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Catastrofe e Meraviglia. AQVA alla Biblioteca Apostolica Vaticana — dal 25 settembre 2026 al 14 maggio 2027

Catastrofe e Meraviglia. AQVA è la mostra con cui la Biblioteca Apostolica Vaticana apre un ciclo di cinque anni dedicato alle minacce che incombono sui libri: si visita dal 25 settembre 2026 al 14 maggio 2027 nella sede della Biblioteca, Cortile del Belvedere, 00120 Città del Vaticano. Le visite ordinarie si tengono il sabato, secondo calendario, dalle 10 alle 20, con otto turni da 25 persone al massimo (primo ingresso alle 10, ultimo alle 18.45, durata massima un'ora e dieci minuti, audioguida in italiano e inglese inclusa); il venerdì sera, dalle 18 alle 20, ci sono visite speciali per piccoli gruppi. Il biglietto intero costa 15 euro, il ridotto 10 euro (commissioni escluse); le visite speciali del venerdì sono vendute a pacchetto, da 150 euro per un gruppo fino a cinque persone. Si entra a piedi da Porta Sant'Anna, su via di Porta Angelica, un quarto d'ora prima del turno. Si arriva con la metro A, fermata Ottaviano-S.Pietro, con i bus 590, 32 e 19 o con il treno alla stazione di San Pietro. I biglietti si acquistano soltanto online, sul circuito di prevendita indicato dal sito ufficiale della mostra.

Il Cortile del Belvedere; sul fondo l'edificio della Biblioteca Apostolica Vaticana
Il Cortile del Belvedere; sul fondo l'edificio della Biblioteca Apostolica Vaticana Foto: Foto: Miguel Hermoso Cuesta, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Una mostra dentro la biblioteca del Papa, di sabato, a gruppi di venticinque, con un documento d'identità registrato al momento dell'acquisto: già il modo in cui si entra dice che non è un'esposizione come le altre. La Biblioteca Apostolica Vaticana è normalmente riservata a docenti e ricercatori; qui apre le sue sale a chiunque abbia prenotato, e lo fa con un tema che per un bibliotecario è quasi un tabù: la paura. La prima paura scelta è l'acqua. Il risultato è un percorso che tiene insieme un'onda gigantesca di JR, i pesci di Ippolito Salviani incisi nel Cinquecento, i volumi feriti dall'alluvione di Firenze e le ricette di Apicio.

Catastrofe e Meraviglia: il ciclo di cinque anni della Biblioteca Vaticana

Catastrofe e Meraviglia è un ciclo espositivo quinquennale ideato dalla Biblioteca Apostolica Vaticana: ogni anno una mostra dedicata a una minaccia per il patrimonio librario, a cominciare dall'acqua con AQVA (2026-2027). La domanda da cui parte il progetto è semplice e spiazzante: che cosa spaventa davvero chi custodisce la memoria dell'umanità?

Le paure di un bibliotecario

Per chiunque un acquazzone d'estate, un insetto che vola, un segno di penna o un piccolo strappo sono cose normali. Per un bibliotecario, spiegano i curatori, ognuno di questi episodi è un possibile allarme. Da questa consapevolezza nasce il ciclo: invece di nascondere i pericoli, la Biblioteca li mette in mostra, li racconta e li trasforma in occasione di scoperta.

Il libro che ha ispirato il titolo

Il riferimento dichiarato è un trattato del 1756 di Gaetano Volpi, Del furore d'aver libri, che la presentazione ufficiale descrive come una radiografia spietata e sarcastica delle manie del bibliofilo. È un'ascendenza che dice molto del tono scelto: niente toni catastrofici, piuttosto un'ironia colta, da biblioteca.

Le cinque tappe

Il programma annunciato prevede cinque capitoli, uno per anno: l'Acqua; la Luce e l'Aria; il Fuoco; gli insetti e i microrganismi; l'Uomo. AQVA è quindi il primo passo di un percorso che, se il calendario sarà rispettato, porterà i visitatori dentro la Biblioteca per cinque stagioni di fila, ogni volta davanti a un nemico diverso.

AQVA: il percorso della mostra, sala per sala

La mostra AQVA racconta il doppio volto dell'acqua, principio che genera e forza che distrugge, attraverso otto momenti: dall'installazione monumentale di JR sulla facciata fino alla Sala Barberini trasformata in un luogo di contemplazione. Ecco la sequenza annunciata dalla Biblioteca.

L'impatto: Diluvium sulla facciata

Il percorso comincia fuori, sulla facciata cinquecentesca della Biblioteca, la cosiddetta facciata Sistina. Qui JR ha installato Diluvium, un'opera monumentale ispirata alle illustrazioni del Diluvio universale di Gustave Doré: un'onda che travolge e che evoca il rischio della perdita del sapere e la fragilità della cultura. È la prima immagine che si vede, e quella che resta.

La paura: l'alluvione di Firenze

La seconda tappa è dedicata all'acqua dentro la biblioteca, cioè al disastro per antonomasia. L'allestimento ricorda l'alluvione di Firenze del 4 novembre 1966, di cui nel 2026 cade il sessantesimo anniversario. Le fotografie di quei giorni, conservate nelle raccolte, riportano alla memoria i libri trascinati dal fango e il lavoro di chi corse a salvarli.

Una Wunderkammer d'acqua

Poi il tono cambia. Un corridoio delle meraviglie mostra l'acqua alleata della conoscenza: bestiari marini, un trattato di navigazione sul Tevere, monete antiche dalle forme più strane, un libretto del Cinquecento rilegato in pelle di squalo. È la sezione più giocosa, e la più adatta a chi arriva senza sapere niente di manoscritti.

Scienza e tipografia: l'Aquatilium

Il cuore della mostra è l'Aquatilium animalium historia di Ippolito Salviani, che nel 2027 compie 470 anni. Se ne vedono due esemplari, uno dei quali interamente acquerellato a mano, accanto ai libri dei predecessori, tra cui il De piscibus romanis di Paolo Giovio.

Arte tipografica: i pesci di Bill Moran

Sulle pareti nuotano i pesci alfabetici dell'artista statunitense Bill Moran, costruiti con i caratteri della Tipoteca Italiana: creature marine fatte di lettere, numeri e segni di punteggiatura.

Gusto e geografia

Una sezione gastronomica attraversa i ricettari conservati in Vaticana, da Apicio a Pellegrino Artusi, e si chiude con i racconti dello chef Fulvio Pierangelini.

Tecnologia e restauro

Il Laboratorio di Restauro della Biblioteca mostra come l'acqua, nemica dei libri, diventi anche lo strumento per curarli.

L'oceano della mente: Undae nella Sala Barberini

Il percorso finisce nella Sala Barberini, dove JR ha montato Undae, un'installazione video con l'immagine in movimento di un'onda ripresa a São Conrado, in Brasile. L'idea, spiegano i curatori, è sincronizzare il respiro con quello del mare: la natura non si addomestica, il percorso interiore sì. Il biglietto ordinario include anche il Salone Sistino.

L'Aquatilium di Ippolito Salviani, cuore di AQVA

L'Aquatilium animalium historia di Ippolito Salviani fu ideato durante il lungo conclave del 1549-1550, finanziato dalla stessa Biblioteca Apostolica Vaticana e finito di stampare nel 1557: è il libro attorno a cui ruota tutta la mostra.

Un medico con tre talenti

Salviani, che il sito della mostra chiama «il medico tifernate», viene descritto come un uomo dal triplice ingegno: medico competente, letterato versatile e amante della bella vita. Il suo trattato mette insieme la scienza di Plinio e di Galeno con informazioni pratiche, nutrizionali e gastronomiche su ciascuna specie. È un libro di scienza che si legge anche come un libro di cucina.

Le incisioni su rame

Fu uno dei primi volumi a usare tavole incise su rame per raffigurare i pesci con precisione. Le calcografie erano così belle da essere vendute anche separatamente, come stampe d'arte. Davanti all'esemplare acquerellato a mano si capisce il perché: squame, pinne e riflessi sono resi con una cura che nessuna fotografia sostituisce.

I predecessori

Accanto a Salviani la Biblioteca espone i volumi di chi lo precedette, tra cui il De piscibus romanis di Paolo Giovio: un modo per mostrare che il Rinascimento romano guardava ai pesci del Tevere e del Tirreno con occhio da naturalista e da buongustaio insieme.

I tesori della Biblioteca Vaticana esposti in AQVA

Per AQVA la Biblioteca Apostolica Vaticana ha scelto dalle proprie collezioni una serie di manoscritti, stampe, monete e oggetti che raramente si vedono insieme. Questi i pezzi annunciati sul sito ufficiale.

Il De re coquinaria di Apicio

Un manoscritto del IX secolo del trattato romano di cucina attribuito ad Apicio, uno dei due testimoni più antichi e autorevoli al mondo. La curiosità, sottolineata dagli stessi curatori, è che fu scritto e decorato come se fosse un testo liturgico.

Ramusio e il naufragio di Pietro Querini

Dai racconti di viaggio raccolti da Giovanni Battista Ramusio viene la storia del mercante veneziano Pietro Querini, naufragato sulle coste della Norvegia. Lì scoprì l'uso di salare ed essiccare al sole alcuni pesci, gli «stocfisi»: da qui la parola italiana stoccafisso.

Il bestiario di Manuel Philes

Un manoscritto del Cinquecento del De animalium proprietate dell'erudito bizantino Manuel Philes, copiato dal calligrafo Angelo Vergezio e illustrato con miniature, alcune a tema marino.

Monete, conchiglie e un dente di capodoglio

Dal Gabinetto numismatico arrivano blocchi monetali dalle Terme di Vicarello, conchiglie cauri usate come moneta in Asia e in Africa, monete d'argento a forma di amo e monete di bronzo del Laos a forma di piroga. Completano la sezione una matrice xilografica di Tranquillo Marangoni dedicata all'alluvione del Polesine e un dente di capodoglio donato a Pio XII.

L'armadio delle matrici

Un grande mobile francese dei primi del Novecento con 160 cassettini, che conserva le matrici della Tipografia Vaticana per fondere i caratteri di molti alfabeti del mondo: serviva a stampare testi destinati a ogni angolo del pianeta.

Artusi, prima e ultima edizione

Di La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi si vedono la prima edizione del 1891 e l'ultima curata dall'autore, del 1911, prestata da Vittorio Maltoni della Fondazione Casa Artusi.

L'acqua che cura: il Laboratorio di Restauro della Vaticana

Una sezione di AQVA è dedicata al Laboratorio di Restauro della Biblioteca Apostolica Vaticana, dove l'acqua passa da nemico a strumento di cura dei libri.

L'acqua come nemico

Quando un libro si bagna per un'alluvione o un'infiltrazione, le fibre della carta e della pergamena si gonfiano e partono muffe devastanti. In mostra ci sono volumi danneggiati da eventi di questo tipo, insieme alle tecniche usate per salvarli: il surgelamento, che blocca il degrado e la proliferazione delle muffe, e poi la liofilizzazione, che fa passare il ghiaccio direttamente allo stato di vapore. Solo dopo i restauratori possono intervenire.

L'acqua come alleato

Due filmati mostrano il lavoro del Laboratorio. Nel primo, un'immersione controllata permette di staccare le vecchie velature ottocentesche applicate per riparare i danni dell'inchiostro ferrogallico. Nel secondo, l'acqua mescolata a polpa di cellulosa serve a ricostruire le lacune lasciate nei fogli da insetti e microrganismi. Vedere un foglio antico immerso in una vasca fa sussultare; è il lavoro quotidiano di chi restituisce leggibilità alla memoria.

Chi è JR, l'artista di Diluvium e Undae

JR è un artista francese noto nel mondo per le installazioni monumentali di arte pubblica, che trasformano gli spazi urbani in luoghi di dialogo; per AQVA firma le due opere chiave, Diluvium sulla facciata Sistina e Undae nella Sala Barberini.

Gli inizi: Portrait of a Generation

JR si afferma all'inizio degli anni Duemila con Portrait of a Generation (2004-2006): ritratti fotografici giganti di ragazzi delle periferie parigine incollati sui muri, per sfidare gli stereotipi dei media e proporre un altro racconto dell'identità.

I progetti nei luoghi difficili

Negli anni seguenti lavora in contesti politicamente e socialmente delicati. Face 2 Face (2007) accosta ritratti di israeliani e palestinesi lungo il muro di separazione; Kikito (2017) è l'immagine monumentale di un bambino che guarda oltre il confine tra Stati Uniti e Messico. Il progetto di lungo periodo a Tehachapi (2019-2022) è sviluppato insieme ai detenuti.

Inside Out e la partecipazione

Il coinvolgimento delle comunità è centrale nel suo lavoro. Con Inside Out, lanciato nel 2011, oltre mezzo milione di persone nel mondo ha condiviso la propria storia attraverso grandi ritratti in bianco e nero.

Cinema, copertine e performance

JR ha firmato con Agnès Varda il documentario Faces Places (2017), candidato all'Oscar, e ha diretto Paper and Glue (2021), candidato agli Emmy. Tra i suoi lavori c'è anche il murale per la copertina di Time The Gun Chronicles (2018) e una grande performance di danza sulla facciata del Palais Garnier a Parigi (2023). Le sue opere sono state esposte al Brooklyn Museum, al San Francisco Museum of Modern Art e alla Biennale di Venezia.

Chi è Bill Moran, l'artista dei pesci tipografici

Bill Moran è un tipografo letterpress di terza generazione, docente e storico della tipografia, artista e designer statunitense: in AQVA espone i suoi Letterfish, creature marine composte interamente di caratteri tipografici.

Cresciuto in tipografia

Moran è cresciuto nella tipografia di famiglia in Wisconsin, dove ha imparato fin da bambino a considerare il carattere tipografico una materia viva, capace di generare forme e racconti oltre che parole.

LetterBugs e LetterFish

La serie LetterBugs, insetti fatti di lettere, fu presentata per la prima volta nel 1999 al Saint Paul Art Crawl in Minnesota ed è stata poi esposta e acquisita da istituzioni e collezioni negli Stati Uniti e in Europa. LetterFish è più recente ed è nata proprio in dialogo con il patrimonio della Biblioteca Apostolica Vaticana. In mostra, su carta e plexiglass, ci sono polpi che sembrano ragazze danzanti, razze sorridenti e squali giocosi, composti con caratteri ottocenteschi dagli archivi della Tipoteca Italiana di Cornuda.

Un custode della stampa tradizionale

Moran insegna Tipografia e Storia dell'alfabeto al College of Design dell'Università del Minnesota ed è cofondatore di TipoItalia, programma internazionale di formazione con sede a Cornuda. Dal 2009 al 2021 è stato direttore artistico dell'Hamilton Wood Type and Printing Museum, considerato il principale centro al mondo per la conservazione dei caratteri tipografici in legno. Il suo sito dedicato al progetto è letterfish.press.

Chi è Fulvio Pierangelini, lo chef di AQVA

Fulvio Pierangelini, nato a Roma nel 1953, è lo chef che chiude la sezione gastronomica di AQVA con alcuni suoi racconti inediti e con due opere della Vaticana scelte da lui.

Dagli studi alla cucina

Da studente universitario, per mantenersi, Pierangelini ha fatto il manovale, il portiere di notte, l'istruttore di vela. Dopo la laurea ha scelto la cucina, e decisiva per la sua formazione è stata l'esperienza a Mougins, in Costa Azzurra, al seguito di Roger Vergé.

Il Gambero Rosso

Nel 1980 ha rilevato una piccola trattoria sul porto, il Gambero Rosso: un'avventura durata circa trent'anni che lo ha portato ai vertici della ristorazione, con il riconoscimento di miglior cuoco d'Italia da parte delle principali guide. Il suo piatto simbolo è la passatina di ceci con gamberi; è noto anche per aver messo in menù piatti quotidiani come la pasta al pomodoro, restituendo dignità agli ingredienti semplici.

Rocco Forte Hotels

Dal 2009 è Creative Director of Food dei bar e ristoranti di Rocco Forte Hotels: firma i menù di alberghi in Italia e all'estero, tra cui l'Hotel de Russie, l'Hotel de la Ville e l'Hotel Savoy. In mostra la sua presenza è letteraria prima che culinaria: racconti che i curatori descrivono come dichiarazioni d'amore per la materia prima, conditi con ironia.

La Biblioteca Apostolica Vaticana: storia della sede

La Biblioteca Apostolica Vaticana fu istituita ufficialmente da papa Sisto IV con la bolla Ad decorem militantis Ecclesiae del 15 giugno 1475; la sede attuale, nel braccio trasversale del Cortile del Belvedere, fu costruita tra il 1587 e il 1589 da Domenico Fontana per Sisto V.

Le origini

Fonti antiche parlano già nel IV secolo di uno Scrinium, l'archivio della Chiesa di Roma, e nel 784 compare un bibliothecarius di nome Teofilatto. Le raccolte medievali andarono però disperse con i trasferimenti della sede papale, fino ad Avignone.

Niccolò V e Sisto IV

Fu l'umanista Tommaso Parentucelli, papa Niccolò V dal 1447 al 1455, a concepire una biblioteca moderna: nel 1451 aprì la consultazione agli studiosi in una sala al pianterreno del Vaticano, e alla sua morte i codici erano circa 1.200. Sisto IV ne fece un'istituzione: il primo custode fu l'umanista Bartolomeo Sacchi, detto il Platina, e le opere, 2.500 all'inizio, furono sistemate in quattro sale decorate da Melozzo da Forlì, Antoniazzo Romano e dai fratelli Domenico e David Ghirlandaio.

Il Salone Sistino

Un secolo dopo le sale non bastavano più. Sisto V affidò a Domenico Fontana un nuovo edificio attraverso il Cortile del Belvedere; al piano alto nacque il Salone Sistino, un'aula a due navate di circa 70 metri per 15, interamente affrescata. Tra i pittori c'era Andrea Lilli, autore del Rogo dei libri di Ario. Il Salone è compreso nella visita ordinaria di AQVA.

Le collezioni

Oggi la Biblioteca conserva circa 80.000 manoscritti, migliaia di incunaboli, centinaia di migliaia di monete e medaglie, stampe, disegni e fotografie. Tra i pezzi celebri: il Codex Vaticanus, del IV secolo; il Papiro Hanna 1, con quasi integri i Vangeli di Luca e Giovanni; la Bibbia di Gutenberg; il Sidereus Nuncius di Galileo; il trattato di falconeria di Federico II; la moneta d'oro posta da Carlo Magno sulla tomba di Pietro nel 781.

Come arrivare alla Biblioteca Apostolica Vaticana per AQVA

Per la mostra AQVA si entra a piedi da Porta Sant'Anna, su via di Porta Angelica, e da lì si raggiunge la Biblioteca in circa tre minuti accompagnati dal personale della mostra.

In metropolitana

La fermata indicata dagli organizzatori è Ottaviano-S.Pietro della linea A. Da lì si scende verso via di Porta Angelica e il colonnato.

In autobus

Le linee indicate sul sito ufficiale sono il 590, il 32 e il 19. Per gli orari aggiornati conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC, soprattutto il sabato.

In taxi

C'è un'area taxi in via Stefano Porcari, all'angolo con via del Mascherino; in alternativa si prenota con l'app ItTaxi.

Puntualità e attesa

Il regolamento chiede di presentarsi a Porta Sant'Anna quindici minuti prima del turno, e non prima: chi arriva con più anticipo deve attendere fuori dallo Stato della Città del Vaticano. Chi arriva in ritardo rischia di perdere la visita. Alla guardiola della Gendarmeria il personale accoglie i gruppi e li accompagna in Biblioteca.

Biglietti e orari di Catastrofe e Meraviglia. AQVA

I biglietti di AQVA si comprano solo online, fino a 48 ore prima della visita, e non possono essere annullati né rimborsati.

Visite ordinarie del sabato

Otto turni per sabato, da 25 persone al massimo, primo ingresso alle 10 e ultimo alle 18.45. La visita dura al massimo un'ora e dieci minuti e comprende il percorso espositivo e il Salone Sistino, con audioguida in italiano o in inglese. Intero 15 euro, ridotto 10 euro, commissioni escluse.

Riduzioni e gratuità

Il ridotto vale per over 65, under 26, persone con disabilità superiore al 50 per cento, titolari di tesserino vaticano o tessera della Biblioteca, soci ICOM e ICOMOS e guide turistiche abilitate. Entrano gratis i bambini sotto i sei anni, l'accompagnatore di una persona con disabilità superiore al 75 per cento e i giornalisti. Il titolo va dimostrato all'ingresso.

Visite speciali del venerdì

Il venerdì dalle 18 alle 20 ci sono visite private per gruppi di 5, 10 o 15 persone, guidate dal personale della Biblioteca, in italiano, inglese o francese. Oltre al percorso e al Salone Sistino includono la Sala degli Scrittori e altri ambienti di norma chiusi al pubblico. Pacchetti da 150 euro (fino a 5 persone), 270 euro (da 6 a 10) e 390 euro (da 11 a 15), commissioni escluse.

Che cosa portare

Il biglietto digitale, stampato o sul telefono, e un documento d'identità valido: i dati di ogni visitatore vanno inseriti al momento dell'acquisto. Il bookshop della mostra accetta soltanto pagamenti elettronici.

Una curiosità sulla Catastrofe e Meraviglia. AQVA alla Biblioteca Apostolica Vaticana — dal 25 settembre 2026 al 14 maggio 2027

La curiosità più gustosa di AQVA è linguistica, e riguarda lo stoccafisso. Tra i testi esposti ci sono i racconti di viaggio raccolti da Giovanni Battista Ramusio, e tra questi la storia del mercante veneziano Pietro Querini. Naufragato sulle coste della Norvegia, Querini vide che gli abitanti salavano e facevano seccare al sole la carne di certi pesci, che chiamavano «stocfisi». Da quella parola deriva l'italiano stoccafisso. È il genere di scoperta che AQVA regala di continuo: un libro di viaggio che diventa un libro di cucina, un naufragio che diventa etimologia.

La seconda curiosità riguarda il manoscritto di Apicio. È uno dei due testimoni più antichi al mondo del trattato romano di cucina, risale al IX secolo, eppure fu scritto e decorato come un libro liturgico. Un monaco carolingio trattò le ricette degli antichi romani con la stessa cura riservata a un messale. Chi ama la storia della cucina farà bene a fermarsi davanti a quella vetrina più a lungo del previsto.

Una cosa che non ti dice nessuno sulla Catastrofe e Meraviglia. AQVA alla Biblioteca Apostolica Vaticana — dal 25 settembre 2026 al 14 maggio 2027

Quello che nessuno dice è che AQVA non si visita come un museo. Non si entra quando si vuole, non si resta quanto si vuole e non si arriva con largo anticipo per fare prima. Il regolamento è netto: a Porta Sant'Anna ci si presenta quindici minuti prima del turno, non di più, e chi arriva troppo presto aspetta fuori dal territorio vaticano. Chi è abituato a fare la coda ai Musei Vaticani deve cambiare mentalità: qui l'ingresso è su prenotazione nominativa, con il documento di ogni visitatore registrato al momento dell'acquisto.

La seconda cosa che si scopre solo leggendo le istruzioni è l'abbigliamento. La mostra è nello Stato della Città del Vaticano, e shorts e canottiere non sono ammessi. A ottobre o a maggio, con le giornate calde, è facile dimenticarlo.

La terza riguarda le guide: in mostra le uniche guide autorizzate sono i membri dello staff della Biblioteca. Una guida esterna va chiesta e autorizzata in anticipo scrivendo a eventi@vatlib.it. Per un gruppo organizzato è un dettaglio che cambia la programmazione.

Infine, il bookshop accetta solo carte dei circuiti Visa e Mastercard. Chi pensa di comprare il catalogo con i contanti resterà deluso.

Il consiglio che ti do per visitare la Catastrofe e Meraviglia. AQVA alla Biblioteca Apostolica Vaticana — dal 25 settembre 2026 al 14 maggio 2027

Il consiglio è di prenotare il primo turno del sabato, quello delle 10. Si arriva a Porta Sant'Anna alle 9.45, con la città ancora tranquilla, e si esce poco dopo le 11 con tutta la giornata davanti: San Pietro, Borgo, Castel Sant'Angelo sono a pochi passi. Il turno del mattino ha un altro vantaggio: la luce sulla facciata Sistina, dove JR ha montato Diluvium, è ancora morbida.

Secondo consiglio: prendetevi il tempo per l'Aquatilium. La visita dura al massimo un'ora e dieci minuti, e il rischio è di attraversare di corsa proprio la sala che vale la mostra. L'esemplare acquerellato a mano di Salviani merita cinque minuti di sguardo lento, pesce per pesce.

Terzo: se viaggiate in un piccolo gruppo di amici o di colleghi, valutate la visita speciale del venerdì sera. Divisa per cinque persone, la tariffa del pacchetto base equivale a 30 euro a testa, commissioni escluse, e apre la Sala degli Scrittori e ambienti che di norma nessuno vede. È un'occasione rara, e per chi ama i libri vale più di una cena elegante.

Ultimo consiglio, pratico: acquistate con largo anticipo. Venticinque posti per turno e otto turni al sabato significano poche centinaia di persone a settimana.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che la Biblioteca Vaticana conserva tesori inestimabili; si cita meno spesso che fu una delle prime biblioteche aperte agli studiosi. Già nel 1451 Niccolò V permise la consultazione dei suoi codici a eruditi e letterati, in una sala al pianterreno del Vaticano accanto al cosiddetto Cortile dei pappagalli. La biblioteca del Papa nacque, cioè, con una vocazione pubblica, sia pure per un pubblico ristretto di dotti.

Un secondo fatto noto agli specialisti e poco raccontato: il Salone Sistino, che il biglietto di AQVA permette di attraversare, misura circa 70 metri per 15 ed è interamente affrescato. Voluto da Sisto V e costruito da Domenico Fontana tra il 1587 e il 1589, è il luogo in cui per tre secoli furono ordinati i volumi, dentro armadi fatti apposta. Tra gli affreschi c'è il Rogo dei libri di Ario di Andrea Lilli: una scena di libri bruciati dipinta nella sala che doveva proteggerli. In una mostra dedicata alle paure dei bibliotecari, è un dettaglio che fa sorridere.

La foto giusta da fare alla Catastrofe e Meraviglia. AQVA alla Biblioteca Apostolica Vaticana — dal 25 settembre 2026 al 14 maggio 2027

La foto giusta è quella di Diluvium, l'onda monumentale di JR sulla facciata cinquecentesca della Biblioteca. È la prima immagine della mostra e la più potente: un'onda ispirata alle incisioni del Diluvio di Gustave Doré che sembra sul punto di travolgere l'edificio che custodisce i libri. Inquadrate tutta la facciata, con un margine di cielo in alto, per restituire la scala: l'effetto nasce dal contrasto tra l'architettura ordinata e il moto dell'acqua.

Seconda scelta, più intima: un dettaglio dei Letterfish di Bill Moran. Avvicinatevi finché si leggono le lettere che compongono un polpo o una razza, e scattate in modo che si capisca che quelle pinne sono virgole e quegli occhi sono lettere. È una foto che funziona benissimo anche sui social, perché chiede a chi guarda di fermarsi.

Prima di fotografare, però, chiedete al personale se e dove è consentito: la Biblioteca è un'istituzione della Santa Sede, con opere delicate, e le regole possono variare da sala a sala. Niente flash, in ogni caso, davanti a manoscritti e incisioni.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il 15 giugno 1475 Sisto IV firmò la bolla Ad decorem militantis Ecclesiae, atto di nascita ufficiale della Biblioteca Apostolica Vaticana. Tre giorni dopo, il 18 giugno, cominciò il lavoro del primo custode, l'umanista Bartolomeo Sacchi detto il Platina, con tre collaboratori e un legatore. Le opere erano 2.500, divennero 3.500 in sei anni, divise in quattro sale: Latina, Graeca, Secreta e Pontificia.

Tra il 1549 e il 1550 si tenne il lungo conclave durante il quale, secondo la Biblioteca, fu ideato l'Aquatilium di Salviani, poi finanziato dalla stessa Biblioteca e finito di stampare nel 1557. Il libro al centro di AQVA è dunque nato qui, tra le mura vaticane, in un momento di sede vacante.

Tra il 1587 e il 1589 Sisto V fece costruire da Domenico Fontana il nuovo edificio attraverso il Cortile del Belvedere, con il Salone Sistino. Nel Settecento nacquero le collezioni artistiche e antiquarie: il medagliere nel 1738, le raccolte di antichità cristiane nel 1755, molte provenienti dalle catacombe romane.

Nel 1612, con la nascita dell'Archivio Vaticano, l'incarico di archivista cominciò a essere affidato quasi sempre al bibliotecario. Nel 1891 rientrò alla Santa Sede, con la biblioteca della famiglia Borghese, una parte dei libri raccolti ad Avignone da Giovanni XXII. Dal 2010 è in corso la digitalizzazione dei manoscritti.

Chi è passato dalla Catastrofe e Meraviglia. AQVA alla Biblioteca Apostolica Vaticana — dal 25 settembre 2026 al 14 maggio 2027

Dalla Biblioteca Apostolica Vaticana sono passati alcuni dei nomi più grandi della cultura europea, come bibliotecari, pittori o autori delle opere conservate. Il primo è il Platina, umanista e primo custode dal 1475; Melozzo da Forlì lo ritrasse nell'affresco in cui Sisto IV lo nomina prefetto. Melozzo, Antoniazzo Romano e i fratelli Domenico e David Ghirlandaio dipinsero le prime sale.

Tra i bibliotecari di Santa Romana Chiesa ci furono il cardinale Marcello Cervini, eletto papa nel 1555 come Marcello II; lo storico Cesare Baronio; Scipione Caffarelli Borghese; Francesco Barberini, che guidò la Biblioteca dal 1626 al 1633; Angelo Mai. Nel Novecento furono prefetti Achille Ratti, poi Pio XI, e Giovanni Mercati; bibliotecario fu a lungo il cardinale Eugène Tisserant. Più di recente ha guidato la Biblioteca il cardinale José Tolentino de Mendonça.

E poi ci sono i nomi che la Biblioteca ospita sugli scaffali: Galileo con il Sidereus Nuncius, Michelangelo con i suoi scritti, Federico II con il trattato di falconeria. Nell'autunno 2026 si aggiungono JR, Bill Moran e Fulvio Pierangelini: un artista di strada francese, un tipografo del Midwest e uno chef romano, dentro la biblioteca dei papi.

Cosa vedere intorno alla Biblioteca Vaticana dopo AQVA

Uscendo da Porta Sant'Anna si è a pochi passi dal colonnato di Piazza San Pietro, il punto di partenza naturale per completare la giornata.

San Pietro e i Musei Vaticani

La Basilica di San Pietro e i Musei Vaticani, con la Cappella Sistina, richiedono ciascuno mezza giornata: meglio non sommarli ad AQVA nello stesso giorno, se si vuole ricordare qualcosa.

Borgo e il Passetto

Il rione Borgo si attraversa a piedi in pochi minuti, con il Passetto di Borgo che accompagna lo sguardo verso il Tevere.

Castel Sant'Angelo

Castel Sant'Angelo chiude idealmente la passeggiata sul Tevere.

Prati

Verso nord, oltre la metro Ottaviano, comincia Prati: una guida pratica al quartiere è in cosa vedere tra Prati e Borgo.

Dove mangiare vicino alla Biblioteca Vaticana

La zona intorno a Porta Sant'Anna è tra le più turistiche di Roma, e la regola è semplice: allontanarsi di qualche strada dal colonnato.

Verso Prati

Le vie di Prati, dietro la fermata Ottaviano, offrono trattorie di quartiere, pizzerie al taglio e forni frequentati da chi lavora in zona: è la scelta più sicura per un pranzo dopo il turno del mattino.

Accessibilità e visite con i bambini

La Biblioteca chiede di segnalare in anticipo la presenza di persone con mobilità ridotta scrivendo a eventi@vatlib.it: è il passaggio indispensabile per organizzare l'accoglienza.

Persone con disabilità

Il biglietto ridotto vale per persone con disabilità superiore al 50 per cento; l'accompagnatore di una persona con disabilità superiore al 75 per cento entra gratis. Il tragitto da Porta Sant'Anna alla Biblioteca è pedonale, circa tre minuti.

Con i bambini

Sotto i sei anni si entra gratis. Per i ragazzi la sezione più adatta è la Wunderkammer: monete a forma di amo e di piroga, un libretto rilegato in pelle di squalo, un dente di capodoglio. I pesci di lettere di Bill Moran piacciono a tutte le età. La visita, contenuta in poco più di un'ora, è sostenibile anche per un bambino di otto o dieci anni.

Domande frequenti su Catastrofe e Meraviglia. AQVA

Quando si può visitare la mostra AQVA alla Biblioteca Vaticana?

La mostra AQVA è aperta dal 25 settembre 2026 al 14 maggio 2027. Le visite ordinarie si tengono il sabato, secondo calendario, dalle 10 alle 20, con otto turni: primo ingresso alle 10, ultimo alle 18.45. Il venerdì sera, dalle 18 alle 20, ci sono visite speciali per piccoli gruppi.

Quanto costa il biglietto di Catastrofe e Meraviglia?

Il biglietto di Catastrofe e Meraviglia. AQVA costa 15 euro intero e 10 euro ridotto, commissioni escluse, con audioguida inclusa. Le visite speciali del venerdì costano 150 euro per un gruppo fino a cinque persone, 270 euro da sei a dieci e 390 euro da undici a quindici.

Dove si comprano i biglietti per AQVA?

I biglietti per AQVA si comprano solo online, sul circuito indicato dal sito ufficiale catastrofeemeraviglia.it, fino a 48 ore prima della visita. Non si vendono biglietti sul posto e quelli acquistati non si possono annullare né rimborsare.

Da dove si entra alla Biblioteca Apostolica Vaticana per la mostra?

Per la mostra si entra alla Biblioteca Apostolica Vaticana da Porta Sant'Anna, su via di Porta Angelica, quindici minuti prima del turno. Il personale accoglie i visitatori alla guardiola della Gendarmeria e li accompagna a piedi fino alla Biblioteca, in circa tre minuti.

Come si arriva con i mezzi pubblici?

Alla mostra AQVA si arriva con la metro A, fermata Ottaviano-S.Pietro, con i bus 590, 32 e 19 o con il treno fino alla stazione di San Pietro. C'è anche un'area taxi in via Stefano Porcari, all'angolo con via del Mascherino.

Che cosa si vede nella mostra AQVA?

Nella mostra AQVA si vedono due installazioni di JR, i Letterfish di Bill Moran, i racconti dello chef Fulvio Pierangelini e i tesori della Biblioteca: l'Aquatilium di Salviani del 1557, un Apicio del IX secolo, le prime edizioni di Artusi, monete, un libretto in pelle di squalo. La visita include il Salone Sistino.

Ci sono regole di abbigliamento per visitare AQVA?

Sì, per visitare AQVA nella Città del Vaticano è richiesto un abbigliamento consono: shorts e canottiere non sono ammessi. Serve anche un documento d'identità valido, i cui dati vanno inseriti al momento dell'acquisto del biglietto per ogni visitatore.

AQVA è adatta ai bambini?

AQVA è adatta anche ai bambini, che entrano gratis fino a sei anni. La Wunderkammer con monete curiose e il dente di capodoglio, e i pesci fatti di lettere di Bill Moran, sono le sezioni che attirano di più i più piccoli. La visita dura al massimo un'ora e dieci minuti.

Il consiglio finale su Catastrofe e Meraviglia. AQVA

Le mostre a Roma sono tante, quelle che aprono una porta normalmente chiusa sono pochissime. AQVA, a nostro giudizio, è una di queste. Il consiglio è di prenotare un sabato mattina, arrivare puntuali a Porta Sant'Anna, dedicare il tempo che serve all'Aquatilium e al Salone Sistino, e uscire a piedi verso Borgo. E conviene segnarsi il ciclo: se la Biblioteca manterrà il calendario, nei prossimi anni torneranno la luce, il fuoco, gli insetti e l'uomo. Vale la pena seguirlo dall'inizio.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento25 Settembre 2026 10:00 — 14 Maggio 2027
IndirizzoBiblioteca Apostolica Vaticana, Cortile del Belvedere, 00120 Città del Vaticano (ingresso da Porta Sant'Anna, via di Porta Angelica) Prati, Roma, Roma Città
CategorieEventiMostre

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