Luca Moscariello, Quasi ombra alla z2o Project — dal 1 ottobre al 14 novembre 2026
Quasi ombra, la prima mostra personale del pittore bolognese Luca Moscariello nella galleria romana z2o Sara Zanin, apre giovedì 1 ottobre 2026 con un vernissage dalle 18 alle 21 e resta visitabile fino a sabato 14 novembre 2026. La sede è z2o Project, il secondo spazio della galleria, in Via Baccio Pontelli 16, al primo piano, 00153 Roma, nel quartiere di San Saba, a pochi minuti a piedi dalla Piramide Cestia. Si arriva con la metro B alle fermate Piramide o Circo Massimo, con il tram 3 che percorre viale Aventino, con la ferrovia Roma Lido alla stazione Porta San Paolo o con i treni regionali alla stazione Roma Ostiense. L'orario indicato dalla galleria e dai calendari ufficiali è dalle 12 alle 19; i giorni di apertura della settimana vanno controllati sul sito della galleria prima di muoversi, perché i calendari pubblici riportano indicazioni diverse. La mostra è accompagnata da un testo critico di Saverio Verini. Le condizioni di accesso e gli eventuali appuntamenti su prenotazione sono indicati direttamente da z2o Sara Zanin sul proprio sito ufficiale.
Quasi ombra di Luca Moscariello in breve
Quasi ombra è una mostra di pittura che lavora su un solo nodo, e lo scava fino in fondo: il punto in cui l'occhio smette di fidarsi di sé stesso. Il comunicato della galleria descrive la ricerca di Moscariello come un lavoro sulla percezione e sulla capacità della pittura di mettere in crisi il confine tra realtà e artificio, condotto attraverso un uso personale del trompe l'oeil. Nelle opere nuove presentate a Roma le venature del legno e sottili segni lineari diventano il centro del gioco.
Detto in parole semplici: da lontano si crede di vedere una tavola di legno attraversata da sottili bastoncini o fili sospesi, ciascuno con la propria ombra portata. Da vicino si scopre che il legno è dipinto, che i segni sono dipinti e che anche le ombre sono dipinte sulla stessa superficie. Tutto quello che sembrava avere spessore è piatto. È un'esperienza fisica, prima ancora che intellettuale, e per questo funziona anche con chi non frequenta le gallerie d'arte contemporanea.
Le date da segnare
Il vernissage è giovedì 1 ottobre 2026 dalle 18 alle 21: è la sera in cui si incontra l'artista e in cui la galleria è più affollata. La mostra chiude sabato 14 novembre 2026. Sei settimane abbondanti, che permettono di tornare una seconda volta, cosa che con questo tipo di pittura consiglio sinceramente.
Dove si trova esattamente
z2o Project è al primo piano di Via Baccio Pontelli 16. Il portone è quello di un palazzo residenziale del quartiere di San Saba: niente vetrina su strada, niente insegna vistosa. Bisogna citofonare o seguire le indicazioni della galleria. Chi conosce la sede storica di z2o Sara Zanin in Via Alessandro Volta 34, a Testaccio, deve sapere che questa mostra non è lì, ma nello spazio di Via Baccio Pontelli.
Cosa si vede in Quasi ombra
Il comunicato stampa della galleria, firmato insieme al testo di Saverio Verini, indica con chiarezza gli elementi della mostra: superfici lignee osservate, scomposte e ricostruite attraverso una pittura dall'effetto iperrealistico spaesante, e linee sottili che attraversano i dipinti come forme sospese, a tratti simili a ideogrammi o ai segni di un linguaggio non immediatamente decifrabile.
Il legno che non è legno
La venatura del legno è uno dei soggetti più antichi dell'inganno pittorico. Gli intarsiatori del Rinascimento la usavano per costruire finte librerie e finti armadi nei cori delle chiese e negli studioli dei principi; i pittori di nature morte la usavano per il ripiano su cui appoggiare frutta e bicchieri. Moscariello la prende e la porta al primo piano: il legno non è più il supporto o lo sfondo, è il soggetto. La superficie viene analizzata come un paesaggio, con i suoi nodi, le sue fiamme, le sue linee di crescita, e poi ricostruita a pennello con una precisione che disorienta.
I segni sospesi e le loro ombre
Sopra questo legno dipinto corrono linee sottili. Grazie a ombre costruite con precisione, dice il comunicato, queste presenze sembrano acquisire spessore e staccarsi dal piano. Qui si trova il cuore del lavoro, e qui si capisce il titolo: sono ombre plausibili e coerenti, ma sono artifici, quasi ombre. Il visitatore attento fa sempre lo stesso gesto, e conviene farlo senza vergogna: si avvicina di lato, abbassa la testa, cerca il rilievo. Non lo trova.
Un linguaggio da decifrare
Il testo della galleria paragona quelle linee a ideogrammi. È un'indicazione utile: guardate i quadri anche come pagine scritte in una lingua che non conoscete. Alcune forme si ripetono, altre sembrano rispondersi da una tela all'altra. Non c'è un messaggio nascosto da trovare, ma c'è un ritmo, e il ritmo si coglie meglio facendo il giro completo della sala due volte, la prima di corsa e la seconda lentamente.
Il testo di Saverio Verini
La mostra è accompagnata da un testo critico di Saverio Verini. Il testo è il miglior compagno della visita: leggetelo dopo aver guardato le opere, non prima, perché Quasi ombra è costruita perché l'occhio sbagli da solo.
Luca Moscariello: biografia e percorso
Luca Moscariello è nato nel 1980 a San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, e vive e lavora a Sala Bolognese, sempre nella pianura a nord ovest del capoluogo emiliano. La sua biografia ufficiale, pubblicata sul sito dell'artista, elenca oltre quindici anni di mostre personali e collettive in musei, fondazioni e gallerie italiane e straniere. Quasi ombra a z2o Project è la sua prima personale nella galleria romana.
Gli esordi e le prime collettive
Nel 2015 il suo nome compare in una serie di collettive che raccontano bene la geografia della giovane pittura italiana di quegli anni: Siam come le lucciole a Palazzo Gromo Losa e al Museo del Territorio Biellese di Biella, curata da S. Gavioli, poi ripresa a Castellina in Chianti; Circolare all'Autostazione di Bologna; la Biennale di Soncino a Palazzo Stanga di Cremona; Milano Città Mondo alla Fabbrica del Vapore di Milano, dedicata ai giovani artisti emergenti. Nel 2016 è tra i candidati alla sezione riservata agli artisti under 40 della quarantesima edizione di Arte Fiera a Bologna ed entra nella Civica raccolta del disegno di Salò con le nuove acquisizioni 2011-2016.
Le personali in museo
Dal 2017 cominciano le personali istituzionali: L'erbario mancante, in dialogo con Giacomo Cossio, alla Galleria Civica di Arte Contemporanea di Viadana; Fasmidi alla CRAG Chiono Reisova Art Gallery di Torino. Il titolo Fasmidi è rivelatore: gli insetti stecco, animali che sopravvivono confondendosi con i rami, sono la metafora perfetta di una pittura che si mimetizza. Nel 2018 arrivano Mirabilia alla Martina's Gallery di Giussano, la partecipazione al Premio Combat al Museo Fattori di Livorno e alla X Biennale d'Arte Giovani del MAM di Gazoldo degli Ippoliti. Nel 2019 il MAC, Museo d'Arte Contemporanea di Lissone, gli dedica Minime dinamiche di mimetizzazione, a cura di A. Zanchetta, e a Pietrasanta espone nella Vetrina Banco BPM.
Gli anni recenti
Nel 2020 partecipa a Pittori fantastici nella Valle del Po al PAC di Ferrara, curata da C. Langone, e tiene la personale A riveder le stelle per Banca Sistema Arte a Milano. Nel 2021 espone con Accesso Galleria a Pietrasanta (Guarda oltre) e con Federico Rui Arte Contemporanea ad ArtVerona. Nel 2022 il Museo Ebraico di Bologna presenta Puzzle, nel 2023 la Fondazione Stelline di Milano ospita Gerico, ancora a cura di A. Zanchetta. Il 2024 è l'anno più intenso: Trompe l'oeil alla Torre di Moresco Centro Arti Visive, Reassuring the sudden all'Hidden Garage di Bologna durante Art City, Moduli strategici per imbastire equivoci al Centro Culturale Mercato di Argenta, oltre alla collettiva Another world is possible a Cluj Napoca, in Romania, e alla presenza ad Art Miami con la Galleria Barbara Paci.
Dal 2025 a Quasi ombra
Nel 2025 Moscariello presenta Sublimi incertezze da Kappa Noun a San Lazzaro di Savena e il secondo capitolo della stessa mostra alla Otto Gallery di Bologna, oltre a La pittura rovesciata per Mediolanum Banca. Nel 2026, prima di Roma, il Museo Lercaro di Bologna gli dedica Il drappo e l'uva, a cura di Gabriele Salvaterra. I titoli, messi in fila, raccontano già la poetica: equivoci, mimetizzazioni, incertezze, rovesciamenti. Quasi ombra è il capitolo romano di questa lunga indagine.
Il trompe l'oeil, una tradizione antica
Il trompe l'oeil, letteralmente inganna l'occhio, è una tecnica pittorica che punta a far credere reale ciò che è dipinto. A Roma questa tradizione si incontra ovunque, e sapere dove guardarla rende più ricca la visita a Quasi ombra.
Da Plinio alle finte cupole
Plinio il Vecchio racconta la gara fra Zeusi e Parrasio: gli uccelli beccano l'uva dipinta dal primo, ma il secondo inganna il rivale stesso con una tenda dipinta che Zeusi prova a scostare. La storia è diventata il mito fondativo della pittura illusionistica. Nel Seicento romano la tradizione raggiunge vertici celebri: la finta cupola di Andrea Pozzo nella chiesa di Sant'Ignazio, le quadrature dei soffitti barocchi, la galleria prospettica del Borromini a Palazzo Spada.
Dove si colloca Moscariello
Rispetto a questa tradizione Moscariello fa un passo di lato: non costruisce architetture, non apre finestre sul cielo. Lavora su pochi centimetri di spessore apparente, sul minimo scarto possibile tra piano e rilievo. È una scelta più difficile e, a nostro giudizio, più moderna: l'inganno non serve a stupire ma a far riflettere su come vediamo. La galleria prospettica di Palazzo Spada vi prende in giro per qualche metro; Moscariello vi prende in giro per due millimetri, ed è lì che resta il dubbio.
La galleria z2o Sara Zanin e lo spazio z2o Project
z2o Sara Zanin è una galleria d'arte contemporanea romana con due sedi, entrambe nel codice postale 00153: la sede principale in Via Alessandro Volta 34, a Testaccio, e z2o Project in Via Baccio Pontelli 16, al primo piano, nel quartiere di San Saba. Quasi ombra è allestita in questo secondo spazio.
Chi la dirige
La galleria porta il nome della fondatrice, Sara Zanin, indicata sul sito come direttrice e titolare; al suo fianco lavora come direttore Gabriele Gaspari, con uno staff di gallery manager. Il programma alterna mostre personali di artisti italiani e internazionali, partecipazioni a fiere d'arte e pubblicazioni.
Com'è fatto z2o Project
z2o Project occupa un appartamento al primo piano di un palazzo residenziale. È una tipologia di spazio molto romana: la galleria in appartamento, con stanze di dimensioni domestiche, luce naturale dalle finestre, pavimenti d'epoca. Per una pittura come quella di Moscariello è una condizione ideale: le opere si guardano a distanza ravvicinata, senza la freddezza dei grandi white cube, e l'inganno funziona meglio quando si è a un passo dal quadro.
Le mostre recenti
Prima di Quasi ombra lo spazio di Via Baccio Pontelli ha ospitato una personale di Giovanni Kronenberg, inaugurata a metà settembre. La numerazione delle mostre sul sito della galleria ha superato quota centotrenta: un archivio lungo, che conviene sfogliare per capire la linea del programma.
Come arrivare a z2o Project
z2o Project si trova in Via Baccio Pontelli 16, nel quartiere di San Saba, fra viale Aventino e la Piramide Cestia: la zona è tra le meglio servite dal trasporto pubblico di Roma sud.
In metropolitana
La linea B della metropolitana ha due fermate utili: Piramide, sul piazzale Ostiense, e Circo Massimo, in fondo a viale Aventino. Da entrambe si arriva a piedi in pochi minuti. Chi viene da Termini prende la B in direzione Laurentina e scende a Circo Massimo o a Piramide.
In tram e in treno
Il tram 3 percorre viale Aventino e collega la zona con il Colosseo da un lato e con Porta San Paolo e Trastevere dall'altro. Dal piazzale Ostiense partono i treni della ferrovia Roma Lido, dalla stazione Porta San Paolo, e accanto si trova la stazione ferroviaria Roma Ostiense, servita dai treni regionali e dal collegamento con l'aeroporto di Fiumicino.
In auto e in bicicletta
San Saba è un quartiere residenziale con strisce blu a pagamento e pochi posti liberi, soprattutto nel pomeriggio. Chi arriva in auto fa bene a cercare parcheggio lungo i viali più ampi intorno al piazzale Ostiense. In bicicletta la zona è comoda: la salita al Piccolo Aventino è breve e il percorso da Testaccio o dal Circo Massimo è piacevole.
San Saba e i dintorni della galleria
San Saba è il quartiere costruito a inizio Novecento sul cosiddetto Piccolo Aventino, e resta uno dei più tranquilli della città: villini, case popolari di qualità e strade alberate a pochi passi dal traffico di viale Aventino.
La basilica di San Saba
Il quartiere prende il nome dalla basilica di San Saba, chiesa antichissima legata ai monaci orientali che abitarono l'altura nell'alto Medioevo. Una sosta prima o dopo la galleria vale la pena, anche solo per il portico e la quiete della piazza.
La Piramide e Porta San Paolo
Scendendo verso il piazzale Ostiense si incontrano la Piramide Cestia e Porta San Paolo, due dei monumenti più riconoscibili del tratto meridionale delle Mura Aureliane. Dentro la porta ha sede il Museo della Via Ostiense, piccolo e poco frequentato.
Il Cimitero acattolico
Accanto alla Piramide si apre il Cimitero acattolico, uno dei luoghi più silenziosi e letterari di Roma. Per chi esce dalla mostra con la testa piena di ombre dipinte, è la passeggiata giusta.
L'Aventino e le Terme di Caracalla
Sul lato opposto, risalendo verso nord, si arriva all'Aventino e al Circo Massimo; verso est, oltre viale Aventino, si aprono le Terme di Caracalla. Un pomeriggio intero di arte antica e contemporanea si costruisce senza prendere un mezzo.
Testaccio, Ostiense e il sistema delle gallerie
La zona fra Testaccio, Ostiense e San Saba è da anni una delle aree più vive per l'arte contemporanea a Roma, con gallerie private, spazi indipendenti e istituzioni pubbliche a breve distanza l'una dall'altra.
Due sedi per una galleria
La sede principale di z2o Sara Zanin è a Testaccio, in Via Alessandro Volta 34. Chi ha tempo può unire le due sedi in un solo giro: dal piazzale Ostiense a Via Volta sono pochi minuti a piedi, attraversando il quartiere.
Il Mattatoio e la Centrale
A Testaccio l'ex Mattatoio ospita mostre, spettacoli e ricerca artistica; verso Ostiense, la street art sulle facciate del quartiere racconta un'altra faccia della creatività romana. Per il mercato e il cibo di quartiere, il Nuovo Mercato di Testaccio resta un riferimento.
Come organizzare la visita a Quasi ombra
La visita a Quasi ombra richiede fra venti minuti e un'ora, a seconda di quanto si ha voglia di stare davanti ai quadri; conviene inserirla in un pomeriggio dedicato alla zona di Piramide.
Il momento giusto
Il vernissage del 1 ottobre è una festa: bello per l'atmosfera, poco adatto a guardare con attenzione. Per la pittura di Moscariello il momento migliore è un pomeriggio feriale, con la luce naturale che entra dalle finestre e la sala quasi vuota. La luce cambia la percezione delle ombre dipinte, e la differenza si vede.
Quanto tempo serve
Mezz'ora è il tempo giusto per la sola mostra. Con la passeggiata fino alla Piramide e al Cimitero acattolico si arriva comodamente a due ore e mezza.
Le regole di una galleria privata
Una galleria privata non è un museo: si suona, si saluta, si chiede se si può fotografare. Lo staff è di solito disponibile a raccontare le opere e a fornire il testo critico. Non toccate le superfici, anche se la tentazione di verificare il rilievo è forte: è proprio quello che l'artista vuole provocare, ma la verifica va fatta con gli occhi.
Biglietti, orari e informazioni pratiche
Quasi ombra è visitabile dal 1 ottobre al 14 novembre 2026 nell'orario 12-19 indicato dalla galleria; i giorni settimanali di apertura sono pubblicati sul sito di z2o Sara Zanin.
Ingresso
Le gallerie private d'arte contemporanea non vendono biglietti come i musei. Le condizioni di accesso, e l'eventuale necessità di prendere appuntamento, sono indicate da z2o Sara Zanin sul sito ufficiale e tramite i contatti della galleria.
Contatti
La galleria risponde all'indirizzo email pubblicato sul proprio sito e al numero di telefono indicato nella pagina dei contatti. Prima di andare nei giorni di confine della settimana conviene una telefonata.
Accessibilità e visita con i bambini
z2o Project si trova al primo piano di un palazzo residenziale: chi ha difficoltà motorie o viaggia con un passeggino deve chiedere alla galleria in anticipo come si accede agli spazi.
Con i bambini
Quasi ombra è una mostra sorprendentemente adatta ai bambini dagli otto anni in su. Il gioco è immediato: dimmi cosa è vero e cosa è dipinto. Chiedete ai ragazzi di trovare il punto da cui il rilievo sembra più convincente e il punto da cui l'inganno si scopre. È una lezione di percezione visiva che nessun libro sa dare con la stessa forza.
Con un gruppo
Gli spazi di una galleria in appartamento sono raccolti: i gruppi numerosi vanno annunciati e divisi in turni. Con dieci persone davanti a un quadro nessuno vede niente.
Dove mangiare vicino a z2o Project
Intorno alla galleria, fra viale Aventino, il piazzale Ostiense e Testaccio, la scelta per mangiare è ampia e copre tutte le fasce di prezzo.
Testaccio per la cucina romana
Testaccio è uno dei quartieri storici della cucina romana, con trattorie che lavorano sulla tradizione del quinto quarto, pizzerie al taglio e il mercato coperto con i suoi banchi di cibo di strada. Per un pranzo prima della mostra, che apre a mezzogiorno, è la scelta più naturale.
Intorno alla Piramide
Lungo le strade intorno al piazzale Ostiense e a viale della Piramide Cestia si trovano wine bar, macellerie con cucina e ristoranti di quartiere, adatti a un aperitivo dopo la chiusura delle 19.
Ostiense
Poco più a sud, lungo via Ostiense, il quartiere si anima la sera con locali più giovani e cucine internazionali.
L'autunno a Roma e le mostre di stagione
Ottobre e novembre sono i mesi migliori per le gallerie romane: la stagione espositiva riparte dopo l'estate, le inaugurazioni si concentrano nelle prime settimane e il clima permette di camminare da uno spazio all'altro.
Il clima
A ottobre a Roma le giornate sono ancora miti e luminose; a novembre arrivano le prime piogge. Per una passeggiata fra San Saba, la Piramide e Testaccio, ottobre è il mese ideale.
Le altre mostre della stagione
Nello stesso periodo il MACRO e i grandi musei della città presentano i loro programmi autunnali, e il Romaeuropa Festival porta danza, teatro e musica in diversi spazi di Roma. Una mostra piccola e precisa come Quasi ombra è il contrappeso giusto ai grandi eventi.
Una curiosità su Luca Moscariello, Quasi ombra alla z2o Project — dal 1 ottobre al 14 novembre 2026
La curiosità più istruttiva su Quasi ombra riguarda il titolo di una mostra precedente di Moscariello: Fasmidi, presentata nel 2017 alla CRAG Chiono Reisova Art Gallery di Torino. I fasmidi sono gli insetti stecco e gli insetti foglia, animali che hanno fatto della mimetizzazione un modo di esistere: immobili su un ramo, sono indistinguibili dal ramo stesso. Due anni dopo, nel 2019, il MAC di Lissone intitolò la sua personale Minime dinamiche di mimetizzazione.
La mimetizzazione è dunque la parola chiave di tutto il percorso, e Quasi ombra ne è l'evoluzione più raffinata. All'inizio l'inganno riguardava gli oggetti, che si confondevano con lo sfondo. Adesso riguarda l'ombra, cioè la prova stessa che un oggetto esiste nello spazio. L'ombra è ciò che ci dice che una cosa ha un corpo; se anche l'ombra è dipinta, non c'è più nessun appiglio.
Nella storia della pittura l'ombra è sempre stata un indizio di verità: Plinio racconta che la pittura nacque quando una giovane di Corinto tracciò sul muro il contorno dell'ombra del suo amato. Moscariello rovescia il mito. Le sue ombre non certificano un corpo, lo inventano. È una piccola rivoluzione concettuale che si consuma sul palmo di una mano, e che vale la pena osservare da vicino, possibilmente con qualcuno accanto a cui chiedere: tu cosa vedi?
Una cosa che non ti dice nessuno su Luca Moscariello, Quasi ombra alla z2o Project — dal 1 ottobre al 14 novembre 2026
Quello che quasi nessuno dice, e che si scopre solo andando, è che la mostra non è nella sede di Testaccio. Il portale turistico del Comune riporta come indirizzo la sede principale di z2o Sara Zanin, Via Alessandro Volta 34; il comunicato della galleria, invece, colloca Quasi ombra negli spazi di Via Baccio Pontelli 16, al primo piano, cioè a z2o Project. Le due sedi sono vicine, meno di venti minuti a piedi, ma chi si presenta al portone sbagliato perde tempo e rischia di trovare chiuso.
La seconda cosa che nessuno dice riguarda la luce. Le ombre dipinte di Moscariello sono costruite con una direzione di luce precisa, coerente all'interno di ciascun quadro. In uno spazio domestico con finestre, la luce reale che entra dall'esterno può essere concorde o discorde con quella dipinta. Quando le due luci coincidono, l'illusione è quasi perfetta. Quando divergono, l'inganno si svela prima. Andare in due momenti diversi della giornata significa vedere due mostre diverse.
La terza: non abbiate fretta di capire. Il primo istinto davanti a un trompe l'oeil è risolvere l'enigma, scoprire il trucco e passare oltre. Qui il trucco si scopre subito, ma il dubbio resta. Anche sapendo che tutto è dipinto, l'occhio continua a leggere il rilievo. È questa persistenza dell'illusione, più dell'illusione in sé, il vero soggetto della mostra.
Il consiglio che ti do per visitare Luca Moscariello, Quasi ombra alla z2o Project — dal 1 ottobre al 14 novembre 2026
Conviene fare la visita in tre tempi, come si fa con una scultura. Primo tempo: entrate e guardate ogni opera dalla distanza a cui vi mette naturalmente la stanza, due o tre metri, senza leggere nulla. Lasciate che l'occhio costruisca il rilievo, le ombre, i legni. Secondo tempo: avvicinatevi a trenta centimetri, spostatevi di lato, guardate la superficie di taglio, controluce se possibile. È il momento in cui l'inganno si scopre. Terzo tempo: tornate indietro e riguardate da lontano. Scoprirete che, pur sapendo, l'illusione torna.
Questo esercizio richiede venti minuti ed è la chiave dell'intera mostra. Solo dopo leggete il testo di Saverio Verini, che la galleria mette a disposizione: le parole del critico avranno un senso diverso dopo che avrete fatto l'esperienza da soli.
Un consiglio pratico: portate con voi un amico o un familiare e fatevi da cavia a vicenda. Chiedete all'altro di indicare da quale punto il rilievo sembra più vero. Scoprirete che ognuno ha un punto diverso, perché la percezione dipende dall'altezza degli occhi, dalla distanza, dalla vista. È un piccolo esperimento di psicologia della visione che trasforma una visita di galleria in una conversazione. E alla fine, scendendo verso la Piramide, guardate le ombre vere degli alberi sul marciapiede: non vi sembreranno più così ovvie.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che la Piramide Cestia, a pochi passi dalla galleria, è una tomba romana: la costruì fra il 18 e il 12 avanti Cristo Gaio Cestio Epulone, membro del collegio sacerdotale dei septemviri epulones, sull'onda della moda egittizzante che investì Roma dopo la conquista dell'Egitto nel 30 avanti Cristo. Meno citato è il motivo per cui è arrivata fino a noi così intatta: nel III secolo l'imperatore Aureliano la inglobò nelle nuove mura della città, di cui divenne un bastione. Le altre piramidi funerarie che sorgevano a Roma sono scomparse; questa è sopravvissuta perché è diventata un pezzo di fortificazione.
Ancora meno noto è che il monumento è appena tornato visitabile. Dopo circa tre anni di chiusura per i lavori finanziati dal PNRR nell'ambito del programma Caput Mundi, la Piramide è stata riaperta al pubblico il 4 settembre 2026 con un percorso rinnovato sul piano dell'accessibilità. Il restauro delle superfici esterne, concluso già nel 2014, aveva ricevuto nel 2017 il premio Europa Nostra per la conservazione. L'interno si visita con aperture programmate su prenotazione, tramite la Soprintendenza Speciale di Roma.
Mettere insieme una visita alla Piramide e una a Quasi ombra nello stesso pomeriggio è un piccolo corto circuito di due millenni: un monumento costruito per durare in eterno e una pittura costruita per far dubitare di ciò che si vede.
La foto giusta da fare a Luca Moscariello, Quasi ombra alla z2o Project — dal 1 ottobre al 14 novembre 2026
La foto giusta a Quasi ombra non è quella frontale. Una fotografia frontale di un trompe l'oeil riuscito è indistinguibile dalla fotografia di un oggetto reale, e chi la guarda sul telefono non capirà mai dove stava l'inganno. La foto che racconta davvero la mostra è quella di taglio, scattata a pochi centimetri dalla superficie, con il telefono quasi parallelo alla tela: in quella posizione l'ombra dipinta rivela la sua natura piatta, e il rilievo scompare.
Il consiglio è di fare due scatti in coppia: uno frontale, da due metri, e uno radente, dallo stesso quadro. Messi uno accanto all'altro raccontano la mostra meglio di qualsiasi didascalia. Chiedete sempre allo staff se è permesso fotografare e se ci sono opere che l'artista preferisce non vedere circolare.
Fuori dalla galleria, la foto giusta è quella della Piramide Cestia vista dal piazzale Ostiense al tramonto, quando il marmo bianco prende una luce calda e l'ombra del monumento si allunga sulle mura. È una fotografia classica, ma dopo la mostra la guarderete con occhi diversi: anche lì c'è un gioco di volumi, luci e ombre, costruito da architetti romani duemila anni fa per impressionare chi entrava in città.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La zona di San Saba e Porta San Paolo ha una storia lunga, e alcuni episodi aiutano a guardarla con più attenzione. Il primo è la costruzione delle Mura Aureliane, fra il 271 e il 275 dopo Cristo, quando l'imperatore Aureliano fece cingere Roma di una nuova cinta difensiva. La Piramide Cestia fu inglobata nel tracciato e la porta sulla via Ostiense, oggi Porta San Paolo, divenne uno degli accessi principali della città verso il mare e verso la basilica dedicata all'apostolo.
Il secondo episodio è medievale: sull'altura del Piccolo Aventino, dove oggi sorge il quartiere, si insediò una comunità di monaci orientali, e la chiesa di San Saba ne è l'erede. Per secoli la zona rimase una campagna punteggiata di vigne e orti dentro le mura.
Il terzo è novecentesco. Il 10 settembre 1943, due giorni dopo l'armistizio, militari italiani e civili romani tentarono proprio a Porta San Paolo di fermare l'avanzata delle truppe tedesche che entravano in città. La battaglia di Porta San Paolo è considerata uno dei primi atti della Resistenza romana, e le lapidi sulla porta la ricordano. Nello stesso secolo, nei primi decenni del Novecento, sul Piccolo Aventino nacque il quartiere di San Saba, con villini e palazzine che ancora oggi ne definiscono il carattere tranquillo.
Chi è passato da Luca Moscariello, Quasi ombra alla z2o Project — dal 1 ottobre al 14 novembre 2026
Dalla galleria di Via Baccio Pontelli sono passati, prima di Moscariello, gli artisti del programma di z2o Sara Zanin: l'ultimo, a settembre 2026, è stato Giovanni Kronenberg con una personale. La galleria, guidata da Sara Zanin con il direttore Gabriele Gaspari, ha costruito in più di centotrenta mostre una rete di artisti italiani e internazionali, e le due sedi di Testaccio e San Saba sono diventate tappe abituali per collezionisti e curatori che frequentano Roma.
Dalla zona intorno, invece, è passata mezza storia della cultura europea. Nel vicino Cimitero acattolico riposano i poeti inglesi John Keats e Percy Bysshe Shelley, il figlio di Goethe, August, e Antonio Gramsci. Generazioni di viaggiatori del Grand Tour hanno disegnato e descritto la Piramide Cestia, e la sua immagine si ritrova nelle vedute incise di Giovanni Battista Piranesi.
Chi è passato da Quasi ombra, alla fine, siete voi: il visitatore è il vero protagonista di una mostra che si basa sull'errore dello sguardo. Saverio Verini firma il testo che accompagna l'esposizione. Il vernissage del 1 ottobre, dalle 18 alle 21, è l'occasione per incontrare il pubblico dell'arte contemporanea romana che frequenta la galleria e, se presente, l'artista arrivato dalla pianura bolognese, a cui chiedere come si costruisce un'ombra che non esiste.
Domande frequenti su Quasi ombra di Luca Moscariello
Quando si può vedere Quasi ombra di Luca Moscariello a Roma?
Quasi ombra di Luca Moscariello è visitabile dal 1 ottobre al 14 novembre 2026. Il vernissage con l'artista è giovedì 1 ottobre dalle 18 alle 21. L'orario indicato dalla galleria è dalle 12 alle 19; i giorni di apertura della settimana sono pubblicati sul sito di z2o Sara Zanin, ed è bene controllarli prima di muoversi.
Dove si trova la mostra Quasi ombra?
La mostra Quasi ombra si trova a z2o Project, secondo spazio della galleria z2o Sara Zanin, in Via Baccio Pontelli 16, al primo piano, nel quartiere di San Saba. Non è nella sede principale di Via Alessandro Volta 34 a Testaccio, riportata da alcuni calendari: le due sedi sono comunque vicine.
Come si arriva a z2o Project con i mezzi?
z2o Project si raggiunge con la metro B, fermate Piramide o Circo Massimo, e con il tram 3 che percorre viale Aventino. Dal piazzale Ostiense passano anche la ferrovia Roma Lido, stazione Porta San Paolo, e i treni regionali della stazione Roma Ostiense. Da tutte queste fermate si arriva a piedi in pochi minuti.
Serve un biglietto per vedere Quasi ombra?
Quasi ombra è allestita in una galleria privata d'arte contemporanea, che non funziona con biglietteria come un museo. Le condizioni di accesso ed eventuali appuntamenti sono indicati da z2o Sara Zanin sul proprio sito ufficiale e tramite i contatti della galleria, a cui conviene scrivere per gruppi o visite fuori orario.
Chi è Luca Moscariello?
Luca Moscariello è un pittore nato nel 1980 a San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, che vive e lavora a Sala Bolognese. Lavora sul trompe l'oeil e sulla percezione, e ha esposto al MAC di Lissone, alla Fondazione Stelline di Milano, al Museo Ebraico e al Museo Lercaro di Bologna.
Che cosa si vede nella mostra Quasi ombra?
Nella mostra Quasi ombra si vedono dipinti nuovi in cui venature del legno e sottili segni lineari sono resi con un effetto iperrealistico. Le ombre, costruite con precisione, fanno sembrare in rilievo ciò che è piatto: solo avvicinandosi si scopre che tutto, anche l'ombra, è interamente dipinto.
La mostra Quasi ombra è adatta ai bambini?
Quasi ombra è adatta ai bambini dagli otto anni in su, che vivono il trompe l'oeil come un gioco: capire cosa è vero e cosa è dipinto. Lo spazio è al primo piano di un palazzo residenziale, quindi chi viaggia con un passeggino fa bene a chiedere prima alla galleria come si accede.
Cosa si può vedere vicino alla galleria z2o Project?
Vicino a z2o Project si trovano la Piramide Cestia, riaperta al pubblico nel settembre 2026, Porta San Paolo con il Museo della Via Ostiense, il Cimitero acattolico, la basilica di San Saba, l'Aventino e le Terme di Caracalla. Testaccio, con la sede principale della galleria, è a pochi minuti a piedi.
Il parere su Quasi ombra
La gente ricorda soprattutto i momenti in cui ha dubitato dei propri occhi: la finta cupola di Sant'Ignazio, la galleria del Borromini, il buco della serratura dell'Aventino. Quasi ombra appartiene a questa famiglia, in scala domestica e con un linguaggio di oggi. Andateci in un pomeriggio feriale di ottobre, fate la visita in tre tempi, poi scendete alla Piramide e guardate le ombre vere. È un'ora spesa bene.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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