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Giovanni Kronenberg alla z2o Sara Zanin — dal 16 settembre al 31 ottobre 2026

Giovanni Kronenberg espone dal 16 settembre al 31 ottobre 2026 alla galleria z2o Sara Zanin, via Alessandro Volta 34, 00153 Roma, nel rione Testaccio, dal martedì al sabato dalle 12 alle 19. È la quarta personale dello scultore milanese con la galleria, in oltre dieci anni di collaborazione. La stazione della metro B più vicina è Piramide; per il percorso esatto con bus e tram dal vostro punto di partenza usate il calcolatore dell'ATAC. La pagina ufficiale non indica un prezzo di ingresso: per informazioni la galleria risponde al numero 06 80073146 e all'indirizzo info@z2ogalleria.it, come indicato sul sito ufficiale di z2o Sara Zanin.

Veduta della mostra di Giovanni Kronenberg alla z2o Sara Zanin
Veduta della mostra di Giovanni Kronenberg alla z2o Sara Zanin Foto: Installation view, Giovanni Kronenberg, 2026, z2o Sara Zanin. Ph. Roberto Apa

Una vecchia farmacia portatile dell'Ottocento con inserti d'argento, pietre e cristalli, corna, spugne, uova di struzzo: gli oggetti con cui lavora Giovanni Kronenberg sono cose rare, spesso da collezione, che l'artista chiama "non consumate dagli sguardi". Le altera il minimo indispensabile e le accosta fino a trovare un equilibrio che non ti aspetti. A nostro giudizio questa mostra merita una deviazione anche per chi di solito non entra nelle gallerie private, perché è il tipo di scultura che si capisce solo davanti all'oggetto, e che nessuna fotografia restituisce.

Giovanni Kronenberg a Testaccio: le informazioni essenziali

La mostra è aperta fino a sabato 31 ottobre 2026, dal martedì al sabato dalle 12 alle 19, nella sede di via Alessandro Volta 34. La domenica e il lunedì la galleria è chiusa.

Date e orari

La personale ha inaugurato mercoledì 16 settembre con un vernissage dalle 18 alle 21. L'orario ufficiale indicato dalla galleria è dal martedì al sabato, dalle 12 alle 19. Il portale turistico del Comune riporta un'apertura tutti i giorni, ma vale l'indicazione della galleria: chi pensa di andare di domenica troverà chiuso.

Ingresso

La pagina della mostra non pubblica un prezzo. Le gallerie d'arte contemporanea sono spazi commerciali aperti al pubblico, e si entra suonando il campanello o chiedendo al personale. Per gruppi o visite accompagnate conviene scrivere prima alla galleria.

Il libro in arrivo

Durante la mostra la galleria ospiterà la presentazione di una nuova monografia dedicata ai disegni su carta di Kronenberg, pubblicata da Viaindustriae Publishing, con saggi di Cecilia Canziani, Antonio Grulli e Alessandro Rabottini. L'uscita è prevista per l'autunno 2026: la data della presentazione sarà comunicata dalla galleria.

Che cosa si vede nella mostra di Giovanni Kronenberg

La mostra riunisce un nucleo di opere recenti, sculture e disegni, con cui l'artista prosegue la sua indagine sulla capacità delle forme di presentarsi come presenze autonome, sospese fra materia, intuizione e apparizione. È una mostra da guardare lentamente: la galleria stessa la presenta come un invito all'osservazione lenta.

Le sculture: una grammatica combinatoria

Nelle sculture di Kronenberg gli oggetti non vengono semplicemente assemblati, né spezzati in frammenti da ricomporre. Vengono avvicinati, messi in relazione, a volte appena modificati. Il testo della galleria parla di una grammatica combinatoria che mescola metalli e oggetti di plastica, lastre di granito ed elementi organici, inserti di ferro e legno: materiali di epoche e usi lontanissimi, che nessuno penserebbe di mettere insieme.

Enigmi visivi

Il risultato è un campo di tensioni. Gli oggetti conservano la loro identità materiale, ma spostati e accostati superano la loro funzione originaria e diventano quelli che la galleria chiama enigmi visivi inattesi, carichi di una forte drammaticità. Davanti a una di queste sculture la prima reazione è di riconoscere le parti; la seconda, più interessante, è di non capire più che cosa si sta guardando.

I disegni: forme che appaiono

Se le sculture nascono dal rapporto fisico fra oggetti diversi, i disegni si muovono in uno spazio più libero, svincolato dalla somiglianza. Le forme sulla carta non descrivono e non illustrano: sembrano apparire. La mostra mette così in dialogo due modi di lavorare: la scultura, che agisce nello spazio con interventi minimi, e il disegno, che apre una dimensione più mentale.

Una mostra di apparizioni

La chiave di lettura proposta dalla galleria è la parola apparizione. Scultura e disegno si incontrano non perché si somiglino, ma per un atteggiamento comune: sono due modi di rendere visibile ciò che resta sospeso fra materia, tempo e intuizione. Il consiglio è di tenere questa parola in testa mentre si gira per la sala.

Chi è Giovanni Kronenberg

Giovanni Kronenberg è nato a Milano nel 1974, dove vive e lavora. Il suo lavoro è fatto essenzialmente di sculture e disegni, e la galleria che lo rappresenta a Roma ne segue il percorso da oltre dieci anni.

Gli oggetti "non consumati dagli sguardi"

La materia prima delle sue sculture sono oggetti insoliti o rari e manufatti naturali: rocce e pietre, minerali e cristalli preziosi, corna, ossa, pellicce, spugne marine, uova di struzzo. L'artista li definisce "non consumati dagli sguardi", cioè oggetti che lo sguardo non ha ancora smesso di vedere per troppa abitudine. Spesso sono pezzi da collezione.

Il metodo

Su questi oggetti Kronenberg interviene con inserimenti e trasformazioni minime che mettono insieme tempi lontani, spesso irraggiungibili. Torce, occlude, sostituisce, sovrappone; oppure, al contrario, usa interventi leggeri e temporanei. Ne escono oggetti inattesi, dalla presenza eccentrica, magnetica e insieme inquietante. Al centro c'è la costruzione di un linguaggio, la grammatica combinatoria, che fa sedimentare lentamente le qualità evocative degli oggetti e poi le altera.

Un esempio: la farmacia portatile

Sulla pagina dell'artista, la galleria mostra un'opera del 2018, Senza titolo: una farmacia portatile dell'Ottocento con inserti d'argento, di 22 per 100 per 65 centimetri. È un buon esempio del suo modo di lavorare: un oggetto già carico di storia, un intervento prezioso e misurato, e alla fine una cosa che non è più né un reperto né una scultura tradizionale.

I disegni

Il rapporto ambiguo fra oggetti e realtà è anche la chiave dei disegni. Qui l'immagine, sospesa in una dimensione astratta, genera uno spazio senza riferimenti, che sembra tradurre la presenza della figura in una specie di epifania o di apparizione. La nuova monografia sui disegni, in uscita in autunno, darà a questa parte del lavoro lo spazio che finora aveva meno.

Dieci anni con z2o Sara Zanin: le mostre precedenti

Quella del 2026 è la quarta personale di Kronenberg con la galleria, e l'archivio delle mostre di z2o permette di ricostruire il percorso.

2019: la prima personale

Dal 12 febbraio al 18 marzo 2019 la galleria gli ha dedicato una mostra personale intitolata semplicemente Giovanni Kronenberg.

2020: Traces

Dal 23 gennaio al 5 luglio 2020 Kronenberg ha partecipato a Traces, collettiva curata da Marina Dacci con Ibrahim Ahmed, Evgeny Antufiev, Silvia Camporesi, Kaarina Kaikkonen, Beatrice Pediconi e Nazzarena Poli Maramotti.

2022: Kronenberg e Nonas

Dal 26 novembre 2022 al 19 gennaio 2023 la galleria ha presentato Kronenberg in dialogo con Richard Nonas, con un testo critico di Riccardo Venturi.

2026: la prima volta in via Volta

La galleria sottolinea che questa volta l'artista è stato invitato a confrontarsi con lo spazio di via Alessandro Volta 34, la sede inaugurata nel marzo 2024 con la collettiva Contrappunti. È il cambio di scala di un rapporto lungo: un artista che conosce bene la galleria alle prese con un ambiente nuovo.

Come guardare le sculture di Kronenberg: tre domande

Le sculture fatte di oggetti mettono a disagio chi cerca la mano dell'artista nel senso tradizionale: qui non c'è marmo scolpito né bronzo fuso. Per entrare nel lavoro di Kronenberg servono altre domande: tre, semplici, valide per ogni mostra di questo tipo.

Che cosa c'era prima?

Ogni scultura parte da oggetti che avevano un'altra vita: una pietra raccolta, un manufatto antico, un oggetto di uso comune. La prima domanda è sempre questa: che cosa era questo oggetto prima di arrivare qui? Chiedetelo al personale della galleria, se non riuscite a capirlo da soli. La risposta è il punto di partenza di tutto.

Che cosa ha fatto l'artista?

La seconda domanda riguarda l'intervento. La galleria insiste sul fatto che Kronenberg altera gli oggetti appena, a volte in modo minimo o temporaneo. Cercate il punto esatto dell'intervento: un inserto, una torsione, un'occlusione, un accostamento. È spesso un dettaglio, e trovarlo è metà del piacere.

Che cosa succede adesso?

La terza domanda è la più importante: che effetto fa l'insieme? Gli oggetti, dice la galleria, superano la loro funzione originaria e diventano enigmi visivi. Non cercate di risolverli. Accettate che una cosa possa essere insieme riconoscibile e incomprensibile: è esattamente l'effetto che l'artista cerca, e l'unico modo di goderselo.

Una curiosità su Giovanni Kronenberg alla z2o Sara Zanin — dal 16 settembre al 31 ottobre 2026

La curiosità più interessante riguarda l'espressione con cui Kronenberg descrive i suoi materiali: oggetti "non consumati dagli sguardi". È un'idea che rovescia il modo in cui normalmente pensiamo a un museo o a una collezione. Di solito un oggetto vale di più quanto più è stato guardato, riprodotto, studiato. Per Kronenberg vale il contrario: gli servono cose che lo sguardo non ha ancora smesso di vedere, perché nessuno le ha ancora trasformate in un'immagine abituale.

Ecco perché nel suo repertorio compaiono uova di struzzo, spugne marine, corna, cristalli, una farmacia portatile dell'Ottocento. Sono oggetti che quasi tutti hanno visto almeno una volta, ma di sfuggita, in una vetrina o in un museo di storia naturale, mai abbastanza a lungo da averli consumati. Kronenberg li prende a quel punto, quando sono ancora capaci di sorprendere, e aggiunge o toglie quel poco che basta a farli diventare enigmi.

La seconda curiosità è il luogo. Testaccio è un rione che ha fatto del riuso un'identità: il Monte dei Cocci è una collina fatta di frammenti, il Mattatoio è un macello diventato città delle arti. Uno scultore che lavora spostando oggetti dalla loro funzione originaria espone in un quartiere che ha fatto la stessa cosa con i propri edifici. A nostro giudizio la coincidenza è casuale, ma vale la pena notarla.

La galleria z2o Sara Zanin

z2o Sara Zanin è una galleria d'arte contemporanea romana con due spazi nel codice postale 00153: la sede di via Alessandro Volta 34, a Testaccio, e z2o Project, in via Baccio Pontelli 16. La mostra di Kronenberg è nella sede di via Volta.

La sede di via Volta

Lo spazio di via Alessandro Volta 34 è stato inaugurato nel marzo 2024 con la collettiva Contrappunti, che l'archivio della galleria segnala come apertura del nuovo spazio. Da allora vi si sono succedute personali e collettive di artisti italiani e internazionali.

Il programma

L'archivio delle mostre sul sito della galleria supera le centotrenta esposizioni. Fra gli artisti ricorrenti ci sono Evgeny Antufiev, Silvia Camporesi, Nazzarena Poli Maramotti, Beatrice Pediconi, Marta Roberti, Michele Tocca, Fabrizio Prevedello, Adelisa Selimbašić. La galleria lavora anche fuori sede, in collaborazione con musei e istituzioni: Triennale di Milano, GAM di Torino, la Gipsoteca della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

Le prossime mostre

Dal 1° ottobre al 14 novembre 2026 z2o presenta Quasi ombra di Luca Moscariello, con un testo di Saverio Verini. L'8 ottobre la galleria segnala inoltre A Sort of Song, mostra a due di Michele Tocca e Peter Marcasiano alla Fondazione Giuliani, curata da Adrienne Drake.

Una cosa che non ti dice nessuno su Giovanni Kronenberg alla z2o Sara Zanin — dal 16 settembre al 31 ottobre 2026

Una galleria privata non è un museo, e chi non ci è abituato spesso rinuncia per timidezza. È un peccato. Le gallerie d'arte contemporanea sono spazi commerciali, ma aperti a chiunque voglia guardare: non serve essere collezionisti, non serve comprare, non serve nemmeno sapere molto di arte. Si entra, si saluta, si guarda. Il personale è abituato a rispondere a domande di ogni livello, e anzi le domande sono il modo migliore per entrare nel lavoro di un artista.

Per una mostra come questa, chiedere è quasi obbligatorio. Le sculture di Kronenberg sono fatte di oggetti la cui origine non è sempre riconoscibile a colpo d'occhio: da dove viene una certa pietra, che cosa era in origine un certo oggetto di metallo, quale intervento ha fatto l'artista. Il personale della galleria conosce la risposta, e ascoltarla cambia completamente la percezione dell'opera.

La seconda cosa riguarda l'orario. La galleria apre alle 12, non al mattino. Chi arriva alle 10 pensando a un museo trova la porta chiusa. Il momento migliore è il primo pomeriggio di un giorno feriale, quando lo spazio è tranquillo. A nostro giudizio una galleria si visita in venti minuti, ma con una domanda ben fatta si porta a casa più che da un'ora in molti musei.

Il consiglio che ti do per visitare Giovanni Kronenberg alla z2o Sara Zanin — dal 16 settembre al 31 ottobre 2026

Andate un martedì o un mercoledì pomeriggio, fra le 15 e le 17, e date alla mostra almeno mezz'ora. Cominciate dai disegni, non dalle sculture. È un ordine controintuitivo, perché le sculture attirano per prime, ma i disegni preparano lo sguardo: abituano all'idea di una forma che appare senza descrivere niente. Dopo, davanti agli oggetti, si guarda con meno fretta di riconoscere.

Davanti a ogni scultura fate un piccolo esercizio: prima cercate di nominare i materiali, poi chiedetevi che cosa succede quando stanno insieme. Metallo e plastica, granito e materiale organico, ferro e legno: il senso non è nelle singole parti, ma nella tensione fra loro. Girate intorno alle opere, abbassatevi, cambiate distanza.

Poi combinate la visita con Testaccio. La galleria è nel rione, a poca distanza dal Mattatoio, dove fino al 25 ottobre è aperta la mostra di Giuseppe Modica a ingresso libero. Una galleria privata, un grande complesso pubblico, una trattoria del quartiere: è un pomeriggio completo.

Come arrivare alla galleria z2o in via Volta

La galleria z2o Sara Zanin si trova in via Alessandro Volta 34, nel rione Testaccio, nel settore del quartiere più vicino alla Piramide e a via Marmorata.

In metro

La stazione più vicina della metro B è Piramide, sul piazzale Ostiense. Da lì si entra a piedi nel rione di Testaccio. Chi viene da Termini prende la B in direzione Laurentina.

In tram e in bus

Testaccio è servito da tram e bus che percorrono via Marmorata e i lungotevere. Le linee e gli orari cambiano con i lavori e le stagioni: per il percorso esatto usate il calcolatore di percorso dell'ATAC.

In auto e in bicicletta

Testaccio è un rione denso, con strisce blu e pochi posti liberi nel pomeriggio. Il consiglio è il trasporto pubblico. In bicicletta la zona è comoda: il rione è pianeggiante e il lungotevere è a pochi passi.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che a Roma l'arte contemporanea si concentra in pochi quartieri: il Flaminio con il MAXXI, Valle Giulia con la Galleria Nazionale. Molto meno citato è che Testaccio, in pochi anni, è diventato uno dei poli più vivi della città per il contemporaneo. Nel raggio di una passeggiata ci sono il Mattatoio, gestito oggi dalla Fondazione Mattatoio di Roma, con i suoi padiglioni per mostre e spettacoli; la Fondazione Giuliani, spazio privato non profit per l'arte contemporanea fondato nel 2010 da Giovanni e Valeria Giuliani; e le due sedi di z2o Sara Zanin.

È una geografia che si è formata senza un progetto urbanistico, per accumulo. Il Mattatoio, dopo la dismissione del 1975, ha attirato università, musei, associazioni. Le fondazioni e le gallerie private sono arrivate dopo, trovando spazi e un pubblico già abituato a frequentare il rione per l'arte.

Chi vive a Roma e frequenta le mostre lo sa bene; chi viene da fuori raramente lo immagina. Testaccio si conosce per la cucina, per il mercato, per il Monte dei Cocci. Una giornata dedicata al contemporaneo fra la galleria di via Volta, la Fondazione Giuliani e il Mattatoio racconta un altro volto del quartiere, meno noto e altrettanto interessante.

La foto giusta da fare a Giovanni Kronenberg alla z2o Sara Zanin — dal 16 settembre al 31 ottobre 2026

Prima di fotografare in una galleria privata chiedete sempre al personale. Detto questo, le sculture di Kronenberg si prestano a un tipo preciso di fotografia: il dettaglio. Non inquadrate l'opera intera come in un catalogo; avvicinatevi al punto in cui due materiali si toccano, dove il metallo incontra la pietra o il ferro entra nel legno. È lì che si vede l'intervento dell'artista, ed è l'immagine che meglio racconta il suo metodo.

La seconda foto è una vista d'insieme della sala, presa dall'ingresso. Le fotografie ufficiali della mostra, firmate da Roberto Apa, mostrano come le opere siano disposte nello spazio in un equilibrio calibrato: provate a ritrovare quel colpo d'occhio e a capire perché ogni elemento sta dove sta.

La terza si fa fuori, a Testaccio. Il Monte dei Cocci, visto dalle strade intorno, è la foto che racconta il rione meglio di qualsiasi didascalia: una collina fatta di frammenti, cioè di oggetti che hanno perso la loro funzione e ne hanno trovata un'altra. Dopo la mostra di Kronenberg, la guarderete con occhi diversi.

Testaccio e i dintorni della galleria

La galleria si trova in un rione compatto, facile da girare a piedi, con molte ragioni per fermarsi.

Il Mattatoio

L'ex Mattatoio, costruito fra il 1888 e il 1891 da Gioacchino Ersoch e dismesso nel 1975, è oggi un polo per le arti. Fino al 25 ottobre ospita Giuseppe Modica. Il fuoco nel mare, a ingresso libero, e fino al 30 ottobre la mostra fotografica Roma che cambia, la città possibile.

Il Monte dei Cocci e il mercato

Il Monte dei Cocci dà il nome al rione. Il Nuovo Mercato Testaccio è il punto di riferimento per la spesa e per uno spuntino. La guida Testaccio: cosa vedere offre un quadro completo.

Piramide e Cimitero acattolico

Verso la metro si incontrano la Piramide Cestia, Porta San Paolo e il Cimitero acattolico: tre tappe da combinare con la galleria in una passeggiata.

L'Aventino

Salendo verso nord si arriva all'Aventino, con i suoi giardini e le chiese. È la chiusura ideale di un pomeriggio a Testaccio.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

1872: un progetto urbanistico destina l'area di Testaccio a residenze operaie e a funzioni produttive. È l'atto di nascita del rione moderno.

1888-1891: Gioacchino Ersoch costruisce il nuovo mattatoio della capitale ai piedi del Monte dei Cocci. Attorno al macello cresce il quartiere.

1975: il macello si trasferisce in viale Palmiro Togliatti. Comincia la lunga stagione del riuso del complesso.

2002-2010: nei padiglioni del Mattatoio arrivano il MACRO, la Città dell'altra economia, La Pelanda. Testaccio diventa un luogo dell'arte contemporanea.

2010: Giovanni e Valeria Giuliani fondano a Testaccio la Fondazione Giuliani per l'arte contemporanea.

2019: z2o Sara Zanin dedica la prima personale a Giovanni Kronenberg, dal 12 febbraio al 18 marzo.

Marzo 2024: la galleria inaugura lo spazio di via Alessandro Volta 34 con la collettiva Contrappunti.

16 settembre 2026: Kronenberg inaugura la quarta personale con la galleria, la prima nello spazio di via Volta.

Chi è passato da Giovanni Kronenberg alla z2o Sara Zanin — dal 16 settembre al 31 ottobre 2026

Dalla galleria z2o Sara Zanin sono passati in questi anni artisti italiani e internazionali di generazioni diverse. Nell'archivio della galleria compaiono Pier Paolo Calzolari con Scritture, fra il 2020 e il 2021; Hidetoshi Nagasawa con L'ordine dei moti, nel 2021; Cesare Tacchi con Una casa di foglie e fogli, curata da Daniela Bigi, nel 2022; Alfredo Pirri con Di luce e di fango nel 2022 e con Ritratto di Palazzo nel 2025; Krištof Kintera, Kaarina Kaikkonen, Evgeny Antufiev.

Accanto agli artisti, i curatori e i critici che hanno firmato mostre e testi: Marina Dacci, Davide Ferri, Cecilia Canziani, Lorenzo Balbi, Silvia Evangelisti, Saverio Verini. Riccardo Venturi ha scritto il testo per la mostra Kronenberg e Nonas del 2022. Per la monografia sui disegni in uscita in autunno scrivono Cecilia Canziani, Antonio Grulli e Alessandro Rabottini.

Richard Nonas, l'artista con cui Kronenberg ha dialogato nella mostra del 2022, è passato idealmente da qui attraverso le sue opere. E dal quartiere intorno, nel corso di un secolo, sono passati i lavoratori del macello, gli studenti di Architettura di Roma Tre, il pubblico del MACRO e della Pelanda.

Oggi, nello spazio di via Volta, passano gli oggetti di Kronenberg: pietre, metalli, legni, frammenti di epoche diverse che hanno trovato qui, per sei settimane, un equilibrio provvisorio. Sono visitatori insoliti, e forse i più adatti a un rione che ha sempre saputo dare una seconda vita alle cose.

Dove mangiare a Testaccio

Testaccio è uno dei quartieri romani dove la cucina di tradizione è rimasta più viva, e la galleria, aperta dalle 12, si presta a una visita dopo pranzo.

Trattorie

Nelle strade del rione ci sono trattorie di quartiere frequentate dai romani, con la cucina di tradizione. Il venerdì e il sabato conviene prenotare.

Il mercato

Il Nuovo Mercato Testaccio ha banchi di cibo di strada durante il giorno: la soluzione più rapida per un pranzo prima della galleria.

Aperitivo

Dopo la chiusura delle 19, i locali intorno alla Piramide e alle pendici del Monte dei Cocci sono comodi per un aperitivo.

Accessibilità e visita con i bambini

Per l'accesso con sedia a rotelle o passeggino conviene chiedere alla galleria in anticipo, al numero 06 80073146, come è organizzato l'ingresso allo spazio di via Volta.

Con i bambini

Le sculture di Kronenberg possono incuriosire i ragazzi: uova di struzzo, corna, pietre, oggetti strani. Il gioco è semplice: indovinare di che cosa è fatto ogni pezzo. Ricordate che in una galleria non si toccano le opere, e che gli spazi sono raccolti.

Con un gruppo

Per gruppi numerosi scrivete prima alla galleria: gli spazi espositivi non sono pensati per molte persone insieme, e le opere vanno guardate da vicino. Per un itinerario privato di arte contemporanea a Testaccio, con gallerie e fondazioni del quartiere, ci si può rivolgere a Tour Leader Pro, che organizza tour ed esperienze private, aziendali e V.I.P. su misura.

Perché vale la pena vedere Giovanni Kronenberg

È una mostra piccola, in una galleria privata, di un artista poco noto al grande pubblico. Vale la pena per una ragione che le fotografie non restituiscono: la scultura di Kronenberg vive della presenza fisica degli oggetti, del loro peso, della loro superficie, della loro strana compagnia. Su uno schermo sembra un assemblaggio curioso; dal vero diventa un enigma.

È anche un'occasione per scoprire come funziona una galleria d'arte contemporanea a Roma, e per vedere Testaccio da un'angolazione diversa. Il limite è l'orario, ristretto ai giorni feriali e al sabato, dalle 12 alle 19. Chi lavora ha il sabato: usatelo. E chi ha già visto Moscariello nell'altra sede della galleria, o pensa di vederlo in ottobre, può costruire un confronto interessante fra due modi opposti di lavorare sull'oggetto: la pittura che lo finge e la scultura che lo sposta.

Domande frequenti su Giovanni Kronenberg alla z2o

Fino a quando è aperta la mostra di Giovanni Kronenberg?

La mostra di Giovanni Kronenberg alla galleria z2o Sara Zanin resta aperta fino a sabato 31 ottobre 2026. L'orario indicato dalla galleria è dal martedì al sabato dalle 12 alle 19; la domenica e il lunedì la galleria è chiusa.

Dove si trova la galleria z2o Sara Zanin?

La mostra di Giovanni Kronenberg è nella sede di z2o Sara Zanin in via Alessandro Volta 34, 00153 Roma, nel rione Testaccio. La galleria ha anche un secondo spazio, z2o Project, in via Baccio Pontelli 16, dove dal 1° ottobre espone Luca Moscariello.

Quanto costa vedere la mostra di Kronenberg?

La pagina ufficiale della mostra di Giovanni Kronenberg alla z2o Sara Zanin non indica un prezzo. Per informazioni sull'ingresso e per le visite di gruppo la galleria risponde al numero 06 80073146 e all'indirizzo info@z2ogalleria.it.

Chi è Giovanni Kronenberg?

Giovanni Kronenberg è uno scultore nato a Milano nel 1974, dove vive e lavora. Crea sculture e disegni partendo da oggetti rari e manufatti naturali, come pietre, cristalli, corna, spugne e uova di struzzo, che altera con interventi minimi. Con z2o Sara Zanin collabora da oltre dieci anni.

Che cosa si vede nella mostra?

La mostra di Giovanni Kronenberg alla z2o riunisce sculture e disegni recenti. Le sculture accostano metalli e plastica, granito ed elementi organici, ferro e legno; i disegni presentano forme astratte che sembrano apparire sulla carta. La galleria la presenta come una mostra da guardare lentamente.

Come si arriva alla galleria di via Volta?

La galleria z2o Sara Zanin di via Alessandro Volta 34 si trova a Testaccio. La stazione della metro B più vicina è Piramide, da cui si prosegue a piedi nel rione. Per bus e tram conviene usare il calcolatore di percorso dell'ATAC.

Il consiglio finale su Giovanni Kronenberg alla z2o

Conviene scegliere un pomeriggio feriale. Entrate senza timidezza e fate almeno una domanda al personale della galleria: da dove viene quella pietra, che cosa era quell'oggetto. Guardate prima i disegni, poi le sculture, e girate intorno a ogni opera. Non cercate di capire tutto alla prima occhiata: Kronenberg costruisce enigmi, e un enigma risolto in fretta non vale la visita, né il viaggio fino a Testaccio. Poi uscite e fate due passi fino al Monte dei Cocci: dopo Kronenberg, una collina fatta di frammenti vi sembrerà la scultura più grande di Testaccio.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento16 Settembre 2026 — 31 Ottobre 2026
Indirizzoz2o Sara Zanin, Via Alessandro Volta 34, 00153 Roma Roma Città
CategorieEventiMostre

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