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È questa la vita che sognavo da bambino? con Luca Argentero al Teatro Brancaccio di Roma — 16 ottobre 2026

Luca Argentero porta al Teatro Brancaccio di Roma, in via Merulana 244, venerdì 16 ottobre 2026 alle 21, lo spettacolo È questa la vita che sognavo da bambino?, scritto da Gianni Corsi, Luca Argentero ed Edoardo Leo, con la regia dello stesso Leo e le musiche di Davide Cavuti. È una sola sera. Il teatro si trova nel quartiere Esquilino: la fermata più vicina è Vittorio Emanuele della metro A, e su via Merulana passano i bus 16, 75, 714, 717 e C3. I biglietti costano da 35 a 63 euro a seconda del settore, secondo il listino pubblicato sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, al quale si accede dalla pagina dello spettacolo sul sito ufficiale del teatro; resta disponibile il botteghino di via Merulana 244. Produce Stefano Francioni Produzioni, con l'organizzazione di Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci.

Dietro una domanda da bambino c'è uno spettacolo che gira l'Italia dal 2018 e che ha già una sua storia: un premio come miglior attore teatrale per Argentero, una versione registrata distribuita in streaming, stagioni e stagioni di repliche. Chi conosce Argentero soltanto come il medico di una serie televisiva di prima serata troverà un attore diverso, solo in scena, a raccontare tre vite di sportivi italiani. Detto subito: è una di quelle serate di teatro che funzionano anche per chi a teatro va poco, e che il Brancaccio, sala grande e popolare per vocazione, accoglie nel modo giusto.

È questa la vita che sognavo da bambino? al Brancaccio in breve: data, ora e biglietti

Lo spettacolo di Luca Argentero va in scena al Teatro Brancaccio venerdì 16 ottobre 2026, con inizio alle 21, per una sola recita romana.

La data e l'orario

La data è una: venerdì 16 ottobre 2026. L'inizio è fissato alle 21, e il regolamento del teatro chiede di arrivare in sala almeno un'ora prima, anche perché a spettacolo iniziato non si entra. La durata non è indicata sul sito del teatro: per organizzare il ritorno conviene considerare un'uscita in tarda serata. Una recita unica in una sala di queste dimensioni significa che la platea si riempie in fretta, e chi aspetta l'ultima settimana rischia di trovare solo la seconda balconata.

I prezzi per settore

Il listino pubblicato sul circuito di prevendita autorizzato va da 35 a 63 euro. Il prezzo più alto corrisponde ai posti migliori di platea; seguono fasce intermedie a 53, 46 e 41 euro e i settori più economici a 35 euro. Il prezzo indicato comprende il diritto di prevendita fissato dall'organizzatore, mentre le commissioni di servizio dell'acquisto online sono a parte. Al botteghino del teatro si evitano le commissioni del canale online.

Dove si comprano i biglietti

Il regolamento del Brancaccio indica come canali ufficiali il sito teatrobrancaccio.it, le biglietterie del teatro, il call center ufficiale al numero 06 80687231 e i punti vendita autorizzati. Dalla pagina dello spettacolo sul sito del Teatro Brancaccio si accede al circuito di prevendita autorizzato. Il teatro avverte che i biglietti comprati su canali non autorizzati possono non dare accesso alla sala.

Che cosa racconta È questa la vita che sognavo da bambino?

È questa la vita che sognavo da bambino? è un monologo in cui Luca Argentero racconta le vite di tre sportivi italiani: il ciclista Luisin Malabrocca, l'alpinista Walter Bonatti e lo sciatore Alberto Tomba.

Il testo li racconta, dice la presentazione ufficiale, sia dal punto di vista umano sia da quello sociale, con una particolare attenzione ai tempi in cui sono vissuti. Non è quindi una serata di aneddoti sportivi. Sono tre ritratti d'Italia, scelti in tre momenti molto diversi: il dopoguerra, gli anni del boom e dell'alpinismo eroico, gli anni Ottanta. Tre storie completamente diverse, tre personaggi accomunati, secondo gli autori, da una sola caratteristica: essere diventati, ciascuno a modo proprio, degli eroi.

Luisin Malabrocca e la Maglia Nera

Il primo ritratto è quello di Luisin Malabrocca, presentato come l'inventore della Maglia Nera. Nel primo Giro d'Italia del dopoguerra, nel 1946, il ciclista si accorse per caso che arrivare ultimo, in un'Italia devastata, suscitava simpatia: la gente gli regalava salami, formaggi e olio. Arrivarono anche gli sponsor, al punto che arrivare ultimo gli rendeva più che tentare la vittoria. Poi arrivarono gli sfidanti, in una corsa paradossale a chi arriva ultimo. Nell'anti-eroe, suggerisce lo spettacolo, gli italiani riconoscevano una parte di sé.

Walter Bonatti e il K2

Il secondo è Walter Bonatti, l'alpinista che, arrivato a oltre ottomila metri sul K2, quasi in vetta a una delle montagne più difficili del mondo, scoprì a proprie spese che la minaccia più grande per l'uomo è l'uomo stesso. Lo spettacolo segue quello che viene dopo la delusione del K2: le sfide in solitaria, le scalate considerate impossibili, i viaggi in tutto il mondo. È la parte più amara della serata, e probabilmente la più riuscita sulla carta.

Alberto Tomba, Tomba la bomba

Il terzo è Alberto Tomba, il campione olimpico che, ricorda la presentazione, fermò il Festival di Sanremo con le sue vittorie. Lo sciatore bolognese, leggero nella vita e aggressivo in pista, conosciuto in tutto il mondo come Tomba la bomba, radunò intorno alle sue gare l'intera nazione, incarnando la rinascita italiana, forse illusoria ma sicuramente spensierata, degli anni Ottanta. Qui il registro cambia: si ride di più, e il pubblico riconosce le immagini della propria giovinezza.

La struttura della serata

Tre storie, un attore, un accompagnamento musicale originale. Il racconto passa dal ciclismo alla montagna allo sci, e dal dopoguerra agli anni Ottanta. Chi ha visto altri monologhi di narrazione riconoscerà la formula; la differenza la fa il fatto che il narratore è un attore di cinema e televisione molto amato, che qui rinuncia a tutto tranne la voce e il corpo.

Chi è Luca Argentero: dalla televisione al teatro

Luca Argentero è nato a Torino il 12 aprile 1978; attore, ex modello e volto televisivo, è diventato uno degli interpreti più popolari del cinema e della fiction italiana degli ultimi vent'anni.

Torino, l'economia e la televisione

Cresciuto a Moncalieri, dopo il liceo al Collegio San Giuseppe lavora come barista in discoteca e si laurea nel 2004 in Economia e Commercio all'Università di Torino. La notorietà arriva nel 2003 con la terza edizione del Grande Fratello, dove si classifica terzo. Seguono lavori da modello e ospitate, poi l'esordio da attore nel 2005 con la serie Carabinieri, dove interpreta Marco Tosi per tre stagioni.

Il cinema: Özpetek, Carteni, Leo

Nel 2006 esordisce al cinema con A casa nostra di Francesca Comencini. L'anno dopo è in Saturno contro di Ferzan Özpetek, che gli vale il Premio Diamanti al Cinema come miglior attore non protagonista, e in Lezioni di cioccolato di Claudio Cupellini. Con Diverso da chi? di Umberto Carteni, nel 2009, ottiene la candidatura al David di Donatello come miglior attore protagonista. Nello stesso anno lavora con Michele Placido in Il grande sogno; nel 2010 recita accanto a Julia Roberts in Mangia prega ama di Ryan Murphy. Nel 2015 è fra i protagonisti di Noi e la Giulia, diretto da Edoardo Leo: è lì che nasce il sodalizio da cui viene questo spettacolo.

Doc e gli anni della fiction

Dal 2020 è il protagonista di Doc, nelle tue mani su Rai 1, nel ruolo di Andrea Fanti, per quattro stagioni. Il ruolo gli vale il Nastro d'argento Grandi Serie come miglior attore protagonista nel 2022 e il Ciak d'oro come miglior attore italiano nel 2024. Nel 2026 è protagonista delle miniserie Motorvalley e Avvocato Ligas, e per quest'ultima riceve un altro Nastro d'argento Grandi Serie. In mezzo, film come Brave ragazze di Michela Andreozzi, candidato ai Nastri d'argento nel 2020, e Come un gatto in tangenziale, ritorno a Coccia di Morto di Riccardo Milani.

Il teatro, la conduzione, la scrittura

In teatro esordisce nel 2010 con Shakespeare in Love, diretto da Nicola Scorza. Nel 2011 conduce Le iene con Enrico Brignano e Ilary Blasi; tra settembre e ottobre 2022 è al bancone di Striscia la notizia con Alessandro Siani. Nel 2023 pubblica con Mondadori il libro Disdici tutti i miei impegni. Il 1° dicembre 2024 vince lo Zecchino d'Oro come autore del brano Diventare un albero. Dal 2012 è vicepresidente della onlus 1 Caffè, che rilancia la tradizione del caffè sospeso a scopo benefico.

Il premio per questo spettacolo

Per È questa la vita che sognavo da bambino? Argentero ha ricevuto nel 2019 il Premio Guido Celano come miglior attore teatrale. Nel 2022 lo spettacolo, in una versione diretta per lo schermo da Marco Salom, è stato distribuito come speciale in streaming. Il tour, prodotto da Stefano Francioni, è proseguito nelle stagioni successive: quella al Brancaccio è una tappa di uno spettacolo ormai rodato.

Edoardo Leo, coautore e regista

Edoardo Leo, romano, nato il 21 aprile 1972, firma la regia di È questa la vita che sognavo da bambino? e ne è coautore con Gianni Corsi e Luca Argentero.

Un attore romano cresciuto a teatro

Cresciuto nel quartiere Roma 70, laureato in Lettere alla Sapienza nel 1999, Leo ha lavorato in teatro alternando classici come Troilo e Cressida e testi contemporanei, fra cui la versione teatrale di Dramma della gelosia diretta da Gigi Proietti. Il grande pubblico lo conosce da Un medico in famiglia e poi dal cinema: Smetto quando voglio di Sydney Sibilia, Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese, La dea fortuna di Özpetek, Follemente di Genovese, che gli è valso il Premio Flaiano alla miglior interpretazione nel 2025.

Il regista

Da regista ha esordito nel 2010 con Diciotto anni dopo, candidato al David di Donatello per la miglior regia esordiente. Sono seguiti Buongiorno papà, Noi e la Giulia, vincitore del David Giovani e del Nastro d'argento per la miglior commedia, Che vuoi che sia, Lasciarsi un giorno a Roma e, con Massimiliano Bruno, I migliori giorni. Nel 2021 ha firmato il documentario Luigi Proietti detto Gigi, premiato con un Nastro d'argento speciale. Per il pubblico del Brancaccio c'è un legame preciso: Proietti, il suo maestro dichiarato, ha diretto questo teatro fino al 2007.

Il narratore in scena

Leo conosce la forma del racconto teatrale dall'interno: porta in tournée da anni il reading Ti racconto una storia e ha costruito una rilettura di Pinocchio in cui interpreta tutti i personaggi. Il lavoro fatto con Argentero viene da lì: un attore solo, una storia raccontata, la musica a sostenere il ritmo.

Una curiosità su È questa la vita che sognavo da bambino? con Luca Argentero al Teatro Brancaccio di Roma — 16 ottobre 2026

La curiosità più interessante riguarda il primo dei tre personaggi. Luisin Malabrocca è ricordato come l'inventore della Maglia Nera, il simbolo dell'ultimo in classifica al Giro d'Italia. Lo spettacolo racconta che nel Giro del 1946, il primo dopo la guerra, arrivare ultimo gli portava regali dalla gente, salami, formaggi e olio, e poi sponsor, fino a rendergli più della vittoria. E che presto arrivarono i rivali, in una gara a chi perdeva meglio.

È una storia che si presta al teatro più di molte vittorie. Mette in scena un'Italia povera che sceglie di festeggiare chi fatica, e un atleta che capisce prima degli altri come funziona la popolarità. Ottant'anni dopo, raccontata in una sala romana da un attore famoso per la televisione, la vicenda della Maglia Nera diventa anche una riflessione su che cosa significhi essere visti.

Seconda curiosità, sull'attore: prima dello spettacolo Argentero si era iscritto a Ingegneria delle telecomunicazioni al Politecnico di Torino, per poi passare a Economia. Il titolo, È questa la vita che sognavo da bambino?, suona in bocca a lui come una domanda sincera: nessuno, a diciotto anni, avrebbe previsto che finisse su un palcoscenico da solo a raccontare tre campioni.

Il Teatro Brancaccio: la sala che ospita Argentero

Il Teatro Brancaccio, in via Merulana 244, ha la forma attuale dal 1937: due foyer, una grande platea e due balconate, per circa duemila posti dell'epoca. Per un monologo è una sala enorme, e proprio per questo va scelto bene il posto.

Platea e balconate

La sala si legge in tre fasce. La platea, divisa nei settori Poltronissima e Poltrona, poi la prima balconata e la seconda balconata. Il listino di questa serata, da 63 a 35 euro, rispecchia questa divisione: i prezzi più alti vicino al palco, quelli più bassi in alto. Le balconate non sono servite da ascensori, e ci si arriva a piedi.

Dove sedersi per un monologo

Qui il giudizio è netto, e opposto a quello che varrebbe per un musical. In un monologo conta il volto dell'attore, contano le pause, lo sguardo, il respiro. In una sala di queste dimensioni la platea è la scelta giusta, e la Poltronissima vale la differenza di prezzo. Dalla seconda balconata la voce arriva, ma Argentero diventa una figura lontana. Chi deve risparmiare scelga la prima balconata centrale piuttosto che la platea laterale.

Il Brancaccino e il resto del polo

Il Brancaccio è la sala principale di un complesso più ampio, che comprende il Brancaccino, teatro di circa cento posti con platea telescopica dedicato alla drammaturgia contemporanea e al teatro per l'infanzia, un'area parco usata per la formazione e una terrazza su via Merulana. Il teatro è sede del Centro di Produzione teatrale Viola Produzioni e ospita l'Accademia STAP Brancaccio e la BMA Brancaccio Musical Academy. Per la scheda completa del Teatro Brancaccio rimando alla nostra pagina dedicata.

Una cosa che non ti dice nessuno su È questa la vita che sognavo da bambino? con Luca Argentero al Teatro Brancaccio di Roma — 16 ottobre 2026

Quello che non si dice è che questo spettacolo, a Roma, gioca in casa per il regista più che per l'attore. Edoardo Leo è romano, e il Brancaccio è il teatro che fino al 2007 è stato diretto da Gigi Proietti, il maestro a cui Leo ha dedicato un documentario. Portare un monologo di narrazione in questa sala significa rimettersi nel solco di Proietti, che del racconto a voce sola ha fatto un'arte. Chi conosce questo legame guarderà la regia con un occhio diverso.

Seconda cosa, pratica: lo spettacolo è stato anche registrato e distribuito in streaming nel 2022. Molti spettatori lo hanno già visto in video, e qualcuno si chiederà se valga la pena comprare il biglietto. La risposta è sì, per una ragione semplice: un monologo filmato è un'altra cosa. In sala c'è il rapporto diretto fra l'attore e le persone sedute, e con un pubblico di quasi duemila persone quel rapporto cambia da una sera all'altra.

Terza: la sera è un venerdì di metà ottobre. In zona Esquilino a quell'ora il traffico di chi esce dal lavoro si somma a quello di chi va a teatro. Chi arriva in auto perderà tempo; chi arriva in metro sarà seduto con calma.

Come arrivare al Teatro Brancaccio per lo spettacolo di Argentero

Il Teatro Brancaccio si trova in via Merulana 244, nell'Esquilino, a meno di un chilometro dalla stazione Termini e a pochi passi dalla fermata Vittorio Emanuele della metro A. Con i mezzi pubblici è uno dei teatri più semplici da raggiungere.

In metro

La fermata più vicina è Vittorio Emanuele della metro A: si esce su piazza Vittorio Emanuele II e si raggiunge via Merulana in pochi minuti a piedi. L'alternativa è la fermata Cavour della metro B e B1, per chi arriva dal lato di Monti o del Colosseo, con un tratto a piedi più lungo. Da Termini, dove le due linee si incrociano, si può anche arrivare a piedi passando per Santa Maria Maggiore.

In bus

Il teatro indica tre fermate. Su via Merulana, alle fermate Merulana/Brancaccio e Merulana/Mecenate, passano le linee 16, 75, 714, 717 e C3. Alla fermata Labicana/Merulana passano le linee 3, 53, 75, 85, 87, 186, 571, 810, C3 e la notturna N10. Per il ritorno dopo una serale che comincia alle 21, la N10 è la linea da tenere a mente.

In taxi

I posteggi taxi più vicini indicati dal teatro sono largo Brancaccio, piazza Vittorio Emanuele II al civico 113, via Principe Amedeo al 138, via Giolitti al 6 e via Venosta. All'uscita di una sala piena il posteggio di largo Brancaccio si svuota in pochi minuti: meglio prenotare o spostarsi verso piazza Vittorio.

In auto

L'auto è la scelta che sconsiglio. Il teatro non indica parcheggi convenzionati e la sosta nell'Esquilino, il venerdì sera, è difficile. Chi viene da fuori Roma fa meglio a lasciare l'auto vicino a una stazione della metro A o B e proseguire in metro.

Il consiglio che ti do per visitare È questa la vita che sognavo da bambino? con Luca Argentero al Teatro Brancaccio di Roma — 16 ottobre 2026

Il consiglio è di arrivare preparati sulle tre storie, senza però rovinarsi la sorpresa. Basta sapere chi erano Malabrocca, Bonatti e Tomba, e in che anni hanno vissuto: dieci minuti di lettura prima di uscire di casa bastano. Lo spettacolo lavora sul contesto storico, e chi arriva con le date in testa coglie i passaggi fra un'epoca e l'altra.

Secondo consiglio: comprate la platea. Per un monologo in una sala di queste dimensioni la differenza fra la Poltronissima e la seconda balconata è la differenza fra vedere un attore e ascoltarlo da lontano. Se il budget è stretto, meglio la prima balconata centrale che una poltrona di platea molto laterale.

Terzo: rispettate l'orario. Il regolamento del teatro chiede di arrivare un'ora prima e non consente di entrare a spettacolo iniziato. Per una recita unica, restare fuori per un ritardo della metro sarebbe un peccato. Arrivate verso le 20, prendete qualcosa al bar del teatro e godetevi la sala che si riempie.

Per chi organizza un'uscita di gruppo, il Brancaccio ha un Ufficio Promozioni dedicato, al numero 06 80687232. Per gruppi che vogliono abbinare la serata a una visita guidata dell'Esquilino o dei dintorni, Tour Leader Pro organizza percorsi su misura.

Biglietti per Luca Argentero al Brancaccio: botteghino, prevendita, gruppi

I biglietti per È questa la vita che sognavo da bambino? al Teatro Brancaccio costano da 35 a 63 euro e si comprano sui canali ufficiali del teatro: botteghino di via Merulana 244, sito ufficiale, call center e punti vendita autorizzati.

Botteghino e orari

Il botteghino del Teatro Brancaccio è in via Merulana 244 ed è aperto dal martedì al sabato dalle 16 alle 19; la domenica apre in orario di spettacolo, se c'è una recita, il lunedì è chiuso. L'assistenza telefonica risponde dal martedì al venerdì dalle 14 alle 16. Si può anche prenotare via mail e pagare con carta di credito tramite un link di pagamento.

Gruppi e convenzioni

Per gruppi, aziende e convenzioni il teatro ha un Ufficio Promozioni, al numero 06 80687232. Il teatro propone anche due formule di abbonamento per la stagione 2026-2027, la Brancaccio Fan Card e la Super Fan Card: chi pensa di tornare più volte nella stagione chieda al botteghino quali titoli sono inclusi.

Cambi e rimborsi

Il regolamento è chiaro: i biglietti non si cambiano e non si rimborsano, salvo annullamento dell'evento o disposizioni di legge. Il teatro si riserva variazioni di data e orario che non danno diritto a rimborso. Se il biglietto digitale comprato al botteghino o sul sito del teatro va perso, se ne può chiedere copia senza costi.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che Argentero è diventato famoso con un reality televisivo, nel 2003. Si ricorda molto meno che la sua carriera d'attore è stata segnata fin dall'inizio da registi d'autore: Francesca Comencini per l'esordio al cinema, Ferzan Özpetek per Saturno contro, Michele Placido per Il grande sogno. E che la sua prima candidatura al David di Donatello, come miglior attore protagonista, arrivò nel 2009, a sei anni dal Grande Fratello, per un ruolo difficile in Diverso da chi?.

Il fatto spiega questo spettacolo meglio di qualunque presentazione. Un attore che poteva vivere di popolarità televisiva sceglie, nel 2018, di mettersi da solo su un palcoscenico con un testo scritto insieme a un regista come Edoardo Leo, per raccontare vite di altri. È una scelta che si capisce solo se si ricorda da dove è partito, e quanto ha dovuto dimostrare.

C'è un secondo fatto, noto agli appassionati di teatro e poco citato: il Premio Guido Celano, che Argentero ha vinto nel 2019 proprio per questo spettacolo, è un riconoscimento dato agli attori di teatro. Per un interprete arrivato dalla televisione, essere premiato come miglior attore teatrale è stato un passaggio di legittimazione. Chi siede in platea al Brancaccio vede il lavoro che quel premio ha riconosciuto.

Regole di sala al Teatro Brancaccio: cosa sapere prima di entrare

Il regolamento del Teatro Brancaccio vale anche per la serata di Argentero: arrivo almeno un'ora prima, niente ingresso a spettacolo iniziato, niente foto né riprese durante lo spettacolo, niente cibo in sala.

Arrivo e posti

Il regolamento chiede di occupare solo il posto assegnato: per ragioni di sicurezza non è consentito cambiare posto, nemmeno con poltrone libere. I biglietti a tariffa ridotta valgono solo con un documento che provi il diritto alla riduzione.

Borse, ombrelli e guardaroba

Il teatro ha guardaroba e bar. Gli ombrelli non entrano in sala e vanno lasciati al guardaroba. È vietato introdurre bottiglie di plastica oltre il mezzo litro, contenitori di vetro, caschi da moto, macchine fotografiche professionali, treppiedi e bastoni per selfie. Cibi e bevande si consumano solo al bar.

Telefoni e abbigliamento

Il regolamento vieta di fotografare lo spettacolo e di fare riprese, anche con il cellulare. Sull'abbigliamento il teatro chiede un abito consono al decoro della sala, senza un vero codice. Per un monologo un telefono che squilla pesa il doppio: spegnetelo davvero.

La foto giusta da fare a È questa la vita che sognavo da bambino? con Luca Argentero al Teatro Brancaccio di Roma — 16 ottobre 2026

Durante lo spettacolo non si fotografa: il regolamento del Brancaccio lo vieta, con o senza flash. La foto giusta va fatta prima, e il posto migliore è la facciata del teatro su via Merulana, con la locandina della serata. Mettetevi sul marciapiede opposto, verso le 20, quando le luci dell'ingresso sono accese e il cielo di metà ottobre è già scuro: la sala che si riempie, il nome dello spettacolo, via Merulana che scorre.

La seconda foto è dentro, dall'alto: dalla prima balconata, prima che si spengano le luci, la platea del Brancaccio piena è un colpo d'occhio che poche sale romane offrono. Quasi duemila posti che guardano lo stesso punto, un palcoscenico con una sola persona. Scattate prima dell'inizio e poi mettete via il telefono.

Terza foto, per chi arriva presto: Santa Maria Maggiore illuminata, a pochi minuti a piedi. Da via Merulana, guardando verso nord, la basilica chiude la prospettiva della strada. È la stessa via che il teatro abita da oltre un secolo, e merita uno scatto.

Accessibilità del Teatro Brancaccio

Il Teatro Brancaccio dichiara di non avere barriere architettoniche per l'accesso alla platea: c'è una rampa, un'area dedicata alle sedie a ruote e un bagno accessibile al piano terra, raggiungibile dal foyer della platea.

Sedia a ruote e mobilità ridotta

Il teatro mette a disposizione, fino a esaurimento, quattro posti in platea per persone in sedia a ruote con accompagnatore e due posti per persone con difficoltà di deambulazione. Le balconate non sono accessibili in sedia a ruote. I posti si prenotano inviando al botteghino il modulo previsto, con il certificato di invalidità o la Disability Card. Il teatro precisa che un biglietto ordinario comprato per altre vie non garantisce l'accesso alle persone con disabilità.

Disabilità visiva, uditiva e cani di servizio

Per gli spettatori con disabilità visiva e uditiva il teatro riserva, su prenotazione, posti in platea. Chi ha un cane di servizio può chiedere di entrare in sala con l'animale scrivendo al botteghino. Per un monologo, chi ha difficoltà uditive farà bene a chiedere un posto nelle prime file.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il Teatro Brancaccio apre nel gennaio 1916 con il nome di Teatro Morgana. Fu costruito a ridosso del terrapieno dei giardini del palazzo dei Field-Brancaccio, il cui nome viene da Isabella Field, sposata con il principe Brancaccio: il legame con il vicino Palazzo Brancaccio è fisico prima ancora che nominale.

Il passaggio decisivo è il 1937, quando la sala viene inaugurata nella configurazione attuale, con due foyer, un'ampia platea e due balconate per circa duemila posti, e prende il nome di Teatro Brancaccio. Da allora la tradizione lo considera il teatro di Roma.

Nel 1985 la sala diventa sede della Fondazione dell'Opera di Roma, che vi resta fino al 2000. Subentra il Comune di Roma, che affida la direzione a Gigi Proietti fino al 2007; segue la gestione di Maurizio Costanzo fino al 2010 e quella di Stage Entertainment Italia fino al 2012. Da settembre 2012 la direzione artistica è di Alessandro Longobardi.

Gli anni recenti sono quelli della trasformazione in polo culturale: il Brancaccino, l'area per la formazione, la terrazza su via Merulana, le accademie. Nel 2014 apre lo Spazio Impero, con nove sale prova, in rete con la Sala Umberto e lo Spazio Diamante. La serata di Argentero, diretta da un allievo ideale di Proietti, si inserisce in questa storia con una coerenza che non è frequente.

Intorno al Brancaccio: Esquilino, Monti e via Merulana

Il Teatro Brancaccio si trova su via Merulana, nell'Esquilino, fra la Basilica di Santa Maria Maggiore e la Basilica di San Giovanni in Laterano. Chi arriva con un'ora di anticipo ha intorno una delle zone più dense di storia della città.

Prima dello spettacolo

Via Merulana corre fra due basiliche maggiori: da una parte Santa Maria Maggiore, dall'altra San Giovanni in Laterano. Sulla stessa via ci sono Palazzo Merulana e, poco oltre, l'Auditorium di Mecenate. Verso nord, oltre la fermata della metro, piazza Vittorio Emanuele II conserva la Porta Alchemica. Verso ovest si scende nel rione Monti, raccontato nella nostra guida al Rione Monti.

Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo

Le possibilità sono tre. Via Merulana e le strade intorno al teatro hanno bar e locali di quartiere, adatti a un aperitivo o a un pasto veloce prima delle 21. Piazza Vittorio e le vie attorno sono l'Esquilino multietnico, con cucine di mezzo mondo e prezzi contenuti; il Nuovo Mercato Esquilino racconta bene questo carattere, ma è un mercato diurno. Il rione Monti, a un quarto d'ora a piedi, ha trattorie, osterie ed enoteche, ed è la scelta migliore per una cena dopo lo spettacolo. Il venerdì sera prenotate: una sala intera esce alla stessa ora e cerca un tavolo negli stessi isolati.

Chi è passato da È questa la vita che sognavo da bambino? con Luca Argentero al Teatro Brancaccio di Roma — 16 ottobre 2026

Sul palcoscenico del Brancaccio sono passati alcuni dei nomi più grandi dello spettacolo italiano e internazionale. Il teatro ne ricorda alcuni: Totò, Anna Magnani, Aldo Fabrizi, Gigi Proietti fra gli attori; Fabrizio De André, Louis Armstrong e Jimi Hendrix fra i musicisti. È un elenco che racconta la natura della sala: il varietà e il cinema romano, la canzone d'autore, il jazz e il rock hanno avuto casa qui.

Proietti, in particolare, non è stato solo un attore di passaggio: ha diretto il teatro per conto del Comune di Roma fino al 2007. Dopo di lui, fino al 2010, la gestione è stata di Maurizio Costanzo. Per una serata diretta da Edoardo Leo, che a Proietti ha dedicato un documentario premiato ai Nastri d'argento, è un precedente che conta.

Con questo spettacolo passano da via Merulana, oltre ad Argentero e Leo, i coautori e i collaboratori della produzione: Gianni Corsi al testo, Davide Cavuti alle musiche, Stefano Francioni Produzioni e Ventidieci all'organizzazione. E passano, attraverso il racconto, tre figure dello sport italiano: Luisin Malabrocca, Walter Bonatti, Alberto Tomba. Tre uomini che sul palco del Brancaccio, da vivi, non sono mai saliti, e che per una sera ci salgono in parola.

Nella stessa stagione il Brancaccio ospita musical di grande formato come Il Principe d'Egitto dalla fine di ottobre: la serata di Argentero è una delle poche occasioni dell'autunno per vedere questa sala al servizio di un solo attore.

Metà ottobre a Roma, la stagione della serata di Argentero

Venerdì 16 ottobre 2026 cade nel periodo in cui la stagione teatrale romana riparte a pieno regime, e le sere sono ancora abbastanza miti da permettere una passeggiata prima dello spettacolo.

Tempo e abbigliamento

A metà ottobre Roma alterna giornate tiepide e le prime piogge d'autunno. Alle 20 è già buio. Una giacca leggera basta quasi sempre, un ombrello in borsa è prudente: ricordate che in sala non entra e va lasciato al guardaroba.

Cosa succede in città

Metà ottobre è il periodo in cui ripartono le stagioni dei teatri e delle sale da concerto, e in cui la città si riempie dei visitatori d'autunno. Un venerdì sera all'Esquilino è animato: per chi viene da fuori è una buona occasione per vedere una Roma meno turistica di quella del centro storico.

Domande frequenti su È questa la vita che sognavo da bambino? al Brancaccio

Quando va in scena Luca Argentero al Teatro Brancaccio?

Luca Argentero porta È questa la vita che sognavo da bambino? al Teatro Brancaccio venerdì 16 ottobre 2026, con inizio alle 21. È una sola recita romana. Il regolamento del teatro chiede di arrivare almeno un'ora prima e non consente l'ingresso a spettacolo iniziato, quindi conviene essere in via Merulana verso le 20.

Quanto costano i biglietti per Argentero al Brancaccio?

I biglietti per È questa la vita che sognavo da bambino? al Brancaccio costano da 35 a 63 euro a seconda del settore, secondo il listino del circuito di prevendita autorizzato. Il prezzo comprende il diritto di prevendita; le commissioni dell'acquisto online sono a parte. Al botteghino di via Merulana 244 si evitano le commissioni del canale online.

Di che cosa parla lo spettacolo È questa la vita che sognavo da bambino?

È questa la vita che sognavo da bambino? racconta tre sportivi italiani: il ciclista Luisin Malabrocca, inventore della Maglia Nera al Giro del 1946, l'alpinista Walter Bonatti e la delusione del K2, lo sciatore Alberto Tomba. Luca Argentero li racconta dal punto di vista umano e sociale, con attenzione ai tempi in cui sono vissuti.

Chi ha scritto e diretto lo spettacolo di Luca Argentero?

Lo spettacolo di Luca Argentero è scritto da Gianni Corsi, Luca Argentero ed Edoardo Leo, che firma anche la regia. Le musiche sono di Davide Cavuti. Il tour è prodotto da Stefano Francioni Produzioni, con l'organizzazione di Vincenzo Berti e Gianluca Bonanno per Ventidieci. Lo spettacolo gira l'Italia dal 2018.

Come si arriva al Teatro Brancaccio con i mezzi?

Il Teatro Brancaccio, in via Merulana 244, si raggiunge con la metro A, fermata Vittorio Emanuele, oppure con la metro B, fermata Cavour. Su via Merulana passano i bus 16, 75, 714, 717 e C3; alla fermata Labicana/Merulana passano anche il 3, l'85, l'87 e la notturna N10, utile per il ritorno.

Il Teatro Brancaccio è accessibile in sedia a rotelle?

Il Teatro Brancaccio dichiara di non avere barriere per l'accesso alla platea: ci sono una rampa, un'area per le sedie a ruote e un bagno accessibile. I posti per persone in sedia a ruote, quattro con accompagnatore, si prenotano al botteghino con il modulo previsto. Le balconate non sono accessibili perché mancano ascensori.

Lo spettacolo di Argentero è adatto ai ragazzi?

È questa la vita che sognavo da bambino? racconta storie di sport e di storia italiana, e può interessare anche i ragazzi che amano il ciclismo, la montagna o lo sci. Il teatro non indica limiti di età per questa serata: è un monologo serale, quindi più adatto agli adolescenti che ai bambini piccoli.

Il consiglio finale su Luca Argentero al Brancaccio

I monologhi di narrazione ben fatti sono le serate che la gente ricorda più a lungo. Questa ha tutto per esserlo: tre storie scelte con intelligenza, un regista che conosce il racconto a voce sola, un attore che ha già vinto un premio con questo testo. Prendete la platea, arrivate un'ora prima, fate due passi su via Merulana fino a Santa Maria Maggiore e poi entrate. Tre ritratti d'Italia in una sera sono un buon modo per ricordarsi di che paese siamo.

Per le informazioni aggiornate sulla serata il riferimento è la pagina dello spettacolo sul sito del Teatro Brancaccio; per la sala e il quartiere, la nostra scheda del Teatro Brancaccio.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento16 Ottobre 2026 21:00
IndirizzoTeatro Brancaccio, Via Merulana 244, 00185 Roma Esquilino, Roma, Roma Città

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