribuisce, a cominciare da quello di prima democrazia al mondo.

La seconda curiosità riguarda l'opera che apre la mostra. Mentre dipingeva il murale di There is no peace without human rights, racconta il comunicato, Laika ha incontrato Shepard Fairey, il celebre OBEY, che lavorava a un'opera proprio accanto alla sua, e ne ha ricevuto i complimenti. Due artisti di generazioni diverse, entrambi noti per manifesti politici, a pochi metri di distanza: un passaggio di consegne che la mostra porta fino a via del Sudario.

La terza è romana. La prima personale di Laika, Art Is (Not) A Game, si è tenuta proprio in questa galleria ed è andata esaurita. Il ritorno alla Rosso20sette chiude un cerchio: l'artista che ha cominciato con gli adesivi per le strade di Roma espone di nuovo a pochi passi dall'area sacra di Largo Argentina.

Una cosa che non ti dice nessuno su Laika, The Collapse of Democracy alla galleria Rosso20sette — dal 10 ottobre al 14 novembre 2026

La cosa che quasi nessuno dice è l'orario. La Rosso20sette apre dal martedì al sabato con una pausa centrale: dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 19:00. Domenica e lunedì è chiusa. Chi pianifica una visita nel fine settimana ha solo il sabato a disposizione, e chi passa all'ora di pranzo trova la porta chiusa.

La seconda riguarda l'artista. All'inaugurazione del 10 ottobre Laika è presente, ma sempre con la maschera: l'anonimato è una scelta di fondo, che la biografia ufficiale spiega con la libertà di espressione e con la volontà di spostare l'attenzione dalla persona ai messaggi. Chi spera di scoprire il volto dell'artista resterà deluso; chi vuole ascoltarne le ragioni ha un'occasione rara.

La terza è sul tono della mostra. Il comunicato è esplicito: l'obiettivo è la denuncia e la critica dura. Guerre, ICE, suprematismo bianco, Palestina, bambini vittime dei conflitti per il petrolio. Non è una mostra neutra e non vuole esserlo. A nostro giudizio va vista anche da chi non condivide tutte le tesi dell'artista: è un documento di come la street art italiana guarda oggi agli Stati Uniti.

Il consiglio che ti do per visitare Laika, The Collapse of Democracy alla galleria Rosso20sette — dal 10 ottobre al 14 novembre 2026

Il consiglio è di scegliere fra due visite diverse. La prima è l'inaugurazione di sabato 10 ottobre alle 18:00, con l'artista presente: un'occasione per vedere Laika e il pubblico che la segue, ma con la galleria affollata e le opere meno visibili. La seconda è una mattina feriale, fra martedì e venerdì, quando la sala è tranquilla e si possono leggere le opere una per una.

Chi ha tempo può fare entrambe le cose. Altrimenti, conviene un giorno feriale: la mostra è costruita su tre nuclei tematici e su opere che chiedono di essere guardate da vicino, come le bandiere riscritte o i barili dipinti. Seguire il percorso nell'ordine indicato dal comunicato, dalle guerre allo straniero all'omaggio, fino alla statua della libertà che crolla, aiuta a capirne la logica.

Ultimo consiglio: abbinare la visita a una passeggiata a piedi. Dalla galleria al Pantheon sono pochi minuti, e Largo Argentina, con la sua area sacra, offre un contrappunto potente: la Curia in cui fu ucciso Cesare, a pochi passi da una mostra sul collasso di una democrazia.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Laika è un'artista romana, ma si ricorda poco che la sua fama nasce da due opere affisse in città all'inizio del 2020. Jenesuispasunvirus, fra le prime opere al mondo dedicate al Covid 19, e L'Abbraccio, il manifesto per Patrick Zaki e Giulio Regeni, hanno fatto il giro del mondo partendo dai muri di Roma. Prima ancora, nella primavera del 2019, c'erano solo adesivi.

Un altro fatto noto e poco citato è il riconoscimento istituzionale. Nel 2023 Laika ha ricevuto sia l'Art and Human Rights Award di Amnesty International sia il premio come Personaggio dell'Anno ai Nastri d'Argento per i documentari, grazie al film Life Is (Not) A Game di Antonio Valerio Spera, presentato alla Festa del Cinema di Roma. Per un'artista che lavora di notte, in strada e senza volto, sono riconoscimenti significativi.

Infine, la mostra ha un precedente diretto. Quasi tre anni prima Laika aveva realizzato negli Stati Uniti il progetto States of Injustice. The Collapse of Democracy ne è la prosecuzione, nata da un nuovo viaggio e, come sottolinea il comunicato, più politica e urgente.

La foto giusta da fare a Laika, The Collapse of Democracy alla galleria Rosso20sette — dal 10 ottobre al 14 novembre 2026

Dentro la galleria, la foto giusta è quella dell'opera che dà il titolo alla mostra: la statua della libertà prossima al crollo. È l'immagine che riassume il progetto, e fotografarla per intero, senza tagli, rende il senso di una struttura che sta per cedere. Prima di scattare conviene chiedere alla galleria se le fotografie sono ammesse.

La seconda foto è quella dei barili di Blood for oil: inquadrare un barile con un ritratto dipinto, a distanza ravvicinata, mette in evidenza il contrasto fra la superficie industriale e il volto. È un'immagine forte, da usare con rispetto.

Fuori, la foto da fare è a Largo di Torre Argentina, a pochi passi: l'area sacra con i templi antichi, magari con uno dei gatti della colonia fra le pietre. Nel tardo pomeriggio di ottobre la luce radente scalda le pietre antiche. Accostare questa immagine a quella della statua della libertà che crolla racconta bene la mostra: due modi di pensare la fragilità delle istituzioni, a duemila anni di distanza.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La zona della galleria è carica di storia. Nell'area di Largo di Torre Argentina sorgeva il grande complesso del Teatro di Pompeo, di cui faceva parte la Curia in cui fu ucciso Giulio Cesare. L'area sacra al centro del largo conserva i resti dei templi e delle strutture di quel complesso: è il luogo romano in cui, più di ogni altro, si ricorda la fine di una repubblica.

Sul largo affaccia il Teatro Argentina, inaugurato nel gennaio del 1732. Il 20 febbraio 1816 vi andò in scena la prima del Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini, accolta da un fiasco clamoroso e poi da un trionfo. Giuseppe Verdi vi portò I due Foscari nel 1844 e La battaglia di Legnano nel 1849: secondo la ricostruzione del Teatro di Roma, proprio in occasione di quella rappresentazione i romani avviarono le manifestazioni che portarono alla Repubblica Romana.

Più di recente, la storia della galleria si intreccia con quella di Laika: alla Rosso20sette si è tenuta Art Is (Not) A Game, la prima personale dell'artista, andata esaurita. Con The Collapse of Democracy il tema della fragilità delle democrazie torna in un luogo che, fra Cesare e la Repubblica Romana del 1849, ne ha visto più di una crisi.

Chi è passato da Laika, The Collapse of Democracy alla galleria Rosso20sette — dal 10 ottobre al 14 novembre 2026

Dalla Rosso20sette è passata, prima di tutto, Laika stessa: la galleria ha ospitato la sua prima mostra personale, Art Is (Not) A Game, e torna a ospitarla con The Collapse of Democracy. All'inaugurazione del 10 ottobre l'artista è presente, con la maschera che porta in ogni apparizione pubblica.

Intorno alla galleria, Largo Argentina ha visto passare figure decisive della storia di Roma. Giulio Cesare, ucciso nella Curia di Pompeo; Gioachino Rossini, che al Teatro Argentina presentò il Barbiere di Siviglia nel 1816; Gaetano Donizetti, con la prima di Zoraida di Granata nel 1822; Niccolò Paganini, in concerto nel 1827; Giuseppe Verdi, con due prime nel 1844 e nel 1849.

Nelle opere della mostra passano invece i volti di Rosa Parks e Martin Luther King, scelti dall'artista come modelli del cambiamento, e nel racconto del comunicato compare Shepard Fairey, incontrato in California durante la realizzazione di There is no peace without human rights. Una galleria del centro storico che per cinque settimane raccoglie storie molto lontane fra loro.

Ottobre e novembre a Roma: il periodo della mostra

The Collapse of Democracy occupa le cinque settimane fra il 10 ottobre e il 14 novembre 2026, il periodo in cui Roma torna ai suoi ritmi dopo l'estate e prima del Natale.

Il clima

Ottobre ha ancora giornate miti e luminose, ideali per abbinare la mostra a una passeggiata; a novembre le giornate si accorciano e la pioggia è più frequente, e la galleria diventa una buona tappa al coperto.

In città nello stesso periodo

Nelle stesse settimane Roma ospita la Festa del Cinema, dove fu presentato il documentario dedicato a Laika, e al vicino Teatro Argentina va in scena Otello. Il centro storico, fuori dall'alta stagione, è più vivibile.

Domande frequenti su Laika alla Rosso20sette

Quando si può vedere la mostra di Laika a Roma?

La mostra di Laika The Collapse of Democracy è aperta alla Rosso20sette dal 10 ottobre al 14 novembre 2026, dal martedì al sabato, dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 19:00. L'inaugurazione è sabato 10 ottobre alle 18:00, con l'artista presente.

Dove si trova la galleria Rosso20sette?

La galleria Rosso20sette arte contemporanea si trova in via del Sudario 39, 00186 Roma, a pochi passi da Largo di Torre Argentina. Il tram 8 ferma a Torre Argentina; dal Pantheon e da Campo de' Fiori si arriva a piedi in pochi minuti.

Quanto costa vedere la mostra di Laika?

Il comunicato stampa della mostra di Laika alla Rosso20sette non indica un biglietto d'ingresso. Per confermare le condizioni di visita e sapere se l'inaugurazione richieda una prenotazione conviene contattare la galleria all'indirizzo info@rosso27.com.

Laika sarà presente all'inaugurazione?

Laika è presente all'inaugurazione di The Collapse of Democracy, sabato 10 ottobre 2026 alle 18:00, secondo il comunicato stampa. L'artista non ha mai rivelato la propria identità e compare in pubblico sempre con una maschera.

Che opere ci sono nella mostra di Laika?

La mostra di Laika riunisce una ventina di opere fra tele, disegni su carta e installazioni, divise in tre temi: guerre e profitto, lotta allo straniero, omaggio a figure come Rosa Parks e Martin Luther King. Fra le opere ci sono There is no peace without human rights, The flag for the oppressed e Blood for oil.

Chi è Laika?

Laika è una street artist e attivista per i diritti umani italiana, anonima, attiva a Roma dal 2019. È nota per L'Abbraccio, dedicato a Patrick Zaki e Giulio Regeni, e nel 2023 ha ricevuto l'Art and Human Rights Award di Amnesty International.

La mostra di Laika è adatta ai ragazzi?

La mostra di Laika affronta guerre, razzismo e diritti umani con immagini forti, come i ritratti di bambini sui barili di Blood for oil. Per gli adolescenti è un'occasione di riflessione; per i più piccoli conviene preparare la visita.

Il consiglio finale su Laika alla Rosso20sette

The Collapse of Democracy porta nel centro di Roma il lavoro più politico di Laika: una ventina di opere che leggono gli Stati Uniti attraverso guerre, frontiere e diritti, con un omaggio finale a chi ha lottato per cambiarli. A nostro giudizio la mostra vale la visita per la coerenza del progetto e per il dialogo con il luogo, a pochi passi dall'area sacra in cui finì la repubblica di Cesare. Il consiglio è di scegliere una mattina feriale per vedere le opere con calma, ricordando la pausa delle 13:00, oppure l'inaugurazione del 10 ottobre per incontrare l'artista. In entrambi i casi, la passeggiata fra Largo Argentina e il Pantheon completa la visita.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento10 Ottobre 2026 18:00 — 14 Novembre 2026
IndirizzoRosso20sette arte contemporanea, Via del Sudario 39, 00186 Roma Roma Città
CategorieEventiMostre

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