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Danzare per includere a Villa Giulia e al Parco archeologico del Colosseo — dal 14 marzo al 24 ottobre 2026

Danzare per includere. Danziamo insieme nella Grande Bellezza è il ciclo di incontri di danza aperti a tutti che l'Associazione Parkin Zone porta dal 14 marzo al 24 ottobre 2026 in due luoghi del patrimonio romano: il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, in piazzale di Villa Giulia 9, 00196 Roma, e il Parco archeologico del Colosseo. Gli incontri hanno cadenza settimanale, si tengono di pomeriggio, prevalentemente il venerdì, e seguono il protocollo Dance Well, pensato con particolare attenzione per le persone con malattia di Parkinson, altre malattie neurologiche e disabilità. La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria presso l'associazione (info@parkinzone.org, telefono 339 6502872). Per le persone con disabilità l'organizzazione ha previsto una navetta gratuita di andata e ritorno da un punto di ritrovo. A Villa Giulia si arriva con i tram 2, 3 e 19 oppure con la metro A, fermata Flaminio; al Colosseo con la metro B, fermata Colosseo, e con il tram 3. Il giorno, l'orario e la sede di ciascun appuntamento vanno chiesti all'associazione al momento della prenotazione.

Sala del Museo nazionale etrusco di Villa Giulia
Una sala del Museo nazionale etrusco di Villa Giulia. Foto di Jonashtand, licenza CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

Danzare per includere: che cos'è il progetto

Danzare per includere è un progetto di danza performativa gratuito e inclusivo, vincitore dell'Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l'anno, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Il titolo completo dice già la direzione: Danziamo insieme nella Grande Bellezza. L'idea è portare persone che di solito restano ai margini della vita culturale dentro i luoghi simbolo della città, e farle entrare da protagoniste, muovendosi e danzando, non da semplici visitatori.

Un pubblico ampio, senza requisiti

Gli incontri sono pensati per coinvolgere un pubblico largo: persone con Parkinson, persone con altre malattie neurologiche o con disabilità, ma anche familiari, amici, cittadini curiosi. La logica è quella della classe mista, che è uno dei capisaldi del metodo Dance Well: non si separano i partecipanti per diagnosi o per abilità, si danza insieme. Non serve aver mai fatto danza.

Gratuità e trasporto

Il progetto è interamente gratuito, con prenotazione. L'organizzazione ha predisposto un servizio navetta gratuito, con trasporto andata e ritorno da un punto di ritrovo, espressamente pensato per agevolare l'arrivo delle persone con disabilità. È un dettaglio che fa la differenza: per chi convive con una malattia neurologica il problema non è quasi mai la voglia di partecipare, è il tragitto. Qui il tragitto è stato messo in conto fin dal progetto.

La cadenza settimanale

Gli appuntamenti si svolgono ogni settimana, nel pomeriggio, prevalentemente il venerdì, alternando i due luoghi: Villa Giulia e il Parco archeologico del Colosseo. La regolarità è parte del metodo: la danza, per avere effetto, va praticata con continuità, e il ciclo di oltre sette mesi è costruito per permettere a chi partecipa di trasformare un appuntamento in un'abitudine.

Il protocollo Dance Well: danzare nei musei

Dance Well, movement research for Parkinson, è un progetto di ricerca e movimento ideato e promosso dal CSC Casa della Danza di Bassano del Grappa, che dal 2013 si svolge regolarmente al Museo Civico bassanese. È questo il protocollo che Danzare per includere adotta a Roma.

Le tre regole di base

Il metodo si regge su tre capisaldi dichiarati: il contesto artistico, il gruppo misto e la gratuità. Si danza in musei, gallerie, palazzi, giardini e parchi, ovunque ci sia bellezza, perché il contesto diventa stimolo creativo e fonte di ispirazione. Il gruppo è formato da cittadini, persone con Parkinson, familiari, studenti, dance maker, richiedenti asilo, persone con ridotta mobilità. E la pratica è gratuita, per renderla accessibile davvero a tutti.

Niente giusto e niente sbagliato

La differenza con una lezione accademica è netta. Nella danza classica il raggiungimento di uno standard di eccellenza fa sentire i danzatori sempre un po' lontani dal livello ottimale. Nel Dance Well ognuno danza con il proprio corpo, qualunque esso sia, e l'abilità degli insegnanti consiste nel trasformare ogni limite in una possibilità. Il sito dell'associazione lo riassume con una formula che vale la pena ricordare: un luogo protetto dove «non c'è giusto e non c'è sbagliato».

Da Bassano a Roma, passando per Tokyo

A Bassano del Grappa attorno alla pratica si è formata una comunità che nel tempo è diventata anche pubblico culturale, a conferma del legame fra cultura e salute. Dopo Torino, Firenze e Tokyo, il Dance Well è arrivato a Roma grazie alla collaborazione fra Parkin Zone, il CSC Casa della Danza e il Consiglio di Stato, con una prima sede a Palazzo Spada, nella Sala di Pompeo. Palazzo Spada è la sede del Consiglio di Stato e ospita la Galleria Spada: il Dance Well romano è nato, insomma, dentro un palazzo istituzionale.

Chi è Parkin Zone, l'associazione che organizza Danzare per includere

Parkin Zone è un'organizzazione non lucrativa di utilità sociale fondata a Roma nei primi anni Duemila e presieduta dal neurologo Nicola Modugno. Il suo scopo è usare le arti e le attività sportive e motorie per sviluppare strategie assistenziali e riabilitative per la malattia di Parkinson.

Nicola Modugno

Il presidente dell'associazione, Nicola Modugno, è indicato dall'associazione come responsabile del Centro per lo Studio e la Cura della Malattia di Parkinson dell'IRCCS Neuromed. La sua presenza spiega l'impianto del progetto: la danza non è proposta come passatempo, ma come parte di un percorso che ha un fondamento clinico. L'associazione cita due studi scientifici, Modugno e colleghi nel 2010 e Mirabella e colleghi nel 2017, secondo i quali queste attività migliorano in modo significativo aspetti come la depressione e l'apatia e, con una pratica costante e prolungata, anche i sintomi motori.

I laboratori

Il catalogo delle attività di Parkin Zone è ampio: laboratori di arte terapia, il Dance Well, il Drum Circle (una orchestra estemporanea e improvvisata di tamburi e percussioni), il Laboratorio Corpo Voce Teatro, il laboratorio di attività motoria e arti terapie, un laboratorio di teatro a Venafro. C'è poi Sail4Parkinson, nata nel 2016 con il contributo della Tavola Valdese, che unisce lavoro teatrale e attività sportive per stimolare i pazienti dal punto di vista emotivo e cognitivo.

I rapporti con i musei romani

Il legame con il Parco archeologico del Colosseo non nasce con questo progetto. Parkin Zone porta avanti Park in parco, realizzato con i fondi dell'Otto per mille della Chiesa Valdese in collaborazione con il Parco archeologico del Colosseo, e il Dance Well romano rientra proprio in quell'accordo. Con il Palazzo delle Esposizioni l'associazione ha avviato ParkinArte, un'attività di inclusione sociale che favorisce la partecipazione attiva dei pazienti.

Le persone

L'associazione dichiara una squadra di 10 volontari, 4 medici specializzati e 31 professionisti, al servizio di circa 200 pazienti. Nello staff compaiono fra gli altri la danzatrice, coreografa e performer Maria Concetta Borgese, Vera Borghini, insegnante DanceAbility e Dance Well, e Silvia Rampelli, laureata in filosofia, docente del Master in Artiterapie della Sapienza, che cura il coordinamento didattico. Accanto a loro attori, musicoterapisti, psicologi, fisioterapisti e insegnanti di yoga e pilates: un gruppo costruito per lavorare sul corpo, sulla voce e sulla mente insieme.

Villa Giulia: la prima casa di Danzare per includere

Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia conserva oltre 6.000 oggetti in 50 sale ed è considerato il più importante museo etrusco del mondo; dal 2016 è un istituto autonomo del Ministero della Cultura. Danzare nei suoi giardini significa muoversi dentro una delle ville più riuscite del Rinascimento romano.

La villa di papa Giulio III

Villa Giulia fu costruita per papa Giulio III, Giovanni Maria Ciocchi del Monte, fra il 1550 e il 1555, come residenza suburbana fuori dalle mura, lungo la via Flaminia. Il progetto dell'edificio è di Jacopo Barozzi da Vignola; il ninfeo e le strutture del giardino si devono a Bartolomeo Ammannati. Michelangelo fornì un progetto per il casino e Giorgio Vasari rivendicava di aver disegnato per primo l'invenzione complessiva. La decorazione pittorica fu affidata a Prospero Fontana, con un gruppo di artisti fra cui il giovane Taddeo Zuccari.

L'emiciclo e il ninfeo

Verso la città la villa presenta una facciata severa a due piani; sul retro l'edificio si piega a semicerchio, e l'emiciclo è dipinto con grottesche leggere ispirate alla Domus Aurea. Il cuore del complesso è il ninfeo, a cui si scende per due rampe di scale in marmo: tre livelli di logge con statue e balaustre intorno a una fontana con divinità fluviali e cariatidi. Era il luogo dei pranzi estivi al fresco. È difficile immaginare uno spazio più adatto a una pratica che fa della bellezza del contesto uno strumento.

Da villa a museo

Dopo la morte di Giulio III la villa conobbe un lungo declino. Nel 1889, con il Regio Decreto del 7 febbraio e per impulso dell'archeologo Felice Barnabei, divenne sede del museo dedicato alle antichità dei popoli preromani: Etruschi, Falisci, Umbri, Latini, Sabini. Fra i capolavori ci sono il Sarcofago degli Sposi, l'Apollo di Veio e le lamine d'oro di Pyrgi, con un testo in etrusco e in fenicio. Dal 1° luglio 2026 è visibile anche la tomba François, scoperta nel 1857 nella necropoli di Ponte Rotto a Vulci.

Gli altri progetti in corso

Nello stesso periodo il museo ospita la mostra fotografica di Dayanita Singh, raccontata nella scheda Dayanita Singh a Villa Giulia. Chi accompagna un familiare agli incontri di danza può usare l'occasione per una visita: il museo è aperto dal martedì alla domenica, dalle 8.30 alle 19.30.

Il Parco archeologico del Colosseo, la seconda sede

Il Parco archeologico del Colosseo è l'istituto che gestisce il Colosseo, il Foro Romano, il Palatino e la Domus Aurea: la più alta concentrazione di monumenti antichi di Roma in un raggio di pochi minuti a piedi.

Perché proprio qui

Il rapporto fra Parkin Zone e il Parco non è occasionale. Il progetto Park in parco nasce da un accordo fra l'associazione e il Parco archeologico, e prevede laboratori nei suoi spazi. Danzare per includere si inserisce in quella collaborazione. Il punto esatto dell'area archeologica in cui si tiene ciascun incontro viene comunicato dall'associazione al momento della prenotazione.

La valle del Colosseo

La valle dove sorge l'anfiteatro era, al tempo di Nerone, il grande stagno al centro della Domus Aurea. Vespasiano lo prosciugò e nel 72 avviò lì i lavori dell'Anfiteatro Flavio, restituendo alla città uno spazio che il suo predecessore aveva privatizzato. Il nome Colosseo viene dal Colosso di Nerone, la statua bronzea alta circa 35 metri che Adriano fece spostare vicino all'anfiteatro con ventiquattro elefanti, per far posto al Tempio di Venere e Roma, inaugurato nel 135.

Un luogo pubblico per vocazione

C'è una coerenza precisa nel portare un progetto di inclusione in quest'area. Il Colosseo stesso nasce come gesto di restituzione: un luogo di spettacolo per il popolo costruito sul terreno sottratto alla villa privata di un imperatore. Duemila anni dopo, danzarci accanto persone che la malattia tende a isolare riprende quel senso originario.

Come si partecipa a Danzare per includere

Per partecipare a Danzare per includere bisogna prenotare presso Parkin Zone, scrivendo a info@parkinzone.org o chiamando il 339 6502872: gli incontri sono gratuiti ma a numero di partecipanti gestito dall'associazione.

Che cosa chiedere al telefono

Al momento della prenotazione conviene chiedere quattro cose: in quale delle due sedi si svolge l'incontro scelto, a che ora comincia, dove si trova il punto di ritrovo della navetta, se serve un certificato o un modulo. Il ciclo finisce il 24 ottobre 2026: le ultime settimane di ottobre sono le ultime occasioni utili dell'edizione.

Come vestirsi

Per una pratica di movimento servono abiti comodi, che non stringano, e scarpe con cui si cammina bene. Negli spazi all'aperto dei due siti, in ottobre, il pomeriggio può essere mite ma il vento si fa sentire: uno strato in più da togliere e rimettere è una buona idea. Una bottiglia d'acqua è sempre utile.

Chi accompagna

La classe mista prevede anche familiari e caregiver. Chi accompagna una persona con Parkinson non deve restare seduto a guardare: può danzare, e il metodo lo incoraggia. È uno dei punti di forza del progetto, perché sposta il rapporto fra chi assiste e chi è assistito su un terreno diverso, di gioco e di scoperta condivisa.

Come arrivare alle sedi di Danzare per includere

Villa Giulia si raggiunge con i tram 2, 3 e 19 o con la metro A, fermata Flaminio, a 14 minuti a piedi; l'area del Colosseo con la metro B, fermata Colosseo, e con il tram 3.

A Villa Giulia in metro e tram

La fermata più vicina della linea A è Flaminio, in piazzale Flaminio: il museo calcola 14 minuti a piedi fino all'ingresso. Il tram 2 parte da piazzale Flaminio e risale la via Flaminia. I tram 3 e 19 percorrono viale delle Belle Arti, cioè passano proprio sul lato del museo: per chi arriva da San Lorenzo o dai quartieri a est è la soluzione più semplice, senza cambi.

Al Colosseo in metro e tram

La metro B ferma a Colosseo, davanti all'anfiteatro; il tram 3 ha una fermata con lo stesso nome. L'area del Colosseo è in zona a traffico limitato e i parcheggi di superficie sono rari: l'auto privata è la scelta meno pratica.

La navetta

Per le persone con disabilità la soluzione migliore resta la navetta gratuita dell'organizzazione, con andata e ritorno da un punto di ritrovo. Per orari e fermate precise dei mezzi pubblici conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC il giorno stesso.

Una curiosità su Danzare per includere a Villa Giulia e al Parco archeologico del Colosseo — dal 14 marzo al 24 ottobre 2026

La curiosità più bella lega le due sedi del progetto con un filo che pochi notano. L'emiciclo di Villa Giulia, sul retro dell'edificio del Vignola, è dipinto con grottesche: tralci, pergolati, uccelli, figure leggere. Quel repertorio decorativo nasce dalla riscoperta, alla fine del Quattrocento, delle sale sepolte della Domus Aurea, cioè proprio dell'area oggi gestita dal Parco archeologico del Colosseo. Gli artisti del Rinascimento si facevano calare nelle sale interrate da Traiano per copiarne le pitture, e poiché quelle sale sembravano grotte, le decorazioni presero il nome di grottesche.

Chi partecipa agli incontri di Danzare per includere, quindi, si muove fra l'originale e la sua eco. Al Colosseo è accanto alla villa di Nerone che quelle decorazioni le ha ospitate per prima; a Villa Giulia danza sotto la loro versione cinquecentesca, dipinta per un papa che voleva una villa per il piacere e il riposo. Due luoghi pensati per la festa e lo svago, a quindici secoli di distanza, che tornano a essere usati per il movimento del corpo. A me pare la scelta di sedi più sensata che un progetto del genere potesse fare, anche se probabilmente nessuno l'ha pensata in questi termini.

Una cosa che non ti dice nessuno su Danzare per includere a Villa Giulia e al Parco archeologico del Colosseo — dal 14 marzo al 24 ottobre 2026

Quello che non si legge negli annunci è che il limite vero di progetti come questo non è la danza, è il tempo. Il Dance Well funziona se è praticato con regolarità: gli studi citati dall'associazione parlano di effetti sui sintomi motori dopo una pratica costante e prolungata, non dopo un pomeriggio. Chi arriva all'ultimo mese di un ciclo che dura da marzo deve saperlo: le settimane che restano sono poche, e il senso della partecipazione è soprattutto conoscere il metodo e le persone che lo conducono, per poi continuare.

La seconda cosa riguarda gli spazi. Un museo o un parco archeologico non sono una palestra: pavimenti antichi, ghiaia, scale, dislivelli. Gli operatori scelgono gli ambienti con cura, ma chi ha problemi di equilibrio deve segnalarlo al momento della prenotazione, in modo che il gruppo sia organizzato di conseguenza. È anche per questo che la prenotazione è obbligatoria: serve all'associazione per sapere chi arriva, con quali esigenze, e con quale accompagnatore.

Terzo: la navetta. È un servizio raro nel panorama romano e va usato. Troppe famiglie rinunciano a iniziative gratuite perché il trasporto costa più dell'evento stesso, in fatica prima che in denaro.

Il consiglio che ti do per visitare Danzare per includere a Villa Giulia e al Parco archeologico del Colosseo — dal 14 marzo al 24 ottobre 2026

Meglio andare in due. Se avete un genitore, un amico o un parente con Parkinson, non accompagnatelo soltanto: prenotate anche per voi e danzate con lui. Il metodo nasce per il gruppo misto, e l'esperienza cambia natura quando il familiare smette di essere spettatore. Per molti caregiver è la prima occasione, da anni, di condividere con la persona che assistono qualcosa che non sia una visita medica.

Il secondo consiglio riguarda la sede. Se potete scegliere, provate almeno una volta Villa Giulia: il ninfeo e i cortili del Vignola e dell'Ammannati sono spazi costruiti per essere attraversati con lentezza, e la loro geometria aiuta chi ha bisogno di punti di riferimento visivi. Il Colosseo ha dalla sua la forza dell'immagine; Villa Giulia il raccoglimento.

Terzo: arrivate con mezz'ora di anticipo. Un pomeriggio che comincia di corsa, dopo il traffico, parte in salita. Seduti in un giardino per un quarto d'ora prima dell'inizio, il corpo si prepara da solo. Per chi desidera tornare negli stessi luoghi in un'altra occasione con una visita guidata costruita sulle proprie esigenze, la redazione di Tour Leader Pro organizza visite private.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che il ninfeo di Villa Giulia è la sede storica della serata finale del Premio Strega, la votazione degli Amici della domenica che si tiene il primo giovedì di luglio: dal 1965 la cerimonia è stata trasmessa più volte dalla Rai dal giardino del museo. Molto meno citato è l'uso che la villa ebbe nei secoli fra il papa e il museo.

Nel 1769 papa Clemente XIV fece restaurare l'edificio e lo destinò all'esercito: quartiere, magazzino e perfino lazzaretto. Vi ebbe sede anche la Scuola di veterinaria. La villa costruita per i pranzi estivi di un papa, con gli ospiti che arrivavano in barca risalendo il Tevere dal Vaticano, fu per decenni un luogo di servizio, di malati e di animali.

Il passaggio a museo, nel 1889, è una storia di recupero: un edificio decaduto che torna a essere spazio pubblico. È la stessa traiettoria che Danzare per includere propone alle persone: da una condizione che tende a chiudere dentro casa a una presenza attiva nei luoghi più belli della città. I luoghi, a Roma, cambiano funzione in continuazione, e questo è un uso che la villa merita.

La foto giusta da fare a Danzare per includere a Villa Giulia e al Parco archeologico del Colosseo — dal 14 marzo al 24 ottobre 2026

Una premessa necessaria: durante gli incontri le persone vanno rispettate. Nessuna fotografia ai partecipanti senza il loro consenso esplicito, tanto meno ai volti di chi convive con una malattia. Se l'associazione documenta gli incontri, lo fa con le sue regole. La foto giusta, allora, è quella del luogo, prima o dopo.

A Villa Giulia mettetevi al centro della loggia dell'Ammannati, con le spalle all'emiciclo, e guardate verso il ninfeo: si vedono in sequenza il cortile, la balaustra, la discesa verso la fontana. È un'inquadratura costruita per la profondità, piano dopo piano. Fotografate in verticale per tenere insieme la volta dipinta della loggia e il fondo del ninfeo. Poi cercate un dettaglio delle grottesche dell'emiciclo, con un pergolato e degli uccelli.

Al Colosseo, la fotografia che consiglio è quella che mette insieme il gruppo e il monumento solo se tutti sono d'accordo: un cerchio di persone di spalle, in movimento, con l'anfiteatro sullo sfondo. Nessun volto, molta luce di pomeriggio. È un'immagine che racconta il progetto meglio di qualsiasi ritratto.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Le due sedi di Danzare per includere hanno alle spalle una cronologia densa. Fra il 1550 e il 1555 papa Giulio III fa costruire Villa Giulia da Vignola e Ammannati, con il contributo di Michelangelo e Vasari. Nel 1555, morto il papa, il successore Paolo IV Carafa confisca le proprietà riunite dal predecessore e la villa viene divisa. Nel 1769 Clemente XIV la destina all'esercito. Con la presa di Roma, nel 1870, passa al Regno d'Italia; il 7 febbraio 1889 un Regio Decreto istituisce il museo, e fra il 1889 e il 1890 nel giardino viene costruita la riproduzione del tempio di Alatri. Il 23 gennaio 2016 il museo diventa uno degli istituti autonomi del Ministero.

Sull'altro fronte, il 3 agosto del 64 dopo Cristo divampa il grande incendio che dura sei giorni e sette notti; sulle rovine Nerone costruisce la Domus Aurea, con lo stagno al centro della valle. Nel 72 Vespasiano avvia i lavori dell'Anfiteatro Flavio sul terreno bonificato. Nel 104 un incendio distrugge il padiglione dell'Oppio, e il 22 giugno del 109 Traiano inaugura le terme costruite sopra. Nel 135 Adriano inaugura il Tempio di Venere e Roma, dopo aver spostato il Colosso. Il 14 gennaio 1506, in una vigna sul Colle Oppio, viene ritrovato il gruppo del Laocoonte.

Nel 2026, con Danzare per includere, persone con Parkinson e disabilità danzano ogni settimana in questi luoghi. Non è un evento della stessa scala, ma entra nella stessa storia: quella di come Roma usa il suo patrimonio.

Chi è passato da Danzare per includere a Villa Giulia e al Parco archeologico del Colosseo — dal 14 marzo al 24 ottobre 2026

Dalla villa di Giulio III sono passati Jacopo Barozzi da Vignola, Bartolomeo Ammannati, Giorgio Vasari e, con un progetto per il casino, Michelangelo Buonarroti; con loro i pittori Prospero Fontana, Pietro Venale da Imola e il giovane Taddeo Zuccari. Nell'Ottocento Felice Barnabei, l'archeologo e politico che volle il museo. Nel Novecento Massimo Pallottino, uno dei padri dell'etruscologia, la cui biblioteca è conservata nel museo. Nel giardino del Premio Strega sono stati proclamati, fra gli altri, Paolo Volponi, Paolo Cognetti, Antonio Scurati, Sandro Veronesi, Emanuele Trevi e Donatella Di Pietrantonio.

Dall'area del Colosseo, oltre a Nerone, sono passati i suoi architetti Severo e Celere, il pittore Fabullo, il re Tiridate d'Armenia, invitato a banchetto nel 66. Nel Rinascimento Pinturicchio, Raffaello e Michelangelo scesero nelle sale della Domus Aurea a studiare le grottesche; sulle pareti si leggono ancora le firme graffite di Domenico Ghirlandaio, Filippino Lippi e Martin van Heemskerck, e più tardi quelle di Giacomo Casanova e del Marchese de Sade.

E nel 2026 ci passano gli insegnanti e i partecipanti di Parkin Zone: persone con Parkinson, familiari, studenti, danzatori, guidati da un metodo nato a Bassano del Grappa e arrivato a Roma dopo Torino, Firenze e Tokyo. Un registro di nomi meno noti, ma non meno degno di essere scritto.

Cosa vedere intorno alle sedi

Villa Giulia si trova nella zona che i romani chiamano Valle Giulia, fra Villa Borghese e i Parioli; il Colosseo è al centro dell'area archeologica più densa della città.

Intorno a Villa Giulia

A pochi passi, sulla via Flaminia, Villa Poniatowski è la seconda sede del museo. Risalendo verso il parco si entra a Villa Borghese, con la Galleria Borghese. Verso nord, lungo il tram 2, si arriva al MAXXI e all'Auditorium Parco della Musica. Verso sud, da piazzale Flaminio si entra in piazza del Popolo.

Intorno al Colosseo

Il Foro Romano e il Palatino sono a pochi minuti a piedi; il Ludus Magnus, la caserma dei gladiatori, è sulla via Labicana. Salendo verso il rione Monti si incontra San Pietro in Vincoli, con il Mosè di Michelangelo.

Dove mangiare dopo gli incontri

Il ristorante del museo di Villa Giulia è chiuso in attesa di una ristrutturazione, quindi per un tè o una cena bisogna uscire.

Flaminio e Parioli

Lungo via Flaminia ci sono trattorie di quartiere, pizzerie al taglio e bar con tavola calda, con prezzi da quartiere residenziale. Salendo verso i Parioli l'offerta si fa più curata e più cara, con pasticcerie e bar con dehors: un buon posto per una merenda dopo un pomeriggio di movimento.

Monti e Celio

Dal Colosseo le due direzioni utili sono il rione Monti, salendo verso via Cavour, con trattorie ed enoteche, e il Celio verso San Giovanni, con locali frequentati da romani e prezzi più contenuti. I locali affacciati sulla piazza del Colosseo lavorano soprattutto con il turismo di passaggio.

Accessibilità nelle sedi

Il Museo Nazionale Etrusco dichiara di aver eliminato la maggior parte delle barriere architettoniche, con percorsi alternativi, ascensori e servoscala; all'ingresso è disponibile su richiesta una sedia a rotelle.

A Villa Giulia

Il giardino e il ninfeo hanno scale: chi ha difficoltà motorie chieda all'ingresso i percorsi alternativi. Per i visitatori ciechi e ipovedenti il museo offre su richiesta riproduzioni tattili e visite tattili; per le persone sorde c'è una videoguida in LIS gratuita.

Nell'area del Colosseo

L'area archeologica ha superfici irregolari e dislivelli. Per gli incontri di Danzare per includere la regola è una sola: comunicare all'associazione le proprie esigenze al momento della prenotazione, e usare la navetta gratuita prevista per le persone con disabilità.

Ottobre a Roma: le ultime settimane del ciclo

Ottobre è uno dei mesi migliori per stare all'aperto a Roma: temperature ancora miti nel pomeriggio, luce bassa e dorata, meno turisti dell'estate. Per un'attività di movimento all'aperto nei giardini di Villa Giulia o accanto al Colosseo, le condizioni sono ideali.

Una giornata da combinare

Chi viene a Roma da fuori con un familiare può costruire una giornata semplice: la mattina una visita tranquilla al Museo Etrusco, pranzo al Flaminio, il pomeriggio l'incontro di danza. Oppure, per chi è in città anche nei primi giorni di ottobre, la rassegna MOISAI alla Domus Aurea porta spettacoli dal vivo proprio nell'area del Parco archeologico del Colosseo.

Domande frequenti su Danzare per includere

Quando si svolge Danzare per includere a Roma?

Danzare per includere si svolge dal 14 marzo al 24 ottobre 2026, con incontri settimanali nel pomeriggio, prevalentemente il venerdì. Le sedi sono due, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e il Parco archeologico del Colosseo: il giorno, l'orario e il luogo di ciascun incontro vanno confermati con Parkin Zone al momento della prenotazione.

Quanto costa partecipare a Danzare per includere?

Danzare per includere è completamente gratuito, previa prenotazione. È gratuito anche il servizio navetta organizzato per le persone con disabilità, con trasporto andata e ritorno da un punto di ritrovo. Il progetto è sostenuto da Roma Capitale nell'ambito dell'avviso Roma Creativa 365, in collaborazione con Zètema.

Come si prenota Danzare per includere?

Per Danzare per includere si prenota direttamente con l'Associazione Parkin Zone, scrivendo a info@parkinzone.org oppure telefonando al 339 6502872. Conviene chiedere subito la sede dell'incontro, l'orario di inizio, il punto di ritrovo della navetta e se occorre compilare un modulo di partecipazione.

Bisogna avere il Parkinson per partecipare?

No, Danzare per includere è aperto a tutti: il protocollo Dance Well si basa sul gruppo misto, formato da persone con Parkinson, familiari, cittadini, studenti, danzatori, persone con ridotta mobilità. L'attenzione particolare va alle persone con malattia di Parkinson, altre malattie neurologiche e disabilità, ma nessuno è escluso.

Serve saper danzare?

Per Danzare per includere non serve alcuna esperienza di danza. Nel metodo Dance Well ognuno danza con il proprio corpo, qualunque esso sia, e gli insegnanti lavorano per trasformare ogni limite in una possibilità. Bastano abiti comodi, scarpe sicure e la voglia di muoversi in gruppo.

Che cos'è il metodo Dance Well?

Dance Well è un progetto di ricerca e movimento per il Parkinson ideato dal CSC Casa della Danza di Bassano del Grappa, praticato dal 2013 al Museo Civico bassanese. I suoi capisaldi sono il contesto artistico, il gruppo misto e la gratuità: si danza in musei, palazzi, giardini e parchi, dove la bellezza del luogo diventa stimolo creativo.

Come si arriva a Villa Giulia per Danzare per includere?

Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, in piazzale di Villa Giulia 9, si raggiunge con i tram 2, 3 e 19, oppure con la metro A fino a Flaminio, da cui il museo calcola 14 minuti a piedi. Le persone con disabilità possono usare la navetta gratuita organizzata da Parkin Zone.

Il giudizio su Danzare per includere

Molte persone rinunciano a Roma per un motivo semplice: la città è faticosa, e per chi ha una malattia neurologica lo è il doppio. Danzare per includere fa la cosa giusta nel modo giusto: gratuità, trasporto, luoghi scelti per la loro bellezza e un metodo che non misura nessuno con il metro della prestazione. Se avete in famiglia una persona con Parkinson, telefonate questa settimana: il ciclo finisce il 24 ottobre, e vale la pena conoscere queste persone prima che l'edizione si chiuda.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento14 Marzo 2026 — 24 Ottobre 2026
IndirizzoMuseo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Piazzale di Villa Giulia 9, 00196 Roma Pinciano, Roma, Roma Città

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