AccediIl mio viaggio

Emanuele Urso all’Alexanderplatz Jazz Club — 10 ottobre 2026

In breve. Sabato 10 ottobre 2026, con apertura della serata alle 20:00, Emanuele Urso suona all'Alexanderplatz Jazz Club, in via Ostia 9 (00192 Roma), nel quartiere Prati.

Sabato 10 ottobre 2026, con apertura della serata alle 20:00, Emanuele Urso suona all'Alexanderplatz Jazz Club, in via Ostia 9 (00192 Roma), nel quartiere Prati. Il club si raggiunge con la metro A, fermate Ottaviano o Cipro, entrambe a pochi minuti a piedi da via Ostia. Si prenota direttamente con il club: telefono 06 86781296, WhatsApp +39 349 977 0309 oppure la casella email delle prenotazioni indicata sul sito ufficiale dell'Alexanderplatz, dove si trova anche la pagina dell'evento. Il prezzo della serata non compare sulla pagina del concerto: si chiede al momento della prenotazione, insieme alla disponibilità dei tavoli per la cena.

Emanuele Urso è il musicista romano che da trent'anni fa una cosa sola, e la fa con un rigore raro: suonare lo swing come lo si suonava negli Stati Uniti fra il 1935 e il 1945, l'epoca delle grandi orchestre da ballo, di Benny Goodman e di Gene Krupa. Batterista e clarinettista, cioè i due strumenti simbolo di quella stagione, porta sul palco un repertorio che conosce dall'interno. Un sabato sera in un club di Prati è il posto giusto per ascoltarlo: vicino, a cena, con la sala che a un certo punto smette di stare ferma sulla sedia.

Emanuele Urso all'Alexanderplatz: la serata del 10 ottobre

Il calendario ufficiale dell'Alexanderplatz colloca il concerto di Emanuele Urso a sabato 10 ottobre 2026, con una serata che va dalle 20:00 alla mezzanotte. La sede è quella di sempre, via Ostia 9, a Prati, a poche centinaia di metri dalle mura vaticane.

Orari e struttura della serata

La pagina dell'evento indica l'arco dalle 20:00 alle 24:00. È la scansione tipica del club: la sala apre per la cena e la musica occupa la parte centrale e finale della serata. L'ora della prima nota non è pubblicata; la home page del club parla in generale di jazz dal vivo dalle 21:30. Il consiglio è di arrivare all'apertura, perché i tavoli migliori vanno a chi si siede per primo.

Come si prenota

All'Alexanderplatz non esiste una biglietteria separata: si prenota il tavolo con il club. I canali sono il telefono fisso 06 86781296, il numero WhatsApp +39 349 977 0309 e la casella email riportata in fondo a ogni pagina del sito ufficiale. Sulla pagina del concerto c'è anche un pulsante di conferma della presenza. Per un sabato sera, e per un artista con un seguito fedele come Urso, prenotare qualche giorno prima è prudente.

Prezzi

La pagina ufficiale non riporta il costo dell'ingresso né quello della formula con cena. Si chiedono entrambi prenotando. Nei club la differenza fra solo ascolto e cena più concerto può essere sensibile, e conviene conoscerla prima di sedersi.

La formazione

Il club non indica con quale formazione Urso salirà sul palco il 10 ottobre. Nel corso della sua carriera ha guidato piccoli gruppi e una big band vera e propria, con cui porta in giro lo spettacolo The King of Swing. La composizione della serata si può chiedere al club al momento della prenotazione.

Chi è Emanuele Urso: il batterista clarinettista che ha scelto lo swing

Emanuele Urso è nato a Roma nel 1983 e, secondo la biografia pubblicata sul suo sito ufficiale, ha cominciato a suonare la batteria da autodidatta a tre anni e il clarinetto a cinque. Si è poi diplomato in clarinetto al Conservatorio di Santa Cecilia. La sua concezione della musica è rivolta interamente al jazz della Swing Era, quella americana del decennio 1935-1945.

Un bambino alle jam session

La biografia ufficiale racconta che da giovanissimo Urso partecipava alle jam session di jazz, sia come batterista sia come clarinettista, accanto a musicisti professionisti. È un inizio che spiega molto: lo swing non si impara soltanto dagli spartiti, si impara suonandolo con chi lo conosce, nelle sale in cui il tempo lo tiene il pubblico che balla.

Il primo complesso nel 1994

Nel 1994 Urso costituisce un proprio complesso e comincia la carriera professionale. Aveva undici anni. Il dato va letto per quello che è: un ragazzino che guida una formazione, e che da quel momento non smette più di farlo. Trent'anni dopo, è uno dei pochi musicisti italiani che hanno costruito tutta la carriera su un solo repertorio.

Batterista, clarinettista, direttore, arrangiatore

Il sito ufficiale lo presenta con quattro mestieri: batterista, clarinettista, direttore d'orchestra, arrangiatore. Non è un caso di eclettismo. Sono esattamente le figure attorno alle quali ruotava l'orchestra swing: il clarinetto solista di Benny Goodman, la batteria di Gene Krupa, il direttore che tiene insieme sezioni di fiati e ritmica, l'arrangiatore che scrive le parti. Urso le riunisce in una sola persona.

L'archivio della famiglia Goodman

Il dettaglio più sorprendente della sua biografia riguarda Benny Goodman. Secondo la biografia ufficiale, la famiglia Goodman ha donato personalmente a Urso parte dell'archivio musicale del clarinettista, riconoscendolo come il maggiore cultore e interprete europeo di quella musica. Per un musicista che lavora sulla filologia degli arrangiamenti, avere accesso alle parti originali è come per un restauratore poter studiare il bozzetto del pittore.

Il titolo di King of Swing

Nei programmi dei suoi concerti e nei titoli dei suoi spettacoli ricorre la formula The King of Swing, il soprannome che negli anni Trenta la stampa americana aveva dato proprio a Benny Goodman. La biografia ufficiale ricorda che a Urso viene riconosciuto il titolo di Re dello Swing. È un'eredità dichiarata, portata con una certa sfrontatezza e con la competenza per sostenerla.

La discografia di Emanuele Urso: nove dischi in vent'anni

Emanuele Urso ha inciso nove dischi fra il 1997 e il 2018, tutti dedicati alla musica della Swing Era. La sequenza dei titoli, riportata nella biografia ufficiale, racconta da sola un percorso coerente.

Gli esordi: Swing e Runnin' Wild

Il primo disco, intitolato semplicemente Swing, esce nel 1997. Nel 2000 arriva Runnin' Wild, titolo preso da uno standard degli anni Venti che le orchestre swing hanno ripreso più volte. Sono i dischi di un musicista giovanissimo che dichiara subito il proprio campo.

Gli anni Duemila: The Kingdom of Swing, Red Horse Boogie Woogie, Swingology

Nel 2003 esce The Kingdom of Swing, nel 2005 Red Horse Boogie Woogie, nel 2007 Swingology. Il boogie woogie, il pianoforte ritmico e trascinante che negli anni Trenta e Quaranta entrò nel repertorio delle big band, allarga il perimetro senza uscire dall'epoca.

L'omaggio: Remembering the Goodman Years

Nel 2008 Urso pubblica Remembering the Goodman Years, il disco che rende esplicito il rapporto con Benny Goodman. È il titolo che meglio riassume la sua carriera: un lavoro di memoria, fatto con gli strumenti e non con le parole.

La maturità: Greatest Tunes, Swings Again, Swing Empire

Seguono Greatest Tunes nel 2012, Swings Again nel 2015 e Swing Empire nel 2018. Chi vuole prepararsi alla serata può partire da Remembering the Goodman Years e arrivare a Swing Empire: in mezzo c'è tutta l'evoluzione di un suono che resta fedele a sé stesso.

Cosa si ascolta alla serata di Emanuele Urso

La scaletta del 10 ottobre non è pubblicata. Il territorio è però chiarissimo: il sito ufficiale di Urso descrive concerti costruiti sugli arrangiamenti originali di Benny Goodman, Glenn Miller e Fletcher Henderson, studiati e riproposti dal vivo per ricreare le atmosfere delle dance hall americane degli anni Quaranta.

Benny Goodman e Gene Krupa

Il sito ufficiale parla di un omaggio a Benny Goodman e a Gene Krupa. Goodman era il clarinettista e capo orchestra che portò lo swing nelle sale da concerto; Krupa il batterista della sua orchestra, il primo a fare della batteria uno strumento solista davanti al grande pubblico. Urso suona entrambi gli strumenti, ed è inevitabile che la serata giri attorno a questi due ruoli.

Glenn Miller

Il secondo nome è Glenn Miller, il trombonista e capo orchestra il cui suono, con il clarinetto sopra le sezioni di sassofoni, è diventato per molti europei la colonna sonora stessa della fine della guerra. Nel repertorio di Urso gli arrangiamenti di Miller sono una presenza stabile.

Fletcher Henderson

Il terzo nome è il meno noto al grande pubblico e il più importante per gli storici: Fletcher Henderson, capo orchestra afroamericano che scrisse molti degli arrangiamenti che resero celebre l'orchestra di Goodman. Che Urso lo citi fra i suoi riferimenti dice molto della serietà del lavoro: lo swing non nasce dalle orchestre bianche di successo, nasce nelle orchestre nere di Harlem.

Uno sforzo filologico

Il sito dell'artista insiste su una parola: filologia. Gli arrangiamenti vengono studiati, ristudiati e riproposti, non rifatti. È la differenza fra una cover band e un interprete: il primo imita il suono, il secondo ricostruisce la partitura. In un club la differenza si sente nei dettagli, negli attacchi dei fiati, nelle dinamiche della batteria.

Si balla?

Lo swing era musica da ballo, e chi frequenta le serate di Urso sa che il pubblico dei ballerini di lindy hop lo segue spesso. All'Alexanderplatz la sala è organizzata a tavoli, e lo spazio per ballare non è garantito. Chi vuole ballare può chiederlo al club al momento della prenotazione; chi vuole ascoltare ha la certezza di un posto a sedere.

Perché vale la pena ascoltare Emanuele Urso dal vivo

Il giudizio è netto: fra i concerti da club della settimana romana, questo è il più adatto a chi non ama il jazz, e il più istruttivo per chi lo ama. Lo swing è la forma di jazz che parla a tutti, perché è nato per far ballare. Chi ha in mente il jazz come musica difficile trova qui l'opposto: melodie riconoscibili, ritmo costante, assoli brevi e brillanti.

Per chi viene da fuori Roma

Un visitatore straniero che passa una sera a Prati dopo i Musei Vaticani trova in Urso una proposta che capisce subito, senza bisogno di conoscere la scena italiana. Il repertorio è americano, le melodie sono quelle dei film in bianco e nero.

Per chi conosce il jazz

L'appassionato avrà una ragione diversa per andare: ascoltare dal vivo gli arrangiamenti originali, suonati da chi li ha studiati sulle parti. È un'occasione che in Italia capita di rado, e che in una sala raccolta rivela dettagli che nei dischi si perdono.

L'Alexanderplatz Jazz Club: la sala di via Ostia

L'Alexanderplatz Jazz Club è in via Ostia 9, a Prati, a poca distanza dalle mura vaticane. Lo gestisce l'Associazione Culturale Sound&Image; il fondatore è Giampiero Rubei, la direzione artistica è del figlio Eugenio Rubei. Sul sito ufficiale il club si presenta come il più prestigioso e antico jazz club d'Italia.

Una sala da club

La sala è quella di un club in senso stretto: tavoli per la cena, palco raccolto, pubblico a pochi metri dai musicisti. Per un concerto di swing è una condizione ideale. Una batteria suonata con le spazzole, un clarinetto che sale nel registro acuto, in un palasport arrivano filtrati dall'amplificazione; qui si sentono quasi al naturale.

Un nome berlinese a Prati

Il nome richiama la piazza di Berlino, e in una strada che porta il nome del porto dell'antica Roma produce un accostamento curioso. Sul sito del club l'origine del nome non è spiegata. Per chi frequenta il jazz in città, l'insegna ha ormai un solo significato.

Sound&Image, un'associazione con una lunga storia

L'associazione che gestisce il club ha organizzato dal 1995 al 2015 il festival estivo Sound&Image, che il sito ufficiale presenta come uno dei biglietti da visita dell'Estate Romana. Fra il 2011 e il 2015 ha diretto la Casa del Jazz, e cura il festival Jazz&Wine di Montalcino, realizzato con Castello Banfi e arrivato alla ventitreesima edizione.

Prati: il quartiere intorno all'Alexanderplatz

Via Ostia si trova nel settore di Prati più vicino al Vaticano, fra viale Giulio Cesare e le mura leonine. È il quartiere umbertino delle strade dritte e dei grandi isolati, costruito dopo il 1870 come città moderna accanto a quella dei papi.

I Musei Vaticani a due passi

L'ingresso dei Musei Vaticani si raggiunge a piedi in pochi minuti. Chi dedica il sabato alla zona vaticana può chiuderlo qui: mattina ai Musei e alla Cappella Sistina, pomeriggio a piazza San Pietro e nella basilica di San Pietro, sera al club.

Il Prati umbertino

Le vie del quartiere portano nomi dell'antichità e del Risorgimento, e via Ostia appartiene al gruppo che ricorda la geografia della Roma antica. Per una passeggiata prima della cena, la guida Prati e Borgo: cosa vedere indica i punti fermi della zona, dal Palazzo di Giustizia ai vicoli del Borgo.

Castel Sant'Angelo

Chi arriva a piedi dal centro passa inevitabilmente davanti a Castel Sant'Angelo, il mausoleo di Adriano trasformato in fortezza papale. Di sera, illuminato sopra il Tevere, è una delle immagini più belle del percorso verso via Ostia.

Come arrivare all'Alexanderplatz Jazz Club

La soluzione più semplice per arrivare all'Alexanderplatz è la metro A: le fermate Ottaviano e Cipro sono entrambe a pochi minuti a piedi da via Ostia 9.

In metropolitana

Da Termini la linea A in direzione Battistini arriva a Ottaviano in circa un quarto d'ora. Si cammina verso le mura vaticane e si raggiunge via Ostia. Da Cipro il percorso è analogo, dal lato opposto. La serata si chiude intorno a mezzanotte: l'orario dell'ultima corsa del sabato va controllato sul sito di ATAC prima di uscire.

In autobus e tram

Viale Giulio Cesare e piazza del Risorgimento sono attraversati da molte linee di superficie, e piazza del Risorgimento è il capolinea del tram 19. Per il percorso esatto dal proprio punto di partenza il calcolatore di ATAC resta lo strumento più affidabile.

In auto e taxi

Prati è fuori dalla ZTL del centro storico, ma il sabato sera il parcheggio in zona richiede pazienza. Per il rientro dopo mezzanotte il taxi è la scelta più comoda.

A piedi dal centro

Da piazza Navona o dal Pantheon si arriva in via Ostia in circa quaranta minuti, attraversando il Tevere su ponte Sant'Angelo o su ponte Umberto e risalendo verso il Vaticano. È una camminata serale piacevole, che vale da sola il tragitto.

Come organizzare la serata con Emanuele Urso

Una serata all'Alexanderplatz dura quattro ore e va pensata come una cena fuori con musica: prenotazione, arrivo all'apertura, ascolto seduti.

Cena o solo concerto

Il club serve la cena prima e durante la musica. Chi vuole solo ascoltare può chiedere se esiste una formula di solo ingresso e quanto costa. Conviene cenare al club: il tavolo diventa la postazione per tutta la sera e non si rischia di restare in piedi in fondo alla sala.

Quando arrivare

Alle 20:00, all'apertura. I tavoli vicini al palco vanno a chi arriva prima o a chi li chiede prenotando. Con una batteria sul palco, stare troppo vicini non è sempre la scelta migliore: un tavolo a metà sala bilancia meglio clarinetto e ritmica.

Il galateo del club

Nei jazz club si parla a voce bassa durante i brani e si applaude alla fine degli assoli. Con lo swing la regola si allenta un po': è musica che invita al battito di mani e al piede che segue il tempo. I musicisti lo sanno e lo apprezzano.

Come vestirsi

L'abbigliamento è libero. Chi segue la scena swing romana arriva spesso con un tocco d'epoca, una camicia a righe, un abito a fiori, le bretelle. Non è richiesto, ma in una serata dedicata agli anni Quaranta non guasta.

Dove mangiare prima o dopo il concerto

La scelta più semplice è cenare all'Alexanderplatz, prenotando il tavolo insieme al concerto. Chi preferisce mangiare altrove trova a Prati un'offerta molto ampia.

Via Cola di Rienzo e dintorni

Via Cola di Rienzo e le strade vicine sono piene di trattorie, pizzerie e ristoranti di ogni fascia. Più vicino al club, la zona fra viale Giulio Cesare e via Candia offre locali di quartiere frequentati soprattutto da romani.

Il Mercato Trionfale

Il Mercato Trionfale di via Andrea Doria è uno dei grandi mercati coperti della città. Il sabato mattina è il momento migliore per visitarlo: utile per capire la Roma quotidiana, meno per la cena, perché chiude nel primo pomeriggio.

Accessibilità, età e informazioni pratiche

Il sito dell'Alexanderplatz non pubblica indicazioni sull'accessibilità della sala: chi ha esigenze di mobilità ridotta deve chiedere prenotando come si accede e quali tavoli si raggiungono senza scale.

Con i bambini

Una serata che finisce a mezzanotte in un club con cena non è pensata per i più piccoli. Un ragazzo che studia musica, e magari suona la batteria o il clarinetto, può invece trovare in Urso un modello: un musicista che ha cominciato bambino e non ha più smesso.

Cosa portare

La conferma della prenotazione e un documento. A ottobre la sala può essere fresca all'ingresso e calda a serata avanzata: meglio vestirsi a strati.

Ottobre a Roma: la stagione dei club

Ottobre è il mese in cui la musica al chiuso riprende a pieno ritmo a Roma, dopo l'estate dei festival all'aperto. I club tornano alla programmazione quotidiana, i teatri aprono le stagioni.

Il clima

Le serate di metà ottobre sono in genere miti, adatte a una passeggiata dopo il concerto. Può piovere, anche forte: un ombrello in borsa non è mai sprecato.

Il jazz in autunno

Dopo ottobre il calendario del jazz romano si fa fitto: a novembre il Roma Jazz Festival occupa Auditorium e Casa del Jazz. Chi ama i club può alternare l'Alexanderplatz con il Gregory's Jazz Club, vicino a Trinità dei Monti.

Una curiosità su Emanuele Urso all'Alexanderplatz Jazz Club — 10 ottobre 2026

La curiosità più interessante riguarda l'età. Secondo la sua biografia ufficiale, Emanuele Urso ha cominciato a suonare la batteria a tre anni, da autodidatta, e il clarinetto a cinque. Nel 1994, quando ha fondato il suo primo complesso e ha cominciato a esibirsi da professionista, aveva undici anni. Tre anni dopo, a quattordici, usciva il suo primo disco, Swing.

Il dato diventa ancora più singolare se lo si confronta con il repertorio. Urso è nato nel 1983, quasi quarant'anni dopo la fine della Swing Era, e da bambino ha scelto come lingua musicale quella dei suoi bisnonni americani, non dei suoi coetanei. Negli anni in cui i ragazzi della sua età ascoltavano la musica delle radio commerciali, lui studiava Benny Goodman e Gene Krupa. È una di quelle vocazioni che sembrano venire da un'altra epoca, e che proprio per questo hanno prodotto un interprete senza equivalenti in Italia.

C'è anche un risvolto tecnico. Suonare sia la batteria sia il clarinetto ad alto livello è raro, perché i due strumenti richiedono una formazione molto diversa: il primo è ritmico e fisico, il secondo melodico e legato al fiato. Urso li ha imparati insieme, da bambino, e li alterna sul palco. Nella tradizione swing le due figure erano distinte, Goodman al clarinetto e Krupa alla batteria. Lui le tiene entrambe.

Una cosa che non ti dice nessuno su Emanuele Urso all'Alexanderplatz Jazz Club — 10 ottobre 2026

Quello che nessuno dice è che lo swing, in un club, suona meglio che in teatro. Urso porta spesso i suoi spettacoli in sale grandi, con la big band al completo: nel 2026 il suo The King of Swing è passato, fra gli altri, dal PalArte di Fabrica di Roma. Sono serate spettacolari, con i fiati schierati. Ma lo swing è nato nelle sale da ballo, dove il pubblico era a contatto con l'orchestra, e in una sala raccolta come l'Alexanderplatz ritrova la sua misura originale.

La seconda cosa riguarda l'orario. La pagina ufficiale indica 20:00-24:00, ma la musica non comincia all'apertura: il club parla in generale di musica dal vivo dalle 21:30. Chi arriva alle 20:00 aspettandosi il primo brano resta un'ora a tavola; chi arriva alle 22:00 per sentire la musica rischia di trovare la sala piena. I frequentatori abituali fanno così: prenotano la cena, arrivano presto, mangiano con calma e lasciano che la musica arrivi quando la sala è calda.

La terza riguarda il pubblico. Il sabato sera l'Alexanderplatz mescola appassionati, turisti, coppie romane a cena e, con Urso, spesso qualche ballerino di swing con le scarpe adatte in borsa. Guardarli è metà dello spettacolo.

Il consiglio che ti do per visitare Emanuele Urso all'Alexanderplatz Jazz Club — 10 ottobre 2026

Il consiglio è di preparare la serata ascoltando, nei giorni prima, qualche registrazione originale dell'orchestra di Benny Goodman. Non serve essere esperti: basta avere in testa due o tre brani della fine degli anni Trenta, e al club si riconosceranno il suono, gli attacchi, il gioco fra clarinetto e batteria. È il modo migliore per apprezzare il lavoro filologico di Urso, che non reinventa ma restituisce.

Se sei a Roma da turista, costruisci il sabato intorno al Vaticano. Musei nel pomeriggio, uscita verso la fine dell'orario di visita, passeggiata per Prati, cena al club alle 20:00. Eviti il traffico serale e ti ritrovi seduto a cinque minuti dall'uscita dei Musei.

Se sei romano, usa la serata come pretesto per rivedere un quartiere che si attraversa di corsa. Scendi a Cipro, cammina lungo le mura vaticane illuminate, arriva in via Ostia con calma. E se hai un amico che dice di non amare il jazz, portalo: lo swing è la porta d'ingresso più facile, e una serata con Urso converte più di qualsiasi disco.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Lo sanno tutti gli appassionati, pochi lo ricordano: l'Alexanderplatz è il centro di un'attività che ha segnato per vent'anni l'estate musicale romana. Il sito ufficiale ricorda che l'associazione Sound&Image, costituita nel marzo 2003, ha organizzato dal 1995 al 2015 il festival estivo omonimo, considerato uno dei biglietti da visita dell'Estate Romana. Fra il 2011 e il 2015 la stessa associazione ha diretto la Casa del Jazz, lo spazio musicale di viale di Porta Ardeatina.

L'attività non si è fermata dopo. Nell'estate del 2021, alla ripresa dopo la pandemia, Sound&Image ha organizzato dal 12 agosto al 28 settembre il festival Jazz&Image al Parco del Celio, vincitore dell'avviso pubblico dell'Estate Romana, e a fine agosto la rassegna Paestum in Jazz, dal 26 al 28, nel parco archeologico campano. Nell'ottobre dello stesso anno Eugenio Rubei ha partecipato a Praiano, sulla costiera amalfitana, all'inaugurazione di una casa della musica con un concerto di Javier Girotto. Il club di via Ostia, insomma, è il nodo di una rete: sedersi a un suo tavolo significa entrare in una storia che nella vita musicale della città ha contato davvero.

La foto giusta da fare a Emanuele Urso all'Alexanderplatz Jazz Club — 10 ottobre 2026

La foto giusta non si fa durante i brani. In un club piccolo il flash e lo schermo acceso del telefono disturbano i musicisti e i vicini di tavolo. Se vuoi un ricordo, scatta una sola immagine senza flash quando la formazione sale sul palco, prima del primo brano, e poi metti via il telefono.

Con Urso c'è però un momento che vale la pena aspettare: l'assolo di batteria. Nella tradizione di Gene Krupa è il punto in cui la sala si ferma e guarda, e un'immagine del batterista in movimento, fatta con discrezione dal proprio posto, racconta lo swing meglio di qualsiasi ritratto in posa. Tieni il telefono basso, niente luce, un solo scatto.

La foto più bella, comunque, si fa fuori. L'insegna dell'Alexanderplatz accesa in via Ostia, con la strada tranquilla di Prati intorno, racconta il club meglio di un'immagine sfocata del palco. E sul percorso da Cipro le mura vaticane illuminate offrono una delle vedute monumentali meno fotografate di Roma: di giorno la gente le costeggia in fila per i Musei, di sera non ci torna nessuno.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia di un club si misura nei riconoscimenti e nei fatti che lo hanno attraversato. Il sito ufficiale dell'Alexanderplatz ricorda che DownBeat, la rivista di jazz più nota al mondo, ha inserito il club fra i cento jazz club più importanti del pianeta, unico in Italia. A questo si aggiunge la menzione del Django d'Or, il riconoscimento francese intitolato a Django Reinhardt.

Un capitolo recente riguarda la ripartenza dopo la pandemia. Il club rivendica sul proprio sito un ruolo guida nella ripresa della musica dal vivo, con l'attenzione dei telegiornali nazionali e internazionali alla riapertura. Negli stessi anni il marchio Alexanderplatz è entrato nel Festival Jazz dell'Aquila con la formula Jazz is Back, sostenuta dalla rete I-Jazz, che ha dedicato al club un palco e la festa di chiusura del festival.

La storia più lunga di questa parte di Roma è un'altra. Prati nasce dopo il 1870 sulle terre agricole che separavano il Vaticano dal Tevere, e le sue strade dritte sono state disegnate per raccontare la nuova capitale del Regno d'Italia. Un jazz club a pochi passi dalle mura papali è un frutto tardivo di quel progetto: la città moderna che si affianca a quella antica e la guarda dalla finestra, con una colonna sonora americana.

Chi è passato da Emanuele Urso all'Alexanderplatz Jazz Club — 10 ottobre 2026

Il club non pubblica sul sito un elenco storico dei musicisti ospitati. Il calendario ufficiale della stagione mostra però una programmazione quotidiana, con formazioni romane e ospiti: nel calendario di questo autunno figurano, fra gli altri, la Fulvio Tomaino Band con il suo blues e soul, il pianista Domenico Sanna in piano solo durante Piano City Roma, i quartetti di Cicci Santucci e di Daniele Corvasce. È una programmazione che copre tutta la storia del jazz, dal gipsy jazz manouche al soul, e lo swing di Urso ne occupa la parte più antica.

Dalla storia personale di Emanuele Urso passano invece i grandi nomi della Swing Era, tutti morti da decenni e tutti presenti in ogni suo concerto attraverso gli arrangiamenti: Benny Goodman, Gene Krupa, Glenn Miller, Fletcher Henderson. È il paradosso di questa serata. Sul palco dell'Alexanderplatz sale un musicista romano nato nel 1983, e con lui, nelle parti che legge, sale un pezzo dell'America degli anni Trenta, con gli arrangiamenti che la famiglia Goodman ha scelto di affidargli.

Chi va al concerto del 10 ottobre si siede quindi in una sala abituata ai grandi nomi, per ascoltare un interprete che dei grandi nomi ha fatto il proprio mestiere.

Cosa vedere intorno all'Alexanderplatz il giorno del concerto

Il club è una base ideale per un sabato nella zona vaticana e a Prati. Tutto si raggiunge a piedi.

Musei Vaticani e Cappella Sistina

La visita richiede almeno tre ore e va prenotata. L'ingresso di viale Vaticano è a pochi minuti da via Ostia.

San Pietro

Piazza San Pietro e la basilica sono a una ventina di minuti a piedi. Verso il tramonto la piazza si svuota e la luce sul colonnato del Bernini è la migliore della giornata.

Giardini Vaticani

I Giardini Vaticani si visitano soltanto con visita guidata prenotata: vanno inseriti nella giornata con largo anticipo.

Domande frequenti su Emanuele Urso all'Alexanderplatz

Quando suona Emanuele Urso all'Alexanderplatz?

Emanuele Urso suona all'Alexanderplatz Jazz Club sabato 10 ottobre 2026. La pagina ufficiale del club indica una serata dalle 20:00 alle 24:00, con la sala che apre per la cena e la musica nella parte centrale e finale della serata. L'orario del primo brano si chiede al club prenotando.

Dove si trova l'Alexanderplatz Jazz Club?

L'Alexanderplatz Jazz Club si trova in via Ostia 9, 00192 Roma, nel quartiere Prati, a pochi minuti a piedi dalle mura vaticane e dall'ingresso dei Musei Vaticani. Le fermate più comode sono Ottaviano e Cipro della metro A.

Come si prenota per il concerto di Emanuele Urso?

Per il concerto di Emanuele Urso all'Alexanderplatz si prenota direttamente con il club: telefono 06 86781296, WhatsApp +39 349 977 0309 oppure la casella email indicata sul sito ufficiale. Per il sabato sera conviene muoversi con qualche giorno di anticipo e chiedere il tavolo al momento della prenotazione.

Quanto costa la serata con Emanuele Urso?

La pagina ufficiale della serata di Emanuele Urso all'Alexanderplatz non pubblica il prezzo. Il costo dell'ingresso e quello della formula con cena si chiedono al club prenotando, per telefono, WhatsApp o email.

Che musica suona Emanuele Urso?

Emanuele Urso suona il jazz della Swing Era americana, quella del decennio 1935-1945. Batterista e clarinettista romano nato nel 1983, ripropone gli arrangiamenti originali di Benny Goodman, Glenn Miller e Fletcher Henderson, con un omaggio dichiarato a Goodman e al batterista Gene Krupa. Ha inciso nove dischi fra il 1997 e il 2018.

Si può cenare all'Alexanderplatz durante il concerto?

Sì, all'Alexanderplatz la serata comincia con la cena e prosegue con la musica dal vivo: è la formula abituale del club. Il tavolo prenotato resta la propria postazione per tutto il concerto. Menu e prezzi si chiedono prenotando.

Come si arriva all'Alexanderplatz con i mezzi pubblici?

L'Alexanderplatz si raggiunge con la metro A, scendendo a Ottaviano o a Cipro e proseguendo a piedi per pochi minuti fino a via Ostia 9. Da Termini il viaggio in metro dura circa un quarto d'ora. Per il rientro dopo mezzanotte conviene verificare l'orario dell'ultima corsa o prevedere un taxi.

In chiusura

Consiglio questa serata a chi vuole capire perché lo swing, novant'anni fa, faceva ballare un continente intero. Emanuele Urso lo suona come lo suonavano allora, con gli arrangiamenti originali e due strumenti in mano, e in un club raccolto come l'Alexanderplatz quella musica ritrova la sua scala naturale. Prenota, arriva alle 20:00, chiedi un tavolo a metà sala. E se hai passato il pomeriggio ai Musei Vaticani, non tornare in albergo: via Ostia è dietro l'angolo.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.

Prepara la visita

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.

Contact Information

Data Evento10 Ottobre 2026 20:00
IndirizzoAlexanderplatz Jazz Club, Via Ostia 9, 00192 Roma Prati, Roma, Roma Città

Le proposte giuste, una volta a settimana

Scegli cosa ti interessa: ti scriviamo solo di quello, con date, orari e prezzi verificati. Niente spam, ti cancelli con un clic.

I tuoi temi